Libro 1 – Il Vero Dio

CAPITOLO I – L’Essere originale di Dio

Sezione 1. Dio è il partner soggetto incorporeo

1.1. Il Dio incorporeo

Dio è senza forma. Se Lo dobbiamo immaginare grande, è infinitamente grande, e se Lo dobbiamo immaginare piccolo, è infinitamente piccolo. (35-156, 13.10.1970)

Dio esiste veramente? Dio può essere percepito in modo più reale del dolore che vi fa dire «ahi!» quando qualcuno vi dà un pizzicotto, o più reale dell’esperienza di mangiare quando avete fame? Questa è la domanda. Quando sapremo che Dio esiste veramente, tutti i problemi saranno risolti. (89-72, 11.7.1976)

Noi abbiamo una mente. La mente è invisibile e può sembrare che non esista, eppure esiste. Esiste nella testa o nel cuore? La mente esiste in tutto il vostro corpo; è presente in ogni cellula del vostro corpo, senza eccezione. La stessa cosa vale per Dio. Poiché questo mondo è come il Suo corpo, Egli è presente in ogni parte del mondo. (38-242, 8.1.1971)

Non potete vedere Dio. Potete vedere l’energia? Poiché Dio è il corpo originale dell’energia, non potete vedere Dio nemmeno nel mondo spirituale. (105-193, 21.10.1979)

Il Dio saggio, onnisciente e onnipotente, pensò che era più conveniente governare come un essere incorporeo che poteva muoversi liberamente in mezzo alle cose. Poiché Dio non ha nessuna forma, può passare attraverso le cose come vuole, senza alcun problema. Dio può venire nel vostro corpo e passare attraverso di esso, ma voi potreste non accorgervene.

Quando vi appisolate, Dio può camminare sul vostro corpo come vuole senza che ve ne accorgiate. Com’è conveniente! Così è plausibile dire che Dio ha scelto di rimanere invisibile perché pensava che questa sarebbe stata la cosa più conveniente. (138-167, 21.1.1986)

Normalmente noi non siamo consapevoli dell’aria che ci circonda. L’aria c’è, ma noi non la sentiamo. Se non ci accorgiamo dell’aria che circola attorno a noi, come possiamo essere coscienti di Dio?

È più conveniente per Dio rimanere invisibile. Nello stesso tempo, Egli deve essere più che abbastanza grande da avvolgere questo immenso universo. Anche se Dio è senza forma, ha bisogno di una mente che è più grande di questo universo. (138-167, 21.1.1986)

Avete tutti l’amore? Avete la vita? Tutti voi avete lo sperma o gli ovuli per continuare la vostra linea di sangue, vero? Avete anche una coscienza? Allora avete mai visto l’amore? Avete visto la vita, la linea di sangue o la coscienza? Anche se sapete che esistono, non potete né toccarli né vederli. Potete conoscerli solo percependoli attraverso la vostra mente e il vostro cuore. Allo stesso modo, quando vi chiedono se Dio esiste oppure no, se L’avete visto oppure no, non potete dire che non L’avete visto. (275-13, 30.10.1995)

Quando Dio è nel vostro cuore, il cuore lo sa. Quando Dio è nel vostro cuore, potete passare attraverso le pareti protettive e comunicare con i santi che sono morti migliaia di anni fa. Potete far questo quando il Dio eterno viene nel vostro cuore. Non potete catturare l’eternità attraverso il tempo; il tempo esiste nell’eternità. Ecco perché, anche se non possiamo vedere Dio, il nostro cuore Lo conosce. (41-285, 17.2.1971)

Come ama Dio? È una domanda difficile da rispondere, vero? Poiché Dio è senza forma, può andare da qualsiasi parte – dentro gli occhi di una signora, dentro il suo cuore… Può andare dappertutto. Non c’è nessun posto in cui non può andare. Allora, dove vive Dio? Dov’è la Sua casa? La casa di Dio è in mezzo al nostro cuore. Il cuore maschile di Dio vive nel cuore dell’uomo e il cuore femminile di Dio vive nel cuore della donna. (128-325, 2.10.1983)

Supponete che Dio, che è onnipotente e onnisciente e controlla tutto il cielo e la terra, fosse qui. Col Suo potere potrebbe spazzare via il Monte Taebaek e fare un buco che passa attraverso la terra. Pensate che potreste sopravvivere guardando un Dio del genere? Così è un bene che Dio sia invisibile. Se fosse visibile, i vostri nervi tremerebbero e non potreste sopravvivere nemmeno un’ora. Quindi dovete essere grati che Dio è invisibile. Non è una questione da ridere. Ciò che vi ho detto adesso viene dalle mie esperienze profonde. È un resoconto che viene dalle mie esperienze, non da quelle di altre persone. (38-244, 8.1.1971)

E se Dio decidesse di togliere tutta l’aria del mondo lasciandone solo un metro cubo? Sarebbe un metodo cattivo ma se Dio lo facesse, l’unificazione del mondo non sarebbe alcun problema. Forse potrebbe realizzarla in cinque minuti. Se Dio togliesse tutta l’aria e chiedesse: «Vi unificherete oppure no?» tutta l’umanità griderebbe all’unisono: «Sì!» Dio potrebbe unire il mondo in un istante usando questo metodo, ma siamo grati che Dio non faccia questo con l’aria. Senza l’aria non possiamo vivere. L’aria è assolutamente necessaria per la vita. Eppure, le persone inghiottiscono aria come dei ladri senza sentirsi grate per questo. (38-244, 8.1.1971)

Se Dio, il grande Signore del cielo e della terra, fosse visibile agli occhi umani, gli uomini lotterebbero tra loro per accaparrarseLo oppure no? Non ci sarebbe alcun modo di fermare la battaglia. Così è un bene che Dio sia invisibile. L’America e l’Unione Sovietica lotterebbero, reclamando ognuna che Dio è suo. Farebbero questo. Chi sarebbe in grado di fermare quella lotta? Il Dio onnisciente resta invisibile per paura che scoppino queste lotte. Desiderare che Dio sia visibile è stupido. È meglio che non lo sia. (41-285, 17.2.1971)

Questo universo è velato nel mistero. Questo grande universo ha un’estensione di circa 21 miliardi di anni luce. Un anno luce è la distanza che la luce percorre in un anno. La luce può fare sette volte e mezzo il giro della terra in un secondo, così potete cominciare a pensare a quanta distanza la luce percorre in un anno. Allora, come deve essere grande il Signore che può dominare questo immenso universo? Se Dio avesse un corpo, quanto sarebbe alto? Se Dio è grande, come diciamo che è, può trascinare in giro il Suo corpo ingombrante? Come sarebbe scomodo se dovesse avanzare pesantemente in questo modo! Ogni volta che si muovesse, l’universo cadrebbe per lo stupore. Dio è un essere saggio. Ecco perché ha deciso di essere un Signore invisibile. (138-167, 21.1.1986)

Avete mai pensato al peso di Dio? Quanto pensate che sia pesante? Quanti chilogrammi pesa? Forse miliardi di tonnellate? Se fosse così pesante, avrebbe un grosso problema a cercare di andare in giro. Ma è ideale per Dio essere incorporeo. Anche se lo portate dentro il vostro portafoglio, non sentirete alcun peso.

Poiché non ha nessuna forma può addirittura entrare e uscire dalla cruna dell’ago più piccolo. In altre parole, può andare in giro a Suo piacimento. Essendo infinitamente grande, e tuttavia anche infinitamente piccolo, è libero di muoversi in qualunque parte dell’universo. (136-106, 22.12.1985)

Se avete una cosa che considerate estremamente preziosa, vorrete portarla sempre con voi. Non vorrete separarvene nemmeno per un momento. Allora se Dio, il tesoro più grande di tutti, fosse in vostro possesso, dove vorreste servirLo? Esiste un magazzino dove potete tenerLo al sicuro, dove potete prendervi cura di Lui? Quel luogo non è altro che il vostro cuore e la vostra mente. Il cuore e la mente dell’essere umano formano il magazzino dove si può servire Dio in modo sicuro. (41-285, 17.2.1971)

Poiché Dio è senza forma, la conclusione è che deve dare importanza agli esseri che hanno una forma più che a Sé stesso. Solo allora le cose cominceranno a girare. Viceversa, gli esseri umani devono dare più valore a Dio e alla loro mente invisibile che al loro corpo. (111-40, 18.1.1981)

1.2. In origine dovevamo conoscere Dio in modo naturale

Se l’umanità non fosse caduta e noi fossimo nati attraverso genitori di bontà originale, non ci sarebbe alcun bisogno di discutere se Dio esiste. Le persone lo saprebbero naturalmente sin dalla nascita. I bambini cominciano a succhiare il latte appena nascono, quando sentono il seno della mamma davanti a loro. Hanno bisogno di imparare a succhiare mentre sono nell’utero? Sanno automaticamente cosa fare.

Se gli esseri umani non fossero caduti, riconoscerebbero e coltiverebbero in modo naturale il loro rapporto con Dio, e capirebbero automaticamente che la loro posizione è andare verso di Lui. Ma la caduta ha fatto dimenticare tutto alle persone. Ecco perché il mondo dubita dell’esistenza di Dio. Questa è una tragica realtà. (20-306, 14.7.1968)

Gli esseri umani sono il capolavoro tra le creature dell’universo. Che grande capolavoro sono? Sono stupendi aldilà dell’immaginazione. Se è così, quando il Dio assoluto li ha creati, avrebbe dovuto crearli in modo che non sappiano quello che Lui dice, vede o sente? (53-51, 8.2.1972)

Se Adamo ed Eva, che assomigliavano a Dio, fossero diventati i genitori dell’umanità, avrebbero riconosciuto la presenza costante di Dio in loro attraverso le Sue opere. Se questo fosse successo, non ci sarebbero dubbi su Dio. Se non ci fosse stata la caduta, potremmo percepire la presenza di Dio in qualunque momento, ed Egli apparirebbe immediatamente ogni volta che Lo chiamiamo. Se raggiungeremo quel livello, chi negherà la Sua esistenza? Nessuno. (La famiglia benedetta – 307)

L’esistenza di Dio non è una semplice questione di parole. Dal punto di vista del rapporto tra partner soggetto e oggetto nel Principio, non abbiamo bisogno di dimostrare che Dio esiste. Piuttosto la posizione che dobbiamo adottare è che Dio esisteva prima che noi Lo conoscessimo e che Egli domina tutti i nostri sensi e tutto ciò ci riguarda.

Essere consapevoli di questo è più importante di qualunque altra cosa. La regola fondamentale è che la consapevolezza precede la conoscenza, non il contrario. Quando abbiamo freddo, sentiamo freddo prima di pensare: «Ho freddo». Non pensiamo: «Ho freddo» prima di sentire freddo. Non è così? Allo stesso modo, poiché Dio esiste, dovete essere in grado di percepire la Sua esistenza con le vostre cellule. Raggiungere quello stato è ciò che conta. In altre parole, il punto è come raggiungiamo lo stato in cui possiamo sperimentare queste cose. (58-291, 25.6.1972)

Dovreste poter gridare «Padre!» persino nel vostro sonno e anche quando siete da soli. Quando nella vostra vita quotidiana vi dimenticate di mangiare o di dormire ed esclamate «Padre!» con un ardente desiderio, potrete tenere la Sua mano. Succederanno cose magiche. Quando invocherete «Padre!» Egli vi abbraccerà.

Dovete sapere che nella vostra vita di fede, la cosa più preziosa è come attingete ai sentimenti che vi portano delle esperienze profonde. Il grado e la quantità delle vostre esperienze e dei vostri sentimenti possono essere la misura della vostra fede. Se avete un cuore d’amore così, quando deciderete: «Devo realizzare questo», Dio sarà già lì ad aiutarvi ancor prima che Gli chiediate: «Padre Celeste, per favore sii con me». Sentendo il Suo appoggio, direte: «Grazie, Dio!» (58-299, 25.6.1972)

Il Principio dell’Unificazione insegna che Dio è il Signore assoluto e invisibile con caratteristiche duali in armonia. Come un essere dalle caratteristiche duali, Dio creò Adamo ed Eva quali manifestazioni della Sua dualità. Egli intendeva essere il loro centro verticale quando crescevano e si collegavano orizzontalmente attraverso l’amore.

In altre parole, quando Adamo ed Eva avessero raggiunto la maturità, le caratteristiche maschili di Dio sarebbero entrate nella mente di Adamo e le caratteristiche femminili di Dio sarebbero entrate allo stesso modo nella mente di Eva.

Questo non significa che Dio è diviso. Dio può essere presente nella mente di Adamo ed Eva perché Lui è il Signore con caratteristiche duali. (138-245, 24.1.1986)

Noi diciamo che Dio è un essere che armonizza le caratteristiche duali, vero? Ma io non ho ancora parlato di Lui come un essere d’amore unificato, oltre al fatto che armonizza le caratteristiche duali. Abbiamo bisogno di aggiungere che Dio è l’essere d’amore unificato. (223-268, 12.11.1991)

Sezione 2. Il Dio incorporeo ha bisogno di un corpo

2.1. Dio creò Adamo ed Eva per assumere una forma fisica

Perché Dio ha bisogno di una forma come Adamo? Tutte le cose hanno una forma, ma Dio è un essere invisibile. Dio non ha assolutamente nessuna forma. Se pensiamo che è grande, è infinitamente grande, e se pensiamo che è piccolo, è infinitamente piccolo. Anche se tutte le cose della creazione si manifestano con una certa forma standard di quell’essere, e anche se si manifestano con un corpo sostanziale che assomiglia a questo essere, Dio non le può controllare direttamente. Per questo, il mondo sostanziale della creazione ha bisogno di un essere sostanziale con il carattere e la forma del Signore. Dio deve esercitare il Suo dominio sul mondo spirituale infinito così come su tutte le cose sulla terra. Per essere in grado di governare l’arcangelo, le creature della terra con le loro varie forme e persino gli esseri invisibili, Dio ha bisogno di un aspetto centrale, cioè di una forma esteriore. Ecco perché Dio creò Adamo. (35-156, 13.10.1970)

Lo scopo di Dio nel creare l’essere umano era di avere il dominio sul mondo incorporeo e il mondo corporeo attraverso di lui. Dio deve formare un rapporto con un essere dotato di personalità. Così, con la perfezione di Adamo, l’immagine di Dio, che è la Sua forma esteriore, raggiunge la perfezione. Quando Dio creò Adamo, voleva che la forma, l’aspetto, il carattere e le altre caratteristiche di Adamo assomigliassero ai Suoi poiché era al centro del mondo incorporeo. Senza una forma, non avrebbe potuto esercitare il dominio sul mondo della forma. (35-156, 13.10.1970)

Perché Dio creò Adamo ed Eva? Lo fece per avere un corpo. Dio, come essere incorporeo, non può amare i Suoi figli fisici senza diventare un padre e una madre con un corpo sostanziale. Quale era lo scopo di Dio nel creare Adamo ed Eva? Primo, che il Dio incorporeo acquisisse un corpo attraverso il corpo di Adamo. Secondo, nell’assumere una forma sostanziale, Dio avrebbe sperimentato una scossa vibrante nel Suo essere. Le parole da sole non possono esprimere il sentimento. Dio voleva provare gioia attraverso lo stimolo di questo impulso. Terzo, poiché Dio è il Padre verticale sull’asse centrale, non occupa nessuno spazio. Egli cerca di entrare nel piano orizzontale. (232-210, 6.7.1992)

Non potete vedere Dio nemmeno nel mondo spirituale. Dio non è visibile. Potete vedere l’energia? Poiché Dio è l’Essere originale dell’energia, non può essere visto nemmeno nel mondo spirituale. Egli non ha corpo. Perciò, per guidare e governare il mondo fisico, Dio deve assumere una forma fisica. Che tipo di Dio è?

Se, invece di cadere, Adamo avesse raggiunto la maturità, avesse prosperato sulla terra e fosse andato in cielo, sarebbe diventato Dio che manteneva ancora la forma di Adamo. Quindi, il Dio invisibile e l’Adamo visibile si sarebbero uniti. Allora le risate di Adamo sarebbero state le risate di Dio e le risate dell’universo. (105-193, 21.10.1979)

Come divinità invisibile, Dio non può sentire nessuno stimolo da questo universo. Non importa quale grande stimolo arrivi alla Sua mente, come essere incorporeo, Dio non sentirà nessuna ispirazione. Poiché questi aspetti invisibili sono uguali, non possono stimolarsi l’un l’altro. Quando due cose in conflitto, come l’acqua calda e l’acqua fredda, s’incontrano, c’è una reazione, vero? Dio ha bisogno di questo tipo di stimolo. (141-37, 16.2.1986)

Dio è invisibile perfino nel mondo spirituale. Non ha nessuna forma. Così, per diventare il genitore corporeo dell’umanità, Dio deve acquisire una forma. Senza forma non può diventare il centro. (222-337, 7.11.1991)

Lo scopo finale di Dio per la creazione è acquisire un corpo. Poiché il Dio incorporeo non può governare il mondo fisico, deve apparire con un corpo come il Padre e la Madre di tutta l’umanità. Deve assumere una forma fisica per stabilire un rapporto con gli esseri della creazione come partner oggetto e partner soggetto e così sentire uno stimolo attraverso i Suoi organi sensoriali. (25-342, 12.10.1969)

Anche se Dio ha creato il mondo fisico, come un essere senza forma, non lo può dominare. Per questo ha bisogno di un corpo. Lo scopo di creazione di Dio è acquisire un corpo e diventare un genitore sostanziale. Questo doveva essere realizzato attraverso Adamo ed Eva.

Se Adamo ed Eva avessero raggiunto la perfezione, Dio sarebbe entrato nella loro mente e avrebbe creato una sovranità centrata su di Lui. Costituendo questa sovranità, l’Adamo originale avrebbe stabilito il diritto dei genitori e, assieme a questo, il diritto del figlio maggiore. Non avremmo avuto bisogno del regno del secondo figlio di oggi. Adamo stesso sarebbe stato il maggiore dei figli maggiori e, allo stesso modo, Eva sarebbe stata la maggiore delle figlie maggiori. In questo modo i due figli sarebbero diventati i genitori di tutti i genitori umani e nello stesso tempo i sovrani del mondo eterno. (214-39, 1.2.1991)

Perché Dio ha dato un corpo agli esseri umani? Perché non è rimasto da solo, senza un corpo? Non sarebbe stato molto meglio? Perché Dio ha creato il corpo che ha causato così tanti problemi? Dio è una divinità senza forma. Un Dio del genere non può essere l’antenato degli esseri umani che hanno un corpo. Deve assumere una forma fisica perché vuole avere un rapporto con i Suoi figli che hanno un corpo. Questo è il motivo per cui il corpo di Adamo diventa come il corpo di Dio. Così Dio è elevato a uno stadio ancora più alto, un mondo di una dimensione più alta di quella della mente di Adamo. (223-183, 10.11.1991)

Poiché Dio è invisibile e non ha forma, si deve manifestare assumendo una forma. Per regnare sull’umanità e su tutte le cose che hanno forma, Dio deve assumere la forma di Adamo ed Eva. Poi, una volta che Adamo ed Eva e Dio si uniscono, il cuore di Dio diventa il cuore di Adamo ed Eva.

Dovete capire che quando Dio entra nel cuore di Adamo ed Eva e si unisce a loro, alla fine sarà come il signore interiore di Adamo o l’Adamo interiore. (90-194, 1.1.1977)

Perché Dio creò gli esseri umani? Poiché questo universo ha una forma fisica, Dio fece in modo di amministrarlo e guidarlo attraverso Adamo ed Eva, che sarebbero i signori con una forma fisica. Poiché Dio è senza forma nel mondo spirituale e non può governare direttamente l’universo, creò l’uomo per assumere una forma fisica e diventare il Re che può regnare sui Suoi discendenti, i Suoi figli che nascono nel mondo.

Il volto di questo Re doveva essere il volto di Adamo. Un re ha bisogno di una regina. Chi è la regina? Eva doveva diventare la regina. Adamo ed Eva dovevano essere gli antenati nel mondo spirituale così come sulla terra. (199-144, 16.2.1990)

2.2. Adamo è il primo antenato e il Dio visibile

Dio creò Adamo ed Eva innanzitutto per avere un corpo e, in secondo luogo, per rendere perfetto l’amore. Se Adamo ed Eva avessero raggiunto la maturità e, unendosi, fossero diventati un’incarnazione fisica dell’amore, Dio sarebbe entrato in loro. Così sarebbe stato il Genitore d’amore dell’umanità.

Il mondo ideale si sarebbe realizzato quando Adamo ed Eva, come genitori nella forma esteriore di Dio, avessero moltiplicato dei figli. Allora il mondo spirituale e il mondo fisico si sarebbero collegati attraverso gli esseri umani. Così Dio creò gli uomini anche allo scopo di collegare il mondo spirituale al mondo fisico. In questo modo Dio avrebbe dimorato in Adamo ed Eva attraverso l’amore come il vero genitore dell’umanità, il genitore incarnato. Sarebbe apparso anche come il genitore nella forma di Adamo ed Eva dopo che Adamo ed Eva fossero andati nel mondo spirituale. (La famiglia benedetta – 307)

Adamo, creato come il corpo di Dio, doveva diventare il vero antenato dell’umanità. In altre parole, Adamo era Dio fatto carne. Per avere dominio sul mondo degli esseri fisici, per poter sentire e udire in quel mondo tangibile, il Dio incorporeo ha bisogno di un corpo tangibile. Adamo era l’essere creato per diventare il Dio incarnato.

Allora chi è Eva? Eva era la moglie di Adamo, una moglie con una forma fisica. Se Adamo era Dio incarnato, Eva doveva essere la moglie incarnata di Dio. Dire che il Dio santo prende moglie potrebbe sembrare scioccante, ma Adamo fu creato come corpo di Dio e doveva prendere Eva come sua moglie. Eva, allora, sarebbe stata la moglie incarnata di Dio. (22-279, 4.5.1969)

Dio aveva bisogno di Adamo ed Eva per due scopi. Primo, per permettere al Dio incorporeo di apparire in una forma esteriore. Secondo, Dio voleva realizzare l’ideale d’amore. Adamo ed Eva dovevano essere la base e l’essenza della capacità del Dio incorporeo di instaurare un rapporto con il mondo corporeo con la sua forma esteriore visibile. (92-147, 1.4.1977)

A che servirebbe il Dio incorporeo che se ne sta in cielo da solo? Un Dio invisibile non serve a niente. Per essere il Genitore dell’umanità, deve essere in grado di sentire con un corpo. Dovete capire che Dio doveva inevitabilmente creare Adamo ed Eva come esseri che incarnano la Sua dualità; doveva avere un corpo in forma umana. (133-91, 10.7.1984)

Quando Dio diventa un padre con una forma corporea, l’invisibile e il visibile si uniscono. Questo simboleggia l’universo che si unisce. Per questo Dio creò Adamo ed Eva con una forma corporea che assomiglia alla forma esteriore di Dio.

Poi Adamo ed Eva sono elevati al palazzo celeste e al trono celeste dove Dio dimora nei loro cuori come il re e la regina per regnare sul mondo terreno e sul mondo incorporeo; in altre parole il Regno di Dio è stabilito. Questo regno è il regno dell’amore. Lo spirito e il corpo si possono unire solo attraverso l’amore, attraverso nient’altro. (143-93, 16.3.1986)

Eva nacque come una principessa e anche come la futura partner oggetto di Dio. Dio voleva fare di lei il Suo partner d’amore, cioè Sua moglie. Perché? Per condividere l’amore Dio ha bisogno di un corpo. Dio non ha nessuna forma nel mondo spirituale. Appare come luce, come la luce del sole che risplende nell’atmosfera ventiquattro ore al giorno. Dio, come essere incorporeo, amministra tutto dall’alto. Ma sentirebbe un grande vuoto se, guardando dall’alto gli esseri umani, gli venisse continuamente ricordato il distacco, l’impossibilità del Suo essere incorporeo di averli, con i loro corpi, come Suoi partner d’amore.

Per questa ragione il Dio incorporeo creò Adamo ed Eva con un corpo, come un’opera assoluta dell’ideale d’amore e come Suoi partner. Che forma assume Dio? Dio assume la forma di Adamo ed Eva. Dio è il padre interiore, e Adamo il padre esteriore; Dio è il genitore interiore, e Adamo ed Eva sono i genitori esteriori. (199-361, 21.2.1990)

Dio creò il cielo e la terra per condividere l’amore. Così il Dio incorporeo fa entrare in scena un uomo e una donna come incarnazioni del Suo amore eterno. Coloro che Egli presenta come le incarnazioni centrali dell’amore sono i veri antenati dell’umanità e i Veri Genitori di bontà. Voi non avete avuto dei veri genitori, ma oggi la Chiesa dell’Unificazione ha la dottrina dei Veri Genitori. (38-173, 3.1.1971)

Perché Dio creò Adamo ed Eva? Il Dio incorporeo non può avere dominio su questo mondo della sostanza. La divinità senza forma, invisibile, non può regnare sul mondo visibile degli esseri creati – l’universo. Per questa ragione Dio deve procurarsi un corpo, basato sull’amore. Questo è il motivo per cui ha creato. Quando assume un corpo centrato sull’amore, può sentire uno stimolo interiore ed esteriore. Si genera uno stimolo. (166-232, 7.6.1987)

Poiché il Dio invisibile non ha forma corporea, i Veri Genitori rappresentano la Sua forma. I Veri Genitori sono genitori a livello individuale, familiare, tribale, di popolo e di nazione e, in futuro, Dio apparirà nella forma dei Veri Genitori nel mondo spirituale. (98-224, 1.8.1978)

Questo insegnamento denota la grandezza della Chiesa dell’Unificazione. La grandezza del Reverendo Moon è che Dio vuole assumere la sua forma. (166-232, 7.6.1987)

Dio è senza forma. Ora il Dio incorporeo è apparso come un Dio con una forma. Cos’è questo Dio con un corpo? È quello che chiamiamo i Veri Genitori, che non sono caduti. (201-83, 4.3.1990)

In definitiva, poiché Dio è spirituale e senza forma, le persone non possono né ricevere direttamente i Suoi insegnamenti, né ricevere l’esperienza di rinascita da Lui. Per questo Dio ha stabilito delle figure centrali in modo che le persone possano apprendere e sperimentare la rinascita attraverso di loro. Questi sono i Veri Genitori corporei e incorporei. (91-101, 3.2.1977)

Qual era lo scopo di Dio nel creare Adamo ed Eva? Come esseri umani noi abbiamo un corpo, ma il Dio invisibile non ce l’ha. Senza un corpo Dio non può dominare il mondo fisico e il mondo spirituale. Quindi, anche se Dio esiste, se vuole manifestarsi come il genitore dell’umanità, deve acquisire un corpo. I rappresentanti di Dio che hanno quel corpo dovevano essere Adamo ed Eva. Dio doveva apparire assumendo la forma di Adamo ed Eva non caduti.

Quindi, se da un lato Adamo ed Eva sono i primi antenati dell’umanità, dovevano anche essere Dio, che regna in cielo e sulla terra. Adamo ed Eva dovevano essere Dio in forma corporea; avevano cioè la responsabilità di governare il mondo nella posizione di genitori, assumendo la forma esteriore di Dio che dimora nel mondo eterno invisibile. (133-91, 10.7.1984)

L’intenzione di Dio non era solo che Dio e gli esseri umani realizzassero un rapporto d’amore verticale perfetto come partner soggetto e oggetto. Sulla base della perfezione del loro amore verticale, Dio cercava anche di far realizzare l’amore orizzontale di Adamo ed Eva.

Quando Dio viene come il genitore interiore e Adamo ed Eva, come genitori esteriori, raggiungono la completa unità con Lui, in quel momento l’ideale dell’amore si realizza. Come genitore invisibile, Dio diventa il genitore eterno nel mondo visibile assumendo la forma di Adamo ed Eva. A quel punto, Adamo ed Eva diventano i veri genitori e i veri antenati. (135-10, 20.8.1985)

Sezione 3. Dio è un Dio personale

3.1. Un Dio personale con intelletto, emozione e volontà

Oggi molti cristiani dicono che Dio, il Creatore, essendo un essere unico e assoluto in posizione del Dio Altissimo e dell’Essere di assoluta bontà, non può avere un rapporto con gli esseri umani che Egli ha creato, cioè con degli esseri creati. In altre parole, dicono che le Sue creature sono profane, mentre Lui è assoluto e divino. Ma dal punto di vista dell’amore, per quanto Dio sia buono ed elevato e per quanto umili siano le Sue creature, esse devono avere lo stesso carattere di Dio, se sono destinate ad avere un rapporto d’amore con Lui. Devono avere lo stesso cuore. Significa che Dio deve avere le stesse qualità personali di un essere umano. (138-245, 24.1.1986)

Che tipo di divinità è Dio? È un Dio personale, con intelletto, emozione e volontà. Poiché quello che questo Dio personale desidera più di tutto è l’amore, ha creato gli esseri umani come Suoi partner d’amore. Questo è un fatto straordinario. (143-149, 17.3.1986)

Dio, la Causa Prima, che forma ha dato agli esseri umani? Ci ha fatti come Sé stesso. Ci ha fatti a Sua immagine. Questo significa che il Padre assomiglia a noi come noi assomigliamo al Padre. Questo ci dà la risposta. Cercando di conoscere Dio, cosa potremmo scoprire sulla Sua natura? Se concludiamo «Dio è qualcuno come me», colpiremo dritti nel segno. (127-233, 15.5.1983)

A chi pensate che assomigli Dio? Se è dell’amore che Dio ha bisogno, amerà qualcosa che assomiglia a Lui o amerà gli animali che non Gli assomigliano? Dio ha bisogno di un partner che Gli può piacere e con cui può condividere l’amore. Se gli esseri umani sono veramente i partner di Dio, guardando il genere umano arriviamo a concludere che Dio deve essere un Dio personale. Tutti i Suoi elementi devono essere in grado di armonizzarsi al cento per cento con quelli dell’umanità. Dio deve essere uno che armonizza tutti gli elementi del corpo e della mente. Questo è il motivo per cui Dio deve avere gli attributi di intelletto, emozione e volontà. (162-271, 17.4.1987)

Se Dio esiste, che tipo di rapporto ha con gli esseri umani? Per avere un rapporto con gli esseri umani, deve essere un Dio personale. E per essere un Dio personale deve assomigliare agli esseri umani.

Le persone hanno gli attributi della mente e del corpo. Allora Dio, come loro Creatore, deve avere delle caratteristiche simili, se deve condividere con loro uno scopo comune. È da qui che ha origine il concetto delle caratteristiche duali. (167-243, 21.7.1987)

Secondo voi Dio ha una personalità come gli esseri umani? Se è come una persona, secondo voi è un uomo o una donna? Allora pensate che abbia quella cosa che penzola da tutti gli uomini o no? Che tipo di natura interiore ho detto che ha Dio? Come il Soggetto delle caratteristiche duali, avrà sia le parti concave che quelle convesse, oppure no? Avete mai pensato a questo? (181-203, 9.10.1988)

Pensate che Dio rida? Avete visto sorridere Dio? Pensate che Dio abbia gli occhi? Pensate che abbia un naso? E che dire della bocca o delle orecchie? Ha un corpo? Se esaminate attentamente il Cristianesimo potete vedere che i cristiani non hanno nessuna idea a questo riguardo. Non sanno se Dio ha gli occhi. Se chiedete a loro: «Avete veramente visto i Suoi occhi?» non lo sanno. Se chiedete: «A chi assomiglia Dio?», risponderanno: «Cosa vuoi dire? Dio assomiglia a Sé stesso.» Che tipo di risposta è questa? A chi assomiglia Dio? Ai Suoi figli. Ecco perché Dio deve essere un Dio personale. Come Dio personale esige da noi il livello di carattere più alto. Cosa forma la base del livello di carattere più alto? Non si misura né con i soldi né col potere, ma con l’amore. (182-59, 14.10.1988)

Se Dio esiste, dev’essere un Dio personale; dev’essere come una persona. Come Dio personale deve possedere intelletto, emozione e volontà. Sulla base di questi attributi, tutti i Suoi sentimenti e desideri e tutti gli scopi che stabilisce secondo la Sua volontà devono diventare concreti. (174-162, 28.2.1988)

Dio conosce tutto. Egli è il re supremo della conoscenza e del potere; è onnisciente e onnipotente. Inoltre, è onnipresente; non c’è un luogo privo della Sua presenza. Di che cosa ha bisogno? Di diamanti? Li può fare in qualunque momento. Di oro o di gioielli? No. Ciò di cui Dio ha bisogno è l’amore. Se Dio fosse solo, direbbe: «Oh, io ho l’amore ed è una meraviglia»? Di che cosa ha bisogno Dio? Se Dio è un Dio personale, allora deve avere una bocca, vero? Deve averla o no? Allora deve avere anche il naso, gli occhi, le orecchie, le mani, i piedi, una mente e un cuore. Se Dio è come una persona allora deve avere questi attributi. (142-30, 3.3.1986)

Che tipo di persona è Dio? Egli è onnisciente, onnipotente, onnipresente e potrebbe distruggere o salvare il mondo con una sola parola. Ma noi non abbiamo bisogno di questo tipo di Dio. Che genere di Dio desidera la nostra mente originale? Vorremmo qualcuno di cui possiamo dire: «Non posso che amarlo più di mio padre e mia madre. Anche se nel nostro paese abbiamo un re o un presidente giusto, Egli è addirittura più alto di loro». I presidenti vengono cambiati ogni quattro anni; sono buoni e cattivi e così sono difficili da rispettare. (147-271, 1.10.1986)

Se Dio esiste e oggi viene nel nostro mondo, deve essere un Dio di intelletto, emozione e volontà. Perché? Perché è così che sono gli esseri umani. L’intelletto, l’emozione e la volontà di Dio, tuttavia, non sono basati sulle vie umane ma sulla via celeste. (9-291, 12.6.1986)

Il Dio assoluto può essere triste? Il Dio onnisciente e onnipotente può evitare la tristezza? Può avere un rapporto con il dolore? Queste sono domande serie che non posso prendere alla leggera. Non possiamo mantenere l’idea che il Dio assoluto è il padre dell’umanità e tuttavia non sperimenta mai il dolore. Qui c’è una contraddizione logica, perché allontana fondamentalmente Dio, il Padre, dai Suoi figli che hanno intelletto, emozione e volontà e che sperimentano i sentimenti della gioia, della rabbia, del dolore e del piacere. Perciò Dio deve essere il Soggetto che può provare gioia, rabbia, dolore e piacere addirittura più di noi. (203-288, 27.6.1990)

Non esiste nessuna organizzazione religiosa che rende testimonianza a Dio in modo corretto. Se parlate di Dio, il Buddismo e il Confucianesimo sono lo stesso. Rimangono sconcertati. Non conoscono il Dio personale, con intelletto, emozione e volontà. La Chiesa dell’Unificazione afferma l’unità di Dio e dell’uomo. Questo è un concetto stupendo. (227-112, 11.2.1992)

I membri della Chiesa dell’Unificazione possono essere orgogliosi del fatto che conosciamo Dio molto bene. Lo conosciamo chiaramente. Dio è un Dio personale con intelletto, emozione e volontà e, nello stesso tempo, è il Soggetto dell’amore. Lo sappiamo chiaramente. Sappiamo che il Dio d’amore è il centro del cuore celeste e sappiamo che il centro del cuore celeste non può vacillare. (210-314, 27.12.1990)

3.2. Abbiamo bisogno di un Dio personale al quale ci possiamo unire

Oltre all’intelletto, all’emozione e alla volontà, Dio ha le Sue speranze, le Sue situazioni e il Suo cuore. Quali sono le speranze, il cuore e le situazioni di Dio? Abbiamo bisogno di conoscere queste cose fondamentali prima di pensare alla situazione dell’umanità. Armati di questa conoscenza, capirete naturalmente e immediatamente il desiderio originale delle persone. Perché? Perché lo scopo dell’umanità è lo scopo di Dio e lo scopo di Dio è lo scopo dell’umanità. Quelli che capiscono le situazioni, le speranze e il cuore delle persone possono capire anche le situazioni, le speranze e il cuore di Dio. (151-177, 15.12.1962)

Non possiamo parlare di amore se Dio non è un Dio personale. Dio ha bisogno di avere le stesse qualità di emozione e di carattere degli esseri umani. Solo il Cristianesimo, fra tutte le religioni, ha rivelato questo tipo di Dio. I primi cristiani chiamavano Dio “Padre”. Diventare liberi di chiamare Dio “Padre” è stata una grande scoperta religiosa. La mia spiegazione di Dio, come il Padre interiore ed esteriore che cerca di creare un’autorità unificatrice attraverso l’amore che si è incarnato in forma sostanziale, porta la discussione ad un nuovo livello, ma la scoperta cristiana di Dio come Padre è straordinaria. Inoltre, ha creato la base su cui la natura di Dio, nell’amore, può essere discussa ed esplorata tranquillamente. Il Cristianesimo ha anche promosso il monoteismo. Per questi motivi, secondo me, il Cristianesimo rappresenta la religione globale che può unire il mondo. Sta preparando la strada per unire il mondo. (139-239, 31.1.1986)

Anche se oggi ci sono tanti indirizzi religiosi, la religione che può penetrare nel cuore non è apparsa nel corso della storia. Tuttavia, poiché Dio esiste, questa religione deve apparire inevitabilmente. Alcune religioni insegnano l’etica sociale e la morale, altre insegnano il mondo spirituale infinito. Tuttavia, ci deve essere una religione che mette insieme gli insegnamenti etici e morali con quelli che descrivono il mondo spirituale infinito e li unisce sull’essenza fondamentale di un unico cuore. Io ho cercato questa religione ed è il Cristianesimo. Il Cristianesimo è una religione di cuore. Attraverso la caduta gli uomini hanno perso Dio e hanno dimenticato che Dio è nostro Padre. Abbiamo perso i Veri Genitori sostanziali e il Cristianesimo è la religione che li può introdurre di nuovo. (9-140, 1.5.1960)

La meta finale della filosofia è la scoperta di Dio. Che tipo di Dio è? È assoluto, immutabile e unico. Scoprendo Dio, troveremo che dev’essere un Dio personale, un Dio di cui gli esseri umani hanno bisogno. Per avere un rapporto con noi, Dio deve essere un Dio personale, che condivide gli aspetti interiori ed esteriori di tutti i nostri pensieri, ideali e volontà. Deve essere qualcuno che può avere un profondo rapporto con noi in tutti gli aspetti del nostro essere, emotivi, volitivi o intellettuali; altrimenti non ha nulla a che fare con noi. Da questo punto di vista, sulla premessa che Dio deve comprendere un carattere di tipo umano, la filosofia non ha reso onore a Dio. (138-142, 21.1.1986)

A chi assomiglia Dio? Ai Suoi figli e alle Sue figlie. Voi chi siete? Siete i figli e le figlie di Dio. Assomigliate a Dio; e Dio è un Dio personale. Dio può essere semplicemente un’entità senza forma? Il fatto straordinario nel Cristianesimo è che ha parlato di un Dio di emozione e personalità in termini del Suo carattere, amore intelletto, emozione e volontà. Questo è grandioso. Ha anche promosso il monoteismo. (177-274, 20.5.1988)

Se Dio è un Dio personale, pensate che abbia bisogno di amore? Quando noi esseri umani nasciamo come figli e figlie di Dio e chiamiamo Dio “Padre”, abbiamo bisogno del Padre come Lui ha bisogno di noi, e il Padre ha bisogno di noi come noi abbiamo bisogno di Lui. (184-199, 1.1.1989)

Se Dio è un Dio personale, cosa dovrebbe essere collegato a Lui? Quando dite “Dio”, parlate di qualcosa di elevato, vero? Allora, il vostro corpo può essere collegato a Lui? No. È il vostro cuore che è collegato. Gli esseri umani devono vivere con un cuore verticale con la Causa Prima, il Dio personale, come loro asse. Proprio come la terra ruota sul suo asse, assestando l’angolo, e si muove giorno per giorno attorno al sole nel corso di 365 giorni, noi dobbiamo vivere ruotando attorno a Dio. Ecco come dovremmo vedere le cose. (194-154, 22.10.1989)

L’esistenza di Dio porta naturalmente alla conclusione che se la provvidenza di Dio non va avanti e non è realizzata, questo mondo non ha nessuna speranza per il futuro. La Chiesa dell’Unificazione è emersa in questo tempo della storia per riconoscere il Dio personale con il Suo intelletto, emozione e volontà perfetti, e per lavorare insieme a Lui per realizzare il mondo ideale basato sul regno del cuore. La Chiesa dell’Unificazione sta chiarendo per la prima volta il rapporto fra Dio e l’umanità. (213-302, 21.1.1991)

Sezione 4. Dio è nostro Padre

4.1. Dio e gli esseri umani hanno un rapporto genitore-figlio

Dio e gli esseri umani hanno un rapporto genitore-figlio, ma come ha avuto origine questo rapporto? Se entrate in uno stato mistico e chiedete qual è il centro dell’universo, riceverete la risposta che è il rapporto genitore-figlio. Che cos’è il centro dell’universo? In breve, è il rapporto genitore-figlio. (48-208, 19.9.1971)

Se pregate Dio e Gli chiedete: «Cos’è il centro del cielo e della terra, e qual è l’origine dell’universo?», Egli dirà che è il rapporto fra un padre e i suoi figli, il rapporto genitore-figlio. Le persone che ignorano questo penseranno che si riferisca al rapporto fra un padre e una madre fisici e i loro figli e figlie, ma noi stiamo parlando del rapporto fondamentale con Dio. (19-158, 1.1.1968)

Dio creò gli esseri umani perché essere soli non porta nessuno stimolo. La gioia nasce attraverso un rapporto. Da soli non potete ricevere lo stimolo della gioia. Quando siamo nella posizione di partner di Dio, possiamo finalmente ricevere l’amore supremo, e la natura interiore di Dio diventa sostanziale. Se Dio è addolorato, l’umanità sarà inevitabilmente addolorata. Per questa ragione il rapporto fra Dio e gli esseri umani è un rapporto stabilito dal destino che non può essere spezzato. Non importa quante ricerche facciate, questa sarà la vostra conclusione. (La volontà di Dio – 279)

Ho detto che Dio e gli esseri umani hanno tra loro un rapporto genitore-figlio, ma cosa c’è di speciale in questo rapporto genitore-figlio? Il luogo più alto dove il padre e il figlio si possono incontrare è il punto centrale dove il loro amore, la loro vita e i loro ideali si incrociano. Allora l’amore, la vita e gli ideali sono in un unico posto. In quel luogo Dio è amore, e anche noi lo siamo; Dio è vita e anche noi lo siamo; e gli ideali di Dio sono i nostri ideali. Il primo luogo dove possono essere stabilite queste cose è il rapporto genitore-figlio. (69-78, 20.10.1973)

Quando Dio ci dà amore, quanto ce ne vorrebbe dare? L’amore di Dio non ha un limite stabilito, vuole dare all’infinito. Persino dopo aver dato tutto, Dio dice ancora: «Per te, voglio vivere in te». Qual è l’elemento essenziale che rende possibile questo? È l’amore. Dio sarebbe felice di vivere come un servo se quella vita fosse all’interno dell’amore. Un padre potrebbe provare gioia persino se vedesse il suo amato figlio defecare sul tavolo da pranzo. L’amore trascende la legge.

Dio ha elargito continuamente il Suo amore alle persone, ma questo non vuol dire che si lamenterà dicendo: «Io vi ho dato tutto senza riserve. Perché non restituite niente? Come potete essere così?» Il Dio d’amore assoluto si sente ancora frustrato per non essere riuscito a dare tutto l’amore che vuole dare. Dio assolutamente non può imporsi nella nostra vita. Se lo scopo di Dio nel creare l’uomo era dare un amore perfetto, Dio vorrà ancora riversare il Suo amore sul mondo umano anche se finora Gli è stato impedito di farlo. Più pensiamo a Dio come a un essere che dà in modo così incondizionato, più ci sentiamo bene. Se Dio fosse qualcuno che dice: «Io ho dato tutto, ora tocca a voi restituire», non avremmo bisogno di Lui. (36-77, 15.11.1970)

Dio è il padre degli esseri umani e gli esseri umani sono i figli e le figlie di Dio. Dio li ha creati investendo in loro l’essenza delle Sua ossa, l’essenza della Sua carne e l’essenza del Suo midollo. Se loro Lo tirano, Dio non può fare a meno di seguirli. (20-207, 9.6.1968)

Dio ha creato per amore. Ecco perché a Dio piace vedere un uomo e una donna che si amano. Per questo motivo Dio appare nel mondo dell’esistenza come l’essenza dell’amore. (86-82, 7.3.1976)

Il figlio è il frutto e la manifestazione dell’amore dei genitori, un’estensione della loro vita e l’incarnazione dei loro ideali. I figli nascono sulla base dell’amore, della vita e degli ideali dei genitori; così, più i genitori li vedono e più diventano amabili, più diventano persone ideali con cui stabilire un rapporto e più la vita diventa dinamica. (69-78, 20.10.1973)

Gli esseri umani nascono attraverso il rapporto d’amore come partner assoluti di Dio. È qui che Dio diventa il Padre e noi i figli e le figlie. Se c’è un luogo più alto di questo, il desiderio dell’uomo vorrà occupare quella posizione. Poiché il desiderio umano ricerca il meglio, se c’è qualcosa di migliore, Dio ce lo deve dare. Da questo punto di vista, Dio è sicuramente il Padre dell’umanità e gli esseri umani sono i Suoi figlie le Sue figlie. (48-205, 19.9.1971)

È chiaro che Dio non ci ha creato senza valore. Se l’avesse fatto, sarebbe un Dio strano. Poiché Dio è un essere assoluto, conosce tutto; se ci avesse creato senza sapere queste cose, sarebbe un Dio imperfetto. Ma Dio è l’Essere Assoluto e così ci ha creato come Suoi partner assoluti. (54-87, 20.3.1972)

Che tipo di essere è Dio, il Creatore del cielo e della terra? È un essere di bontà assoluta, l’origine di tutte le cose e il Signore dell’amore. Perciò, dopo aver creato il cielo e la terra, voleva dare all’umanità tutte le cose preziose dell’intero universo.

Se c’è qualcuno in cui Dio può veramente credere, che può amare e a cui può affidare tutto, vorrà trasmettere a questa persona le cose più preziose nella loro totalità. (13-247, 12.4.1964)

Se Dio è nostro Padre, non può averci voluto creare come creature mediocri o incompetenti. Poiché ci ha creato per essere in una posizione uguale, allo stesso livello del Dio onnisciente e onnipotente, la nostra coscienza cerca quello che c’è di più alto e di migliore. (53-224, 28.2.1972)

Se Dio è l’Essere Assoluto, perché questo essere assoluto ha creato gli esseri umani? Non era per amore dei soldi, della conoscenza o del potere. Dio creò l’uomo perché questo era l’unico modo in cui poteva provare amore. Da questo punto di vista, Dio come Padre e gli esseri umani come Suoi figli e figlie, formano un asse. Se si formano i collegamenti a questo asse, nulla può assolutamente spezzare il rapporto di unità e di amore fra Dio e l’umanità. (137-57, 18.12.1985)

Nel creare gli esseri umani, Dio investì completamente Sé stesso per modellarli nella forma più preziosa, ideale e perfetta. Dio creò Adamo ed Eva, desiderando esistere per loro, non per Sé stesso. Il tempo in cui Dio viveva per Sé stesso cedette il posto al tempo in cui esisteva per il Suo partner oggetto. Un essere ideale non vive per sé stesso; un essere ideale vive per il bene degli altri, per amore del suo partner oggetto. Questo principio è l’essenza fondamentale dell’universo. (69-81, 20.10.1973)

Non importa quanto Dio possa essere grande, assoluto, onnisciente e onnipotente, non può essere felice da solo. Le parole “felicità” ed “è buono” non hanno senso quando siete soli. Potete dire che è buono o che siete felici solo quando avete un rapporto con un partner. C’è qualcuno che dice che è felice quando è da solo? Non importa quanto possa essere onnisciente e onnipotente, Dio non è felice quando è solo. Supponiamo che un bravo cantante canti una canzone tutto da solo. Sarà felice? Ha bisogno di qualcuno che ascolti la sua canzone. Sarà gioioso solo quando esisterà quello scambio di dare e avere. Allo stesso modo anche Dio ha bisogno di un partner oggetto per sperimentare la gioia. (65-20, 13.11.1972)

Dio creò il Suo oggetto d’amore investendo completamente Sé stesso perché aveva bisogno di un oggetto d’amore. Non potete amare da soli. Anche un essere assoluto non può amare senza un oggetto d’amore. Così Dio creò gli esseri umani come questi oggetti d’amore. Perciò non li creò con negligenza. La Bibbia rivela che li creò attraverso la Parola, ma mentre lavorava non era rilassato. Li creò investendo Sé stesso al 120 percento, centinaia e centinaia di volte, con un lavoro estremamente duro e difficile. (197-164, 13.1.1990)

Quando alcuni cristiani pensano alla creazione di Dio del cielo e della terra, si concentrano sull’onniscienza e l’onnipotenza di Dio e quindi credono semplicemente che Dio creò con le Sue parole. La creazione, tuttavia, non prese forma per un atto di magia. Dio creò i Suoi figli e le Sue figlie investendo tutto il Suo essere con un cuore sincero. (65-20, 13.11.1972)

Ecco perché Lo amiamo. Se vogliamo fare un paragone, non potremo amare totalmente una cosa per cui non abbiamo investito tutti i nostri sforzi e dato il nostro sangue e la nostra carne. Facciamo di qualcosa l’oggetto della nostra speranza più sincera perché abbiamo investito in questa cosa l’essenza delle nostre ossa, l’essenza della nostra carne, l’essenza del nostro pensiero e l’essenza di tutto il nostro essere.

Dio, dove ha messo il punto d’inizio ideale della creazione? Lui non ci dice di dare tutto per amore Suo. Anziché cercare di assorbirci dicendo, «Vieni e attaccati a me», Dio investe Sé stesso. Non è un “attaccati a me”, ma un investimento. In altre parole, Dio ha messo il punto d’inizio dell’ideale nel principio di esistere per il bene degli altri. Ecco perché Dio ha investito Sé stesso per il bene dell’umanità. Dio stesso esiste per amore dell’umanità. (78-111, 6.5.1975)

Cosa intendeva Dio quando disse: «Io sono l’amore»? Ci insegnava ad avere a cuore l’amore giorno e notte, mentre lavoriamo, ci riposiamo, danziamo o piangiamo. In questo modo ha detto: «Io ho l’amore, ho la pienezza dell’amore». Avere la pienezza dell’amore significa che in esso è compreso tutto. Colui a cui sta a cuore l’amore più di tutti è Dio. Egli ha tutto quell’amore, e una volta che l’abbiamo assaporato, non siamo capaci di lasciarlo andare neanche morendo. (44-188, 7.5.1971)

Come essere onnisciente, onnipotente e onnipresente, non c’è nulla che Dio vuole trattenere per Sé stesso; non Gli manca nulla. Anche se Dio ha tutto, se c’è una cosa a cui dà più valore e della quale è orgoglioso più di tutto, è l’amore. Non c’è nulla di cui ha bisogno a parte l’amore. (108-223, 16.10.1980)

Da dove inizia la realizzazione dell’ideale di creazione? Non inizia da Dio ma dagli esseri umani. Inizia dalle cose della creazione perché l’ideale di creazione le ha destinate a questo. L’umanità è al centro della creazione. Per questa ragione, senza la perfezione dell’uomo, non c’è nessuna perfezione per Dio. Questo perché Dio e l’umanità sono una cosa sola. (149-9, 2.11.1986)

Cos’è che ci unisce a Dio e alla Sua volontà? Cos’è che si può unire all’essenza centrale della Volontà che è stata completata anziché alla Volontà che è in via di realizzazione? È l’onnipotenza di Dio? L’onnipotenza non funzionerà. È la Sua autorità assoluta? No. Allora è la Sua onnipresenza? Ancora una volta no. Allora che cosa deve essere? Dio è vivo e dimora nel mondo spirituale, trascendendo il tempo e lo spazio. Qual è il centro della Sua vita? Non è la Sua infinita potenza, onnipresenza, autorità assoluta o qualunque cosa del genere. Dio vive con l’amore come Suo punto centrale. Ecco come la penso. Dio è vissuto focalizzandosi sull’amore dall’inizio, per tutto il Suo corso presente, e lo farà per l’eternità. Questo perché Dio prova gioia quando ha un vero oggetto del Suo amore. (126-223, 24.4.1983)

Poiché Dio è assoluto, onnisciente e onnipotente, ha un magazzino d’amore che continua a riempirsi anche dopo che Egli dà e dà. Se dovessimo rubare un sacco di amore dal magazzino di Dio e distribuirlo giorno e notte, Dio ci punirebbe dicendo: «Mascalzone, ladro d’amore!»? Poiché Dio è onnisciente e onnipotente, dirà invece: «Okay, fai pure! È una cosa buona. Prendine quanto ne vuoi. Continua a farlo per sempre. Anche dopo che sei stato nel mio magazzino, ce ne rimane ancora un po’. Ecco perché io sono Dio. Ecco perché sono il Soggetto!» Dirà: «Io sono il partner soggetto e il partner soggetto deve avere più di quello che può dare al partner oggetto. Come partner soggetto io devo avere più di quello che posso dare a voi miei partner oggetto, altrimenti non sarei Dio. Ecco come sono!» Dirà ancora: «Se vuoi rubarmi l’amore e distribuirlo come la mia centrale d’amore, io te ne fornirò quanto ne hai bisogno.» Se poi voi direte: «Quando l’avrò esaurito, vorrò prenderne dell’altro, allora cosa dici se mi collego alla Tua conduttura d’amore?» Dio dirà: «Se vuoi, fallo pure!» (116-240, 1.1.1982)

4.2. Dio è la persona più vicina a voi

Qual è l’incarnazione più alta di tutte le verità? Sono i genitori, il marito e la moglie e i figli. Non c’è nulla di più alto. Allora, qual è il centro della verità? È l’amore. Sulla base di questo principio, qual è il centro della verità più alta? Noi diciamo che Dio è la fonte suprema della verità, della bontà, dell’amore e della vita. Cosa significano tutte queste cose? Vanno tutte nello stesso punto: per stabilire la verità sono necessari l’amore e la vita. Per questa ragione Dio è il nucleo più profondo, la fonte suprema della vita, dell’amore e della verità. Allora che tipo di essere è Dio? Egli è sia nostro Padre che nostra Madre. Il nucleo sono i genitori. Da questo punto di vista, Dio diventa semplicemente una persona. (21-183, 20.11.1968)

Dio dovrebbe avere una barba bianca. Gli si adatterebbe bene. Così Dio si accarezzerebbe la barba e se il figlio Gli dicesse: «La tua barba mi piace lunga», la Sua barba diventerebbe lunga, e se gli dicesse: «La tua barba mi piace corta», la barba diventerebbe corta.

Poiché Dio è onnisciente e onnipotente, quando ha un rapporto con gli uomini il Suo volto apparirà rozzo. Ad Adamo, a cui piacciono i lineamenti maschili, il volto di Dio apparirà maschile. Per le donne come Eva avrà un aspetto che piace alle donne. (110-281, 1.1.1981)

Pensate che Dio esisteva prima della creazione del cielo e della terra oppure no? Allora quanti anni pensate che abbia Dio? Per quelli che sanno contare solo fino a settanta va bene dire che ne ha settanta. A queste persone Dio dirà: «Ah, ah! Ho settanta anni». Quando qualcuno che sa contare solo fino a cinque chiede a Dio quanti anni ha, Lui dirà: «Ah, ah! Ho cinque anni» – perché non conoscono nient’altro. Non importa quanti numeri ci sono, Dio non può essere calcolato in termini numerici. È al di là dei numeri. Questo vi fa felici, vero? Ecco com’è il nostro Dio. (173-252, 1.2.1988)

A Dio piacciono anche tanto gli scherzi. Gli piace l’umorismo. Chi pensate sia il grande re dell’umorismo? È Dio. Egli ha il senso dell’umorismo perché è onnisciente e onnipotente. Chi è il grande re che fa spanciare gli altri dalle risa, che li fa ridere fino a che scoppiano e cadono per terra? È Dio. Sto dicendo che questo grande re è Dio. (171-148, 1.1.1988)

Esteriormente Dio assomiglia agli uomini e interiormente assomiglia alle donne. Se Dio è forte, onnisciente e onnipotente, ha anche un cuore misericordioso che può ricamare fiori sul sorriso di Buddha. Deve avere anche un cuore come quello della donna più femminile. Solo allora questi due aspetti avranno vita. (206-49, 3.10.1990)

Dio è il grande Signore dell’universo, onnisciente e onnipotente, un essere a cui non manca nulla e che ha tanti poteri. Nonostante ciò, se un figlio amorevole di pietà filiale dovesse farsi strada nel Suo petto senza chiederglielo, Lui griderebbe: «Ehi, tu! Quanto mi conosci? Che cosa stai facendo?». Dio potrebbe cercare di fermarlo, ma se il figlio dovesse ignorare le Sue proteste e continuare a spingersi per rannicchiarsi come faceva una volta nel petto di suo padre dicendo: «Volevo mettere la mia mano sul Tuo petto, come ero abituato tanto tempo fa a toccare il petto di mio padre», Dio cosa farebbe? Si sentirebbe offeso? Un padre sarebbe molto felice.

Quando i figli crescono, lasciano il grembo dei loro genitori, escono di casa e attraversano fiumi e montagne. Tuttavia, quando questi figli ritornano a casa, varcano la soglia, si mettono i vestiti vecchi e cercano di toccare il petto del loro padre, il padre si sentirà bene o male? Persino un nonno sul suo letto di morte sarebbe felice e direbbe: «Vieni, fammi sentire il tuo tocco». (169-76, 25.10.1987)

Dio è il Creatore. Allora, che cosa Gli si può aggiungere? Cos’è che può attirare a Sé? Se una cosa vuole cresce, o deve attirare a sé e assorbire qualcos’altro, oppure qualcuno le deve aggiungere qualcosa. In altre parole, deve assorbire qualcosa da sé stessa, oppure qualcun altro deve portarle qualcosa da aggiungere. Ma quando non c’è nulla da aggiungere a Dio e non c’è nulla che Dio può attirare a Sé, come può Dio crescere da Sé Stesso? Questa è una domanda importante. Io non ne ho discusso perché, se lo facessi, voi ne parlereste con noncuranza e creereste dei problemi. Così, per favore, fate delle ricerche in questo campo. Ve lo do come un compito a casa. Fate una ricerca, scrivete una relazione e io le darò il voto. (218-263, 19.8.1991)

Come pensate che il Dio assoluto abbia avuto inizio originariamente? Pensate che sia nato all’improvviso, venendo fuori velocemente? Non siete curiosi di saperlo? Se parliamo di questo i cristiani diranno: «Oh, il Creatore è santo, e questo è un insulto incredibile». Smettetela con queste sciocchezze! Non siete curiosi di sapere se Dio ha cominciato ad esistere o è sempre esistito così com’è? Abbiamo bisogno di avere una base logica per andare avanti.

Dott. Yoon! Come ha avuto origine Dio? Qualcuno che ha un dottorato in fisica non dovrebbe forse saperlo? Non è una vergogna se uno che ha un dottorato si copre la faccia così? I membri della Chiesa dell’Unificazione sanno solo dire: «Dio esiste naturalmente», ma non è così. Anche Dio si è dovuto sviluppare. Questa è la risposta giusta. (218-263, 19.8.1991)

Cos’è che ha il potere di creare una bellezza così impareggiabile? Dio deve averlo studiato. Dio, pur essendo onnisciente e onnipotente, se è un Dio personale ed è come una persona, quando si tratta d’amore vorrà entrarci dentro e dormire lì riposando in pace. Dio non può tenere sempre gli occhi spalancati e dire: «Tu stupido, non riposarti. Lavora giorno e notte alla restaurazione tramite indennizzo». Questo è il principio di Dio, vero? È proprio come respirare. Quando espirate, dovete inspirare. Anche Dio deve riposarsi dopo il lavoro. Dio lavora perché desidera sentire la gioia del riposo. Ogni cosa in Dio è collegata al rapporto reciproco di dare e avere. (164-70, 26.4.1987)

Se Dio esiste, che tipo di essere è? Egli è onnisciente, onnipotente e onnipresente e la Sua presenza pervade ogni cosa. Questo è buono. Egli è onnisciente, onnipotente e onnipresente e può fare qualunque cosa. Ma per quanto possa essere potente, e per quanto possa essere buono in tutto, cosa succederebbe se dicesse agli altri di servire solo Lui? Ci devono essere miliardi di persone che vivono nel mondo spirituale; se Dio dicesse a loro: «Io sono onnisciente, onnipotente e assoluto, e voi dovete servirmi in modo assoluto», cosa succederebbe? Cosa succederebbe se tutto dovesse servire solo Dio? Giudicando dall’essenza della nostra coscienza, alla lunga non saremmo capaci di abbracciare questo. Si creerebbe inevitabilmente un conflitto. In futuro i vostri cuori entrerebbero inevitabilmente in conflitto. (138-75, 19.1.1986)

L’unico partner che Dio può amare siamo noi, gli esseri umani. Dio non può fare un altro Dio tra le Sue creature. Perché? Forse pensate che il Dio onnisciente e onnipotente potrebbe creare un altro Dio proprio come Sé stesso. Questo può essere possibile, ma quale sarebbe il risultato? L’altro Dio mangerebbe insieme a Lui e Lo seguirebbe dappertutto; lavorerebbero insieme e starebbero insieme. Se Dio si mettesse a sedere, l’altro Dio si siederebbe insieme a Lui. Se agissero esattamente alla stessa maniera per centinaia di milioni di anni, come sarebbe? Pensateci. Come si sentirebbero soffocare! I loro occhi si stravolgerebbero in meno di un giorno. E come parlerebbero? Per quanti giorni pensate che parlerebbero tra loro? Forse nemmeno per tre giorni. Direbbero: «È tutto uguale! Questo mi distrugge». (141-26, 16.2.1986)

Qual è il centro della religione? È Dio. Naturalmente ci sono molti nomi per indicare Dio, ma il nome non conta. Non ci possono essere due Dio. L’origine è una, perciò Dio è uno solo. Quando le persone parlano di Dio, usano nomi diversi per riferirsi a Lui perché ogni nazione ha una lingua diversa. Comunque, l’Essere Originale è uno. (210-199, 23.12.1990)

Il Cielo e la terra non hanno cominciato ad esistere da sé stessi perché lo volevano, ma sicuramente provengono da un’origine e da una certa motivazione basata su qualche fonte di potere. Se si considera questo a un livello più alto, ci dev’essere una causa fondamentale di potere che, come partner soggetto centrale, muove il cielo e la terra o crea le cose. Chiamiamo questo essere Dio. I Suoi svariati nomi, che Gli sono attribuiti da popoli diversi e in lingue diverse, non hanno importanza. Ad ogni modo questo universo ha bisogno di avere un centro. Anche se gli esseri esistenti agiscono e si muovono, l’essere centrale non si muove insieme a loro nel loro mondo. Ci deve essere un Essere Originale centrale che rimane per sempre fisso al centro di questo mondo di rapporti in movimento. (154-298, 5.10.1964)

Sezione 5. L’onniscienza e l’onnipotenza di Dio sono dentro la legge

5.1. L’onniscienza e l’onnipotenza di Dio sono basate su dei principi

Qual era la motivazione di Dio nel creare tutte le cose in cielo e sulla terra? Dobbiamo considerare i punti fondamentali. Dio non ha bisogno di soldi. Non era per amore dei soldi, della conoscenza o per curiosità. Non era per amore del potere. Non c’è nulla che il Dio onnisciente, onnipotente e onnipresente non sappia. Egli è il Re della saggezza, il Re della capacità e il Re dell’oro. Può creare quanti diamanti desidera. Ma Dio non ha bisogno di diamanti. Perché ne avrebbe bisogno quando li ha tutto il tempo? Si ha bisogno di qualcosa solo quando questa cosa manca.

Attraverso la Sua conoscenza Dio ha creato le leggi che controllano gli elementi dell’universo, che si muovono e operano sotto certi principi. In confronto agli sforzi di Dio per creare queste leggi, l’impegno che gli scienziati investono per scoprire solo un minuscolo aspetto di una di queste leggi è nullo. La quantità del loro lavoro, i dottorati che hanno conseguito, la gloria e il vanto impallidiscono al confronto. L’arte è la stessa cosa. L’arte si impara dalla natura; non ha origine da nessun’altra parte. Tutto si impara dalla natura e non c’è nulla che non si possa trovare nella natura. (182-121, 16.10.1988)

Dio è onnisciente e onnipotente, allora che bisogno ha del potere? Perché ne avrebbe bisogno quando è Colui che può muovere l’universo? Non ha bisogno di potere perché Lui è il grande Re del potere. Gli eroi della storia, così come i re e gli imperatori delle grandi nazioni, per quanto fossero grandi sono tutti morti; prima di morire danzavano tutti sotto l’autorità di Dio. Dio non ha bisogno dei soldi o della conoscenza di cui abbiamo bisogno noi esseri umani. (176-165, 9.5.1988)

Dio stesso è assoluto, onnisciente, onnipotente e onnipresente. Non c’è nulla che non conosce e non c’è nulla che non può fare. Stando in questa posizione assoluta di Soggetto che possiede tutto, di cosa potrebbe aver bisogno? Anche se Dio è il Soggetto assoluto, deve avere il cuore di essere un partner oggetto così come un partner soggetto. Perché? Non abbiamo bisogno solo dell’est; quando c’è l’est abbiamo bisogno dell’ovest; quando abbiamo l’est e l’ovest abbiamo bisogno del nord e del sud e quando abbiamo il nord e il sud abbiamo bisogno del davanti e del dietro e del sopra e del sotto. In questo modo cerchiamo di formare una sfera. Questo è il motivo per cui l’universo è basato sul modello di una sfera. (201-12, 28.2.1990)

Che tipo di cose pensate di poter trovare nell’universo? Pensate che ci saranno delle stelle di diamanti? Se il Dio onnisciente e onnipotente ha creato l’universo, avrà creato solo una stella di diamanti? (49-294, 17.10.1971)

Cos’è che piace più di tutto a Dio? Gli studiosi famosi? Non c’è nulla di speciale negli studiosi famosi. Uno studioso può dire di aver fatto ricerche su questo e su quello, ma sta solo esponendo le formule naturali e i principi creati da Dio – lo studioso non li ha creati.

A Dio non piacciono neanche gli studiosi. E che dire dei presidenti? Pensate che a Dio piaccia Reagan, il Presidente degli Stati Uniti? E che dire di un presidente mondiale? Dio è il presidente dell’universo. Di che cosa avrebbe bisogno l’essere onnisciente, onnipotente e assoluto? A Dio non piace neanche il potere. Cosa viene dopo? I soldi? Non dite sciocchezze. (141-247, 26.2.1986)

Dio è onnisciente e onnipotente. Se dovesse arrabbiarsi e colpire la terra, tutto sarebbe distrutto in mille pezzi. A un grido di Dio persino i presidenti delle nazioni e le persone che sono orgogliose della loro posizione scomparirebbero senza lasciare traccia. Dio ha bisogno del potere? No. Il potere può essere qualcosa a cui aspirano i soldati semplici. A chi piace il potere? Piace al diavolo. (210-18, 30.11.1990)

Per quale motivo pensate che Dio abbia creato il cielo e la terra? Se Dio dicesse: «Ho cercato di crearvi solo per far sfoggio del mio potere, della mia onniscienza e onnipotenza», questo vi sembrerebbe buono? Le creature nate attraverso il potere di Dio direbbero: «Grazie Dio per averci creato con un tocco del Tuo potere»? Se Dio dicesse: «Io vi ho creato perché sono tanto saggio», vi farebbe piacere? Se Dio dicesse: «Io vi ho creato perché ho tante capacità», non pensereste: «Se Dio mi ha creato attraverso la Sua abilità o la Sua saggezza, qual è la mia gioia e tutto questo che cosa ha a che fare con me? Questa è la capacità di Dio, non la mia. Questa è la saggezza di Dio, non la mia. Quanto a me, io sono non ho nessun potere…» Qui sta il problema se si mette l’accento sull’onniscienza e l’onnipotenza. (175-150, 16.4.1988)

Oggi il Cristianesimo mette l’accento sul “Dio, Padre onnisciente e onnipotente,” ma l’onniscienza e l’onnipotenza operano esclusivamente sulla base di principi. Dio non fa le cose arbitrariamente o attraverso un’azione non basata sui principi. Le leggi stabilite dal Dio eterno sono eterne. Dio non cambia in modo arbitrario ciò che ha stabilito. L’autorità e la dignità di Dio, nella Sua obbedienza alle leggi, è straordinaria. Dio è il primo a seguire assolutamente le leggi che ha stabilito riguardo la giustizia pubblica e il bene pubblico perché sono conformi ai principi celesti. Dopo Dio, devono seguirle tutte le persone e poi l’universo. Non c’è una direzione alternativa. Questo è il modello ideale della creazione dell’uomo. (162-184, 12.4.1987)

Dio non può fare le cose da solo. I ministri cristiani di oggi forse pensano che il Dio onnisciente e onnipotente può fare le cose arbitrariamente in qualunque momento con il potere della creazione. Ma questo è molto lontano dalla verità. Tutte le cose che esistono in cielo e sulla terra operano secondo delle leggi e dei principi. Nemmeno Dio può infrangerli e agire per conto proprio. Il presidente di questo paese deve avere a cuore le leggi basate sulla costituzione e promulgate dalla legislazione. Qui c’è una grande confusione perché questo non sta succedendo, vero? (166-99, 30.5.1987)

Potrà sembrare strano, ma se Dio voleva l’amore, perché non poteva semplicemente crearlo a volontà? Perché se lo facesse, non potrebbe stare nella Sua giusta posizione. Questo è il motivo per cui non crea l’amore ed è come dire che non poteva crearlo. Capite cosa sto dicendo? Potete dire: «Ah, ma il Dio onnisciente e onnipotente come può non essere in grado di creare l’amore?». Se lo facesse potremmo concludere che o il dualismo o il politeismo erano corretti. Potete avere dei dubbi in proposito, ma è così che stanno le cose. (173-211, 18.12.1988)

Oggigiorno le persone parlano della natura di Dio e dicono che Dio è assoluto, onnisciente, onnipotente, onnipresente, unico, eterno e immutabile. Ma Dio cosa intende fare della Sua assolutezza? Cosa farà della Sua unicità? Che cosa ha a che fare con noi l’unicità di Dio? Queste sono domande fondamentali. Cosa farà Dio della Sua onniscienza e onnipotenza? Che rilevanza ha? Che se ne farà della Sua essenza eterna e immutabile? Può essere una cosa buona per Dio Stesso, ma non ha nulla a che fare con noi. La discussione diventa vana e inutile, tuttavia non possiamo avere una fede cieca. Dobbiamo chiarire queste questioni. (223-261, 12.11.1991)

Non c’è nulla che Dio non sa. È onnisciente e onnipotente, ha autorità assoluta ed è onnipresente. Ma questo che cosa ha a che fare con noi? Vi chiedo che cosa ha a che fare questo con noi. Forse direte: «Oh, poiché Dio ha autorità assoluta, dovrebbe essere facile per Lui governarmi. Poiché è onnipresente, dovrebbe essere facile per Lui controllarmi. Poiché conosce tutto, mi analizzerà completamente e non mi lascerà nessuna via di uscita». A che servirebbe se Dio dovesse governarci attraverso la Sua onniscienza e onnipotenza? (130-209, 22.1.1984)

Dio, con che cosa governa il cielo e la terra? Li governa attraverso la legge, una legge che governa attraverso l’amore. La legge universale esiste per sostenere i mezzi o il modo di governare. Dio ha creato l’umanità perché desidera ardentemente l’amore. Avrebbe potuto andare avanti da solo, senza di noi, e invece, ci ha creato per qualche scopo. Qual era questo scopo? Aveva bisogno ed ha bisogno di un amore che è stimolante ed è espresso in modo impulsivo. (121-103, 24.10.1982)

5.2. Solo l’amore è il criterio assoluto

C’è una cosa che paralizza Dio. Egli non è forse onnisciente e onnipotente? Ma nonostante la Sua onniscienza e onnipotenza, c’è una cosa che Dio non può fare come vuole. Secondo voi di cosa si tratta? Non è capace di creare oro o diamanti? Gli manca il potere? C’è una cosa che questo essere onnisciente e onnipotente non può fare come vuole. Che cos’è? È l’amore. L’amore. Pensate che c’è amore nel mio cuore? C’è amore nel vostro cuore? Fondamentalmente sì. Ma se doveste andare in giro dicendo continuamente a voi stessi: «Amore mio, amore mio, amore mio!» sareste dei pazzi. (142-269, 13.3.1986)

Pensate che Dio possa realizzare l’amore da Sé stesso? Il Dio onnisciente, onnipotente e unico dirà: «Oh, mi sento così bene!» tutto da solo? Allora dovremmo dire che anche Dio è diventato matto. Inoltre, se io dovessi dire: «Oh sono così felice, Oh amore mio!» basandomi solo su un sentimento d’amore, le persone direbbero che sono pazzo, vero? Ma se qualcuno prende anche solo un pezzetto di carta o un fazzoletto come suo oggetto e dice: «Oh mio amato fazzoletto!» chi parlerebbe male di questa persona? Il valore e l’autorità di un partner oggetto che può rappresentare l’universo è possibile solo nel mondo dell’amore. (142-31, 3.3.1986)

Sto dicendo che nemmeno il Dio assoluto può avere l’amore da Sé stesso. Poiché l’amore si trova solo in un rapporto reciproco, non importa quanto Dio possa essere onnisciente o onnipotente, non può possedere l’amore tutto da solo. Naturalmente Egli ha la potenzialità di amare, ma i segni e lo stimolo dell’amore possono venire soltanto attraverso un altro, non quando Dio è da solo. Questo è l’amore, il potere dell’amore. (138-245, 24.1.1986)

Noi abbiamo compassione delle vedove e dei vedovi, ma perché proviamo compassione? Perché, anche se dentro di loro c’è l’amore, non hanno nulla per metterlo in movimento. Per quanto Dio possa essere onnisciente, onnipotente e onnipresente, l’amore non agisce quando non c’è un partner. Dio, il Creatore del cielo e della terra, con chi desidera avere un rapporto? Vuole stabilire un rapporto d’amore con Adamo ed Eva. (130-21, 11.12.1983)

A Dio piace l’amore. Che tipo di amore piace di più a Dio? Il vero amore. Ma cos’è il vero amore? Dove diremmo che il vero amore ha la sua radice? La sua radice non si trova in Dio. Questo suona strano, vero? Il Dio onnisciente e onnipotente è il Signore del vero amore, eppure non vuole che la radice di questo amore parta da Lui. Dio pensa di piantare la radice in una persona che può essere l’oggetto di questo amore. (177-269, 20.5.1988)

Dio, per chi ha creato il cielo e la terra – per Sé stesso o per le Sue creature come Suoi partner? Naturalmente possiamo dire che Dio li ha creati per Sé stesso, ma dobbiamo sapere che Egli attribuisce una grande importanza al partner oggetto e questo è lo standard per tutta la creazione. Il soggetto fra tutti gli oggetti è l’umanità. I pensieri di Dio erano focalizzati sull’umanità e sulla felicità di tutte le persone. Quanto a Dio, è un essere onnisciente e onnipotente, non è vero? (109-268, 2.11.1980)

Dio è assoluto, onnisciente, onnipotente e onnipresente. Allora, può anche amare come vuole? No. Anche Dio è sotto il dominio dell’amore. Allora cosa possiamo dire di Dio? Dio non è onnisciente e onnipotente? Se Gli chiediamo: «Dio, Tu non sei onnipotente?» Dio risponderà: «Sono onnipotente, ma non quando si tratta dell’amore». Perché Dio è così? (98-38, 8.4.1978)

Dio non può essere Dio da Sé stesso. Che divertimento sarebbe? Si preoccuperebbe del cibo? Si preoccuperebbe del sonno? Si preoccuperebbe dei vestiti? Può procurarsi queste cose in qualunque quantità desidera. Può aver voglia di salire su un aeroplano e andare in giro volando, ma in un’ora si annoierebbe. Non importa quanto Dio possa essere onnisciente e onnipotente, e non importa quanto si vanti di essere così speciale, non lo troverebbe soddisfacente. Dio è proprio come noi. Non ha altra scelta. Deve trovare la gioia che deriva dal vedere qualcosa di valore che ha creato con uno sforzo. (161-116, 11.1.1987)

Qual è il vivo desiderio che ha portato Dio a creare? Sto chiedendo che cos’era che l’Essere Assoluto desiderava così tanto al punto da indurLo a creare? Dio è un essere onnisciente e onnipotente, che non ha bisogno né di oro né di conoscenza. Non Gli manca nulla e così vi chiedo quale necessità lo ha spinto a creare gli esseri umani.

Qual era la motivazione fondamentale di Dio per creare? Non era il potere, la conoscenza o i possedimenti. Che cosa mancava a Dio? A Dio mancava la base per l’amore. Anche Dio non è in grado di realizzare l’amore da Sé stesso. Ecco perché l’amore è l’origine, l’alfa – la motivazione per la creazione del cielo e della terra. (149-149, 21.11.1986)

Di che tipo di amore ha bisogno Dio? Dio ha l’amore ma può amare solo quando c’è un partner. Tutti voi che siete qui, avete l’amore? Ma vi piace dire: «Oh, che meraviglia! Oh, amore mio!» da soli? L’amore lavora soltanto quando avete un partner. Questa è la regola fondamentale dell’universo. Non importa quanto Dio possa essere onnisciente e onnipotente, senza un partner è un Dio solitario e triste. (94-262, 1.10.1977)

Non importa quanto Dio possa essere meraviglioso, assoluto, onnisciente e onnipotente, le cose buone non possono succedere quando Dio è solo. Le parole “felicità” o “questo è bello” non hanno nessun senso quando siete soli; potete parlare di gioia e di felicità solo dove c’è un rapporto con un partner oggetto. Non importa quanto Dio possa essere onnisciente e onnipotente, non può essere felice quando se ne sta da solo senza far nulla. Supponiamo che un bravo cantante canti una canzone da solo. Questo lo renderà felice? Ha bisogno di qualcuno che ascolti la sua canzone. Per sentirci bene abbiamo bisogno di avere uno scambio di dare e avere. Allo stesso modo Dio non può sentirsi bene da solo. (65-20, 13.11.1972)

Qual è l’origine dalla quale Dio ha cominciato ad esistere? Da cosa potrebbe essere venuto Dio? Qual è Suo il punto di inizio? È l’onniscienza e l’onnipotenza o l’autorità assoluta? A che serve l’autorità assoluta? Quando Dio è solo, a che serve avere autorità assoluta? Non c’è nessun altro, comunque. Se Dio, come l’Essere Assoluto, è da solo, a cosa serve la conoscenza? La domanda importante si riferisce all’essenza di Dio. Questo è l’amore: non un amore che cerca di essere servito, ma un amore che cerca di servire. (218-263, 19.8.1991)

Persino il Dio onnisciente e onnipotente si arrende di fronte al vero amore. Non importa quanto il Presidente della Corea possa essere grande, anche lui si arrende impotente di fronte al vero amore. Quando amate veramente vostra moglie, vorreste o no inchinarvi davanti a lei? Fareste di più che semplicemente inchinarvi. Pensereste: «Da che parte dell’universo è venuta mia moglie? Non posso fare a meno di amarla così sinceramente». Il pensiero di essere senza di lei vi paralizzerebbe le membra. Vi addolora pensare che lei non c’è. Come vi fa felice la sua presenza! Persino il presidente dirà felice: «Mia cara, ti prego amami; io ti amo!» mentre si inchina a terra. In quel momento quella piccola signora seduta di fronte a lui si sentirà bene o no? (211-83, 29.12.1991)

Non importa quanto Dio sia onnisciente e onnipotente, non può amare da solo come gli pare. Potete dire che Dio può amare come gli pare perché è onnisciente e onnipotente, ma questo pensiero crea un grosso problema perché porta a sostenere che non è necessario un oggetto d’amore. Per questa ragione affinché Dio, come l’essere assoluto e centrale, provi lo stimolo e la gioia del Suo stesso amore, ha bisogno di un partner d’amore. (208-233, 20.11.1990)

Persino Dio ha bisogno di un partner. Non può neanche realizzare l’amore da Sé stesso. Se io dovessi esclamare con entusiasmo: «Oh, oggi mi sento così bene», quando non c’è nessuno, la gente direbbe che sono pazzo, vero? Ma quando c’è un partner, anche se parlassi con entusiasmo avrebbe un senso e sarebbe adatto alle circostanze. Tuttavia, per quanto Dio sia onnisciente e onnipotente, che senso avrebbe se danzasse da solo dicendo: «Che bello, che bello; oh, mi piace il mio amore»? Dovete capire questo. Neanche Dio può realizzare l’amore da solo. Può sentire lo stimolo dell’amore soltanto quando ha un partner. Questo è il punto. (141-106, 19.2.1986)

Fra le cose che esistono nel mondo non c’è nessun potere che può competere con quello di Dio perché Dio è onnisciente, onnipotente e assoluto. Dio è anche eterno, immortale e autoesistente. Ma Dio, cos’è che desidera? Non sono i soldi, la conoscenza o il potere; allora che cosa desidera? C’è solo una cosa di cui Dio ha assolutamente bisogno, una cosa che è assolutamente necessaria sia per Dio che per l’umanità: il vero amore. (La famiglia benedetta – 302)

5.3. Persino Dio obbedisce assolutamente all’amore

Poiché a Dio piace l’amore, può impazzire per l’amore? Il Dio onnisciente, onnipotente e meraviglioso, che ha creato il cielo e la terra, può impazzire per l’amore? Ci sono delle volte in cui un nonno che di solito domina come una tigre si sottomette docilmente al controllo della piccola nonna. Cos’è che gli fa fare questo? Lo fa perché è preso dal gancio dell’amore. L’amore ha un grande potere. Ecco perché Dio si arrende impotente di fronte all’amore. (137-84, 24.12.1985)

Se il Dio competente, onnisciente e onnipotente esiste, che tipo di cose gli piaceranno? La conclusione più logica è che, siccome Dio è migliore degli esseri umani, sicuramente gli piacerà l’amore. Allora, che cos’è mai l’amore di Dio? Anche prima dell’inizio del tempo, Dio aveva l’amore che viveva continuamente per gli altri e cercava di praticare questo tipo di amore. (90-86, 19.12.1976)

Dovete essere figli di Dio. Nell’essere figli di Dio che strada volete prendere? La strada dei soldi? Dio dirà: «Io sono onnisciente e onnipotente e sulla base del mio grande potere dovete instaurare il rapporto genitore-figlio»? Che dire della conoscenza? Queste sono delle questioni marginali. Dio si vuole focalizzare sull’amore e dice: «Io devo unirmi a quell’amore». Dovreste dire: «Solo quell’amore è il migliore». Quando vi sarete impadroniti completamente di quell’amore, persino il potente Dio di questo universo, dirà: «Sì, sì!» (69-181, 12.11.1973)

Per quanto possa essere onnisciente e onnipotente, Dio può ordinare agli uomini e alle donne di obbedire assolutamente al vero amore? Per avere una presenza dominante come Padre, Dio dovrebbe ordinare: «Anch’io obbedisco assolutamente al vero amore, quindi obbedite al vero amore come faccio io». Se Dio dicesse ai Suoi figli e alle Sue figlie di obbedire assolutamente al vero amore senza farlo Egli stesso, avrebbe senso?

Dio, che è padrone del vero amore, diventerebbe un dittatore. Solo quando Dio dice: «Proprio come io obbedisco eternamente e assolutamente al vero amore, voi figli e figlie dovete obbedire eternamente al vero amore», essi diranno: «Amen!», altrimenti si faranno beffe dicendo: «Il Padre vive come gli pare e noi non abbiamo altro da fare che obbedire? Puh!». Ci saranno dei problemi. Quindi dobbiamo stabilire l’idea che anche Dio obbedisce assolutamente al vero amore. (211-84, 29.12.1990)

Per quanto possa essere onnisciente e onnipotente, Dio obbedisce assolutamente al vero amore. Questa cosa sembra, una cosa buona o cattiva? Questo vero amore sarebbe buono quando è sentito da est e cattivo quanto è sentito da ovest? È buono che lo sentiate da ovest, da sud, da nord, da sopra o da sotto. Giorno e notte, per tutte e quattro le stagioni, e oltre il tempo della nostra giovinezza e vecchiaia, per tutta l’eternità sarà piacevole sentire il suono del vero amore. (211-75, 29.12.1990)

Dio, che asserisce il potere assoluto, sta anche cercando un posto dove l’amore si può stabilire, un posto dove l’amore può stare. Anche a Dio piace assolutamente l’amore. E quanto Gli piace? Più della Sua assolutezza, onniscienza, onnipotenza e onnipresenza. Dio obbedirà assolutamente alle leggi del vero amore anche se abbandona ogni altra cosa. Solo allora tutto avrà un senso.

Noi diciamo che Dio è il Padre dell’umanità, vero? Allora, questo Padre può dire ai Suoi figli e alle Sue figlie di obbedire assolutamente al vero amore se la Sua stessa vita non è centrata sull’amore? Questo principio fondamentale è indispensabile. Perciò, solo quando Dio stesso vive obbedendo assolutamente all’amore può educare i Suoi figli dicendo: «Dovete vivere così perché io stesso vivo in questo modo». (207-261, 11.11.1990)

Il Dio assoluto pensa anche: «Pur essendo assoluto, onnisciente e onnipresente e pur avendo tutto, voglio anch’io vivere obbedendo a qualcosa di assoluto». Anche Dio ha il desiderio di vivere per gli altri. Poiché Dio è così, il Suo amore non chiede che gli altri Lo servano. Non deve amare in un modo che chiede di essere servito. (201-115, 27.3.1990)

Su quale base si realizzerà l’unità? Poiché Dio è onnisciente e onnipotente, l’unità verrà sulla base della Sua onniscienza? O sulla conoscenza? No. Allora cosa? Il potere? Neanche il potere funzionerà.

Non importa quanto la primavera sia potente, non può essere altro che una stagione in cui sbocciano i fiori. Anche se si può dire che l’estate è potente, non può essere altro che una stagione in cui gli alberi si infoltiscono di foglie. In autunno appassiranno tutte e cadranno. Anche se si dice che l’autunno è la stagione del raccolto, non può superare l’inverno. Per superare queste limitazioni, le stagioni hanno bisogno di servire sempre il sole come il loro centro. In questo modo, servendo il centro, le quattro stagioni trionfano tutte; non possono unirsi in nessun altro modo.

Cosa significa questo? Quando Dio, con la tradizione del Genitore, assiste a una scenata dove i figli, le figlie, le sorelle e i fratelli si litigano, si mette nel mezzo e dice: «Fate in questo modo», non pensate che essi si uniranno? Quelli che affermano qualcosa di diverso sono fuori di senno. (221-190, 24.10.1991)

La teologia moderna è votata alla rovina perché dice che, dal momento che Dio è onnisciente e onnipotente, può anche amare come vuole. Posso amare come mi pare da solo, senza la mia cara moglie? Posso? Quelli che dicono di poterlo fare sono pazzi. Allora, Dio può amare da solo? (209-81, 27.11.1990)

Dio è onnisciente e onnipotente. Come sarebbe il mondo se ci fosse un altro essere onnisciente e onnipotente come Dio e i due arrivassero ad amarsi? Non sarebbero in equilibrio, anzi scapperebbero l’uno dall’altro. Qualunque cosa si venisse a trovare incastrata in mezzo a loro non sarebbe capace di andare avanti e indietro e scivolerebbe da una parte.

Il debole gravita verso il forte, e il forte verso il debole; solo allora si adatteranno esattamente nel centro, inchiodati insieme. Il debole desidera il forte e il forte desidera il debole.

Le donne a cui piacciono gli uomini effeminati possono pure morire. Lo stesso vale per le donne che vogliono amare gli uomini effeminati. Quando una donna tocca la mano di un’altra donna, si sente bene? Quando le donne si tengono per mano, si sentono bene? Quando la mano delicata di una donna tiene un’altra mano delicata, che brutta sensazione dev’essere quella! Come dev’essere brutta la sensazione delle due mani morbide! È peggio che morire. Così possiamo dire che è come morire. (167-300, 20.8.1987)

Sezione 6. Dio è onnipresente attraverso il Suo amore

6.1. Solo l’amore supera liberamente i confini

Il cuore di Dio si trova non solo nella parola di Dio, ma anche in tutte le cose che ha creato. In cielo e in terra, il cuore di Dio è dappertutto. Ecco perché diciamo che non c’è un luogo dove Dio non dimora – cioè Dio è onnipresente. Poiché il cuore di Dio si trova nelle cose che vedete, se volete essere nel Suo cuore dovete avere il sentimento di abbracciare quelle cose e tutto ciò che esiste in cielo e sulla terra come vostre. Questo è il cuore di Dio.

La persona che raggiunge il punto più alto nel cammino religioso appartiene al cuore di Dio. La persona il cui cuore canta eternamente persino alla vista di un uccello che vola o di un fiore profumato, non dimora tra tutte le cose della creazione ma vive piuttosto dentro il cuore di Dio. (8-180, 13.12.1959)

Allora, come avvertiamo la presenza di Dio dappertutto? Sentite l’aria come il respiro di Dio e quando c’è una tempesta, sentitela come il sudore che Dio ha versato mentre battagliava per superare il Suo corso di sofferenza per amore del mondo. Quando contemplate il sole, siate consapevoli che simboleggia gli elementi di vita di tutto l’universo. Imparate l’amore di Dio dal sole. Sperimentate il cuore di Dio attraverso la natura; Dio ha dato la natura come un manuale per aiutare i Suoi amati figli e figlie a sperimentare il Suo cuore e trovare la gioia. Se c’è qualcuno che, alla vista di una foglia, può pensare tra sé che è come suo figlio, è quasi un santo. (59-101, 9.7.1972)

Poiché Dio è onnipresente, vogliamo assomigliare a Lui nella Sua onnipresenza; poiché Dio è onnisciente e onnipotente, anche noi vogliamo essere onniscienti e onnipotenti, e poiché Dio è unico, anche noi desideriamo essere unici. Gli rassomigliamo così e poiché assomigliamo a Dio vogliamo renderci come Lui. Vogliamo dominare tutto il cielo e la terra. In tutte queste cose assomigliamo fortemente a Dio. (26-167, 25.10.1969)

Dobbiamo vivere una vita di profonde esperienze emotive attraverso l’amore. Così, quando Dio è triste, io mi sento triste, e quando Dio è felice, in qualche modo mi sento felice senza nemmeno sapere perché. Se prendiamo ad esempio un figlio di pietà filiale, persino quando è lontano dai suoi genitori migliaia di chilometri, l’amore dei suoi genitori è sempre con lui.

Se parliamo dell’onnipresenza di Dio, dov’è Dio? Non si trova nella conoscenza. L’amore, tuttavia, è diverso. È il cuore d’amore dei genitori verso i figli che rende ragionevole e possibile l’onnipresenza. È un cuore che si spinge oltre i limiti estremi.

Sulla via dell’amore, l’amore dei genitori è onnipresente; non c’è luogo che non possa raggiungere. Questo è possibile solo con l’amore. Solo l’amore può avere una completa autorità sul figlio. È qui che si applica l’autorità onnipotente. Ecco come stanno le cose. (59-101, 9.7.1972)

L’amore ha degli attributi meravigliosi. Una volta che siete in una posizione di unità con l’amore vero, assoluto e immutabile di Dio, ricevete l’autorità di essere dove Dio è e di vivere con Lui in qualunque momento. Allora potrete vedere Dio anche senza chiudere gli occhi. Chi ha sentito profondamente il cuore addolorato di Dio si fermerà di botto e piangerà amaramente. Esiste questa dimensione di sentimenti profondi. Persino nel mondo caduto, l’amore di una madre è tale che se suo figlio ha un incidente in un posto lontano, lei lo può percepire. Si sveglierà gridando il suo nome. Non succede spesso questo? (201-356, 30.4.1990)

Sono più grandi le arterie o le vene? Chi è più grande? Sono uguali. Allora, chi è più grande, Dio o l’umanità? Anche loro sono eguali. In termini d’amore se Dio è l’arteria, gli esseri umani sono le vene e perciò hanno il valore e il privilegio di essere uguali a Dio.

Su quale base possiamo parlare di unicità in cielo e sulla terra, e di onniscienza, onnipotenza e onnipresenza? Su quale base possiamo dire che ogni cosa è collegata a me? Sulla base dell’amore. Questa è una cosa che possiamo capire. (109-146, 1.11.1980)

Chi è Dio? È il re degli avidi. È onnipresente, è dappertutto. Allora deve essere molto avido, dato che non c’è un posto senza la Sua presenza! Non dovremmo chiamarLo avido, però è molto avido. (121-70, 24.10.1982)

Pensate che Dio ha un modo di essere assolutamente obbediente oppure no? Dio ha la personalità di un dominatore assoluto e di un dittatore. Se non ha modo di essere assolutamente obbediente, anche se può essere in grado di governare al livello più alto, non potrebbe farlo al livello più basso. La stessa parola onnipresenza diventerebbe un termine contraddittoria. Dio assomiglia a noi… Le madri e i padri assomigliano ai loro figli, vero? Noi diciamo che Dio è nostro Padre. Anche Dio vuole vivere in obbedienza assoluta. Se non potesse farlo, Dio sarebbe così solo! (192-29, 2.7.1989)

Se ci fosse qualcuno che guardando l’opera di un pittore rimanesse incantato giorno e notte, versando lacrime di meraviglia, il pittore si offenderebbe? Il pittore vorrebbe invitare questa persona nel suo salotto e chiederle: «Perché sei così ispirato?» e fargli raccontare la sua storia. Il pittore penserebbe che è pazzo se dicesse: «Oh, quest’opera è così bella. Desidero tanto guardarla e voglio stare qui con lei»? Anche se forse non capite Dio, giudicando dalla Sua onnipresenza, che riempie l’universo, Dio esiste come amore piuttosto che come il Signore della conoscenza. Cercate di riconoscere e riscoprire Dio sulla base della domanda: «Come posso sperimentare profondamente la risonanza dell’amore in tutti gli aspetti della vita?» (59-103, 9.7.1972)

6.2. L’amore pervade l’intero universo

Dio è un Dio assoluto, ma perché è assoluto? Perché obbedisce all’amore in modo assoluto. Siete contenti di sentire questo oppure no? Inoltre, Dio è onnipresente. Non c’è nessun luogo che non è pervaso dal Suo amore. (223-246, 10.11.1991)

L’amore di Dio è più che sufficiente ad abbracciare l’universo e occupa la posizione centrale. Dio è l’essere centrale d’amore che abbraccia la base più grande. Quando Dio si muove, le piccole cose devono muoversi tutte insieme. Tutto è contenuto in un grande cerchio, vero? Ecco perché ha senso dire che Dio abbraccia il mondo intero e tutto l’universo. (205-33, 7.7.1990)

Se Dio non esistesse l’universo sarebbe completamente vuoto, si sentirebbe vuoto. Però, poiché Dio esiste, l’universo è completamente pieno. Perché? Perché c’è l’amore. Quindi, anche quando siamo soli, l’universo è pieno se sappiamo che Dio esiste. Dio è dappertutto. Arriviamo a sentire che è dappertutto. Perciò, all’interno dell’amore possiamo conoscere la profonda ispirazione che viene dall’onnipresenza di Dio. Ma quando non conosciamo Dio, tutto è vuoto; è come se non esistesse nulla. (91-323, 1.3.1977)

Quando il soggetto dell’amore è assente, vi sembra come se non esistesse nulla, ma quando il soggetto dell’amore è presente, tutto si riempie. Giungiamo alla conclusione che solo quando siamo colmi d’amore tutto diventa pieno; quando siamo pieni d’amore possiamo dare all’infinito e in modo autentico.

Il dare e avere permette la realizzazione e la moltiplicazione del nostro ideale. Il mondo dell’amore trascende la distanza. La velocità dell’amore è tale che nemmeno la luce la può superare. La cosa più veloce è l’amore ed è anche la cosa più luminosa. La cosa più completa è l’amore, e ciò che riempie più completamente è l’amore. (95-39, 11.9.1977)

Che cos’è l’amore? L’amore fornisce la lubrificazione e la rotaia su cui tutte le cose possono scorrere. Senza l’amore non c’è lubrificazione. Le macchine hanno bisogno di olio lubrificante per potersi muovere. Tutto ha bisogno di lubrificazione per muoversi e solo l’amore fornisce la lubrificazione per la gioia più grande. Poiché la sua radice è il Dio onnipresente, non scompare. (180-161, 22.8.1988)

L’amore è come un nervo. Proprio come tirando un capello si tira tutto il corpo, così tirando l’amore si tira l’intero universo. Solo quando l’amore si muove, tutto l’universo girerà in armonia. (89-90, 10.4.1976)

Se in questo universo c’è un partner soggetto che può riempire il cuore di ogni persona, che tipo di partner soggetto sarà? Il centro assoluto. Abbiamo bisogno di un essere assoluto che riempirà completamente qualsiasi cuore con l’amore. Questo partner soggetto deve essere un essere infinito e assoluto.

Quanto amore pensate che abbia Dio, che deve riempire i cuori di miliardi di persone oggi? Deve essere incondizionato. Ecco perché abbiamo bisogno delle espressioni onniscienza, onnipotenza e onnipresenza. Sono le parole di cui Dio ha bisogno. (116-240, 1.1.1982)

Sezione 7. Valutazione delle attuali concezioni di Dio

7.1. Le attuali dottrine su Dio sono contraddittorie

Le dottrine religiose suscitano diversi interrogativi; tra questi c’è la domanda: «Dio esiste veramente?» Si dice che Dio è onnisciente, onnipotente, onnipresente, che possiede somma bontà e bellezza. Si dice che è un essere d’amore, il Signore del giudizio e il Padre dell’umanità. Ma come sappiamo che queste descrizioni sono corrette? Perché Dio ha creato l’universo quando avrebbe potuto starsene tranquillamente da solo? Qual è lo scopo per cui Dio ha creato il mondo? Deve esserci stato un certo metodo per la creazione. E quale sarebbe stato questo metodo? Perché il fenomeno della cosiddetta legge della giungla appare in questo mondo creato dal Dio di bontà assoluta? Si afferma che la caduta dell’uomo ha condotto al mondo di peccato, ma perché gli esseri umani, creati dal Dio perfetto, sono caduti? (122-302, 25.11.1982)

Dio ha tanti problemi. Se è onnisciente e onnipotente, perché ha permesso che Gesù fosse inchiodato sulla croce? La salvezza è impossibile senza la croce? Che risposta darete a questo? Se Dio è onnisciente e onnipotente, eppure non ha potuto salvare Gesù dalla croce, questo Dio è un Dio crudele che dovremmo mandare via. Come possiamo credere in Lui? (136-128, 22.12.1985)

Non c’è stato nessuno che ha cercato di capire, indagando a fondo nella causa originale del dolore di Dio dopo la caduta dell’uomo, qual è il rapporto tra Dio e gli esseri umani e come il Dio, presumibilmente onnisciente e onnipotente, è diventato così impotente. (133-216, 19.7.1984)

Finora, anche se tanti teologi e spiritualisti sapevano dell’esistenza di Satana, non sono stati capaci di capire perché il Dio onnisciente e onnipotente non ha potuto impedire a Satana di opporsi a Lui. Questo è un interrogativo persino per quelli che comunicano con il mondo spirituale. Ogni volta che cercate di andare dal lato di Dio, Satana sicuramente interferirà. Satana si oppone a noi da tante direzioni, non da una soltanto. Ma perché Dio è incapace di intervenire e di punirlo? Questo fino ad ora è stato un enigma. È una cosa che non si può sapere nemmeno se si ha un rapporto con il mondo spirituale. (133-86, 10.7.1984)

Il Dio onnisciente e onnipotente ha guidato l’umanità nel corso di decine di migliaia di anni di storia. Allora come mai la storia non sta andando verso un mondo dove si realizza il bene e invece ha finito per dirigersi verso un mondo di disperazione e di desolazione? Questo è un problema serio che può portare le persone a concludere che Dio non esiste.

Se non ci fosse Dio, sarebbe possibile realizzare gli ideali a cui aspiriamo, il mondo di pace e di utopia che cerchiamo in futuro? Nel corso della nostra lunga storia, uomini di pensiero e numerosi filosofi non hanno avuto successo nella loro ricerca di un mondo del genere e hanno lasciato il mondo nel suo stato attuale. Considerando questo, non possiamo presumere che in futuro questo mondo di speranza si realizzerà. (130-18, 11.12.1983)

Perché il Dio onnisciente e onnipotente lascia in pace Satana? Potrebbe semplicemente giustiziarlo una notte tagliandogli la testa, ma perché lo lascia stare? Perché lasciarlo stare? Questa è la domanda più difficile della religione. È una questione semplice? (127-112, 5.5.1983)

Molte persone di fede pensano a Dio, seduto sul trono di gloria, come a un essere onnisciente, onnipotente e onnipresente con un’autorità assoluta. Ecco perché pensano che Dio non abbia nulla a che fare con concetti come la sofferenza o il dolore. Se pensiamo a che tipo di essere è Dio secondo i cristiani, essi dicono: «Dio è nostro Padre». Dicono che tutti i credenti che Lo chiamano Padre devono pentirsi e praticare la fede in questo mondo di peccato. Dio e l’uomo hanno tra loro un rapporto di genitore e figlio, eppure si dice che sono in contraddizione. (123-154, 1.1.1983)

Oggi il Cristianesimo proclama: «Dio è l’essere santo, onnisciente, onnipotente e il Giudice che siede sul Suo trono come il giusto Signore del Giudizio e giudica tutti». Ma vi piacciono i giudici? Se uno fa il giudice per dieci anni, si ammalerà e morirà; se non morirà, per lo meno si ammalerà seriamente. Se non si ammala è un falso. A volte i giudici emettono sentenze di morte, eppure è possibile che i loro verdetti non siano giusti in modo assoluto. Ci sono molti modi diversi di vedere la situazione, eppure il loro giudizio decide se una persona vivrà o morirà. È una questione seria. Il giudizio, dalla prospettiva umana delle leggi universali, spesso non coglie veramente nel segno alla luce della legge universale. Per questo motivo una persona giusta si ammalerà dopo aver fatto il giudice per dieci anni. (198-285, 5.2.1990)

Dovremmo chiedere a Dio in merito a questo. Oggi i cristiani dicono che Dio è seduto sul trono come il Dio onnisciente e onnipotente. Dicono che, come Giudice, manda i cattivi all’inferno e i buoni in cielo. Ma se Dio fosse contento di vedere questo, sarebbe un Dio pazzo. Dio dimora nel luogo della bontà assoluta che trascende il bene e il male. (194-32, 15.10.1989)

I pastori cristiani affermano che Dio è seduto sul trono come l’essere onnisciente, onnipotente e onnipresente, ma sarebbe interessante questo? Se stesse seduto su un trono per decine di migliaia di anni senza far nulla, non pensate che il Suo sedere diventerebbe flaccido? Se vi piace stare seduti, provate a stare seduti per tre giorni. (192-29, 2.7.1989)

Allora, cosa sta facendo Dio? Secondo il Cristianesimo, Dio sta seduto sul trono nella gloria eterna… Ma se è da solo, che tipo di gloria è questa? Dio sta seduto in un solo posto per l’eternità e dice: «Oh, mi piace così tanto il mio potere, la mia onniscienza, misteriosa…» Davvero? A che serve questo? Anche Dio è sempre vissuto centrato sull’amore. Non si può negare questa logica. (191-22, 24.6.1989)

Se Dio può fare tutto ciò che vuole, perché ha lasciato che gli esseri umani diventassero così come sono nel lungo corso della nostra storia che dura – come si dice – da 850.000 a un milione e mezzo di anni? Questo potrebbe portarci a concludere che Dio non esiste. Non potremmo neanche parlare di un Dio onnisciente e onnipotente. Ma questa sarebbe una logica sbagliata. Come mai Dio non può fare come vuole? Perché non può? Perché è limitato dalle circostanze. (162-186, 12.4.1987)

Come sarebbe la situazione se l’uomo non fosse caduto? Oggi il Cristianesimo insegna che Dio è onnisciente, onnipotente e santo, mentre noi esseri umani siamo profani, ma si sbaglia. Andate a vedere nel mondo spirituale. Anche loro chiamano Dio “Padre” proprio come le persone sulla terra oggi.

Chi è questo padre? Se il Dio santo non fosse in grado di instaurare un rapporto con le persone, potremmo chiamarLo Padre? Questa è una contraddizione logica sin dall’inizio. È completamente contraddittorio. Quello che dico io invece ha un senso. (240-191, 13.12.1992)

Perché dico questo? Dio creò gli esseri umani come Suoi figli e figlie, ma pensate che Dio li abbia visti danzare e cantare lodando Dio oppure no? Poiché caddero e furono espulsi, Dio non ha ancora visto quel giorno. Ma i cristiani non sanno queste cose su Dio. Pensano che Dio sia nella gloria e che, siccome è onnisciente e onnipotente, possa fare qualunque cosa. Invece si devono chiedere perché, durante tutte queste migliaia di anni, Dio non ha potuto salvare l’umanità. Come rispondereste a questa domanda? È perché gli uomini hanno commesso peccato. Poiché sono loro che hanno commesso il peccato, sono loro che devono eliminarlo. (226-304, 9.2.1992)

Cos’è che Dio vuole assolutamente? Questa è la domanda. Cos’è che Dio vuole? Cos’è che Dio vuole assolutamente? L’abilità? Oggi le chiese cristiane e la teologia cristiana insegnano che, siccome Dio è onnisciente e onnipotente, come il giusto Signore del Giudizio, manda i buoni nel Regno dei Cieli e i cattivi all’inferno. Vi piacerebbe questo tipo di giudice? Vi piacciono i giudici del mondo secolare? Non sarebbe una cattiveria da parte di Dio aver fatto in modo da mandare alcune persone all’inferno e altre nel Regno dei Cieli? Concludiamo che questo sarebbe ingiusto. (211-75, 29.12.1990)

La teologia cristiana sostiene che Dio, il Creatore, è santo e che le cose che ha creato sono profane. Questa visione, tuttavia, contraddice il principio originale della formazione dell’universo. Si dice che l’idea tradizionale principale del Cristianesimo è basata sull’amore, sull’amare persino il proprio nemico, ma in che modo il peccatore profano e il Dio santo possono unirsi? Senza stabilire una base per rispondere a questa domanda seria, qualsiasi conclusione presentata è falsa e futile. Ecco perché ci deve essere un partner a cui il Dio assoluto deve obbedire in modo assoluto, che deve servire e avere con Sé, anche a costo della Sua stessa vita. (204-100, 1.7.1990)

Oggi i teologi cristiani dicono: «Ora è tempo di criticare la fede nel suo insieme. Ora è tempo di riesaminare tutte le dottrine su Dio e le visioni della vita del passato». Finora le correnti teologiche hanno sostenuto l’idea che gli esseri creati non possono stare su un piano di parità con il santo Creatore. Ma allora, come dev’essere dato l’amore? Pensate che Dio possa condividere l’amore da solo? Quando parliamo di pace e di felicità di cosa parliamo? Può Dio avere queste cose da solo? Come rispondereste a questa domanda? Dio ha bisogno di un partner oggetto. (77-317, 30.4.1975)

Qual è stata la motivazione che ha portato alla nascita di questo mondo della creazione? Dio ha creato il cielo e la terra perché aveva bisogno di amore. In base a questo, la dottrina di Dio nella teologia cristiana moderna è in errore. Dicono che il Dio dal potere assoluto può sussistere solo sul potere. Questa è la ragione per cui dovunque la cultura cristiana è andata, è stato sparso sangue. In base a questa logica possiamo prevedere che, anche se la civiltà occidentale si è sviluppata seguendo la cultura cristiana, ora questa cultura avrà un impatto devastante sul mondo negli Ultimi Giorni. (209-29, 25.11.1990)

La storia sta avanzando verso l’era della scienza. Con l’avvento dell’era dello sviluppo scientifico, dove si indaga sulle radici fondamentali di ogni cosa e si ricercano le nostre origini basilari attraverso lo studio delle origini della specie, la religione deve inevitabilmente stare al passo.

In questa situazione deve apparire una religione con una visione convincente che può spiegare la realtà del mondo e della creazione e dimostrare l’esistenza di Dio. Poiché per il momento non c’è ancora una religione del genere, Dio deve preparare l’essenza di questa religione perché è un Dio vivente. (211-139, 30.12.1990)

Se l’umanità è stata creata dall’Essere Assoluto in modo tale da praticare l’amore dell’Essere Assoluto, è chiaro che c’erano una motivazione e uno scopo dietro la nostra creazione. Per rivelare questa motivazione e questo scopo, bisogna prima sviluppare una visione corretta di Dio che spiega chi è l’Essere Assoluto. Stabilire una giusta comprensione di Dio rivelerà il Suo scopo e la Sua motivazione per la creazione e in questo modo chiarirà la ragione per cui dobbiamo praticare l’amore assoluto per il bene della pace. (110-253, 27.11.1980)

Se esiste il Dio assoluto, eterno, unico e immutabile, dobbiamo poter esaminare l’origine del vero amore, dei veri ideali, della vera pace e della vera felicità da un nuovo punto di vista centrato su questo Dio. Da quel punto di vista, possiamo stabilire delle prospettive su Dio, sulla vita e sulle cose materiali che sono in linea con il punto di vista di Dio stesso, e da lì potremo finalmente dare il benvenuto a un mondo di nuova pace e nuova felicità. (77-260, 14.4.1975)

La causa fondamentale del conflitto religioso sta nella vaghezza delle dottrine della Realtà Ultima. L’essere assoluto è uno solo; non ci possono essere due o tre esseri assoluti. Tuttavia, i capi di ogni religione sostengono che solo il loro essere assoluto è il vero Dio e che le altre divinità non sono vere divinità. Ne consegue che ogni religione ha il suo essere assoluto e promuove ulteriori idee contraddittorie sull’esistenza di tanti esseri assoluti. Poiché questo porta alla conclusione che gli dei di tutte le religioni non sono altro che degli dei relativi, il sistema di valori assoluti – che si sarebbe dovuto sviluppare attraverso la religione basata sulla dottrina riguardante l’amore e la verità di Dio – rimane ancora relativo.

In altre parole, concludiamo che le religioni fino ad oggi non hanno stabilito un sistema di valori assoluti per risolvere la confusione. Questo inevitabilmente deriva dal fatto che nessuna religione è stata capace di offrire la spiegazione esatta sull’Essere Assoluto. (122-302, 25.11.1982)

Ogni religione ha il suo essere assoluto come base della sua dottrina. L’essere assoluto del Giudaismo è Javhè, quello del Cristianesimo è Dio e quello dell’Islam è Allah. Il Confucianesimo e il Buddismo non specificano un essere assoluto, ma poiché la benevolenza (), come virtù fondamentale del Confucianesimo, è collegata al mandato celeste, il cielo può essere considerato come l’essere assoluto del Confucianesimo. Inoltre, poiché il Buddismo insegna che tutti i dharma cambiano costantemente mentre la verità si trova nella “qualità essenziale” (眞如) al di là dei dharma, possiamo dire che questa “qualità essenziale” costituisce l’essere assoluto del Buddismo. (122-300, 25.11.1982)

La dottrina della Realtà Ultima per la nuova religione deve rivelare che gli esseri assoluti delle diverse religioni non sono degli dei separati, ma lo stesso unico Dio. La nuova religione rivelerà il fatto che tutte le religioni costituiscono una fratellanza stabilita da Dio, e che le teologie di ognuna di queste fedi hanno abbracciato un particolare aspetto degli attributi di Dio. La nuova religione completerà l’immagine di Dio. Inoltre, rivelando gli attributi di Dio e la motivazione, lo scopo e le leggi della creazione, la dottrina della Realtà Ultima deve spiegare che questo scopo e queste leggi governano il movimento di ogni cosa dell’universo e che le norme umane sono, in definitiva, in accordo a questa legge universale – cioè, alla via del Cielo. (122-303, 25.11.1982)

La grandezza del Principio Divino insegnato dalla Chiesa dell’Unificazione è che spiega la creatività in termini concreti e ci aiuta a capire come è avvenuto il processo di creazione. Poi ci fornisce una spiegazione concreta di come ha avuto luogo la caduta e presenta anche una visione della storia. Spiega chiaramente come Dio, invece di abbandonare gli esseri umani nel loro stato caduto, ha lavorato diligentemente nel corso della storia per la loro ri-creazione. Rivela in modo logico e semplice che, attraverso questo processo di restaurazione, arriveremo al mondo che Egli si era preposto di realizzare. (208-296, 20.1.1990)

CAPITOLO II – Dio e l’opera della creazione

Sezione 1. La motivazione di Dio per creare è l’amore

1.1. L’opera della creazione richiese un investimento totale

Lo scopo principale e fondamentale di Dio nel creare il cielo e la terra non era sostenere la vita; era realizzare l’ideale dell’amore. (188-196, 26.2.1989)

Gli scienziati dicono che l’universo è costituito da energia e che ha avuto origine dall’energia, ma non è così. Una corrente elettrica non scorre solo perché c’è un’energia potenziale. L’elettricità si genera attraverso l’azione, e prima dell’azione ci devono essere un più e un meno, cioè un partner soggetto e un partner oggetto. Poiché l’azione non può avvenire da sé stessa, sono necessari un partner soggetto e un partner oggetto.

Considerando quanto si è detto, l’azione richiede un più e un meno, poi questa azione genera l’elettricità. Così, allo stesso modo, l’energia si sviluppa solo attraverso l’interazione dei partner soggetto e oggetto. Quindi l’universo non ha avuto origine dall’energia come dicono oggi gli scienziati. Prima viene l’azione, non l’energia. (Fonte sconosciuta)

Cos’è più venuto prima, l’amore o la vita? È venuto prima l’amore. Noi non diciamo che è venuta prima la vita solo perché il nostro mondo è venuto dalla vita di Dio. Diciamo che è venuto prima l’amore. Anche se Dio iniziò la creazione del cielo e della terra con la vita, la fonte della vita e la motivazione per la vita è l’amore. Il motivo per cui la vita ha avuto origine è l’amore. (Fonte sconosciuta)

Perché Dio ha creato il cielo e la terra? Sebbene Dio sia l’Essere Assoluto, Dio non può provare gioia da solo. Anche se fosse messo in un’atmosfera gioiosa, non potrebbe sentire lo stimolo della gioia da solo; questo è il motivo per cui ha creato. Non importa quanto l’Essere Assoluto possa dire: «Io sono l’Essere Assoluto, il Padrone dell’amore e il Padrone della vita», se è solo non può sentire lo stimolo dell’amore. Da solo, Dio non può provare lo stimolo della vita che Gli fa sentire che il cielo e la terra sono dentro il Suo corpo. (38-152, 3.1.1971)

Se Dio avesse pensato solo a Sé stesso, avrebbe creato il cielo e la terra? La creazione richiede un investimento di energia. La grande speranza di un artista è creare un capolavoro. L’artista investe tutti i suoi sforzi per creare delle grandi opere d’arte. Un capolavoro appare solo quando l’artista dà tutto e sente che non può dare di più. La creazione inizia investendo sé stessi, ed è possibile solo quando viene profusa energia. Senza investire energia non c’è nessun risultato. Secondo il principio per cui un partner oggetto perfetto appare solo attraverso un investimento totale, Dio – quale partner Soggetto – investì completamente Sé stesso nel creare il Suo partner oggetto. La creazione fu l’inizio del lavoro di Dio attraverso il quale Egli decise di non esistere per Sé stesso, ma per amore del Suo oggetto. (78-111, 6.5.1975)

La creazione richiede un investimento di energia. Dio ha investito Sé stesso, ma quanto? Alcuni pensano che quando Dio creò attraverso la Parola, dicendo «Sia questo, sia quello», fu come un gioco. Ma non è così. Dio profuse completamente la Sua vera vita, il Suo vero amore e i Suoi veri ideali. Noi non amiamo una cosa se non abbiamo lavorato duramente e investito in questo la nostra carne e il nostro sangue. Perciò, il periodo prima di creare e il periodo dopo aver creato sono diversi. Prima di creare Dio pensava a tutto centrandosi su Sé stesso, ma dopo aver iniziato a creare è esistito per il Suo partner oggetto. Dio non esiste per Sé stesso ma per i Suoi partner, i Suoi figli e figlie. È così. (69-81, 20.10.1973)

Dio doveva profondere la Sua stessa essenza per creare il cielo e la terra. Per questo era necessario che investisse la Sua energia, e investire energia normalmente avrebbe portato ad una dispersione della Sua essenza. Dio creò il mondo attraverso l’amore per essere il Suo partner e si dedicò a realizzare questa volontà. Dio fece in modo che il Suo investimento portasse frutto nel Suo partner anziché in Sé stesso. Investendo, Dio non si sente rimpicciolito, ma soddisfatto. Questo perché Dio ha creato attraverso l’amore. (60-85, 6.8.1972)

Dopo aver fatto colazione, quando lavoriamo alacremente ci viene fame e ci stanchiamo presto. Perché? Perché quando l’energia è investita, si consuma. Qualsiasi cosa facciamo non possiamo essere soddisfatti di un risultato negativo. Perché le cose siano buone ci deve essere un risultato positivo. Quindi, per essere buona, la creazione di Dio deve avere qualcosa che può essere un più. Allora, quand’è che Dio può recuperare qualcosa con quel più? È qui che si deve trovare il modello per la perfezione degli esseri creati. C’è un punto in cui tutto l’investimento fatto fino a quel momento comincerà a dare dei risultati. La stessa cosa succede quando sentite profondamente il desiderio di realizzare qualcosa e vi impegnate spingendovi al di là dei vostri limiti – il risultato arriva senz’altro. Questa è la legge dell’universo. Per Dio è la stessa cosa. Quando Dio creò l’umanità, investì la Sua energia e si svuotò. Tuttavia, dopo che Dio creò l’umanità dando tutto quello che poteva dare, le persone perfette non sarebbero scappate da qualche parte. Raggiunta la perfezione sarebbero tornate da Dio. E ritornando, non sarebbe tornate con un valore inferiore all’investimento fatto, ma con un valore che accresce quello della creazione di Dio. (65-20, 13.11.1972)

Come ha avuto inizio l’universo? È iniziato con Dio che serviva e investiva Sé stesso per amore degli altri. È iniziato con Dio che consumava Sé stesso. Allora, che scopo ha dedicarsi a creare il proprio partner? Dopo che entrambi hanno dato tutto ciò che hanno, quello che ottengono è l’amore. Pur di avere l’amore siamo felici, non importa quanto abbiamo investito. Poiché questo è il principio dell’amore, Dio iniziò la creazione sulla base dell’amore. Dio non investe in qualcosa cosa che non produrrebbe un beneficio. Se uno dà tutto ciò che ha, si crea un meno, allora perché pensate che Dio l’abbia fatto? Dal momento che l’amore ha il potere di riempire qualsiasi vuoto, dopo che Dio ebbe consumato e investito Sé stesso, in cambio ottenne l’amore. Il vero amore, quando è investito, non diventa più piccolo, ma più si muove più diventa grande. Viceversa, se il principio portasse ad una diminuzione del vero amore, investendo Sé stesso Dio si svuoterebbe. Invece è il contrario. Il vero amore più è investito, più diventa grande. (237-124, 13.11.1992)

Poiché l’amore ha la capacità di creare, non si stanca mai. Con un cuore d’amore non vi stancate mai perché avete la forza dell’amore. L’energia che è stata investita è sempre rifornita di un’energia superiore a quella consumata, non importa quanto sia stato investito. Ecco perché non vi dispiace compiere quello sforzo, anche se è difficile e doloroso. Come potreste continuare se non vi piacesse? Sulla via del vero amore non potete avere un cuore che è eternamente riluttante. L’essenza di Dio non comprende il concetto di nemico o il concetto di male, perché la Sua essenza dimora nel vero amore. (237-130, 13.11.1992)

Quindi investite, investite e investite, sulla base dell’ideale di creazione di Dio. Quando investite, si sviluppa un movimento circolare. Prendete l’aria ad esempio. Se c’è una massa d’aria con una pressione molto bassa e una massa d’aria con una pressione molto alta, si forma una massa con una pressione di medio livello. Dio scende giù anche se nessuno Lo chiama. Così, quelli che vogliono investire più del cento per cento sono sempre riempiti da Dio. Il principio dell’universo è così. Dare completamente voi stessi e dimenticare ciò che avete dato si collega al movimento eterno; a quel livello emerge il principio fondamentale della vita eterna. La vita eterna. Altrimenti, da dove trarrete il principio dell’unificazione? Quando vivete per gli altri si sviluppa un movimento circolare, non è vero? Cosa succede se una cosa si muove con un movimento a spirale? Diventa sempre più piccola e sale. Mentre la base di qualcosa che si muove con una rotazione ciclonica si allarga, la sua altezza diminuisce. Ma la vita eterna sale sempre più su e quindi, automaticamente, Dio si metterà sulle spalle di Adamo ed Eva, e salirà mentre loro salgono. (205-95, 7.7.1990)

Perché Dio creò il cielo e la terra? Gli atti di creazione consumano energia. Richiedono un investimento di energia. Investire energia significa consumare sé stessi. Per quanto Dio possa essere onnisciente e onnipotente, se il Suo copioso investimento di energia non producesse un profitto, si esaurirebbe inevitabilmente. (65-20, 13.11.1972)

Dio mise tutta la Sua energia nel creare tutte le cose e gli esseri umani. Investì tutto e poi diede ancora di più. Le altre cose si svuotano quando sono elargite, ma con il vero amore, più date, più la vostra creazione prospererà e restituirà in cambio. Se investite 100 unità di vero amore, ne torneranno indietro 120. Perciò, anche se sembra che chi pratica il vero amore debba perire, invece di perire prospererà eternamente e vivrà per sempre. (219-118, 28.8.1991)

Perché esiste Dio? Per cosa vuole esistere? Vuole esistere per l’amore. Ecco perché ha bisogno di un partner d’amore. Ecco perché il Dio onnisciente e onnipotente doveva creare un partner d’amore. Finora non sapevamo che Dio cominciò a creare sulla base dell’amore come Suo ideale essenziale. Tutto l’universo fu creato per amore. (208-235, 20.11.1990)

Dio desidera avere una piattaforma mondiale per dare in modo vero. Dio vuole vedere un luogo di libertà, pace e felicità dove il dare è libero dalle accuse e il ricevere non è legato a nessuna condizione. Lo scopo di Dio è espandere quel luogo in tutto il mondo e far sì che tutta l’umanità si stabilisca a vivere lì. (13-249, 12.4.1964)

1.2. Realizzare l’ideale della creazione attraverso l’amore

Dio creò il mondo per realizzare l’amore. Creò l’universo in modo da poter gioire delle persone e di tutte le cose quando si uniscono con al centro il Suo amore e formano un mondo d’amore in armonia. In questo modo Egli avrebbe potuto gioire quando le persone sarebbero diventate dei veri mariti e mogli centrati sul Suo amore e avrebbero creato delle famiglie, delle tribù, dei popoli e un mondo di vero amore. Dio avrebbe potuto assaporare la gioia dell’amore unendosi a queste persone nell’amore. Questo era il Suo ideale di creazione. (La famiglia benedetta – 302)

Il cuore è la base della mente originale. Attraverso il cuore Dio può riversare il Suo amore infinito centrandosi sul Suo scopo. Il suo valore non cambia mai. Se vogliamo discutere sul valore dell’esistenza di Dio, dobbiamo discuterne restando aggrappati a questo amore. Il valore è determinato quando sono stabilite le condizioni per un rapporto reciproco. La gioia inizia dal cuore di Dio e il suo scopo si realizza negli esseri umani. Il cuore del Dio invisibile si manifesta nel cuore di un uomo visibile. Quando le persone con questo tipo di cuore si moltiplicano a livello orizzontale e formano delle famiglie, queste famiglie diventano il centro del mondo. Dio diede ad Adamo ed Eva la benedizione di essere fecondi e di moltiplicarsi in modo da poter avere questa famiglia. L’ideale del cosmo è stabilito sulla base di essere fecondi, moltiplicarsi e avere il dominio su tutte le cose. (27-28, 15.11.1969)

Secondo voi, per quale motivo Dio creò l’universo? Dio voleva sperimentare la gioia attraverso di esso. Anche se è l’Essere Assoluto, Dio non può provare gioia da solo perché la gioia nasce soltanto quando avete qualcuno con cui stabilire un rapporto. Dio non ha bisogno della conoscenza, del denaro o del potere perché Egli stesso è assoluto, onnisciente e onnipotente. Non importa quanto la scienza possa essere progredita, non può raggiungere o superare quello che ha fatto Dio. L’immenso universo opera in modo ordinato secondo certe leggi. Pensando che Dio ha creato e governa questo immenso universo, che va al di là delle capacità del pensiero umano e della scienza, Dio è un anche uno scienziato assoluto. (127-10, 1.5.1983)

Pensate che qualcuno che si è legato all’amore originale di Dio e l’ha assaporato vorrà separarsene? Quando un’ape succhia il nettare di un fiore e voi la tirate per l’addome, non smetterà di succhiare il nettare neanche se il suo addome è strappato. E cosa succederebbe se voi sperimentaste il gusto di quell’amore? Potreste andarvene, ma vi voltereste e tornereste indietro cercando di aggrapparvici. (137-57, 18.12.1985)

Il Principio della Chiesa dell’Unificazione conclude che l’amore di Dio richiede la realizzazione della base delle quattro posizioni. Allora, cosa significa realizzare la base delle quattro posizioni? L’amore dei genitori deve essere manifestato ai figli e percepito da loro. Centrati sull’amore dei genitori, che è al centro della base delle quattro posizioni, i genitori e i figli si uniscono, l’uomo e la donna si uniscono nell’amore, e alla fine si uniscono all’amore di Dio; questa è la base delle quattro posizioni. (La famiglia benedetta – 302)

Adamo deve essere unito a Dio, e quello che li unisce è l’amore. Gli esseri umani sono i rappresentanti bidimensionali del mondo dell’esistenza e il suo rappresentante tridimensionale è Dio. L’amore è il punto centrale, la corda che li lega insieme per l’eternità. Quando gli esseri umani, che hanno un corpo, raggiungono l’unità con Dio, il loro cuore e i loro sentimenti saranno immersi in uno stato di felicità infinita e di profonda esperienza. (35-156, 13.10.1970)

Alla fine, Dio e le persone si uniscono attraverso l’amore. L’umanità e il mondo si uniscono attraverso l’amore e la realizzazione del mondo ideale dello scopo di creazione di Dio comincia lì. La realizzazione dell’ideale di Dio alla fine emerge nel luogo dove è stabilito un nuovo amore centrato su Dio, o l’amore secondo la legge della creazione. (La famiglia benedetta – 302)

Noi esseri umani cosa vogliamo fare dopo che ci svegliamo al mattino? Fare colazione, uscire a lavorare e preoccuparsi del mondo intero non sono le cose più importanti per noi. Ciò che desideriamo è avere un cuore d’amore immutabile notte e giorno, per tutte le quattro stagioni e durante tutta la nostra vita. Dio creò il cielo e la terra per il regno ideale dell’amore, dove uomini e donne del genere formano una linea completamente orizzontale collegandosi a Dio ad un angolo perfetto di 90 gradi. Questo è un luogo d’amore dove i sentimenti dell’uomo e i sentimenti del Cielo si uniscono. (213-157, 20.1.1991)

Dio iniziò la creazione dalla Sua stessa essenza, dando continuamente per amore e dimenticando. Perciò, se il partner di Dio deve ricevere, deve investire sé stesso allo stesso modo. Questo è come un investimento che viene sia dall’alto che dal basso. In questo modo il cielo e la terra si uniscono insieme in armonia e diventano una cosa sola. Si uniscono con al centro l’amore che può abbracciare e muovere il cielo e la terra. Questo genera un grande potere. (237-130, 13.11.1992)

Per conquistare l’amore dovete dare e dimenticare ciò che avete dato, dare e dimenticare di nuovo. Perché dovete avere un amore del genere? Perché l’amore più si muove, più si espande anziché diminuire. Nella natura, secondo le leggi della dinamica, più le cose si muovono e agiscono, meno avete, non è vero? Nella natura le cose più si muovono, più diminuiscono, ma nel mondo del vero amore le cose più si muovono, più si espandono. Dio ha cominciato la creazione con il vero amore perché sapeva questo. (237-127, 13.11.1992)

Sezione 2. Lo scopo di Dio nel creare gli esseri umani

2.1. Dio creò gli esseri umani come Suoi oggetti d’amore

Dio creò gli esseri umani a causa dell’amore. Perché siamo stati creati? È stato a causa dell’amore. Noi siamo diversi dalle altre cose della creazione perché siamo stati creati come figli e figlie di Dio. In altre parole, siamo stati creati come oggetti partner di Dio che possono ricevere direttamente il Suo amore. Questo è il privilegio degli esseri umani. (132-244, 20.6.1984)

Dio, che è un più perfetto, era tenuto a creare un meno perfetto. Allora, chi è il partner oggetto di Dio, che è nella posizione di partner soggetto dell’universo? Questo è il punto. Perché Dio ci ha creato? Noi siamo esseri con un corpo fisico, i partner del Dio invisibile e interiore. (129-138, 9.10.1983)

Dopo aver creato gli esseri umani, Dio intendeva nutrirli ed elevarli – come individui che possiedono l’amore al posto di Dio, il Signore del cosmo – in un luogo più alto di Lui, e fare di loro i proprietari. (204-221, 11.7.1990)

Chi è il centro di tutta la creazione? Gli esseri umani. Che tipo di creature siamo? Siamo degli esseri che sono apparsi davanti al Dio onnisciente e onnipotente col valore di Suoi partner. Ecco come vedo le cose. L’essere umano è un simbolo dell’amore di tutta la creazione, un essere che è apparso come un punto centrale capace di irradiare luce come un faro. Ecco che tipo di esseri siamo. (115-182, 15.11.1981)

Cosa sono gli esseri umani? Sono i partner oggetto dell’amore di Dio. Dio è un partner soggetto che ha caratteristiche duali di positività e negatività. Pertanto, per essere dei partner oggetto per questo partner soggetto, abbiamo bisogno di avere una forma costituita dalle caratteristiche duali positive e negative. Questa forma non è in contraddizione con le caratteristiche del partner soggetto; anzi è una forma che ha un rapporto con tutte le Sue caratteristiche, una forma che si adatta esattamente all’essenza dell’amore. È un’esistenza corrispondente che si armonizza con le altre cose solo nell’amore.

Dio non ha nessun bisogno di conoscenza o di cose del genere, ha bisogno dell’amore. La ragione per cui diciamo che gli esseri umani sono il centro di questo universo è che il mondo è stato creato per manifestare l’ideale dell’amore. Il detto “gli esseri umani sono i signori di tutto il creato” ha senso perché – quali rappresentanti del Dio d’amore – essi hanno il privilegio di ricevere l’amore nella posizione centrale, di fronte al Signore. (132-244, 20.6.1984)

Per quale ragione Dio ha creato gli esseri umani? Non li ha creati semplicemente per vedere i Suoi figli e figlie vivere la loro vita. Li ha creati per condividere l’amore con loro. Questa è l’unica conclusione a cui posso giungere, per quanto profondamente rifletta su questo. Lo scopo della nostra creazione è l’amore. La vita fu creata sulla base dell’amore di Dio; Dio non generò l’amore creando prima la vita. In altre parole, la vita ebbe inizio perché l’amore incominciò a sbocciare nel cuore di Dio. Poiché la vita è iniziata dall’amore, anche il risultato deve essere prodotto attraverso l’amore. Poiché l’inizio fu l’amore, anche la fine deve essere l’amore. Questo è il motivo per cui noi esseri umani siamo infelici quando ci tolgono l’amore. (57-22, 21.5.1972)

Di che cosa ha bisogno Dio? Dio non ha nemmeno bisogno della vita; essendo colui che dà inizio alla vita, perché ne avrebbe bisogno? Allora di che cosa ha bisogno? Ha bisogno dell’amore. Perché Dio ha bisogno dell’amore? Ne ha bisogno perché l’amore è qualcosa che esiste solo in un rapporto reciproco. Se non fosse un essere che ha bisogno d’amore, Dio potrebbe creare un rapporto con il mondo della creazione e il mondo umano. Poiché la conclusione è che Dio non può formare un rapporto con il mondo della creazione senza venire con un cuore d’amore, ha stabilito l’amore come modello. (121-100, 24.10.1982)

Dio stima più di tutto gli esseri umani. Perché dà a loro così tanto valore? Perché ha bisogno di un partner oggetto per il Suo amore. Non importa quanto amore Dio possa avere, senza un partner d’amore non è in grado di percepire l’amore. Dio può sperimentare l’amore solo nel rapporto con un partner. La ragione per cui Dio dà valore più di tutto agli esseri umani è che sono gli oggetti che Lui può amare. (143-309, 21.3.1986)

Perché Dio creò gli esseri umani? Per realizzare l’amore. Questo amore non comincia da Dio; si trova nel Suo partner d’amore. Senza un partner non è possibile trovarlo. Per ottenere la cosa più preziosa, Dio ha bisogno di un partner. Dio non può sperimentarla senza un partner ed è per questo che ne ha creato uno. Dio cerca un partner in modo da poter realizzare l’amore assoluto attraverso di lui. Perciò Dio esiste per l’amore. Persino Dio esiste per l’amore. Ecco perché l’amore è così straordinario. (143-310, 21.3.1986)

Le persone esistono per Dio e Dio esiste per le persone. Quindi il vero amore comincia dal punto dove si vive per il bene degli altri. Da dove sono nati gli esseri umani? Hanno avuto inizio dall’amore di Dio; in altre parole sono nati a causa dell’amore. L’amore è l’origine. (143-309, 21.3.1986)

Dio creò le persone per amare, perché aveva bisogno di qualcuno con cui condividere il Suo amore. Non potete innamorarvi da soli; senza un rapporto con un partner, non è possibile sperimentare l’amore. Poiché Dio ha assolutamente bisogno dell’amore, ha creato tutte le cose e poi gli esseri umani come i signori della creazione, che rappresentano tutte le cose. Dio ha dato alle persone il valore di Suoi partner oggetto nell’amore assoluto perché ha assoluta mente bisogno di loro. Gli esseri umani furono creati come partner di Dio in modo che l’amore fosse in comproprietà. Perciò le persone sono i corpi di Dio. Quando Adamo ed Eva – i corpi di Dio – diventano una coppia, vuol dire che Dio diventa una coppia. Poi nel mondo celeste, Dio, nella forma di Adamo ed Eva, diventa l’antenato dell’umanità e regna sul mondo spirituale e il mondo fisico. (138-212, 21.1.1986)

2.2. Dio investe l’essenza del Suo amore e della Sua vita

Dio creò tutte le cose nel Giardino di Eden, poi creò i primi antenati come i loro signori. Quando creò gli esseri umani, non lo fece per divertirsi o come un hobby. È impossibile esprimere a parole quanto Dio ha lavorato faticosamente e gli sforzi che ha dedicato per creare gli esseri umani e stabilirli come il centro di tutto il creato.

Nel creare gli esseri umani, Dio dedicò totalmente Sé stesso con tutto il Suo impegno, investendo tutto il Suo cuore, la Sua anima e l’essenza della Sua vita. Profuse totalmente il Suo amore e il Suo affetto. Creò gli esseri umani perché esistessero avendo con Lui un rapporto che nessuna forza avrebbe mai potuto sciogliere o spezzare. Avendo creato le persone in questo modo, Dio può sentirsi in pace quando le guarda. Tutto l’affetto e la felicità possono dimorare in Dio solo attraverso di loro. (20-205, 9.6.1968)

Dio è il Padre degli esseri umani e gli esseri umani sono i figli e le figlie di Dio. Poiché Dio li creò investendo l’essenza delle Sue ossa, della Sua carne e del Suo midollo, quando queste persone tirano Dio, Dio non può fare a meno di lasciarsi trascinare. E quando Dio le tira, esse non possono fare a meno di essere trascinate. Dio creò gli esseri umani in modo che, all’interno di questo rapporto, condividessero la Sua essenza e il Suo scopo. Se ci fosse una prosa o una poesia con cui Dio potesse lodare gli esseri umani creati da Lui in questo modo, sarebbe l’opera d’arte più bella, di gran lunga superiore al livello di qualsiasi poeta o scrittore di questo mondo. L’oggetto di questa lode non è né Dio né la creazione, ma i rappresentanti di tutte le cose, gli esseri umani. (20-207, 9.6.1968)

Fra tutte le cose del creato, noi esseri umani siamo gli unici che possono diventare gli oggetti perfetti dell’amore di Dio. Dio dedicò tutto il Suo cuore e la Sua energia, investendo totalmente Sé stesso per creare gli oggetti partner del Suo amore. Che cosa vuole realizzare donando completamente Sé stesso? Vuole stabilire l’essenza dell’amore nell’universo. Questo è l’ideale della creazione. (166-147, 5.6.1987)

Dio non ha un organo dell’amore. Esso esiste nella creazione di Dio, ma non in Dio. Anche se dovesse esistere, esisterebbe interiormente, nel Suo cuore, e non apparirebbe con una forma. A cosa Gli servirebbe? Quelli che possiedono gli organi dell’amore sono Adamo ed Eva, gli esseri umani. Così dovete sapere che gli esseri umani hanno qualcosa che è più prezioso di quello che ha Dio. (206-125, 3.10.1990)

C’è una forza che ci spinge verso la meta finale del nostro desiderio e il livello più grande di perfezione di questo desiderio. Dobbiamo scoprire che questa forza opera dentro di noi. La Bibbia dice che il nostro corpo è il tempio di Dio, ma noi non capiamo che cosa significa. Sono delle sono parole molto importanti. Per quanto Dio sia grande, quando formiamo una comunione d’amore con Lui, dove possiamo sussurrare parole d’amore, e ci uniamo a Lui in questa comunione d’amore, riceviamo il diritto di ereditare l’universo. Attraverso la base d’amore fondata sul principio, questo mondo, il mondo spirituale, il mondo incorporeo e il mondo della sostanza, creati tutti da Dio, possono ottenere il diritto di ereditare dall’universo. Purtroppo, le persone ignorano questo fatto straordinario. (137-67, 18.12.1985)

Sezione 3. L’ideale dell’amore si realizza attraverso Adamo ed Eva

3.1. Dio creò Adamo come un corpo del Dio invisibile

Perché Dio aveva bisogno di Adamo ed Eva? Dio aveva due scopi: primo, realizzare l’ideale dell’amore; secondo, che il Dio invisibile si rendesse visibile dopo aver assunto una forma. Per questa ragione Adamo ed Eva sono la base e l’essenza attraverso cui il Dio invisibile può assumere una forma visibile e stabilire un rapporto con il mondo visibile.

Così, quando Adamo ed Eva raggiungono la perfezione e vanno nel mondo spirituale, sono come il corpo di Dio. Allora il Dio invisibile assume una posizione corrispondente alla loro mente. Lo scopo di Dio nel creare Adamo ed Eva era di avere delle persone perfette nel mondo spirituale. Di conseguenza creò il loro corpo e la loro mente nel mondo terreno. (92-147, 1.4.1977)

Che valore avrebbe un Dio invisibile che se ne sta da solo nel Regno dei Cieli? Non servirebbe a niente. Per essere nostro genitore, Dio deve avere un corpo ed essere in grado di sentire. Poiché Dio ha bisogno di assumere un corpo in forma umana, ha dovuto creare Adamo ed Eva come esseri con caratteristiche duali. (133-91, 10.7.1984)

Perché era necessario creare Adamo ed Eva con caratteristiche duali? Per diventare come il Dio invisibile, essi dovevano realizzare l’unità tra la mente e il corpo durante la loro vita – prima di andare nell’altro mondo. Altrimenti, una volta comparsi nell’altro mondo, non si sarebbero potuti unire a Dio. Dio creò Adamo ed Eva con una natura duale affinché i genitori che hanno una sovranità sostanziale nel mondo fisico possano unirsi a Lui come il genitore invisibile e manifestare una sovranità sostanziale nel mondo celeste eterno. Persino Dio non ha modo di stabilire un rapporto con il mondo senza collegarsi ad Adamo ed Eva. Dio deve creare un rapporto con Adamo ed Eva per formare un rapporto con i loro figli. (133-91, 10.7.1984)

Dio creò gli esseri umani per metterli nella posizione equivalente dei genitori e anche per acquisire un corpo. La posizione equivalente dei genitori significa che ci sono dei genitori interiori ed esteriori; in altre parole, il Dio esteriore è Adamo ed Eva, e il Dio interiore è Dio stesso. In relazione al corpo, Dio è Adamo ed Eva, e in relazione alla mente, Dio è il Dio invisibile. Questo Dio è il genitore dell’umanità, il genitore originale. C’è solo un genitore del genere, non ce ne sono tanti. Poiché ce n’è uno solo, Dio creò Adamo ed Eva come un tempio collaterale con le caratteristiche duali di maschio e femmina. Dio può entrare in questo tempio collaterale e Adamo ed Eva possono funzionare in modo ideale solo quando Dio viene ad abitare dentro di loro e agisce. Se Dio non agisse, non conoscerebbero la Sua volontà. Non saprebbero assolutamente nulla. (133-91, 10.7.1984)

Dio è nella posizione del Padre, del Genitore. Dio creò gli esseri umani perché fossero gli dei della terra e stabilì Sé stesso come il Dio del cielo e il Dio verticale. In questo modo il cielo e la terra si sarebbero potuti unire in armonia vivendo insieme nell’amore. Persino Dio si sente desolato quando è completamente solo. (221-113, 23.10.1991)

Il Creatore è il Padre verticale che è centrato sul vero amore verticale. Se gli antenati originali, Adamo ed Eva, non fossero caduti, sarebbero stati i genitori fisici e orizzontali perfetti che erano nella posizione di potersi unire completamente a Dio, ad un angolo di 90 gradi. Il Creatore è il Genitore del cuore centrato sul vero amore, e Adamo ed Eva sono i genitori fisici, orizzontali.

Se il Genitore del Cielo e i genitori della terra si fossero uniti diventando una cosa sola e avessero avuto dei figli e delle figlie, nessuna persona nata sulla terra avrebbe bisogno di una religione. Tutti andrebbero direttamente nel Regno di Dio in modo naturale. Il Cielo e l’umanità sarebbero uniti. Tutti i problemi complicati dell’umanità sono sorti a causa della caduta. Senza la caduta, la nostra mente e il nostro corpo non si sarebbero separati. (210-139, 17.12.1990)

Dio creò l’uomo e la donna in modo che si potessero amare reciprocamente e si unissero. Adamo non fu creato per sé stesso, e neppure Eva fu creata per sé stessa. Dio creò Adamo per Eva, ed Eva per Adamo. Inoltre, Dio creò Adamo ed Eva per il Suo amore e la Sua gioia. Non li creò per la conoscenza, il potere o il denaro. Il Dio onnisciente e onnipotente non aveva bisogno di queste cose; aveva solo bisogno dell’amore.

Dio non creò Adamo ed Eva per dare loro la conoscenza, il potere o abbondanti beni materiali in modo che godessero una vita opulenta; creandoli il Suo scopo era di stabilirli come le incarnazioni dell’amore. Lo scopo di Dio nel creare gli esseri umani era formare la base dell’amore attraverso le famiglie. Questo perché, senza l’amore, il mondo della creazione sarebbe l’inferno e l’esistenza di Dio non avrebbe nessun significato. Lo scopo di Dio nel creare gli esseri umani era l’amore. Dovete sapere che questa è la legge assoluta della creazione. (La famiglia benedetta – 307)

Perché Dio creò gli esseri umani? L’uomo è l’oriente e la donna l’occidente. Col Dio verticale al centro, è necessario un piano con quattro direzioni. Abbracciando 360 gradi, la sua area è infinita. Cosa vogliamo fare di questo spazio? L’unità di produzione, il punto d’inizio che genera le persone per il Regno di Dio, è la terra. Quindi i cittadini del Regno di Dio sono coloro che sono vissuti sulla terra. Un giorno andate a dare un’occhiata in giro. Non esiste nessun regno oltre a quello sulla terra. Alcuni dicono che esistono delle persone in altre parti dell’universo, ma non è così. L’intero universo è stato creato per noi. (206-209, 7.10.1990)

Le persone sono migliori di Dio oppure no? Quando Dio creò gli esseri umani, poté creare solo l’Adamo e l’Eva verticali; noi, invece, possiamo dar nascita a più di venti figli. Dio non lo può fare. Dio creò un solo Adamo ed una sola Eva. Perché? Esiste soltanto uno standard verticale assoluto; per questa ragione Dio poté creare solo un uomo assoluto ed una donna assoluta. (236-259, 18.11.1992)

Adamo ed Eva nascono come il figlio e la figlia di Dio, e sono la manifestazione sostanziale degli embrioni gemellari che sono dentro di Lui. Questa manifestazione concreta degli embrioni gemellari invisibili dell’uomo e della donna è costituita da Adamo ed Eva, un uomo e una donna visibili. Ecco come hanno avuto origine i figli e le figlie di Dio. L’ideale della creazione è realizzare la perfezione del regno invisibile del cuore di Dio in un regno del cuore sostanziale, e unire l’invisibile e il visibile. L’ideale della creazione è stabilire la dimensione del partner oggetto sulla base dell’amore. (237-160, 16.11.1992)

Chi è Adamo? È l’espressione sostanziale di una metà delle caratteristiche interiori di Dio. E chi è Eva? È l’espressione e la manifestazione sostanziale delle caratteristiche femminili di Dio. Manifestare significa che ognuno ha assunto un corpo, un’espressione nella sostanza. Prima che avvenisse questa manifestazione, esisteva una forza motivante nascosta, che non era stata rivelata. Questa forza motivante nascosta è l’entità che noi nella Chiesa dell’Unificazione conosciamo come Dio, l’essere invisibile e incorporeo. (140-123, 9.2.1986)

Il figlio e la figlia unigeniti erano i figli nati per essere gli oggetti partner corporei del Dio incorporeo. L’uomo rappresenta le caratteristiche yang [più] di Dio e la donna le Sue caratteristiche yin [meno]. Il principio della creazione opera separando in due oggetti le caratteristiche unificate della natura interiore di Dio. Poi Dio armonizza le due caratteristiche che Lo rappresentano e riunendole in una forma che riflette la Sua natura interiore originale. L’uomo e la donna nascono assomigliando ad una delle caratteristiche di Dio. Quindi, l’unione dell’unico figlio e dell’unica figlia è l’unione delle caratteristiche yang [più] e yin [meno] di Dio. In altre parole, diventano un’unione armoniosa che riflette Dio. Per questa ragione, due persone – il marito e la moglie – sono un corpo unificato che rappresenta Dio nella Sua totalità. (9-83, 16.4.1960)

3.2. Il marito e la moglie sono nella posizione di secondi creatori

Quando un marito e una moglie si uniscono ed hanno dei figli, possono andare avanti per sempre. Elevandosi alla posizione di creatori e avendo dei figli, possono sentire su questo piano terreno la gioia di Dio per la creazione. Per questo motivo vostra moglie deve essere come vostro figlio o vostra figlia. Lei unisce le posizioni del figlio e della figlia e del fratello e della sorella. Così non potete separarvi l’uno dall’altro. L’amore non è arbitrario. Solo quando avrete i vostri figli dopo aver seguito tutta questa tradizione, raggiungerete il modello originale che Dio desiderava all’inizio come ideale della creazione. Questo è il motivo per cui la famiglia è chiamata la base del Regno dei Cieli. (223-24, 7.11.1991)

Quando un marito e una moglie hanno dei figli e salgono alla posizione di genitori, arrivano a sentire profondamente la gioia che Dio provò quando creò gli esseri umani. Avere dei figli traduce in realtà la potenzialità di avere delle esperienze profonde. Attraverso queste esperienze diventiamo capaci di ereditare la piena autorità di Dio, il grande Soggetto del Cielo e della terra. Tra le responsabilità dei genitori c’è quella di dar nascita ai figli e allevarli con cura, continuando finché i figli non si sposano. Dio avrebbe dovuto allevare Adamo ed Eva e benedirli in matrimonio, ma non poté farlo. In modo simile, dopo aver messo al mondo dei figli, Adamo ed Eva non poterono benedirli in matrimonio. Questa amarezza dolorosa deve essere risolta. Questi sono i principi fondamentali dell’educazione. La conclusione è semplice. (223-196, 10.11.1991)

Gli esseri umani sono nella posizione di genitori orizzontali. Adamo ed Eva sono figli, fratello e sorella, e marito e moglie nello stesso tempo. Poi si elevano alla posizione di Dio dando nascita a dei figli. Mettere al mondo dei figli e amarli significa ereditare tutto ciò che c’era di gioioso dopo che Dio creò gli esseri umani. (223-267, 12.11.1991)

I vostri figli sono il modo in cui Dio vi aiuta a provare gioia nella posizione di creatori, la gioia che Dio sentì quando creò Adamo ed Eva. I figli sono la seconda creazione, che viene attraverso Adamo ed Eva. Il Dio incorporeo creò Adamo ed Eva come esseri di sostanza, con una forma fisica. Se Adamo ed Eva avessero raggiunto la perfezione sarebbero diventati i rappresentanti centrali dell’amore, come perfezione dell’essere corporeo di Dio. Proprio come Dio provò gioia dopo aver creato Adamo ed Eva, voi ricevete dei figli in modo da poter sentire e sperimentare concretamente la gioia di Dio alla creazione. (238-62, 19.11.1992)

Dio cerca di realizzare il Suo ideale di una famiglia armoniosa nell’universo. Ecco perché cerca di trasmettere in eredità il Suo amore generando figli, fratelli e sorelle, mariti e mogli e genitori. Poiché ha l’amore, ci mette nella posizione di secondi creatori, creatori dei nostri figli e figlie, rivelandoci quanto essi sono preziosi. (238-40, 19.11.1992)

Quando una donna aspetta un bambino, per lei emerge un mondo nuovo. Quando il bambino incomincia a muoversi, lei ha così tanta speranza. Ecco come dovrebbero essere le donne. Hanno tanti sogni come quelli che Dio aveva quando creò. Pensare in questo modo: «Spero che mio figlio cresca e in futuro diventi così e così» è in accordo al cuore che Dio aveva quando si preparava a creare Adamo ed Eva. Questi sono i sogni tridimensionali delle donne. Quando la donna pensa: «Io non sono sola. Il mondo intero è nelle mani di mio figlio e lui sta crescendo nel mio grembo», la sua mente abbraccia nell’amore il mondo intero. (228-263, 5.7.1992)

Il momento in cui arrivate al punto di avere un bambino, dopo esservi sposati, segna che siete passati nella dimensione superiore. State salendo alla posizione di Dio. Amare i vostri figli è il modo in cui Dio vi permette di sperimentare il Suo cuore più profondo e quanto ha amato gli esseri umani dopo averli creati. (224-28, 21.11.1991)

Dio andrà a dimorare in Adamo ed Eva solo quando si ameranno l’un l’altro come Lui li ama. Dio non può andare da loro se fanno solo quello che vogliono. Il Dio invisibile andrà da loro solo quando saranno completamente uniti. In questo modo Dio vuole dare a loro un titolo e una posizione speciali in relazione all’amore e avvolgerli in una veste intessuta d’amore. Questo è l’ideale. Solo allora Dio può sentire il profumo dell’amore. Dovunque va, Dio fiuta la fragranza dell’amore. (112-103, 5.4.1981)

Allora, pensate che a Dio piace baciare? Il Dio invisibile non ha nessuna possibilità di sperimentare questo da solo perché i Suoi due aspetti sono attaccati insieme. Quando fate l’amore, vi unite insieme e poi vi separate, non è vero? All’inizio, quando marito e moglie si amano intensamente, il loro amore è come il fragore di un tuono e lo scoppio di un fulmine. Il loro amore arde; poi tornano al punto zero come le nuvole che si ritirano dopo la pioggia. (224-36, 21.11.1991)

Dio è l’unione armoniosa delle caratteristiche duali. Nello stesso tempo è un essere maschile. Poiché è l’uomo che ha la posizione di partner dell’amore paterno [maschile] di Dio, questo è un rapporto verticale. Le donne non formano un rapporto verticale, ma un rapporto orizzontale, che si associa al verticale. Se osserviamo gli attributi del carattere di Dio, l’uomo stabilisce un rapporto in senso verticale, un rapporto tra “sopra e sotto”, mentre la donna stabilisce una relazione in senso orizzontale, un rapporto tra “sinistra e destra”.

Chi viene prima, il verticale o l’orizzontale? Poiché viene prima il verticale, tutti i principi della natura cercano e seguono la strada per avvicinarsi a quel luogo. Ecco perché il figlio viene prima della figlia in rapporto all’amore di Dio. Solo allora tutto sarà messo in ordine. (177-324, 22.5.1988)

Le donne hanno il periodo delle mestruazioni una volta al mese, non è vero? Per chi è? Dovete sapere quanto sono preziosi i vostri discendenti. Lo scopo di creare Adamo ed Eva era produrre cittadini del Regno di Dio. Non è assolutamente possibile produrli nel mondo spirituale. Dio è il Signore verticale dell’amore, e il verticale ha solo un asse. Ha solo un punto. Poiché un punto non può produrre nulla, è necessaria una superficie orizzontale. Così lo scopo di Dio nel creare è unirsi all’umanità, moltiplicare tanti cittadini per il Suo Regno e portarli tutti in cielo. (222-72, 28.10.1991)

Il marito e la moglie sono un centro di produzione per i cittadini del Regno di Dio. Così, inevitabilmente, Dio ha dovuto creare gli esseri umani. Le persone sono i figli e le figlie del Cielo, i figli e le figlie di Dio. I mariti e le mogli sono il fondamento per produrre – sulla base della carne e del sangue dei primi antenati sulla terra – i cittadini del Regno di Dio, espandendo il collegamento alla famiglia reale del cielo. C’è mai stato qualcuno che l’ha capito? (219-49, 25.8.1991)

Dio non sarebbe stato più solo dopo aver visto un uomo ed una donna originali fare l’amore. Sarebbe arrivato a provare una gioia reciproca, constatando quanto è potente l’essenza dell’amore latente dentro di Lui. (La volontà di Dio – 279)

Pensate che Dio vi veda fare l’amore oppure no? Dio, che trascende il tempo e lo spazio, chiuderà gli occhi di notte quando i cinque miliardi di persone del mondo fanno l’amore? Cosa proverà quando li vede? Quanti buoni mariti e mogli ci sono? Pensateci. Ogni genere di cose dovrebbero succedere lì. Svolgere il ruolo di moglie con riluttanza, essere trascinate con riluttanza, cercare di far piacere al vostro sposo con riluttanza – non dovreste vivere così. Questo non è amore, vero? È vita questa? Come sarebbe splendido il mondo se si trasformasse in un ambiente dove le farfalle e le api volassero intorno liberamente e noi potessimo vivere in armonia col cielo e la terra secondo l’ideale di creazione di Dio! Sarebbe proprio come nel Giardino di Eden, con la fragranza dei fiori, e Dio potrebbe addormentarsi lì beatamente. Ci avete mai pensato? Cercate di vivere così. (222-252, 3.11.1991)

Dio non è potuto andare nella posizione del marito e della moglie o in quella del genitore. Dobbiamo restaurare questa situazione. Ecco perché devono venire i Veri Genitori. Solo con la comparsa dei Veri Genitori che diventano i genitori verticali e orizzontali tutto porterà frutto qui, proprio come Dio moltiplicò dei figli ideali al tempo della creazione. Dio ha realizzato la creazione solo in senso verticale, mentre Adamo, una volta raggiunta la perfezione del suo spirito e del suo fisico, può creare sul piano orizzontale. Anche se Dio ha creato solo due individui, un figlio e una figlia, le persone che sono nella posizione di genitori fisici al posto di Dio, possono moltiplicare un numero illimitato di Adamo ed Eva. Ne possono avere dieci, o addirittura venti. Dio non può farlo. Poiché in questo modo nel corso dell’espansione orizzontale nascono tante persone, esse si trasformeranno nei cittadini del cielo. (236-146, 4.11.1992)

I Veri Genitori sono il frutto di innumerevoli religioni, un frutto che può rappresentare la grande opera di creazione di Dio. Sono il culmine della storia, lo scopo della religione e la speranza suprema dell’umanità. Tutto si conclude con loro. In loro risiede la libertà. Gli individui e ogni cosa in cielo e sulla terra sono liberati attraverso di loro. Tutte queste cose, assieme al cielo e alla terra unificati, iniziano dall’amore. (220-221, 19.10.1991)

Sezione 4. L’ideale dell’amore si realizza nella famiglia

4.1. L’ideale di creazione di Dio è il completamento della base delle quattro posizioni

Qual è lo scopo di Dio per la creazione? Dio non creò Adamo ed Eva solo per guardarli. Non creò gli uomini e le donne solo perché potessero invecchiare per conto loro e morire. Fu in modo che potessero crescere raggiungendo la maturità e, attraverso il loro cuore che desidera ardentemente stabilire un rapporto con l’altro sesso, costruire il vero Regno dei Cieli sulla terra con Dio al centro. Fu in modo che potessero creare un nido d’amore con Dio in mezzo a loro. Qui un uomo, Adamo, rappresenta il cielo e una donna, Eva, rappresenta la terra. Sono il cielo e la terra. Così anche se sono in due, la loro unione orizzontale porta il cielo e la terra ad unirsi. Quando raggiungeranno l’unità attraverso l’amore di Dio, il cosmo si unirà automaticamente. (21-43, 1.9.1968)

Le speranze di Dio sul futuro che si sarebbe sviluppato attraverso Adamo ed Eva, erano più grandi di quelle che aveva sul tempo in cui li aveva creati. Dio mirava al risultato più nobile e prezioso: realizzare lo scopo della creazione e completare la base delle quattro posizioni con al centro l’amore. (La volontà di Dio – 533)

Dio creò Suo figlio, Adamo, come il rappresentante delle caratteristiche positive [più] fra le Sue due caratteristiche e lo amò molto teneramente. Nell’amarlo, Dio incluse l’aspetto femminile del Suo amore. Inoltre, nell’amare Eva, Sua figlia, Dio incluse l’aspetto maschile del Suo amore. Quando queste due persone separate si fossero unite, sarebbe apparsa la base per un terzo e nuovo inizio, cioè i loro figli. Per questo motivo diciamo che i figli sono i partner dell’amore che suscitano una nuova speranza. Adamo ed Eva nacquero come incarnazioni dell’amore di Dio e dell’amore di genitore. Questo è il motivo per cui Dio ama i Suoi figli, e Adamo ed Eva amano i loro figli. Voi conoscete lo scopo dei tre oggetti. Lo scopo dei tre oggetti si realizza in questo modo. (32-238, 19.7.1970)

La volontà di Dio è che gli esseri umani realizzino l’ideale di creazione. L’ideale di creazione non è completato semplicemente da un uomo e da una donna che si sposano e si uniscono. Poi devono avere dei figli, perché il principio del cielo e della terra collega il rapporto tra sopra e sotto e tra davanti e dietro. Se c’è uno ieri, c’è un oggi e se c’è un oggi, c’è un domani. Devono tutti essere collegati. Ma per un marito e una moglie da soli c’è soltanto l’oggi, nessun domani. Tuttavia, senza un altro giorno, tutto finirà. Se diciamo che le coppie stanno sopra, devono avere qualcosa sotto di loro, cioè i figli. Senza qualcosa sotto, tutto finisce lì.

Quindi il principio del cielo e della terra è che quando sono stabilite le posizioni di sopra e sotto possono apparire la sinistra e la destra. Solo dopo aver celebrato la cerimonia del matrimonio dei loro figli, i genitori sentono di aver realizzato la loro responsabilità. Il rapporto tra sopra e sotto è stabilito soltanto quando il marito e la moglie, che sono i genitori, sperimentano il matrimonio dei loro figli. Solo quando è stabilito il rapporto tra sopra e sotto, si può realizzare l’ideale.

Il marito e la moglie si uniscono come destra e sinistra; i genitori e i figli devono avere un rapporto di sopra e sotto per collegare il verticale e l’orizzontale e in questo modo formare la dimensione sferica ideale nell’universo. Oltre a questo, solo quando ci sono dei fratelli e delle sorelle alla fine si formerà una sfera. Quando l’ideale è realizzato in questo modo, potete tracciare un cerchio attorno alle linee verticali e orizzontali che si incontrano nel centro. In definitiva, solo quando un uomo e una donna sperimentano la realizzazione dell’ideale nell’aspetto verticale e orizzontale possono dire di vivere nella dimensione ideale.

Questo costituisce la base delle quattro posizioni insegnata dalla Chiesa dell’Unificazione. Ecco perché diciamo che il completamento della base delle quattro posizioni è la realizzazione dell’ideale di creazione. (85-178, 3.3.1976)

Una persona non deve rimanere sola, ma piuttosto deve passare attraverso tre stadi: prima lo stadio individuale, poi lo stadio con il partner e infine lo stadio con i figli. Il rapporto fra una persona, il suo coniuge e i loro figli, con Dio come punto centrale, è la base delle quattro posizioni. La realizzazione di questa base delle quattro posizioni è lo scopo di creazione di Dio. (19-106, 31.12.1976)

Per stabilire la base delle quattro posizioni dovete prima passare attraverso il cuore di marito e moglie; solo allora potete sperimentare il cuore dei figli e il cuore dei genitori. (13-67, 17.10.1963)

4.2. L’ideale di creazione si realizza attraverso la perfezione della famiglia

L’ideale che Dio voleva vedere realizzato attraverso i nostri primi antenati era che un uomo e una donna si unissero e creassero una famiglia ideale. Allora, il centro della famiglia ideale non è né l’uomo né la donna. La famiglia è un insieme creato dall’unione dei genitori, dei figli e dei coniugi, e il centro di tutto questo è l’amore stesso di Dio. La conclusione è che la volontà di Dio è realizzare una famiglia perfetta con al centro il Suo amore. (127-85, 30.9.1969)

La famiglia è l’origine e la base fondamentale che è immutabile nel corso delle ere. Non può essere cambiata da un padre, da un fratello o da una sorella, e nemmeno dalle istituzioni di una nazione. Inoltre, non può essere cambiata dal mondo, dal cielo e dalla terra e nemmeno da Dio. Quindi nella famiglia non c’è bisogno del concetto di rivoluzione. (25-85, 30.9.1969)

Gli esseri umani hanno bisogno di stabilire i rapporti di genitore e figlio, marito e moglie e fratello e sorella. In altre parole, questi tre rapporti si devono incontrare in un punto. C’è un solo punto centrale. I punti centrali per sopra e sotto, sinistra e destra, e davanti e dietro non devono essere separati. Se i punti centrali sono diversi, l’equilibrio tra questi rapporti andrà distrutto.

Alla fine, perciò, le posizioni di sopra e sotto, sinistra e destra, e davanti e dietro insieme a quel punto centrale formano il numero sette. Formare il numero sette significa raggiungere l’unità con Dio attraverso il vero amore perfetto, e formare una famiglia dove ogni cosa diventa una sfera perfetta e realizza l’armonia e l’unificazione. (299-114, 7.2.1999)

Il luogo dove i genitori e i figli, il marito e la moglie, e i fratelli e le sorelle vogliono unirsi tutti insieme nel vero amore è la famiglia ideale. Lì, poiché comincia l’equalizzazione eterna in tutto il mondo, il Regno dei Cieli sulla terra ha inizio e il Regno dei Cieli in cielo si realizza automaticamente. (300-226, 14.3.1999)

Poiché Dio è l’Essere Originale del vero amore, tutti diventano parte dello stesso corpo quando si collegano al vero amore. I genitori sono un Dio vivente al posto di Dio sulla terra, il marito e la moglie sono come Dio l’uno per l’altra, e i figli e le figlie sono dei piccoli Dio. La struttura familiare che comprende tre generazioni centrate sul vero amore in questo modo è la base del Regno dei Cieli. Senza realizzare questa base, quel Regno non può essere stabilito. La famiglia è il centro dell’universo. La perfezione della famiglia è la base per la perfezione dell’universo, e così se c’è amore nella famiglia e amore per l’universo, possiamo andare liberamente da qualunque parte. In questo caso Dio occupa la posizione dell’amore unita e centrale come Genitore di tutto l’universo. (298-306, 17.1.1999)

L’amore di un uomo, l’amore di una donna, l’amore di un figlio, l’amore di una figlia, l’amore dei genitori e l’amore di Dio sono tutti contenuti nella base della famiglia della creazione originale, con Dio al centro. In qualunque luogo dove si manifestano questi diversi tipi di amore, chiunque ama i suoi genitori, il suo sposo e i suoi figli, pratica lo stile di vita del Regno dei Cieli. (La famiglia benedetta – 942)

Una famiglia stabilisce il fondamento etico per una società; è il modello migliore e il sistema principale e fondamentale del mondo umano. In questa famiglia l’amore è lo standard migliore per ogni persona. (La famiglia benedetta – 942)

I momenti più importanti nella vita di una persona sono quelli della nascita, del matrimonio e della morte. Allora, al momento della nascita, come bisognerebbe nascere? Bisognerebbe nascere sani. Poi viene il tempo del matrimonio. Una persona si sposa per vivere, cioè per stabilire una base delle quattro posizioni. Solo quando sulla terra saranno stabiliti questi principi comuni che regolano l’universo, la volontà di Dio e la volontà degli uomini si realizzeranno. La famiglia è dove cerchiamo di incarnare queste leggi universali e manifestare questa forma. (24-230, 17.8.1969)

L’ideale di creazione di Dio era che Adamo ed Eva, i nostri primi antenati, moltiplicassero dei figli di bontà e costruissero un mondo centrato su Dio. (La volontà di Dio – 137)

Abbiamo un detto: “L’armonia della famiglia porta successo in tutto”. Questo significa che la pace nella famiglia fa andare bene tutto. Una famiglia perfetta è una famiglia di pace, ed è la base per il Regno dei Cieli. La forza che guida questa famiglia è il vero amore. Il vero amore è l’amore puro e bello con cui amiamo Dio e il nostro partner più di noi stesso, con tutta la nostra vita. In questo universo Dio non ha creato una forza più grande di quella del vero amore. Il vero amore è l’amore di Dio. (219-118, 28.8.1991)

Se sulla terra si fosse realizzata la volontà di Dio, si sarebbe creata un’unica sfera culturale che fa capo ad Adamo. Invece di innumerevoli popoli, ciascuno dei quali forma la sua diversa cultura e civiltà come vediamo oggi, avremmo un mondo con un’unica cultura, un’unica filosofia e un’unica civiltà centrate su Adamo. Allora tutto – la cultura, la storia, i costumi, la lingua e la tradizione – sarebbe unificato. Nell’amore di Dio, avremmo stabilito una famiglia, una tribù, un popolo e una nazione ideali, che si sarebbero espansi per realizzare un mondo ideale secondo l’ideale di Adamo. Proprio come la radice, il tronco e le foglie di un albero sono tutti collegati ad un’unica vita, vedere il mondo dal punto di vista della volontà di Dio significa essere centrati sull’amore. Guardando in alto serviremmo Dio come nostro Padre, e guardando in basso faremmo di tutte le persone un unico corpo vivente. Sarebbe un corpo d’amore vivente, costituito da fratelli e sorelle, che costruiscono un mondo ideale eterno con Dio al centro. Le persone che vivono in un mondo del genere non avrebbero bisogno della salvezza o del Messia, perché sarebbero i figli e le figlie di bontà di Dio. (110-213, 18.11.1980)

Sezione 5. La volontà di Dio nel creare tutte le cose

5.1. Lo scopo per cui furono create tutte le cose

Sin dall’origine Dio non creò tutte le cose del cielo e della terra come un gingillo o un passatempo. Non le creò senza uno scopo, una direzione o una precisa filosofia. Piuttosto le creò con un grande scopo, basato sulla filosofia del grande universo. Quindi non possiamo negare che la filosofia basata sul cuore di Dio si trova in tutte le cose esistenti, dalle creature più insignificanti all’intero universo. Allora, per quale scopo Dio le creò con questa filosofia? Il Suo fine, indubbiamente, era vedere un mondo ideale basato sul Suo amore, cioè un mondo dove comunichiamo, gioiamo, viviamo e moriamo nell’amore. Quando ci svegliamo e apriamo gli occhi, vediamo tutto ciò che ci sta davanti. Da tutte le cose che vediamo di fronte a noi, riceviamo un’impressione vaga, che non può essere espressa facilmente, e attraverso il modo in cui reagiamo, stimoliamo i nostri sensi per la nostra vita quotidiana.

Persino le creature più piccole che ci circondano sono sicuramente collegate a noi e hanno un rapporto con noi. Anche se forse le ignoriamo, queste creature insignificanti creano un legame con l’umanità, rivelando ogni giorno il valore della loro esistenza secondo l’ideale del principio celeste. Questo perché, dal punto di vista dello scopo dell’esistenza, dalla creatura più piccola agli esseri umani – che sono chiamati i signori del creato e possono dominare tutte le cose – ogni cosa dimora nel regno dell’ideale d’amore dove può abbracciare l’ideale di Dio per questo immenso universo. Così, realizzando lo scopo dell’universo, si sviluppa un movimento, man mano che le cose piccole sono assorbite da quelle che dominano una sfera più grande. Le cose piccole sono assorbite dalle cose grandi, diventando una parte della loro forma materiale e dei loro elementi. Questo porta alla realizzazione di un unico scopo basato su un unico grande ideale.

Non è possibile negare che la storia è andata avanti in questo modo e che il mondo dell’esistenza si è mosso seguendo la via del principio celeste per amore di quell’unico scopo. (9-163, 8.5.1960)

Perché Dio creò tutte le cose? Fu per avere un oggetto d’amore, un partner, e per creare un rapporto d’amore. Egli voleva che le persone potessero vivere e poi ritornare nel mondo originale e dimorare nella patria originale d’amore del Dio eterno. (142-76, 1.3.1986)

La Bibbia descrive la creazione di Dio del cielo e della terra in termini semplici, dicendo che Dio creò il cielo e la terra attraverso la Parola. Apparvero le stelle quando Dio disse: «Siano le stelle», e apparve la terra quando Dio disse: «Sia la terra». Ma dovete essere consapevoli che in questo processo Dio mantenne il principio della progressione, sviluppando le cose piccole in cose grandi secondo un ordine e una legge senza limiti. In base a questo principio, dopo aver creato tutte le cose, Dio creò i nostri ante nati, Adamo ed Eva, concentrando l’essenza di tutte le cose dell’universo. (65-21, 13.11.1972)

Oggi i cristiani affermano che, siccome Dio è onnisciente e onnipotente, tutte le cose sono venute ad esistere semplicemente perché Lui disse: «Siano il cielo e la terra». Ma non è così. Dio investì ogni cosa, tutta l’energia che aveva. Investendo completamente la forza del Suo amore, Dio creò tutte le cose come un dono per i Suoi futuri beneamati figli e figlie e la Sua futura famiglia. Ogni cosa fu creata così. Perciò dovremmo guardare tutte le cose pensando a questo. (112-306, 25.4.1981)

Con che cosa creò Dio? In principio c’erano la volontà e il pensiero di Dio. Insieme al pensiero di Dio c’era un piano. Possiamo vedere che c’erano la volontà e il piano originale di Dio per costruire un certo tipo di mondo umano dopo la creazione degli esseri umani. (76-91, 1.2.1975)

Una cosa che dovete sapere è che, quando creò il mondo, Dio creò prima l’ambiente. Questo è il mondo che è risultato dai rapporti tra partner soggetto e oggetto. Il mondo della natura si è sviluppato come un mondo di fenomeni dove i partner soggetto e oggetto agiscono unendosi fra loro. (131-217, 4.5.1984)

Quando consideriamo i principi impiegati nella creazione del cielo e della terra, vediamo che Dio non creò gli esseri centrali e poi il loro ambiente; piuttosto, prima di creare gli esseri umani, Dio preparò un ambiente basato su dei rapporti. Per creare gli esseri umani, prima creò la terra. Dio stabilì l’interiore sulla base dell’esteriore. Questo è il principio con cui furono creati il cielo e la terra. Cose che un tempo esistevano, hanno lasciato il posto a delle cose più grandi, e cose che non avevano valore hanno dato nascita a delle cose di valore. Questo è il principio alla base della creazione del cielo e della terra. Nel creare gli esseri umani, Dio fece prima il corpo e poi lo spirito. (152-319, 18.8.1963)

Allorché Dio vide tutte le cose che aveva creato durante i sei giorni, fu pieno di orgoglio e voleva mostrarle con fierezza. La Sua gioia era infinita mentre guardava la Sua creazione. Quando Dio continuava a dire, con tanta gioia nel cuore: «È buono, è buono», a chi stava parlando? Stava parlando a tutte le cose della creazione. Dobbiamo capire che si rivolgeva a tutte le cose con un cuore così pieno di entusiasmo. (5-238, 8.2.1959)

Quando Dio creò il mondo, c’era gioia. Dopo averlo creato, Dio disse che era buono da guardare. Provò gioia. Che cos’è la gioia? È ciò che sentite quando realizzate un certo scopo. Dio provò gioia per tutte le cose che aveva creato perché il senso del Suo scopo era racchiuso in loro.

Allora, che tipo di mondo è il mondo restaurato? Detto in parole povere, è un mondo popolato da persone che hanno dei legami di cuore a vari livelli, attraverso i quali possono lodare Dio mentre osservano ogni singola creatura dell’universo. Dal punto di vista del Cielo, è qui che si trova il valore del carattere. Perciò la storia che San Francesco predicava agli animali e agli uccelli non è una bugia. Sembra un sogno, ma è la realtà. (9-168, 8.5.1960)

Sebbene esista anche quando siete soli, l’amore non può entrare in azione finché non avete un partner. Nemmeno Dio può amare senza un partner. Anche se l’amore è ciò che piace a Dio più di tutto, questo amore non si può manifestare quando Lui è solo. Quando uno è solo non può sentire né la gioia né l’impulso dell’amore. È per questo motivo che Dio creò l’universo come un partner con cui può condividere l’amore e la gioia. Dopo aver creato l’universo, Dio creò Adamo ed Eva come Suoi proprietari. (143-81, 16.3.1986)

5.2. La dimensione e la struttura dell’universo misterioso

Ogni cosa del creato è preparata come un manuale in modo che gli adorati figli e figlie di Dio possano ricercare l’ideale dell’amore. Ecco perché tutto esiste in un sistema di coppia. Il regno minerale opera attraverso il rapporto tra partner soggetto e oggetto. Anche negli atomi i protoni e gli elettroni interagiscono attraverso il rapporto tra i partner soggetto e oggetto. Senza questa interazione non possono continuare ad esistere. Senza movimento non ci può essere nessuna esistenza eterna. Quindi l’universo è centrato sull’umanità, ed è la sfera creata per permetterle di raggiungere il punto centrale. (137-59, 18.12.1985)

Che cos’è l’universo? È come il corpo visibile di Dio. È un’estensione dell’esistenza di Dio. Per questo motivo nasce l’idea che possiamo amare veramente; in altre parole amare l’universo è un’esperienza molto reale. Voi vi passate una mano sui capelli in questo modo, non è vero? Quando sui vostri vestiti c’è un po’ di sporcizia, la spazzolate via, giusto? Perché lo fate? Perché fanno parte di voi. Poiché sono uniti a voi, vi comportate così. Da ora in poi, dovete portare Dio nel centro del vostro cuore e costruire un mondo unificato dove la mente e il corpo sono uniti, e tutte le cose sono unite. (86-174, 28.3.1976)

Se lo volete sapere, l’universo ha un’estensione di molti miliardi di anni luce. La luce viaggia percorrendo 300.000 chilometri al secondo e 300.000 chilometri sono sette volte e mezzo la circonferenza della terra. In astronomia la distanza che la luce percorre in un anno si chiama anno luce. L’universo è talmente vasto che la luce che si muove secondo questa unità di misura dell’anno luce non può raggiungere la sua destinazione finale nemmeno dopo che sono passati miliardi di anni. (127-213, 8.5.1983)

Finora l’Osservatorio di Greenwich ha scoperto delle stelle che distano dieci miliardi di anni luce ed ora è giunto il tempo in cui possiamo vedere delle stelle che sono distanti quindici miliardi di anni luce e anche di più. La dimensione di questo universo è un numero basato sul principio – ha un’estensione di 21 miliardi di anni luce. La luce viaggia alla velocità di 300 milioni di metri al secondo. Questo significa che in un secondo fa sette volte e mezzo il giro della terra.

Se pensaste a questa luce con una velocità così alta, immaginandola viaggiare anche solo per un giorno, vi raggomitolereste e la vostra mente non riuscirebbe ad afferrarla. Direste: «Per me è inconcepibile». Invece la luce viaggia veloce non solo per cento anni, ma per miliardi di anni. Cento milioni sono cento volte un milione, ma persino dopo che sono passati cento milioni di anni da quando è partita, la luce è ancora in viaggio. Se una persona vive cento anni, durante quel periodo sono vissute e morte un milione di persone. In altre parole, cento milioni di anni luce significa che la luce sta ancora viaggiando persino dopo che ogni persona è vissuta cento anni dall’inizio alla fine, e questo è andato avanti per un milione di persone. Allora, quanto sono lunghi 21 miliardi di anni? Ogni persona deve vivere cento anni dall’inizio alla fine, e questo deve continuare per 210 milioni di persone e più. La luce non percorre una distanza così lunga viaggiando in linea retta, viaggia in cerchi. Questo è il nostro universo. (181-195, 3.10.1988)

Cosa intendiamo per perfezione dell’universo? Per realizzare la perfezione dell’universo ognuno di noi deve diventare perfetto. Non importa quanto l’universo possa essere perfetto, non ha niente a che fare con voi se non siete perfetti. Sappiamo che per quanto il mondo possa essere meraviglioso, e anche se il mondo là fuori danza di gioia, se avete un grosso dolore, tutte le situazioni gioiose del mondo esterno non hanno nulla a che fare con voi. (166-210, 7.6.1987)

La perfezione dell’universo deve dare gioia al vostro io interiore così come al mondo esteriore. Tutti e due, la vostra mente e il vostro corpo, devono gioire in un luogo di felicità. Tutte le vostre cellule, ad esempio, devono gioire. Le cellule degli occhi e quelle delle piante dei piedi sono diverse, non è vero? Ma anche se sono diverse, le cellule delle mani e tutte le vostre cellule devono essere felici, insieme a tutte le parti del corpo e della mente. Senza escludere nulla, tutto deve poter gioire; anziché rimanere separate si devono unire insieme. Solo quando avremo un mondo del genere, che può sperimentare la gioia risonante dell’amore fondata sulla realtà di questo corpo interconnesso, l’universo diventerà perfetto. (166-210, 7.6.1987)

5.3. La natura è un manuale che insegna l’ideale dell’amore

Alcune persone che pregano hanno chiamato la natura la prima Bibbia. Non è al secondo posto. La Bibbia che descrive la storia di Israele non sempre dà un messaggio chiaro. Sapete quanto ho scosso la testa mentre la leggevo? Può essere molto ambigua; le persone capiscono quello che vogliono dalla Bibbia, proprio come se fosse una chiromante che predice la loro fortuna. Per alcuni è un modo per sfuggire dalla realtà. Così, il mondo della natura creato da Dio è meglio della Bibbia a realizzare il difficile compito di giudicare i fatti e chiarire ogni cosa dall’inizio alla fine. (20-270, 7.7.1968)

I collegamenti si fanno cominciando dalle cose estremamente piccole. Anche voi siete un corpo vivente composto da 400 trilioni di cellule collegate insieme. Fra tutti gli esseri del mondo ideale della creazione centrato sull’amore di Dio, cioè il grande universo, non ce n’è neanche uno che abbia origine al di fuori del cuore di Dio. Un poeta che riesce a percepire questo deve essere un grande poeta. Se ci fosse un poeta capace di sentire e di esprimere il cuore del cosmo vedendo tremare una foglia, dovrebbe essere un poeta dell’universo.

Non abbiamo pensato a come tutte le cose del cielo e della terra, che si manifestano intorno a noi senza che ce ne accorgiamo, esistono con l’amore di Dio. Quando entrate in uno stato mistico, potete vedere che il principio dell’universo è contenuto persino in un granello di sabbia e che l’armonia infinita e inesauribile dell’universo è racchiusa in un atomo. Non possiamo negare che ogni essere esistente è il risultato di qualche forza complessa, anche se sconosciuta. Al di là delle molecole ci sono gli atomi, e al di là degli atomi ci sono le particelle elementari. Queste forme non esistono inconsciamente, ma con una determinata coscienza e scopo. Perciò, dovete assolutamente capire che tutti gli esseri esistenti hanno avuto origine attraverso le mani amorevoli di Dio e sono inevitabilmente collegati al Suo cuore. (9-166, 8.5.1960)

Che tipo di persona è un maestro spirituale? È colui che ha un cuore così profondo che lo fa esclamare «Dio!» mentre stringe un semplice filo d’erba, e sa riconoscere che quel filo d’erba ha un valore uguale al suo. Questa persona è il maestro spirituale più grande. Una persona capace di celebrare quel valore in questo modo sarà l’artista più grande. Chi sa scoprire i diversi incanti dell’amore e del cuore di Dio in tutti i vari aspetti del creato, in tutte le sue forme e i suoi colori, può fare amicizia con loro e gioire insieme a loro, è una persona che può rappresentare l’intero l’universo. Se c’è qualcuno ogni cui singola cellula è mossa da questo sentimento, deve essere colui che rappresenta l’intero universo. Costui è un signore della creazione. Ma una persona che non sa far altro che mangiare, può diventare il signore della creazione? (9-166, 8.5.1960)

Se osservate attentamente i bambini, vedete che amano soprattutto le creature vivaci come i cagnolini, gli insetti, gli uccelli e gli animali selvatici. Perché? Le persone sono fondamentalmente così. Che cosa significa? I loro interessi si risvegliano quando vedono il mondo della natura e la terra in movimento. Anche se, naturalmente, possono esserci diversi livelli di partner, le persone si divertono e trovano interesse a contemplare queste cose. In questo modo imparano tutte le caratteristiche dell’amore che sono dentro di loro. Se osserviamo come vivono gli insetti e gli animali, constatiamo che esistono tutti in coppie. Considerando questo, la natura è un museo di manuali costruiti per educare gli esseri umani, come partner d’amore di Dio, sull’ideale dei rapporti reciproci. (137-211, 1.3.1986)

Dio creò l’universo ed ogni cosa che esso contiene come un manuale per aiutare i Suoi adorati figli e figlie a trovare l’ideale dell’amore. Ecco perché tutto esiste in un sistema di coppia. Il regno minerale opera attraverso il rapporto tra partner soggetto e oggetto. Negli atomi, che sono le unità strutturali della materia, gli elettroni e i protoni interagiscono in un rapporto tra partner soggetto e oggetto. Senza questa interazione non possono esistere. Senza movimento non ci può essere nessuna esistenza eterna. Ecco perché devono interagire.

Le persone osservano la natura e man mano che crescono imparano. Imparano le cose e dicono: «Ecco com’è il mondo degli insetti!» Quando in una notte d’autunno con la luna splendente e le stelle scintillanti ascoltate attentamente, i suoni degli insetti sembrano un’orchestra. Perché emettono quei suoni? Cantano il loro ideale mentre cercano i loro partner. Sussurrano l’amore. Gli uccelli e tutti gli altri animali seguono lo stesso denominatore comune dell’amore quando emettono i loro suoni tristi o felici. Sono in basso sulla scala e lontani dall’asse, però girano intorno all’asse sullo stesso piano orizzontale. Ecco come sono tutti gli esseri esistenti. (137-59, 18.12.1985)

Ci sono tre tipi di canti di uccelli: primo, c’è un canto che esprime la fame; secondo c’è un canto per esprimere l’amore per il proprio compagno; e terzo, c’è un canto che si canta nei momenti di pericolo. Sono tutti diversi. Noi, persone comuni, non lo sappiamo, ma loro nel loro mondo lo sanno. Quando gridano per la fame, tutti gli altri uccelli capiscono. Ma attorno a cosa ruota la loro vita di ogni giorno? La fame si risolve semplicemente mangiando, e non affrontano neanche pericoli tutti i giorni. La maggior parte del loro canto va avanti e indietro nel rapporto di dare e avere con il loro partner d’amore. (137-211, 3.1.1986)

Gli esseri umani sono stati creati come partner soggetto e oggetto, cioè come una coppia. Anche il mondo di tutte le cose, che esiste per il bene dell’umanità, crea armonia seguendo il principio dell’amore e realizza il suo scopo di vita e il suo ideale attraverso l’amore dell’umanità. Per le persone – e soprattutto per Adamo ed Eva che stanno maturando – il mondo di tutte le cose è un manuale d’amore e un museo che esibisce senza fine l’essenza dell’amore. (135-12, 20.8.1985)

Tutti gli uccelli e gli animali esistono in coppie e si armonizzano tra loro nell’amore. I fiori e le farfalle stabiliscono un rapporto da due poli opposti, ma creano armonia tra loro. Questo riflette il rapporto armonioso tra il cielo e la terra. I poli opposti dell’universo si armonizzano attraverso l’amore. È la stessa cosa per gli uccelli migratori. Gli uccelli del sud volano a nord e gli uccelli del nord volano a sud, amandosi tra loro mentre attraversano le regioni avanti e indietro. Nel far questo ruotano eternamente attorno all’amore. Le persone imparano l’amore attraverso i manuali del museo che Dio ha creato. Quando Dio e l’umanità si ameranno nella gioia, tutte le cose in cielo e sulla terra seguiranno quel ritmo e si armonizzeranno attorno a loro. Se Dio amerà una cosa e la gradirà, sarà gradita anche al mondo angelico. Piacerà anche a tutto il mondo della creazione, che offrirà lodi e applausi. Gli uccelli canori canteranno le loro lodi e i bei fiori offriranno un encomio attraverso i loro profumi. Il creato esiste per espandere la fragrante atmosfera in cui gli esseri umani, in posizione centrale, con l’amore più alto, possono essere felici. Persino i brutti rospi gracidano «cra, cra, cra», quando fanno l’amore. Com’è incantevole! Scalciano con le zampe e si muovono in su e in giù mentre fanno l’amore. Che scena deliziosa! Questa è arte suprema. (142-273, 13.3.1986)

Maturando Adamo ed Eva arriveranno a capire e diranno: «Ah, ecco come si fa l’amore». Dio ha disposto il mondo di tutte le cose come un manuale per guidare l’ideale dell’amore umano a raggiungere la maturità. Così continuando a imparare, man mano che crescono, arriveranno a provare dei sentimenti diversi l’uno per l’altro e diranno: «Ah, in passato eravamo come un fratello e una sorella, ma ora sembra che…» Impareranno dicendo: «Ah, è così che stanno le cose». Così andranno avanti dritti lungo delle linee parallele, poi si scontreranno e diranno: «Tu ed io dobbiamo incontrarci persino a rischio della morte. Non possiamo andare da nessun’altra parte». (137-59, 18.12.1985)

Adamo ed Eva, nati come i primi figli di Dio, dovevano crescere dall’infanzia alla maturità nella sfera di protezione di Dio. Poiché il loro intelletto doveva svilupparsi attraverso questo processo, sarebbero arrivati a capire perché Dio aveva creato il mondo, e Dio li avrebbe educati attraverso il mondo della creazione. Il creato, dove ogni cosa è in movimento, era un manuale per insegnare ad Adamo ed Eva tutto ciò che avevano bisogno di sapere su come vivere. Essi dovevano essere i nostri primi antenati originali. Dovete capire che, siccome Adamo ed Eva non erano perfetti, il mondo della creazione era un modello e un museo che mostrava loro come condurre una vita ideale. (137-126, 1.1.1986)

5.4. Il nostro atteggiamento verso la natura

Quando al mattino aprite gli occhi e guardate la natura, essa si collega sottilmente alla vostra natura originale e ispira dei sentimenti verso un nuovo ideale che può sbocciare. D’altro canto, sapete molto bene che, più guardate il mondo umano, più suscita nel vostro cuore disperazione e dolore. Se il mondo fosse popolato da persone originali che non sono cadute, il valore degli esseri umani non susciterebbe dolore nel cuore di chi lo osserva. Gli esseri umani non sono stati creati semplicemente per avere il valore di un filo d’erba, di un fiore o di un tronco d’albero. Dovevano essere delle creature nobili, che non potevano essere scambiate per nessuna cosa nel mondo della creazione. Dovevano farsi avanti rappresentando il Cielo con un valore incomparabile. (9-97, 24.4.1960)

Dovete avere una mente che contempla la natura permeata dall’amore di Dio e dice: «Qualsiasi cosa preziosa posseduta da un re di questo mondo o da una persona famosa potrebbe reggere al confronto con questo? Qualche manufatto antico potrebbe essere paragonato a questo? L’abito sontuoso indossato da una signora famosa potrebbe essere paragonato a questo?» Senza questo tipo di cuore commettiamo un peccato davanti al mondo della natura, anche senza saperlo. Se c’è qualcuno che può guardare un essere vivente e dire: «Qualcosa prodotto dalle mani dell’uomo può essere paragonato a questo? Non importa quanto uno possa essere grande, potrebbe essere più grande di Dio?» e apprezza sommamente tutte le cose create attraverso il lavoro faticoso di Dio, dev’essere senz’altro un Suo figlio. Questa persona non ha bisogno di pregare. Vive con Dio. Dio guida le persone verso questa posizione. (9-174, 8.5.1960)

Le persone proveranno piacere e gioia per qualsiasi cosa appartiene a qualcuno che amano. Tuttavia, non sanno allietarsi delle cose create da Dio, che dovrebbero amare più di tutto. Queste persone possono diventare dei figli e delle figlie di Dio? Poiché avete la responsabilità di liberare dal dolore la creazione che sospira e si lamenta, dovreste sperimentare profondamente il cuore e la cura che Dio ha investito nel creare anche solo un albero o una pianta 6.000 anni fa. Dovreste avere un cuore tale da poter versare lacrime persino alla vista di un filo d’erba lungo la strada, o stringendovi a un albero, e dire: «Come devi essere solo avendo perso il tuo padrone!» Io stesso ho versato tante lacrime. Ho pianto a non finire mentre mi aggrappavo ad una roccia; ho pianto sentendo soffiare il vento. Ora, avendo ascoltato le mie parole, capite perché. (9-176, 8.5.1960)

Ho percorso questa strada dicendo a me stesso: «Le cose preziose della creazione, che Dio ha creato e che hanno formato un collegamento eterno con Lui, non sono tenute in così gran conto come i tesori nazionali o gli oggetti preziosi di qualche regno di oggi. Io capirò quel dolore; io solo devo capire». Se avete un cuore che dice: «Io capirò, anche se tutte le persone che vivono sulla terra possono ignorarlo», il vostro popolo diventerà un popolo nuovo che in futuro potrà dominare l’umanità. Questo non è un concetto, è una realtà. Dove sono le persone che sanno apprezzare tutte le cose del creato più dei tesori di famiglia che sono tramandati nel corso delle generazioni, o più dei diamanti che sono considerati le pietre più preziose del mondo – tanto da aggrapparsi a queste cose rifiutandosi di lasciarle andare? Dio, vedendo quelli che capiscono nel loro cuore ciò che Lui ha creato, e che serbano queste cose versando lacrime per loro, dirà: «Miei cari figli!» (9-176, 8.5.1960)

Che cos’è la natura? È un museo che Dio ci ha dato in dono, qualcosa che Egli ha preparato per la nascita dei Suoi amati figli e figlie. Persino il canto di un uccello e un filo d’erba che cresce sono delle decorazioni preparate per portare bellezza nella vita dei Suoi diletti figli. Anche le pietre che rotolano per la strada sono state create come decorazioni per una nazione, perché Dio sapeva che i Suoi figli e le Sue figlie sarebbero stati i proprietari che avrebbero governato quella nazione. È la stessa cosa con l’acqua che scorre. Dio non voleva che le cose fossero aride e monotone, perciò ha creato le cose in modo da stabilire un principe dei sogni e della speranza che avrebbe potuto contemplare questo giardino infinitamente variopinto e armonioso – questo mondo d’amore – ed ereditarlo. Quindi noi impariamo da tutte le cose del creato. Quando gli uccelli maschi e femmine cantano, la loro padrona deve imparare da loro. Dovreste poter lodare la bellezza del mondo originale della creazione dove ogni cosa dedica tutta la sua vita a stabilire un mondo in cui ognuno vive per il bene dell’altro. Allora persino gli uccellini appena nati vorranno venire a vivere nella vostra casa. Gli uccelli vorranno avere i loro piccoli lì. Capite cosa sto dicendo? (175-186, 16.4.1988)

Non importa quanto un’opera d’arte di un museo possa essere preziosa, può avere più valore di un’opera d’arte vivente? Sto chiedendo chi ha amato questa terra – il museo di tutte le cose e l’opera di Dio – più di quanto l’abbia amata Dio. Chiedo se qualcuno l’ha amata più dei musei del suo paese. Potete paragonare una corona d’oro della dinastia Scilla esposta in un museo con un dente di leone che spunta lungo la strada e che è stato creato direttamente da Dio? Se esiste un re che incarna il cuore di questo Dio, e si prende cura della creazione con un cuore che dice: «Mi dispiace e mi vergogno perché io, che sono nella posizione di un re, non posso amarti dalla posizione di aver ricevuto l’amore del Dio originale, che può vivere per il bene di tutte le cose», i ciuffi d’erba vorranno seguire quel re e stare eternamente con lui. Ecco come dovrebbero vivere le persone. (175-186, 16.4.1988)

5.5. Amate la natura e amate le persone

Dovete saper amare la natura e amare le persone. Dovete sapere che quelli che non sanno amare le persone o la natura non possono amare Dio. Poiché tutte le cose della creazione sono simboli di Dio e le persone sono esseri della Sua sostanza, quelli che sanno amare tutte le persone e le cose del creato arriveranno ad amare Dio. (70-181, 9.2.1974)

Dovete sempre amare la natura. Dovete amare la natura e le persone. Dovete amare le persone di tutti i cinque colori della razza umana. Pensate che Dio dirà: «Oh, a me piacciono solo i bianchi»? Allora tutti dovrebbero indossare solo degli abiti bianchi. Tutti i bianchi dovrebbero portare solo dei vestiti bianchi e buttare via tutti i vestiti colorati. Perché indossereste dei vestiti neri o dei vestiti colorati? Sarebbe una contraddizione. (133-28, 1.7.1984)

Persino tutti gli elementi e le creature più piccole vanno in direzione della via dell’amore. Si muovono verso le cellule dell’umanità che possono entrare direttamente in contatto con l’amore che è unito a Dio. Per questo motivo dobbiamo sacrificarci per l’amore. Dobbiamo investire noi stessi.

Poiché esiste la tradizione di investire totalmente la propria vita e i propri beni, le entità più basse cercano di dare totalmente se stesse per il bene di quelle più alte. Questa non è la teoria dell’evoluzione di Darwin, ma la teoria dell’assorbimento basato sull’amore. Si tratta di sapere come il valore di una delle creature più piccole cresce diventando materiale da usarsi per creare il livello di valore superiore successivo. (204-129, 1.7.1990)

Dobbiamo sentire che tutte le creature di Dio sono oggetti del nostro amore. Dovremmo essere delle persone che sanno amare persino le forme di vita più minuscole, per non parlare degli esseri umani, così come ogni cosa visibile e invisibile in cielo. Quando alla mattina un uccello canta «cip, cip, cip», invece di brontolare dicendo: «Ehi tu, passero seccatore, sto cercando di dormire fino a tardi. Perché cinguetti?!» dite: «Oh, grazie. Sei venuto a svegliarmi. Mi stai dicendo che verrà a trovarmi un ospite importante». La visione è diversa. Questa è una cosa meravigliosa. (112-219, 12.4.1981)

Dio creò il mondo angelico nello stesso tempo in cui creò il mondo umano. Il mondo angelico che tipo di mondo è? Solo quando gli esseri umani appaiono con la bellezza e il profumo – come i fiori che esistono per produrre frutto – il nido d’amore sarà finalmente preparato. Quindi, tutta la vita comincia da lì e tutti gli esseri che hanno vita possono armonizzarsi cominciando da lì. Gli esseri umani rendono possibile questa armonia. Attorno a queste persone, una miriade di angeli in cielo forma un regno soggettivo armonioso dove possono avere uno scambio di dare e avere con le persone, come le farfalle e le api fanno con i fiori. Quando questo succederà, apparirà sicuramente un giardino fiorito di armonia dove Dio gioirà, le persone gioiranno, gli angeli gioiranno e tutte le cose saranno immerse nell’amore. Allora inizierà una festa di primavera. (31-124, 3.5.1970)

CAPITOLO III – I cambiamenti nella visione di Dio nella storia della provvidenza di restaurazione

Sezione 1. Il Dio dell’era dell’Antico Testamento era un angelo

1.1. L’era dell’Antico Testamento era l’era del servo

Attraverso la caduta, gli esseri umani caddero nel dominio al di fuori del Principio. Fino a che punto? Caddero in un regno addirittura più basso di quello degli angeli che sono i servi di Dio. I principi e le principesse, che avrebbero dovuto essere i signori, caddero in una posizione più bassa di quella dei servi, perciò devono risalire. Dalla via del servo dei servi devono risalire attraverso la via del servo, del figlio adottivo, del figlio illegittimo e del figlio di discendenza diretta e poi ritornare, attraverso la madre, alla posizione di Adamo, il padre. Questa è la restaurazione.

La provvidenza di salvezza è come riportare qualcuno allo stato di salute di cui godeva prima di ammalarsi. Deve ritornare allo stato di non aver avuto nessuna malattia. Questo è il motivo per cui la provvidenza di salvezza è la provvidenza di restaurazione. La provvidenza di restaurazione non si realizza in modo casuale. Non si può semplicemente “credere ed essere salvati”. (222-144, 3.11.1991)

Anche se gli esseri umani sono caduti, devono risalire dalla posizione di servi dei servi perché non possono abbandonare Dio. Allora, cosa significa “servo dei servi?” Significa essere senza un padrone. Le persone cadute devono servire lealmente Dio dalla posizione di servi dei servi. Satana era un arcangelo e il servo di Dio. Poiché gli esseri umani furono trascinati di fronte a questo servo, per ritornare a Dio devono stabilire la condizione di aver dimostrato la loro lealtà a Dio dalla posizione di servi dei servi. (17-73, 12.11.1966)

L’era dell’Antico Testamento era un’era in cui venivano fatte delle offerte in sacrificio; così Dio poteva trovare delle persone che poteva usare come Suoi servi. Questa è la storia dell’Antico Testamento. Poiché gli esseri umani furono perduti, le cose furono messe sotto sopra e le persone caddero più in basso di tutte le cose del creato. Gli uomini si trovarono ad essere in una situazione peggiore di tutte le cose della creazione. Per questa ragione dovevano dividere in due tutte le cose, che erano più vicine a Dio, separando ciò che apparteneva a Dio da ciò che apparteneva a Satana. Queste offerte in sacrificio divise non venivano fatte a causa di Dio o di Satana, ma perché gli uomini non avevano realizzato la loro responsabilità. Dovete sapere questo. Non avendo realizzato le loro responsabilità, le persone si sono trovate a ricevere il sangue di Satana. (136-228, 29.12.1985)

Dal punto di vista della provvidenza, il tempo prima dell’era dell’Antico Testamento, cioè prima di Giacobbe, fu l’era del servo dei servi; il tempo che va da Giacobbe a Gesù fu l’era del servo; il tempo dopo Gesù fu l’era del figlio adottivo e il tempo del Secondo Avvento è dell’era del figlio. Poiché è arrivata l’era del figlio, il figlio deve avere dei genitori. Così, con l’era dei genitori, l’umanità ritorna a Dio. (74-121, 25.11.1974)

L’era dell’Antico Testamento era l’era del servo, un’era dove le persone in posizione di servi dei servi erano restaurate alla posizione di servi. Per questa ragione persino Abramo era un servo, non un figlio. Dio istituì la via della lealtà stabilendo i servi dei servi. In questo modo Dio fece avanzare la Sua provvidenza portando insieme tutta l’umanità nel corso della storia per impadronirsi del male a livello mondiale e portarlo dal Suo lato. Persino Giacobbe trionfò come servo di Dio invece che come figlio di Dio. Dio ha continuato a lavorare in questo modo, restaurando le persone dalla posizione di servo dei servi a quella di servo, e dalla posizione di servo a quella di figlio adottivo. (15-325, 7.12.1965)

Se si esamina tutto il corso della storia di restaurazione, si può vedere che, fino ad oggi, Dio ha guidato la provvidenza attraverso i tre stadi di formazione, crescita e completezza. Il corso della restaurazione passa attraverso l’era del servo, che è l’era dell’Antico Testamento, l’era del figlio adottivo, che è l’era del Nuovo Testamento, e l’era dei veri figli, che è l’era del Completo Testamento, ed entra nell’era dei Veri Genitori. La provvidenza di salvezza nell’era dell’Antico Testamento offriva la salvezza all’umanità nella posizione del servo. Quindi in quell’era, senza stabilire una figura centrale che potesse resistere dall’inizio alla fine riportando la vittoria, la fondazione per la restaurazione alla posizione del servo non poteva essere posta. Per questo Dio fece tanti sacrifici guidando i quattromila anni di storia attraverso figure centrali come Noè ed Abramo. (15-49, 7.12.1965)

Cosa fece Dio nell’era dell’Antico Testamento? Poiché il mondo era diventato satanico, Dio si assunse il compito di cercare i Suoi servi sacrificando tutte le cose e stabilendo delle persone dal lato del Cielo. Dio non cercava neanche dei figli adottivi. Cercava dei servi dei servi. Poiché le persone del mondo satanico sono tutte diventate figli e figlie di Satana, Dio non può portarsele via. Perciò Dio ha continuato a raccogliere quelli che avevano perso speranza nel mondo satanico. È una triste realtà, ma Dio ha raccolto del materiale inutile. Ha avuto a che fare con dell’immondizia. Questo processo non finisce lì. È necessario il sacrificio, e le persone devono attraversare il processo di essere un’offerta in sacrificio. (136-222, 29.12.1985)

Dio cercò di prendere delle persone che non erano nemmeno buone per diventare dei servi nel mondo satanico e fece di loro dei servi dei servi nel mondo di Dio. Questa è la storia dell’Antico Testamento. Ecco perché Dio fece lottare Esaù e Giacobbe. Ecco perché chiamò Noè. Dio portò un servo dei servi del mondo satanico in un paese lontano. Lì lo isolò e lo ridusse allo sfinimento per farne un servo di Dio. (154-334, 5.10.1964)

Satana tratta gli esseri umani come nemici. Non possono nemmeno diventare servi di Satana. Nell’era dell’Antico Testamento Dio lavorò per trasformare queste persone in servi di Dio. Poi voleva trasformare i servi in figli adottivi, i figli adottivi in figli di discendenza diretta, i figli di discendenza diretta in fratelli e sorelle e i fratelli e sorelle in veri genitori benedicendoli come sposo e sposa. Poiché la vera famiglia centrata su Dio fu perduta, la restaurazione è il lavoro per riconquistarla. Il banchetto delle nozze dell’Agnello doveva essere l’occasione per proclamare Gesù come il Vero Genitore. (12-29, 15.7.1962)

Dio affidò un incarico ai Suoi servi e insegnò loro: «Io sono vostro Padre». Insegnò alle persone attraverso i Suoi servi e gli angeli. Questa fu l’era dell’Antico Testamento. Poi Dio lavorò attraverso Suo figlio. Questa fu l’era del Nuovo Testamento. Dopodiché lavorò attraverso lo Spirito Santo. (10-197, 2.10.1960)

Dio ha desiderato ardentemente che le persone stabilissero un rapporto con tutte le cose della creazione e con Lui stesso. Per questo ha lavorato per elevare le persone cadute dalla posizione dei servi, attraverso la posizione dei figli adottivi e la posizione dei figli, fino alla posizione dei genitori. Questo serviva a troncare il doloroso legame con la caduta e permettere a tutte le cose, all’umanità e a Dio di formare dei rapporti di unità in modo che la gioia di Dio diventasse la gioia dell’umanità e la gioia dell’umanità diventasse la gioia di tutte le cose. Dio voleva essere orgoglioso dei Suoi figli e delle Sue figlie, presentarli e dedicarli al mondo della natura e persino al mondo degli angeli. (11-279, 3.1.1962)

Se ci pensiamo, l’era dell’Antico Testamento durò quattromila anni fino alla venuta di Gesù. Esisteva una parola come “Benedizione”? Era possibile benedire una famiglia nel nome di Dio? Poiché era l’era del servo, le persone erano nel dominio dell’angelo, un servo. L’arcangelo non può sposarsi; deve vivere una vita singola. In quell’era Dio non poteva avere una famiglia e i figli e le figlie di Dio non potevano sposarsi. Un servo si può sposare? No. (90-97, 19.12.1976)

1.2. Nell’era dell’Antico Testamento gli angeli agivano in nome di Dio

Per restaurare la terra che era stata contaminata, Dio ha guidato la provvidenza di salvezza costruendo un rapporto con l’umanità attraverso gli angeli. Dio sta portando avanti la provvidenza di salvezza per poter trattare ancora una volta con gli esseri umani, che Lo hanno tradito attraverso la caduta e sono caduti così miseramente, più in basso di tutte le cose. Per governare l’umanità, dominata e accusata da Satana, Dio ha lavorato per costruire un ponte. Questo lavoro è durato per tutta l’era del Nuovo e dell’Antico Testamento fino ad oggi. (1-282, 16.12.1956)

Originariamente, nell’era dell’Antico Testamento, Dio avrebbe dovuto lavorare direttamente con le persone e stabilire con loro un rapporto nella Sua gloria, ma la provvidenza non poté essere completata a causa della caduta. Perciò, nel dolore, Dio aprì una strada alternativa per entrare in contatto con le persone attraverso gli angeli e questa fu l’era dell’Antico Testamento. Dio stabilì un criterio per cui poteva lavorare attraverso gli angeli. Poiché anche gli angeli sono esseri divini, apparvero alle persone come Dio e svolsero temporaneamente il ruolo di mediatori fino alla venuta di Gesù. (1-283, 16.12.1956)

Se guardiamo l’era dell’Antico Testamento, vediamo che Dio si è servito degli angeli come messaggeri per costruire il Suo giardino di libertà e il regno dei cieli di liberazione. Se volete entrare nel regno di grazia, dove vi potete liberare della posizione di servi come figli di Dio, dovete riuscire ad essere gioiosi persino mentre perdete la vostra vita. Solo quelli che hanno un cuore così libero possono superare la posizione del servo ed entrare nella posizione del figlio. (4-321, 12.10.1958)

Guardate la Bibbia. Finora Dio ha lavorato attraverso gli arcangeli nel mondo spirituale, attraverso Suo figlio e attraverso lo Spirito Santo. Dio non poteva collegarsi direttamente a questo lavoro nel Suo cuore. Nell’era dell’Antico Testamento Dio lavorò attraverso gli angeli e nell’era del Nuovo Testamento lavorò attraverso Suo figlio. Dal punto di vista del Cielo, l’era dell’Antico Testamento fu l’era per riconquistare le persone, e l’era del Nuovo Testamento fu l’era per riconquistare i figli. (10-170, 25.9.1960)

Considerate questo: per restaurare il popolo di Israele, vennero a lavorare gli angeli del mondo celeste, vennero a lavorare i servi, e poi venne a lavorare il figlio. Ora sta venendo il padre. Il Signore che viene, viene come un padre. Egli verrà come il Vero Genitore, alleverà dei veri figli e darà amore. Allora cosa succederà? Vi aggrapperete stretti questa a persona e rimarrete alzati tutta la notte.

Dio amò un uomo, Abramo, più della gente del mondo caduto. Amò una persona, Mosè, più di tutta l’umanità e amò Gesù più di tutta l’umanità. Perciò dovete sapere quanto è prezioso per Dio ogni Suo diletto figlio e figlia. (10-354, 27.11.1960)

Anche il Dio Yahvè che apparve ad Abramo, era un angelo. Originariamente Dio, essendo senza forma, è invisibile ma nella Genesi tre esseri apparvero come Dio: due andarono a giudicare Sodoma e Gomorra, l’altro parlò ad Abramo come Dio (Genesi 18:1-18). Tuttavia, erano degli angeli inviati da Dio, che li aveva incaricati di lavorare in Suo nome. La gente non lo sapeva.

Dopo ventun anni di preparazione spirituale, Giacobbe tornò a Seir, la sua città natale, dove viveva il fratello maggiore, per soddisfare il suo ardente desiderio. Anche se Giacobbe aveva aspettato ventun anni, Dio, invece di salutarlo con gioia augurandogli di fare buon viaggio, inviò un angelo e lo fece lottare con Giacobbe al guado di Iabbok con grande clamore. Se Giacobbe fosse stato sconfitto dall’angelo, le sofferenze dei ventun anni passati sarebbero state vane. Perciò Giacobbe si aggrappò con tenacia all’angelo dicendo che non l’avrebbe lasciato andare finché non gli si fossero strappate le mani o addirittura spezzate le braccia. Era tremendamente serio! (51-344, 5.12.1971)

Dio l’aveva benedetto attraverso Isacco e gli aveva consigliato di abbandonare ogni cosa e ritornare al suo paese natale; allora, perché Dio non guidò Giacobbe e non rese facile il suo cammino? Quando Giacobbe supplicò Dio al guado di Iabbok tutta la notte con l’ansia nel cuore, perché Dio lo trattò in modo così spietato mandandogli un angelo a colpirlo invece di incoraggiarlo e consigliarlo? (3-334, 9.2.1958)

Che tipo di persone erano i nostri antenati della fede che vivevano nell’era dell’Antico Testamento? Poiché Dio è invisibile, anche se dovesse apparire, nessuno Lo conoscerebbe. Così gli antenati della fede sono coloro che Dio ha mandato a riprodurre il Suo lavoro al posto Suo, in un modo adeguato all’era, e ad aiutare le persone a formare un legame con Lui.

Per questo motivo, per poterci elevare alla posizione di figli adottivi di Dio, dobbiamo collegarci alle azioni e ai pagamenti storici di tante persone. Dobbiamo passare attraverso molti stadi, diventando rappresentanti delle persone del mondo a livello individuale, familiare, tribale, etnico e nazionale – e legarli tutti insieme, rappresentando la destinazione finale. (77-132, 6.4.1975)

1.3. Il motivo per cui gli angeli sono coinvolti nella salvezza umana

Che tipo di esseri sono gli angeli? Sono esseri che avrebbero dovuto realizzare la via della lealtà verso Dio in posizione di servi e fare da barriera protettiva per Adamo ed Eva. Avrebbero dovuto creare un’atmosfera di gloria che sarebbe durata per sempre nel mondo celeste, e vivere felicemente con Adamo ed Eva nell’amore di Dio. In altre parole, gli arcangeli furono creati per Adamo ed Eva. Dio, il Padre di Adamo ed Eva, creò gli angeli per loro. (15-238, 17.10.1965)

Poiché la caduta dell’arcangelo fece sì che Adamo ed Eva portassero il mondo umano alla rovina, il mondo angelico sta lavorando al posto di Dio per lottare contro Satana. Satana malvagio e gli angeli buoni stanno combattendo. Solo quando il lato degli angeli buoni vincerà la battaglia, ci sarà un passo in avanti. Dio non può fare quello che vuole. Questo è il Principio. (109-18, 26.10.1980)

Dio creò i tre arcangeli come servitori per Adamo ed Eva non caduti e affidò a loro Adamo ed Eva, chiedendo agli arcangeli di allevarli, educandoli e proteggendoli. Perché dovette fare questo? Perché gli arcangeli hanno un rapporto reciproco con il loro partner soggetto: la terra è il partner soggetto e il regno angelico è il partner oggetto. L’ideale di Dio nel creare il cielo e la terra era di espandere la sfera orizzontale dei rapporti di fronte al vero amore di Dio in questo ambiente di due dimensioni. (208-256, 20.11.1990)

Chi deve educare Adamo? Non è Dio, ma gli arcangeli che devono farlo. Devono proteggerlo e educarlo. Gli arcangeli avevano la responsabilità di sorvegliarlo attentamente, di guidarlo e di educarlo in modo che al tempo del suo matrimonio sarebbe stato puro.

Poiché anche la Chiesa dell’Unificazione doveva seguire questa regola per realizzare la restaurazione tramite indennizzo, io ho amato le 36 coppie più dei miei figli. (121-240, 27.10.1982)

Dio è la fonte della vita. I genitori nutrono la vita dei loro figli. Sono la fonte della vita, dell’amore e della protezione. Proteggono la vita, danno amore e nutrono. Così, da dove viene la felicità? Senza un dominio protetto, la vita è minacciata e quando la vita è minacciata, l’amore non si può manifestare.

Se doveste morire, l’amore si manifesterebbe? No. Ecco perché è necessaria una sfera protettiva. Così quando questa sfera protettiva fu assicurata, gli arcangeli ne furono responsabili. Dopo aver ricevuto la vita da Dio, l’origine della vita, Adamo ed Eva furono educati nell’amore sotto la protezione degli arcangeli. (51-173, 21.11.1971)

Sezione 2. L’identità del Dio Jahvè

2.1. Gli attributi del Dio Jahvè

Dovete sapere che la ragione per cui Mosè introdusse il Dio di autorità, il Dio di capacità e il Dio di giudizio invece che il Dio d’amore era per dare la legge agli Israeliti, e proteggere ed educare un popolo celeste con la legge. Era per realizzare la volontà della restaurazione di condurli nella terra di Canaan, la terra dove scorrono latte e miele. (35-260, 25.10.1970)

Canaan, la terra dove scorrono latte e miele, era un luogo in cui poteva entrare solo il popolo rinato che aveva ricevuto i Dieci Comandamenti e la legge, e portava l’Arca dell’Alleanza nel deserto. Dio diede le Sue parole agli Israeliti che lasciarono l’Egitto per ricrearli come il popolo di Dio, ma quando essi non seguirono le Sue parole, apparve loro come un Dio terribile che li colpì e li punì.

L’era dell’Antico Testamento, in cui Satana regnava sovrano, fu l’era del potere del diavolo fino alla comparsa del Messia. Perciò il Dio Jahvè apparve a Mosè come il Dio della paura, il Dio della vendetta e il Dio della gelosia; colpì con la legge le persone che erano diventate schiave del peccato e punì spietatamente i violatori della legge. Questa fu l’era dell’Antico Testamento.

Se guardate le caratteristiche del Dio Jahvè dell’era dell’Antico Testamento, vedete che era un Dio geloso che terrorizzava gli adoratori degli altri dei, un Dio crudele che ordinò agli Israeliti di sterminare le sette tribù di Canaan senza lasciar sopravvivere nessuno, e un Dio spietato che fece strage degli Israeliti che avevano violato i comandamenti e la legge.

Il Dio d’amore, che creò l’universo, poteva avere un carattere capace di provare una simile gelosia, esigere una tale vendetta, incutere un tale terrore e mostrare la crudeltà di sterminare le sette tribù di Canaan? Questo successe perché l’era dell’Antico Testamento era un’era in cui gli angeli, come mediatori, svolgevano il ruolo di Dio. Il legalismo vendicativo che dice “vita per vita, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, bruciatura per bruciatura, ferita per ferita,” non può venire dal carattere del Dio Creatore. Dio è il Dio dell’amore e del perdono.

Dio apparve a Mosè diverse volte: nel roveto sul monte Oreb dove chiamò Mosè e anche in cima al monte Sinai dove gli diede i Dieci Comandamenti.

Fino ad oggi non sapevamo che il Dio che apparve a Mosè era un angelo, ma se guardate nel 7° capitolo degli Atti nel Nuovo Testamento, è scritto che era un angelo: «Passati quarant’anni, gli apparve nel deserto del monte Sinai un angelo, in mezzo alle fiamme di un roveto ardente… voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l’avete osservata». [Atti 7:30 e 7:53]

Jahvè, che appare nell’era dell’Antico Testamento in questo modo è un angelo, non Dio. L’era dell’Antico Testamento è l’era del servo e Dio non può apparire come un padre a un servo, perché non è un figlio. Quando Mosè chiede a Dio il Suo nome, Lui gli risponde: «Io sono colui che sono», e gli dice che il Suo nome è Jahvè. Ma quando Mosè sta di fronte al popolo, sottolinea che il Dio Jahvè è il Dio dei loro antenati, cioè il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe. Jahvè è un angelo.

Poiché l’era dell’Antico Testamento era l’era del servo, Dio non poteva rivelarsi direttamente. Nell’Antico Testamento, Dio chiedeva alle persone di combattere o di non combattere? Sapete che Saul fu punito perché, dopo aver vinto la guerra, trasgredì l’ordine di Dio di uccidere tutti gli uomini? Perché pensate che Dio l’abbia fatto? Se gli uomini del mondo satanico fossero stati risparmiati, il mondo satanico avrebbe invaso di nuovo. Lo fece perché la sopravvivenza degli uomini satanici avrebbe preservato quel sistema quando avessero preso moglie e continuato a vivere come prima. Invece, troncare la loro stirpe avrebbe posto fine a quel sistema, perché le donne e i bambini appartenevano al lato di Dio. Ecco perché fece questo.

Saul fu punito perché il fatto di non aver agito come gli era stato ordinato permise alla nazione celeste di essere invasa dall’adorazione degli dei pagani e da tutti i loro costumi adulteri. (124-202, 15.2.1983)

2.2. La religione della sposa e la religione dell’arcangelo

Poiché Dio creò gli angeli prima di creare Adamo, le religioni di oggi sono le creazioni del regno angelico sulla terra. Questa è la sfera della religione. Qual è il compito della sfera religiosa? Deve riuscire a creare Adamo. Allora, qual è il centro universale della religione? Risulta essere il Giudaismo. Cosa fa il Giudaismo? È una religione che introduce lo sposo. Questa è la filosofia del Messia e del Salvatore. (50-56, 31.10.1971)

Fino a quando Dio non creò Adamo ed Eva, gli arcangeli erano i custodi della filosofia tradizionale. Come servo, l’arcangelo doveva insegnare ad Adamo ed Eva, prima che lo facesse Dio, i nuovi costumi e la tradizione della vita, dicendo: «I figli e le figlie del Padrone devono vivere così e così».

Non è forse responsabilità del vecchio servitore impedire ai figli e alle figlie del padrone di andare fuori strada? Non è forse responsabile di guidarli e istruirli su un corso tranquillo? (50-181, 6.11.1971)

Dio stabilì le religioni per salvare gli uomini caduti. Quali sono queste religioni? Dio stabilì nel mondo la religione di Eva e le religioni dell’arcangelo. Poiché la caduta fu dovuta ad Eva e all’arcangelo, gli esseri umani sono restaurati attraverso le religioni di Eva e dell’arcangelo. Sono restaurati attraverso questo corso.

Le religioni sono nel dominio dell’arcangelo; che esistano cento o mille religioni, appartengono tutte alla sfera dell’arcangelo. Anche se le religioni sono tante, nell’insieme si possono dividere in quattro religioni principali. Il loro centro è il Cristianesimo, e la filosofia principale del Cristianesimo è la filosofia della sposa. (239-136, 24.11.1992)

Solo Dio è la vera divinità, mentre gli altri esseri simili a Dio sono degli angeli. Se vogliamo distinguere chiaramente il monoteismo dal politeismo, le religioni politeistiche sono fondate da esseri celestiali, cioè da angeli. Fra queste religioni, alcune sono il risultato degli sforzi degli angeli buoni per elevare la spiritualità e il cuore dell’uomo. Queste sono le religioni più elevate. Dovete sapere che Dio ha coltivato il cuore delle persone attraverso queste religioni buone.

Le religioni dell’arcangelo non conoscono chiaramente i principi fondamentali. Non sanno chi è Dio e non sanno cosa succede negli Ultimi Giorni. I loro insegnamenti si sono concentrati sui concetti esteriori dell’educazione spirituale. Poiché non hanno una tradizione chiara, negli Ultimi Giorni dovranno raccogliere le loro cose e andare a servire nella casa del padrone. (237-186, 17.11.1992)

Pensiamo a quelli che seguirono la volontà di Dio nell’era dell’Antico e del Nuovo Testamento. Nell’era dell’Antico Testamento, c’erano delle forme primitive di religione e nell’era del Nuovo Testamento emerse una religione adatta a quell’epoca. In altre parole, nell’era del Nuovo Testamento le religioni si sono collegate alla civiltà moderna del ventunesimo secolo.

Che tipo di religione è la Chiesa dell’Unificazione? La Chiesa dell’Unificazione deve essere una religione proiettata nel futuro, su un nuovo livello, rispetto alle religioni primitive e a quelle dei nostri tempi. (122-9, 31.10.1982)

Sezione 3. La visione di Dio portata da Gesù si fonda sul rapporto genitore-figlio

3.1. L’era del Nuovo Testamento è l’era del figlio adottivo

Quando Giacobbe trionfò guadagnandosi il nome di Israele, non trionfò come figlio di Dio ma come servo di Dio. In questo modo le persone furono restaurate dalla posizione di servi dei servi alla posizione di servi e poi, nell’era del Nuovo Testamento, dalla posizione di servi a quella di figli adottivi. Romani 8:23 dice: «… ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo». Dicevano che attendevano con ansia di essere figli adottivi che potevano chiamare Dio “Abba, Padre”. Persino le persone di fede più devote dell’era del Nuovo Testamento, non importa se erano ministri, anziani, dottori della legge etc., sono tutti figli adottivi davanti a Dio. Vi parlo francamente. Il desiderio dei cristiani è di essere dei figli adottivi. I figli adottivi hanno una linea di sangue diversa. (154-257, 3.10.1964)

A che livello fu elevato Gesù? Dopo che l’umanità cadde sulla terra, gli antenati scomparvero. Perciò, quando Gesù fu elevato alla posizione di antenato, gli Israeliti poterono essere innestati come figli adottivi e ricevere il diritto all’eredità. Ecco perché il Capitolo 8 dei Romani dice: «… ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo». E anche: «Voi non avete ricevuto uno spirito da schiavi per ricadere nella paura ma avete ricevuto uno spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo: ‘Abba! Padre!’…». Potevano diventare solo dei figli adottivi. I cristiani di oggi sono dei figli adottivi. I figli adottivi hanno una linea di sangue diversa. (154-337, 5.10.1964)

Il figlio adottivo è diverso dal figlio di discendenza diretta. Ogni volta che viene il figlio di discendenza diretta, il figlio adottivo deve essere capace di dargli tutto ciò che possiede, senza esitazione, di giorno o di notte. Le proprietà non appartengono a lui. Così, anche se è nella posizione di un figlio adottivo o è stato scelto come un figlio adottivo, quando nasce il figlio di discendenza diretta, non deve dire: «Perché è nato questo disgraziato?». Questa è la natura satanica. Quando Dio creò Adamo, l’arcangelo avrebbe dovuto essere felice di vedere Adamo. Quindi non può dire: «Perché è nato?». Il figlio adottivo deve sapere che deve proteggere il figlio. Quando il figlio di discendenza diretta è nel grembo della madre, il figlio adottivo non deve dire: «Oh, vorrei che non nascesse». (49-135, 9.10.1971)

Cosa dovete fare per essere un figlio adottivo? Dovete essere migliori dei servi dal lato di Dio e migliori di Satana. Perché dovete essere così? Satana originariamente era un arcangelo, un servo, e solo qualcuno che è migliore del servo può essere un figlio adottivo. Questo è in accordo al Principio. Allora, che tipo di figlio adottivo dovete essere? Dovete essere un figlio adottivo la cui filosofia impone che, anche se avete ricevuto l’eredità di Dio, non dovete tenerla per voi, ma restituirla ai Suoi figli e alle Sue figlie originali. Ecco come devono essere allevati i figli adottivi. Il figlio adottivo deve offrire la sua vita per amore dei figli e delle figlie che verranno. Deve sperare di vedere la nascita dei figli e delle figlie di discendenza diretta desiderati da Dio, anche se per questo può essere necessario che sacrifichi tutto quello che ha; deve prepararsi nel cuore per loro. Senza conquistarvi la qualifica di figli adottivi, non avete nessun rapporto con il figlio. Dovete ricordare che colui che nasce come un essere intermedio, un gradino al di sopra dell’arcangelo, è il figlio adottivo. (89-203, 22.11.1976)

Un figlio adottivo ha una linea di sangue diversa. Originariamente, la persona designata per essere un figlio adottivo all’inizio del Nuovo Testamento era Giovanni Battista. Giovanni Battista rappresentava l’arcangelo. Era stato designato come rappresentante sulla terra del lato dell’arcangelo, che poteva servire Adamo fino alla fine, a differenza dell’arcangelo che si era opposto al figlio di Dio, Adamo. Ma la storia finì in modo tragico, perché Giovanni Battista non servì Gesù e non si unì a lui. (48-92, 5.9.1971)

Dovete sapere che l’era dell’Antico Testamento e l’era del Nuovo Testamento sono collegate attraverso la storia. Come servi, i credenti dell’era dell’Antico Testamento desideravano ricevere il beneficio di essere dei figli adottivi, e questo è il motivo per cui aspettavano la venuta del Messia. In altre parole, desideravano superare le circostanze dolorose del servo e avanzare, attraverso il Messia, alla posizione di figli adottivi. La posizione del figlio adottivo ha il diritto di ricevere l’eredità dei genitori in assenza di un figlio o di una figlia di discendenza diretta. Così la volontà di Dio, che dirigeva l’era dell’Antico Testamento a livello del servo, guidò le persone in modo che potessero mantenere il desiderio di trascendere la posizione del servo e ricevere i meriti di accogliere la volontà di Dio. Ecco perché hanno continuato a desiderare il privilegio di abbandonare la sorte del servo e ricevere l’eredità di Dio. Questa è la filosofia dell’eletto di Dio in Israele. (42-281, 27.3.1971)

Dovete essere restaurati ed elevarvi, partendo da tutte le cose, attraverso la sfera vittoriosa del figlio adottivo e la sfera vittoriosa del figlio, alla posizione di genitori. Ma per quanto possiate essere devoti, nell’era del Nuovo Testamento non potete assolutamente essere un figlio di Dio. (48-95, 5.9.1971)

Se guardiamo la storia, nell’era dell’Antico Testamento tutte le cose della creazione erano usate come offerte in sacrificio. Venivano sacrificate le cose della creazione. Lo scopo di sacrificare tutte le cose era liberare gli esseri umani e aiutare la resurrezione dell’umanità. Le cose della creazione erano sacrificate per restaurare le persone, per riconquistare i figli di Dio. Nell’era dell’Antico Testamento le cose della creazione erano usate come offerta, mentre nell’era del Nuovo Testamento i figli di Dio versarono il loro sangue avanzando verso la sfera della resurrezione di questo mondo. Questa è stata la storia fondata sul Cristianesimo. Nella storia cristiana, Gesù e tutti gli individui, le famiglie, i popoli e le nazioni che seguivano Gesù, sono stati sacrificati come offerte fino ad oggi. (166-276, 14.6.1987)

Al tempo dell’Antico Testamento, Dio fece testimoniare a Mosè la Sua potenza. Le persone che non credevano in Lui come il Dio di potenza erano punite. Poi, l’era di Gesù introdusse il Dio di compassione. I malati erano guariti… Se Gesù non avesse guarito gli ammalati, non sarebbe stato ucciso. Le persone muoiono di malattia per pagare il prezzo del peccato dei loro antenati. Allora perché Gesù li riportava in vita? Il Rev. Moon della Chiesa dell’Unificazione avrebbe potuto curare centinaia di migliaia di malati se avesse provato. Anche senza che qualcuno curi la loro malattia, i lebbrosi possono essere guariti se ascoltano le nostre parole e ne gioiscono. Possono essere curati tutti i tipi di malattie. (194-334, 30.10.1989)

3.2. Il figlio adottivo può invocare il “padre”

Lasciando l’era dell’Antico Testamento e dando il benvenuto al nuovo mattino dell’era del Nuovo Testamento, Gesù presentò Dio come Padre ed elevò le persone cadute alla posizione di figli adottivi per portarle a stabilire un rapporto di genitore-figlio con Dio. I figli adottivi vengono da una discendenza diversa, ma attraverso l’avvento del Signore furono innestati e così poterono chiamare Dio “Padre” con il titolo di figli. Dovete sapere che stabilire un rapporto genitore-figlio con Dio era un segreto celeste che non poteva essere realizzato da nessuno, a parte Gesù. Quando Gesù chiamò Dio “Padre”, i sacerdoti e i farisei, che erano chiusi nei concetti dell’Antico Testamento di quel tempo, la considerarono una parola presuntuosa, che bestemmiava Dio. Dovete sapere che la visione che Gesù aveva di Dio come Padre era davvero rivoluzionaria. Gesù salì un gradino più in alto e introdusse l’amore di Dio. Nell’era dell’Antico Testamento, Mosè introdusse solo il Dio di autorità, il Dio di potenza e il Dio di giudizio, senza poter introdurre il Dio d’amore, ma Gesù introdusse l’amore. Anche se introdusse il Dio d’amore e sé stesso come amore, la gente del suo tempo non l’accettò. (35-276, 25.10.1970)

Poiché l’era dell’Antico Testamento era l’era del servo, era l’era in cui Dio non poteva rivelare la Sua forma reale. Dio è il Padre e un essere d’amore. Poiché Dio è l’amore stesso, è il Padre d’amore che perdona tutti i peccati. La legge dell’Antico Testamento che dice “occhio per occhio, dente per dente” scomparve. Attraverso Gesù, Dio rivelò la Sua vera forma d’amore che ama i Suoi nemici e perdona le colpe del fratello non solo sette volte ma addirittura settanta volte sette. Come potrebbe un padre non perdonare le colpe del proprio figlio? Dio non è qualcuno che potete vedere; in Gesù il Dio invisibile apparve come il Dio visibile. Questo è il motivo per cui Gesù proclamò la sua unità con Dio dicendo nel Vangelo di Giovanni: «Io sono nel Padre e il Padre è in me. Perciò, se avete visto me avete visto il Padre. Come potete dire: ‘Mostraci il Padre’?». Questo è anche il motivo per cui Paolo disse: «Io sono infatti persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né presente, né avvenire, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun’altra creatura potrà separarci dall’amore di Dio, in Cristo Gesù, nostro Signore». (Rom. 8: 38-39) Gesù venne per l’amore di Dio. (4-296, 5.10.1958)

Dovete sapere che dal battesimo di Gesù nel fiume Giordano, quando il cielo si aprì, alla sua ascensione, intercorse un breve periodo di tre anni. Dovete sapere che anche se Gesù portò la visione di Dio basata sul rapporto genitore-figlio, se ne andò senza averne potuto spiegare i particolari. Venne come il Messia del Giudaismo e morì mentre apriva come pioniere la strada del corso messianico a livello mondiale. Cosa accadde allora al Giudaismo? Il Dio che fino a quel momento era stato servito come un Dio che ha che fare solo con il Giudaismo non era possibile.

Cos’era venuto a insegnare Gesù qui sulla terra? Non doveva insegnare Dio esattamente nello stesso modo in cui si insegnava nell’era dell’Antico Testamento. Doveva insegnare il Dio dell’era del Nuovo Testamento. La missione di Gesù, venuto come il Messia nazionale di Israele, era insegnare dicendo: «Ora che stiamo superando l’era del livello nazionale per entrare nell’era del livello mondiale, dobbiamo porre la base sforzandoci intensamente perché il mondo la assorba». In questo modo doveva dedicare tutta la sua vita a conquistare l’autorità e il prestigio del Messia a livello mondiale. Ecco cosa doveva realizzare durante la sua vita. (105-213, 26.10.1979)

Sezione 4. L’era del Completo Testamento è l’era dell’unità tra Dio e l’umanità

4.1. I veri figli devono passare attraverso il cambiamento della linea di sangue e la rinascita

Sulla via della restaurazione dobbiamo salire dall’era del servo dei servi, attraverso l’era del servo e l’era del figlio adottivo, all’era del figlio di discendenza diretta. Tuttavia, possiamo completare il corso dall’era del servo dei servi, attraverso l’era del servo e l’era del figlio adottivo e collegarci all’era della discendenza diretta? Non è possibile collegarsi all’era della discendenza diretta così semplicemente.

Secondo il Principio è necessario che passiamo attraverso la fondazione di fede e la fondazione di sostanza per accogliere il Messia. Il Messia è il vero figlio di Dio. La linea di sangue di un figlio adottivo e quella di un vero figlio sono diverse. Ecco perché abbiamo bisogno di un cambiamento della linea di sangue. (55-192, 9.5.1972)

Poiché la caduta fu un matrimonio illecito nel Giardino di Eden, ora questo viene corretto perché i Veri Genitori creano dei matrimoni legittimi. I Veri Genitori stanno purificando le azioni malvagie dei genitori falsi abolendo così l’inferno e dando la Benedizione addirittura a centinaia di miliardi di antenati nel mondo spirituale. Attraverso la base delle famiglie dei loro discendenti sulla terra centrate sul vero amore, gli antenati nel mondo spirituale e i loro discendenti sulla terra si uniscono verticalmente. Inoltre, sulla base creata da queste famiglie, l’Oriente e l’Occidente si collegano.

Poiché l’umanità ha ricevuto il sangue satanico, le persone non possono tornare a Dio da sole. Così il Messia deve realizzare la restaurazione assoluta del lignaggio, rinnovando la linea di sangue che fu contaminata da Satana. Si deve fare questa transizione. Questo è il motivo per cui il Messia deve assolutamente venire. Senza la sua venuta, non ci sarà nessuna restaurazione della linea di sangue. Dobbiamo restaurare la linea di sangue. (172-53, 7.1.1988)

Cosa devono fare i Veri Genitori? Devono correggere la linea di sangue sbagliata che forma l’origine del mondo satanico, cambiare direzione alla vita deviata e correggere il corso dell’amore che ha preso la direzione sbagliata. La Bibbia dice che quelli che cercano di morire vivranno e quelli che cercano di vivere moriranno. Perché è necessario questo paradosso? Perché il mondo satanico deve morire. (169-37, 4.10.1987)

L’ideale dell’unità in amore fra Dio e l’umanità è la loro unione in un rapporto d’amore basato sull’amore grande e vero che Dio desiderava come ideale al tempo della creazione. Se Dio avesse realizzato questo Suo ideale, oggi entreremmo tutti nel Regno dei Cieli così come siamo, senza doverci preoccupare del cielo o dell’inferno. (275-54, 31.10.1995)

Ci sono state tre ere nella storia: l’era dell’Antico Testamento, l’era del Nuovo Testamento e l’era del Completo Testamento. Fra queste, che tipo di era rappresentava l’era dell’Antico Testamento? Era l’era della redenzione dei figli attraverso le offerte in sacrificio. Era un tempo di preparazione per la venuta del figlio di Dio. Nell’era del Nuovo Testamento, Gesù divenne l’offerta perché potessimo ricevere i genitori. Ecco perché nell’era del Secondo Avvento ci siamo preparati a ricevere i genitori stabilendo la sposa e lo sposo. La ragione per cui io, avendo il nome del Vero Genitore, ho sofferto per quaranta anni come il centro dell’era del Completo Testamento è per ricevere Dio sulla terra. Questo porterà all’unione di Dio e dell’umanità nell’amore. (227-94, 10.2.1992)

Il rapporto originale tra Dio e l’umanità è un rapporto di genitore e figlio. Nell’era del Nuovo Testamento, gli esseri umani erano figli adottivi di Dio, ma ora, poiché siamo in un rapporto di genitore e figlio, quello che fa il figlio è quello che fa il Padre, e quello che fa il Padre è quello che fa il figlio. Agiscono insieme. Quello che appartiene al Padre appartiene al figlio e quello che appartiene al figlio appartiene al Padre. La ragione per cui la Chiesa dell’Unificazione fa paura è perché insegna questo rapporto genitore-figlio stabilito dal destino. (31-324, 7.6.1970)

Nell’era dell’Antico Testamento, si sacrificavano le cose materiali per preparare la strada alla venuta del vero figlio. Gesù venne come il figlio e sacrificò sé stesso per preparare la strada per la venuta dei genitori. I Veri Genitori vengono su questo piano orizzontale e percorrono un corso di sofferenza per invitare Dio a venire. In che posizione vengono? Nel luogo originale, verticale. Poiché il grande principio originale del cielo e della terra fu interrotto in quel punto, la pace non potrà avere inizio finché quell’origine fondamentale non sarà stata corretta. Questo è assoluto. (200-55, 23.2.1990)

Non dovete pensare che il Reverendo Moon è uguale a voi. Qual è la missione del Reverendo Moon? L’era dell’Antico Testamento era l’era in cui le cose della creazione erano sacrificate per trovare i figli e le figlie. Nell’era del Nuovo Testamento i figli e le figlie erano sacrificati per preparare la strada per l’arrivo dei genitori. Che cosa devono fare i genitori dopo che sono venuti sulla terra? Devono preparare la strada per l’avvento di Dio. La missione dei Veri Genitori è costruire una base orizzontale, che comprende tutta la gente del mondo, per il Padre verticale. Quando il regno del cuore del padre orizzontale si manifesterà, il regno del cuore del Padre verticale emergerà in modo naturale e si stabilirà lì.

Quando Dio raggiungerà il punto in cui può abbracciare l’amore sia verticale che orizzontale, supererà finalmente l’era in cui può trascendere il mondo occupando la posizione centrale e riorganizzare l’autorità ideale. Allora dirà: «Tutto è compiuto». (177-345, 22.5.1988)

I metodi per le persone cadute di tornare a Dio sono stati diversi secondo le epoche. Nell’era dell’Antico Testamento le persone potevano andare a Dio offrendo dei sacrifici; nell’era del Nuovo Testamento potevano farlo credendo in Gesù, il figlio di Dio; nell’era del Completo Testamento le persone possono andare a Dio servendo i Veri Genitori. (20-340, 20.7.1968)

In futuro non potrete sposare i vostri figli e le vostre figlie con persone della stessa nazionalità. Dio sta guardando tre generazioni. Ora voi siete così come siete, ma Dio vuole portarvi ad unirvi dopo tre generazioni. Una di queste rappresenta l’era dell’Antico Testamento. Così il vostro matrimonio rappresenta l’era dell’Antico Testamento. Poi vengono l’era del Nuovo Testamento e l’era del Completo Testamento. La tradizione sarà stabilita dalla terza generazione che nascerà attraverso i matrimoni della seconda generazione, i vostri figli e le vostre figlie. (146-275, 20.7.1986)

Nell’era del Completo Testamento, i Veri Genitori si sacrificano per portare il Dio verticale sulla terra. Questo è il compito finale. Rispetto all’umanità, Dio è il Padre verticale, che è centrato sul vero amore. I Veri Genitori sono i genitori orizzontali che sono allineati orizzontalmente, ad un angolo di 90 gradi, con il Padre verticale, sulla base del vero amore. Perciò, sulla base di questo amore verticale e orizzontale, l’amore e la vita di Dio alla fine si manifestano. Con lo sbocciare dell’armonia tra Dio e l’umanità, nuovi legami di sangue si espanderanno sulla base dell’amore dei Veri Genitori. In questo modo il seme della vita che ha avuto inizio nell’amore di Dio ed è basato sul criterio originale del Principio, apparirà sulla terra; questa è una cosa che non ha precedenti nella storia umana. (208-339, 21.11.1990)

Ora dobbiamo restaurare i diritti di proprietà. Poiché per servire Dio, nell’era dell’Antico Testamento venivano sacrificate le cose della creazione, nell’era del Nuovo Testamento era sacrificato il figlio e nell’era del Completo Testamento erano sacrificati i genitori, ora che cosa bisogna fare? Dovete essere nella posizione che rappresenta la madre e il padre. I figli e le figlie sono l’era del Nuovo Testamento, e tutte le cose della creazione sono l’era dell’Antico Testamento. Poiché le ere del Nuovo, dell’Antico e del Completo Testamento si sono allontanate tutte dal vero amore di Dio, Satana è diventato il proprietario. Ora, tuttavia, dobbiamo indennizzare tutte queste cose e riportare tutto al proprietario originale. (208-345, 21.11.1990)

L’era del Completo Testamento è l’era in cui si realizzano le cose. Noi realizzeremo come individui, famiglie, tribù, popoli, nazioni e a livello mondiale. Questi sono legati attraverso l’amore di Dio, la vita di Dio e la linea di sangue di Dio. Questa è la tradizione di una sola linea di sangue, un solo amore e una sola vita. Quando questo avverrà, Satana se ne dovrà andare. Il lavoro dell’innesto eliminerà il legame con la linea di sangue satanica. (226-275, 9.2.1992)

Sezione 5. La prima manifestazione di Dio

5.1. Dio finalmente si rivela

L’era della Chiesa dell’Unificazione è l’era dei genitori. Noi stiamo preparando la strada perché Dio possa venire ed essere presente sulla terra. Ecco perché ha senso dire che con la venuta di Dio noi siamo salvati mettendoci al Suo servizio. È così che la storia progredisce. (177-157, 17.5.1988)

Cos’è che rimarrà alla fine? Dio e gli esseri umani, il corso della loro vita e la loro visione della vita quotidiana – le prospettive divine e umane sulla vita e sul mondo. Queste prospettive non saranno basate su una conoscenza vaga, ma su un rapporto inseparabile ed eterno. Perché? Poiché Dio e l’umanità si sono separati nel punto in cui originariamente non avrebbero potuto separarsi, devono raggiungere una posizione più alta di questa. In quel punto, devono avanzare cercando un livello mondiale, uno stadio per la vita quotidiana dove Dio e l’umanità sono una cosa sola. (65-127, 5.11.1972)

Dio è il centro dell’universo, dove dobbiamo vivere per gli altri. Quando vi avvicinerete a Dio, vorrete essere governati da Lui per decine di migliaia di anni e anche di più. Questa è la strada per servire Dio.

Non potevamo immaginare che oggi gli uomini potevano essere governati in questo modo e che non poteva esserci una felicità più grande di questa. (77-328, 30.4.1975)

Da ora in poi dovete vivere una vita di servizio. Finora una vita di fede portava la salvezza attraverso la fede, ma da ora in poi otterrete la salvezza attraverso il servizio. Originariamente, se non fossimo caduti, avremmo seguito il nostro corso normale servendo Dio. Dovete servire Dio nella vostra vita quotidiana, e con il vostro cuore. (150-213, 15.4.1961)

Dio è il Padre assoluto, il Vero Genitore assoluto e il Vero Padre unico, immutabile ed eterno. Questo Padre deve generare dei figli assoluti, unici e immutabili e delle coppie eterne per questi figli assoluti. Anche per quelle figlie deve realizzare delle coppie assolute, uniche, immutabili ed eterne. Così le famiglie in cui si stabiliranno pacificamente sono famiglie assolute, uniche, immutabili ed eterne. Queste famiglie possono vivere insieme a Dio e sono la base eterna del Regno dei Cieli sulla terra. La giustificazione attraverso il servizio significa l’era in cui si realizza il Regno dei Cieli nella vita quotidiana. Ecco perché parliamo di giustificazione tramite il servizio. La storia della restaurazione è ricreare l’ideale di creazione di Dio. (161-218, 15.2.1987)

Senza creare un punto d’inizio da cui possiamo portare Dio nel nostro cuore e dove gli esseri umani possono essere completamente un solo corpo con Dio, non c’è assolutamente modo di eliminare questo mondo del diavolo. Da questo punto di vista, capiamo che il nostro tempo è l’era del servizio e l’era della salvezza basata sulla giustificazione tramite il servizio. Siamo salvati attraverso il servizio. Dio non è un Dio che sta lassù nel cielo. Dobbiamo servire Dio come nostro soggetto e Signore nella nostra vita quotidiana. (144-274, 25.4.1986)

Dio non è un’immaginazione o un Dio di concetto; non è neanche un Dio astratto. Guidandoci nella nostra vita quotidiana, Egli è sempre con noi come il signore della nostra vita di ogni giorno. Non riceve semplicemente il nostro servizio, ma vive insieme a noi condividendo l’amore. (168-111, 13.9.1987)

Qual era lo scopo di Dio nel creare Adamo ed Eva? Come esseri umani abbiamo un corpo, ma il Dio invisibile non ce l’ha. Senza un corpo Dio non può governare il mondo spirituale e il mondo fisico. Quindi, anche se Dio esiste, se vuole manifestarsi come il Genitore dell’umanità, deve procurarsi un corpo. I rappresentanti di Dio con quel corpo erano Adamo ed Eva. Dio sarebbe apparso dopo aver assunto il corpo di Adamo ed Eva se non fossero caduti. Adamo ed Eva erano i primi antenati dell’umanità e dovevano essere Dio che governa il cielo e la terra. Assumendo la forma esteriore – il corpo – di Dio che è nel mondo eterno invisibile, e stando nella posizione di genitori, Adamo ed Eva avevano la responsabilità di regnare sul mondo. (133-91, 10.7.1984)

Poiché il Dio invisibile non ha nessun corpo sostanziale, i Veri Genitori rappresentano la Sua forma. I Veri Genitori sono i genitori dell’individuo, della famiglia, di un popolo e di una nazione. In futuro Dio apparirà nella forma dei Veri Genitori nel mondo spirituale. Questa è la grandezza della Chiesa dell’Unificazione. La grandezza del Reverendo Moon consiste nel fatto che Dio vuole assumere la forma del Reverendo Moon. (98-224, 1.8.1978)

Anche se le centinaia di milioni di persone che sono stati genitori tornassero in vita tutti insieme, nessuno avrebbe la gloria dei Veri Genitori di cui parlate oggi. Anche se decine di migliaia di generazioni di antenati risorgessero tutti e cantassero la gloria della resurrezione, quella gloria e quel canto non trascenderebbero il dominio della caduta. Anche se la vostra situazione attuale può essere triste, dovete sapere che il termine “Veri Genitori”, insegnato nella Chiesa dell’Unificazione oggi, è un termine orgoglioso che ha più valore di centinaia di milioni di antenati che gioiscono in un luogo di gloria per la vittoria terrena e la liberazione di tutte le persone. Dovete sapere che l’incontro con i Veri Genitori vi guiderà sulla strada per incontrare Dio, e l’incontro con la Chiesa dell’Unificazione vi guiderà sulla strada dove, in un futuro non lontano, si potranno trovare la nazione di Dio e la patria desiderata dai Genitori. (138-105, 19.1.1986)

L’era del Completo Testamento, della giustificazione tramite il servizio, è l’era in cui serviamo direttamente Dio nella nostra vita. Poiché questo è il tempo in cui il tabernacolo di Dio rimane con noi e la nuova Gerusalemme del cielo discende sulla terra, la forma del vero Dio finalmente ci apparirà. Questo succederà per la prima volta dalla creazione del mondo. Finora Dio non è potuto apparire nella storia, che è rimasta ad uno stadio incompleto dal tempo della caduta di Adamo.

CAPITOLO IV – Le profonde intuizioni del Vero Padre su Dio

Sezione 1. Un Dio di amarezza storica, di afflizione e di dolore

1.1. Dio perse la posizione di genitore attraverso la caduta

Il nostro vero padre è Dio, ma Satana ha usurpato il ruolo del padre. Per questo Gesù disse: «Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri di vostro padre». Conoscendo il fatto abominevole che avete in voi il sangue di Satana, per la vergogna dovreste armarvi di coraggio per eliminare quel sangue falso e contaminato. Avete mai pensato di farlo? Se siete uno che si colpisce violentemente il corpo dicendo: «Tu, ammasso di carne!», siete un cittadino leale del cielo. (11-243, 29.10.1961)

La religione che si può collegare al mondo supremo del cuore deve essere una religione che ci può insegnare in modo dettagliato la situazione estremamente dolorosa di Dio. Dio non si sente felice e meraviglioso; al contrario, la Sua è una situazione profondamente triste. È stato maltrattato ed è colmo di amarezza e di dolore.

Deve apparire una religione che può insegnare queste cose nei particolari. Solo allora potremo diventare dei figli di Dio di pietà filiale. (151-102, 28.10.1962)

Come ha sofferto Dio per il fatto che il Suo nemico l’ha privato del Suo trono! Dovete conoscere la Sua storia di dolore per non essere potuto diventare il Dio di gloria. Anche se Egli è il re della Sua nazione e il re dell’universo, è stato maltrattato come se fosse morto. È stato derubato del Suo ideale e dei Suoi amati figli e il nostro mondo è diventato completamente il balocco del Suo nemico. (105-199, 21.10.1979)

Poiché non c’è mai stato un popolo unificato o una nazione sovrana che Dio poteva governare, Dio non ha mai potuto manifestare la Sua autorità e dignità come il Dio onnisciente e onnipotente. Dobbiamo conoscere chiaramente i nostri obblighi di figli di pietà filiale, patrioti leali, uomini e donne giusti del Movimento dell’Unificazione per alleviare la sofferenza di Dio e confortare il Suo cuore addolorato. Gesù disse: «Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi!». Quelli che sapranno, saranno liberati! Io ve lo sto insegnando chiaramente. (56-327, 18.5.1972)

Quante lacrime avete versato per Dio? Vi siete mai battuti per cercare la strada dove soffrireste prendendo su di voi la pena di Dio e fatichereste al Suo posto, anche se le vostre membra potrebbero spezzarsi? Non ci avete mai provato. Cercando di diventare figli di Dio, dovete versare lacrime per lo scopo dell’insieme. Quando incontrerete Dio, le vostre lacrime dovranno sgorgare come un fiume, senza fermarsi, mentre Lo confortate dicendo: «Padre, quanto è stato grande il Tuo dolore per aver perso me, Tuo figlio, e i nostri primi antenati! Troppe volte, nel corso della storia fino ad oggi, hai subito umiliazioni, dolore e tremende difficoltà da parte dei loro discendenti!».

Dio avrebbe potuto giudicare il mondo intero e persino Satana con la Sua autorità onnisciente e onnipotente. Il nostro cuore si spezza quando pensiamo che Dio piange per il fatto che, pur avendo faticato per così tanto tempo ed essendo in grado di pronunciare il giudizio, non ha ancora potuto farlo, anche se lo voleva. Il nostro cuore si spezza quando capiamo che Dio è in una posizione solitaria e desolata, che non è circondato dall’ambiente che avrebbe dovuto esistere, che è accusato da Satana e derubato del Suo legittimo posto dal mondo satanico… Quanto avete pianto provando compassione per la situazione di Dio? Tutto il problema si riduce a questo. (51-111, 18.11.1971)

Nessun genitore al mondo vorrebbe che suo figlio o sua figlia morisse, anche se fosse impiccato per un crimine. Se c’è anche una minima possibilità di salvare il figlio, il cuore dei genitori cercherà quella strada, persino centinaia o migliaia di volte. Questo è vero specialmente per le madri. Se questo è il cuore di tutti i genitori del mondo caduto, allora perché il Dio onnisciente e onnipotente deve esercitare il giudizio negli Ultimi Giorni? Perché Dio non può perdonare l’umanità? Quanto è grande l’amore di Dio? Se Gesù perdona le persone settanta volte sette, Dio deve perdonarle settanta volte settemila. Questo è il cuore di Dio. (48-235, 19.9.1971)

La provvidenza di Dio per la salvezza è la provvidenza della restaurazione. Ha avuto inizio da Adamo ed Eva perché sono stati gli autori della caduta. Adamo non è stato restaurato finché io non sono apparso sulla terra. Per portare avanti la restaurazione e trovare un uomo, Dio, il Creatore onnipotente ed onnisciente dell’universo, non ha potuto mostrare il Suo volto per milioni di anni. Dovete conoscere sia l’amore di Dio che il Suo profondo dolore. (237-27, 10.11.1992)

Che cos’è la volontà di Dio? È la realizzazione dell’ideale di creazione. Inoltre, è realizzare l’ideale dei tre partner oggetto nel nostro mondo. Dio dirà: «Come sono felice!», quando questo ideale è realizzato sulla base del Suo amore. Cosa permette a Dio di essere felice? Oggi tutti i cristiani pensano che il Dio onnisciente e onnipotente sta seduto sul Suo trono come il Signore dei signori e che tutto procede secondo i Suoi comandi, ma in realtà com’è miserabile Dio che si trova continuamente solo! (170-95, 8.11.1987)

Chi conosceva la mente e il cuore miserabile di Dio che ha dovuto far finta di non vedere la morte del Suo amato figlio Gesù? Le origini e le circostanze non sono riportate nella Bibbia, ma ci deve essere stato qualcosa che ha messo Dio nell’impossibilità di evitare la morte di Suo figlio. Quanto è miserabile concludere semplicemente così, affermando di credere nel Gesù del Cristianesimo! Dio deve stare dalla parte delle persone scelte. Vedendole affrontare, dovunque andavano, un destino di sofferenza e di persecuzione – versare sangue, essere decapitate o bruciate nell’olio – potremmo chiederci: «Ma Dio, non avrebbe potuto impedirlo?». Com’è stato addolorato e angustiato Dio quando non poteva esercitare il Suo potere assoluto! Avete mai pensato a questo? Come possiamo dire che Dio è l’Altissimo? Sarà un bene quando questo potrà essere spiegato chiaramente. (64-222, 12.11.1972)

È naturale che vogliamo proteggere le persone che amiamo a costo della nostra vita. È l’ideale originale della creazione fare così. La stessa cosa vale per Dio, che ama i Suoi figli. Egli è un Dio di dolore che ha dovuto investire la Sua stessa vita. (206-24, 10.3.1990)

Se Adamo ed Eva non fossero caduti, il Dio Creatore sarebbe stato il Signore eterno, ma a causa della caduta Satana è diventato il signore del mondo. Questo divenne inevitabile. Se una ragazza di nobili origini, che è stata allevata dentro le mura della sua casa, è stuprata da un intruso, a chi apparterrà? Apparterrà a lui. Questo è ciò che è successo con la caduta.

Adamo avrebbe potuto essere il re del cielo ed Eva la sua regina. Per restaurare queste posizioni originali è necessario seguire il principio della creazione. Dio stabilì la legge dell’amore eterno centrata su Adamo ed Eva fin dall’inizio, quindi deve essere osservata. Negare questa legge vorrebbe dire distruggere la legge celeste. Se questa legge che Dio stesso ha stabilito è negata, l’umanità e persino lo stesso Dio, quale creatore assoluto, possono essere negati. Ecco perché Dio ha dovuto ristabilire l’ordine attraverso il corso della ri-creazione. Chi conosceva questo corso doloroso della storia? (207-272, 11.11.1990)

Oggi i cristiani vedono Dio come un giudice glorioso che manda le persone all’inferno o in cielo, ma Dio è l’essere più infelice di tutto il mondo. Ha lottato amaramente per superare quello che ha fatto precipitare il cielo e la terra luminosi nell’oscurità dell’inferno. Dopo che Dio ebbe riconquistato la calma, ebbe aperto gli occhi e ripreso pienamente coscienza, si prefisse di dare la rinascita ai Suoi figli morti. Attraverso gli sforzi compiuti dal Signore della creazione, grazie al potere esercitato dal Creatore assoluto, questo fu possibile. Altrimenti sarebbe finito tutto. (232-114, 3.7.1992)

Che tipo di essere è Dio? Egli è il Vero Genitore originale, ma la Sua posizione di Vero Genitore fu usurpata, e di conseguenza successe qualcosa che non aveva nulla a che fare con l’ideale originale della creazione. Dio, come Creatore, non poteva interferire o assumersi la responsabilità accettando un evento che nel mondo originale della creazione non sarebbe potuto succedere. (240-164, 13.12.1992)

1.2. I seimila anni della dolorosa restaurazione di Dio alla ricerca dei Suoi figli

Secondo la Chiesa dell’Unificazione, cos’è il peccato originale? È l’amore che ha preso una strada sbagliata. Il nostro amore avrebbe dovuto essere collegato all’amore, alla vita e alla linea di sangue di Dio. Invece fu collegato all’amore, alla vita e alla linea di sangue di Satana. Poiché Adamo ed Eva divennero la personificazione del diavolo e lasciarono dietro di loro il lignaggio satanico, generarono un rammarico senza fine nella storia. Perché il Dio onnisciente e onnipotente, di autorità sovrana, che ha creato il cielo e la terra sin dalle origini, è stato così impotente di fronte all’essere malvagio che ha ridotto l’umanità nel suo stato attuale? Se non lo sapete, può sembrarvi naturale negare l’esistenza di Dio. (211-21, 28.12.1990)

Nel mio passato ci sono stati tanti incidenti che hanno suscitato sentimenti di indignazione di fronte a un trattamento ingiusto. Anche se tante cose erano terribili da sopportare, ho stretto i denti e mi sono concentrato a conquistare il mondo di Caino. Dovevo assorbire il mondo di Caino invece che semplicemente Caino come individuo e la sua famiglia. Com’è stato amaro questo! Era come se avessi dovuto sciogliere qualcosa di ghiacciato e enorme come un iceberg. Digerendo quell’amarezza, ho dovuto portare tacitamente Satana a sottomettersi. Lui è il nostro acerrimo nemico da tempo immemorabile. Ha portato alla rovina Dio e l’umanità. (163-163, 1.5.1987)

Satana divenne il padre dei primi antenati dell’umanità caduta. Essi ricevettero l’amore e la vita di Satana, e così la storia della loro restaurazione è stata tanto difficile. Perché Dio, che i cristiani hanno sempre considerato onnipotente e onnisciente, non è intervenuto nella caduta dell’uomo, invece di rimanere impotente? Sembrava che fosse morto. Dio non può liberare gli esseri umani finché essi stessi non stabiliscono le condizioni per la loro liberazione, perché sono loro che hanno commesso il peccato. Se Dio fosse stato in grado di liberare Adamo ed Eva sin dall’inizio, non li avrebbe scacciati dal Giardino di Eden. Se avesse potuto fare come voleva, non li avrebbe espulsi. Ma non aveva altra scelta che mandarli via. (224-46, 21.11.1991)

Dovremmo avere il vero cuore che Dio ricerca. Dio viene per trovare il vero amore. Non ci deve forse essere un vero figlio che Dio ha cercato nel corso della provvidenza di salvezza e di restaurazione? La cascata di amore puro che viene da questo figlio permetterebbe a Dio, che è stato profanato, ferito e riempito di dolore, di mettere il petto in fuori con orgoglio. Non potremmo immaginare una situazione in cui Dio abbraccerebbe quel vero figlio, dimenticherebbe tutto e direbbe addirittura che, anche se c’è stata la caduta, non potrebbe trovare una gioia più grande? Ogni uomo dovrebbe poter dire questo. (127-39, 1.5.1983)

Satana dice a Dio con disprezzo: «La discendenza d’amore che era necessaria per creare un vero dominio tribale, l’ideale di un regno assoluto d’amore fondato sul Tuo ideale di creazione, è andata in rovina ed è stata distrutta in questo modo. Eppure, tu insisti ancora che il principio ideale della creazione si può applicare?». Come dovrebbe rispondere Dio a questo? Quanto è sconvolto! Quanti cristiani capiscono chiaramente il cuore angosciato di Dio quando vede gli esseri umani, che originariamente dovevano diventare i figli del Signore, diventare i figli del nemico, intrappolati in uno stato di miseria dal quale non possono sfuggire? (200-235, 25.2.1990)

Il genitore dell’umanità è venuto, ma le persone non l’hanno saputo servire come loro genitore. Poteva esserci un genitore così, che è venuto a versare il suo sangue e a morire per loro? Quel genitore era venuto per celebrare una festa d’amore dove poteva dire: «Figlio mio! Figlia mia! Famiglia mia! Nazione mia!». E tutto l’universo si sarebbe potuto riconciliare. Quel genitore che doveva ricevere le lodi per quel giorno di pace e di gloria avrebbe dovuto incontrare i suoi figli perduti, invece fu ucciso da quei figli con un colpo di spada. Pensate a quanto fu miserabile Gesù. Quanto era addolorato Dio, essendo soffocato in una situazione che Gli impediva di insegnare agli uomini ignoranti. (145-152, 5.1.1986)

Io porto un dolore e un rammarico dai tempi passati, ma il mio dolore e la mia pena non sono nulla in confronto a quelli di Dio. Dio non ha potuto svolgere il Suo ruolo di Dio. Dobbiamo sapere che le lacrime amare di Dio, che sciolgono il midollo delle Sue ossa, e le macchie del Suo sangue sparso in tutto il corso della storia, gridano dalla terra. Ho continuato a fare questo lavoro perché so che la missione che mi resta è liberare Dio dalla Sua angoscia. (137-175, 1.1.1986)

Dio è responsabile per il mondo caduto e lo sta restaurando. Egli non dimora in un luogo nobile, prezioso, santo e inviolato. La Sua situazione disgraziata, triste e brutale va oltre la nostra immaginazione e non può essere descritta. (21-73, 14.10.1968)

Voi potete essere consolati da qualcuno che ha più motivi di voi per provare risentimento, ma Dio non ha nessuno che Lo conforti perché Egli ha più ragioni di lamentarsi di chiunque al mondo. Dio è l’Alfa e l’Omega. Così, nel profondo di Sé stesso, Dio sta pensando a come risolvere la Sua continua amarezza. Questa è stata l’angoscia intima e profonda di Dio. In queste circostanze Dio ha portato avanti la provvidenza di restaurazione. (29-294, 12.3.1970)

Avete mai pianto nel desiderio struggente di vedere Dio? Avete mai pianto fino a che le vostre corde vocali si sono spezzate e il liquido vi è scorso a fiumi dagli occhi e dal naso? Vi siete mai sentiti così addolorati e trattati ingiustamente che le lacrime vi vengono agli occhi in questo modo? Questa esperienza è cruciale per entrare nel mondo del cuore. (49-291, 17.10.1971)

Dio ha provato tanta indignazione, angoscia, rabbia e tristezza quando è stato separato dagli esseri umani, che avrebbero dovuto essere con Lui per sempre! Le persone avrebbero dovuto crescere alla maturità, costruire la base d’amore che non può essere scambiata per l’intero universo. Avrebbero dovuto stabilire un asse che unisce insieme tutti i piani verticali e orizzontali dell’universo.

Se avessero realizzato questo, sarebbero diventate la misura e la norma dell’amore fra tutti gli esseri esistenti e tutte le cose del creato in cielo e sulla terra. Tutto ciò che è collegato a quell’amore potrà soddisfare quel criterio in qualunque circostanza. (149-213, 23.11.1986)

Satana calpestò quattro generazioni, dalla regina, alla madre e alla nonna della regina, alla figlia della regina. Queste quattro generazioni vivevano insieme. Satana le denudò di fronte al re, in piena luce del giorno, le violentò e le uccise tutte. Satana calpestò persino la figlia. Dobbiamo conoscere il cuore di Dio che non è capace di vendicarsi di un simile nemico. (200-68, 23.2.1990)

Di che cosa si rammarica Dio? Del fatto che l’umanità ha ereditato una linea di sangue falsa. Voi avete ereditato il sangue falso. Satana è l’origine di questo. Vuole sempre creare caos in tutte le cose della creazione. Voi siete collegati a questo universo, a questi diritti di proprietà e a questo lignaggio. La fonte di tutti i cinque sensi – quello che vedete, pensate, odorate, dite e toccate – appartiene al lato satanico.

I vostri antenati sono il frutto di un genitore molto malvagio. Quanta angoscia sperimenta Dio nel suo ansioso desiderio di salvarli! Perché Dio non poteva semplicemente liberarsi di Adamo ed Eva caduti e crearli di nuovo? Aveva il potere di farlo, ma poiché originariamente Dio ha creato in un rapporto eterno fondato sull’amore vero ed eterno, non poté farlo. (216-36, 3.3.1991)

Dovete sapere quanto è triste e amaramente dolorosa la situazione di Dio. Dio può dire: «Se non li avessi creati, gli uomini non sarebbero diventati quello che sono. Com’è potuto succedere questo, quando io cercavo l’amore e desideravo ardentemente il Regno dei Cieli pieno di gloria!». Come è potuto succedere? È stato perché hanno ereditato il sangue e la carne del diavolo. L’amore del diavolo fu piantato insieme alle radici della sua vita e della sua linea di sangue. Dio non poteva possedere l’umanità senza eliminare queste cose, ma se l’avesse fatto l’umanità sarebbe morta. Perciò Dio ha dovuto stabilire un sostituto, una specie di seconda creazione o mezzo di salvezza attraverso l’infusione di un nuovo sangue, di una nuova vita e di un nuovo amore. Dio deve amare il nemico. Deve essere paziente col Suo nemico e amarlo. (212-42, 1.1.1991)

Dio ha mai avuto il tempo di riposarsi solo perché sorgeva il sole o perché il tempo e la stagione erano belli? Dovreste seguire il Suo esempio. Anche voi dovete amare il nemico, Satana, che si nasconde nel mondo. Se conoscete il valore meraviglioso del figlio di Dio e venerate la sua santità, dovete, alla luce di quel valore, seguire la strada di amare il grande nemico, anche se sarà aspramente difficile e doloroso. (127-119, 5.5.1983)

Sezione 2. Il dolore e lo sconforto di Dio alla perdita dei Suoi figli

2.1. Dio perse il Suo unico ed eterno figlio

Come fu addolorato Dio quando Adamo ed Eva commisero la caduta e precipitarono lontano da Lui! Avrebbero dovuto essere i partner ideali di Dio, che incarna l’essenza pura dell’amore. Il dolore di Dio superava quello di qualunque persona. Era profondamente, profondamente angustiato. Più grande e profondo è il valore di ciò che è stato perduto, più il dolore è profondo. Questa è la situazione di Dio, che ha seguito la via della restaurazione per i Suoi figli perduti. (127-18, 5.1.1983)

Quando i genitori credono nei loro adorati figli ma sono traditi da loro, non ci sono parole per descrivere il turbamento, l’angoscia e la tristezza che quei genitori provano sulla base di quella fiducia. Quando le persone tradiscono, respingono e non credono in coloro che li hanno amati con la loro vita, questo provoca uno sconforto indescrivibile. Non lo potete capire se non sperimentate voi stessi quella lotta e quella sofferenza. Le parole non bastano per farvi comprendere. Questo è evidente nelle vicende del mondo. Come mai, allora, Dio è diventato così infelice? Dio non è un Dio nebuloso, ma un Dio reale. Gli esseri umani devono godere del rapporto più elevato con Lui. La gioia di Dio doveva iniziare trovando un punto di partenza da cui avrebbe potuto iniziare un viaggio di felicità insieme agli uomini, diretto verso l’infinito e l’eternità. Ma a causa della caduta Dio perse quella base di partenza. (20-205, 9.6.1968)

Che disperazione quando muore un figlio unigenito di una discendenza di sette generazioni di figli unigeniti, specialmente se quel figlio è nato quando i suoi genitori erano già in età avanzata! Se i genitori fossero giovani potrebbero avere degli altri figli. Tuttavia, se il figlio unico di una discendenza di sette generazioni di figli unici muore, come saranno disperati i suoi antenati di continuare il lignaggio oltre la settima generazione! Attraverso i loro discendenti e la loro stirpe, gli antenati vogliono ricevere tante benedizioni che non sono di questo mondo. Se i figli muoiono prima di loro, i genitori stessi sentono il desidero di morire.

La posizione di Adamo era come quella di un figlio unico – il figlio eterno unigenito, non semplicemente l’unico figlio dopo sette generazioni. Potete immaginare come fu profondamente spezzato il cuore di Dio alla morte di Adamo, che doveva stabilire una famiglia eterna e realizzare la grande opera di creazione di Dio? Cosa provava per il fatto che tutto era andato male in quel modo? Persino dopo seimila anni, Dio non si è ancora ripreso dallo shock della caduta di Adamo ed Eva. (20-210, 9.6.1968)

Secondo il Principio di creazione, quando Dio avanza verso il regno ideale di unità nell’amore, deve essere il centro, come il proprietario eterno dell’amore e il Soggetto dell’amore. Tuttavia, Satana prese il Suo posto come centro. Il cielo e la terra furono dunque capovolti e messi sottosopra. Nulla avrebbe dovuto interrompere l’unità basata sul vero amore di Dio, il Suo ideale d’amore. La linea di sangue dell’umanità avrebbe dovuto aver origine da Dio, ma deviò e prese la strada sbagliata. (206-236, 14.10.1990)

Potete immaginare il cuore spezzato di Dio quando osserva la miseria umana ad ogni ora del giorno? Cosa successe alla dignità di Dio quando Suo figlio e Sua figlia, che Egli voleva glorificare come principe e principessa, furono sfigurati, caddero in una fossa piena di sterco e rimasero bloccati a testa in giù nell’inferno? Dove possiamo trovare l’autorità e la fiducia del Dio onnisciente e onnipresente? Che ne è stato della Sua dignità assoluta? Può mostrare il Suo volto? (218-240, 19.8.1991)

Un padre può far finta di non vedere suo figlio che sta morendo? Da questo punto di vista, Dio, come un padre d’amore, non può lasciare che noi, il Suo oggetto d’amore, semplicemente moriamo. Se Dio è onnisciente e onnipotente, deve creare un mondo ideale e ridare la vita ai Suoi figli. Questo è più che possibile se consideriamo la natura dell’amore di genitore. Se Dio esiste, ne avrà sicuramente la capacità. Così possiamo concludere che Dio deve portarci nella sfera in cui possiamo risorgere nell’ideale. Dio non ci ha abbandonato nella miseria e nella morte, ma ci ha messo davanti alla porta che conduce ad un mondo di dimensione più alta. Com’è meraviglioso questo! (67-219, 21.6.1973)

Mettendo da parte la Sua dignità di Creatore onnisciente, onnipotente e onnipresente, il cuore di Dio desiderava tanto amare Adamo ed Eva, al punto da dimenticare la Sua stessa esistenza. Potete immaginare cosa provava guardando Adamo ed Eva caduti da quella posizione? Questa è una cosa che dovete capire. (7-291, 11.10.1959)

Oggi gli esseri umani non sono i figli di Dio. Per quanto Dio pianga, noi facciamo finta di non vedere le Sue lacrime. Nonostante tutto il Suo dolore, noi fingiamo di non vedere. È perché il genere umano viene dalla carne e dal sangue di Satana. È addirittura felice di vedere Dio nel dolore e se la ride delle Sue disgrazie. Quanta pena Dio si dà per guidare queste persone e insegnare loro la strada che devono prendere! Dio non potrebbe guidare la storia della provvidenza se non avesse un cuore premuroso e compassionevole. (42-257, 21.3.1971)

2.2. Dio è stato infelice nel corso della storia

Quanta rabbia prova Dio quando guarda noi quaggiù sulla terra! Tutti gli esseri umani avrebbero dovuto avere la Sua linea di sangue, ma Satana li ha ridotti in uno stato pietoso e ride di Dio con disprezzo dicendo: «I Tuoi discendenti sono miserabili». Quando Satana chiede a Dio: «In che modo Tu, con tutta la Tua onniscienza e onnipotenza, risolverai questa difficile situazione?», Dio può solo rimanere in silenzio. Deve far finta di essere sordo anche se può sentire, di non avvertire gli odori anche se li può annusare e di non provare sensazioni anche se le può provare. Avete mai pensato alla tristezza di Dio in tutto il corso della storia? (183-19, 29.10.1988)

Se, come credono oggi i cristiani tradizionali, il Dio onnisciente e onnipotente fosse seduto su un trono di gloria, e vedesse i Suoi figli morire, pensate che resterebbe lì a dire: «Venite quassù, perché io non posso lasciare il mio posto», oppure abbandonerebbe il Suo trono e scenderebbe giù? Cosa pensate? Se ne starà lì o scenderà giù? Getterà via la Sua corona e salterà giù dal Suo trono? Pensateci. (123-159, 1.1.1983)

Dovete sapere che per decine di migliaia di anni, anzi per milioni di anni, Dio ha pianto per noi: «Figlio mio e figlia mia!» Avete mai invocato Dio con fervore: «Padre!» finché la vostra gola diventa roca, la lingua si secca, non riuscite a respirare e non potete aprire gli occhi? Con quanto ardore avete lottato per raggiungere quel livello, che è quello del Soggetto della vita? Il vostro carattere è misurato in proporzione agli sforzi che fate per arrivare a questo. (184-219, 1.1.1989)

Noi non abbiamo nulla che ci permette di stabilire un rapporto con quell’essere onnisciente e onnipotente. Essendo nati come persone cadute, i nostri occhi sono profani. Tutti i nostri cinque organi di senso e le nostre emozioni appartengono al mondo secolare. Non abbiamo nulla che ci permette di avere un rapporto con Dio. Anche se, secondo la legge della giustizia celeste non abbiamo nulla, c’è un’unica strada, la legge dell’amore, attraverso la quale possiamo stabilire un rapporto con Dio. Col passare degli anni, dovete consolidarvi nella filosofia dell’amore, diventando una persona di fede che vive una vita di saggezza in tutte le situazioni. Trascorsi dieci, venti o trenta anni, quelli che faranno così diventeranno automaticamente le persone di cui Dio ha bisogno. (149-37, 11.1.1986)

È stato per la Sua natura benevola che Dio ha sopportato un corso di sofferenza durante le migliaia di anni della provvidenza di restaurazione? Come ha potuto continuare la Sua provvidenza di salvezza per decine di migliaia di anni senza sfinirsi? Non è perché è onnisciente e onnipotente, ma perché ha percorso la via dell’amore per i Suoi amati figli e figlie. Perciò è il potere dell’amore che ha permesso a Dio di trionfare su un cammino di tribolazione, sentendo come se mille anni fossero solo un giorno. È esatto? Sì. (109-281, 2.11.1980)

Dio merita compassione oppure no? Tante persone dubitano che il Dio onnisciente e onnipotente ha bisogno di essere compatito. Per quanto Dio possa essere onnisciente e onnipotente, nessuno può sollevarLo dallo shock di aver perso i Suoi amati figli. Se Dio avesse avuto un modo per sollevarsi da quello shock da solo, non avrebbe dovuto soffrire nel corso di seimila anni di storia. (35-88, 4.10.1970)

Anche se gli esseri umani hanno peccato, Dio non dice semplicemente: «Ehi, tu! Perché hai peccato?» Lui conosce la situazione delle persone che peccano. Si preoccupa dell’umanità piuttosto che di Sé stesso. Viene nel dolore dalle persone addolorate, nella sofferenza dalle persone che soffrono, e con simpatia da quelli che si sentono vittime e sono arrabbiati. Quanto vi siete immedesimati nella situazione di Dio? Dio viene nella nostra sfera di vita in questo modo. E non solo, viene parlando dal Suo cuore. «Anche se tu Mi hai tradito, io ti ho cercato per seimila anni con un cuore di Padre». (9-231, 29.5.1960)

Che cos’è la Chiesa dell’Unificazione? Insegna il cuore di Dio. Cerca di liberare Dio. Le chiese cristiane ci chiamano eretici perché diciamo queste cose. Se il figlio dell’illustre presidente di una nazione morisse, il presidente manterrebbe la sua dignità e direbbe: «Anche se mio figlio è morto, come presidente io non posso versare lacrime»? Non ci sarebbe niente di male se andasse in un angolo, piangesse per suo figlio e ritornasse riprendendo il suo contegno; ma se non piangerà per il figlio, lo spirito del figlio morto dirà: «Dopo tutto, mio padre non era veramente mio padre». Se lo spirito del figlio fosse attivo, aiuterebbe suo padre o si opporrebbe a lui? Qualunque sia la vostra posizione, anche se siete il presidente del mondo, versereste sicuramente delle lacrime e piangereste fortemente se morisse vostro figlio. (196-18, 24.12.1989)

Com’è triste Dio, nel profondo del Suo cuore, vedendo i Suoi figli perdere il privilegio del valore originale della creazione, diventare come delle larve cadute e lottare in una vita senza valore! Com’è avvilito nel vedere le persone che gemono nel lamento, nella sofferenza e nella disperazione, e finiscono per essere sconfitte invece di diventare i Suoi figli diretti attraverso il Suo amore, la Sua vita e la Sua linea di sangue raggiungendo la gloria del Regno dei Cieli! Nessuno sapeva che Dio era così addolorato. Ecco perché ho pianto a dirotto per giorni e settimane quando ho conosciuto questo Dio. Dovete sapere che la Chiesa dell’Unificazione è iniziata in mezzo ad una situazione così profonda. (211-207, 30.12.1990)

Nessuno ha mai saputo quanto Dio ha sofferto nel Suo cuore. Ora, attraverso la Sua apparizione nella storia, attraverso le rivelazioni che ho ricevuto nella mia profonda missione – e che ho condiviso con voi – voi lo sapete. Senza questo, non l’avreste mai saputo. È un fatto straordinario. Nemmeno Gesù sapeva completamente queste cose e anche se le avesse sapute non poteva dire quello che c’era nel suo cuore. Nessun leader religioso ha conosciuto i segreti nascosti dell’universo. Io sono venuto in modo che i segreti dell’universo potessero essere rivelati al mondo per la prima volta nel corso della storia. (215-171, 17.2.1991)

Sezione 3. Un Dio segregato e imprigionato

3.1. Dio perse la Sua posizione legittima

Il mio dolore e la mia pena non sono nulla in confronto a quelli di Dio. Dio non ha potuto svolgere il Suo ruolo di Dio. Dobbiamo sapere che le lacrime amare di Dio, che sciolgono il midollo delle Sue ossa, e le macchie del Suo sangue sparso in tutto il corso della storia, gridano dalla terra. Ho continuato a fare questo lavoro perché so che la missione che mi resta è liberare Dio dalla Sua angoscia. (137-175, 1.1.1986)

Dobbiamo liberare Dio. Dio è segregato a causa dell’amore. Si può anche dire che è in prigione. Non è stato liberato. A causa della caduta, il mondo ideale che il Dio onnisciente e onnipotente, il Creatore dell’universo, intendeva stabilire sulla base dell’amore fu portato via da Satana. Così Dio non ha potuto essere liberato nel Suo cuore. In questo universo non è apparsa la base per liberare il cuore di Dio. Perciò Dio è segregato. La Sua mente e il Suo cuore non si possono riposare quando i Suoi adorati figli sono morti. (138-261, 24.1.1986)

Dobbiamo liberare Dio con i nostri stessi sforzi. Dio non è libero. È in prigione. Ha perso i Suoi amati figli e figlie. Anche se uno ha dieci volte la pietà filiale del figlio devoto perduto, non può liberare facilmente il cuore originale di un genitore che ha perduto i Suoi figli o, peggio ancora, ha sofferto per la morte del Suo figlio di pietà filiale. Io, però, intendo liberare questo Dio. (135-283, 15.12.1985)

Dio è pieno di dolore e di angoscia. Perché? Quelli che lavorano duramente in questo mondo durante la loro gioventù hanno la sicurezza di un futuro di speranza. Anche se Dio ha investito diligentemente i Suoi sforzi sin dall’inizio della storia, quando ha avuto speranza? Quando saranno realizzate le Sue speranze? Dio è giovane o vecchio? Quanti anni pensate che abbia? Poiché Dio trascende l’universo, non ha età. Dio gira intorno al sole una volta l’anno? Noi non abbiamo bisogno di fare questo calcolo, perché Lui è al di là del sistema solare. Cosa c’è da calcolare? (105-184, 21.10.1979)

Dio, che è nostro Genitore, non può liberare Sé stesso dal lamento senza liberare dal lamento tuta l’umanità. Come può un genitore sentirsi tranquillo mentre i suoi amati figli vivono nell’angoscia? Questo spiega perché dobbiamo liberare Dio che si trova in questa situazione.

Come libereremo Dio? Dio non è libero di amare tutte le persone; noi abbiamo la responsabilità di trovare una sfera di liberazione dove Dio possa amare liberamente tutta l’umanità. Poiché siamo stati corrotti dalla caduta, dobbiamo liberare Dio diventando dei figli che trionfano sulla caduta. (65-100, 13.11.1972)

Cos’è successo a causa della caduta? Dio è stato incatenato e imprigionato, come pure gli antenati dell’umanità e il mondo angelico. Nella storia un’infinità di persone religiose hanno lottato contro queste catene. La stessa cosa vale per tutta l’umanità. (79-26, 16.6.1975)

Dovete sapere che un figlio che non dimostra amore filiale imprigiona i genitori. Per liberare quei genitori, il figlio deve mostrare un amore filiale più grande della sua mancanza di pietà filiale ed essere anche riconosciuto ufficialmente dal pubblico. Solo allora può purificarsi dei suoi peccati passati. Questa è la legge celeste. Per lo stesso principio io non ho bisogno di persone che dicono: «Padre, vivrò solo per Te». I vicini, questa nazione, questo popolo – sono tutti una massa di miserabili.

Per cinquemila anni abbiamo cantato: «Io costruirò una piccola capanna e servirò i miei due genitori per decine di migliaia di anni». Sono contento che serviranno i loro genitori, ma perché vivere in una piccola capanna per decine di migliaia di anni? Sono un popolo miserabile. Dobbiamo guidarli. Se queste persone, che sono povere e senza un soldo, non riusciranno neanche a ottenere le benedizioni di Dio, dove andranno a vivere? (85-263, 3.3.1976)

3.2. Dio non ha potuto svolgere il ruolo di Dio

Per quanto tempo durerà la Chiesa dell’Unificazione? La Chiesa dell’Unificazione deve continuare finché libererà il nostro pianeta terra, il mondo spirituale e, alla fine, con un cuore d’amore, Dio. Alla fine, dobbiamo liberare l’umanità, il mondo spirituale e Dio. Sono sicuro che sentite questo per la prima volta. Finora ci siamo rivolti a Dio perché ci liberi, ma in realtà siamo noi che dobbiamo liberare Dio. Dovete sapere che il cuore di Dio è stato prigioniero. (85-270, 3.3.1976)

Se dei genitori affettuosi hanno un figlio che non dimostra pietà filiale, il loro cuore non può essere liberato finché non vedono quel figlio salire alla posizione dove può realizzare liberamente le loro speranze. Allo stesso modo Dio creò Adamo ed Eva come i Suoi più grandi partner d’amore. Sono i Suoi partner d’amore. Dal punto di vista verticale hanno un rapporto genitore-figlio con Dio e sul piano orizzontale sono stati creati per diventare marito e moglie. Dio intendeva mettere in pratica tutti gli ideali d’amore in cielo e sulla terra, invece perse tutto a causa della caduta. Persino Dio finì per essere imprigionato. (210-308, 27.12.1990)

Non si può andare in cielo nel mondo spirituale se non si è stabilito il Regno dei Cieli sulla terra e si è vissuti lì. Persino quando mi portarono in prigione e mi misero le manette ai polsi, non poterono bloccarmi, perché avevo l’amore. Quando ero rannicchiato, in una posizione che rendeva difficile dormire, di notte mi svegliavo per scoprire che una luce brillava dalla mia mano. Perché quella luce? Perché Dio mi abbracciava. Ho scoperto il Suo amore.

Ecco perché la luce poteva risplendere persino in quella stanza buia. Se stavo seduto tranquillamente e con rispetto nell’angolo della cella della prigione dopo aver sentito qualcuno lamentarsi e piangere, il giorno dopo le persone mi donavano dei sacchetti di polvere di riso. Avevano sentito da lontano una voce che diceva: «Se non dai questo cibo a quel particolare prigioniero, tutti i prigionieri e persino la tua famiglia staranno male». Il mio Dio è un Dio d’amore. I membri della Chiesa dell’Unificazione non devono essere un gruppo di persone ingrate che perseguita questo Dio. (137-202, 1.1.1986)

Dobbiamo sapere che per seimila anni Dio ha cercato delle persone assetate di fede e di speranza e ardenti d’amore, che potessero dire: «Dio è in catene a causa dell’umanità, me compreso; Dio è stato accusato da Satana a causa mia; Gesù è morto sulla croce per me; lo Spirito Santo ha attraversato una storia di lotte sanguinose al posto mio. Dio, ti prego, dammi la forza. Io porterò riposo e liberazione al Padre. Libererò anche Gesù e lo Spirito Santo». (7-162, 30.8.1959)

Se Dio e Satana lottano fra loro, chi li farà smettere di combattere? La lotta finirà da sola? Dio non ha mai avuto un posto dove stare, perché non aveva un figlio devoto o un sistema d’amore attraverso il quale le persone potevano sostenere il Regno dei Cieli realizzando la via dei patrioti, dei santi e dei figli divini. Finora Dio è stato imprigionato e recluso. Il Regno dei Cieli è diventato un rudere vuoto. Dio ha portato questo dolore nel Suo cuore. (302-226, 14.6.1999)

Avete mai incontrato un nonno o una nonna come quelli che Dio sta cercando? Non è stato possibile a causa della caduta. Avete mai incontrato una madre o un padre come quelli che Dio sta cercando? Avete mai incontrato un marito o una moglie come quelli che Dio sta cercando? Avete mai incontrato un figlio o una figlia come quelli che Dio sta cercando? In che modo si può dissolvere l’amarezza di questa ricerca? Chi può spezzare le catene che legano questo cuore? Nulla, se non l’amore di Dio. Nulla, se non l’amore essenziale di Dio può farlo. (209-106, 27.11.1990)

Dio può fare qualunque cosa vuole, ma a causa della realtà dell’amore al di fuori del Principio ha avuto le mani legate. Nessuno sa quanto soffre in questo dolore e rammarico senza fine, e com’è incredibilmente esausto. (197-327, 20.1.1990)

Nelle chiese ufficiali la gente dice: «Oh, Santo, Santo Dio! Oh, Dio della gloria! Donami delle benedizioni», ma Dio non è questo genere di Dio. Al contrario, è un Dio infelice, che soffre in prigionia. Può essere liberato dalla Sua situazione dolorosa solo attraverso la nascita di un figlio. Perciò dovete liberare Dio. Se non lo farete, la strada celeste non potrà essere spianata e il mondo ideale non potrà essere stabilito sulla terra. Rimettere a posto questa strada è stata la storia e la missione della Chiesa dell’Unificazione. (22-151, 2.2.1969)

Cosa c’è nei sermoni, negli insegnamenti fondamentali e nelle parole che sentite dalla Chiesa dell’Unificazione? I suoi insegnamenti possono liberare Dio, il cui cuore è imprigionato. Dio si lamenta nel dolore a causa della caduta. Fin dall’inizio, la storia di questi lamenti è stata universale. Paolo disse che tutto il creato, i nostri antenati e noi stessi aspettiamo con impazienza la comparsa dei veri figli e delle vere figlie di Dio. È perché desiderano ardentemente liberarsi e separarsi da questo regno di dolore. (65-100, 13.11.1972)

Sezione 4. La ragione per cui Dio non può punire Satana

4.1. I motivi delle accuse di Satana

C’è il dibattito teologico se Satana esisteva fin dall’inizio. Se sì, è un grosso problema. Se Satana è sempre esistito, ed ha sfidato e ostacolato con astuzia la provvidenza di restaurazione di Dio per seimila anni, chi può sottometterlo ed eliminarlo? Questo è il problema (54-56, 11.3.1972)

Da dove è venuto Satana? Alcuni dicono che Satana esisteva fin dall’inizio. Se fosse un’esistenza originale, che si è opposta al Dio onnisciente e onnipotente causando la caduta dei nostri antenati originali, allora fintanto che Satana esiste non potremmo sperare in una salvezza completa. Questo sarebbe dualismo, e si arriverebbe alla conclusione che un mondo con due scopi contrastanti continuerà per sempre. (53-328, 6.3.1972)

La volontà originale per il mondo ideale della creazione non è mai stata realizzata a causa della caduta. Tuttavia, poiché Dio ha un’autorità assoluta, anche se il mondo intero cambiasse, Lui non potrebbe mai cambiare. Anche se il diavolo Gli ha portato via Adamo, Eva e tutta la creazione, Dio, l’Essere Assoluto, deve sottomettere Satana che originariamente era un arcangelo, in modo naturale anziché con la forza. Anche se Dio esiste, è come se non esistesse. Deve ristabilire la Sua autorità assoluta. Dio non può colpire per primo. Il Dio di bontà non può colpire il Satana malvagio. (210-340, 27.12.1990)

Perché il Dio onnisciente, onnipotente e assoluto non si può sbarazzare di Satana in un sol colpo? Se lo facesse, quell’atto finirebbe per annientare Adamo, Eva e la creazione distruggendo anche la sfera ideale dell’amore. Ecco perché non può farlo. Il Signore assoluto ha la responsabilità di realizzare assolutamente quello che ha promesso di fare. Malgrado la volubilità di Satana, i suoi attacchi e la sua ostinata persecuzione, il Signore Dio ha sopportato questo per tutto il corso della storia per ristabilire i Suoi principi. Nessuno conosceva questo Dio. (208-256, 20.11.1990)

Perché il Dio onnisciente, onnipotente e assoluto ha permesso a Satana di interferire negli esseri umani? Perché ha lasciato che le persone fossero sacrificate, schiacciate sotto i piedi di Satana? Perché non è stato in grado di esercitare il Suo potere in modo che gli uomini potessero riconoscere la Sua esistenza? Questa è una domanda seria. La risposta è che Dio non aveva nessuna nazione, nessun popolo, nessuna tribù e nessuna famiglia che poteva governare. Inoltre, non aveva nessun individuo di cui poteva riconoscere ufficialmente la qualifica. Se questo individuo, famiglia, tribù, popolo e nazione sovrana saranno stabiliti, Dio potrà subito governare le nazioni, i popoli, le tribù, le famiglie e gli individui dal lato del male. Solo questa strada porterà alla bontà, e solo allora Dio avrà la Sua autorità. (56-247, 18.5.1972)

Potete conquistare Satana? Persino Dio, il Re della saggezza, non ha forse avuto le mani legate a causa dell’accusa di Satana? La stessa cosa vale per il presidente di una nazione, quando i cittadini organizzano una manifestazione di protesta per qualcosa che ha fatto. Può tagliare le loro teste? In certe circostanze, persino il Dio onnisciente e onnipotente non può fare una mossa. Persino un ministro del governo sarebbe espulso in un giorno se fosse riconosciuto colpevole. Quindi dovete proteggere voi stessi dalle condizioni di accusa. Come sviluppare questa protezione è un problema estremamente difficile nella vostra vita di fede. È una questione di vita o di morte. (76-58, 26.1.1975)

Il genere umano fu collegato alla vita e alla linea di sangue di Satana sulla base del suo amore. Questo è il problema. Dio non può intervenire o essere presente in quelle circostanze. Perché il Dio onnisciente e onnipotente è apparso così incompetente nel corso della storia? Quando Satana diventò il suo nemico, che cosa portò via? Satana sottrasse a Dio il Suo amore. Satana calpestò l’amore, la vita e il lignaggio di Dio. Dobbiamo sempre essere consapevoli di questa realtà. (206-236, 14.10.1990)

Satana, che originariamente era un arcangelo, dice a Dio: «Anche se sono diventato Satana a causa della caduta, Tu devi risolvere i problemi secondo i principi che hai stabilito perché Tu sei il Dio onnisciente, onnipotente e assoluto. Anche se io ho violato la legge e sono diventato Satana, Tu, l’Essere onnisciente, onnipotente e assoluto, devi lavorare secondo le leggi che hai stabilito, non è vero?» (39-88, 10.1.1971)

Vi spiegherò perché non possiamo seguire la nostra strada senza amare il nostro nemico. È molto importante che conosciate questa verità, anche se non è scritta nel libro del Principio Divino. Anche se l’arcangelo è caduto e accusa Dio, Dio deve lo stesso osservare i principi che ha stabilito, perché Lui è Dio, è l’Essere Assoluto. Perciò, anche se l’arcangelo è caduto, Dio è costretto a dominare la Sua creazione secondo i principi e le regole che ha stabilito. Dio è sempre obbligato a instaurare un rapporto con l’arcangelo nello stesso modo, sia prima che dopo la caduta. Ecco perché Satana Gli dice: «Tu sei tenuto ad amarmi fino al periodo della perfezione e addirittura oltre». (52-87, 22.12.1971)

Adamo doveva avere ai suoi ordini i tre arcangeli, i quali lo dovevano obbedire ed amare in modo assoluto. Finché esistono la legge e il principio celeste che richiedono assoluta obbedienza e sottomissione, Satana non può fare quello che vuole con quel principio e quella legge, anche se non obbedisce in modo assoluto e non si sottomette a Dio. Satana stesso sa che alla fine deve seguire quel principio. Se va contro il principio e la legge, Dio può toglierlo di mezzo. È come il presidente che esercita la sua autorità attraverso la costituzione. Se qualcosa non rientra nella costituzione, il presidente non può fare come vuole. (172-66, 7.1.1988)

Il fondatore della Chiesa dell’Unificazione è un uomo serio. Io ho sempre affrontato seriamente questioni come l’esistenza di Dio e il motivo per cui il Dio onnisciente e onnipotente non ha subito eliminato Satana. Se leggete il libro di Giobbe, vi chiederete come mai Dio può essere così impotente. Io ho dovuto capire tutte queste cose. Com’ero serio per fare questo! Ho messo la testa sul patibolo e mi sono battuto per queste verità rischiando la vita. Dobbiamo riconquistare la nostra vita originale. (187-122, 5.2.1989)

Nel libro di Giobbe Dio diede a Satana tutto quello che chiedeva. Perché? Dio non può rispondere a Satana con lo stesso comportamento del diavolo, perché Dio è l’essenza dell’amore per gli altri. Dio dunque è l’essenza della verità. (144-161, 12.4.1986)

Dio non sottomette Satana con il Suo misterioso potere creativo; fa sì che Satana si arrenda volontariamente. (207-315, 11.11.1990)

Il diavolo ha portato questo mondo alla rovina per impedirgli di ritornare a Dio. Tutto quel sesso libero ecc… Quante persone commettono incesto in America? Un padre che ha tre figlie dorme con tutte le sue figlie. Ci sono stati diversi casi del genere. Col sesso libero, il fratello del padre dorme con la madre o un figlio dorme con sua madre. Sono come delle bestie. Così Satana ride di Dio dicendo: «Dio, pensi davvero di poter stabilire il Tuo ideale di creazione e il Tuo ideale d’amore in queste circostanze?» (222-230, 3.11.1991)

4.2. Dio si attiene alla legge

Che tipo di essere è Dio? Dio è come la mente dell’universo, e l’universo è come il Suo corpo. Tuttavia, il diavolo si è infiltrato in questo corpo. Satana ha usurpato i poteri del cielo e così controlla l’universo.

Dio che cosa deve fare per risolvere questo problema? Non può colpire Satana con la forza. Poiché la qualità essenziale della creazione dell’universo era l’amore, e la tradizione storica di questo universo è stata portata avanti attraverso l’amore, Dio deve mantenere questo principio, anche se c’è chi lo trasgredisce. Perciò, per restaurare l’universo caduto, Dio ha dovuto mantenere incessantemente il criterio originale che aveva stabilito per creare, basato sull’essenza dell’amore e che realizza l’ideale del vero amore. Senza far questo, Dio non può riconquistare la Sua autorità di Essere Assoluto. Questa è una grande frustrazione per Lui. (210-229, 23.12.1990)

La caduta significò stabilire un legame d’amore centrato su Satana nella posizione di genitore. Non c’è niente da dire sul frutto del bene e del male, non lo si può negare. Così, i discendenti di sangue che hanno trasmesso l’amore di Satana, la vita di Satana e il lignaggio di Satana, sono rimasti fino ad oggi. Satana è il nemico dell’amore. Ha infranto il sogno che Dio aveva come ideale per la Sua creazione. Il servo prese con la forza la figlia di un nobile e la violentò. Così lei perse i requisiti per essere la figlia del signore e dovette essere scacciata. Questo atto d’amore illecito fu una deviazione dai binari del grande principio del cielo e della terra. È una realtà che non si può negare. (218-230, 19.8.1991)

Dio non può realizzare il Suo ideale originale della creazione se non ama i figli del male più dei Suoi adorati figli.

Il diavolo dice a Dio: «Io sono caduto e sono quello che sono. La mia discendenza si ribella contro di Te. Ma Tu, Dio, non devi forse continuare a sostenere la via della legge celeste?». Dio è intrappolato proprio qui. (208-291, 20.11.1990)

Satana accusa Dio e lo mette alle strette dicendo: «Tu sei l’Essere soggetto, eterno e immortale. Io so che Tu sei il grande supervisore del cielo e della terra. Poiché sei la sostanza della verità, dell’amore e dei principi, Tu, come le Tue leggi e i Tuoi principi, non puoi cambiare. Per questa ragione, anche se io sono caduto, Ti devi attenere ai principi che hai stabilito, non è vero? Perciò, come essere di principio, non puoi portare i Tuoi figli e le Tue figlie nel mondo originale senza amare l’angelo caduto. I piani che avevi per l’arcangelo prima della caduta non permettono che i Tuoi figli entrino nel Regno dei Cieli a meno che Tuo figlio e Tua figlia, e Tu stesso, non mi amiate. Così, anche se sono caduto, Tu devi seguire questo principio. Perciò mi devi amare. Senza amarmi Tu non puoi essere il vero Dio, e Tuo figlio e Tua figlia non possono essere dei veri figli». (129-215, 5.11.1983)

Il diavolo dice a Dio: «Dio! Io sono il capo dei demoni che cambia. Sono l’antenato che è volubile. Ma Tu non sei forse il grande supervisore del cielo e della terra, l’essenza della verità, il Signore immutabile? Non sei l’Essere d’amore che incarna i principi d’immutabilità nella vita? Io sono caduto e sono diventato un farabutto, ma Tu hai la responsabilità di mantenere il criterio ideale originale che hai stabilito. Io posso entrare e uscire liberamente dalle porte del mondo ideale dove la Tua volontà è realizzata. Posso entrare e uscire liberamente, ma poiché non posso vivere lì, devo uscire». Questo è quanto afferma Satana. E Dio risponde: «Hai ragione». (191-244, 25.6.1989)

Se commettiamo anche un solo peccato, il diavolo ci accuserà immediatamente davanti a Dio e dirà: «A causa di questo peccato, questo tizio deve andare all’inferno». Anche se Satana, che accusa gli uomini dei loro peccati, ne ha sicuramente commessi tanti egli stesso, nessuno si è mai presentato davanti a Dio per accusare Satana dei suoi peccati.

Ci sarà una via per estirpare Satana se qualcuno si farà avanti e dirà: «Oh, Dio assoluto! Dal punto di vista della Tua potenza e autorità, Satana ha commesso il tale e talaltro peccato imperdonabile contro l’umanità e contro di Te. Puniscilo». Se Dio non potesse eliminare Satana nemmeno con questo metodo, non sarebbe onnisciente o onnipotente; sarebbe dal lato di Satana, non dell’umanità. (54-134, 22.3.1972)

In realtà Satana è un arcangelo. L’arcangelo deve andare in cielo dopo Adamo ed Eva, quando essi hanno raggiunto la perfezione ed entrano in cielo. Il principio della creazione vuole che l’arcangelo entri in cielo con Adamo ed Eva dopo aver ricevuto amore da Dio e da loro. Anche se Satana nel suo cammino ha commesso un errore, se dice a Dio: «Io sono un servo e un traditore, ma Tu, Signore, hai deciso i grandi principi della legge celeste e sulla loro base hai stabilito le Tue tradizioni fondamentali. Tra i principi che Tu hai stabilito, ce n’è uno che Ti permette di entrare nel Regno dei Cieli solo dopo aver amato l’Adamo perfetto e l’arcangelo. Sicuramente Tu non puoi abbandonare quel principio». Dio è intrappolato e risponde: «Hai ragione». Satana intrappola Dio dicendo: «Anche se io sono diventato quello che sono, Tu Dio, sicuramente, non puoi essere come me». (211-177, 30.12.1990)

Poiché l’arcangelo è il diavolo dice: «I figli che possono entrare nel Regno dei Cieli originariamente non erano tenuti ad amarmi? Il principio originale della creazione stabilisce che Tu, Dio, e Adamo potete entrare nel Regno dei Cieli solo dopo avermi amato, non è vero?». Spingendosi più in là Satana dice: «Se questo non succede, non puoi evitare le mie accuse. Devi stabilire la condizione di avermi amato e che anche Tuo figlio Adamo mi ha amato». Questo è il problema all’origine dell’insegnamento “ama i tuoi nemici” dato alle persone religiose. (219-36, 25.8.1991)

Quando avremo instaurato con Dio un rapporto genitore-figlio, se il figlio piangerà nel dolore, anche il Padre piangerà nel dolore. Allora Satana sarà spaventato a morte e scapperà. Non potrà rimanere lì. (228-217, 3.4.1992)

Questo mondo non può essere riportato al lato celeste se non compare una persona che può riconquistare l’autorità originale stando in una posizione più alta di Satana, il diavolo. In altre parole, deve apparire qualcuno che può trascinare Satana davanti al Dio onnipotente ed onnisciente e accusarlo dicendo: «Dio! Satana ha commesso questi peccati! Perché non lo giudichi!» (53-327, 6.3.1972)

Finora noi siamo stati dominati e sbattuti di qua e di là da Satana. Ora dobbiamo capovolgere questa situazione, catturare Satana, portarlo davanti a Dio ed accusarlo. Anche se oggi le persone sono a conoscenza dell’esistenza di Satana, non sanno che peccato ha commesso. Finora nessuno ha accusato Satana davanti a Dio dicendo: «Dio! Con tutta la Tua autorità onnisciente e onnipotente, ti prego, punisci questo Satana peccatore». (53-88, 10.2.1972)

Allora perché il Dio onnipotente e onnisciente non può colpire l’arcangelo caduto? Perché non si può liberare di lui? Perché anche Dio lo deve amare. Anche se l’arcangelo, che Dio ha creato, è caduto ed è diventato il diavolo, Dio deve sempre mantenere lo stesso criterio del principio di pensare all’arcangelo com’era prima della caduta. Ecco perché dobbiamo amare l’arcangelo. Adamo ed Eva sono la creazione di Dio e sono il corpo di Dio, perciò non solo Dio, ma anche Adamo ed Eva, devono amare Satana. (175-14, 6.4.1988)

Dio non può colpire duramente Satana perché ha ucciso milioni dei Suoi amati figli e figlie nel corso degli ultimi seimila anni, perché Dio è responsabile di non aver amato del tutto l’arcangelo. Per questo motivo, ogni volta che qualcuno fa qualcosa di sbagliato, Satana presenta tutta una serie di accuse: «Dio, il tal dei tali sta facendo questo e quello». Con la comparsa della Chiesa dell’Unificazione possiamo conoscere queste cose che prima nessuno capiva. (35-95, 10.4.1970)

Se trascinate Satana, il diavolo, davanti a Dio e lo accusate, Dio dirà: «Ehi! Non è così che si fa!», oppure sarà contento? Senza dubbio Dio dirà: «Oh, figlio mio! Mio unico figliol», e vi vorrà benedire eternamente. Possiamo immaginare con quanta intensità Dio abbia desiderato questo. Dio è assoluto, onnisciente e onnipotente; è il Signore del giusto giudizio. Perciò, se qualcuno si fa avanti incolpando e accusando Satana, il diavolo, Dio può giudicare Satana. (54-60, 11.3.1972)

Poiché Adamo ed Eva hanno peccato, Dio non è libero di fare quello che vuole. Se il figlio di qualcuno commette un delitto, potete dire che la madre o il fratello possono assumersi la responsabilità di quel crimine? Non possono farlo. Questa è la legge celeste. Con chi hanno peccato? Hanno peccato con Satana. Adamo ha peccato, ma Dio non ha pronunciato il giudizio contro Satana o Adamo ed Eva per quello che hanno fatto. Anche se li ha scacciati, Dio sta ancora guidando la provvidenza di salvezza. Così, pur ricevendo l’accusa di Satana, Dio non ha potuto pronunciare il giudizio. Se esaminiamo queste questioni dal punto di vista teologico, pongono un grosso problema. Perché Dio non può affrontare questa situazione? Perché il Dio onnipotente e onnisciente non è in grado di trattare con il diavolo? (223-304, 17.11.1991)

Dio non ha nessun interesse a combattere, perché nel mondo ideale della Sua creazione non esiste nessun concetto di guerra o di lotta. Se lì ci fosse la lotta, si cadrebbe nel dualismo. Fondamentalmente la lotta non ha nulla a che fare con il mondo ideale di pace assoluta. Perciò, dovete sapere che non c’è nessun concetto di lotta nel mondo della creazione di Dio. (224-224, 24.11.1991)

Com’è caduto Satana? Dovete conoscere chiaramente la risposta a questa domanda. Satana ha creato divisione tra le cose grandi e le cose piccole. Dio, invece, mette insieme le cose piccole e senza valore per formare qualcosa di grande. La via di Dio è contraria a quella di Satana. Se consideriamo l’Origine dell’universo, che cerca il vero amore e i principi con cui ha creato l’universo, vediamo che Satana è andato contro quell’Origine invece di obbedirGli, e così è caduto. La natura originale del Dio onnisciente, onnipotente, unico ed eterno è vivere al cento per cento per il bene degli altri. (179-52, 3.7.1988)

Nel corso della storia, il Dio onnisciente e onnipotente vince il Suo nemico non servendosi della Sua forza e del Suo potere, ma portandolo a sottomettersi attraverso i principi dell’amore.

Dio desidera portare il Suo nemico a sottomettersi volontariamente e completamente davanti a Lui e ricevere con gratitudine il giudizio dell’umanità nella posizione di servo. Se questo non succede, i suoi peccati non possono essere indennizzati. (42-279, 27.3.1971)

Sezione 5. Liberiamo Dio

5.1. Dio è come un prigioniero

Chi potrà mettere fine alla battaglia tra il Dio buono e il dio malvagio? Non può farlo né Dio né Satana. Ma allora chi? Senza un signore dell’amore, che inizia e guida con il vero amore e che tutta l’umanità può seguire, la battaglia fra Dio e Satana non può finire. Se non siamo liberati da questo conflitto, la pace rimarrà un sogno impossibile in questo mondo e nella storia.

La parola “ideale” è semplicemente un termine astratto e sentimentale. Perciò Dio manda qualcuno che rappresenta sostanzialmente il vero amore. Il nostro credo principale è nella venuta del Messia o del Salvatore. Il Salvatore non salva semplicemente le persone, ma libera anche Dio. È colui che punisce il male. Il Salvatore ha la responsabilità di liberare Dio e di porre fine al male. (136-219, 29.12.1985)

La missione del Salvatore è liberare Dio e punire Satana. Chi si sbarazzerà di questo deprecabile capobanda che ha continuamente accusato l’umanità? Dio non può farlo; può farlo solo il Messia, il Salvatore. (136-219, 29.12.1985)

Che genere di Chiesa dell’Unificazione vogliamo? Vogliamo trovare la religione centrata sui Genitori. Noi non cerchiamo una vita facile, né un rapporto basato semplicemente su dei principi morali. Centrati sui Veri Genitori, vogliamo trovare la via del vero amore e attraverso questo vogliamo liberare Dio. Non esiste nessuna liberazione se non corrisponde ai principi dell’amore. (136-222, 29.12.1985)

Avete pensato alla nazione che il Padre ama e che vuole trovare? Quando uno è disposto ad andare in prigione, si aprirà una strada lungo quel cammino. Nessuno sa che aprire questa strada di vita e di morte significa trovare una via di speranza che conduce le persone oltre l’abisso delle tenebre. Nessuno conosce le circostanze nelle quali ho lavorato faticosamente per scavare un tunnel per liberare le persone del mondo. Percorrendo la via della lealtà verso Dio, L’ho servito come il centro, L’ho servito con tanto impegno e ho fatto tesoro del Suo amore. Io vivo con la convinzione che questa è l’unica strada che non cambia mai, anche se i tempi e le situazioni possono cambiare. (163-304, 1.5.1987)

Dobbiamo liberare Dio. Ognuno di noi deve salvare Dio. Invece di cercare di essere salvati, dobbiamo liberare Dio. Questa è la conclusione della provvidenza di salvezza. (136-263, 29.12.1985)

La Chiesa dell’Unificazione è una forza per la liberazione di Dio. Noi non stiamo semplicemente liberando il mondo. Liberare il mondo è facile. Il mondo sarà liberato quando le persone si uniranno, ma la liberazione di Dio richiede l’unità nel mondo del cuore. Dobbiamo avere il Principio e un sistema di pensiero che può unire il regno dell’amore, mobilitare il mondo spirituale e costruire dei ponti di cuore sulla terra. Questa è la rivoluzione più tremenda e difficile. Liberare l’umanità è facile, ma liberare Dio è difficile. È un fatto straordinario che il Reverendo Moon sia apparso come il gonfaloniere per affrontare questo difficile compito, che non ha precedenti, allo scopo di risolvere tutte le questioni della storia provvidenziale. (136-285, 29.12.1985)

Oggi i capi religiosi si mettono in ginocchio e pregano per le loro benedizioni, ma io non ho mai pregato per ricevere delle benedizioni. Piuttosto ho pregato: «Fa di me un’offerta in sacrificio per la Tua liberazione». L’era dell’Antico Testamento fu l’era per restaurare il popolo di Dio sacrificando le cose della creazione; l’era del Nuovo Testamento fu l’era per restaurare i genitori sacrificando i figli, e l’era del Completo Testamento è l’era per liberare Dio sacrificando la famiglia dei Genitori.

Dobbiamo servire i genitori originali sulla terra e vivere per sempre con loro. C’è una canzone folcloristica coreana che dice così: «Luna, luna, tu luminosa luna, la luna che amava il poeta Lee Tae Baek…» Prosegue cantando di un grande albero di cassia sulla luna, ma parla anche di vivere con i propri genitori per decine di migliaia di anni. È una specie di rivelazione sul popolo coreano – vivere con i genitori celesti per migliaia e decine di migliaia di anni. Ogni volta che penso a questa canzone, non posso dimenticare quel fiume di emozioni nel mio cuore. (137-185, 1.1.1986)

Dio ha continuato a dare all’America delle benedizioni a livello mondiale per duecento anni, ma gli Americani pensano che sono solo per loro, per le loro chiese cristiane e per il loro paese. Hanno dimenticato la loro responsabilità di liberare tutta l’umanità e di promuovere il benessere umano sacrificando l’America e il cristianesimo. Al contrario gli americani credono di essere superiori e hanno un pensiero unilaterale, centrato sui loro interessi nazionali. La volontà di Dio è che l’America abbia una coscienza globale e costruisca una fondazione mondiale, persino sacrificando sé stessa e il Cristianesimo. Ma poiché l’America sta andando contro questo e prendendo una posizione contraria, sta colando a picco. Le famiglie si stanno disgregando, le chiese stanno crollando, la nazione è smantellata e tutto è nella confusione totale. Tutto è malato. (143-189, 18.3.1986)

Dobbiamo penetrare nell’inferno per liberare Dio e i Veri Genitori e salvare il mondo. Dopo essere passati per il fondo dell’inferno, raggiungeremo il Regno dei Cieli. La via più breve è tuffarsi nel fondo dell’inferno. Ecco perché ci concentriamo sul sacrificio e sul servizio, non è vero? Se dite: «Io credo nella Chiesa dell’Unificazione per ottenere la mia salvezza», prenderete uno zero.

Non potrete mai raggiungere il livello mondiale. Piuttosto dovete dire: «Seguirò questa strada per liberare Dio, liberare i Veri Genitori e salvare il mondo». Capite? Questa è la differenza. (148-163, 8.10.1986)

Non potete continuare senza spianare il vostro corso, nella vita o nella morte. Poiché sapevo questo, io ho fatto così per tutta la mia vita. Porto questo peso anche se sono stato perseguitato e messo in prigione. Sono andato in prigione perché mi piace? L’ho fatto per amore di Dio e per la liberazione di Dio. Ci sono andato per liberare l’umanità e il mondo satanico. Ho percorso la via della restaurazione tramite indennizzo perché la liberazione non viene senza seguire questa strada, e perché non possiamo separarci da Satana in mezzo alla pace e alle comodità. (148-168, 8.10.1986)

La parte di responsabilità individuale per la liberazione è liberare il regno del cuore. Dio deve essere liberato, come pure i Genitori. Come dev’essere doloroso per Dio trovarsi nella posizione di dover avere a che fare con i genitori malvagi da quando sono apparsi! Perciò dobbiamo liberare i Veri Genitori e Dio. Dovete essere questo tipo di figli di pietà filiale. I Veri Genitori stanno ancora attraversando delle difficoltà… Cercherete di fare la bella vita, lasciando che il Genitore Celeste soffra nella tristezza? Pensate di far fare ai vostri figli una vita confortevole? Come potete cercare una vita comoda? Potete pensare di far questo? (148-222, 9.10.1986)

Nella vostra vita quotidiana per liberare Dio, dovete sapere che non potete invocarLo senza un cuore pieno di lacrime. Questo è il motivo per cui Giovanni Battista gridava nel deserto: «Pentitevi perché il Regno dei Cieli è vicino». Persino Gesù disse: «Pentitevi, perché il Regno dei Cieli è vicino». Avete bisogno di pentirvi. Dovete capire come siete stati arroganti, senza vergogna e senza dignità nel vostro modo di affrontare la provvidenza. Anche se non riuscite a liberare il mondo, dovete liberare Dio dalla Sua angoscia. (161-113, 1.11.1987)

Come si può unificare il mondo e come si può realizzare la liberazione? Il mondo spirituale e il mondo fisico saranno unificati e liberati solo quando apparirà qualcuno che ha il potere di unire il dominio satanico. Solo quando apparirà qualcuno che può dominare Satana, il mondo spirituale e il mondo fisico saranno liberati.

Dio ha bisogno di liberazione? Dio, naturalmente, dentro di sé è già un essere liberato, ma deve essere liberato perché le persone hanno bisogno di essere liberate. Dio stesso poteva già essere liberato. Dio non può godere la condizione di essere liberato solo perché le persone, che hanno bisogno di essere liberate, non lo sono. Non è che Dio non può essere liberato. Dipende dalle persone. (161-243, 22.2.1987)

Il pensiero cristiano si focalizza sul Secondo Avvento. Cosa farà Gesù al suo ritorno? Oggi ci sono molti cristiani che hanno perso il contatto con la realtà.

Vogliono salire in aria sulle nuvole e fare una festa millenaria? Questa credenza è irrazionale. Cosa farà Gesù quando verrà? Di che cosa sarà orgoglioso Gesù quando verrà? Satana si oppone a Dio esigendo che stabilisca la giustizia, e se Gesù non estirperà Satana, Dio non potrà mai evitare la sua continua opposizione. Cosa deve fare il Signore del Secondo Avvento sulla terra? Non viene a portare una vita comoda a poche centinaia di milioni di cristiani. Deve liberare Dio. Il Signore che ritorna deve seguire la via della rettitudine e realizzare la responsabilità di liberare Dio. (162-186, 4.12.1987)

5.2. La liberazione di Dio è il compito dell’umanità

Per salvare il mondo, dobbiamo prima liberare Dio. Il mondo può essere liberato solo dopo che Dio lo è. Non è così? Dico che dobbiamo liberare il mondo dopo che abbiamo liberato Dio. Quindi espandiamo la Chiesa dell’Unificazione fino ai confini della terra, stabiliamo legami di cuore e mostriamo la nostra determinazione, piantando un palo nel terreno, per sciogliere il mondo con l’amore. Questa è la battaglia che stiamo combattendo. (162-221, 12.4.1987)

Determinandovi a continuare finché Dio sarà liberato, dovete radunare attorno a voi quelli che sono dalla nostra parte, come delle nuvole, per seguire i Veri Genitori fino alla destinazione finale. Da questi individui emergeranno delle famiglie e da queste famiglie emergeranno delle tribù.

Il valore delle offerte in sacrificio a livello tribale, etnico e nazionale si riprodurrà nel mondo che serve i secondi genitori, restaurando così tramite indennizzo, come esseri di sostanza risorti, tutti i santi che si sono sacrificati nella storia. Il nostro destino ci impedisce di lasciare la terra senza realizzare questo lavoro. Dobbiamo riempire questo buco anche a costo di morire. Questo è il destino che nessuno può evitare. Dobbiamo percorrere velocemente questo cammino. (166-74, 28.5.1987)

Dobbiamo liberare Dio. Dio deve poter visitare qualsiasi angolo della terra e cantare un inno di lode: «Il mio ideale di creazione è completamente realizzato attraverso il vostro lavoro giorno e notte. Sono grato e stupefatto». Nello stesso tempo Dio deve poter amare il mondo, l’universo, il mondo spirituale e il mondo fisico. Tuttavia, questo non è successo e l’invasione tenebrosa di Satana si estende quasi fino al trono di Dio. Quindi, per liberare Dio, dobbiamo liberare il mondo spirituale. (166-78, 28.5.1987)

A me piace tantissimo la liberazione. Mi piace molto di più che a voi. Mi piace anche l’unificazione. Fino a che punto? Così tanto che morirei per lei. La porta della liberazione e dell’unificazione non appartiene a qualcuno di nome Moon, appartiene a Dio, il grande Signore dell’universo. Ho chiesto a Dio: «Sono sicuro che ci sono tante cose che Ti piacciono, ma qual è quella che Ti piace di più?». Allora Dio ha risposto: «La liberazione». La risposta era semplice: «Quello che mi piace di più è la liberazione». Così ho chiesto: «Perché non puoi riuscire ad avere la liberazione?», e Lui ha detto: «Non posso farlo da solo». Questo è il problema. Dio non può farlo da solo. (166-99, 30.5.1987)

Avete amato la vostra nazione? Avete amato i vostri figli? Avete amato il vostro popolo dopo aver preparato la strada ai vostri figli? Avete amato il mondo dopo aver preparato la strada per la nazione? Solo dopo aver aperto la strada per andare in cielo vedrete l’alba della completa liberazione. All’alba i raggi del sole impregnano ogni vallata e liberano completamente tutti quelli che sono stati tenuti in ostaggio dalla morte. Dovete inneggiare alla libertà e alla pace annunciando l’avvento del mondo unificato assieme alla liberazione. Solo allora potete ignorare la storia di migliaia di anni e diventare un principe della liberazione. Dovete essere un ambasciatore dell’unificazione per ricevere la lode di Dio e godere la felicità eterna nell’abbraccio d’amore di Dio. È così. Avete fiducia di farlo? (166-99, 30.5.1987)

L’umanità ha bisogno di liberazione, ma prima è necessario che liberiamo Dio. Solo allora ci sarà la liberazione dell’umanità; nessuno pensa a questo. I ministri cristiani immaginano Dio come un Dio di giudizio circondato di gloria, ma si sbagliano. Il Dio che io conosco non è così. Dobbiamo liberare Dio dal regno della morte. (166-150, 5.6.1987)

L’era della perfezione viene solo dopo l’era dell’Antico, del Nuovo e del Completo Testamento. Perfezione significa perfezione dell’amore. Significa la liberazione dei genitori, la liberazione dei figli, la liberazione di tutte le cose e la liberazione di Dio. Tutto questo deve essere realizzato tutto insieme. Tutto ciò che è andato all’inferno in un sol colpo attraverso i genitori caduti sarà restaurato tutto insieme a rischio del cielo e della terra. (166-326, 14.6.1987)

Se una persona o un’organizzazione afferma di rappresentare un popolo e la sua cultura, che persona o che tipo di organizzazione sarà? Deve incorporare la tradizione storica di quel popolo, rappresentare l’era e raggiungere il livello mondiale, collegando la missione di questa era alla missione del futuro. Dovete sapere che questa persona è il Reverendo Moon e questa organizzazione è la Chiesa dell’Unificazione. La verità della Chiesa dell’Unificazione non è invadente. Anzi, cerca di salvare le persone e di elevarle a un livello più alto. Dobbiamo realizzare la loro liberazione. Dobbiamo liberare tutti. Siamo gli ambasciatori della liberazione. Attraverso l’unione degli sforzi del mondo fisico e del mondo spirituale cerchiamo di liberare Dio. (168-55, 1.9.1987)

Io non mi sogno neppure di ricevere lodi o accoglienza per me stesso. La filosofia della Chiesa dell’Unificazione è sacrificare sé stessa per salvare un popolo, e dopo aver salvato un popolo salvare l’umanità, e dopo aver salvato tutte le persone del mondo liberare il cielo e la terra e alla fine liberare Dio. Dio reinvestirà tutto quello che riconquista, sperando in un mondo speciale di una dimensione più alta, libero dalla caduta, e in una grande migrazione verso il cielo. (227-272, 14.2.1992)

Io non sono nulla. Si dice che la storia umana è iniziata un milione e mezzo di anni fa. Quando il Genitore ha perso tutta la Sua dignità e autorità attraverso la nostra lunga storia, a chi si appellerà per la Sua triste situazione di Genitore che lotta per trovare i Suoi figli perduti? Se i Suoi figli non si fanno avanti per risolvere questo, Dio non può né alleviare il dolore amaro che è nel Suo cuore, né togliere il chiodo che lo trafigge. Chi estrarrà quel chiodo e libererà il cuore amareggiato di Dio che deve essere liberato con la carne e col sangue attraverso le lacrime risanatrici dell’amore? Dobbiamo sapere che la liberazione di Dio viene prima della nostra. Dobbiamo sapere che questa è la strada che porta alla liberazione finale cercata dalle persone di fede. (187-273, 11.2.1989)

Dobbiamo sapere dove sono i semi della felicità. Dobbiamo trovarli perché li abbiamo persi attraverso la caduta. Ecco perché troviamo il vero Dio attraverso la Chiesa dell’Unificazione.

Finora Dio è stato il Dio della restaurazione, non il Dio originale. È pieno di dolore e deve essere compatito. Dio non è il Dio della gioia, ma della disperazione. Perciò, per ritornare allo stato originale, dobbiamo liberare il Dio della restaurazione – non con i soldi, non col potere, non con una persona, ma con il vero amore. (174-248, 1.3.1988)

Abbiamo cominciato nella sofferenza e perciò vogliamo dirigerci verso la meta finale attraverso la sofferenza. Io sono determinato che il mio nome venga riconosciuto come quello di una persona che ha sperimentato la sofferenza Non ho bisogno di denaro o di onore. La speranza di trovare la nuova patria sta solo nel liberare Dio, liberare l’umanità e liberare persino Satana, costruendo così una base eterna di pace e d’amore. Con questa consapevolezza, dovete lottare duramente per seguire questo corso, dimenticandovi la colazione, il pranzo e la cena, ignorando il giorno e la notte, non importa quanto le montagne che si frappongono sul cammino possano essere impervie e scoscese. Secondo il principio celeste, più vivete una vita del genere, più l’amore ideale di Dio sarà con voi, la vostra famiglia, il vostro clan e la vostra nazione. Vorrei chiedervi di capire questo e di vivere di conseguenza. (174-53, 23.2.1988)

Essere grandi non significa avere un viso meraviglioso o un corpo stupendo, ma piuttosto un grande pensiero. La grandezza dello spirito ci permette di dire: «Persino Dio dovrà muoversi e seguirmi. Affermo che, con l’amore, libererò Dio che non ha potuto realizzare lo scopo dell’amore». È logico dire che il nostro Dio addolorato, col Suo scopo d’amore non realizzato, è liberato incontrando il Reverendo Moon. Non è un sogno ad occhi aperti. Affermo questo sulla base di prove reali che vengono da una teoria sistematica e da dati precisi. (165-185, 20.5.1987)

Il nostro lavoro è liberare Dio. Se questo sarà fatto, tutto sarà concluso, non è vero? Dio sarà libero di fare quello che vuole. Dovete sapere che quando il Dio onnisciente e onnipotente potrà esercitare la Sua piena autorità e il Suo pieno potere, il regno di pace e di tranquillità si realizzerà sicuramente. Solo allora diremo: «Amen». (221-25, 20.10.1991)

Sezione 6. La liberazione di Dio e la pietà filiale

6.1. La via della restaurazione percorsa dal Vero Padre

Io capisco molto bene cosa significa essere determinati a realizzare la volontà di Dio. So com’è l’amore di Dio, e so che devo inginocchiarmi in gratitudine e percorrere la strada di offrire il perdono. Nessuno sapeva che Dio è afflitto da un amaro dolore che Lo costringe a seguire il cammino della liberazione anche se il Suo sangue dev’essere sparso.

Io non ho pregato Dio chiedendoGli di salvarmi, nemmeno mentre crollavo sotto la tortura; anche se ero perseguitato, non ho pregato Dio chiedendoGli di proteggermi sul cammino o di salvarmi. Come uomo di carattere, ho le mie riserve di energia, ho lo spirito e la forza interiore per combattere. Dico a me stesso: «Dio probabilmente mi salverà se crollerò perdendo conoscenza perché mi mancano le forze. Ma prima di questo, con la mia propria forza…». Io so che Dio sta aspettando e prepara le cose in anticipo prima che io vada. (138-358, 24.1.1986)

Dio è con la Chiesa dell’Unificazione. Se perdessi la pazienza pensando: «Quel buono a nulla!», e tra me e me pensassi: «Aspetta e vedrai. Aspetta solo un paio di mesi», alla fine quella persona sarebbe ridotta a pezzi. Non sarebbe strano veder succedere una cosa del genere? Ecco perché mi mordo la lingua e mi controllo. Io non posso maledire gli altri con la mia bocca. Come Vero Genitore, non posso usare la mia bocca per maledire gli altri. Ma anche se trattengo le mie parole, il Cielo mi libera completamente dai miei sentimenti di amarezza. Vedendo questo, non pensate che Dio mi ami? (162-205, 12.4.1987)

Nessuno è mai diventato un parlamentare o un presidente di questa nazione mentre i suoi diritti sovrani erano intatti, con l’autorità di un popolo omogeneo vestito di bianco, orgoglioso della sua cultura di cinquemila anni in Asia. Dopo la liberazione della Corea, pensavo alla possibilità di vedere un parlamentare e un presidente del genere. Dovete capire che questo non era solo il mio desiderio, ma anche il desiderio di Dio. Quando questo succederà, Dio avrà in pugno l’Asia. Per favore, abbiate fede nel fatto che il mondo deve andare nella stessa direzione di Dio. (171-190, 1.1.1988)

Serbando un amaro dolore nel mio cuore, come mi posso riposare? Il mio è un cammino senza riposo, perché devo percorrere questa strada per risolvere la nostra storia di migliaia di anni. Per quarant’anni della mia vita, non ho potuto fare a meno di seguire la via delle lacrime. E questo continua ancora adesso. La Corea del Nord avrebbe dovuto accogliere il nuovo giardino dell’amore di Dio dove possono apparire dei giovani che lodano Dio. Invece, vedendoli contaminati da quelli che Lo hanno tradito, Dio ha dovuto distogliere il Suo sguardo. Dobbiamo far sì che Dio possa di nuovo voltarsi a guardare.

Poiché sono entrato nella Corea del Nord con Dio e con questo sistema di pensiero che restaura le cose al loro stato originale, il mondo comunista mi dovrebbe ringraziare e il mondo democratico dovrebbe essere ancora più grato verso di me. Andiamo avanti su questa strada! (173-116, 2.7.1988)

Nella prigione di Seodaemun una signora evangelista, che aveva perseverato per un certo periodo nella Chiesa dell’Unificazione ma che poi l’aveva lasciata dopo che le cose non erano andate come voleva lei, mi disse: «Oh, guarda come ti è andata a finire! Capiterebbe questo al Figlio di Dio?». Le risposi: «Sì, io non sono qualcuno che scomparirà in prigione. Farò un grande balzo in avanti verso un mondo di liberazione». Non dimenticherò mai la sua faccia. Recentemente ho sentito che è morta in tristi circostanze e ho provato compassione per lei. Ecco come vivo. So tutto quello che mi hanno fatto i cinque presidenti della Corea, eppure non lo do a vedere. Io non cerco la vendetta. Loro non lo sapevano. Li devo incontrare ed educare. Dopo aver detto quello che ho da dire, devo risolvere ogni cosa. (204-118, 1.7.1990)

Quando sono venuto su questa terra in che posizione mi trovavo? Come il figlio, il fratello, i coniugi e i genitori in cui rimane il cuore di Dio amareggiato dal dolore, ero nella posizione di indennizzare e liberare il culmine dell’angoscia di Dio donando l’amore perfetto che non aveva mai potuto essere donato. (234-140, 10.8.1992)

Tutto esiste per il bene degli altri. Sulla base del Suo ideale di creazione di vivere per gli altri, Dio ha dovuto investire, investire e investire Sé stesso per moltiplicare il vero amore. Come Lui ha fatto, dobbiamo diffonderlo in tutto l’universo e ritornare alla patria originale. Ma quando torniamo, non dobbiamo scacciare gli altri come nostri nemici. Dobbiamo portarli a sottomettersi in modo naturale attraverso l’amore. Senza questa sottomissione naturale, Dio non può trovare la Sua posizione. Se dovessi usare l’inganno, non sarei sconfitto da nessuno. Tuttavia, sapendo che dobbiamo portare le persone a sottomettersi, mi sono trattenuto. Potete immaginare come è stato difficile per me reprimere il mio carattere focoso per quarant’anni? Quanto più difficile allora sarà per Dio? Egli è molto più impetuoso di me! (219-93, 25.8.1991)

Una volta mi sono voltato a guardare indietro e Dio, che mi stava seguendo, mi ha abbracciato tra le lacrime. Quando mi sono voltato per dire: «Tu sei il centro del mio amore. Mi sottometto a te. Ti seguirò assolutamente», Dio mi ha abbracciato di nuovo. Com’è meraviglioso essere in questa posizione! Proprio come Dio mi ha dato la Sua posizione, anche io devo dare la posizione di Dio a tutti voi. (215-341, 1.3.1991)

Se ripenso alla storia passata, quaranta anni fa ero perseguitato dalla nazione e dalle chiese ufficiali. La mia posizione era quella di un orfano espulso nel deserto. Da una posizione così terribile, dovevo realizzare la richiesta di Dio di restaurare il livello storico e creare una fondazione globale! Avevo perso la sfera culturale cristiana vittoriosa che era stata stabilita dal lato del Cielo dopo la Seconda guerra mondiale, e la fondazione dell’America, la nazione alla guida del mondo libero. Nella posizione del proprietario, non potevo fare a meno di pensare all’intenso dolore di aver perso questa fondazione e di dover realizzare daccapo il compito della restaurazione tramite indennizzo, in un periodo di quarant’anni. Potete immaginare com’ero terrorizzato, sapendo chiaramente che avrei potuto portare a conclusione la storia – qualcosa che nemmeno Dio aveva potuto fare per centinaia di migliaia o milioni di anni! (135-187, 13.11.1985)

Ho realizzato questi compiti dimenticando la pioggia e la neve. Il tramonto era come l’alba e mi dimenticavo persino di mangiare. Non potevo prendere le cose alla leggera perché conoscevo Dio, e sentivo la grave responsabilità che viene conoscendo Dio. Più di chiunque altro, io sapevo quanto Dio era addolorato. Così, anche se il mio corpo doveva essere fatto a pezzi, ridotto in polvere e disperso con un soffio, tutte quelle cellule sparpagliate potevano ancora gridare come cellule di Dio. Mi aggrappai a questo cammino di morte, accettandolo come la morte degna di un uomo. Mentre affrontavo quella situazione, la gente pensava che sarei perito e scomparso, ma le cose non sono andate così. (137-178, 1.1.1986)

Poiché sapevo quanto era grande e amaro il dolore che riempiva il cielo e la terra, dovevo confortare Dio persino quando vomitavo sangue. Chi mai potrebbe capire la triste realtà della mia posizione di Vero Genitore, che non mi permetteva di pregare: «Dio, sto per morire. Ti prego, salvami.»? Nessuno era a conoscenza di questo. Solo Dio. Solo Lui capiva il mio cuore.

Anche se ci sono tante persone che seguono la Chiesa dell’Unificazione, nessuna di loro è unita al mio pensiero. Dovete tutti capire questo. Una comunità unificazionista al di sotto della media non può stare nella sfera della liberazione. Io so che quelli che hanno ricevuto la Benedizione attualmente si comportano come i cugini del diavolo. (145-332, 1.6.1986)

Dio offrirebbe centinaia di ringraziamenti all’uomo coraggioso che confessasse di non aver combattuto abbastanza, di non avere i requisiti per versare lacrime, o di essere preoccupato che il Padre debba versare lacrime vedendolo soffrire. Dio offrirebbe quei ringraziamenti all’uomo coraggioso che, nella posizione incredibilmente penosa di essere frustato, si affliggesse perché Dio è in una posizione infelice, o si preoccupasse che Dio possa versare lacrime quando lui piange a denti stretti, dicendo: «La mia pena non è nulla, il mio dolore non è nulla». Dio offrirebbe quei ringraziamenti all’uomo coraggioso che gridasse innalzando la bandiera della vittoria come l’avanguardia, lungo la strada per vendicarsi del nemico. Dio esprimerebbe la Sua gratitudine cento volte dicendo: «Dovrei chiamarti patriota, dovrei chiamarti figlio di pietà filiale, o dovrei chiamarti uomo di virtù? In tutta la storia del mondo, non c’è stata una persona più preziosa di te». (153-269, 26.3.1964)

Fino ad oggi, io, il Reverendo Moon, ho percorso un cammino solitario come individuo. Anche se è stato un corso desolato, io conosco Dio più profondamente di chiunque altro. Nella storia tante persone solitarie hanno maledetto le loro circostanze chiedendo delle benedizioni, ma io, concentrandomi sul cuore sofferente di Dio, non ho pensato come loro, e ho detto: «Dio, non Ti preoccupare». Questa è la differenza. Non sono un uomo che si tira indietro a causa delle difficoltà personali. Un uomo che promette solennemente di morire solo dopo aver superato le prove del mondo e liberato Dio non può scrivere una lettera di resa nel suo corso individuale. Non può essere codardo. Anche se mia moglie mi è venuta contro, anche se i miei genitori mi sono venuti contro, io ho troncato il mio rapporto con loro per seguire questa strada. Ho percorso questa strada nonostante l’opposizione della mia nazione di 40 o addirittura 60 milioni di persone. (175-257, 24.4.1988)

Il tempo è così breve. L’arco di una vita non è sufficiente per correggere queste cose e compensarle. Questo è stato il corso della mia vita. Così, dal punto di vista del mondo, la mia vita dovrebbe suscitare pietà. Provate a chiedere a Dio che tipo di persona è il Reverendo Moon. La sofferenza che provo mi fa gemere nel dolore; provo una sofferenza acuta, come quella di un uomo che si dibatte in agonia mentre gli strappano il cuore. Su questa terra io sono un uomo infelice. Nessuno conosce la mia sofferenza. Le persone possono vantarsi, pensando di essere meravigliose, ma non conoscono la mia sofferenza. Non la conosce neanche la Madre. (213-278, 21.1.1990

Nessuno di voi conosce le tristi circostanze di quando sono andato nella prigione di Heungnam dopo aver perso tutta la fondazione per la quale Dio aveva lavorato con fatica per seimila anni. Lasciare il mio paese natale non era il problema. Mia moglie e mio figlio non erano il problema. Sembra ieri che piangevo per quelli che, come futura speranza del cielo e della terra, mi avrebbero dovuto accogliere come persone liberate, e invece svanirono tra le nuvole dell’inferno, scomparendo nel mondo delle tenebre, persino mentre gridavo che ci saremmo di nuovo incontrati. Sembra ieri che proclamavo: «Anche se siete scomparsi, io persevererò nel mio corso e porterò il sole luminoso del mattino per ritrovarvi e liberarvi di nuovo!».

Non posso dimenticare il suono della mia voce che gridava mentre ero in catene. Non posso dimenticare i momenti in cui ho pregato mentre ero in difficoltà. (220-205, 19.10.1991)

Se chiedo a Dio: «Dio, Tu non sei forse questo genere di persona? Il Dio che conosco è così», Dio mi prenderà la mano e piangerà profusamente chiedendo: «Come l’hai scoperto, figlio mio!». Sentendo queste cose Dio piangerà. Allora quanto sarà forte il rumore del Suo pianto! Dio sa che questa situazione non può continuare per mille anni. Così si asciuga le lacrime, smette di piangere e dice: «Figlio Mio!». Dovete capire che bisogno Dio ha di un figlio e di una figlia del genere. (176-263, 11.5.1988)

“Io diventerò il vero soldato di Dio. Per terribile che sia quanto questo campo di battaglia per Dio, io andrò in prima linea”. Questo è il mio spirito. Io non mi sono lamentato con Dio neppure una volta, persino quando la persecuzione del mondo infuriava intorno a me – persino quando ero in una posizione di estrema solitudine a causa delle persecuzioni e della sofferenza. Questo è ciò di cui posso essere orgoglioso. (193-73, 20.8.1989)

Abbiate assoluta fede in Dio! Se avete una fede assoluta in Dio, anche quando non potete trovare fede sul lato destro o sul lato o sinistro, a nord, a sud, a est, o a ovest, davanti o dietro, a sinistra o a destra, vi troverete sulla linea centrale. Con la fede assoluta troverete una posizione. Troverete la posizione assoluta, il luogo dove risiede Dio. A partire da lì tutto comincerà a risolversi. Nella via della fede, tante cose sono stabilite. Non c’è nulla da discutere. Poiché la vostra vita di fede devia, il suo angolo deve essere aggiustato, persino con la forza. Alla luce di questo, com’è grande il dolore di Dio e il dolore dell’umanità! (188-225, 26.2.1989)

6.2. Una vita dedicata a liberare Dio

Voi non sapete quanto questo mi fa arrabbiare! Nessuno nella storia può aver provato un’indignazione più grande della mia. Quando piango, non c’è nessuno che piange più amaramente di me. Nessuno potrebbe piangere più di me. Io sento il cuore di Dio che scorre dal mio cuore mentre percorro tra le lacrime mille anni di storia su questa terra, abbracciando il dolore perduto. Potete nascondere quella radice, sedervi lì, mangiare a sazietà e vivere comodamente? Nemmeno i cani mangerebbero la carcassa di uno sventurato del genere. (180-50, 20.8.1988)

Se un uomo non valica il difficile passo dell’indennizzo, servendo e confortando Dio tranquillamente e felicemente, il regno di pace sulla terra non apparirà. La persona rappresentativa e pubblica è solitaria. Quando qualcuno si alza in piedi e dice: «Il Reverendo Moon ha fatto tutte queste cose…», mi viene voglia di scoppiare a piangere. Anche se sono un vecchio di settant’anni, le cui lacrime avrebbero dovute essersi tutte prosciugate, ho dentro di me una solitudine che non può fermare il fiume di lacrime di dolore. Non dovete mai dimenticare che esiste un genitore del genere. (183-86, 29.10.1988)

Pensate a quanto tempo ho trascorso in prigione, più di cinque anni in tutto. Pensate a come la pioggia che sgocciola da una grondaia a poco a poco forma un buco nella roccia. Nessuno di voi saprà quanto ho pianto amaramente mentre fissavo quelle gocce d’acqua, pensando a come avrei voluto che le lacrime del mio amore potessero scavare un buco nella roccia d’angoscia piantata nel cuore di Dio. Contemplando la corrente di un ruscello pensavo a come sarebbe stato meraviglioso se quel corso d’acqua avesse potuto essere puro e incontaminato, servendo Dio in modo che potesse venire a farci il bagno dentro! Come sarebbe stato meraviglioso se avessi potuto essere un bambino che preparava quella casa o quel luogo di riposo per Dio. Se non sperimentate questo profondo mondo del cuore, non avete nulla a che fare con Dio. (185-45, 1.1.1989)

Per quanto tempo ho represso la mia indignazione? Quante volte sono stato sopraffatto al punto che i miei cinque organi di senso soffocavano? Non era per incontrare tutti voi. Era per portare i sovrani dell’umanità a sottomettersi, ma non attraverso il mio corpo o coi fucili e con le spade. Se non li porterò a sottomettersi in modo naturale, influenzando il loro cuore attraverso il lignaggio dell’amore, il giardino della pace che Dio desidera non verrà in cielo e sulla terra. Sarà impossibile costruire il regno di pace. (197-348, 20.1.1990)

Ci sono tante difficoltà mentre viviamo in questo mondo! Chissà cosa ci capiterà oggi? Le persone che non sanno liberarsi di questo ambiente terribile hanno una vita miserabile. Chi sarà il maestro che può fare loro da guida in mezzo a questo ambiente di paura e di caos? Non esiste nessun maestro. Io ho dovuto piangere amaramente e lottare a causa di questo problema. Se Dio esiste, perché non potrebbe svolgere il ruolo dell’insegnante? In effetti Dio è un maestro il cui principio è l’amore. Non sapendolo, abbiamo provato risentimento verso di Lui. Dio è un maestro centrato sull’amore. (203-228, 26.6.1990)

Una volta rientrai alla sera spossato. Dopo aver dormito un po’ mi svegliai, mi lavai la faccia e mi feci la barba. La Madre mi guardò e disse ridendo: «Ti lavi e ti radi quando ti alzi alla mattina. Perché lo stai facendo adesso?». Ecco come vivo. Il mio cuore va in una sola direzione. Lo sforzo devoto è rivolto in una direzione. Provate, pregando, a chiedere a Dio che tipo di persona sono. Dio gemerà nel dolore. Piangerà così amaramente che la lingua Gli uscirà fuori e non vorrà più rientrare. Dovete sapere che queste sono le circostanze della mia vita. (221-163, 23.10.1991)

Per l’umanità caduta io sono il salvatore, ma dal punto di vista di Dio io sono il Vero Figlio e il Vero Genitore che realizzerà l’ideale di creazione del vero amore perduto all’inizio. Il salvatore è colui che ha aperto la strada del sacrificio, offrendo la propria vita per liberare l’angoscia di Dio che è cominciata con la caduta. Il Salvatore non vive solo nella gloria; piange assieme al cuore di Dio e si preoccupa profondamente di mettere in ginocchio Satana. (232-225, 7.7.1992)

Dio, volete farlo il Dio di chi? Farete di Lui il Dio dell’America? Il Dio della Corea? Farete di Lui il vostro Dio? Di chi? Siete così avidi! Se volete fare di Lui il vostro Dio dovete lavorare per Dio più che per il vostro popolo. Se Dio ama il Reverendo Moon e voi potete impegnarvi più del Reverendo Moon, Dio sicuramente amerà voi più di me. Non è una formula infallibile? Su questo non ci sono obiezioni. Io voglio vedere delle persone che sono più brave di me a consolare Dio, a fare la volontà di Dio e offrire un servizio nobile a Dio. Se volessi delle persone con una capacità inferiore alla mia, sarei un dittatore. (184-224, 1.1.1989)

Se in una maratona un corridore ha completato l’80 percento della corsa dalla linea di partenza ed è in testa di 100 o 1000 metri, ma a quel punto cade, è finito tutto. Quando un campione corre in una maratona, gli spettatori dicono forse: «Ehi, rallenta!» Dicono: «Corri più forte!» finché non cade a terra. La stessa cosa vale per me. Io devo battere il record. Solo quando stabilisco il record, posso ricevere la ricompensa più alta di Dio con la coscienza tranquilla. Fino a quel momento mi devo spingere. (230-186, 3.5.1992)

Qualcosa è andato storto nel punto d’inizio. È stato così terribile come dire: «Qualcosa è andato storto alla mia nascita! Santo cielo, ora che sono cresciuto, vedo che sono un figlio adottivo di mendicanti; ero il figlio di un mendicante, preso da un orfanotrofio». È persino peggio che essere il figlio di un mendicante. Quando eravate giovani, pensavate che i vostri genitori erano veramente i vostri genitori, ma poi vi siete resi conto di essere il figlio di un mendicante. Cosa succederà alla vostra famiglia se scopriranno che siete di origini così umili? I vostri familiari saranno sicuramente sconvolti e piangeranno amaramente. Come sareste scioccati di scoprire che siete stati allevati in un orfanotrofio, mentre pensavate che la madre e il padre che vi hanno allevato erano realmente i vostri genitori! Se questo è uno shock persino nel mondo profano, sarà un trauma ancora più grande per Dio vedere i principi della Sua corona, che dovevano ereditare la Sua sovranità e il palazzo celeste, andare in giro con quella gentaglia e diventare i re dell’inferno. (216-107, 9.3.1991)

Essere marito e moglie secondo il concetto del Reverendo Moon e della Chiesa dell’Unificazione significa servire il Genitore eterno per mille o diecimila anni come un figlio e una figlia nati dalla discendenza di Dio e ottenere la qualifica di un figlio e di una figlia che Dio può lodare eternamente come Suoi. Solo passando per questa posizione potete curare le ferite derivate dalla caduta e che rimangono nel cuore di Dio.

Quando stringete Dio e Gli dite: «Padre, quanto hai faticato!», Dio piangerà sentendo le vostre parole. Scoppierà in lacrime dicendo: «Grazie; ho fatto questo nel corso di migliaia di anni di storia». Sono passate decine e decine di milioni di anni dalla creazione dell’umanità. Non sono solo seimila anni come indica la Bibbia sulla base della storia delle culture riportata nelle sue pagine. In realtà sono passati decine di milioni di anni da quando Dio ha deciso di iniziare la provvidenza di salvezza. (232-138, 3.7.1992)

In passato riconoscevo subito le persone che venivano alla Chiesa dell’Unificazione con lo scopo di usarla per i loro motivi personali; quelle persone facevano ogni genere di cose. Sapevo chi erano, eppure lasciavo che mi ingannassero. Perché agivo così? Perché Dio ha fatto così fino ad oggi. Quando le persone mi tradivano e mi voltavano le spalle, sarei potuto esplodere di rabbia e di risentimento dicendo: «Quegli sciagurati dovrebbero essere colpiti da un fulmine». Ma pensando al cuore di Dio che desidera il loro ritorno, non potevo farlo. Ogni volta che stringevo il cuore sofferente di Dio e avevo il cuore disposto a perdonare, si creava un nuovo segmento, come quello di una canna di bambù. Capite? Si creava un segmento della Chiesa dell’Unificazione. Ecco perché stiamo formando dei segmenti familiari, dei segmenti tribali e dei segmenti nazionali. (197-312, 20.1.1990)

Non dovete lasciare che l’angoscia di questo storico maestro e il dolore storico di Dio passino inosservati. Dovete conservare dolcemente l’amore nella parte più profonda del vostro cuore. Quando incontrerete Dio nell’altro mondo, dovrete abbracciarLo e versare lacrime, dicendo: «Sapevo del Tuo dolore e quindi ho cercato di allinearmi, ma non ci sono riuscito. Ti prego, perdonami». Se vi guiderà questo tipo di cuore, anche se piangerete tenendovi stretti a Dio, Lui piangerà insieme a voi e vi abbraccerà. Io credo che la liberazione non sia possibile senza un giorno come questo. Per quanto l’amore di una moglie sia grande, non può raggiungere quel livello, e per quanto l’amore di un genitore sia grande, non può raggiungere quel livello. Sapendo queste cose, per realizzare la liberazione non ho avuto il tempo di distogliere gli occhi da questo compito e di seguire una via traversa. (184-246, 1.1.1989)

Fino al nostro prossimo incontro, dovete pensare a me giorno e notte. Pensate a me quando vi viene fame. Anche se non mangiate, fate le cose che faccio io per la volontà di Dio. Quando vi viene sonnolenza, perseverate per la volontà di Dio, pensando a me che vado avanti senza dormire. Dovete pensare al vostro maestro che resiste senza vendicarsi di fronte alle calunnie. Essendo ancora più giusti nel vostro cuore, dovete essere assetati della vittoria di domani e andare avanti decisi ad ottenere dei risultati e a vedere i vostri nemici arrendersi a voi in modo naturale. Solo attraverso questi sforzi, voi assieme a questo popolo potrete trovare la via della vita. (82-48, 30.12.1975)

Una volta ricevetti la notizia che un membro era stato condannato a morte. Come potevo io, il fondatore della Chiesa dell’Unificazione, trascorrere la notte senza lacrime dopo aver sentito questo? Quanta pena provai! Se non mi avesse conosciuto, questo non sarebbe sicuramente successo. Mentre percorreva la sua ultima strada volgendosi verso oriente in direzione della Corea e diceva: «Ora io andrò», augurandomi lunga vita, sapete cosa provava il mio cuore per non poter stringere e salvare quella persona che aveva seguito, aldilà dei confini della sua nazione, il maestro che non aveva mai incontrato? Conoscendo il cuore del cielo che ha compassione di quelli che sono tenuti prigionieri, nel dolore e nella sofferenza sotto le tribolazioni del diavolo, dovevo spingere giorno e notte persone come lui ad andare avanti. (201-152, 30.3.1990)

Io non ho mai pensato, nemmeno in sogno, di diventare il fondatore della Chiesa dell’Unificazione. Anche ora è la stessa cosa. Non ho il concetto di essere il fondatore di una religione. Sono semplicemente un uomo ordinario. Persino oggi non mi sono messo il vestito o la cravatta. Mi sento a mio agio solo in un abbigliamento più semplice. Perché? Perché so che persino in questo momento in tutto il mondo i membri della Chiesa dell’Unificazione, con gli abiti inzuppati dalla pioggia che cola dalle grondaie, provano un desiderio struggente per me, mi augurano lunga vita e offrono inchini. Non posso ignorare le situazioni delle persone che pregano per me perché riceva benedizioni. Così, quando apro gli occhi, non riesco a dormire. Io vivo come il fondatore di una religione, ma mi sento come un peccatore. Ecco perché i membri della Chiesa dell’Unificazione non possono ignorarmi. (197-162, 13.1.1990)

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