Primo Punto – Compagni con Cristo nello Stabilire il Regno dei Cieli

천일국 주인 >우리 가정은 참사랑을 중심하고, 본향땅을 찾아, 본연의 창조이상인 지상천국과 천상천국을 창건할 것을 맹세하나이다

La nostra famiglia, proprietaria della Cheon Il Guk, giura di perseguire la madrepatria originale e di costruire il Regno di Dio in Terra ed in Cielo, ideale originale della creazione, mettendo al centro il Vero Amore.

Prima di iniziare qualsiasi cosa nella nostra vita, dovremmo chiarire il nostro scopo. In base alle motivazioni che spingono il cuore agli amanti, il loro amore può essere definito vero o falso, non è così? Un prerequisito per vivere una vita di vero amore e diventare una vera famiglia è avere un vero obiettivo. Una volta che ci siamo dati un vero obiettivo, tutto ciò che facciamo contribuisce al nostro successo finale. Il Giuramento della Famiglia quindi comincia con una dichiarazione di scopo e di impegno: vivere al servizio del Regno di Dio. Gesù insegno ai suoi seguaci “cercate prima il regno di Dio e fate la sua volontà” (Mt 6:33). Allo stesso modo, con il primo punto del Giuramento ci impegniamo come individui e come famiglie ad essere compagni di Cristo nello stabilire il Regno di Dio.

Il Regno di Dio è il Giardino dell’Eden restaurato. Quindi le istituzioni della vita nell’Eden saranno ricreate nel regno di Dio. Nel Giardino dell’Eden, Dio stabilì solo una istituzione – la famiglia. Questa visione è così importante che le parole di Dio ad Adamo ed Eva “l’uomo lascerà suo padre e sua madre, si unirà alla sua donna e i due saranno una cosa sola” (Gen 2:24), si trovano 6 volte nella Bibbia, più frequentemente di qualsiasi altro versetto1. Una vera famiglia è indissolubilmente legata al Regno di Dio. Era così nell’Eden, e sarà così alla fine dei tempi, come indicato dall’immagine della sposa nell’Apocalisse.

Purtroppo, poche famiglie oggi cercano il Regno di Dio. Mariti e mogli raramente diventano come “un solo corpo” in modo assoluto e per sempre. Questo significa che non sono vere famiglie in accordo all’intenzione originale di Dio e non sono qualificate per vivere nel Regno.

Una famiglia impegnata nel costruire il Regno di Dio è un collaboratore di Cristo e vive secondo lo standard del Suo vero amore. Il vero amore dovrebbe splendere in tutte le relazioni familiari: tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle. Inoltre, una vera famiglia serve generosamente la comunità. Essa diffonde la luce della bontà e dell’amore ai vicini e ai parenti, stimolando i loro cuori a moltiplicare la carità, la pace e la buona volontà. Gesù disse:

Siete voi la luce del mondo. Una città costruita sopra una montagna non può rimanere nascosta. Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma piuttosto per metterla in alto, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così deve risplendere la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano il bene che voi fate e ringrazino il Padre vostro che è in cielo. – Mt 5:14-16

Tutti accoglieranno a braccia aperte e apprezzeranno i membri di una tale famiglia, vedendo in loro degli insegnanti naturali, dei genitori e dei leader della comunità. In questo modo, la famiglia trova la propria patria originale, un luogo d’amore e di gioia, dove ci si sente davvero a casa. Inoltre, man mano che le famiglie si rinnovano come vere famiglie, trasformano la vita delle loro città natali. Le vere famiglie sono il lievito che trasforma le loro tribù e le loro comunità nel regno di Dio (Mt 13:33).

La Ricerca della Nostra Patria Originale

Quando Dio stabilì la prima famiglia, diede ad Adamo ed Eva un ambiente meraviglioso nel quale vivere. Li mise in mezzo all’Eden, un giardino favoloso nel quale si sarebbero sempre sentiti a casa. La famiglia di Adamo ed Eva era destinata a sbocciare in un mondo che avrebbe riflesso il loro amore. Questo mondo avrebbe mostrato la pace, l’armonia e la felicità della famiglia di Adamo ed Eva attraverso bellissimi fiori, abbondanti raccolti e la pacifica convivenza con i suoi animali (Is 11:6-9). Il Giardino dell’Eden sarebbe stato la nostra patria originale, che avrebbe riflesso l’amore nei nostri cuori con la sua bellezza. Tuttavia, poiché Adamo ed Eva caddero, essi furono espulsi dalla loro terra natale.

Allo scopo di indennizzare l’errore di Adamo ed Eva, Dio chiese ai Suoi campioni di lasciare volontariamente la propria casa e partire per una nuova terra dove avrebbero potuto costituire un ambiente sotto la sovranità di Dio. Abramo, Isacco, Giacobbe e Mosè seguirono questa strada. Anche Maometto, Buddha e Confucio lasciarono la loro casa e peregrinarono in terre ostili, alla ricerca di qualcosa di meglio promesso da Dio – o nel caso di Buddha, la sua esistenza originale.

In realtà tutte le persone cadute sono vagabonde, allontanate dal Giardino dell’Eden, la terra natale dell’umanità. I vagabondi non possiedono niente e non ne hanno il diritto. Ciononostante, attraverso la grazia della Benedizione di Dio, la nostra famiglia ha ricevuto il diritto di tornare all’Eden. Il primo punto del Giuramento ci invita a compiere quel viaggio di ritorno. Tuttavia, non si tratta di un cammino facile. Dobbiamo lottare per reclamare la nostra patria, pezzo per pezzo.

Ricercare la nostra patria originale ha poco a che vedere con la semplice ricerca delle proprie origini. Nella storia non c’è stata nemmeno una nazione sotto la completa sovranità di Dio, risplendente del suo vero amore. Neppur il paese più prospero può essere paragonato alla speranza originale di Dio per l’umanità, vivere nel Giardino dell’Eden. Nessuno ha mai vissuto nella terra originale. Dunque, la nostra ricerca della patria originale (찾아, ch’aja) è un’impresa da pionieri2.

Uno dei significati della nostra patria originale è la nostra terra natale – ma non come noi ce la ricordiamo. Il Giardino dell’Eden era il luogo dove Adamo ed Eva nacquero e dove fu loro data la promessa originale della benedizione di Dio. Tuttavia, fu anche il luogo in cui Lucifero corruppe il loro amore, la loro vita e il loro lignaggio. Allo stesso modo, la nostra terra natale, il luogo dove siamo nati e la terra dei nostri cari, è il luogo di profondi legami emotivi: le case, la proprietà e il vicinato nel quale siamo nati, abbiamo giocato, abbiamo frequentato la scuola e abbiamo lavorato. E nonostante tutto ciò, questi legami sono pervasi da un amore e un livello di comprensione caduti. Di conseguenza, fintanto che la nostra terra natale rimane da restaurare, continuiamo a vivere come stranieri, con la minaccia costante della negatività dell’ambiente immediatamente circostante. Questa fu anche l’esperienza di Gesù nella sua Nazareth, al punto che disse “Un profeta è disprezzato soprattutto nella sua patria, tra i suoi parenti e nella sua famiglia” (Mc 6:4).

Visto da un’altra prospettiva, il Giardino dell’Eden era molto più esteso del luogo circoscritto in cui Adamo ed Eva vissero. Esso è simbolo del mondo intero, la dimora promessa ai discendenti di Adamo ed Eva, se avessero realizzato la benedizione di Dio di moltiplicarsi e riempire la terra (Gen 1:28). Invece, quando Adamo ed Eva caddero, la loro cacciata dal Giardino dell’Eden significò che non avremmo più potuto trovare l’Eden sulla faccia della terra. Per noi, la nostra terra natale significa anche l’ideale del Regno di Dio, che siamo chiamati insieme a realizzare sulla terra. Quindi emerge questo doppio significato: completiamo con Cristo la nostra missione nella nostra terra natale e in tal modo contribuiamo alla completezza del Regno, in senso globale. Padre Moon chiama Messia Tribali le famiglie che collaborano con Cristo nel realizzare questo progetto.

Nella ricerca della nostra terra originale, il percorso inizia come emarginati dal Giardino dell’Eden, stranieri in una terra spinosa e ostile. Una volta arrivati nella nostra terra natale, la troviamo corrotta e mondana nei suoi sentimenti; le abitudini malvagie delle persone hanno compromesso il suo valore; i sorrisi celano in realtà oscuri secreti. Il nostro lignaggio, discendendo da tante generazioni di antenati, ha accumulato un’infinità di peccati e crimini: omicidi, furti e tradimenti. Molti dei nostri antenati sono morti ancora pieni di aspri rancori, speranze infrante e amarezza nel cuore. È necessario un duro lavoro per dissodare questa terra inaridita, rovesciare le sue erbe spinose e renderla adatta per nutrire persone d’amore e di bontà. Recuperando la radice di bontà e facendola rivivere nei suoi abitanti, la terra natale può diventare la terra originale che stavamo cercando.

Giacobbe da prendere come esempio, poiché lottò con tutte le sue forze nel tentativo di recuperare la sua terra originale. Giacobbe conduceva una vita agiata in Aran. Tuttavia, pur temendo di affrontare la collera di suo fratello, non si diede pace finché non si fu riconciliato con Esaù e finché non fu tornato alla sua terra. La storia di Giacobbe ci insegna che non possiamo sentirci accolti nella nostra terra natale se non affrontiamo l’ostilità della nostra famiglia, vincendola con amore e saggezza. Gesù disse “Se aveste una fede piccola come un granello di senape, voi potreste dire a questa pianta di gelso: ‘Togliti via da questo terreno e vai a piantarti nel mare!’ Ebbene, se aveste fede, quell’albero farebbe come avete detto voi” (Lc 17:6). Questa metafora significa anche che, con un briciolo di sincera fede, saremo in grado di sradicare la nostra famiglia del lignaggio satanico e ripiantarla nel lignaggio di Dio.

Cercare la nostra terra originale include tre aspetti. Primo, restaurare l’ambiente della nostra terra natale. Secondo, restaurare i nostri antenati. Terzo, trasformare la comunità nella dimora in cui Dio e gli esseri umani possono risiedere, nel senso più pieno.

Restaurare l’ambiente

Prima di creare gli esseri umani, Dio costituì un ambiente gradevole a sostegno dell’uomo, dove avrebbero potuto vivere nella gioia del vero amore.

Allo stesso modo, prima che la famiglia viva nel vero amore, dobbiamo occuparci dell’ambiente circostante.

La restaurazione dell’ambiente inizia dalla casa, la nostra proprietà. Satana usurpò la posizione di “signore di questo mondo” (Gv 12:31) e Dio perse il diritto di proprietà. Di conseguenza, nemmeno Gesù possedette niente, “il Figlio dell’uomo non ha un posto dove poter riposare” (Mt 8:20). Il mondo era contaminato e non era perciò degno di Lui.

Di conseguenza, Dio dovette stabilire le offerte come processo per reclamare la proprietà delle cose da Satana. Per poter esercitare il diritto divino di proprietà sulle nostre stesse proprietà, dobbiamo prima offrirle completamente a Dio. La decima andrebbe offerta con questa attitudine; altrimenti, Satana ha diritto a rivendicarla. Il nostro obiettivo è di purificare tutti i nostri beni da qualsiasi legame con il peccato. Quindi, la cosa migliore è offrire le nostre cose più preziose, come Abramo offrì suo figlio Isacco. In questo modo possiamo liberare completamente le nostre proprietà dall’antica connessione con la Caduta che le contamina.

Questo è un aspetto di ciò che Padre Moon chiama la “rivoluzione attraverso l’espiazione” che dobbiamo intraprendere nel cammino verso il Regno di Dio.

La rivoluzione attraverso l’espiazione significa che dovete offrire tutto. Grazie a questa offerta, voi potete recuperare diritti di proprietà interiori ed esteriori e stabilire uno standard che trascende la dimensione in cui Satana può avanzare rivendicazioni… Dovete attraversare un corso rivoluzionario e cedere tutte le vostre proprietà e tutti i vostri diritti esteriori di proprietà al Cielo. Una volta che avete reciso tutti legami con il mondo satanico e vi siete separati da Satana, erediterete le benedizioni del Cielo. Questo significa contribuire alla prosperità del Cielo con proprietà purificate, che Satana non potrà più reclamare.3

Inoltre, dobbiamo prenderci cura dell’ambiente in senso più ampio. La salute del mondo è messa in pericolo dall’inquinamento e dalla distruzione dell’habitat naturale. L’aria che respiriamo e l’acqua che beviamo sono contaminate di prodotti chimici. Lo strato di ozono si sta assottigliando, la vita negli oceani è devastata da perdite di petrolio, la foresta amazzonica viene a poco a poco bruciata. Tutto ciò danneggia i “polmoni” del pianeta e minaccia la base della vita. Tuttavia, la causa di questi problemi non sta nell’ambiente, ma negli esseri umani. La Bibbia riporta che Adamo ed Eva furono espulsi dalla fertilità del Giardino dell’Eden e posti in un ambiente duro e improduttivo. La natura è ostile a causa del peccato, come disse il profeta Osea:

Io, il Signore, voglio fare un processo agli abitanti di questa regione perché non c’è né amore né fedeltà, e la gente non mi riconosce come Dio. Fanno giuramenti e non li mantengono. Dicono falsità, uccidono, rubano e commettono adulterio. Compiono un assassinio dopo l’altro, le violenze si moltiplicano. Così la terra si inaridisce, e tutto quel che c’è su di essa muore.

Anche gli animali che sono sulla terra, gli uccelli e i pesci, moriranno tutti” – Os 4:1-3

Anche se gli uomini cercano di contenere gli effetti dell’inquinamento ambientale, vi è un’altra forma di inquinamento, più insidiosa, che avanza incontrastata – l’inquinamento spirituale. Dovunque volgiamo il nostro sguardo, siamo circondati da situazioni che degradano lo spirito umano. La televisione, la radio e i film ci bombardano costantemente con immagini di sesso libero, violenza gratuita, sfruttamento della donna e ci propinano uno stile di vita narcisistico di consumo sfrenato. La pubblicità ci spinge incessantemente a “comprare, comprare”, cercando di trasmettere in modo subdolo che la felicità sta nel possedere cose e che i soldi possono comprare l’amore. Il suo messaggio invita i bambini a trascurare i propri genitori, le mogli a pensare che i propri mariti siano imbecilli e porta gli adolescenti a vivere la sessualità in modo libero e casuale, come fosse loro diritto naturale. L’Apocalisse descrive questo quadro con l’immagine della prostituta di Babilonia, della quale viene detto che “…i mercanti si sono arricchiti con la sua ricchezza favolosa” (Ap 18:3)

Supereremo molte difficoltà se purifichiamo la nostra terra natale dalla contaminazione spirituale e se la rendiamo un ambiente adatto alla vita e alla crescita dei nostri figli. È un compito difficile, ma qualcuno deve farlo. Come proprietari della Nazione della Pace e dell’Unità Cosmica non possiamo stare seduti e aspettare che qualcun altro pulisca la nostra città. Con senso di responsabilità, dovremmo essere i primi ad agire. L’etica di Padre Moon è semplice “Prendete responsabilità per i problemi più difficili nella vostra nazione. Prendete responsabilità per i problemi più difficili della vostra chiesa”.4 Il servizio della nostra famiglia, la leadership e l’esempio possono trasformare l’intera comunità. C’è un detto ebraico: “Quando l’uomo giusto è in città, ne è il suo lustro, la sua grandezza e la sua gloria”.5

Restaurare i Nostri Antenati

I nostri antenati formano un ambiente spirituale invisibile, che influenza la nostra vita terrena in diversi modi. I buoni antenati sono come angeli custodi, ci proteggono dal male e ci guidano nella buona sorte. Gli antenati malvagi e tormentati, attraverso la loro influenza, emanano sulla nostra famiglia un alone spirituale, dalle loro anime ancora non pentite. Possono provocare malattie, incidenti ed altri eventi sfortunati. All’aumentare del numero e della potenza di buoni spiriti attorno a noi, le nostre famiglie possono migliorare la fondazione spirituale che ci garantisce una vita di successo.

Quando i missionari cristiani arrivarono in Oriente e condannarono il “culto degli antenati” come idolatria, causarono grandi incomprensioni. In effetti, le persone più superficiali veneravano gli antenati per paura, propiziandoseli per allontanare le sventure da sé. In realtà, secondo la tradizione orientale, questa usanza confuciana non è da intendere come venerazione degli antenati, ma piuttosto come una forma di rispetto verso di loro. Per molti coreani non vi era alcuna contraddizione nel venerare gli antenati e Dio allo stesso tempo, poiché consideravano quest’ultimo il loro Primo Antenato. Inoltre, la condanna cristiana del culto degli antenati provocò la separazione dei vivi dai morti, minando l’unità della famiglia.

Noi non veneriamo gli antenati; piuttosto, desideriamo salvarli e portarli nel regno celeste dell’amore di Dio. Desideriamo restaurare i nostri antenati, con lo scopo di liberarli e accoglierli nella nostra famiglia benedetta. Desideriamo incontrarli in spirito, congratularci con loro per la loro nuova vita e invitarli a vivere con noi e collaborare nel lavoro del Signore. Un giorno li ritroveremo in cielo! Insieme stiamo costruendo il Regno di Dio, nel quale mondo spirituale e mondo fisico vivono insieme.

Possiamo restaurare i nostri antenati amando i nostri genitori e gli altri membri della tribù sulla terra. Quando per la prima volta abbiamo deciso di seguire una nuova religione, alcuni membri della nostra famiglia potrebbero averci perseguitato. I discepoli di Gesù affrontarono qualcosa di simile, portando Gesù a dire “Chi ama suo padre o sua madre più di quanto ama me, non è degno di me; chi ama suo figlio o sua figlia più di me, non è degno di me.” (Mt 10:37) Tuttavia, i loro sentimenti negativi potrebbero essere sommati a quelli di generazioni di antenati prima di loro, molti dei quali sono legati alle vecchie tradizioni. Amando i nostri genitori e parenti sulla terra e attenuando le loro paure, apriamo anche una strada di benefici per i nostri antenati nel mondo spirituale. Come spiegheremo più avanti parlando del quinto punto del giuramento, essi vengono restaurati quando i loro oggetti partner sulla terra sono restaurati.6

Creare una Comunità d’Amore

Una famiglia di vero amore costituisce un’influenza positiva per la comunità nella quale vive. La comprensione dei genitori verso i propri figli sviluppa la capacità di amare i figli degli altri. La capacità dei fratelli di risolvere i litigi nella famiglia consente di portare pace tra gli amici. A questo proposito, il filosofo cinese Mencio ci diede questo insegnamento: “l’Impero ha la sua base nello stato, lo stato nella famiglia e la famiglia nell’individuo.”7 Mencio parlava di estendere le relazioni nella famiglia naturale anche all’esterno della famiglia, come base naturale della vita sociale. Fece l’esempio di un passante che vede un bambino cadere in un pozzo profondo. Istintivamente il suo cuore si riempie di compassione, il passante interrompe ciò che sta facendo e corre a salvare il bambino. Questo è “il cuore che soffre nel vedere la sofferenza altrui”8. Una tale empatia di cuore fu palesata quando una bambina di due anni cadde in un pozzo nel Texas. Tutta l’America seguì col fiato sospeso l’arrivo dei volontari al pozzo. Regali e lettere furono mandati ai genitori e l’intera nazione tirò un sospirò di sollievo quando la bambina fu tratta in salvo.

I “valori familiari” vengono a volte intesi come porre la propria famiglia sopra tutto il resto. Ma il vero amore, per sua natura, non ha limiti di tal genere. Non si ferma alla famiglia, ma si espande per raggiungere la comunità, la nazione e il mondo. Gesù disse “Siete voi la luce del mondo. Una città costruita sopra una montagna non può rimanere nascosta. Non si accende una lampada per metterla sotto un secchio, ma piuttosto per metterla in alto, perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.” (Mt 5:14-15). Possiamo paragonare la diffusione del vero amore ai meccanismi di un proiettore a scorrimento. Il vero amore è la luce, che permea attraverso la lente della famiglia sullo schermo di proiezione del mondo. Esattamente come la lente controlla il fuoco, la condizione della famiglia è il fattore cruciale perché la società allargata – l’immagine sullo schermo – sia chiara e piena di colori vibranti. Famiglie di vero amore splenderanno su una società di vero amore.

Le famiglie testimoniano del loro vero amore attraverso il beneficio che portano alla collettività. Attraverso l’amore altruistico, il servizio e l’amore, diventano i leader interiori, spirituali della loro comunità. Una famiglia che vive per il bene degli altri diventa un esempio per molte altre famiglie. Attraverso l’esempio di pace, tali famiglie diventano il lievito che trasforma la società (Mt 13:33).

L’Ideale Originale di Creazione

L’obiettivo del primo punto del giuramento è di costruire il Regno di Dio in terra e in cielo, l’ideale di creazione originale. Le parole “in terra e in cielo” sono le traduzioni di una singola parola coreana, il “cosmo” (천주, cheonju).

Cosmo significa cielo e terra. Mettiamo da parte il significato comune del termine “cosmo” utilizzato in astronomia per indicare l’universo fisico, materiale. Nel Nuovo Testamento, la parola greca kosmos, che viene tradotta come “mondo” (world) nella maggior parte delle versioni inglesi della Bibbia, ha tre significati principali: l’intero universo esistente, il mondo dell’umanità e l’esistenza secolare. Poniamo la nostra attenzione sul primo di questi significati, che si ritrova più di 15 volte nel Nuovo Testamento. Nel vangelo di Giovanni, il Figlio pre-esisteva “…prima della creazione del mondo” (Gv 17:24); infatti, “…il mondo è stato fatto per mezzo di lui…” (Gv 1:10). Questo significato di cosmo include il regno angelico e il regno spirituale, come scrisse Paolo “…spettacolo al mondo intero [kosmos], agli angeli e agli uomini.” (1Cor 4:9) e “…eravamo come fanciulli sotto il dominio degli spiriti che governavano il mondo [kosmos]” (Gal 4:3). Il cosmo comprende chiaramente sia il cielo che la terra, come leggiamo in Atti, “Egli è colui che ha fatto il mondo [kosmos] e tutto quello che esso contiene. Egli è il Signore del cielo e della terra, e non abita in templi costruiti dagli uomini” (At 17:24).

Come discuteremo nel punto numero cinque, il mondo terreno e il mondo spirituale si influenzano vicendevolmente. Le esalazioni nocive dell’inferno spingono le persone a commettere crimini, mentre la luminosità del cielo ispira le persone a buone azioni. Quindi, la società terrena e il mondo spirituale hanno bisogno entrambi di essere restaurati insieme. Per questa ragione, la Bibbia descrive la venuta del Regno con le parole, “…un nuovo cielo e una nuova terra…” (Ap 21:1).

Quando chiesero a Gesù dove fosse il Regno d Dio, egli rispose “…il regno di Dio è già in mezzo a voi” (Lc 17:21). Gesù stava dicendo che l’ideale di creazione di Dio comincia dal livello dell’individuo. Ogni individuo crea una fondazione per realizzare l’ideale di Dio in sé stesso. Comunque, la visione del Regno presentata nell’Apocalisse mostra che Dio risiede nei gruppi umani, “Ecco l’abitazione di Dio fra gli uomini…” (Ap 21:3) e il gruppo fondamentale tra tutti è la famiglia. A cominciare dalla famiglia, la dimensione dell’ideale di creazione di Dio dovrebbe espandere il proprio scopo fino a riempire il cielo e la terra. Quando raggiunge il livello nazionale, si manifesterà come una nazione sotto il dominio di Cristo: (Ap 11:15) “Ora comincia nel mondo il regno di Dio nostro Signore e del suo Cristo”. Quando si espande per riempire il mondo, si manifesterà in un mondo di pace, come prefigurato in Isaia 2:4, “…trasformeranno le loro spade in aratri e le lance in falci. Le nazioni non saranno più in lotta tra loro e cesseranno di prepararsi alla guerra”.

Tante persone hanno proposto visioni del mondo ideale, utopie che hanno catturato l’immaginazione umana. Il comunismo, dopo la sua caduta, si è rivelato una forte delusione, che ha sacrificato milioni di vite nel vano perseguimento di un’utopia basata sull’uguaglianza economica. Oggi l’America gode di prosperità, libertà e democrazia, ma nonostante tutte queste benedizioni, la sua società è chiaramente in declino. Il fondamento per una società pacifica e prospera si trova evidentemente in qualcos’altro, in individui e famiglie che portano gioia a Dio, vivendo in accordo al Suo piano originale.

L’ideale originale di creazione, in coreano 창조이상인 (changjoisangin), è un mondo che realizza il piano originale di Dio. È un mondo ideale fondato nel cuore e nell’amore di Dio, che Egli intendeva cominciare con una famiglia; in seguito si sarebbe espanso con la moltiplicazione dei suoi discendenti, che avrebbero riempito la terra (Genesi 1:28). Tragicamente, i primi antenati umani caddero e divennero persone incapaci di realizzare l’ideale originale di creazione; questo significa la loro espulsione dal Giardino di Eden. Allo stesso modo, il mondo che i loro discendenti hanno costruito è molto lontano dall’ideale originale.

Oggi, ci sono i Veri Genitori. Essi hanno stabilito l’ideale originale di creazione nella loro famiglia. Sono la prima famiglia nella storia! Attraverso la nostra connessione con loro, anche noi possiamo realizzare l’ideale di creazione nelle nostre famiglie e contribuire ad espanderlo nella nostra comunità, nella nazione, nel mondo e nel cosmo.

Il Regno di Dio in Terra

Le persone sognano il mondo di Dio. Tuttavia, l’umanità caduta, privata della sua connessione con il cuore e l’amore di Dio, può solo trovare delle orme di quell’ideale, una visione “confusa, come in un antico specchio” (1Cor 13:12). Noi però continuiamo a sognare; è insito nella nostra natura originale. Persone motivate da ideali utopistici, sia religiosi che secolari, non possono accettare lo status quo. Sono persone rivoluzionarie che incitano al miglioramento sociale. L’America fu fondata da un gruppo di Puritani. Essi non potevano sopportare la vita in Inghilterra, con le oppressive restrizioni della chiesa e dell’aristocrazia. Aspiravano a creare una società cristiana di co-prosperità, una “città sulla collina” nel Mondo Nuovo. La Rivoluzione Francese, che rovesciò una monarchia corrotta e oppressiva, fu alimentata dagli ideali di “libertà, uguaglianza e fratellanza”, definiti come qualità naturali della vita umana. Tutti i traguardi sociali raggiunti dal XVI secolo in avanti hanno la propria radice nel desiderio di vedere il Regno di Dio: la democrazia, l’abolizionismo della schiavitù, i diritti civili, l’uguaglianza per le donne e la garanzia del benessere sociale.

Comunque, nonostante questi sforzi nel costruire una società ideale, la realtà delude i nostri sogni. La Rivoluzione Francese portò ad una sanguinosa epoca di terrore. La democrazia americana permise la schiavitù e il razzismo. Oggi il suo ideale di libertà si è tramutato nella licenza di concedersi all’immoralità. La sua democrazia sta degenerando in una sgradevole partigianeria, mentre la distanza tra ricchi e poveri si allarga. La causa di questi problemi sta nella mancanza di una sufficiente fondazione spirituale. La chiave per costruire una società più perfetta sta in ultima analisi nell’elevamento della vita spirituale e morale dei suoi cittadini, collegando tutti al vero amore e al cuore di Dio. Questo dovrebbe essere il ruolo della religione.

La chiesa è il corpo di Cristo. Se le chiese fossero perfettamente unite, il mondo sarebbe già in pace; tuttavia vediamo che le chiese sono frammentate e manipolate dalla politica, corrotte anche al punto da opporsi al lavoro di Dio. Invece di trascendere la razza, la classe sociale e l’etnia, dimostrando che i cristiani sono uniti in Cristo, come illustrato da Galati 3:28 (“uniti a Gesù Cristo tutti voi siete diventati una cosa sola”), le chiese tendono a dividersi in club sociali. La chiesa non può realizzare perfettamente la volontà di Cristo finché non si unisce, come Gesù pregò “…perché anch’essi siano una cosa sola come noi” (Gv 17:22).

La sola tolleranza non porta all’unità del Cristianesimo. L’amore di Dio, manifestato in particolare dallo Spirito Santo, è la sola cosa che può abbracciare tutti i figli di Dio e riunirli in armonia. È necessaria una nuova rivoluzione del cuore, che colleghi tutti i credenti con il vero amore di Dio. Padre Moon dice,

Per realizzare l’enorme compito storico [di unificazione], dovete scoprire il potere straordinario dell’amore, un amore che non diventa la vittima delle circostanze della società. L’amore supremo trascende tutte le barriere nazionali, razziali e culturali. Le persone hanno sempre parlato dell’amore, ma l’amore umano da solo non realizzerà mai il compito dell’unificazione universale.

Quindi, noi ci uniamo attorno ad un amore – l’amore e il cuore di Dio.9

Una volta che le famiglie del mondo sono collegate al cuore di Dio, si prenderanno naturalmente cura l’una dell’altra e aiuteranno i meno fortunati. Avranno compassione dei poveri e saranno sensibili al malessere della terra perché saranno unite al cuore di Dio, il cui amore si estende a tutti i Suoi figli. Grazie ad una chiara consapevolezza di ciò che è bene e ciò che è male, rifiuteranno la corruzione e la decadenza della società presente e promuoveranno una cultura integra che incoraggia i valori della purezza, dell’altruismo e del servizio. Questa conversione nel cuore fornirà la fondazione sulla quale portare la società democratica di oggi ad un livello più elevato: il Regno di Dio sulla terra. Descrizioni più dettagliate di questo ideale seguono nei punti quarto, settimo, ottavo del giuramento.

Il Regno di Dio in Cielo

La preghiera “Sia fatta la Tua volontà, come in cielo così in terra” indica che il cielo opera già in accordo alla legge divina. La sua atmosfera è l’amore e dà sostegno a persone che vivono una vita d’amore. Quando una persona termina la sua vita fisica ed entra il mondo spirituale, potrebbe trovarsi in una situazione piuttosto inusuale. Se ha vissuto abitudini egoistiche e materialistiche sulla terra, si ritroverà improvvisamente confuso e impreparato a vivere una vita di amore altruistico. Carente nell’amore e incapace di godere della vita in cielo, sentirà forte rimorso per aver vissuto male sulla terra. In altre parole, finirà all’inferno. Nondimeno, il Dio amorevole non desidera vedere nessuno dei Suoi figli soffrire in eterno. Egli fornisce quindi una strada, per quanto difficile, per tutti coloro che hanno bisogno di sistemare il loro passato.

La crescita del nostro carattere e del nostro amore può avvenire solo durante la nostra vita fisica. Gesù lasciò le chiavi del Regno a Pietro, un uomo sulla terra, e gli disse “tutto ciò che tu sulla terra proibirai, sarà proibito anche in cielo; tutto ciò che tu sulla terra permetterai, sarà permesso anche in cielo” (Mt 16:19). Gli abitanti del mondo spirituale sono limitati dal livello dello stato spirituale che hanno raggiunto sulla terra. Una volta che le famiglie realizzano il vero amore sulla terra, porteranno questo amore nel mondo spirituale e lì vivranno eternamente in amore. Con il miglioramento della società sulla terra e la sua trasformazione nel regno di Dio, una società parallela si sviluppa nel mondo spirituale – il regno di Dio in cielo. Una discussione sulla geografia del mondo spirituale e sul come si possono liberare i suoi abitanti seguirà nel quinto punto del Giuramento.

Compagni di Cristo nel Costruire il Regno di Dio

Nonostante la Bibbia descrive la Nuova Gerusalemme scendere giù dal cielo, sappiamo in realtà che il Regno di Dio non verrà calato letteralmente dal cielo. Gesù non verrà letteralmente sulle nubi con il suono delle trombe e – puff! – porterà il Regno. Allo stesso modo, il Regno di Dio non apparirà improvvisamente e automaticamente quando il Presidente degli Stati Uniti riceverà i Veri Genitori e obbedirà ai loro insegnamenti. Nel IV secolo d.C. Gesù apparve all’imperatore Costantino e mosse il suo cuore ad accettare il Cristianesimo. Ciononostante, l’Impero Romano non divenne improvvisamente il Regno di Dio. Al contrario, continuò a declinare e, dopo meno di due secoli, cadde.

Nel frattempo, la Chiesa crebbe attraverso gli sforzi coraggiosi dei cristiani nel diffondere il vangelo. Gli abitanti dell’Impero Romano furono trasformati uno ad uno, ricevendo Gesù Cristo nei loro cuori. Oggi, allo stesso modo, il Regno di Dio sarà costruito quando le famiglie riceveranno la benedizione e vivranno una vita di vero amore. Famiglie di questo tipo forniscono il lievito necessario per portare armonia e unità alla società, alla nazione e al mondo.

Queste famiglie saranno la guida per le loro comunità e infine per la nazione. Questo è il significato della parola coreana 창건하다 (changgeonhada): costruire il Regno con il nostro stesso impegno.

Dovremmo esaminare la nostra fede e controllare se, nonostante tutto ciò che abbiamo imparato dal Principio Divino sulla responsabilità umana, abbiamo ancora la credenza subconscia che Gesù e i Veri Genitori faranno tutto per noi – un residuo dall’antiquata nozione cristiana sull’arrivo soprannaturale del Regno sulle nubi.

I Veri Genitori stanno prendendo la responsabilità mondiale di guidare i leader mondiali, ma qual è la situazione nelle nostre comunità? Gesù ha chiamato ognuno di noi a portare una croce, intendendo con questo che condividiamo la missione messianica. Questa è l’essenza del messia tribale. Paolo disse “noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro” (2Cor 5:20). Mentre noi lavoriamo sulla terra, Dio e Gesù Cristo lavorano in cielo per smuovere i cuori delle persone. In questo modo collaboriamo con Cristo nella costruzione del Regno di Dio.

La nostra responsabilità come messia tribali nelle nostre città natali è indubbiamente legata al lavoro di Gesù e dei Veri Genitori nello stabilire il Regno di Dio in terra e in cielo. La nostra terra originale potrebbe limitarsi ad una piccola area, ma ha un significato cosmico, esattamente come il Giardino dell’Eden, una piccola regione, simbolo dell’intera terra. Padre Moon definisce il criterio di successo nella missione di messia tribali in termini di cosmo allargato – 160 famiglie, che rappresentano le 160 nazioni del mondo.10 La somiglianza tra queste due dimensioni stabilisce una risonanza profonda e cosmica tra il messia tribale che lavora per la salvezza delle sue 160 famiglie e lo sforzo globale dei Veri Genitori nel restaurare 160 nazioni. Elevando le nostre comunità, diamo una spinta spirituale al lavoro mondiale dei Veri Genitori. In genere, comunque, i Veri Genitori sono davanti a noi, in grado di realizzare la loro responsabilità nonostante le nostre mancanze. Noi diventiamo quindi un peso per loro.

Possiamo realizzare la missione di messia tribali anche se non viviamo nella nostra città natale. Dovunque ci troviamo, attraverso l’amore e il servizio verso il prossimo – la città natale “Caino” – noi aiutiamo anche i nostri parenti nella città natale “Abele”. Non è raro vedere che coloro che hanno creato una buona fondazione nella loro comunità d’adozione e tornano poi a casa per visitare la loro famiglia, riescono anche lì a portare avanti efficacemente il lavoro di restaurazione.

Quando Gesù disse a Pietro “abbi cura delle mie pecore” (Gv 21:16), ci ha innanzitutto chiamati ad essere i suoi compagni; disse inoltre ai suoi discepoli di prendere la croce e di seguirlo (Mt 16:24). Dio non ha mai voluto che ci fosse un ampio divario tra Gesù e i suoi discepoli. Dio desidera che tutti i cristiani siano compagni e collaboratori di Cristo nel costruire il mondo del Suo ideale.

L’amore di Gesù ha mosso i cuori di miliardi di persone sulla terra. Come suoi compagni, possiamo attingere al suo potere e al suo amore divini, amando e servendo le nostre famiglie e la nostra tribù. Pietro e gli altri discepoli di Gesù riconoscevano quanto non fossero all’altezza. Tuttavia, dedicarono le loro vite per realizzare il compito che il Signore aveva dato loro. Se lavoriamo con lo stesso livello di intensità, anche noi riceveremo le corone di gloria.

Note

  1. Gen 2:24; Mal. 2:15; Matt. 19:5-6, Mark 10:8, 1Cor. 6:16, Eph. 5:31.
  2. 찾아 (ch’aja) significa “cercare”. Il suo significato è più esteso di “restaurare” (utilizzato in una precedente. traduzione del Giuramento della Famiglia) il quale ha un significato teologico più ristretto nel Principio Divino.
  3. Sun Myung Moon, “La Provvidenza di Dio nello stabilire il Mondo che trascende le Religioni e le Nazioni basato sui Valori Assoluti del Vero Amore”, 26 ottobre 2004.
  4. Sun Myung Moon, 1981, citato nel World Scriptures (New York: Paragon House, 1991), p. 731.
  5. Genesis Rabbah 68.6, H. Freedman e Maurice Simon, tr., Midrash Rabbah (New York: Soncino, 1983).
  6. Esposizione del Principio Divino, pp. 136-142.
  7. Mencio II.A.6, in D.C. Lau, trad. Mencius, Vol. 1 (Hong Kong: Chinese University Press, 1979), p. 141.
  8. Mencio II.A.6, in William McNaughton, trad. The Confucian Vision (Ann Arbor: University of Michigan Press, 1974).
  9. Sun Myung Moon, “Il Cuore della Riunione”, 11 settembre 1977, citato nel World Scriptures, p. 189.
  10. Nel 2004 il numero di nazioni è salito a più di 190. Tuttavia, il numero 160 rappresenta ancora lo scopo del ministero messianico di stabilire il dominio di Dio sulla terra. 4 x 4 x 10 è un’espansione del numero 4 – il numero della terra, simboleggiato dalle quattro direzioni Nord, Sud, Est, Ovest – e 10 – il numero che rappresenta la dimensione del dominio diretto di Dio, che si trova oltre il 9, lo stadio di perfezione del periodo di crescita. Il numero 160 denota anche la seconda venuta di Cristo, che stabilisce il Regno di Dio attraverso un corso di sofferenza. È la somma di 120 e 40, dove 120 rappresenta la missione di Gesù – al suo tempo Gesù ebbe 120 discepoli, il prodotto di 12 per 10, dove il 12 rappresenta le 12 tribù di Israele e il 10 si riferisce alla dimensione del diretto dominio di Dio – e 40 indica il corso del deserto di Padre Moon.
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