Conclusione – Il Modello per il Regno dei Cieli

Gli otto punti del Giuramento della Famiglia sono un modello per le famiglie che desiderano costruire il Regno di Dio nella propria casa e nella propria comunità. Procedendo con logica dal primo punto fino all’ottavo, i punti descrivono come si forma una vera famiglia e come questa cresce nella pienezza della vita con Dio. In questo capitolo finale, diamo uno sguardo globale al Giuramento della Famiglia ed esaminiamo cosa ci dice sui valori della vera famiglia. Faremo questo tenendo in considerazione quattro tematiche: primo, il Regno di Dio; secondo, il vero amore; terzo, la responsabilità originale di Adamo ed Eva nel Giardino dell’Eden; e infine, la famiglia come tempio di Dio.

Un processo per gradi

Il Regno di Dio è l’inizio e la fine del Giuramento della Famiglia. Questo non dovrebbe sorprenderci, dato che Padre Moon insegna che la famiglia è la pietra angolare del Regno. Ciascuna famiglia, riflettendo il vero amore di Dio, costituisce un mattone e una miniatura del Regno. Nel Regno di Dio, Dio dona il Suo amore all’umanità attraverso le relazioni tra i membri della famiglia.

Il primo punto del Giuramento ci chiama a “costruire il Regno di Dio in Terra e in Cielo”, mentre nell’ottavo punto perfezioniamo “la dimensione di liberazione e completa libertà nel Regno di Dio in Terra ed in Cielo”. La ripetizione di “Regno di Dio in Terra e in Cielo” indica che il processo iniziato con il primo punto viene completato nell’ottavo punto. Ogni punto del Giuramento è un passo lungo il percorso che va dall’annuncio del Regno fino alla sua realizzazione (Figura 15).

Il primo punto dichiara l’intenzione della famiglia di perseguire il Regno, che viene chiamato “madrepatria originale”. Ciascuna famiglia si impegna ad elevare l’ambiente della propria città di appartenenza, rendendola un luogo in cui famiglie divine possono sentirsi a proprio agio e sostenute dai buoni valori della comunità. Esse cercano di ri-creare la comunità a somiglianza dell’Eden, da cui Adamo ed Eva furono originariamente espulsi da molto tempo.

Nel Regno di Dio, la famiglia non si limita all’immediato parentado. Il quarto e il quinto punto descrivono una vera famiglia che partecipa in una famiglia universale che abbraccia tutta l’umanità, non solo presente, ma comprese anche le anime già passate nell’eterno mondo dello spirito.

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Figura 15: Il processo per gradi verso il Regno di Dio

Lo spirito e la pratica della costruzione del Regno sono descritti nel sesto e nel settimo punto. Le famiglie prendono l’iniziativa in queste attività diffondendo la benedizione di Dio – in particolare la Benedizione in matrimonio per il rinnovamento della famiglia – nella loro comunità. Perciò, fungono da canali affinché la grazia di Dio scorra ovunque e a tutti. Con l’aumentare delle persone che vengono cresciute in famiglie benedette, nelle quali possono sviluppare l’abitudine e la tradizione di vivere per il bene degli altri, la cultura del Regno – la “cultura del Cuore” – emergerà come etica sociale.

Nella cultura del cuore, il vero amore è considerata la cosa di più alto valore. Le persone sono spontaneamente generose; condividono liberamente dal profondo dei loro cuori, non per motivi egoistici, ma spinto da un amore genuino.

L’ottavo punto fa luce sull’obiettivo finale. Il Regno appare in tutta la sua gloria, pieno dei suoi gioielli scintillanti – le vere famiglie. La luce del loro amore riempie il Regno, senza lasciare alcuna ombra o alcun ostacolo. È un’epoca di realizzazione, in cui tutta la creazione gioisce nella “libertà della gloria dei figli di Dio” (Rom 8:21).

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Figura 16: Il vero amore, la motivazione e la forza del Giuramento della Famiglia

Il Vero Amore: la Spina Dorsale dei Valori della Vera Famiglia

Una vera famiglia esiste e fiorisce sono mettendo al centro il vero amore. Essa espande la sua influenza nel mondo attraverso il vero amore. Dà forma al Regno di Dio grazie al vero amore. Il motto di Padre Moon per l’anno 2000 esprime questo concetto in maniera efficace: “L’Espansione Cosmica del Vero Amore è la Perfezione del Regno del Nuovo Millennio”. In questa ottica, possiamo capire perché ciascuno degli otto punto del Giuramento della Famiglia si concluda con l’espressione “mettendo al centro il Vero Amore”.

La Figura 16 utilizza l’immagine di un pesce per illustrare la centralità del vero amore in una vera famiglia. Se il vero amore è paragonato alla spina dorsale, allora le ossa e i muscoli che partono dalla spina rappresentano i diversi aspetti della vita familiare. La spina dorsale contiene il midollo spinale, il nervo centrale che coordina i movimenti di tutte le parti. Anche così, il vero amore è la motivazione è la forza motrice per la realizzazione di ciascuna delle responsabilità della famiglia. La coda del pesce spazza l’acqua, facendo muovere in avanti il pesce. Similmente, gli ultimi punti del Giuramento della Famiglia chiamano ad agire per portare la famiglia a realizzare il Regno di Dio a livelli più estesi. Il vero amore, che viaggia più veloce della luce, fornisce l’equilibrio e la forza che permettono alla famiglia di raggiungere le mete più alte.

Diventare una Famiglia della “Genesi 1:28”

In Genesi 1:28, Dio diede la Sua benedizione originale ad Adamo ed Eva, dicendo loro “Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta”. In Genesi 2:24, Dio raccomanda il matrimonio: “l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una stessa carne”. I primi capitoli della Genesi ci danno degli indizi sul piano originale di Dio per una vera famiglia. Se non fossero caduti, Adamo ed Eva avrebbero realizzato una tale vera famiglia.

Il Giuramento della Famiglia mostra la via per diventare una vera famiglia, una famiglia “della Genesi 1:28”. Ciascun punto del Giuramento della Famiglia dà istruzioni per modellare la famiglia secondo la forma ideale, in accordo al piano originale di Dio. Il Giuramento della Famiglia è la maniera che ha il Vasaio per modellare ciascuna famiglia in un “vaso per uso nobile” (Rom 9:21) che può contenere l’abbondante grazia di Dio (Figura 17).

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Figura 17: Una famiglia della “Genesi 1:28”

Le Tre Benedizioni Originali in Genesi 1:28

Il Principio Divino interpreta Genesi 1:28 come il versetto che contiene le Tre Grandi Benedizioni di Dio1. La prima di queste è “siate fecondi”, che significa raggiungere la maturità e la perfetta unità con Dio; come Gesù disse “Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla” (Gv 15:5). La seconda è “moltiplicatevi”, cioè unirsi come marito e moglie amorevoli e allevare i figli nell’amore di Dio. La terza benedizione, il dominio, significa essere i custodi della creazione di Dio ed esprimere la creatività nel dare forma al mondo.

Dio diede agli esseri umani queste parole di benedizione, indicando lo scopo per cui furono creati. Questi obiettivi sono innati nella natura umana. Quindi, le persone li hanno come desideri congeniti: cercare una vera relazione con Dio; cercare l’amore e un compagno da sposare e amare per sempre; esercitare la creatività e il dominio per creare un ambiente piacevole, ricco e artistico in cui vivere.

I primi tre punti del Giuramento della Famiglia riguardano la realizzazione di queste tre benedizioni originali. Promettendo di “costruire […] l’ideale originale di creazione” (primo punto) e realizzando ciò, la famiglia si impegna a realizzare la Terza Benedizione, il dominio. Essa ri-crea la propria città natale in una nuova Eden in cui possa stabilirsi in pace e in armonia.

Il secondo punto riguarda la perfezione della Prima Benedizione, “siate fecondi”. La Scrittura ci insegna che il cammino per raggiungere la completa comunione con Dio richiede dedizione alla volontà di Dio: “per rendere idonei i fratelli a compiere il ministero […] finché arriviamo tutti […] allo stato di uomo perfetto, nella misura che conviene alla piena maturità di Cristo” (Ef 4:12-13). Perciò, quando una famiglia agisce in modo da “rappresenta[re] il Cielo e la Terra e divenirne il centro, servendo il Genitore Celeste e i Veri Genitori”, si impegna a stabilire l’asse verticale di unità con Dio.

Inoltre, i membri di una famiglia “della Genesi 1:28” sono figli di Dio. Il Giuramento della Famiglia descrive lo schema della nostra relazione con Dio – la strada del dovere familiare – che comincia nel ruolo familiare di figli di pietà filiale. Perfezioniamo questo schema passando per diversi stadi, cominciando dal servire i nostri genitori, allargando il nostro orizzonte servendo la comunità e raggiungendo Dio nella dimensione più alta: “perfezioneremo la strada del dovere familiare, come figli e figlie di pietà filiale nella nostra famiglia, patrioti nella nostra nazione, santi nel mondo e figli e figlie sacri per il Cielo e per la Terra”.

Il terzo punto riguarda il completamento della seconda benedizione, “moltiplicatevi”. Essa non significa semplicemente trovare un compagno e generare dei figli. Nel disegno di Dio, l’amore nella famiglia umana è inclusivo e si muove in tutte le direzioni – tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra fratelli e sorelle. La cosa più importante di tutte è che Dio Stesso partecipa in quell’amore. Il Giuramento della Famiglia dà un chiaro modello attraverso il concetto dei “Quattro Grandi Regni del Cuore”. Inoltre, nel disegno di Dio, una famiglia “della Genesi 1:28” si manifesta attraverso tre generazioni che vivono insieme, ragion per cui la famiglia nucleare moderna non è ideale. Il Giuramento della Famiglia si rivolge alle tradizioni e all’interazione tra autorità e rispetto nella famiglia di tre generazioni tramite il concetto delle “Tre Grandi Sovranità”.

L’Espansione di Una Vera Famiglia

I primi tre punti del Giuramento riguardano le tre benedizioni originali nel contesto di una singola famiglia. Tuttavia, i valori della vera famiglia non si fermano a casa. Le vere famiglie sono destinate a moltiplicarsi e creare un mondo di vero amore. Anche se Adamo ed Eva nacquero in un punto preciso del giardino, Dio intendeva che i loro discendenti si sparpagliassero e rendessero l’intera terra un Giardino dell’Eden. Le persone emanano la loro influenza ovunque siano, spontaneamente. Come disse Confucio, “È la bontà che dà al quartiere la sua bellezza” 2. Purtroppo, dopo che caddero, Adamo ed Eva espansero un mondo di malvagità e peccato.

Perciò, il Giuramento della Famiglia definisce la vita di una famiglia “della Genesi 1:28” in una visione olistica che si estende all’intero cosmo. I valori della famiglia, manifestati in primo luogo nella casa, dovrebbero avere un chiaro ruolo nella società, nella cultura e persino nel rapporto con il mondo dello spirito. Questo è il significato dei punti dal quarto al settimo.

Se Adamo ed Eva non fossero caduti, avrebbero ricevuto la Benedizione di Dio sul loro matrimonio e avrebbero procreato i figli all’interno del Giardino. I discendenti, vivendo nell’Eden, avrebbero vissuto felicemente e avrebbero messo in pratica l’amore di Dio. Moltiplicandosi ed espandendosi all’esterno, i discendenti di Adamo ed Eva avrebbero formato una famiglia mondiale nella quale tutte le persone si sarebbero trattate con calore, come fratelli e sorelle. Questo obiettivo per le famiglie “della Genesi 1:28” è enunciato nel quarto punto: “un mondo di libertà, pace, unità e felicità”.

La Bibbia suggerisce indirettamente a questo scopo più grande della famiglia di Adamo ed Eva tramite l’immagine simbolica dell’Albero della Vita, che compare nella Genesi e nuovamente nell’Apocalisse. Qual è la qualifica per prendere parte all’Albero della Vita? “Beati coloro che lavano le loro vesti: avranno parte all’albero della vita e potranno entrare per le porte nella città” (Ap 22:14). Se Adamo ed Eva avessero obbedito al comandamento di Dio di non mangiare del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male, si sarebbero senz’altro qualificati a mangiare del frutto dell’Albero della Vita. Allora sarebbero rimasti nell’Eden, godendone dei frutti, proprio come i santi degli ultimi giorni godranno dei frutti dell’Albero della Vita nella Nuova Gerusalemme. “In mezzo alla piazza della città e da una parte e dall’altra del fiume si trova un albero di vita che dà dodici raccolti e produce frutti ogni mese; le foglie dell’albero servono a guarire le nazioni” (Ap 22:2). Qui, l’amore di Cristo, simboleggiato dall’Albero della Vita, porta guarigione alle nazioni. Nell’amore di Cristo, “non c’è più giudeo né greco” (Gal 3:28). Esso abbraccia l’intera famiglia umana.

La portata di una famiglia “della Genesi 1:28” si estende anche al mondo spirituale. Prima di cadere, Adamo ed Eva si relazionavano liberamente con gli angeli, compreso Lucifero. Tuttavia, non riconobbero la loro responsabilità di giudicare gli angeli (1Cor 6:3) e invece si lasciarono dominare da questi. Dio si aspettava che Adamo ed Eva obbedissero al comandamento di non mangiare del frutto e che pertanto stabilissero la loro soggettività morale sull’angelo, che li incoraggiava a disubbidire. Se si fossero attenuti alla parola di Dio e avessero resistito alla tentazione dell’angelo, avrebbero compiuto “l’unificazione tra mondo spirituale e mondo fisico”, come descritta nel quinto punto.

Tutta l’unificazione deve avvenire con al centro Dio. Perciò, nel realizzare il quinto punto, ci facciamo giudici degli spiriti malvagi e guida nell’allineare l’intero mondo spirituale alla volontà di Dio. Supponiamo che Adamo ed Eva avessero resistito alla tentazione di Lucifero. Cosa ne sarebbero stato di lui? Non sarebbe diventato Satana. Piuttosto, chinandosi umilmente di fronte agli esseri umani, i suoi signori, Lucifero avrebbe anch’egli partecipato all’unità cosmica che Adamo ed Eva avrebbero portato.

Il sesto punto riguarda la diffusione della benedizione di Dio. Tutte le famiglie originali “della Genesi 1:28” hanno un profondo desiderio nel cuore di condividere le benedizioni con gli altri. La Bibbia insegna che il peccato di Adamo causò la rovina e la corruzione di tutte le genti. Al contrario, poiché Gesù venne come secondo Adamo, egli offrì salvezza e grazia a tutte le persone: “come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per l’opera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita. Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l’obbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti” (Rom 5:18-19). Secondo il sesto punto, le vere famiglie rappresentano Dio e i Veri Genitori; perciò, si trovano nella posizione in cui si trovava Gesù, come nuovi Adami ed Eve. Come Gesù offri il dono della grazia a tutte le persone, le vere famiglie dovrebbero diffondere le benedizioni di Dio a tutte le persone nelle proprie comunità.

Il settimo punto esorta le famiglie a mettere in pratica “una vita dedicata al prossimo” e quindi di “costruire il mondo basato sulla cultura del cuore”. Certamente una delle più grandi perdite dell’umanità causata dalla caduta è stata la nostra ignoranza sul vero modus vivendi, lo stile di vita – una cultura che esprima il cuore del vero amore di Dio. Esaminando la vita di Adamo ed Eva nell’Eden, possiamo appena vedere uno scorcio della cultura del cuore, come intesa da Dio. Primo, è una cultura di lignaggio puro, dato che Adamo ed Eva sarebbero diventati “una sola carne” (Gen 2:24). Secondo, è una cultura di purezza, dato che Adamo ed Eva “tutti e due erano nudi […], ma non ne provavano vergogna” (Gen 2:25). Terzo, è una cultura di vita condivisa con Dio, come manifesto nel vano tentativo di Dio di comunicare a cuore aperto con Adamo ed Eva dopo che questi furono caduti (Gen 3:8-13). Quarto, è una cultura di servizio verso gli altri, di cui Dio stesso diede esempio facendo delle tuniche di pelle per la coppia colpevole (Gen 3:21). Il settimo punto del Giuramento esprime chiaramente che le famiglie “della Genesi 1:28” dovrebbero mettere in pratica un tale stile di vita e creare una tale cultura.

Il Destino di una Vera Famiglia

L’ottavo punto descrive il destino di ciascuna vera famiglia: una vita in unità con Dio nel Regno di Dio. Isaia profetizzò di un mondo in cui la pace e l’armonia avrebbero prevalso e “la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare” (Is 11:9). La Nuova Gerusalemme profetizzata nel libro dell’Apocalisse sarà un luogo in cui “Egli dimorerà tra di loro [gli uomini]” (Ap 21:3). Nel primo Giardino dell’Eden, non fu Dio colui che si ritirò dalla compagnia di Adamo; piuttosto, furono Adamo e sua moglie, afflitti da una coscienza colpevole, a nascondersi da Dio (Gen 3:8). Adamo si sarebbe unito a Dio obbedendo al Suo comandamento di non mangiare del frutto, sulla base della fede nella benevolenza di Dio.

Di conseguenza, l’ottavo punto chiama le famiglie “della Genesi 1:28” a vivere con “assoluta fede, assoluto amore e assoluta obbedienza”, come cammino per raggiungere l’unità con Dio. Padre Moon insegna che il problema della mancanza di unità con Dio risiede interamente negli esseri umani. Sin dai giorni di Adamo ed Eva, gli uomini hanno voltato le spalle a Dio. Dio, il nostro Genitore, ci tende sempre la mano con amore, ma noi, i Suoi figli, siamo ancora afflitti da dubbi e impegnati in azioni egoiste e malvagie. Padre Moon proclamò che siamo destinati a vivere in completa unità con Dio, e spetta a ciascuna famiglia realizzare quel destino:

La relazione tra Dio e noi è quella di genitore e figlio. Questa relazione genitore-figlio è di destino assoluto. Solo i figli possono risolvere tutta l’angoscia e tutti i problemi del Genitore; è responsabilità dei figli. Non ci dovranno essere più incredulità e tradimento in una famiglia che si è registrata.

Noi, come figli, dobbiamo stabilire un’unità armoniosa con Dio, il nostro Genitore.3

La Famiglia come Tempio di Dio

Ciascuna vera famiglia è un tempio di Dio. Salomone costruì un tempio di pietra, ma come disse Stefano, “l’Altissimo non abita in costruzioni fatte da mano d’uomo, come dice il Profeta: «Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi»” (At 7:48-50). La Scrittura afferma che ogni individuo è tempio di Dio, come disse Paolo: “siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi” (1Cor 3:16). Quando i fedeli si radunano in adorazione, essi costituiscono una dimora adatta a Dio, poiché “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” (Mt 18:20). Pietro considerò i fedeli come “pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale” (1Pt 2:5). La prospettiva dei valori della vera famiglia è che Dio gioisce nel dimorare nel tempio di ciascuna delle nostre famiglie.

Inoltre, l’intera umanità fu creata per vivere come una grande famiglia, che comprende tutte le famiglie sulla terra e nel mondo spirituale. Quando abbattiamo le barriere che dividono la famiglia umana, allora l’intero universo diventerà effettivamente una grande famiglia cosmica. Sarà il sacro tempio cosmico di Dio: “Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro” (Ap 21:3).

La Figura 18 illustra la struttura di ciascuna vera famiglia e la famiglia universale come tempio di Dio. Esaminiamo la struttura del tempio, a partire dalle fondamenta.

La Fondazione dell’Amore, della Vita e del Lignaggio

Gesù disse che un buon costruttore edifica la casa su una roccia, non sulla sabbia (Mt 7:24-27). Dio è la Roccia d’Israele (Deut 32:4). Cristo viene chiamato la roccia (1Cor 10:4) e la pietra d’angolo (1Pt 2:6-7). Niente costituisce una fondazione migliore per la famiglia delle fondamenta di roccia di Dio e di Cristo. “Nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo” (1Cor 3:11). Gesù disse, riferendosi a sé stesso, “Distruggete questo tempio e in tre giorni lo farò risorgere” (Gv 2:19). Nell’erigere il tempio di Dio, cioè la vera famiglia, cominciamo da Dio e da Cristo.

Il secondo livello di fondazione è il vero amore di Dio. Guardiamo il tempio della natura, del quale Dio disse “Il cielo è il mio trono e la terra sgabello per i miei piedi” (Is 66:1) La forza motivante dietro alla creazione di Dio dell’universo fu il vero amore. Lo scopo di Dio nel creare il pianeta Terra e gli esseri umani su di essa fu ed è di trovare degli oggetti che potesse amare. Tutte le cose esistono in coppia; ciò è un’ulteriore prova che Dio creò il tempio della natura avendo come tema l’amore. Dio ideò la creazione con lo scopo dell’amore, la costruì tramite l’amore e per mezzo dell’amore ha lottato per redimerla e restaurarla. Allo stesso modo, tutto l’impegno nell’edificare le nostre famiglie come templi di Dio dovrebbe essere profuso con vero amore. Ciascun punto del Giuramento della Famiglia chiama le famiglie a questo orientamento fondamentale, “mettendo al centro il vero amore”.

figura 18

Figura 18: La famiglia come tempio di Dio

Il livello finale della fondazione è il vero amore, la vera vita e il vero lignaggio. L’amore, la vita e il lignaggio sono il cuore della santità e collegano tutte le persone alla Fonte divina. Quando l’apostolo Paolo visitò Atene e parlò all’Areopago (At 17:22-31), egli mise a confronto i “templi costruiti dalle mani dell’uomo” che contrassegnavano la città greca con la dimora divina propria.

Primo, Dio è il soggetto dell’amore, che trascina a Sé tutte le persone: “perché cercassero Dio, se mai arrivino a trovarLo”. Secondo, Dio è la fonte della vita: “In lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo”. Terzo, Dio è la fonte del vero lignaggio; “di Lui stirpe noi siamo”. Paolo ricordò agli ateniesi che Dio creò gli esseri umani per essere “un sangue”, indicando che tutte le nazioni del mondo hanno la stessa fonte divina.

La Caduta Umana distrusse la fondazione di Dio per la famiglia. Adamo ed Eva raccolsero la fondazione frantumata e decadente dell’amore, della vita e del lignaggio di Satana, sulla quale costruirono la loro famiglia. L’amore di Satana cominciò con la ribellione contro Dio, l’inganno e l’adulterio. I frutti dell’amore di Satana sono evidenti nell’uccisione di Abele da parte di Caino e nelle culture che giustificano l’egoismo e che glorificano il conflitto come stile di vita normale. Queste qualità malvagie sono state trasmesse a tutti gli uomini attraverso la linea di sangue, dando vita ad un mondo di malvagità, sofferenza e dolore, che ha spezzato il cuore di Dio.

Nel mezzo di tutta questa miseria, Dio diede istruzioni a Mosè e a Salomone circa la costruzione di un tempio alla Sua gloria, con lo scopo di marcare una netta distinzione tra il mondo di Dio e il mondo profano. Vi erano dei chiari criteri di ammissione agli spazi sacri del tempio. Il lignaggio era il più importante di questi: solo gli Israeliti erano ammessi all’interno delle mura e sono i sacerdoti del lignaggio di Aronne potevano entrare nel vero e proprio santuario. In secondo luogo, gli Israeliti dovevano dimostrare di condurre una buona vita, come scrisse il salmista:

Chi salirà al monte del Signore?

Chi potrà stare nel suo luogo santo? L’uomo innocente di mani e puro di cuore, che non eleva l’animo a vanità e non giura con il proposito di ingannare – Sal 24:3-4

Terzo, per un’adeguata adorazione al Tempio era necessario il giusto amore. Gesù disse che prima di fare un’offerta, il credente dovrebbe andare “prima a riconciliar[si] con il [suo] fratello e poi torna[re] ad offrire il [suo] dono” (Mt 5:23-24). Inoltre, il profeta Malachia rimproverò quei sacerdoti che tradirono l’amore, dicendo che le loro offerte non sarebbero state accettate:

Voi coprite di lacrime, di pianti e di sospiri l’altare del Signore, perché Egli non guarda all’offerta, né la gradisce con benevolenza dalle vostre mani. E chiedete: «Perché?» Perché il Signore è testimone fra te e la donna della tua giovinezza, che ora perfidamente tradisci, mentre essa è la tua consorte – Mal 2:13-14

Gesù Cristo venne come incarnazione di Dio e tempio di Dio. Tramite Cristo, veniamo innalzati al di sopra del bisogno di un edificio in pietra e legna. Nella nostra persona, possiamo essere templi in cui Dio può dimorare con piacere, le “pietre vive per la costruzione di un edificio spirituale”, come li definì Pietro. Questo significa che l’amore, la vita e il lignaggio di Dio sono disponibili per noi. In Gesù Cristo siamo rinati nel “seme incorruttibile” di Dio – il vero lignaggio – così che possiamo “amar[ci] intensamente a vicenda di vero cuore” – il vero amore – “sbarazzando[ci] di ogni cattiveria” e conducendo nuove vite “come bambini appena nati” – la vera vita (1Pt 1:22; 1Pt 2:1-2).

Le vere famiglie sono edificate come templi di Dio sulla base di queste tre invisibili fondamenta: Dio e Cristo, il vero amore di Dio, e i veri amore, vita e lignaggio. Dio e Cristo sono la prima fondazione di una vera famiglia. Il vero amore di Dio è la fonte e la forza dietro al vero amore in una vera famiglia. Il vero amore, la vera vita e il vero lignaggio sono i fili invisibili che collegano l’esistenza umana all’esistenza di Dio e alla Sua volontà per una vera famiglia. Le vere famiglie – come templi di Dio e le “pietre vive” del Regno di Dio – sono edificate su questa solida fondazione.

I Pilastri dell’Amore nella Famiglia

Una vera famiglia è il tempio visibile di Dio (1Cor 3:16), in cui la natura divina di Dio diventa manifesta. La sostanza di una vera famiglia consiste delle qualità dell’amore di Dio che scorre in mezzo ai suoi membri. L’amore filiale, l’amore fraterno, l’amore coniugale e l’amore genitoriale – questi sono i pilastri del tempio della famiglia. Mettendo insieme amore filiale e amore genitoriale, possiamo descrivere tre pilastri, ciascuno dei quali esprime una diversa qualità dell’amore di Dio e di innalza da una delle tre fondamenta invisibili del vero amore, della vera vita e del vero lignaggio. Il Giuramento della Famiglia ci guida ad edificare questi pilastri, mentre sviluppiamo e mettiamo in pratica questi amori.

Nella famiglia, l’amore di un genitore per i suoi figli è ciò che più si avvicina all’amore di Dio. Dio è il nostro Genitore; noi siamo i figli di Dio. L’amore genitoriale di Dio è incondizionato e immutabile; la nostra risposta come figli di Dio è espressa come fedeltà, devozione e gratitudine. Il genitore che sperimenta le gioie e i dolori del crescere un figlio può conoscere il cuore di Dio ad un grado inaccessibile a chi non è stato genitore. Al contrario, l’amore di figlio è l’amore più responsivo; un figlio impara l’amore direttamente dall’esempio dei propri genitori. Grazie ai genitori, il figlio forma la sua prima immagine di Dio, un’immagine che può dare colore alla sua fede per l’intera vita. Perciò, il cerchio dell’amore genitoriale e dell’amore filiale formano il primo pilastro del tempio della famiglia, manifestando il vero amore di Dio.

I primi due punti del Giuramento riguardano lo sviluppo della parte filiale del pilastro. Il primo punto ci chiama a rispondere appieno alla provvidenza di Dio nella ricerca della madrepatria originale e il secondo punto ci chiama ad offrire devozione filiale a Dio e ai nostri genitori. Ambedue queste promesse sviluppano la capacità della nostra famiglia di ricambiare l’amore genitoriale proveniente da Dio e di diventare veri figli e figlie di Dio. La completa realizzazione dell’amore genitoriale di Dio viene raffigurata nel sesto punto, in cui la nostra famiglia arriva ad incarnare Dio e i Veri Genitori a pieno titolo e a realizzare la pienezza del vero amore genitoriale.

L’amore altruista e sacrificale per gli altri è il secondo pilastro del tempio della famiglia. La vera vita di Dio è caratterizzata da continuo investimento e sacrificio. Questa tradizione si impara innanzitutto nella famiglia: vivere per il bene degli altri. Le relazioni tra fratelli e sorelle nella famiglia sono la palestra d’allenamento per amare tutte le persone, investendo e donando per il loro beneficio. A questo proposito, il terzo punto ci insegna a formare i legami intimi di una vera famiglia; il quarto punto estende queste relazioni alla famiglia allargata dell’umanità; il quinto punto incoraggia l’unità della famiglia umana nel mondo spirituale. Il modus vivendi di Dio diventa lo stile di vita della nostra famiglia; è una vita pubblica di servizio verso gli altri che non conosce limiti.

Il vero amore coniugale è il terzo pilastro del tempio della famiglia di Dio. Il vero lignaggio di Dio si manifesta nell’amore puro e assoluto tra marito e moglie in una vera famiglia. Il matrimonio è la relazione unica e immutabile che manifesta la vita interiore di Dio. Esso crea una catena indistruttibile del lignaggio di Dio attraverso le generazioni. L’ottavo punto esprime questo come “l’ideale di unità in amore tra Dio e gli uomini”. Il settimo punto parla del “lignaggio originale” e fornisce una comprensione dell’amore e del matrimonio che protegge la purezza dei giovani.

Una famiglia che pratica questi valori della vera famiglia diventa un tempio di Dio. Nella sua unità familiare, le persone possono vedere un riflesso di Dio, come Gesù disse “Chi ha visto me ha visto il Padre. […] In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voi” (Gv 14:9,20). La vera famiglia è una Base delle Quattro Posizioni, in cui Dio, i genitori e i figli sono in perfetta unità. Tali famiglie sono l’immagine e la sostanza del Dio trino – Padre, Figlio e Spirito Santo – in perfetta unità.

Il Regno dei Cieli

Le vere famiglie, moltiplicandosi sulla terra, creeranno una nazione di vere famiglie e infine un mondo di vere famiglie. L’intero cosmo diventerà allora il tempio di Dio, realizzando la promessa dell’Apocalisse “Ecco la dimora di Dio con gli uomini!” (Ap 21:3). Questa speranza escatologica non si raggiunge con un atto unilaterale della potenza soprannaturale di Dio; altrimenti, Dio lo avrebbe compiuto molto tempo addietro. Piuttosto, spetta agli esseri umani rendersi adeguate dimore di Dio. Quando tutte le famiglie sulla terra saranno templi di Dio, allora andranno a costituire appieno il Regno di Dio, sia in cielo che in terra. Infine, quando tutte le famiglie del mondo diventano vere famiglie, il Regno di Dio diventerà una realtà.

Vidi poi un nuovo cielo e una nuova terra, perché il cielo e la terra di prima erano scomparsi e il mare non c’era più. Vidi anche la città santa, la nuova Gerusalemme, scendere dal cielo, da Dio, pronta come una sposa adorna per il suo sposo. Udii allora una voce potente che usciva dal trono: «Ecco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorerà tra di loro ed essi saranno suo popolo ed egli sarà il “Dio-con-loro”. E tergerà ogni lacrima dai loro occhi; non ci sarà più la morte, né lutto, né lamento, né affanno, perché le cose di prima sono passate». – Ap 21:1-4

  1. Il Principio Divino, pp. 40-43.
  2. Dialoghi di Confucio 4:1 3 Sun Myung Moon, “Fourth Jardim Declaration”, 28 agosto 1998.
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