Resurrezione

Se credessimo letteralmente alle profezie della Bibbia, dovremmo aspettarci, al ritorno di Gesù, la resurrezione dei santi nella carne. I loro corpi, sepolti sotto terra e completamente decomposti, dovrebbero ricostituirsi e ritornare al loro stato originale (1 Tess. 4:16, Mt. 27:52).

Se da una parte, come persone di fede, dovremmo accettare queste profezie come la Parola di Dio, dall’altra, sulla base delle conoscenze scientifiche moderne, esse non hanno senso. Poiché questo genera molta confusione ai Cristiani, è importante spiegare il vero significato della resurrezione.

Sezione 1 – Resurrezione

Resurrezione significa ritornare in vita e quindi implica che ci sia stata una morte. Per intendere il significato di resurrezione, dobbiamo perciò chiarire i concetti biblici di vita e morte.

1.1 I Concetti Biblici di Vita e Morte

Quando un seguace gli chiese se poteva andare a casa a seppellire suo padre che era deceduto, Gesù rispose:

Lascia i morti seppellire i loro morti – Lc. 9:60

Da queste parole di Gesù risulta chiaro che la Bibbia contiene due diversi concetti di vita e morte. Il primo concetto di morte riguarda la fine della vita fisica, ed è il caso del padre del discepolo, il cui corpo doveva essere sepolto; la vita, in questo contesto, è lo stato in cui il corpo mantiene le sue funzioni fisiologiche.

Il secondo concetto è riferito agli uomini vivi che si erano riuniti per seppellire il defunto, e che Gesù chiamò i morti. Definendo morti degli uomini i cui corpi erano vivi e attivi, Gesù intendeva dire che essi, poiché non avevano accettato il Messia, erano rimasti sotto il dominio di Satana, distanti dall’amore di Dio.

Questo secondo concetto di morte non è attinente al termine della vita fisica, ma significa aver lasciato l’abbraccio dell’amore di Dio ed esser caduti sotto il dominio di Satana; il corrispondente concetto di vita descrive la condizione di vivere secondo la Volontà di Dio, entro il dominio del Suo amore infinito. Perciò, in base al metro del valore originale, un uomo pur fisicamente vivo, ma lontano dal dominio di Dio e sottoposto alla schiavitù di Satana, è morto. Un’analoga conclusione può trarsi dalle parole di giudizio rivolte dal Signore agli uomini senza fede della chiesa di Sardi:

Tu hai nome di vivere e sei morto – Ap.3:1

D’altra parte, un uomo rimane vivo nel vero senso della parola, anche dopo che la sua vita fisica si è conclusa, se il suo spirito si trova nel Regno dei Cieli in cielo, la dimensione del mondo spirituale dove Dio governa col Suo amore.

Gesù disse:

Chi crede in me, anche se muoia, vivrà – Gv.11:25

Gesù intendeva dire che coloro che credono in lui e vivono nella dimensione del dominio di Dio hanno la vita. Anche dopo il ritorno del corpo alla terra, il loro spirito gode della vita nel dominio di Dio. Gesù disse anche:

Chiunque vive e crede in me, non morrà mai – Gv. 11:26

Affermando che i credenti non morranno mai, Gesù intendeva dire che chi crede in lui durante la vita terrena otterrà la vita eterna non in questo mondo, ma in quello dello spirito, nell’abbraccio dell’amore di Dio; sarà vivo sia in questa vita che nella prossima. Le parole di Gesù ci assicurano che la morte, nel senso della fine della vita fisica, non ha alcuna influenza sulla nostra vita eterna.

Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà – Lc.17:33

Coloro che trasgrediscono la Volontà di Dio per assicurarsi il benessere della carne sono morti, anche se il loro fisico è in vita, mentre coloro che hanno sacrificato il corpo per la Volontà di Dio sono vivi, anche se il loro corpo è sepolto e decomposto, perché vivono per sempre come spiriti nell’amore di Dio.

1.2 La Morte Causata dalla Caduta

Abbiamo visto che ci sono due diversi concetti biblici di morte. Quale dei due si riferisce alla morte causata dalla Caduta dei primi antenati?

Dio creò l’uomo perché invecchiasse, per poi tornare polvere. La morte fisica era un evento indipendente dall’eventualità della Caduta. Adamo morì all’età biblica di 930 anni e la sua carne ritornò polvere, ma non fu questa la morte causata dalla Caduta. Secondo il Principio di Creazione, la carne è il vestito dello spirito e proprio come si smettono gli abiti consumati, l’uomo avrebbe lasciato la carne quando questa fosse diventata vecchia e debole. Solo lo spirito, privo del suo vestito, sarebbe entrato nel mondo spirituale per vivere lì eternamente. Nessun materiale può durare eternamente e l’uomo non fa eccezione: il nostro corpo non può vivere eternamente. Se l’uomo fosse destinato a vivere per sempre nella carne, perché Dio avrebbe creato il mondo spirituale come nostra destinazione finale? Il mondo spirituale non fu creato dopo la Caduta, per ospitare gli spiriti caduti; esso è invece parte della creazione originale e fu ideato come luogo dove gli individui, dopo aver realizzato lo scopo della creazione, avrebbero assaporato la vita eterna, come esseri spirituali, dopo la fine della loro esistenza terrena.

La maggior parte degli uomini sono attaccati alla vita fisica e si rammaricano della sua fugacità perché, a causa della Caduta, ignorano di essere destinati a vivere per sempre, una volta smesso l’abito di carne, nel meraviglioso ed eterno mondo spirituale. La transizione dalla vita fisica a quella dello spirito può essere paragonata alla metamorfosi del bruco che diventa farfalla. Se il bruco avesse autocoscienza, potrebbe sentire attaccamento per la sua esistenza limitata – vissuta fra le foglie di una pianta – analogamente a quanto l’uomo prova per la sua vita terrena. Anche il bruco sarebbe riluttante a mettere fine alla sua esistenza, inconsapevole del suo destino nella nuova fase della sua vita, che trascorrerà felicemente, come farfalla, tra fiori fragranti e nettari dolcissimi.

La relazione fra l’esistenza terrena e la vita dello spirito è simile a quella tra il bruco e la farfalla. Inoltre, se non ci fosse stata la Caduta, gli uomini terreni avrebbero potuto comunicare col mondo spirituale nello stesso modo naturale in cui comunicano fra loro e avrebbero saputo che la morte non è la separazione definitiva dalle persone amate sulla terra. Se gli uomini conoscessero il mondo meraviglioso e felice nel quale potrebbero entrare dopo aver raggiunto la perfezione sulla terra ed essere morti di morte naturale, aspetterebbero con desiderio il giorno in cui poter entrare in quel mondo.

Poiché la Caduta non causò la fine della vita fisica, possiamo dedurne che essa portò l’altro tipo di morte. Approfondiamo questo punto. Dio disse ad Adamo ed Eva che il giorno in cui avessero mangiato del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male sarebbero sicuramente morti (Gn. 2:17). Poiché questo fu l’avvertimento di Dio, mangiando il frutto Adamo ed Eva devono essere effettivamente morti. Tuttavia, la loro vita terrena continuò anche dopo la Caduta: Adamo ed Eva generarono dei figli, che si moltiplicarono fino a formare l’odierna corrotta società. Possiamo concludere che la morte causata dalla Caduta non significò la fine della vita fisica, ma piuttosto lo scadimento dal dominio del bene di Dio al dominio del male di Satana.

Vediamo delle ulteriori conferme bibliche. È scritto:

Noi sappiamo che siam passati dalla morte alla vita, perché amiamo i fratelli. Chi non ama rimane nella morte – 1 Gv. 3:14

L’amore qui significa l’amore di Dio. Un uomo che non ama il suo prossimo con l’amore di Dio è morto, anche se si mantiene vivo e attivo sulla terra. Questo è anche il senso dei versi:

Poiché il salario del peccato è la morte; ma il dono di Dio è la vita eterna – Rm. 6:23

Perché ciò a cui la carne ha l’animo è morte, ma ciò a cui lo spirito ha l’animo è vita e pace – Rm 8:6

1.3 Il Significato di Resurrezione

Finora, molti hanno creduto che la morte causata dalla Caduta sia quella fisica e, di conseguenza, hanno interpretato il concetto biblico di resurrezione come rinascita fisica, fino a credere che la resurrezione dei morti comporti la rigenerazione biologica dei corpi decomposti. Ma non fu affatto quella fisica la morte causata dalla Caduta dei primi antenati. Secondo il Principio di Creazione, il corpo umano fu creato per ritornare polvere, una volta diventato vecchio. Un corpo decomposto non può riacquistare il suo stato originale; neppure è necessario che lo spirito prenda un nuovo corpo, perché esso è destinato ad assaporare la vita eterna nel vasto mondo dello spirito.

La resurrezione può essere definita come il processo inteso a restaurare la morte causata dalla Caduta nella vita, e la dimensione del dominio di Satana nella dimensione del dominio diretto di Dio, attraverso la provvidenza di restaurazione. Perciò, ogni volta che ci pentiamo dei nostri peccati e ci eleviamo a un più alto stato di bontà, risorgiamo a quel livello.

La Bibbia illustra il processo della resurrezione:

Chi ascolta la mia parola e crede a Colui che mi ha mandato, ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita – Gv. 5:24

Sulla base di questo versetto, possiamo affermare che risorgere significa lasciare l’abbraccio di Satana e ritornare all’abbraccio di Dio. È anche scritto:

Poiché‚ come tutti muoiono in Adamo, così anche in Cristo saran tutti vivificati – 1 Cor. 15:22

Questo versetto significa che, come risultato della Caduta, abbiamo ereditato la discendenza di Satana e siamo morti, ma ritornando alla discendenza di Dio, tramite Cristo, risorgiamo alla vita.

1.4 Quali Cambiamenti la Resurrezione Produce nell’Uomo

Secondo la Parola di Dio, Adamo ed Eva morirono quando mangiarono del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Nonostante ciò, essi non avvertirono alcun significativo cambiamento esteriore; al massimo, la loro fisionomia fu momentaneamente alterata, a causa dell’ansietà e della paura che provarono dopo essere caduti. Allo stesso modo, non dobbiamo aspettarci alcun significativo cambiamento esteriore nelle persone cadute, quando risorgono allo stato precedente alla Caduta. Un uomo che è rinato attraverso lo Spirito Santo ha sicuramente sperimentato la resurrezione; se lo paragoniamo con un ladro, l’uno è risorto al livello di essere rinato nel dominio di Dio, mentre l’altro è spiritualmente morto e destinato all’inferno. Tuttavia, non possiamo distinguere l’uno e l’altro dalla mera apparenza esteriore. Chi crede in Dio e segue l’insegnamento di Gesù, risorge dalla morte alla vita, ma non si può discernere alcun particolare cambiamento nel suo fisico, visto prima o dopo il momento in cui ha ricevuto Gesù e ha ottenuto la vita attraverso la resurrezione.

Gesù fu davvero un uomo che realizzò lo scopo della creazione.[1] Nonostante ciò, il suo aspetto esteriore non era diverso da quello della gente comune. Se avesse dimostrato inconfondibilmente la divinità nel suo aspetto, chiunque intorno a lui gli avrebbe sicuramente creduto e l’avrebbe seguito.

I mutamenti che un uomo sperimenta quando risorge ed entra nel dominio di Dio avvengono nel cuore e nello spirito. I cambiamenti interiori purificano anche il corpo, trasformandolo da covo di Satana a tempio di Dio. In questo senso, possiamo dire che anche il suo fisico risorge. Possiamo paragonarlo a un edificio che, dopo esser stato utilizzato per scopi malvagi, è ora usato come luogo di culto; anche se non c’è stato alcun cambiamento nell’aspetto esteriore, esso è santificato dall’uso come edificio sacro.

Sezione 2 – La Provvidenza di Resurrezione

2.1 In che Modo Dio Conduce il Suo Lavoro di Resurrezione

La resurrezione è il processo attraverso cui un uomo caduto è restaurato allo stato originale divisato da Dio. Perciò, la provvidenza di resurrezione coincide con la provvidenza di restaurazione. Poiché la provvidenza di restaurazione è il lavoro di ricreazione di Dio, la resurrezione stessa è un lavoro di ricreazione. La provvidenza di resurrezione viene condotta secondo il Principio di Creazione, nel modo descritto qui di seguito.

Primo, nella storia della provvidenza di restaurazione, molti di coloro che ricevettero una missione s’impegnarono con assoluta sincerità e fede per realizzare la volontà del Cielo. Anche se non riuscirono a completare la loro responsabilità, essi, sulla base della loro devozione, allargarono la fondazione sulla quale le generazioni successive avrebbero stabilito una relazione di cuore con Dio. Chiamiamo questa fondazione i benefici dell’era nella provvidenza di restaurazione. I benefici dell’era hanno continuato ad aumentare in proporzione alla fondazione di cuore posta dai profeti, dai saggi e dagli uomini giusti che sono venuti prima di noi. Perciò, la resurrezione viene condotta sulla base dei benefici dell’era.

Secondo, in base al Principio di Creazione, Dio aveva la responsabilità di creare l’uomo e dargli la Sua Parola, mentre l’uomo aveva la responsabilità di raggiungere la perfezione credendo nella Parola e vivendo coerentemente con essa. Allo stesso modo, nel condurre la provvidenza di resurrezione, Dio ha la responsabilità di darci la Sua Parola e la Sua guida, mentre noi abbiamo la responsabilità di credere nella Parola e metterla in pratica per realizzare la provvidenza.

Terzo, in base al Principio di Creazione, lo spirito di un uomo può crescere fino alla perfezione solo attraverso il fisico. Allo stesso modo, nella provvidenza di resurrezione, uno spirito può ottenere la resurrezione unicamente attraverso la vita terrena.

Quarto, in base al Principio di Creazione, l’uomo deve raggiungere la perfezione attraversando i tre consecutivi stadi del periodo di crescita. Perciò, anche la provvidenza di resurrezione per gli uomini caduti dev’essere completata attraverso tre stadi successivi, manifestati come tre ere nella provvidenza di restaurazione.

2.2 La Provvidenza di Resurrezione per gli Uomini sulla Terra

2.2.1 La Provvidenza per Porre la Fondazione per la Resurrezione

Dio iniziò la Sua provvidenza per resuscitare l’umanità caduta nella famiglia di Adamo. Tuttavia, la provvidenza fu prolungata perché le persone incaricate di realizzare la Volontà di Dio non completarono le loro responsabilità. Dopo 2000 anni biblici, Dio scelse Abramo come padre della fede e attraverso di lui la

Volontà di Dio cominciò a compiersi. Di conseguenza, i 2000 anni da Adamo ad Abramo ebbero come risultato il consolidamento della fondazione, sulla quale Dio poté cominciare la Sua provvidenza di resurrezione nell’era seguente. Per questo motivo, possiamo chiamare questo periodo l’era della provvidenza per porre la fondazione per la resurrezione.

2.2.2 La Provvidenza di Resurrezione allo Stadio di Formazione

Durante i 2000 anni da Abramo a Gesù, Dio lavorò per elevare il popolo allo stadio di formazione della resurrezione. Perciò, possiamo chiamare questo periodo l’era della provvidenza di resurrezione allo stadio di formazione. Tutti gli uomini che vissero sulla terra durante questo periodo poterono ricevere i benefici dell’era, sulla base del lavoro di Dio per la resurrezione allo stadio di formazione. In quest’era Dio diede la Legge dell’Antico Testamento; credendo in essa e mettendola in pratica, l’uomo poteva realizzare la sua responsabilità ed essere giustificato di fronte a Dio. Perciò, chiamiamo questo periodo l’era della giustificazione tramite le opere. Gli uomini di quest’era, che misero in pratica la Legge nella loro vita quotidiana, risorsero in spirito allo stadio di formazione e divennero spiriti in formazione. Alla loro morte, coloro che sulla terra avevano raggiunto il livello di spiriti in formazione andarono a dimorare nel livello degli spiriti in formazione nel mondo spirituale.

2.2.3 La Provvidenza di Resurrezione allo Stadio di Crescita

A causa della crocefissione di Gesù, la resurrezione rimase incompiuta e il suo completamento è stato rimandato fino al tempo del ritorno di Cristo. I 2000 anni seguenti sono stati un periodo di prolungamento, durante il quale Dio ha condotto la provvidenza per resuscitare l’uomo allo stadio di crescita, attraverso la salvezza spirituale. Perciò, possiamo chiamare questo periodo l’era della provvidenza di resurrezione allo stadio di crescita. Tutti gli uomini che vissero in questo periodo poterono ricevere i benefici dell’era, sulla base del lavoro di Dio per la resurrezione allo stadio di crescita. In quest’era l’uomo doveva credere nella Parola del Nuovo Testamento, che Dio gli aveva dato per poter realizzare la sua responsabilità per la provvidenza ed essere giustificato davanti a Lui. Perciò, chiamiamo questo periodo l’era della giustificazione tramite la fede.

Gli uomini di quest’era poterono risorgere nello spirito credendo nel Vangelo durante la loro vita terrena. Risorgendo allo stadio di crescita, poterono diventare sulla terra spiriti di vita e, alla loro morte, andarono a stabilirsi nel Paradiso, il livello degli spiriti di vita nel mondo spirituale.

2.2.4 La Provvidenza di Resurrezione allo Stadio di Completamento

Il tempo in cui gli uomini risorgeranno sia spiritualmente che fisicamente tramite Cristo, che ritorna e completa la provvidenza di resurrezione, può essere chiamato l’era della provvidenza di resurrezione allo stadio di completamento. Tutti gli uomini che vivono in questo periodo riceveranno i benefici dell’era, sulla base del lavoro di Dio per la resurrezione allo stadio di completamento. Cristo al Secondo Avvento porta la nuova verità con cui realizzare le promesse dell’Antico e del Nuovo Testamento, che possiamo chiamare il Completo Testamento.[2] Credendo in questa verità, gli uomini devono servire e seguire il Signore sulla terra per realizzare la loro responsabilità per la provvidenza ed essere giustificati davanti a Dio. Perciò, chiamiamo questo periodo l’era della giustificazione tramite il servizio. Credendo nel Signore, servendolo e dedicandosi a collaborare con lui, gli uomini di quest’era possono risorgere completamente, sia spiritualmente che fisicamente, diventare spiriti divini e vivere nel Regno dei Cieli in terra. Quando lasceranno il loro fisico, questi uomini andranno ad abitare come spiriti nel Regno dei Cieli in cielo, che è il livello degli spiriti divini nel mondo spirituale.

2.2.5 Il Regno dei Cieli e il Paradiso

I concetti di Regno dei Cieli e Paradiso non sono chiari ad alcuni Cristiani, perché essi non hanno una completa comprensione del Principio. Se Gesù avesse completato la sua missione sulla terra come Messia, il Regno dei Cieli in terra sarebbe stato stabilito ai suoi giorni. Il Regno dei Cieli in cielo si sarebbe anch’esso realizzato in quel tempo, una volta che gli uomini di perfetto carattere vissuti nel Regno dei Cieli in terra fossero passati nel mondo dello spirito come spiriti divini. Invece, poiché Gesù morì sulla croce, il Regno dei Cieli in terra non fu realizzato. La terra non ha mai visto apparire uomini che abbiano raggiunto il livello di spiriti divini e nessuno è mai diventato cittadino del Regno dei Cieli nel mondo spirituale, creato per essere la casa degli spiriti divini. Perciò, il Regno dei Cieli in cielo rimane vuoto e incompiuto.

Perché allora Gesù affermò che chiunque avesse creduto in lui sarebbe entrato nel Regno dei Cieli? In origine, la sua venuta sulla terra aveva lo scopo di stabilire il Regno dei Cieli; tuttavia, a causa della mancanza di fede del popolo, Gesù morì sulla croce prima di poter realizzare il Regno dei Cieli. Gesù promise al ladrone, che fu crocifisso alla sua destra, che sarebbe entrato in Paradiso insieme a lui (Lc. 23:43). Il ladrone, alla fine, fu la sola persona che credette in Gesù, quando tutti l’avevano abbandonato. Finché serbò la speranza di compiere la sua missione di Messia, Gesù predicò al popolo che avrebbe potuto entrare nel Regno dei Cieli, ma quando fu sul punto di morire sulla croce, senza completare quella missione, disse al ladrone che sarebbe entrato soltanto in Paradiso. Il Paradiso è la dimensione del mondo spirituale destinata agli spiriti che hanno raggiunto il livello di spiriti di vita, credendo in Gesù durante la vita terrena, e lì rimangono in attesa, fino al giorno in cui si apriranno le porte del Regno dei Cieli.

2.2.6 I Fenomeni Spirituali degli Ultimi Giorni

Adamo ed Eva caddero dalla sommità dello stadio di crescita. Ora l’uomo viene restaurato a quel livello tramite la provvidenza di restaurazione, passata attraverso le Ere dell’Antico e del Nuovo Testamento. Gli Ultimi Giorni sono il tempo in cui l’uomo riacquista il livello spirituale che i primi antenati avevano raggiunto prima della Caduta. Oggi ci troviamo negli Ultimi Giorni, il tempo in cui gli uomini di tutto il mondo stanno raggiungendo questo livello. Proprio come Adamo ed Eva prima della Caduta erano in grado di conversare direttamente con Dio, oggi molti uomini sulla terra possono comunicare col mondo spirituale. Con questa comprensione, che ci viene dal Principio, possiamo spiegare la profezia che negli Ultimi Giorni:

Io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni – At. 2:17

Negli Ultimi Giorni, molti riceveranno la rivelazione: “Tu sei il Signore”.

Spesso queste persone saranno indotte in errore e crederanno di essere Cristo al Secondo Avvento. Perché smarriranno la retta via?

Nel creare l’uomo, Dio gli diede il compito di governare l’universo (Gn. 1:28) ma, a causa della Caduta, l’uomo non riuscì a realizzare questa benedizione. L’uomo caduto che, tramite la provvidenza di restaurazione, viene restaurato spiritualmente alla cima dello stadio di crescita, raggiunge un livello di cuore paragonabile a quello di Adamo ed Eva prima della Caduta. Dio dà a certi uomini che sono a questo stadio la rivelazione di essere il Signore, riconoscendo che essi hanno raggiunto il livello di maturità in cui Dio aveva una volta benedetto gli esseri umani col dominio sull’universo.

I credenti degli Ultimi Giorni, che per la loro fede e devozione si qualificano a ricevere la rivelazione di essere il Signore, sono in una posizione simile a quella di Giovanni Battista, venuto con la missione di “addirizzare la via del Signore” (Gv. 1:23). Analogamente, questi uomini di fede hanno la missione di preparare la strada, nei loro specifici settori di responsabilità, per Cristo al Secondo Avvento. Poiché essi devono operare come rappresentanti del Signore nei rispettivi campi, Dio dà a ciascuno la rivelazione di essere il Signore.

L’uomo capace di comunicare spiritualmente, che riceve la rivelazione di essere il Signore, deve intendere tale fenomeno secondo l’insegnamento del Principio. Non deve agire in modo errato, scambiandosi per Cristo al Secondo Avvento, altrimenti finirà per svolgere il ruolo di anticristo. Per tale motivo, la Bibbia profetizza che negli Ultimi Giorni appariranno molti anticristi (1 Gv. 2:18).

Alcuni medium sono spesso confusi ed entrano in conflitto fra loro, a causa dei diversi livelli del mondo spirituale con cui comunicano e dei dissonanti contenuti delle rivelazioni che ricevono (1 Cor. 15:41). Le persone spiritualmente percettive, sebbene siano in contatto con lo stesso mondo spirituale, lo percepiscono in modo diverso, poiché si trovano in varie circostanze e posizioni ed hanno carattere, intelletto e spiritualità a livelli differenti. Queste diversità fanno sorgere conflitti fra loro.

Gli uomini che collaborano alla provvidenza di restaurazione sono generalmente responsabili solo per una parte di essa. Focalizzandosi soltanto sulla propria relazione verticale con Dio, spesso rimangono insensibili a quella che dovrebbe essere la loro relazione orizzontale con le altre persone spiritualmente vicine. Poiché ciascuno pensa che la Volontà di Dio che egli serve è diversa da quella che gli altri servono, possono sorgere fra di loro dei conflitti, che si aggravano quando ciascuno riceve la rivelazione di essere il migliore. Ma Dio offre tale incoraggiamento per spronare ciascuno a fare del suo meglio, nel condurre la propria missione particolare, nel contesto della più ampia provvidenza. Dio dà queste rivelazioni anche perché ciascuno è effettivamente la persona più qualificata per la sua specifica area di missione.

Inoltre, gli uomini dedicati nella fede, quando si aprono spiritualmente e raggiungono un livello di cuore paragonabile a quello di Adamo ed Eva appena prima della Caduta, affrontano una prova simile a quella che Adamo ed Eva non riuscirono a superare e, se non sono attenti, possono commettere l’errore della Caduta. È estremamente difficile superare questa tentazione senza comprendere il Principio. Purtroppo, molte persone religiose non hanno superato questa prova, e hanno vanificato in un istante il risultato di anni di devozione e d’impegno.

In che modo le persone spiritualmente dotate devono affrontare queste difficoltà? Per completare la provvidenza di restaurazione nel più breve tempo possibile, Dio assegna diverse missioni a numerosi individui e stabilisce con ciascuno di loro relazioni indipendenti. È perciò virtualmente inevitabile che sorgano conflitti fra uomini spiritualmente sensibili. Tuttavia, alla fine della storia, Dio darà loro la nuova verità, che li aiuterà a capire come tutte le singole missioni, affidate a ciascuno di loro, servano lo stesso scopo divino finale, e li guiderà a collaborare fra loro in armonia, per realizzare il più grande scopo della provvidenza di restaurazione. In quest’era, tutti gli uomini spiritualmente dotati non dovranno più insistere ostinatamente nel considerarsi i soli a servire la Volontà di Dio, ma dovranno cercare le più elevate e inclusive parole di verità, che possano aiutarli a comprendere correttamente la propria posizione e la vera natura della propria missione provvidenziale. Solo allora saranno in grado di superare la confusione derivante dai conflitti orizzontali del passato, in modo che ciascuno possa giungere al traguardo della sua personale strada di fede, portandone frutti meravigliosi.

2.2.7 La Prima Resurrezione

La prima resurrezione di cui si parla nella Bibbia descrive il completamento della restaurazione, per la prima volta nella storia provvidenziale, tramite Cristo al Secondo Avvento. Egli purificherà gli uomini dal peccato originale e li restaurerà al loro vero stato originale, ponendo ciascuno in grado di realizzare lo scopo della creazione. Tutti i cristiani sperano di partecipare alla prima resurrezione, ma chi veramente ne farà parte? Saranno coloro che per primi crederanno in Cristo al Secondo Avvento, lo serviranno, lo seguiranno e lo aiuteranno a realizzare tutte le condizioni d’indennizzo a livello mondiale ed a completare la provvidenza di restaurazione. In questo processo, essi per primi saranno liberati dal peccato originale, diventeranno spiriti divini e realizzeranno lo scopo della creazione.

Esaminiamo quindi il significato dei centoquarantaquattromila menzionati nella Bibbia (Ap.14:1-4, 7:4). Per completare la provvidenza di restaurazione, il Signore al Secondo Avvento deve trovare un certo numero di persone, che possano restaurare tramite indennizzo le missioni di tutti i santi del passato, i quali, nonostante abbiano fatto del loro meglio per compiere la Volontà di Dio, finirono preda di Satana quando fallirono nella loro responsabilità. Il Signore deve trovare queste persone durante la sua vita e porre la fondazione della vittoria sul mondo satanico. Il totale dei santi che Cristo al Secondo Avvento deve trovare per realizzare questo compito è di centoquarantaquattromila.

Nel corso della provvidenza di restaurazione di Dio, Giacobbe ebbe dodici figli, coi quali iniziò la sua missione di restaurare una famiglia. Mosè guidò dodici tribù per realizzare la missione di restaurare una nazione. Se le dodici tribù si fossero moltiplicate secondo lo schema del numero dodici, sarebbero diventate centoquarantaquattro. Gesù, che venne con la missione di restaurare il mondo, trovò dodici discepoli per restaurare tramite indennizzo, sia spiritualmente che fisicamente, il numero centoquarantaquattro. Tuttavia, a causa della sua crocifissione, Gesù poté restaurare questo numero solo spiritualmente. Giacobbe ebbe dodici figli per restaurare tramite indennizzo, nella sua vita, il corso verticale di dodici generazioni dal tempo di Noè, che era stato reclamato da Satana.[3] Analogamente, Cristo al Secondo Avvento deve restaurare tramite indennizzo nella sua vita, sia spiritualmente che fisicamente, il lungo corso provvidenziale dal tempo della Prima Venuta di Cristo, che pose il modello spirituale delle centoquarantaquattro tribù, trovando un determinato numero di credenti, corrispondente al numero centoquarantaquattro.

2.3 La Provvidenza di Resurrezione per gli Spiriti

2.3.1 Lo Scopo e le Modalità della Resurrezione tramite il Ritorno

Secondo il Principio di Creazione, la crescita dello spirito umano richiede due generi di nutrimento: gli elementi di vita provenienti da Dio e gli elementi di vitalità prodotti dall’azione di dare e ricevere col fisico. Lo spirito non può crescere né risorgere se non attraverso un fisico. Di conseguenza, gli spiriti degli uomini che morirono senza poter raggiungere la perfezione nella vita terrena, possono risorgere solo ritornando sulla terra e completando la loro responsabilità incompiuta attraverso la collaborazione con gli uomini terreni. Aiutando gli uomini di fede che vivono sulla terra a realizzare la loro missione, gli spiriti possono contemporaneamente completare la propria. Questo è il significato del versetto che predice che negli Ultimi Giorni il Signore verrà “con le sue sante miriadi” (Giuda 14). Chiamiamo questo processo resurrezione tramite il ritorno.

In che modo gli spiriti aiutano le persone in terra a compiere la Volontà di Dio? Quando, attraverso la preghiera o altre attività spirituali, gli uomini diventano ricettivi agli spiriti, questi ultimi scendono verso di loro, per formare una base comune col loro spirito e lavorare insieme a loro. Gli spiriti agiscono in diversi modi: per esempio, trasmettono agli uomini terreni il fuoco spirituale, danno loro il potere di guarire le malattie, li aiutano ad entrare nello stato di trance e percepire le realtà del mondo spirituale, danno loro rivelazioni e il dono della profezia, e possono anche dare profonda ispirazione all’anima. In questi vari modi, gli spiriti agiscono per conto dello Spirito Santo, guidando gli uomini terreni a compiere la Volontà di Dio.

2.3.2 La Resurrezione tramite il Ritorno degli Spiriti degli Israeliti e dei Cristiani

2.3.2.1 Lo Stadio di Crescita della Resurrezione tramite il Ritorno

Gli spiriti di coloro che osservarono la Legge Mosaica e sinceramente adorarono Dio nella loro vita terrena, durante l’Era dell’Antico Testamento, andarono ad abitare il livello degli spiriti in formazione del mondo spirituale. Dopo l’avvento di Gesù, tutti questi spiriti ritornarono in terra per aiutare gli uomini di fede a compiere la Volontà di Dio. Aiutando in questo modo gli uomini sulla terra a raggiungere il livello di spiriti di vita, anch’essi ricevettero gli stessi benefici: divennero cioè spiriti di vita ed entrarono in Paradiso. Definiamo questa provvidenza lo stadio di crescita della resurrezione tramite il ritorno.

Prendiamo alcuni esempi dalla Bibbia. Elia apparve in spirito a Gesù e ai suoi discepoli (Mt. 17:3), e perciò è chiaro che viveva ancora nel mondo spirituale. Tuttavia, Gesù chiamò Giovanni Battista, che viveva sulla terra, “Elia” (Mt. 17:12-13) perché‚ sulla base della loro missione comune, il corpo di Giovanni serviva anche come corpo di Elia. Lo spirito di quest’ultimo discese sul Battista per aiutarlo a realizzare la stessa missione che il profeta, nella sua vita terrena, aveva lasciato incompiuta. Questa fu la resurrezione tramite il ritorno di Elia.

La Bibbia riporta che quando Gesù morì sulla croce, molti corpi dei santi sorsero dalle tombe (Mt. 27:52). Questo versetto non significa che i corpi decomposti di quei santi furono rigenerati e messi in condizione di sorgere nella carne, ma descrive invece il fenomeno spirituale della resurrezione tramite il ritorno. Gli spiriti degli Ebrei discesero sulla terra, dal livello degli spiriti in formazione del mondo spirituale in cui avevano vissuto fin allora, per aiutare i credenti sulla terra, che avevano l’opportunità di beneficiare della redenzione tramite la croce, a credere in Gesù e diventare spiriti di vita. Nel fare ciò, anche gli spiriti ritornati sulla terra divennero spiriti di vita. Se i santi fossero sorti materialmente dalle tombe, com’è scritto letteralmente nella Bibbia, avrebbero certamente testimoniato del fatto che Gesù era il Messia. In quel caso, chi avrebbe osato ostinarsi a non credere in Gesù? Inoltre, le loro azioni e le loro opere avrebbero dovuto essere riportate nella Bibbia, ma in realtà non abbiamo altro che la vaga notazione che i santi sorsero dalle tombe. Si trattò di un fugace fenomeno spirituale, percepibile solo dai credenti che avevano i sensi spirituali aperti.

A confronto del Paradiso, nel quale gli uomini potevano entrare in virtù della redenzione tramite la crocefissione di Gesù, la regione del mondo spirituale dove dimoravano gli spiriti dei santi dell’Antico Testamento era relativamente oscura e miserabile, e per questo era descritta come una tomba.

2.3.2.2 Lo Stadio di Completamento della Resurrezione tramite il Ritorno

Gli spiriti di coloro che credettero in Gesù nella loro vita terrena, durante l’Era del Nuovo Testamento, divennero spiriti di vita e, alla loro morte, entrarono in Paradiso. Al tempo del Secondo Avvento, tutti questi spiriti ritorneranno sulla terra per aiutare gli uomini di fede a credere in Cristo che ritorna e servirlo. Aiutando in questo modo gli uomini sulla terra a raggiungere il livello di spiriti divini, anch’essi riceveranno gli stessi benefici e diventeranno spiriti divini. Quando i santi sulla terra passeranno nel mondo spirituale ed entreranno nel Regno dei Cieli in cielo, vi entreranno anche gli spiriti ritornati. Definiamo questa provvidenza lo stadio di completamento della resurrezione tramite il ritorno. In questa provvidenza, non solo gli spiriti aiutano gli uomini terreni, ma anche questi ultimi aiutano gli spiriti a risorgere.

Spieghiamo il seguente versetto:

E tutti costoro [i santi dell’Era dell’Antico Testamento], pur avendo avuta buona testimonianza per la loro fede, non ottennero quello ch’era stato promesso [il permesso di entrare nel Regno dei Cieli], perché Iddio aveva in vista per noi [gli uomini terreni] qualcosa di meglio [il Regno dei Cieli], ond’essi [gli spiriti] non giungessero alla perfezione [cittadini del Regno dei Cieli] senza di noi – Eb. 11:39-40

Con questa spiegazione, possiamo capire che questo versetto illustra esattamente la resurrezione tramite il ritorno. Esso dimostra che gli spiriti che vivono nel mondo spirituale non possono raggiungere la perfezione senza la collaborazione degli uomini terreni. Inoltre è scritto:

Tutte le cose che avrete legato sulla terra, saranno legate nel cielo; e tutte le cose che avrete sciolte sulla terra, saranno sciolte nel cielo – Mt.18:18

Questo versetto insegna che, a meno che i credenti sulla terra non sciolgano prima ciò che è legato, neanche gli spiriti possono sciogliere ciò che è legato in loro. Poiché gli spiriti possono risorgere solo collaborando coi credenti in terra sui quali discendono, Gesù diede le chiavi del Regno dei Cieli a Pietro, come rappresentante dei credenti in terra, affinché egli potesse aprire, qui sulla terra, le porte del Regno dei Cieli (Mt. 16:19).

2.3.3 La Resurrezione tramite il Ritorno degli Spiriti che stanno fuori del Paradiso

Ci sono diverse categorie di spiriti che stanno fuori del Paradiso; ciascuna di esse ha un diverso modo per ottenere la resurrezione tramite il ritorno. In primo luogo, esaminiamo la resurrezione tramite il ritorno degli spiriti che in vita credettero in religioni diverse dal Cristianesimo. Proprio come due persone devono stabilire una base comune prima di poter lavorare per una stessa meta, gli uomini terreni e gli spiriti possono lavorare per raggiungere uno stesso scopo provvidenziale solo dopo aver formato una base comune. Perciò, uno spirito che ritorna per risorgere, cerca una controparte fra gli uomini che, sulla terra, professano la stessa religione nella quale lui credette. Quando uno spirito, disceso a guidare una persona di sua scelta, l’aiuta a realizzare lo scopo della provvidenza di restaurazione, entrambi ricevono gli stessi benefici.

In secondo luogo, esaminiamo la resurrezione tramite il ritorno degli spiriti che vissero secondo coscienza, pur senza aver creduto in alcuna religione. Nessun uomo caduto incarna la bontà perfetta, perché nessuno ha eliminato da sé il peccato originale. Quindi, uno spirito è buono quando ha in sé relativamente più bontà rispetto a uno spirito malvagio. Questi spiriti buoni discendono su persone buone in terra e collaborano con loro per aiutarle a realizzare lo scopo della provvidenza di restaurazione di Dio. In questo processo, gli spiriti ricevono gli stessi benefici delle persone che hanno aiutato.

In terzo luogo, esaminiamo la resurrezione tramite il ritorno degli spiriti malvagi. La Bibbia parla dei “maledetti”, che sono soggetti al “fuoco eterno, preparato pel diavolo e per i suoi angeli” (Mt. 25:41). Gli angeli, cui la Bibbia qui si riferisce, sono gli spiriti malvagi che vivono e lavorano sotto il controllo del Diavolo. Le creature spirituali comunemente conosciute come fantasmi, che presentano lineamenti e identità spesso oscuri, non sono altro che spiriti malvagi. Anch’essi possono ricevere i benefici dell’era ritornando sulla terra; tuttavia, non sempre il lavoro degli spiriti malvagi porta frutto e non sempre essi ricavano dalle loro azioni i benefici della resurrezione tramite il ritorno. Per ricevere tali benefici, il lavoro degli spiriti malvagi deve sortire l’effetto di punire gli uomini terreni, per aiutarli a porre le condizioni d’indennizzo per i loro fallimenti, che hanno frustrato i tentativi precedentemente condotti da Dio per purificarli dei loro peccati. Allora, in che modo l’opera degli spiriti malvagi può portare il giudizio da parte del Cielo?

Facciamo un esempio. Supponiamo che un uomo sulla terra, sulla base dei benefici dell’era, stia per essere promosso dalla sua attuale sfera di grazia a un’altra più elevata. Quell’uomo non può passare nella nuova sfera di grazia senza prima porre alcune condizioni d’indennizzo per rimuovere i peccati del passato. Se la promozione deve avvenire dalla sfera familiare a quella del clan, l’uomo deve pagare il debito di peccato sia per sé stesso che per gli antenati del suo clan, e il Cielo permette agli spiriti malvagi di tormentarlo, come punizione per quei peccati; sopportando volontariamente e superando le sofferenze inflitte dagli spiriti malvagi, quell’uomo paga vittoriosamente indennizzo e, attraverso questa condizione, si qualifica a entrare nella più alta sfera di grazia a livello di clan. Anche gli spiriti malvagi che l’hanno tormentato riceveranno una grazia corrispondente. Questo è il modo in cui, sulla base dei benefici dell’era, la provvidenza di restaurazione espande la sua sfera di grazia dal livello familiare ai livelli di clan, nazionale e mondiale. Ogni volta che l’umanità dev’essere promossa a un livello più alto, la persona che guida la provvidenza deve porre una condizione d’indennizzo per risolvere i peccati commessi da lui o dai suoi antenati.

L’opera degli spiriti malvagi può aiutare una persona terrena a realizzare le condizioni d’indennizzo per espiare i suoi peccati in due modi diversi. Primo, lo spirito può tormentare la persona sulla terra direttamente. Secondo, lo spirito malvagio può discendere sullo spirito di un’altra persona, che vive in terra e sta per commettere un peccato paragonabile a quello della persona che dev’essere punita, e lavorare attraverso la seconda persona per attaccare la prima. In entrambi i casi, sopportando volontariamente e con gratitudine l’opera dello spirito malvagio, la persona terrena pone la condizione d’indennizzo per espiare il suo peccato e quello dei suoi antenati. Risolto quel peccato, la persona potrà entrare nella sfera di grazia più elevata, accessibile nella nuova era. Così, l’opera dello spirito malvagio avrà portato, da parte del Cielo, il giudizio per i peccati della persona. Di conseguenza, anche lo spirito riceverà gli stessi benefici della persona sulla terra ed entrerà nella sfera di grazia più elevata.

2.4 La Teoria della Reincarnazione alla luce del Principio tramite il Ritorno

Nel cercare di realizzare l’intero scopo della provvidenza di restaurazione, Dio ha chiamato molti individui ed ha assegnato a ciascuno di essi una missione adatta. Questi individui hanno tramandato la loro particolare missione ad altri individui, che avevano caratteristiche simili e si trovavano in circostanze analoghe. Così, gradualmente, ogni aspetto della missione è stato completato, nel lungo trascorrere della storia.

La provvidenza di restaurazione comincia con un individuo, si espande alla famiglia, alla nazione e al mondo, e alla fine porterà la restaurazione a tutto il cielo e la terra. Sebbene la missione data a ciascun individuo sia solo una parte del contesto più grande, anch’essa si sviluppa secondo questo schema: ogni missione inizia a livello individuale ed espande il suo ambito ai livelli familiare, nazionale e mondiale. Per prendere un esempio dalla Bibbia, la missione cominciata con Abramo a livello individuale e familiare passò a Mosè‚ a livello nazionale, e a Gesù, a livello mondiale.

Gli spiriti, che non poterono completare la loro missione durante la vita terrena, devono ritornare dagli uomini in terra che hanno lo stesso tipo di missione, che gli spiriti ebbero nel loro tempo. Quando lo spirito aiuta l’uomo terreno a realizzare la Volontà di Dio, quell’uomo non realizza soltanto la propria missione, ma anche quella dello spirito che l’ha aiutato. Perciò, dalla prospettiva della missione, il fisico dell’uomo serve simultaneamente come fisico dello spirito. In un certo senso, quell’uomo rappresenta la seconda venuta dello spirito e perciò, a volte, può essere chiamato col nome dello spirito e dare l’impressione di esserne la reincarnazione. Nella Bibbia, Giovanni Battista avrebbe dovuto realizzare la missione che Elia aveva lasciato incompiuta durante la sua vita terrena, poiché riceveva l’aiuto di Elia nelle sue azioni. Gesù chiamò Giovanni “Elia” perché il fisico di Giovanni serviva allo stesso tempo come corpo di Elia.[4]

Negli Ultimi Giorni, certe persone in terra ricevono missioni a livello mondiale e perciò devono ereditare e completare le responsabilità di tutti gli spiriti del passato che si erano impegnati nello stesso campo di attività. Quegli spiriti discenderanno su tali persone e le aiuteranno a completare il lavoro che gli spiriti stessi lasciarono incompiuto. Gli uomini terreni, che sono in un certo senso la seconda venuta di quegli spiriti guida, potrebbero ritenere di esserne la reincarnazione. Perciò, negli Ultimi Giorni, ci saranno persone che proclameranno di essere la seconda venuta di Gesù, di Buddha, di Confucio, dell’Albero d’Ulivo o dell’Albero della Vita. Le dottrine induiste e buddiste, concernenti la reincarnazione, interpretano questi fenomeni esteriori, ma senza il beneficio di conoscere il principio della resurrezione tramite il ritorno.

Sezione 3 – L’Unificazione delle Religioni attraverso la Resurrezione tramite il Ritorno

3.1 L’Unificazione del Cristianesimo attraverso la Resurrezione tramite il Ritorno

Al tempo del Secondo Avvento, tutti gli spiriti di vita che abitano in Paradiso discendono sugli uomini in terra che, credendo nel Signore e servendolo, possono raggiungere il livello di spiriti divini. Collaborando con questi uomini per realizzare la Volontà di Dio nella provvidenza di restaurazione, gli spiriti potranno conseguire gli stessi benefici ed entrare nel Regno dei Cieli.[5] Di conseguenza, in quel tempo, tutti gli spiriti discenderanno dal Paradiso e assisteranno i credenti sulla terra.

Per quanto il tempo della visita possa variare in relazione alla fede dell’individuo, alle sue caratteristiche innate e alle realizzazioni provvidenziali dei suoi antenati, prima o poi ciascun credente sarà guidato dagli spiriti del Paradiso a presentarsi a Cristo al Secondo Avvento e dedicare la propria vita alla Volontà di Dio. Per questo motivo, la Cristianità è destinata a essere unificata.

3.2 L’Unificazione di tutte le Altre Religioni attraverso la Resurrezione tramite il Ritorno

Come abbiamo già spiegato, tutte le religioni, che hanno perseguito lo stesso scopo finale, stanno gradualmente fondendosi in un’unica sfera culturale basata sugli ideali cristiani.[6] Il Cristianesimo non esiste per i propri interessi, ma ha la missione finale di realizzare lo scopo di tutte le religioni della storia. Cristo al Secondo Avvento, che deve venire come centro della Cristianità, è la stessa persona di Buddha, che deve ritornare secondo gli insegnamenti del Buddismo, del Vero Uomo, che è atteso dalla tradizione religiosa cinese, del Chongdoryong invocato da molti coreani, e della figura centrale, il cui avvento anche le altre religioni aspettano.

Di conseguenza, al Secondo Avvento di Cristo, tutti gli spiriti che nella loro vita terrena credettero in religioni diverse dal Cristianesimo, ritorneranno anch’essi sulla terra per risorgere, al pari degli spiriti in Paradiso, anche se il tempo del loro ritorno varierà a seconda della loro posizione spirituale. Questi spiriti devono guidare i credenti terreni, appartenenti alle loro rispettive religioni, verso Cristo al Secondo Avvento e aiutarli a credere in lui e servirlo nella sua opera, intesa a realizzare la Volontà di Dio. Possiamo rilevare un parallelismo col tempo del Primo Avvento: i tre magi d’oriente, che erano seguaci di Zoroastro, si misero alla ricerca di Gesù e, appena nato, lo adorarono (Mt. 2:1-12). Di conseguenza, alla fine, tutte le religioni saranno unificate intorno a un Cristianesimo rinnovato.

3.3 L’Unificazione degli Uomini senza Religione attraverso la Resurrezione tramite il Ritorno

Anche gli spiriti che, nella loro vita, si comportarono secondo coscienza, ma non credettero in alcuna religione, ritorneranno sulla terra, a tempo debito, per ricevere i benefici della resurrezione tramite il ritorno, e guideranno le persone di coscienza sulla terra a ricercare Cristo al Secondo Avvento per servirlo e assisterlo nella realizzazione della Volontà di Dio.

La provvidenza di restaurazione di Dio ha lo scopo finale di salvare tutta l’umanità. Perciò, Dio vuole abolire completamente l’inferno, dopo che sia trascorso il tempo necessario perché ciascun individuo possa espiare i propri peccati. Se l’inferno dovesse rimanere eternamente nel mondo in cui si realizza lo scopo di bontà di Dio, ciò contraddirebbe la perfezione di Dio, il Suo ideale e la Sua provvidenza di restaurazione.

Neanche i genitori caduti possono sentirsi allegri quando uno dei loro figli è infelice. Non è questo ancora più vero per Dio, nostro Padre Celeste? È scritto:

Il Signore…è paziente verso voi, non volendo che alcuni periscano, ma che tutti giungano a ravvedersi – 2 Pt. 3:9

Di conseguenza, l’inferno non può durare eternamente; nel mondo ideale, che è la realizzazione del più profondo desiderio di Dio, non resterà traccia dell’inferno. Negli Ultimi Giorni, quando il tempo sarà maturo, gli spiriti malvagi scenderanno sugli uomini malvagi terreni del loro stesso livello spirituale e li aiuteranno a compiere la Volontà di Dio. In effetti, persino i demoni testimoniarono che Gesù era il Figlio di Dio (Mt. 8:29).

Partecipando a queste varie provvidenze, attraverso un lungo arco temporale, tutti gli uomini convergeranno gradualmente verso la meta del mondo ideale di Dio.


[1] cfr. Cristologia 2.2

[2] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 5.1

[3] cfr. I Periodi della Storia Provvidenziale e la Determinazione della Loro Durata 2.2

[4] cfr. Resurrezione 2.3.2.1

[5] cfr. Resurrezione 2.3.2.2

[6] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 4.2

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