Il Secondo Avvento

Gesù preannunciò chiaramente il suo ritorno (Mt. 16:27), soggiungendo però che nessuno ne conosceva il giorno e l’ora, neppure gli angeli, e neppure lui stesso (Mt. 24:36). Perciò, è stato generalmente considerato vano discutere sulla data, il luogo e il modo del Secondo Avvento.

Ma quant’è a quel giorno ed a quell’ora, nessuno lo sa … ma il Padre solo – Mt. 24:36

Poiché il Signore, l’Eterno, non fa nulla, senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti – Amos 3:7

Da questi versi possiamo dedurre che Dio, il quale conosce il giorno e l’ora, rivelerà sicuramente tutti i segreti del Secondo Avvento ai Suoi profeti prima di compiere la Sua opera.

Sebbene Gesù abbia detto che il Signore verrà come un ladro (Ap. 3:3), è scritto anche che il Signore non verrà di nascosto, come un ladro, per quelli che saranno nella luce (1 Tess. 5:4). Se riflettiamo sugli avvenimenti che accompagnarono la Prima Venuta di Gesù, possiamo comprendere che egli venne come un ladro per i sacerdoti e gli scribi che erano nelle tenebre, ma alla famiglia di Giovanni Battista, che era nella luce, Dio preavvisò chiaramente la nascita di Gesù. Quando Gesù nacque, Dio comunicò il Suo segreto ai tre Magi, a Simone e Anna e ai pastori. Gesù disse:

Badate a voi stessi, che talora i vostri cuori non siano aggravati da crapula, da ubriachezza e dalle ansiose sollecitudini di questa vita, e che quel giorno non vi venga addosso all’improvviso come un laccio; perché verrà sopra tutti quelli che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate dunque, pregando in ogni tempo, affinché siate in grado di scampare a tutte queste cose che stanno per accadere, e di comparire dinanzi al Figliuol dell’uomo – Lc. 21:34-36

Così, Gesù indicò decisamente che il segreto del tempo, del luogo e del modo del suo ritorno sarà rivelato agli uomini di fede che veglieranno, in modo che possano prepararsi per il giorno del Secondo Avvento. Nella provvidenza di restaurazione, Dio rivelò sempre in anticipo ai Suoi profeti ciò che avrebbe compiuto. Il giudizio del diluvio al tempo di Noè, la distruzione di Sodoma e Gomorra e la nascita di Gesù sono solo alcuni esempi. Di conseguenza, per quanto riguarda il Secondo Avvento del Signore, Dio darà certamente profezie ai credenti che saranno nella luce e avranno orecchie per intendere e occhi per vedere. È scritto:

E avverrà negli ultimi giorni, dice Iddio, che io spanderò del mio Spirito sopra ogni carne; e i vostri figliuoli e le vostre figliuole profeteranno, e i vostri giovani vedranno delle visioni, e i vostri vecchi sogneranno dei sogni – At. 2:17

Sezione 1 – Quando Cristo Ritornerà?

Chiamiamo il tempo del Secondo Avvento di Cristo gli Ultimi Giorni. Come è stato già spiegato, noi viviamo oggi negli Ultimi Giorni.[1] Possiamo così capire che oggi è veramente il tempo del ritorno di Cristo. Dal punto di vista della storia provvidenziale, Gesù venne alla conclusione del periodo di 2000 anni dell’Era dell’Antico Testamento, l’Era della Provvidenza di Restaurazione. Il principio della restaurazione tramite indennizzo ci fa capire che Cristo deve ritornare alla fine del periodo di 2000 anni dell’Era del Nuovo Testamento, l’Era del Prolungamento della Provvidenza di Restaurazione, che ha restaurato l’era precedente tramite condizioni d’indennizzo parallele sostanziali.

Come è stato dettagliatamente esaminato con riguardo alla Prima Guerra Mondiale, poco dopo la sconfitta della Germania e del Kaiser (la controfigura di Adamo dal lato di Satana) Stalin (la controfigura di Cristo al Secondo Avvento dal lato di Satana) salì al potere e costruì il mondo comunista.[2] Ciò stette a significare che stava avvicinandosi il tempo in cui Cristo sarebbe tornato per restaurare tramite indennizzo il mondo ideale caratterizzato da interdipendenza, mutua prosperità e valori universalmente riconosciuti. Possiamo perciò concludere che il periodo del Secondo Avvento iniziò poco dopo la fine della Prima Guerra Mondiale.

Sezione 2 – In che Modo Cristo Ritornerà?

2.1 Prospettive Bibliche

Dio rivela con ampio anticipo tutti i punti essenziali della Sua Volontà in parabole e simboli, così che gli uomini, che vivono in ciascuna era, possano comprendere le esigenze della provvidenza per il loro tempo e per il futuro, in modo adeguato al loro livello intellettuale e spirituale. Il fatto che nella Bibbia Dio abbia usato parabole e simboli ha inevitabilmente dato luogo a molte interpretazioni, tra loro divergenti. Questa è stata una delle ragioni principali della divisione delle chiese. Nell’interpretare la Bibbia, perciò, l’aspetto più importante è trovare la giusta prospettiva.

Consideriamo ad esempio Giovanni Battista. Per 2000 anni abbiamo letto la Bibbia col preconcetto che Giovanni avesse completato la missione assegnatagli; trovandone anche conferma in vari passi. Ma quando riesaminiamo la Bibbia più accuratamente, da un diverso punto di vista, possiamo chiaramente riconoscere che in effetti Giovanni Battista non completò la sua missione.[3]

Fino ad oggi molti di noi hanno letto la Bibbia col preconcetto che Gesù debba venire sulle nuvole, accompagnato da segni e portenti, basandosi su parole di Gesù come:

e vedranno il Figliuol dell’uomo venir sulle nuvole del cielo con gran potenza e gloria. E manderà i suoi angeli con gran suono di tromba a radunare i suoi eletti dai quattro venti – Mt. 24:30:31

Se aderiamo strettamente all’interpretazione letterale, il dato biblico sembra effettivamente indicare in quella direzione. Tuttavia, l’idea che Cristo ritorni sulle nuvole è completamente inaccettabile per la mentalità scientifica dell’era moderna. È perciò necessario indagare più profondamente la Bibbia da un diverso punto di vista, per afferrare il vero significato di tali versi.

Il precedente approfondimento dei passi biblici riguardanti Giovanni Battista ci suggerisce questa nuova prospettiva. Il profeta Malachia aveva predetto che Elia sarebbe ritornato prima della venuta del Messia (Ml. 4:5). Molti Ebrei, che attendevano ansiosamente quel giorno, credevano che Elia, il quale era prodigiosamente asceso al cielo, ne sarebbe disceso allo stesso modo. Contrariamente alle loro attese, però, Gesù dichiarò schiettamente che Giovanni Battista, il figlio di Zaccaria, era Elia (Mt. 11:14). Se crediamo alla testimonianza di Gesù, comprendiamo che il ritorno d’Elia non doveva affatto aver luogo nel modo miracoloso in cui molti Ebrei lo aspettavano. In effetti, esso si compì con la nascita di un bambino. Analogamente, molti Cristiani oggi credono che Gesù ritornerà sulle nubi. Tuttavia, la nostra comprensione dell’effettivo ritorno d’Elia ci suggerisce un’altra possibilità: che il ritorno di Cristo si realizzi con la nascita di un bambino, proprio come accadde alla sua prima venuta. Da questa nuova prospettiva, riesaminiamo da vicino i versi biblici che riguardano il Secondo Avvento.

Alla prima venuta di Gesù, molti dei più colti uomini d’Israele pensavano che il Messia sarebbe nato a Betleem come discendente del re Davide (Mt. 2:5-6; Mic. 5:2). C’erano però indubbiamente molti altri Ebrei, che aspettavano l’arrivo del Messia sulle nubi. Quest’ultima credenza era basata sulla lettura di varie profezie sugli eventi soprannaturali degli Ultimi Giorni (es. Gioele 2:30-31) e in particolare di quella di Daniele:

Io guardavo, nelle visioni notturne, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile a un figliuol d’uomo – Dan. 7:13

Perciò, i Farisei e i Sadducei chiesero a Gesù di mostrare loro un segno del cielo, come prova che egli fosse il Messia (Mt. 16:1-4; Mc. 8:11-12). Senza alcuno dei segni soprannaturali dal cielo predetti nella Bibbia, essi non erano pronti ad accettarlo come il tanto atteso Messia. La convinzione che il Messia dovesse tornare in modo soprannaturale continuò fin dopo la morte di Gesù, anche tra alcuni Cristiani eterodossi, i quali credettero che egli non fosse venuto in un corpo di carne ed ossa. L’apostolo Giovanni condannò quei credenti come anticristi:

Poiché molti seduttori sono usciti per il mondo i quali non confessano Gesù Cristo esser venuto in carne. Quello è il seduttore e l’anticristo – 2 Gv. 7

Molti Cristiani affermano che la profezia di Daniele riguarda il Secondo Avvento. Tuttavia, nell’Era dell’Antico Testamento, Dio lavorò per realizzare completamente lo scopo della provvidenza di restaurazione con la venuta di Gesù, come attesta la Bibbia:

Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni – Mt. 11:13

Poiché il termine della legge è Cristo, per esser giustizia ad ognuno che crede – Rm. 10:4

Perciò, prima che Gesù stesso iniziasse a parlare del suo ritorno, nessuno neppure immaginava un Secondo Avvento. È ovvio che nessun Ebreo di quel tempo pensava che il versetto di Daniele potesse riferirsi a qualcosa di differente da quella che essi credevano sarebbe stata la prima e unica venuta del Messia.

Contrariamente alle attese di molti devoti Ebrei, i quali avevano tratto dalla Bibbia il convincimento che il Messia sarebbe venuto sulle nuvole, accompagnato da segni e portenti nei cieli, Gesù nacque sulla terra come il figlio di un’umile famiglia. Così, dobbiamo riesaminare la Bibbia con la prospettiva che il Secondo Avvento di Cristo possa aver luogo, invece che miracolosamente, proprio nello stesso modo in cui, in realtà, si realizzò il primo.

2.2 Cristo Ritornerà come un Bambino sulla Terra

Gesù fece numerose predizioni, annunciando cosa sarebbe accaduto al Signore al suo ritorno:

Ma prima bisogna ch’e’ soffra molte cose, e sia reietto da questa generazione – Lc. 17:25

Se dovesse tornare letteralmente sulle nubi del cielo, con gran potenza e gloria e con le trombe degli angeli (Mt. 24:30-31), Gesù non sarebbe facilmente accettato e onorato, anche da questo mondo pieno di peccato? Ritornando in tale modo, è assolutamente impensabile che possa incontrare persecuzioni o rifiuto.

Perché allora Gesù predisse che al suo ritorno avrebbe affrontato una situazione così miserabile? Gli Ebrei di quel tempo stavano ansiosamente aspettando il giorno in cui Elia sarebbe disceso dal cielo, precedendo il Messia come suo araldo, adempiendo alla profezia di Malachia (Ml. 4:5). Invece, prima che il popolo potesse avere notizie di sorta sul ritorno d’Elia, Gesù, un uomo di umili origini, venne come un ladro, proclamando di essere il Messia, e gli Ebrei lo disprezzarono e lo perseguitarono.[4] Riflettendo sulla propria situazione, Gesù previde che al Secondo Avvento i Cristiani, in attesa del suo ritorno, avrebbero ancora una volta fissato lo sguardo al cielo, avrebbero probabilmente perseguitato Cristo al Secondo Avvento, quando fosse nato nella carne e apparso inaspettatamente come un ladro, e l’avrebbero condannato come un eretico, proprio come era stato condannato Gesù. Questo è il motivo per cui Gesù predisse che il Signore avrebbe sofferto e sarebbe stato rifiutato dalla propria generazione. Questa profezia può essere adempiuta solo se Cristo ritorna nella carne; non è possibile che si avveri se egli viene sulle nubi.

Gesù disse:

Io vi dico che farà loro prontamente giustizia. Ma quando il figliuol dell’uomo verrà, troverà egli la fede sulla terra? – Lc. 18:8

Quando il mondo entra negli Ultimi Giorni, un numero sempre maggiore di Cristiani si impegna a sviluppare una fede più forte. Come possono perdere tutti la fede al Secondo Avvento, se il Signore viene letteralmente sulle nubi del cielo, tra il suono delle trombe degli angeli e la gloria di Dio? Anche questa profezia non può realizzarsi se Cristo ritorna in maniera soprannaturale.

Al tempo di Gesù, molti Ebrei pensavano che il Messia sarebbe nato a Betleem e sarebbe diventato loro re (Mt. 2:6), ma soltanto dopo che Elia fosse ritornato dal cielo. Contrariamente a tali attese, prima che fosse apparso Elia, il figlio d’un falegname di Nazaret si fece avanti e si presentò come Messia. È comprensibile che Gesù non poté trovare nessun credente Ebreo abbastanza fedele e zelante da seguirlo fino alla morte. Gesù si lamentò di questa situazione e presagì che qualcosa di simile avrebbe potuto accadere al suo ritorno: al Secondo Avvento, i credenti avrebbero guardato soltanto verso il cielo, pensando che Cristo sarebbe tornato sulle nubi nella gloria. Perciò, quando Cristo in effetti ritornerà sulla terra come un uomo di umili origini, potrà non trovare alcuna fede, così come era accaduto al tempo di Gesù. Questa profezia di Luca non potrà mai realizzarsi se non con la nascita sulla terra di Cristo al Secondo Avvento.

Secondo l’interpretazione di alcuni studiosi, questo versetto significherebbe che le tribolazioni degli Ultimi Giorni saranno così severe da far perdere la fede a tutti i credenti. Ma nel corso della provvidenza nessuna tribolazione, per quanto amara, è riuscita a bloccare il cammino dei credenti. A maggior ragione negli Ultimi Giorni, quando i Cristiani sono impazienti di passare l’ultima porta per il Cielo! È nella natura universale della fede che quanto più grandi si fanno le prove e le tribolazioni, con tanto più impegno ricerchiamo la salvezza di Dio. Gesù disse:

Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatte in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità – Mt. 7:22-23

Se un Cristiano è così devoto da compiere miracoli nel nome del Signore, quanto più ardentemente crederebbe nel Signore e lo servirebbe, se egli venisse sulle nubi in grande gloria? E Gesù non l’accoglierebbe calorosamente? Perché allora Gesù parlò come se al suo ritorno intendesse rinnegare dei Cristiani così ferventi? Se Cristo al suo ritorno rinnegherà tali devoti Cristiani, chi potrà mai salvarsi negli Ultimi Giorni? Anche questa profezia non potrà realizzarsi se Gesù verrà sulle nubi.

Al tempo di Gesù, devono esserci stati molti Ebrei così ardenti nella fede da riuscire a compiere miracoli nel nome di Dio. Però, essi credevano che Elia stesso sarebbe disceso dal cielo prima che venisse il Messia, e perciò era per loro difficile accettare che Elia fosse presente tra loro come Giovanni Battista – soprattutto a causa della smentita di Giovanni (Gv. 1:21). Così, non accettarono Gesù come Messia e l’ostracizzarono dalla comunità. Di conseguenza, Gesù dovette abbandonarli tra le lacrime. Analogamente, al Secondo Avvento di Cristo, i Cristiani che ne aspettano l’apparizione miracolosa e gloriosa quasi certamente lo rinnegheranno, se egli verrà nella carne di un’umile nascita. Per quanto possano essere devoti, il Signore non potrà far altro che abbandonarli, perché avranno trasgredito la Volontà di Dio.

Le varie profezie riguardanti gli Ultimi Giorni nel Capitolo 17 di Luca non potranno realizzarsi se Cristo ritornerà in maniera soprannaturale. Quei versi possono essere spiegati soltanto sulla premessa che Cristo ritornerà nascendo sulla terra. Esaminiamo da vicino ciascuno di essi:

Il Regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi – Lc. 17:20

Se il Signore verrà sulle nubi in modo miracoloso, il Regno di Dio arriverà in maniera evidente a tutti. Anche al Primo Avvento, il Regno di Dio era già giunto sulla terra con la nascita di Gesù, ma gli Ebrei non potevano vederlo, perché stavano ancora aspettando il ritorno d’Elia dal cielo e perciò non credevano in Gesù. Allo stesso modo, al Secondo Avvento, anche se il Regno di Dio sorgerà sulla terra con la nascita di Cristo, i Cristiani che crederanno che egli debba venire sulle nubi, accompagnato da eventi soprannaturali, non crederanno nel Signore e così non vedranno il Regno di Dio.

Ecco, Il Regno di Dio è dentro di voi – Lc. 17:21

Al tempo di Gesù, coloro che credettero in lui e lo seguirono erano già partecipi del Regno di Dio nei loro cuori. Analogamente, al Secondo Avvento di Cristo, poiché egli nascerà sulla terra, il Regno dei Cieli sarà realizzato dapprima nel cuore di coloro che crederanno in lui e lo seguiranno. Col moltiplicarsi di tali persone fino a formare società e nazioni, il Regno dei Cieli si manifesterà gradualmente nel mondo come una realtà esteriore e visibile. Perciò, Gesù volle dire che il Regno dei Cieli promesso non sarà realizzato in un istante, come lo sarebbe se Cristo dovesse ritornare sulle nubi.

Desidererete vedere uno de’ giorni del Figliuol dell’uomo, e non lo vedrete – Lc. 17:22

Se il Signore venisse sulle nubi, col suono delle trombe degli angeli, tutti potrebbero vederlo. Chi allora desidererebbe vedere il giorno del Figlio dell’uomo e non lo vedrebbe? Ma Gesù predisse che il popolo non vedrà quel giorno. Al Primo Avvento di Gesù, il giorno del Figlio dell’uomo sorse sulla terra con la sua nascita, ma gli Ebrei senza fede non poterono vederlo. Analogamente, al Secondo Avvento di Cristo, il giorno del Figlio dell’uomo sorgerà sulla terra con la sua nascita, ma molti Cristiani non potranno vederlo perché, convinti che egli debba venire in modo miracoloso, non crederanno in lui o non lo seguiranno, neppure dopo averlo incontrato. Anche se il giorno del Figlio dell’uomo sarà già arrivato, non saranno in grado di vederlo.

E vi si dirà: Eccolo là, eccolo qui; non andate e non li seguite – Lc. 17:23

Come è stato già spiegato,[5] negli Ultimi Giorni i Cristiani che avranno raggiunto un certo livello spirituale potranno ricevere la rivelazione di essere il Signore. Non comprendendo il fondamento nel Principio di una simile rivelazione, essi probabilmente proclameranno di essere il Messia e diverranno anticristi, prima della venuta del Signore. Perciò, Gesù disse queste parole come avvertimento a non essere sviati o confusi da tali persone.

Com’è il lampo che balenando risplende da un’estremità all’altra del cielo, così sarà il Figliuol dell’uomo nel suo giorno – Lc. 17:24

Quando Gesù nacque, la notizia della nascita del Re dei Giudei raggiunse il re Erode e turbò tutta Gerusalemme (Mt. 2:2-3). Al Secondo Avvento, i progressi nei trasporti e nelle comunicazioni consentiranno alla notizia del Secondo Avvento di viaggiare da un estremo all’altro della terra alla velocità del lampo.

E come avvenne a’ giorni di Noè, così pure avverrà a’ giorni del Figliuol dell’uomo – Lc. 17:26

Quando seppe che il giudizio del diluvio era imminente, Noè invitò il popolo a entrare nella sua arca (2 Pt. 2:5). Ma tutti quelli che non ascoltarono le sue parole affogarono. Analogamente, negli Ultimi Giorni, Cristo ritornerà nella carne e chiamerà le persone a entrare nell’arca della verità, ma i Cristiani che cocciutamente fisseranno lo sguardo al cielo, aspettando di vedere segni miracolosi dell’apparizione del Signore, non ascolteranno le parole di verità proclamate in terra e, invece, rinnegheranno il Signore come un eretico. Incuranti come il popolo del tempo di Noè, non sapranno servire la Volontà provvidenziale di Dio.

Chi cercherà di salvare la sua vita, la perderà; ma chi la perderà, la preserverà – Lc. 17:33

Chi avrebbe bisogno di mettere a repentaglio la propria vita per seguire il Signore, se egli venisse sulle nubi, col suono delle trombe degli angeli? Ritornando con una nascita fisica, Gesù apparirà come un eretico a quei Cristiani che aspettano ch’egli venga in modo miracoloso. Così, coloro che lo seguiranno dovranno essere pronti ad affrontare anche la morte. Questo versetto vuol dire che gli uomini che crederanno in lui e lo seguiranno a rischio della propria vita, vivranno; mentre la morte prenderà quelli che, al contrario, distolti dalle preoccupazioni mondane, gli si volgeranno contro e si allontaneranno da lui per salvare la propria vita.

Dove sarà il corpo, ivi anche le aquile si raduneranno – Lc. 17:36

Così Gesù rispose a una domanda sul luogo del Secondo Avvento. Ricordiamo che gli uccelli rapaci scesero sulla tortora e sul piccione, che non erano stati appropriatamente divisi sull’altare di Abramo (Gn. 15:11). Questo c’insegna che Satana cerca sempre un’occasione per reclamare ciò che non è santificato. Possiamo così capire il significato dell’enigmatica risposta di Gesù: proprio come gli avvoltoi si radunano intorno a una carcassa per divorarla, e i demoni si radunano attorno a coloro che sono spiritualmente morti per reclamarli, il Signore, che è la fonte della vita, verrà in un luogo di abbondante vita spirituale. Con quelle parole, Gesù volle dire che il Signore apparirà tra i credenti più devoti. Al Secondo Avvento di Cristo, gli uomini di ardente fede si raduneranno in un unico luogo, con l’assistenza di molti spiriti.[6] Quello sarà il luogo di vita dove il Signore apparirà. Gesù nacque nel popolo scelto, che adorava Dio fervidamente e, in particolare, si rivelò come il Messia a coloro che avevano la fede per seguirlo e divenire suoi discepoli. Poiché al Secondo Avvento Cristo nascerà sulla terra, è scritto:

Ed ella partorì un figliuolo maschio, che ha da reggere tutte le nazioni con verga di ferro; e il figliuolo di lei fu rapito presso a Dio ed al Suo trono – Ap. 12:5

La verga di ferro rappresenta la Parola di Dio, con la quale il Signore giudicherà il mondo del peccato e restaurerà il Regno dei Cieli in terra. È già stato spiegato dettagliatamente[7] che il giudizio del fuoco è il giudizio della Parola (Ger. 23:29). Così, la parola di Gesù, che sarà il nostro giudice negli Ultimi Giorni (Gv. 12:48), è la stessa parola con la quale cielo e terra saranno gettati nel fuoco del giudizio (2 Pt. 3:7), ed è anche il soffio della bocca del Signore, col quale egli distruggerà l’empio (2 Tess. 2:8). La Parola di Gesù è chiamata inoltre “il soffio delle sue labbra” e “la verga della sua bocca” (Is. 11:4), ed è simboleggiata dalla verga di ferro, come è scritto:

Ed egli le reggerà con una verga di ferro frantumandole a mo’ di vasi d’argilla – Ap. 2:27

Questo versetto parla di un figlio maschio che nasce da una donna ed è rapito a Dio ed al Suo trono. Chi dunque nasce da una donna come colui che è degno di sedere sul trono di Dio e governare tutte le nazioni con la parola di Dio? Non può essere altri che Cristo al Secondo Avvento, il quale nascerà sulla terra con un nuovo nome, a lui soltanto noto (Ap. 2:17; 19:12). Egli governerà come Re dei Re e costruirà il Regno dei Cieli in terra. All’inizio del Vangelo di Matteo, vengono ricordate le quattro donne adultere o gentili nella genealogia di Gesù (Mt. 1:3, 5, 6). Ciò dimostra che il Salvatore dell’umanità dovrà nascere da una discendenza peccaminosa come un uomo senza peccato, per salvare tutti i discendenti delle genealogie del peccato. Molti Cristiani hanno ritenuto che la donna nel versetto precedente sia la Chiesa,[8] basando quest’interpretazione sulla premessa che Cristo al Secondo Avvento verrà sulle nubi.

Alcuni Cristiani credono che il Secondo Avvento di Cristo si compia ogni volta che Gesù viene a dimorare nel cuore degli uomini (Gv. 14:20) con la discesa dello Spirito Santo (At. 8:15-17). Gesù ha dimorato nel cuore dei credenti fin dalla sua resurrezione e dalla discesa dello Spirito Santo alla Pentecoste (At. 2:4). Se fosse davvero questo, allora il Secondo Avvento avrebbe avuto luogo 2000 anni fa.

Inoltre, alcune chiese insegnano che Gesù ritornerà in spirito. Tuttavia, subito dopo essere risorto dalla tomba il terzo giorno, Gesù si mostrò ai suoi discepoli con le stesse sembianze che aveva avuto durante la sua vita terrena e, d’allora in poi, è liberamente apparso ed ha insegnato a molti Cristiani, che avevano raggiunto un livello spirituale elevato. Così, anche questa sorta di Secondo Avvento ebbe luogo 2000 anni fa. Se tali interpretazioni fossero esatte, non avremmo alcun motivo di desiderare il Secondo Avvento storico e attenderlo come il giorno del coronamento delle nostre più riposte speranze.

Pur avendo avuto frequenti incontri con Gesù risorto, che apparve loro in spirito, ancora i discepoli di Gesù aspettavano il suo Secondo Avvento. Possiamo dedurne che essi non desideravano il Secondo Avvento come il ritorno di Gesù in spirito. Ad esempio, quando apparve in visione all’apostolo Giovanni, Gesù gli disse “Sì, vengo tosto” e Giovanni rispose “Amen! Vieni, Signor Gesù!” (Ap. 22:20) Qui sia Gesù che Giovanni distinguono chiaramente le apparizioni spirituali di Gesù dal Secondo Avvento. Ciò dimostra che al Secondo Avvento Cristo non verrà come uno spirito, ma nascerà come un bambino sulla terra, proprio come alla prima venuta.

Nel Principio troviamo diverse ragioni per cui Cristo deve ritornare come un uomo terreno. Dio creò sia il mondo corporeo che quello incorporeo. Poi Dio creò gli uomini, ponendo in essi sia l’aspetto dello spirito che quello della carne, con l’intendimento che essi dominassero i due mondi, realizzando le Sue benedizioni.[9] A causa della Caduta di Adamo, gli uomini persero la qualifica di signori dei due mondi. Di conseguenza la creazione, privata dei suoi veri padroni, ha lamentato la propria attesa per la comparsa dei figli di Dio, che possano autenticamente dominarla (Rm. 8:19-22). Gesù, l’Adamo perfetto, venne come perfetto Signore dei due mondi (1 Cor. 15:27). Innestando di sé (Rm. 11:17) e unendo a sé tutti i credenti, egli intendeva qualificarli a divenire signori dell’universo.

Nonostante ciò, quando gli Ebrei osteggiarono Gesù, Dio dovette offrire il suo corpo sulla croce, come riscatto per la redenzione dell’umanità. Poiché il corpo di Gesù fu consegnato nelle mani di Satana, la salvezza fisica rimase irrealizzata. Gesù ascese da questo mondo con la promessa che sarebbe tornato a completare la salvezza, che aveva realizzato solo spiritualmente.[10] Da allora in poi, non c’è stato nessuno sulla terra che abbia potuto raggiungere la perfezione sia fisica che spirituale, dominare il mondo fisico e quello spirituale e unirli in armonia. Questa è la ragione per cui Cristo non può ritornare con il solo corpo spirituale. Come al Primo Avvento, egli dovrà venire come uomo e crescere sino alla perfezione, sia nello spirito che nella carne. Poi, innestando di sé tutti gli uomini sia spiritualmente che fisicamente, dovrà guidarli alla perfezione di spirito e carne e qualificarli come signori tanto del mondo spirituale che del mondo fisico.

Originalmente, Gesù avrebbe dovuto restaurare il Regno dei Cieli in terra, divenendo il Vero Genitore dell’umanità restaurata e il re del regno terreno di Dio (Is. 9:5; Lc. 1:31-33). Invece, a causa della mancanza di fede del popolo, Gesù non poté completare la Volontà originale di Dio e andò sulla croce, promettendo che più avanti sarebbe ritornato e l’avrebbe sicuramente realizzata. Di conseguenza, al Secondo Avvento, Cristo è nuovamente responsabile di costruire il Regno dei Cieli in terra e diventare il Vero Genitore e re di tutta l’umanità. Questa è un’altra ragione per cui, come alla prima venuta, Cristo al Secondo Avvento dovrà nascere sulla terra.

La redenzione dei peccati è possibile soltanto nella vita terrena.[11] Per redimere i nostri peccati sulla terra, Cristo dovrà venire come uomo sulla terra. La salvezza che Gesù ha portato con la sua crocefissione, invece, è limitata alla dimensione spirituale e non risolve il peccato originale, che si trasmette attraverso i nostri corpi fisici e rimane attivo in noi. Perciò, Cristo dovrà venire ancora per portare all’umanità la salvezza completa, compresa quella fisica. Cosa che certamente non potrà fare, se verrà soltanto come uno spirito: dovrà venire con un corpo fisico, come fece al suo Primo Avvento.

Abbiamo così chiarito che il Secondo Avvento di Cristo non sarà un avvento spirituale, ma fisico, come lo fu il primo. Supponendo anche che Cristo dovesse tornare in spirito, sarebbe imbarazzante vedere uno spirito, trascendente tempo e spazio e percettibile solo ai sensi spirituali, collocato su nuvole composte di materia. Per altro verso, se il Secondo Avvento dovesse compiersi con l’improvvisa apparizione di Cristo nella carne, al di sopra delle nubi, come potrebbe rimanere sospeso? Dove risiederebbe prima di tale apparizione? Alcuni potrebbero obiettare a tali domande, sostenendo che per l’onnipotente Dio nulla è impossibile. Tuttavia, Dio non può ignorare le leggi e i principi che Egli stesso ha posto. Dio non ha bisogno, per condurre la Sua provvidenza, di violare il Proprio Principio facendo sì che Cristo, che deve ritornare in una carne non diversa dalla nostra, risieda nello spazio esteriore e poi si manifesti nascendo sulle nubi. In conclusione, abbiamo dimostrato al di là di ogni dubbio che il Secondo Avvento di Cristo avrà luogo con la sua nascita fisica sulla terra.

2.3 Qual è il Significato del Versetto in cui è scritto che Cristo Ritornerà sulle Nubi?

Dal momento che il ritorno di Cristo avrà luogo con la sua nascita in terra, quale può essere il significato delle profezie bibliche secondo le quali egli verrà sulle nubi? Per approfondire questo argomento, dobbiamo prima esaminare il significato delle nuvole. Il passo seguente è tipico:

Ecco, egli viene colle nuvole; ed ogni occhio lo vedrà; lo vedranno anche quelli che lo trafissero, e tutte le tribù della terra faranno cordoglio per lui. Sì, Amen – Ap. 1:7

Secondo questo versetto, tutti potranno vedere il ritorno di Cristo. Solo Santo Stefano, al suo martirio, e i Cristiani devoti, che avevano i sensi spirituali aperti, furono in grado di vedere Gesù seduto alla destra di Dio (At. 7:55). Così, se Gesù dovesse discendere dal mondo spirituale come uno spirito, solo i credenti con i sensi spirituali aperti potrebbero vederlo; e non tutti gli occhi vedrebbero Cristo al suo ritorno. La profezia biblica, secondo la quale tutti vedranno il Signore, può realizzarsi soltanto se egli ritorna nella carne. Poiché un corpo di carne non può sorreggersi sulle nubi, le nuvole di questo versetto devono simboleggiare qualcos’altro.

Nello stesso passo è scritto anche che persino coloro che trafissero Gesù vedranno il suo ritorno. Gesù fu trafitto dai soldati romani, ma questi ultimi non saranno in grado di vedere il ritorno del Signore, se non venendo resuscitati. Tuttavia, secondo la Bibbia, solo i Cristiani devoti parteciperanno alla prima resurrezione, al ritorno di Cristo. Tutti gli altri spiriti risorgeranno soltanto dopo che saranno trascorsi “mille anni” nel Regno (Ap. 20:4-5). Perciò, l’espressione “quelli che lo trafissero” dev’essere una metafora che descrive non i soldati romani, ma un altro gruppo di persone. In effetti, essa si riferisce a quei Cristiani, viventi al tempo del Secondo Avvento, che si irrigidiranno nella convinzione che Cristo debba ritornare sulle nubi. Quando Cristo ritornerà sulla terra, contrariamente alle loro attese, con un’umile nascita, essi non lo riconosceranno e lo perseguiteranno. Se l’espressione “quelli che lo trafissero” è una metafora, anche le nuvole di cui parla lo stesso versetto devono essere metaforiche.

Cosa simboleggiano le nuvole? Le nuvole si formano con l’evaporazione dell’acqua impura dalla terra. Nella Bibbia, l’acqua simboleggia spesso l’umanità caduta (Ap. 17:15; Salmi 144:7). Possiamo dedurne che le nubi simboleggiano i Cristiani devoti, rinati e riscattati dallo stato di uomini caduti, il cui cuore abita in cielo e non in terra. La Bibbia e altre scritture sacre usano il simbolismo delle nubi anche per indicare le moltitudini (Eb. 12:1; cfr. Ez. 38:9). A volte troviamo questa figura retorica usata anche nella conversazione comune. Nel corso di Mosè, la colonna di nubi che guidava gli Israeliti di giorno rappresentava Gesù, che doveva venire come guida d’Israele; la colonna di fuoco durante la notte rappresentava lo Spirito Santo che, come controparte di Gesù, avrebbe guidato Israele col fuoco dell’ispirazione. Possiamo concludere che la venuta di Gesù sulle nuvole sta a significare che egli apparirà in un gruppo di credenti rinati, per diventare la guida dei Cristiani, la Seconda Israele. Ricordiamo che Gesù, interrogato sul luogo del suo ritorno, rispose:

Dove sarà il corpo, ivi anche le aquile si raduneranno – Lc. 17:37

Gesù voleva dire che sarebbe ritornato nel luogo dove si fossero riuniti i credenti più fervidi: si tratta fondamentalmente dello stesso concetto espresso nella profezia biblica del ritorno di Cristo sulle nubi.

Quando interpretiamo le nubi in questo modo metaforico, è evidente che al Primo Avvento Gesù stesso discese simbolicamente dal Cielo sulle nuvole. È scritto:

Il primo uomo, tratto dalla terra, è terreno, il secondo uomo è dal cielo – 1 Cor. 15:47

Nessuno è salito in cielo, se non colui che è disceso dal cielo: il Figliuol dell’uomo – Gv. 3:13

Pur essendo nato sulla terra, Gesù, dal punto di vista della provvidenza e del suo vero valore, veniva effettivamente dal cielo. Questo è anche il vero significato della profezia di Daniele (Dan. 7:13), che predisse la venuta di Gesù sulle nuvole.

2.4 Perché Gesù disse che il Signore sarebbe Ritornato sulle Nubi?

Ci sono due ragioni per cui Gesù profetizzò che il Signore sarebbe ritornato sulle nubi. In primo luogo, si doveva evitare che la disillusione causata dagli anticristi confondesse i credenti. Se Gesù avesse rivelato chiaramente che sarebbe ritornato con una nascita fisica, sarebbe stato impossibile prevenire la grande confusione creata da falsi messia. Poiché Gesù stesso, come Messia, venne da umili origini, persone di qualsiasi strato sociale, purché dotate di un certo grado di spiritualità, potrebbero dichiarare di essere il Secondo Avvento e dare al mondo una cocente delusione. Fortunatamente i Cristiani, aspettando che Cristo ritornasse sulle nubi, hanno in gran parte fissato lo sguardo al cielo, e perciò questo tipo di scompiglio è stato evitato. Tuttavia, ora che il tempo è maturo, dev’essere rivelata la verità sul ritorno di Cristo con una nascita fisica.

In secondo luogo, si dovevano incoraggiare i Cristiani che stavano percorrendo un difficile cammino di fede. Ci sono varie occasioni in cui Gesù adoperò espressioni paradossali, per incoraggiare i suoi seguaci a completare la Volontà di Dio nel più breve tempo possibile. Per esempio, egli disse:

Io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il Figliuol dell’uomo sia venuto – Mt. 10:23

Ciò portò i discepoli a credere che il Secondo Avvento avrebbe avuto luogo nell’immediato futuro. Quando Gesù parlò a Pietro del suo imminente martirio, e questi gli chiese cosa sarebbe accaduto al discepolo Giovanni, Gesù rispose:

Se voglio che rimanga finch’io venga, che t’importa? – Gv. 21:22

Gesù disse anche:

In verità io vi dico che alcuni di coloro che son qui presenti non gusteranno la morte, finché non abbian visto il Figliuol dell’uomo venire nel suo regno – Mt. 16:28

Queste parole portarono i discepoli a pensare che avrebbero assistito al ritorno di Cristo durante la loro vita.

La speranza dell’imminente ritorno di Gesù infiammò lo zelo dei discepoli e diede loro la forza di resistere alle persecuzioni degli Ebrei e dell’Impero Romano. Incoraggiati dall’ardente speranza del Secondo Avvento e ripieni dello Spirito Santo (At. 2:1-4), stabilirono le prime chiese cristiane, nonostante le grandissime avversità. Gesù voleva incoraggiare e ispirare i discepoli, che si accingevano a portare una pesante croce e, per questa ragione, profetizzò che sarebbe venuto sulle nuvole, con il potere e la gloria di Dio, e avrebbe completato ogni cosa con la velocità d’un fulmine.

Sezione 3 – Dove Cristo Ritornerà?

Dovendo venire un’altra volta come un uomo che nasce sulla terra, certamente Cristo nascerà in un popolo scelto da Dio secondo la Sua predestinazione. Qual è il luogo che Dio ha scelto per il ritorno di Cristo? Chi sono le persone scelte per riceverlo?

3.1 Cristo Ritornerà tra gli Ebrei?

Alcuni Cristiani aspettano che Cristo ritorni tra gli ebrei, sulla base di numerosi passi della Bibbia:

E udii il numero dei segnati: centoquarantaquattromila segnati di tutte le tribù dei figliuoli d’Israele – Ap. 7:4

Io vi dico in verità che non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che il figliuol dell’uomo sia venuto – Mt. 10:23; cfr. Mt. 16:28

Tuttavia, una tale interpretazione di questi versi travisa il significato della provvidenza di Dio. Su questo argomento, Gesù diede la parabola della vigna:

Udite un’altra parabola: V’era un padron di casa, il quale piantò una vigna e le fece attorno una siepe, e vi scavò un luogo da spremer l’uva, e vi edificò una torre; poi l’allogò a de’ lavoratori, e se n’andò in viaggio. Or quando fu vicina la stagione de’ frutti, mandò i suoi servitori dai lavoratori, per ricevere i frutti della vigna. Ma i lavoratori, presi i servitori, uno ne batterono, uno ne uccisero, e un altro ne lapidarono. Da capo mandò degli altri servitori, in maggior numero de’ primi; e coloro li trattarono nello stesso modo. Finalmente, mandò loro il suo figliuolo, dicendo: Avranno rispetto al mio figliuolo. Ma i lavoratori, veduto il figliuolo, dissero tra di loro: Costui è l’erede; venite, uccidiamolo, e facciam nostra la sua eredità. E presolo, lo cacciaron fuori della vigna e l’uccisero. Quando dunque sarà venuto il padron della vigna, che farà egli a que’ lavoratori? Essi gli risposero: Li farà perir malamente, cotesti scellerati, e allogherà la vigna ad altri lavoratori, i quali gliene renderanno il frutto a suo tempo. Gesù disse loro: Non avete mai letto nelle Scritture: La pietra che gli edificatori hanno riprovata è quella ch’è divenuta pietra angolare; ciò è stato fatto dal Signore, ed è cosa maravigliosa agli occhi nostri? Perciò io vi dico … che il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti – Mt. 21:33-43

In questa parabola, il padrone rappresenta Dio, la vigna il lavoro di Dio, gli affittuari cui è stato affidato il lavoro gli Ebrei, i servi i profeti, il figlio del padrone Gesù e gli altri affittuari che raccoglieranno i frutti un’altra nazione, che potrà ricevere Cristo al Secondo Avvento e realizzare la Volontà di Dio. Con questa parabola, Gesù spiegò che non sarebbe venuto ancora nel popolo che lo aveva perseguitato. Dio toglierà loro la missione precedentemente assegnata, per darla a un altro popolo che possa produrre i suoi frutti al ritorno di Cristo.

Perché allora la Bibbia sembra indicare che Cristo ritornerà in Israele? Per rispondere a questa domanda, dobbiamo prima analizzare il significato di Israele. “Israele” è colui che è stato vittorioso. Giacobbe ricevette questo nome dopo aver sconfitto l’angelo che aveva lottato con lui al guado di Jabbok (Gn. 32:28). Giacobbe lottò con l’angelo per conquistare la posizione di Abele per la fondazione di sostanza. Conquistando vittoriosamente la posizione di Abele e facendo l’offerta sostanziale, Giacobbe stabilì la fondazione familiare per il Messia. I suoi discendenti, che su questa fondazione ereditarono la responsabilità per la provvidenza di Dio, sono chiamati Israele o il popolo scelto. Il termine “Israele” perciò identifica il popolo di Dio che ha trionfato nella fede e non necessariamente tutti coloro che provengono dalla discendenza di Giacobbe. Perciò, Giovanni Battista disse agli Ebrei:

E non pensate di dir dentro di voi: Abbiamo per padre Abramo; perché io vi dico che Iddio può da queste pietre far sorgere de’ figliuoli ad Abramo – Mt. 3:9 Inoltre, San Paolo disse:

Poiché Giudeo non è colui che è tale all’esterno; né è circoncisione quella che è esterna, nella carne; ma Giudeo è colui che lo è interiormente; e la circoncisione è quella del cuore, in spirito, non in lettera – Rm. 2:28-29

Non tutti i discendenti da Israele sono Israele – Rm. 9:6

Essi rimproveravano quegli Ebrei che si vantavano di essere il popolo scelto, soltanto in base al legame genealogico con Abramo, anche se non stavano di fatto vivendo secondo la Volontà di Dio.

Si può dire che i discendenti di Giacobbe erano Israele al tempo della loro partenza dall’Egitto sotto la guida di Mosè, ma non erano più tali quando si ribellarono a Dio nel deserto. Perciò Dio li spazzò via nel deserto e condusse in Canaan solamente la generazione più giovane; furono questi ultimi che Dio considerò come la vera Israele. Tra i discendenti di Abramo che entrarono nella terra di Canaan, le dieci tribù del regno settentrionale d’Israele, che trasgredirono il volere di Dio, persero la qualifica di popolo scelto di Dio e perirono. Soltanto le due tribù del regno meridionale di Giuda, che continuarono ad osservare la Volontà di Dio, mantennero la posizione di popolo scelto, e alla fine ricevettero Gesù. Nonostante ciò, quando misero Gesù sulla croce, persero anch’essi la qualifica di popolo centrale, responsabile della provvidenza di Dio.

Qual è divenuto il popolo scelto dopo la crocefissione di Gesù? Nessun altro che i Cristiani, i quali hanno ereditato la fede di Abramo e hanno assunto la missione che i discendenti di Abramo non hanno completato.

Per la loro caduta la salvezza è giunta ai Gentili per provocar loro a gelosia – Rm. 11:11

Con queste parole, San Paolo testimoniò che il centro della provvidenza di restaurazione di Dio si era spostato dagli Ebrei ai gentili (At. 13:46). Perciò, il popolo scelto che deve porre la fondazione per Cristo al Secondo Avvento è formato, anziché dai discendenti di Abramo, dai Cristiani che ne hanno ereditato la fede.

3.2 Cristo Ritornerà in una Nazione dell’Est

Come Gesù spiegò nella parabola della vigna (Mt. 21:33-43), gli Ebrei persero la loro missione provvidenziale quando, allo stesso modo degli affittuari che uccisero il figlio del padrone, misero Gesù sulla croce. Quale nazione, allora, erediterà il lavoro di Dio e porterà i suoi frutti? La Bibbia spiega che questa nazione si trova nell’Est. Il libro dell’Apocalisse descrive l’apertura di una pergamena chiusa con sette sigilli:

E vidi nella destra di Colui che sedeva sul trono, un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette suggelli. E vidi un angelo potente che bandiva con gran voce: Chi è degno d’aprire il libro e di romperne i suggelli? E nessuno, né in cielo, né sulla terra, né sotto la terra, poteva aprire il libro, o guardarlo. E io piangevo forte perché non s’era trovato nessuno che fosse degno d’aprire il libro, o di guardarlo. E uno degli anziani mi disse: Non piangere; ecco, il Leone che è della tribù di Giuda, il Rampollo di Davide, ha vinto per aprire il libro e i suoi sette suggelli – Ap. 5:1-5

Il Leone della tribù di Giuda significa Cristo; è lui che aprirà i sette sigilli negli Ultimi Giorni. Dopo ch’erano stati aperti sei sigilli:

E vidi un altro angelo che saliva dal sol levante, il quale aveva il suggello dell’Iddio vivente; ed egli gridò con gran voce ai quattro angeli ai quali era dato di danneggiare la terra e il mare, dicendo: Non danneggiate la terra, né il mare, né gli alberi, finché abbiam segnato in fronte col suggello i servitori dell’Iddio nostro. E udii il numero dei segnati: centoquarantaquattromila – Ap. 7:2-4

Ciò indica che il sigillo del Dio vivente sarà posto sulla fronte dei centoquarantaquattromila nell’Est, dove sorge il sole. I prescelti accompagneranno l’Agnello al suo ritorno (Ap. 14:1). Possiamo dedurne che la nazione che erediterà il lavoro di Dio e porterà i suoi frutti al Secondo Avvento si trova nell’Est. È lì che Cristo nascerà e sarà ricevuto dai centoquarantaquattromila scelti da Dio. Qual è la nazione dell’Est scelta per ricevere il Signore?

3.3 La Nazione dell’Est è la Corea

Fin dall’antichità, le nazioni dell’Est sono state tradizionalmente considerate tre: Corea, Giappone e Cina. Di queste, il Giappone ha adorato per tutta la sua storia la divinità del Sole Amaterasu-omi-kami. Il Giappone è entrato nel periodo del Secondo Avvento come una nazione fascista ed ha brutalmente perseguitato i Cristiani coreani.[12] La Cina al tempo del Secondo Avvento è stata un terreno di coltura del comunismo ed è poi diventata una nazione comunista. Entrambe queste nazioni si trovano dal lato di Satana. Perciò, la Corea è la nazione dell’Est dove Cristo ritornerà. Esaminiamo dal punto di vista del Principio i vari modi in cui la Corea si è qualificata a ricevere Cristo al Secondo Avvento. Come nazione in cui il Messia ritorna, la Corea doveva possedere i requisiti descritti nei paragrafi che seguono.

3.3.1 Una Condizione di Indennizzo Nazionale

Per diventare una nazione idonea a ricevere il Messia, la Corea doveva realizzare una fondazione nazionale basata sul numero quaranta per la separazione di Satana, per restaurare Canaan a livello cosmico. Perché alla Corea è stata data questa condizione d’indennizzo? Se Cristo ritorna in Corea, i Coreani sono destinati a diventare la Terza Israele. Nell’Era dell’Antico Testamento, i discendenti di Abramo che osservarono la Volontà di Dio e sopportarono la persecuzione in Egitto furono la Prima Israele. I Cristiani, che furono perseguitati come eretici dagli Ebrei mentre onoravano Gesù risorto e conducevano la provvidenza di restaurazione, divennero la Seconda Israele. È probabile che Cristo al suo ritorno sia analogamente condannato come eretico dai Cristiani del suo tempo, secondo la profezia in cui è scritto che soffrirà e sarà rinnegato dalla propria generazione (Lc. 17:25), com’era già accaduto a Noè. In tal caso, Dio dovrà abbandonare i Cristiani che perseguitano Cristo, così come abbandonò gli Ebrei che rinnegarono Gesù (Mt. 7:23). Allora i Coreani, che serviranno Cristo al suo ritorno e lo sosterranno nel completamento del terzo capitolo della provvidenza di Dio, diventeranno la terza Israele.

La Prima Israele soffrì 400 anni in Egitto per realizzare una fondazione basata sul numero quaranta per la separazione di Satana, necessaria per intraprendere il corso nazionale per restaurare Canaan. La Seconda Israele dovette superare 400 anni di persecuzioni nell’Impero Romano, per realizzare una fondazione basata sul numero quaranta per la separazione di Satana, necessaria per iniziare il corso mondiale per restaurare Canaan. Come Terza Israele, anche i Coreani dovettero soffrire sotto una nazione dal lato di Satana per un periodo che realizzasse il numero quaranta. In questo modo, essi poterono realizzare una fondazione basata sul numero quaranta per la separazione di Satana, necessaria per iniziare il corso cosmico per restaurare Canaan. Questo fu il periodo di quarant’anni durante i quali la Corea subì indicibili sofferenze come colonia del Giappone.

La Corea fu uno dei primi obiettivi della politica imperialista giapponese. Il trattato di Protezione di Ulsa, siglato nel 1905 da Hirohumi Ito per il Giappone e Wanyong Lee per la Corea,[13] impose a quest’ultima lo stato di protettorato giapponese. Tutti i diritti diplomatici della Corea vennero affidati alla cura del Ministero degli Esteri del Giappone. Il Giappone insediò un governatore generale e dislocò funzionari militari in tutte le provincie, per controllare tutti gli affari interni della Corea. In breve tempo, il Giappone impose il suo volere al popolo coreano, dettandone la politica, la diplomazia e le scelte economiche.

Il Giappone annetté forzatamente la Corea nel 1910. I Giapponesi commisero atrocità contro i Coreani, imprigionando e passando per le armi molti patrioti, e privando il popolo delle libertà. Un moto per l’indipendenza scoppiò il 1° marzo 1919, e i Giapponesi uccisero migliaia di civili in ogni parte della penisola. Nel 1923, al tempo del grande terremoto di Kanto, i Giapponesi presero come capri espiatori molti innocenti Coreani che vivevano a Tokyo e li massacrarono. In quel tempo, molti Coreani, che non potevano più sopportare l’oppressione giapponese, lasciarono le loro case e fuggirono nel deserto della Manciuria, in cerca di libertà. Là affrontarono indicibili sofferenze, dedicando anima e corpo per l’indipendenza della loro patria. L’esercito giapponese setacciò ogni località alla ricerca dei profughi coreani. In alcuni villaggi, ammassarono giovani e anziani in un unico edificio e vi appiccarono il fuoco, bruciandoli vivi. Il Giappone continuò questa tirannia fino al giorno della sua caduta.

I Coreani che furono uccisi nei moti per l’indipendenza del 1° marzo e nel deserto della Manciuria era prevalentemente Cristiani. Nel periodo finale del suo dominio coloniale, il Giappone avviò un’odiosa campagna, intesa a soffocare il Cristianesimo indipendente in Corea. I Cristiani coreani furono costretti ad andare nei templi Shinto, e quelli che non vi si assoggettarono furono imprigionati o uccisi. Solo con la resa dell’Imperatore giapponese Hirohito, alla fine della Seconda Guerra Mondiale, i Coreani furono finalmente liberati dalla schiavitù.

Il popolo coreano soffrì per quarant’anni, dal trattato di Protezione di Ulsa del 1905 fino alla liberazione nel 1945. Le loro sofferenze corrisposero a quelle patite dalla Prima Israele in Egitto e dalla Seconda Israele nell’Impero Romano. Il movimento per l’indipendenza della Corea fu guidato soprattutto dai Cristiani, tanto in patria che all’estero, e furono i Cristiani a soffrire di più sotto la tirannia giapponese.

3.3.2 La Linea del Fronte di Dio e di Satana

Negli Ultimi Giorni, il mondo è diviso in due: il mondo democratico e quello comunista. Avendo dato ad Adamo la benedizione del dominio, Dio dovette lasciare a Satana il potere di creare, attraverso i discendenti di Adamo, un mondo senza principi. Dio ha dovuto porsi all’inseguimento, lavorando per restaurare al Suo lato il mondo senza principi. Ritornando per restaurare questo mondo caduto allo stato originale, in cui era stato creato da Dio, Cristo sicuramente si adopererà per salvare il mondo comunista. Non c’è dubbio che la nazione in cui egli ritornerà avrà il ruolo centrale in questa provvidenza. La Corea, la nazione in cui Cristo ritornerà, è il luogo più caro a Dio e più inviso a Satana, è la linea del fronte sia per Dio che per Satana, il luogo dove le forze di democrazia e comunismo entrano in collisione. Questa linea di scontro è il trentottesimo parallelo, che è stato tracciato in Corea per realizzare la provvidenza di Dio.

Nel punto dove si affrontano Dio e Satana dev’essere offerto il sacrificio, che costituirà la condizione per determinare il risultato della lotta. Il popolo coreano è questo sacrificio, posto sul fronte della battaglia come offerta per la restaurazione dell’universo. Per questo motivo, Dio ha diviso la nazione coreana, proprio come dovevano essere divisi i sacrifici di Abramo. Questa è la ragione per cui la Corea è divisa lungo il trentottesimo parallelo in due nazioni: una di tipo Caino e l’altra di tipo Abele.

Il trentottesimo parallelo è il fronte della battaglia tra democrazia e comunismo e, nello stesso tempo, è il fronte della battaglia tra Dio e Satana. La guerra di Corea, divampata attorno al trentottesimo parallelo, non è stata soltanto una guerra civile; è stata un conflitto tra il mondo democratico e quello comunista, oltre che tra Dio e Satana. In questa guerra di significato mondiale per il completamento della provvidenza di restaurazione, furono mobilitate per la prima volta le forze armate degli stati membri delle Nazioni Unite. Anche senza esser state consapevoli di questo significato provvidenziale, le nazioni partecipanti hanno agito secondo la Volontà di Dio per la liberazione della patria spirituale.

Con la Caduta dei primi antenati, il lato di Dio e quello di Satana si separarono, partendo da uno stesso punto. Vita e morte, bene e male, amore e odio, felicità e disgrazia, tutto si separò da uno stesso punto, dando inizio a un conflitto continuo, durato per tutto il corso della storia umana. Queste realtà si sono separatamente consolidate nel mondo di tipo Caino e in quello di tipo Abele, maturatisi alla fine per formare il mondo democratico e quello comunista. Il conflitto globale tra questi due mondi si è centrato sulla penisola coreana. Religioni, ideologie, forze politiche e sistemi economici sono entrati in conflitto e hanno causato grande confusione nella società coreana, prima di avere impatto a livello mondiale. I fenomeni avvenuti nel mondo spirituale si sono manifestati come realtà fisica nella nazione centrale della provvidenza, la Corea, e si sono amplificati a livello mondiale. L’esplosione di questo caos sociale ed ideologico è il chiaro segno che un nuovo ordine mondiale si sta velocemente approssimando. Come disse una volta Gesù:

Quando già i suoi rami si fanno teneri e metton le foglie, voi sapete che l’estate è vicina. – Mt. 24:32

Quando i discepoli gli chiesero del luogo del suo ritorno, Gesù disse:

Dove sarà il corpo, ivi anche le aquile si raduneranno – Lc. 17:37

Vita eterna e morte eterna si affrontano in Corea, fronte della battaglia tra Dio e Satana. I demoni, simboleggiati dalle aquile, si radunano in questa terra in cerca dei morti spirituali, mentre il Signore che ritorna viene a cercare le persone in cui abbonda la vita.

3.3.3 L’Oggetto del Cuore di Dio

Per diventare l’oggetto del cuore di Dio, bisogna prima attraversare un cammino di sangue, sudore e lacrime. Dio ha sofferto, sin da quando l’uomo Gli si ribellò e cadde sotto il dominio di Satana, col cuore di un genitore, che abbia perso i suoi figli. Dio ha lavorato continuamente nel mondo caduto, per salvare uomini immorali e malvagi, che erano nondimeno i Suoi figli. Inoltre, nel suo sforzo per riscattare i Suoi figli ribelli, innumerevoli volte Dio ha dovuto lasciare che i figli più giusti e cari venissero sacrificati al mondo satanico, fino al punto di consegnare Gesù, Suo figlio unigenito, al destino della croce. Dio ha sofferto in questo modo ogni giorno, da quando l’uomo è caduto (Gn. 6:6). Di conseguenza, un individuo, una famiglia o una nazione che lotta contro il mondo satanico per la Volontà di Dio, non può evitare la strada del sangue, del sudore e delle lacrime. E come possiamo noi, come figli leali e fedeli, rimanere comodi e compiaciuti e nello stesso tempo pretendere di rimanere gli oggetti del Padre Celeste, che sta soffrendo nel pieno dell’agonia?

La nazione che può ricevere il Messia deve divenire l’oggetto del Cuore di Dio, dimostrandoGli rispetto filiale. Questo è il motivo per cui deve percorrere un cammino di sangue, sudore e lacrime. Sia la Prima che la Seconda Israele percorsero un cammino di sofferenza. I Coreani, la Terza Israele, hanno fatto lo stesso. La loro storia miserabile è stata il corso richiesto al popolo scelto di Dio. Non si può mai essere sicuri di quale grande benedizione una simile strada di sofferenza possa alla fine portare.

La nazione qualificata ad essere l’oggetto del Cuore di Dio deve essere un popolo di bontà. I Coreani, una razza omogenea con 4000 anni di storia, raramente hanno attaccato altre nazioni. Anche durante i periodi Kokuryo e Silla, quando vantavano un’impressionante potenza militare, usarono la forza solo per scoraggiare gli invasori. Considerando che una delle caratteristiche peculiari di Satana è quella di avventarsi aggressivamente sugli altri, è chiaro che i Coreani sono qualificati a stare dal lato di Dio. La strategia di Dio è quella di conquistare la vittoria dopo che il Suo lato è stato attaccato per primo. Anche se nel corso della storia sono stati sacrificati innumerevoli profeti e santi, e persino Gesù è morto sulla croce, ogni volta Dio ha ottenuto la vittoria finale. Anche nella Prima e nella Seconda Guerra Mondiale, nonostante l’aggressione da parte del lato di Satana, le nazioni di Dio hanno ottenuto la vittoria finale. Allo stesso modo, il popolo coreano ha subito numerose invasioni da parte di potenze straniere. Il vero intento di Dio, nel farlo passare attraverso tante tribolazioni, era quello di portarlo dal Suo lato e conquistare la vittoria finale.

I Coreani sono naturalmente dotati di un’inclinazione per le religioni, che li ha sempre spinti a lottare per ciò che trascende la realtà fisica e ha più profondo valore. Fin dall’antichità, anche nella fase primitiva della loro cultura, i Coreani hanno dimostrato un forte desiderio di adorare Dio. Non hanno mai tenuto in gran considerazione le religioni che superstiziosamente deificavano la natura o ricercavano la felicità nella vita temporale. Hanno sempre rispettato le virtù della lealtà, del rispetto filiale e della castità. Il loro amore per i racconti popolari che esprimono queste virtù, come La storia di Shim-chong e La storia di Chun-hyang deriva da queste loro forti radici culturali.

3.3.4 Profezie Messianiche

I Coreani accarezzano da tempo speranze messianiche, nutrite dalle chiare testimonianze dei loro profeti. La Prima Israele credeva nelle profezie dei suoi profeti (Ml. 4:2-5; Is. 60:1-22), secondo le quali il Messia sarebbe venuto come loro re, avrebbe stabilito il Regno e avrebbe portato loro la salvezza. La Seconda Israele fu capace di completare un arduo cammino di fede anche grazie alla speranza nel ritorno di Cristo. Analogamente, il popolo coreano, la Terza Israele, ha creduto nella profezia del Re Giusto che sarebbe venuto a fondare un regno glorioso ed eterno nella loro terra e, legato a questa speranza, ha trovato la forza di superare le difficoltà. Quest’idea messianica si è diffusa tra i Coreani attraverso il Chonggamnok, un libro di profezie scritto nel quattordicesimo secolo, all’inizio della dinastia Yi.

Poiché questa profezia annunciava la venuta di un nuovo re, la classe dominante cercò di sopprimerla, e il regime coloniale giapponese cercò di soffocarne la stessa nozione, bruciando il libro e opprimendo i credenti. Con l’ampia diffusione della fede cristiana, l’idea venne ridicolizzata come superstizione. Ma, nonostante tutto, questa speranza messianica ancora sopravvive, profondamente radicata nell’animo del popolo coreano. Il tanto atteso Re Giusto, preannunziato nel Chonggamnok, porta il nome di Chongdoryong (colui che viene con la vera Parola di Dio). In effetti, si tratta di una profezia coreana, riguardante il ritorno di Cristo in Corea. Ancor prima dell’introduzione del Cristianesimo in Corea, Dio aveva rivelato attraverso il Chonggamnok che il Messia sarebbe venuto in quel paese. Oggi gli studiosi affermano che molti passi di questo libro profetico coincidono con le predizioni della Bibbia.

Inoltre, per ciascuna delle religioni presenti in Corea, vi sono dei fedeli che hanno ricevuto rivelazioni circa il ritorno dei rispettivi fondatori in Corea. Abbiamo appreso dal nostro studio del progresso delle sfere culturali[14] che tutte le religioni stanno convergendo verso un’unica religione. Dio desidera che il Cristianesimo degli Ultimi Giorni divenga questa religione finale, che può assumersi la responsabilità di completare la meta delle varie religioni della storia. Il ritorno di Cristo, il quale viene come centro della Cristianità, raggiungerà gli scopi che si erano proposti i fondatori di tutte le religioni. Perciò, per quanto riguarda la sua missione, Cristo al suo ritorno potrà essere considerato come la seconda venuta dei fondatori di tutte le religioni.[15] La manifestazione in Corea della seconda venuta dei fondatori di tutte le religioni, come adempimento delle varie rivelazioni, non avverrà con diversi individui: un’unica persona, Cristo al Secondo Avvento, verrà a realizzare tutte quelle rivelazioni. Il Signore, la cui venuta è stata annunziata ai fedeli delle varie religioni, come Maitreya Buddha nel Buddismo, come l’Uomo Vero nel Confucianesimo, come il ritorno di Choe Su-un, che fondò la religione del Chondogyo, e come la venuta di Chongdoryong nel Chonggamnok, non sarà altri che Cristo al Secondo Avvento.

Infine, assistiamo a rivelazioni e segni, abbondanti come i funghi dopo la pioggia, ricevuti da Cristiani spiritualmente sensibili, che testimoniano della seconda venuta di Cristo in Corea. Dio sta mantenendo la promessa di spandere il Suo spirito sopra ogni carne (At. 2:17) nel popolo coreano. Tra i Cristiani devoti che entrano in contatto con spiriti dei vari livelli del mondo spirituale, da quelli più bassi fino al Paradiso, molti stanno ricevendo chiare rivelazioni che il Signore verrà in Corea. Nonostante ciò, gli attuali capi delle chiese cristiane coreane sono profondamente addormentati. Spiritualmente ignoranti, si occupano del loro ministero inconsapevoli dei segni dei tempi. Qualcosa di simile accadde al tempo di Gesù: i sacerdoti, i rabbini e gli scribi, che avrebbero dovuto essere i primi a riconoscere la nascita del Messia, ne restarono completamente all’oscuro, perché erano ciechi spiritualmente; gli astrologi e i pastori, che ricevettero rivelazioni, furono invece quelli che seppero della nascita di Gesù.

Gesù disse:

Io ti rendo lode, o Padre, Signor del cielo e della terra, perché hai nascoste queste cose ai savi e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli fanciulli – Mt. 11:25

Gesù lamentava l’ignoranza spirituale dei capi ebrei dell’epoca, mentre, d’altra parte, era riconoscente a Dio che aveva dato la Sua grazia ai credenti puri e poco istruiti, cui aveva rivelato la Sua provvidenza. Nell’odierna Cristianità coreana, che vive una situazione parallela al tempo di Gesù, stanno verificandosi fenomeni simili, seppure con modalità più complesse. Dio ha rivelato molti segreti celesti riguardanti gli Ultimi Giorni a semplici fedeli, puri e innocenti, i quali però conservano tali verità per sé, sapendo che verrebbero perseguitati come eretici se le proclamassero in pubblico. Nello stesso tempo, molti ministri cristiani, come i sacerdoti, i rabbini e gli scribi del tempo di Gesù, sono orgogliosi della propria conoscenza della Bibbia e abilità nell’interpretarla, si compiacciono di essere riveriti dai loro seguaci e sono soddisfatti di condurre i solenni doveri del proprio ufficio, ma, con gran rammarico di Dio, sono completamente ignoranti della Sua provvidenza negli Ultimi Giorni.

3.3.5 Il Coronamento di Tutte le Civilizzazioni

La civilizzazione spirituale e quella materiale, fondate rispettivamente sulla religione e la scienza – le due ricerche intese a superare i due aspetti dell’ignoranza umana – devono essere armonizzate. Soltanto così potremo risolvere i problemi fondamentali della vita umana e realizzare il mondo dell’ideale di Dio.[16] Nel mondo che Cristo viene a realizzare, la scienza sarà estremamente sviluppata. Si tratterà di una società col più alto livello di civilizzazione, in cui tutte le civiltà che si sono sviluppate nel corso verticale della storia provvidenziale saranno restaurate orizzontalmente sotto la guida del Signore. Perciò, gli aspetti spirituali e materiali della civiltà, che sono fioriti in tutto il mondo come sviluppi dalla religione e dalla scienza, saranno accolti e armonizzati in Corea alla luce della nuova verità e porteranno frutto nel mondo ideale cui Dio profondamente anela.

Innanzi tutto i caratteri di tutte le civiltà che si sono sviluppate nei diversi contesti territoriali devono portare frutto in Corea. Le antiche civiltà continentali, sorte in Egitto e Mesopotamia, trasmisero i loro frutti a quelle peninsulari della Grecia, di Roma e della penisola iberica, e successivamente a quella insulare della Gran Bretagna. Questa civiltà insulare ha tramandato la propria cultura agli Stati Uniti, una civiltà continentale: la direzione si è invertita, con la trasmissione della cultura statunitense alla civiltà insulare del Giappone. Ora, i frutti devono essere raccolti nella civiltà peninsulare della Corea, dove Cristo deve nascere.

Inoltre, i caratteri delle civiltà nate in riva ai fiumi e ai mari devono portare frutto nella civiltà del Pacifico, cui la Corea appartiene. Le civiltà fluviali sorte sulle rive dei fiumi Nilo, Tigri ed Eufrate tramandarono la loro cultura a quelle fiorite in prossimità del Mare Mediterraneo: Grecia, Roma, Spagna e Portogallo, che trasmisero i loro frutti alle civiltà dell’Oceano Atlantico, in particolare Gran Bretagna e Stati Uniti. Tutti questi frutti dovranno essere raccolti nella civiltà dell’Oceano Pacifico, che riunirà insieme Stati Uniti, Giappone e Corea.

Infine, le civiltà nate nelle diverse zone climatiche dovranno portare frutto in Corea. Nel volgere delle stagioni, la vita inizia a moltiplicarsi in primavera, fiorisce in estate, fruttifica in autunno e immagazzina le sue riserve in inverno. Il ciclo di primavera, estate, autunno e inverno si ripete non solo anno per anno, ma anche giorno per giorno: il mattino corrisponde alla primavera, il pomeriggio all’estate, la sera all’autunno e la notte all’inverno. Anche le quattro fasi della vita umana – infanzia, giovinezza, mezz’età e vecchiaia – si conformano a questo schema, e la storia umana si svolge anch’essa secondo l’armonioso ciclo stagionale della vita, che è un aspetto del Principio di Dio che permea la Sua creazione.

Dio creò Adamo ed Eva nella primavera della storia umana. Di conseguenza, la storia avrebbe dovuto iniziare dalla civiltà temperata dell’Eden, spostarsi poi, nella stagione estiva, in una civiltà tropicale e, in autunno, in una ambientata nella zona fresca, raggiungendo infine il suo culmine nella civiltà di una zona gelida, in analogia con la stagione invernale. Tuttavia, a causa della Caduta, gli uomini furono degradati al livello di selvaggi: invece di costruire una civiltà temperata, gli uomini primitivi andarono prematuramente ad abitare nelle zone tropicali e, sul continente africano, realizzarono la civiltà tropicale d’Egitto. Questa civiltà continentale trasferì la sua cultura alle penisole e isole, dove si svilupparono le civiltà delle zone fresche, che a loro volta trasmisero i loro frutti alla civiltà gelida dell’Unione Sovietica. Questo corso deve ora culminare nella formazione della civiltà della zona temperata del nuovo Eden. Essa si svilupperà certamente in Corea, dove tutte le civiltà devono portare frutto.

Sezione 4 – Parallelismi tra i Giorni di Gesù e il Nostro Tempo

Il periodo del Secondo Avvento è parallelo al tempo di Gesù. Le situazioni che si sviluppano nel Cristianesimo di oggi sono simili a quelle che si verificarono nel Giudaismo al tempo di Gesù. Esaminiamo alcuni di questi parallelismi.

Il Cristianesimo di oggi, come il Giudaismo del tempo di Gesù, segue troppo rigidamente le autorità istituzionali e i cerimoniali, mentre interiormente è corrotto. Al tempo di Gesù, molti sacerdoti e scribi erano diventati schiavi dei riti e delle leggi, e la loro vita spirituale era corrotta. Perciò, gli Ebrei di fede sincera accorrevano a Gesù, che era additato come un eretico, per appagare la loro sete spirituale. Analogamente, nel Cristianesimo di oggi, molti autorevoli prelati e sacerdoti sono legati alle autorità e invaghiti dei rituali, e intanto il loro spirito si spegne ogni giorno di più. Per questo, i Cristiani devoti vagano per monti e piani in cerca di nuove guide, che possano condurli fuori del deserto spirituale e mostrare loro la via della luce interiore.

I capi della Cristianità di oggi, come i capi ebrei del tempo di Gesù, saranno probabilmente i primi a perseguitare Cristo al Secondo Avvento. Gesù venne per fondare una nuova era, che realizzasse le promesse dell’Antico Testamento, proclamate dai profeti. Gesù non si limitò a ripetere le parole dell’Antico Testamento, ma diede nuove parole di verità adatte alla nuova era. I sacerdoti e gli scribi criticarono le parole e le azioni di Gesù basandosi sulla loro ristretta comprensione delle Scritture dell’Antico Testamento. I loro giudizi sbagliati li condussero a mettere Gesù sulla croce.

Analogamente, lo scopo di Cristo al Secondo Avvento è quello di costruire un nuovo cielo e una nuova terra (Ap. 21:1-4), sulla fondazione della salvezza spirituale posta dal Cristianesimo nell’Era del Nuovo Testamento. Quando tornerà, Cristo al Secondo Avvento non ripeterà semplicemente le parole del Nuovo Testamento, risalenti a 2000 anni fa, ma sicuramente aggiungerà nuove parole di verità, necessarie per la fondazione di un nuovo cielo e una nuova terra. Tuttavia, quei Cristiani che saranno ottusamente legati alla lettera del Nuovo Testamento, criticheranno le parole e le azioni di Cristo al suo ritorno, basandosi sulla loro ristretta comprensione delle Scritture. Perciò, ci si può aspettare che perseguitino il Signore, bollandolo come eretico. Questa è la ragione per cui Gesù predisse che, al Secondo Avvento, Cristo avrebbe sofferto molto e sarebbe stato rifiutato dalla sua generazione (Lc. 17:25).

Quando riceveranno rivelazioni riguardanti Cristo al Secondo Avvento o udranno le sue parole, le persone risponderanno in maniera simile a quella in cui risposero gli Ebrei del tempo di Gesù. Dio non rivelò la notizia della nascita di Gesù ai sacerdoti e agli scribi, ma agli astrologi gentili e ai pastori puri di cuore. È come il caso di un padre che, a causa dell’ignoranza dei suoi figli, deve confidarsi col suo figliastro. Allo stesso modo, sarà ben possibile che Dio riveli dapprima la notizia del ritorno di Cristo a persone laiche, a gruppi spirituali e chiese marginali, che la maggioranza tratta con disprezzo, oppure a persone di coscienza non credenti. Solo più tardi l’annuncio potrà arrivare al tipico clero cristiano, incurantemente intento alle manifestazioni di fede convenzionali. Al tempo di Gesù, furono le persone comuni e i Gentili, e non i capi ebrei, a ricevere sinceramente il Vangelo. Allo stesso modo, al ritorno di Cristo, i Cristiani più semplici e i non credenti accetteranno le parole del Signore prima dei capi cristiani, che si considerano prescelti da Dio. Questo è il significato della parabola di Gesù del banchetto di nozze. Quando gli ospiti invitati, gli uomini più in vista della comunità, declinarono l’invito del re, egli

disse ai suoi servitori: Le nozze, sì, sono pronte; ma gl’invitati non ne erano degni. Andate dunque sui crocicchi delle strade e chiamate alle nozze quanti troverete. E quei servitori, usciti per le strade, raunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni; e la sala delle nozze fu ripiena di commensali – Mt. 22:8-10

Sia al tempo di Gesù che al Secondo Avvento, molti fervidi credenti, incamminatisi sulla strada della fede con la speranza di entrare in cielo, potranno in effetti ritrovarsi all’inferno. Al tempo di Gesù, i sacerdoti e gli scribi, che avevano la responsabilità di guidare il popolo scelto di Dio, avrebbero dovuto essere i primi a riconoscere che il Messia era venuto e avrebbero dovuto condurre a lui il popolo ebreo. Per aiutarli a compiere la loro missione, Gesù assunse l’iniziativa, visitò il tempio e insegnò il Vangelo a loro prima che a chiunque altro (Lc. 2:4247). Tuttavia, essi non lo ricevettero, e Gesù non ebbe altra scelta che incamminarsi sulle rive della Galilea e scegliere i suoi discepoli tra i pescatori, occupandosi della feccia della società e accompagnandosi a peccatori, collettori di tasse e prostitute. Alla fine, i sacerdoti e gli scribi perseguitarono Gesù, fino a costringerlo ad accettare il destino della croce, e si macchiarono del suo omicidio, credendo di aver operato per il meglio, eliminando un eretico pericoloso e blasfemo. Poi, ripresero i loro abituali compiti sacerdotali, recitando le Sacre Scritture, pagando la decima e offrendo i sacrifici nel Tempio per il resto della loro vita, con la sicurezza di essere destinati al Cielo. Invece, alla loro morte, si trovarono inaspettatamente all’inferno. Ironicamente, proprio il cammino che avevano intrapreso per arrivare in Cielo, li aveva condotti fuori strada.

Riconoscendo che avvenimenti simili potranno ripetersi negli Ultimi Giorni, ciascuno di noi dovrebbe esaminarsi seriamente. Molti Cristiani oggi stanno correndo su una strada che credono li porterà in Cielo e, invece, potrebbero fare un passo falso e finire all’inferno. Questo è il motivo per cui Gesù una volta disse che negli Ultimi Giorni avrebbe deplorato molti fervidi credenti, sebbene dedicati al punto di scacciare i demoni e compiere miracoli nel suo nome:

Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità – Mt. 7:23

In verità, nessuno ha mai avuto di fronte una situazione più precaria di quella dei credenti che vivono in un periodo di transizione storica come quello odierno. Per quanta fede possiamo aver dimostrato nella nostra vita, se noi, come i capi ebrei del tempo di Gesù, facciamo il passo sbagliato di opporci a Cristo che ritorna, tutti i nostri sforzi saranno stati inutili. Di queste persone, Daniele aveva detto:

Molti saranno purificati, imbiancati, affinati; ma gli empi agiranno empiamente, e nessuno degli empi capirà, ma capiranno i savi – Dan. 12:10

Sezione 5 – La Caotica Profusione delle Lingue e la Necessità della loro Unificazione

Se l’uomo non fosse caduto, avremmo formato un’unica famiglia globale, paragonabile a un corpo in cui le membra sarebbero state tutte collegate tra loro, e di cui Dio sarebbe stato il capo. Tutti avrebbero parlato la stessa lingua e non si sarebbe generata una profusione di lingue incomprensibili l’una all’altra. La nascita delle diverse lingue, che hanno impedito la libera comunicazione tra gli uomini, fu causata dal fatto che, con l’interruzione della relazione verticale degli uomini con Dio, prodotta dalla Caduta, furono tagliate anche tutte le relazioni orizzontali tra loro. L’umanità si è frantumata, dispersa in varie aree geografiche e divisa in comunità isolate.

C’è anche un racconto biblico che ci dà una spiegazione spirituale della confusione delle lingue: è la storia della Torre di Babele (Gn. 11:1-9). I discendenti di Noè parlavano un’unica lingua, ma un giorno i discendenti del secondo figlio di Noè, Cam, che aveva peccato contro Dio, iniziarono a costruire la Torre di Babele, per esaltare sé stessi al di sopra di Dio, secondo la volontà di Satana. Quando i discendenti di Sem e Jafet, che stavano dal lato di Dio, collaborarono alla costruzione, Dio creò una tale confusione nelle loro lingue, che non riuscirono più a comunicare tra loro per compiere la volontà di Satana.

Come figli degli stessi genitori, tutti noi abbiamo comuni sentimenti di gioia, collera, sofferenza e piacere. Tuttavia, non possiamo esprimere i nostri sentimenti più profondi agli altri, perché parliamo lingue diverse. Non è questa una delle peggiori sventure dell’umanità? Per realizzare il mondo ideale di un’unica famiglia globale, che possa onorare Cristo al Secondo Avvento come nostro Vero Genitore, le nostre lingue dovranno essere sicuramente unificate. Come è spiegato nel racconto della costruzione della Torre di Babele, il caos è venuto nelle nostre lingue quando abbiamo esaltato la volontà di Satana. Il principio di restaurazione tramite indennizzo impone che la nostra cooperazione nel costruire la torre di Dio e glorificare la Sua Volontà sia la strada per unificare tutte le lingue.

Quale lingua sarà la base per unificare tutte le altre? La risposta a questa domanda è ovvia. I figli imparano la lingua dei genitori. Se Cristo ritornerà in Corea, certamente userà la lingua coreana, che diventerà così la lingua madre di tutta l’umanità. Alla fine, tutti gli uomini parleranno la lingua dei Veri Genitori come propria lingua madre. Tutta l’umanità diverrà un solo popolo e userà una sola lingua, stabilendo così un’unica nazione globale sotto Dio.


[1] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 4

[2] cfr. Il Periodo di Preparazione per il Secondo Avvento del Messia 4.2.4

[3] cfr. Il Messia: il Suo Avvento e lo Scopo della Sua Seconda Venuta 2.3

[4] cfr. Il Messia: il Suo Avvento e lo Scopo della Sua Seconda Venuta 2.2

[5] cfr. Resurrezione 2.2.6

[6] cfr. Resurrezione 2.3.2.2; 3.1; 3.2

[7] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 3.2.2

[8] Si deve ritenere che “il rimanere della progenie d’essa” (Ap. 12:17) stia a rappresentare i figli adottivi di Dio (Rm. 8:23).

[9] cfr. Il Principio di Creazione 6.3

[10] cfr. Il Messia: il Suo Avvento e lo Scopo della Sua Seconda Venuta 1.4

[11] cfr. Il Principio di Creazione 6.3.2

[12] cfr. Il Periodo di Preparazione per il Secondo Avvento del Messia 4.3.3

[13] Un ministro dell’Educazione filo-giapponese.

[14] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 4.2

[15] cfr. Resurrezione 2.4

[16] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 5.1

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