I Parallelismi tra le due Ere della Provvidenza di Restaurazione

Ad ogni prolungamento della provvidenza di restaurazione, che si prefigge lo scopo di porre la fondazione per il Messia, le provvidenze per restaurare tale fondazione devono essere ripetute. Sappiamo che, per stabilire la fondazione per il Messia, una figura centrale deve presentare a Dio un’accettabile offerta simbolica, avvalendosi di un oggetto per la condizione e completando un periodo di tempo prestabilito, e deve inoltre stabilire la fondazione di sostanza, facendo un’accettabile offerta sostanziale, basata sul completamento della condizione d’indennizzo per rimuovere la natura caduta.

Nel corso provvidenziale, la ripetizione delle provvidenze per restaurare la fondazione per il Messia ha significato, in effetti, la ripetizione di provvidenze intese a restaurare tramite indennizzo l’offerta simbolica e l’offerta sostanziale.

Il resoconto storico mette in luce i parallelismi tra i periodi provvidenziali, causati dalla ripetizione delle provvidenze per restaurare tramite indennizzo la fondazione per il Messia. L’Era del Prolungamento della Provvidenza di Restaurazione ha dovuto restaurare l’Era della Provvidenza di Restaurazione tramite condizioni parallele d’indennizzo di tipo sostanziale. Esaminiamo quindi da questo punto di vista le somiglianze nelle caratteristiche di ciascun periodo provvidenziale.

Prima ancora, però, dobbiamo identificare quali persone abbiano svolto la responsabilità centrale nella provvidenza di Dio e quali fonti ne illustrino la storia. La storia umana è il risultato delle vicissitudini di tante diverse genti. Tuttavia, Dio ha scelto in particolare determinati popoli affinché stabilissero il modello del corso di restaurazione per porre la fondazione per il Messia, collocandoli al centro della Sua provvidenza e guidandoli col Suo Principio; le vicende di quei popoli, di converso, hanno determinato la direzione dell’intera storia umana. Definiamo la nazione o il popolo cui è stata affidata una simile missione il popolo scelto di Dio.

I discendenti di Abramo, Isacco e Giacobbe, che avevano stabilito la fondazione familiare per il Messia, furono il primo popolo scelto di Dio. Perciò Israele fu la nazione centrale, responsabile per la provvidenza di Dio nell’Era della Provvidenza di Restaurazione, e l’Antico Testamento, che racconta la storia d’Israele, è la fonte che ci consente di studiare la storia della provvidenza di quell’era. Tuttavia, rifiutando Gesù, il popolo ebreo perse la qualifica per svolgere la responsabilità centrale nella provvidenza di Dio. Prevedendo ciò, Gesù disse, nella parabola della vigna:

Il Regno di Dio vi sarà tolto, e sarà dato ad una gente che ne faccia i frutti – Mt. 21:43

San Paolo disse adirato contro i suoi confratelli, gli Ebrei:

Perché non tutti i discendenti da Israele sono Israele, né per il fatto che sono progenie d’Abramo, sono tutti figliuoli d’Abramo … non i figliuoli della carne sono figliuoli di Dio: ma i figliuoli della promessa sono considerati come progenie – Rm. 9:6-8

In effetti i Cristiani, anziché gli Ebrei, furono il popolo che assunse la responsabilità centrale per la provvidenza nell’Era del Prolungamento della Provvidenza di Restaurazione. I Cristiani ricevettero la missione di realizzare la provvidenza di restaurazione di Dio rimasta incompiuta e, di conseguenza, la storia della Cristianità è la fonte che ci consente di comprendere la storia provvidenziale di quest’era. In questo senso, i discendenti di Abramo nell’Era dell’Antico Testamento possono essere definiti come la Prima Israele, e i Cristiani nell’Era del Nuovo Testamento possono essere chiamati la Seconda Israele (Tito 2:14; 1 Pt. 2:9-10). Quando confrontiamo l’Antico Testamento col Nuovo, i cinque libri della Legge (da Genesi a Deuteronomio), i dodici libri storici (da Giosuè a Ester), i cinque libri di poesia e sapienza (da Giobbe al Cantico dei Cantici) e i diciassette libri profetici (da Isaia a Malachia) dell’Antico Testamento corrispondono rispettivamente ai Vangeli, agli Atti degli Apostoli, alle Epistole e all’Apocalisse. Comunque, mentre i libri storici dell’Antico Testamento coprono la maggior parte dei 2000 anni di storia d’Israele, il libro degli Atti degli Apostoli registra soltanto la storia della prima generazione dei Cristiani, successiva alla morte di Gesù. Per trovare riferimenti storici, pertinenti al lavoro di restaurazione di Dio nell’Era del Nuovo Testamento, paragonabili in ampiezza a quelli dell’Antico Testamento, dobbiamo consultare aggiuntivamente l’intera storia della Cristianità dal tempo di Gesù al giorno d’oggi.

Su questa base, possiamo confrontare le storie della Prima e della Seconda Israele e la loro impronta sul carattere di ciascun periodo delle due ere provvidenziali. Ricostruendo lo schema dei periodi paralleli, possiamo comprendere più chiaramente come la storia sia stata plasmata dalla sistematica e coerente provvidenza del Dio vivente.

Sezione 1 – Il Periodo di Schiavitù in Egitto e il Periodo di Persecuzione nell’Impero Romano

I discendenti di Giacobbe, che era entrato in Egitto con dodici figli e settanta parenti, patirono terribili abusi per mano degli Egiziani durante i 400 anni seguenti. In questo modo dovette essere restaurato il periodo di 400 anni da Noè ad Abramo – un periodo per la separazione di Satana – che era stato contaminato con l’insuccesso dell’offerta di Abramo. Il corrispondente periodo di persecuzione nell’Impero Romano dovette restaurare il periodo precedente tramite condizioni parallele d’indennizzo. I dodici apostoli e i settanta discepoli di Gesù furono i primi, tra varie generazioni di Cristiani, che patirono severe persecuzioni nell’Impero Romano lungo un periodo di 400 anni. Sopportando tali sofferenze, essi restaurarono tramite indennizzo il periodo di 400 anni di preparazione per l’avvento del Messia – un periodo per la separazione di Satana – che era stato contaminato con l’errore del popolo ebreo che, invece di onorare Gesù come sacrificio vivente, lo aveva crocifisso.

Nel periodo di schiavitù in Egitto, il popolo scelto della Prima Israele mantenne la sua purezza attraverso la circoncisione (Gs. 5:2-5), l’offerta di sacrifici (Es. 5:3) e, dopo aver lasciato l’Egitto, l’osservanza del Sabato (Es. 16:23). Durante il periodo di persecuzione nell’Impero Romano i Cristiani, come Seconda Israele, condussero una vita di purezza, praticando i sacramenti del Battesimo e della Comunione, offrendo sé stessi in sacrificio e osservando il Sabato. In entrambi i periodi, fu necessario conservare la purezza della fede per separare Satana e difendersi dai suoi continui attacchi, basati sulle precedenti condizioni sbagliate, lasciate da Abramo e dal popolo Ebreo.

Alla fine del periodo di schiavitù degli Ebrei in Egitto, Mosè mise in ginocchio il Faraone col potere dei tre prodigi e delle dieci calamità, per poi condurre gli Ebrei fuori dall’Egitto e partire con loro per la terra di Canaan. Analogamente, verso la fine del periodo di persecuzione nell’Impero Romano, durante il quale i Cristiani sopportarono ogni tipo di tribolazione, Gesù moltiplicò le schiere dei fedeli muovendone il cuore col suo potere e la sua grazia. Gesù toccò anche il cuore dell’Imperatore Costantino, che riconobbe il Cristianesimo nel 313 d.C. Nel 392 d.C. Gesù ispirò Teodosio I a stabilire il Cristianesimo come religione di stato. Così, i Cristiani restaurarono spiritualmente Canaan nell’Impero Romano, il mondo satanico. Nell’Era dell’Antico Testamento, Dio operò tramite le condizioni d’indennizzo esteriori poste dalla Legge Mosaica e, in tale contesto, consentì a Mosè di sconfiggere il Faraone col potere esteriore dei miracoli. Nell’era del Nuovo Testamento invece Dio, operando tramite le condizioni d’indennizzo interiori della fede, manifestò il Suo potere interiormente toccando il cuore degli uomini.

Dopo la conclusione del periodo di schiavitù in Egitto, Dio diede a Mosè sul Monte Sinai i Dieci Comandamenti e la Sua Parola rivelata nella Legge, che costituirono il nucleo delle Scritture dell’Antico Testamento, e Mosè, stabilendo e onorando le Tavole di pietra, l’Arca dell’Alleanza e il Tabernacolo, aprì la strada attraverso la quale gli Ebrei poterono prepararsi per la venuta del Messia. Allo stesso modo, alla conclusione del periodo di persecuzione nell’Impero Romano, i Cristiani raccolsero gli scritti lasciati dagli apostoli e dagli evangelisti e stabilirono il canone del Nuovo Testamento. Basandosi su tali scritti e cercando di realizzare spiritualmente quegli ideali di Dio, che nell’Era dell’Antico Testamento erano stati rappresentati dai Dieci Comandamenti e dal Tabernacolo, costruirono le chiese e ampliarono la loro fondazione, per prepararsi al Secondo Avvento di Cristo. Dopo l’ascensione di Gesù, i Cristiani furono guidati direttamente da Gesù e dallo Spirito Santo: è per questo che Dio non chiamò più, come aveva fatto in precedenza, nuove persone che fungessero da figure centrali, responsabili per la Sua intera provvidenza.

Sezione 2 – Il Periodo dei Giudici e il Periodo delle Chiese Regionali

Dopo aver ereditato la missione di Mosè, Giosuè condusse gli Israeliti nella terra di Canaan. Per i 400 anni seguenti, quindici giudici governarono le tribù israelite: i tredici giudici da Othniel a Sansone, ricordati nel libro dei Giudici, oltre a Eli e Samuele. I giudici ricoprirono le varie responsabilità di profeti, sacerdoti e re, che nei periodi successivi divennero oggetto di cariche separate. In questo periodo Israele fu una società feudale senza autorità politica centrale. Nell’Era del Nuovo Testamento, per restaurare il periodo dei giudici tramite condizioni d’indennizzo parallele, fu stabilito il periodo delle chiese regionali. In questo periodo i capi delle chiese regionali – patriarchi, vescovi e abati – guidarono la società cristiana e, come i giudici dell’Era dell’Antico Testamento, ebbero compiti paragonabili a quelli di profeti, sacerdoti e re. Come già al tempo dei giudici, la società cristiana di questo periodo fu una società feudale, soggetta a tali autorità locali.

Nell’era in cui, prima della venuta di Gesù, Dio aveva lavorato con la Prima Israele per stabilire la fondazione nazionale per il Messia sia spiritualmente che fisicamente, politica, economia e religione avevano teso a concentrarsi sulla dimensione nazionale. Al contrario, nell’era dopo la venuta di Gesù, i Cristiani costruirono un regno spirituale sotto la guida di Gesù, imperniato sulla fondazione spirituale per il Messia e, servendo Gesù risorto come Re dei Re, oltrepassarono con la loro dedizione i limiti dei confini nazionali. Perciò il regno spirituale di Gesù, anziché rimanere ristretto a una specifica nazione, si diffuse in tutte le regioni del globo.

Il periodo dei giudici ebbe inizio quando gli Israeliti, liberati dalla schiavitù in Egitto ed entrati nella terra di Canaan con la generazione più giovane saldamente unita sotto la guida di Giosuè e Caleb, suddivisero il territorio tra i clan e le tribù e, stabilendosi in villaggi uniti attorno ai giudici, consolidarono la nazione scelta e stabilirono una semplice società feudale. Allo stesso modo, il periodo delle chiese regionali dell’era cristiana cominciò dopo la liberazione del Cristianesimo dalla persecuzione dell’Impero Romano, il mondo satanico. I Cristiani predicarono il Vangelo ai popoli germanici, molti dei quali erano immigrati nell’Europa occidentale per sfuggire all’invasione degli Unni. Nei nuovi territori dell’Europa occidentale, Dio educò le tribù germaniche come nuovo popolo scelto e stabilì una prima forma di società feudale, che sarebbe poi maturata nel feudalesimo del Medio Evo.

Come s’è già detto, gli Israeliti, nel mettersi in viaggio verso Canaan, costruirono innanzitutto il Tabernacolo come simbolo del Messia e oggetto della condizione per determinare chi avrebbe avuto la posizione di Abele per la fondazione di sostanza.[1] Nel periodo dei giudici, gli Israeliti avrebbero dovuto esaltare il Tabernacolo e obbedire alle direttive dei giudici. Invece, anziché distruggere le sette tribù canaanite, gli Israeliti vissero con loro, furono influenzati dai loro costumi e finirono addirittura per adorare i loro idoli, insinuando così grande confusione nella propria fede. Parallelamente, nel periodo delle chiese regionali, i Cristiani dovevano esaltare la Chiesa, come immagine del Messia, e seguire le direttive dei vescovi e dei vertici monastici. La Chiesa era l’oggetto della condizione per determinare chi avrebbe avuto la posizione di Abele. Invece, i Cristiani furono influenzati dalla religione e dalla cultura delle tribù germaniche pagane, e crearono così grande confusione nella fede cristiana.

Sezione 3 – Il Periodo del Regno Unito e il Periodo dell’Impero Cristiano

Quando la Prima Israele, finito il periodo dei giudici, entrò in quello del regno unito, le funzioni precedentemente svolte dal giudice vennero ripartite tra le diverse figure del profeta, del sacerdote e del re. I profeti ricevevano istruzioni dirette da Dio, i sacerdoti custodivano il Tabernacolo e più tardi il Tempio, e il re governava la nazione. Ognuno espletava la propria specifica missione nel guidare Israele verso la realizzazione della meta della provvidenza di restaurazione. Lo scopo del periodo dell’impero cristiano fu quello di restaurare il periodo del regno unito attraverso condizioni d’indennizzo parallele. Così, alla fine del periodo delle chiese regionali, la missione dei capi religiosi fu ripartita tra le persone dei capi monastici, che corrispondevano ai profeti, del papa, che corrispondeva al sommo sacerdote, e dell’imperatore, che governava il popolo. Tutti insieme erano responsabili di guidare la Seconda Israele a realizzare la meta della provvidenza di restaurazione. Nel periodo precedente, la chiesa cristiana si era divisa nei cinque patriarcati di Gerusalemme, Antiochia, Alessandria, Costantinopoli e Roma, con quest’ultimo dominante nell’Occidente. Il papa – con questo nome fu chiamato il patriarca romano – dirigeva tutti i vescovi e gli abati dell’Europa occidentale.

Nel periodo del regno unito, i re stabilirono il regno d’Israele centrato sul Tempio, realizzando così l’ideale del Tabernacolo di Mosè, concepito per la prima volta al tempo dell’Esodo, come corso in immagine per l’edificazione del Regno dei Cieli governato da Gesù, che un giorno sarebbe venuto a stabilirlo come Re dei Re (Is. 9:5). Analogamente, nel periodo dell’impero cristiano, l’impero di Carlo Magno realizzò l’ideale dello stato cristiano teorizzato ne La città di Dio da Sant’Agostino – che era vissuto proprio all’epoca della liberazione dei Cristiani dall’oppressione dell’Impero Romano, un’epoca parallela a quella di Mosè. Anche questo era un corso in immagine per l’edificazione del Regno di Dio, che Cristo come Re dei Re avrebbe stabilito al suo ritorno. Di conseguenza, in questo periodo, l’imperatore e il papa dovevano realizzare lo stato cristiano ideale unendosi di vero cuore per seguire la Volontà di Dio. Il regno spirituale costruito sulla fondazione spirituale per il Messia, governato dal papa, e il regno temporale governato dall’imperatore avrebbero dovuto unirsi sulla base dell’insegnamento di Cristo. Se ciò fosse avvenuto, religione, politica ed economia si sarebbero armonizzate e la fondazione per il Secondo Avvento di Cristo sarebbe stata stabilita in quel tempo.

Nel periodo del regno unito d’Israele, il re era la figura centrale per restaurare la fondazione di fede, ed era responsabile di realizzare la parola di Dio trasmessa attraverso i profeti. Prima dell’incoronazione del re, il profeta e il sommo sacerdote dovevano mostrare e insegnare la Parola di Dio, e perciò si trovavano nella posizione di Abele. La missione loro richiesta dalla provvidenza di restaurazione era quella di restaurare il mondo fisico dalla posizione dell’arcangelo, come rappresentanti del mondo spirituale. Tuttavia, dopo aver posto la fondazione perché il re potesse venire, e averlo incoronato e benedetto come tale, dovevano prendere nei suoi confronti la posizione di Caino. Il re doveva governare il regno seguendo le indicazioni dei profeti, e questi ultimi dovevano obbedire al re come suoi sudditi e consiglieri.

Circa 800 anni dopo che i discendenti di Abramo erano entrati in Egitto, il profeta Samuele, obbedendo al comando di Dio, incoronò Saul primo re d’Israele (1 Sam. 8:19-22; 10:1-24). Se Saul, venendo sulla fondazione dei 400 anni sotto i giudici, avesse completato i quarant’anni del suo regno secondo i desideri di Dio, si sarebbe trovato nella posizione di aver restaurato tramite indennizzo i 400 anni di schiavitù in Egitto e i quarant’anni di Mosè nel palazzo del Faraone; avrebbe inoltre completato la fondazione basata sul numero quaranta per la separazione di Satana e posto così la fondazione di fede. Se in particolare Saul, su questa fondazione, avesse costruito ed esaltato il Tempio, l’immagine del Messia, sarebbe stato nella posizione che avrebbe dovuto essere di Mosè se questi, anziché fallire il primo corso nazionale per restaurare Canaan, avesse costruito e glorificato il Tempio in Canaan. Se poi gli Israeliti si fossero posti su tale fondazione di fede, seguendo fedelmente Saul nell’onorare il Tempio, avrebbero posto la fondazione di sostanza, stabilendo così in quel tempo la fondazione per il Messia.

Invece, Saul disobbedì ai comandi che Dio gli impartì tramite il profeta Samuele (1 Sam. 15:1-23), e perciò non fu in condizione di costruire il Tempio. Col suo fallimento, Saul si trovò nella stessa posizione di Mosè, dopo il fallimento di questi nel primo corso nazionale per restaurare Canaan. Com’era già successo nel caso di Mosè, la provvidenza di restaurazione tramite Saul fu estesa. Sarebbero passati quarant’anni di regno di Davide e quarant’anni di regno di Salomone prima di poter porre la fondazione di fede e costruire il Tempio.

Inoltre, come è stato chiarito in precedenza, Saul era anche nella posizione di Abramo. Nello stesso modo in cui la Volontà demandata ad Abramo venne finalmente adempiuta tramite Isacco e Giacobbe, la Volontà di Dio di costruire il Tempio tramite Saul dovette essere prolungata attraverso il regno di Davide e finalmente realizzata nel regno di Salomone. Purtroppo, Salomone lasciò la posizione di Abele per l’offerta sostanziale, abbandonandosi alla lussuria con le sue molte mogli straniere, che lo allontanarono da Dio (1 Re 11:3-7). Perciò, Israele non poté stabilire la fondazione di sostanza e la fondazione per il Messia, che avrebbe dovuto essere posta nel periodo del regno unito, non fu realizzata.

Nel periodo dell’impero cristiano, tutte le condizioni riferite al regno unito dovevano essere restaurate tramite condizioni d’indennizzo parallele. Una volta ancora, la figura centrale per restaurare la fondazione di fede fu l’imperatore, al quale fece capo la responsabilità di concretizzare gli ideali cristiani espressi dai vertici monastici e dal papa. Il papa, da parte sua, svolse un ruolo paragonabile a quello del sommo sacerdote d’Israele, che riceveva i comandi di Dio tramite i profeti, ed ebbe la responsabilità di porre la fondazione spirituale sulla quale l’imperatore potesse realizzare lo stato cristiano ideale. Dopo aver incoronato e benedetto l’imperatore, il papa avrebbe dovuto obbedirgli nelle materie temporali come uno dei suoi sudditi e l’imperatore, a sua volta, avrebbe dovuto sostenere e assecondare l’opera spirituale del papato nel regno.

Il papa Leone III incoronò Carlo Magno e lo benedisse come primo imperatore della Cristianità nell’800 d.C. Carlo Magno stava sulla fondazione del periodo di 400 anni delle chiese regionali, che aveva restaurato tramite indennizzo, sotto forma di parallelismo sostanziale, il periodo di 400 anni dei giudici. Perciò, Carlo Magno stava, come Saul, su una fondazione basata sul numero quaranta per la separazione di Satana, e doveva stabilire la fondazione di fede vivendo fedelmente gli insegnamenti di Gesù, nel suo impegno di realizzare l’ideale dello stato cristiano. In effetti, con l’incoronazione a imperatore, Carlo Magno conseguì questa fondazione. Se la Seconda Israele avesse seguito Carlo Magno con fede assoluta, avrebbe posto la fondazione di sostanza e di conseguenza si sarebbe stabilita la fondazione per ricevere il Messia. In altre parole, il regno spirituale guidato dal papa e il regno terreno guidato dall’imperatore dovevano pienamente unirsi sulla già esistente fondazione spirituale per il Messia, così Cristo sarebbe tornato su questa terra e avrebbe costruito il suo Regno. Invece, gli imperatori non obbedirono alla Volontà di Dio e lasciarono la posizione di Abele per l’offerta sostanziale. Né la fondazione di sostanza, né la fondazione per il Secondo Avvento del Messia poterono essere stabilite.

Sezione 4 – Il Periodo dei Regni Divisi del Nord e del Sud e il Periodo dei Regni Divisi dell’Est e dell’Ovest

Dopo esser durato solo tre generazioni (1 Re 11:5-13), il regno unito d’Israele si divise con la morte di Salomone, che era stato indotto dalle mogli e concubine ad adorare gli idoli. Il regno d’Israele a nord, fondato da dieci delle dodici tribù, fu nella posizione di Caino, mentre il regno di Giuda a sud, fondato dalle due tribù rimanenti, fu nella posizione di Abele. Il periodo dei regni divisi di nord e sud iniziò in questo modo.

Anche l’impero cristiano cominciò a disgregarsi alla terza generazione. I nipoti di Carlo Magno lo suddivisero in tre regni: i Franchi Orientali, i Franchi Occidentali e l’Italia. I discendenti di Carlo Magno continuarono ad affrontarsi aspramente e i resti dell’impero cristiano si coagularono ben presto in due regni, con l’Italia che passò sotto il dominio dei Franchi Orientali. Il regno di questi ultimi conobbe una grande fioritura sotto Ottone I e prese il nome di Sacro Romano Impero. Proclamandosi erede dell’Impero Romano, governò varie regioni dell’Europa occidentale e cercò di assicurarsi il dominio sia nell’ambito politico che in quello religioso. Il Sacro Romano Impero fu nella posizione di Abele nei confronti del regno dei Franchi Occidentali, che prese poi il nome di Francia.

Il regno settentrionale d’Israele fu fondato da Geroboamo, che aveva vissuto in esilio nei giorni di Salomone, e fu governato da diciannove re per un periodo di circa 210 anni. A causa di ripetuti assassinii, si succedettero nove brevi dinastie reali; non uno solo di quei re fu giusto agli occhi di Dio. Ciononostante, Dio mandò il profeta Elia, che prevalse nel confronto contro 850 profeti di Baal e Astarte sul Monte Carmelo, dove Dio fece divampare le fiamme sull’altare (1 Re 18:19-40). Altri profeti, tra i quali Eliseo, Giona, Osea e Amos, predicarono la Parola di Dio, mettendo a repentaglio la propria vita. Tuttavia, dato che il regno settentrionale continuò ad adorare gli dei stranieri e non si pentì, Dio lasciò che gli Assiri lo distruggessero, e tolse loro definitivamente la qualifica di popolo scelto (2 Re 17:7-23).

Il regno meridionale di Giuda fu stabilito da Roboamo, figlio di Salomone. La sua casa reale continuò in un’unica linea dinastica da Davide a Zedechia, producendo molti re giusti, tra i venti che governarono per i circa 400 anni di esistenza del regno. Tuttavia, una successione di cattivi re, combinata con il nefasto influsso del regno settentrionale, portò molta idolatria e corruzione. Di conseguenza, il popolo del regno meridionale fu deportato in esilio a Babilonia.

Nel periodo dei regni divisi di nord e sud, ogni volta che gli Israeliti violarono l’alleanza con Dio, allontanandosi dall’ideale del Tempio, Dio mandò profeti – come Elia, Isaia e Geremia – per ammonirli e portarli sulla via del pentimento e della riforma interiore. Ma quando re e popolo ignorarono gli avvertimenti dei profeti e rifiutarono di pentirsi, Dio li punì esteriormente mandando ad attaccarli nazioni gentili come Siria, Assiria e Babilonia.

Durante il periodo parallelo dei regni divisi dell’est e dell’ovest, Dio mandò eminenti monaci come S. Tommaso d’Aquino e S. Francesco d’Assisi perché ammonissero il papato corrotto e promovessero la riforma interiore della chiesa. Poiché il papato e la chiesa, invece di pentirsi, affondarono ancor più nella corruzione e nell’immoralità, Dio li castigò esteriormente con le guerre contro i Mussulmani. Questo fu il motivo provvidenziale delle Crociate. Finché Gerusalemme e la Terra Santa erano rimaste sotto la protezione del Califfato Abbaside, i pellegrini cristiani erano stati ricevuti con ospitalità. Dopo la caduta del Califfato e la conquista della Terra Santa da parte dei Turchi Selgiuchidi, si diffusero voci allarmate di molestie ai danni dei pellegrini cristiani. Indignati, i papi lanciarono le Crociate per la liberazione della Terra Santa. Ci furono otto Crociate, a partire dal 1095, che continuarono sporadicamente per circa due secoli ma, dopo qualche successo iniziale, si risolsero in ripetute sconfitte.

Il periodo dei regni divisi del nord e del sud si concluse quando le nazioni gentili deportarono i popoli d’Israele e di Giuda in esilio, mettendo fine alla monarchia in Israele. Analogamente, alla fine del periodo dei regni divisi dell’est e dell’ovest, il papato perse completamente prestigio e credibilità nelle ripetute disfatte delle Crociate e la Cristianità fu privata del centro della sovranità spirituale. Inoltre, con la decimazione nelle Crociate dei signori e dei cavalieri che avevano sostenuto la società feudale, quest’ultima perse forza e vigore politico. Il papato e le signorie feudali, che avevano speso enormi risorse per condurre quelle guerre fallimentari, rimasero depauperati e la Cristianità monarchica cominciò a sgretolarsi.

Sezione 5 – Il Periodo dell’Esilio e del Ritorno di Israele e il Periodo dell’Esilio e del Ritorno dei Papi

Il popolo d’Israele, che perse la fede e non si pentì, non riuscì a realizzare l’ideale della nazione di Dio fondata sul Tempio. Così, prima di ritentare di realizzare la Sua Volontà, Dio fece sì che il popolo patisse le difficoltà dell’esilio a Babilonia. La stessa situazione s’era già presentata quando Dio aveva lasciato gli Israeliti soffrire come schiavi in Egitto, per restaurare tramite indennizzo l’errore di Abramo nell’offerta simbolica.

Nel periodo dell’impero cristiano, Dio lavorò attraverso il papa e l’imperatore per stabilire un regno preparato per Cristo al Secondo Avvento. Nelle intenzioni di Dio, essi avrebbero infine consegnato l’impero e il trono al Messia, che sarebbe venuto come Re dei Re per costruire il regno di Dio (Is. 9:5; Lc. 1:33) su quella fondazione. Tuttavia, imperatori e papi divennero corrotti e non si pentirono. I papi non stabilirono la fondazione spirituale sulla quale gli imperatori dovevano porsi come figure centrali per la fondazione di sostanza e perciò la fondazione per il Secondo Avvento di Cristo non fu stabilita. Per restaurare questa fondazione e iniziare una nuova provvidenza, Dio lasciò che i papi fossero condotti in esilio e sperimentassero la cattività.

Nel precedente periodo parallelo, trascorsero circa 70 anni dall’epoca in cui il re di Babilonia Nabuccodonosor prese prigionieri il re Joiakin e la famiglia reale, insieme con i profeti Daniele ed Ezechiele, i preti, i dirigenti, gli artigiani e molti altri Israeliti, fino alla caduta di Babilonia e alla liberazione degli Ebrei per decreto del re Ciro (2 Re 24; 25; 2 Cr. 36; Ger. 29:10; 39:1-10). Ci vollero poi altri 140 anni perché gli esuli tornassero in patria, in tre gruppi successivi, si ricostituissero effettivamente come nazione unita, basata sulla Volontà di Dio proclamata nelle profezie messianiche di Malachia, e da quel momento cominciassero a prepararsi per la venuta del Messia. Nel periodo dell’esilio e del ritorno dei papi, che doveva restaurare quel periodo tramite indennizzo, sotto forma di parallelismo sostanziale, la Cristianità occidentale dovette attraversare un corso analogo.

I papi e il clero, sprofondati nell’immoralità, persero gradualmente la fiducia del popolo. L’autorità papale fu ulteriormente minata dalle ripetute disfatte dei Crociati. Con la fine delle Crociate l’Europa vide il graduale cedimento del sistema feudale e il sorgere dei moderni stati nazionali. Con la crescita del potere delle monarchie secolari, il conflitto tra papi e re s’inasprì. In una di queste fasi di conflitto, il re di Francia Filippo IV il Bello imprigionò per qualche tempo il papa Bonifacio VIII. Nel 1309 Filippo costrinse il papa Clemente V a trasferire il papato da Roma ad Avignone, nel sud della Francia. Per 70 anni i successivi papi vissero soggetti ai re di Francia, finché nel 1377 il papa Gregorio XI riportò la residenza papale a Roma.

Dopo la morte di Gregorio, i cardinali elessero un Italiano, l’arcivescovo di Bari, come papa Urbano VI. Tuttavia alcuni cardinali, prevalentemente francesi, lo contestarono, elessero un altro papa, Clemente VII, e stabilirono un papato rivale ad Avignone. Il Grande Scisma continuò nel secolo successivo. Per uscire dalla situazione di stallo, i cardinali di entrambe le fazioni tennero un concilio in Italia, a Pisa, nel 1409, che depose sia il papa di Roma che quello di Avignone e nominò Alessandro V come papa legittimo. Gli altri due papi, però, rifiutarono di dimettersi, dando luogo per qualche tempo allo spettacolo di tre papi in lotta. Poco dopo, cardinali, vescovi, teologi, re e loro inviati si riunirono nel concilio generale di Costanza (1414-1417). Tutti e tre i papi vennero deposti e, con l’elezione di Martino V come nuovo papa, si pose efficacemente fine al Grande Scisma.

Il concilio di Costanza affermò che i concili generali della chiesa avrebbero avuto autorità suprema, superiore a quella del papa, e il potere di eleggere o rimuovere quest’ultimo, e stabilì che a intervalli regolari sarebbero stati convocati successivi concili. In questo modo, si cercò di riorganizzare la chiesa romana come una monarchia costituzionale. Tuttavia, nel 1431, quando i delegati si incontrarono per il successivo concilio a Basilea, in Svizzera, il papa cercò di rinviare la riunione. I delegati rifiutarono di andarsene e proseguirono in assenza del papa, ma senza risultato: nel 1449, si dispersero. Il progetto di istituire una monarchia costituzionale nella chiesa romana finì nel nulla e il papato riguadagnò l’autorità che aveva perduto nel 1309.

Gli ispiratori del movimento conciliare del quindicesimo secolo avevano cercato di riformare il papato corrotto insediando un consiglio rappresentativo di vescovi e laici e conferendogli autorità suprema. Ciononostante, il papato finì per riaffermare la sua piena autorità, quale non aveva goduto se non prima dell’esilio. Inoltre, i concili condannarono le riforme più incisive, come quelle promosse da John Wycliffe (1330-1384) e Jan Hus (1373-1415), il quale ultimo fu personalmente invitato a presenziare al concilio di Costanza solo per essere bruciato sul rogo. A quel punto, fu tratto il dado per l’inizio della Riforma Protestante.

Questo periodo di circa 210 anni iniziò nel 1309, con i 70 anni di esilio del papato ad Avignone, e attraverso il Grande Scisma, il movimento conciliare e la restaurazione dell’autorità papale nella chiesa romana, giunse fino all’introduzione della Riforma Protestante, da parte di Martin Lutero, nel 1517. Il suo scopo fu quello di restaurare tramite indennizzo, sotto forma di parallelismo sostanziale, il periodo di 210 anni dell’esilio e del ritorno d’Israele – dai 70 anni dell’esilio a Babilonia, attraverso le fasi del ritorno in Israele e della ricostruzione del Tempio, fino alla riforma della politica e della religione sotto la direzione di Esdra, Nehemia e del profeta Malachia.

Sezione 6 – Il Periodo di Preparazione per l’Avvento del Messia e il Periodo di Preparazione per il Secondo Avvento del Messia

Dopo il periodo dell’esilio e del ritorno d’Israele, trascorsero altri 400 anni prima della venuta di Gesù: questo fu il periodo di preparazione per l’avvento del Messia. Analogamente, il Cristianesimo incontra Cristo al Secondo Avvento soltanto dopo essere passato attraverso i 400 anni del periodo di preparazione per il Secondo Avvento del Messia, che segue il periodo dell’esilio e del ritorno dei papi, e che deve restaurare tramite indennizzo sotto forma di parallelismo sostanziale il periodo di preparazione per l’avvento del Messia.

Durante i 4000 anni della provvidenza di restaurazione di Dio da Adamo a Gesù, si accumularono condizioni d’indennizzo verticali, dovute alle ripetute invasioni di Satana nelle provvidenze per restaurare la fondazione di fede, attraverso periodi per la separazione di Satana, basati sul numero quaranta. Il periodo di preparazione per l’avvento del Messia doveva essere il periodo finale della storia provvidenziale, nel quale restaurare tramite indennizzo orizzontalmente tutte queste condizioni. Analogamente, il periodo di preparazione per il Secondo Avvento del Messia è destinato a essere il periodo finale della storia provvidenziale, in cui restaurare orizzontalmente tutte le condizioni d’indennizzo verticali accumulatesi durante i seimila anni di storia della provvidenza di restaurazione sin dal tempo di Adamo.

Dopo essere tornati dall’esilio a Babilonia, gli Israeliti stabilirono la fondazione di fede, pentendosi dei loro trascorsi peccati d’idolatria, ricostruendo il Tempio (Esdra 3:7-13; 6:1-15) che era stato distrutto da Nabuccodonosor e riformando la loro fede, basata sulla Legge Mosaica, sotto la guida dello scriba Esdra (Esdra 7:1-10; Neh. 8). Cominciarono così a prepararsi per la venuta del Messia, secondo le parole del profeta Malachia. Analogamente, dopo il ritorno del papato a Roma, i Cristiani medievali stabilirono la fondazione di fede cercando di riformare la chiesa romana; tali sforzi culminarono nella Riforma Protestante guidata da Martin Lutero, il movimento che squarciò le tenebre dell’Europa medievale con la luce del Vangelo e aprì nuove strade alla fede.

Uno scopo del periodo di preparazione per l’avvento del Messia fu quello di restaurare tramite indennizzo, sotto forma di parallelismo in immagine, i circa quarant’anni della vita di Giacobbe in cui questi, dopo essere tornato da Aram in Canaan, si preparò per entrare con la sua famiglia in Egitto. Il periodo di preparazione per il Secondo Avvento del Messia ha dovuto restaurare tramite indennizzo questo periodo, sotto forma di parallelismo sostanziale. Di conseguenza, i Cristiani in questo tempo hanno dovuto patire tribolazioni e difficoltà, come è accaduto alla famiglia di Giacobbe prima d’incontrare Giuseppe in Egitto, o agli Ebrei prima d’incontrare Gesù. Specificamente, nell’Era della Provvidenza di Restaurazione, l’uomo fu giustificato davanti a Dio da condizioni esteriori quali l’osservanza della Legge Mosaica e l’offerta di sacrifici. Perciò, durante il periodo di preparazione per l’avvento del Messia, la Prima Israele dovette soffrire difficoltà esteriori ad opera di nazioni gentili come Persia, Grecia, Egitto, Siria e Roma. Durante l’Era del Prolungamento della Provvidenza di Restaurazione, i Cristiani sono stati giustificati davanti a Dio dalle condizioni interiori della preghiera e della fede, secondo gli insegnamenti di Gesù. Perciò, nel periodo di preparazione per il Secondo Avvento del Messia, la Seconda Israele ha dovuto percorrere una strada di tribolazioni interiori. Le ideologie dell’umanesimo rinascimentale e dell’Illuminismo, come pure la domanda di libertà religiosa nata dalla Riforma, hanno creato una profusione di filosofie e teologie, causando grande confusione nella fede cristiana e agitazione nella vita spirituale dell’uomo.

Il periodo di preparazione per il Secondo Avvento del Messia ha anche restaurato, tramite condizioni d’indennizzo parallele di tipo sostanziale, i preparativi interiori e l’ambiente esteriore per accogliere il Messia a livello mondiale, che erano stati stabiliti per la prima volta durante i 400 anni del periodo di preparazione per l’avvento del Messia.

Con 430 anni d’anticipo, in preparazione alla Prima Venuta di Cristo, Dio mandò al popolo scelto il profeta Malachia, perché suscitasse una forte attesa messianica. Nello stesso tempo, Dio incoraggiò gli Ebrei a impegnarsi nella riforma della religione e nell’approfondimento della fede, come preparazione interiore necessaria per ricevere il Messia. Contemporaneamente, tra i vari popoli della terra, Dio fondò religioni adatte alle diverse regioni e culture, con le quali ciascuno potesse fare i necessari preparativi interiori per ricevere il Messia. In India, Dio stabilì il Buddismo con Gautama Buddha (565-485 a.C.) come nuovo sviluppo dell’Induismo. In Grecia, Dio ispirò Socrate (470-399 a.C.) ed aprì la brillante era della civiltà classica greca. Nell’Estremo Oriente, Dio elevò Confucio (552479 a.C.), il cui insegnamento del Confucianesimo stabilì lo standard dell’etica umana. Gesù doveva venire su questa fondazione mondiale di preparazione e attraverso il suo insegnamento doveva unire Giudaismo, Ellenismo, Buddismo e Confucianesimo, unificando tutte le religioni e le civiltà in un’unica civiltà mondiale fondata sul Vangelo cristiano.

A partire dal Rinascimento, Dio ha creato l’ambiente politico, economico e religioso appropriato per il lavoro di Cristo al Secondo Avvento. Questa è stata l’era per restaurare tramite indennizzo, sotto forma di parallelismo sostanziale, il precedente periodo in cui Dio aveva stabilito l’ambiente mondiale per la venuta di Gesù. Tutti i settori dell’attività umana, ivi comprese la politica, l’economia, la cultura e la scienza, sviluppandosi a un ritmo impressionante a partire dal Rinascimento, sono oggi arrivati al loro apice e hanno creato un ambiente globale appropriato per il lavoro di Cristo al Secondo Avvento. Al tempo di Gesù, l’Impero Romano governava vasti possedimenti attorno al Mediterraneo, integrati in un avanzato e diffuso sistema di comunicazioni esteso in tutte le direzioni, e costituiva il centro di una vasta civiltà ellenistica fondata sulla lingua greca. In questo modo, erano stati fatti tutti i necessari preparativi per un’immediata trasmissione dell’insegnamento del Messia da Israele, dove Gesù viveva, a Roma e nel mondo. Allo stesso modo, nell’attuale era del Secondo Avvento, l’influenza delle potenze occidentali ha esteso la sfera politica democratica a tutto il mondo. Il rapido progresso dei trasporti e delle comunicazioni ha notevolmente colmato le distanze tra Oriente e Occidente, e gli intensi contatti tra le lingue e le culture hanno molto avvicinato i popoli. Questi fattori hanno adeguatamente preparato un ambiente in cui gli insegnamenti di Cristo che ritorna potranno essere liberamente e immediatamente convogliati al cuore di tutti gli uomini, consentendo così a tali insegnamenti di portare cambiamenti rapidi e profondi in tutto il mondo.

Sezione 7 – La Provvidenza di Restaurazione e lo Sviluppo della Storia

Il Regno dei Cieli in terra è una società strutturata a immagine di un uomo perfetto.[2] Analogamente, la società caduta può essere vista come strutturata a immagine d’un uomo caduto. Possiamo quindi meglio comprendere la storia delle società costruite dall’umanità peccatrice esaminando la vita interiore di un uomo caduto.

L’uomo caduto possiede sia la mente originale, che lo sollecita a ricercare la bontà, sia la mente malvagia, che lo sommerge di cattivi desideri e si ribella contro le sollecitazioni della mente originale. Innegabilmente, le due menti sono continuamente in guerra tra loro, e ci rendono inclini a comportamenti mutevoli e contraddittori. Poiché ciascuno degli individui che compongono la società umana è costantemente in guerra dentro di sé, le interazioni tra tali individui non possono che essere piene di discordia e conflitto. La storia umana è consistita di relazioni sociali conflittuali, in costante mutamento con le vicende del tempo, e perciò si è inevitabilmente sviluppata in lotte e guerre.

Ciononostante, nel pieno del persistente conflitto tra mente originale e mente malvagia, gli uomini hanno sempre combattuto per respingere il male e seguire la strada del bene e, dalle conquiste realizzate in questa guerra, hanno tratto frutto in atti di giustizia. L’uomo caduto infatti, grazie all’attività della mente originale dentro di sé, può rispondere alla provvidenza di restaurazione di Dio e partecipare alla realizzazione dello scopo del bene. Il progresso della storia ha origine così da individui che, proprio nel vortice della lotta tra bene e male, compiono sforzi consapevoli per rifiutare il male e promuovere il bene; perciò, il mondo verso il quale la storia procede è il Regno dei Cieli nel quale sarà realizzato lo scopo del bene.

Dobbiamo comprendere che conflitti e guerre sono fenomeni transitori intesi a separare bene e male, in vista di questa meta finale. Se pure il male a volte prevale, Dio fa tesoro anche di tali situazioni per indirizzare la storia verso il conseguimento di un bene più grande. Da questo punto di vista, possiamo riconoscere che il progredire della storia verso la bontà è guidato da un processo continuo di divisione tra bene e male, secondo la provvidenza di restaurazione di Dio.

Nello stesso tempo Satana, sulla base della sua relazione fondata sul legame di sangue con i primi esseri umani, ha lavorato attraverso gli uomini caduti per costruire, anticipando Dio, una forma falsata della società ideale che Dio intende realizzare. Per questo motivo, abbiamo assistito alla comparsa, nel corso della storia umana, di società costruite su versioni alterate del Principio. Alla fine della storia umana, prima che Dio possa restaurare il Regno dei Cieli in terra, Satana avrà edificato un mondo senza principi che riflette un’immagine distorta del Regno di Dio: non si tratta d’altro che del mondo comunista. Questo è un esempio di come Satana, che ha iniziato in condizioni di vantaggio il corso della storia umana, ha sempre malamente imitato i programmi di Dio, anticipandone la realizzazione. Nel progresso della provvidenza di restaurazione, un’apparenza ingannevole precede la manifestazione della verità.[3] La profezia di Gesù, per cui falsi cristi appariranno prima del Secondo Avvento di Cristo (Mt. 24:23-24; cfr. 1 Gv. 2:18), può essere chiarita da questo aspetto del Principio.

7.1 Lo Sviluppo della Storia nell’Era della Provvidenza di Restaurazione

Secondo le teorie di alcuni storici, la prima società costruita dall’uomo caduto sarebbe stata una società collettivista primitiva. Dal punto di vista della provvidenza di Dio, le società primitive costituite dagli uomini caduti furono centrate su Satana e, per quanto Satana possa aver tentato di edificare una società collettivista tra uomini che mantenevano in comune i loro beni, si trattò comunque soltanto di una scadente imitazione della società che Dio intende stabilire attraverso uomini di perfetto carattere: una società caratterizzata da interdipendenza, mutua prosperità e valori universalmente riconosciuti. Qualunque ne sia stata la forma, è impossibile che la società primitiva satanica sia stata indenne da lotte e divisioni, altrimenti essa avrebbe perpetuato la sua esistenza all’infinito, senza alcun mutamento, e mai la provvidenza di restaurazione di Dio avrebbe potuto realizzarsi.

In realtà, le due menti in guerra dentro l’uomo caduto danno origine a conflitti interiori, che si manifestano nelle sue azioni e lo portano a lottare contro gli altri. Perciò, è impossibile che una società primitiva satanica, orientata alla vita comunitaria, abbia mai potuto mantenersi in pace. Con l’evoluzione delle società primitive in società di più ampia scala, con differenti relazioni economiche e sociali, i conflitti inevitabilmente si estesero in misura corrispondente. Per effetto dell’azione della mente originale, da cui gli uomini furono stimolati a rispondere alla provvidenza di restaurazione di Dio, sicuramente emersero nelle società primitive sotto la sovranità di Satana divisioni tra relativo bene e relativo male.

Se esaminiamo il corso dello sviluppo sociale guidato da Satana, scopriamo che dalle divisioni tra gli individui nelle società primitive nacquero società basate sui clan. Queste società tesero poi a espandersi nelle dimensioni, sviluppandosi in società feudali e quindi in società monarchiche, e crescere nel territorio e nel potere. Satana attuò questo schema prima di Dio, poiché aveva compreso il piano di Dio di selezionare dal mondo del peccato uomini di buona volontà, che costruissero una buona società basata sui clan, la espandessero poi in una buona società feudale e raggiungessero infine lo stadio di un regno del bene, con territorio e sovranità sufficienti perché il Messia potesse venire e completare la sua opera.

Dio scelse Abramo dal mondo caduto come campione del bene e lo benedisse con discendenti che, mantenendo fede alla Sua Volontà, formarono la prima società israelita basata sui clan. Entrati in Egitto in questa fase, crebbero e formarono una società tribale prima della partenza per Canaan. La società israelita del periodo dei giudici fu poi una società feudale. In questa trattazione definiamo feudale una società con un sistema politico caratterizzato da relazioni di servizio e obbedienza di tipo padrone-servo e con un sistema economico composto di entità autosufficienti allocate in territori piccoli e isolati. Nel periodo dei giudici, la società israelita ebbe tali caratteristiche. Quando gli Israeliti entrarono in Canaan, a ciascuna tribù fu assegnata una piccola porzione di territorio. I giudici che governarono questi territori svolsero un ruolo simile a quello dei vescovi e dei signori feudali dell’Europa del primo Medio Evo.

È nell’ordine naturale di una società feudale che il popolo condivida la fede del suo signore e obbedisca ai suoi comandi. Se il signore rimane fedele alla Volontà di Dio, il popolo, seguendolo, sta anch’esso dal lato di Dio e, vivendo in un sistema politico costruito su relazioni di tipo padrone-servo e basato su un’economia autosufficiente ampiamente isolata dal mondo circostante, ha una considerevole attitudine a respingere l’invasione di Satana proveniente dall’esterno. Il motivo principale per cui le società basata sui clan si evolsero in società feudali fu quello di riportare dal lato di Dio le risorse materiali e umane appartenute a Satana e, espandendo il territorio sotto la sovranità di Dio, poter meglio controbattere l’invasione satanica. Comprendendo questa provvidenza divina, Satana cercò di mantenere il suo dominio attuando e plasmando la sua società feudale con vari secoli d’anticipo.

La società feudale dell’antica Israele ebbe lo scopo provvidenziale di porre la fondazione per stabilire una società monarchica con un territorio più ampio e una sovranità più potente. La società monarchica amalgamò le minori entità di sovranità politica ed economica, consolidatesi nella precedente società feudale, in un unico territorio con un popolo numeroso, un’economia forte e una solida sovranità. Tutto ciò fu realizzato con la fondazione del regno unito d’Israele, iniziato da Saul.

Gesù doveva venire come Re dei Re (Ap. 11:15). Dio costruì la società monarchica d’Israele per preparare una fondazione sufficientemente forte, sulla quale Gesù potesse venire come Messia e governare come Re dei Re.

Satana comprese con ampio anticipo la provvidenza per ricevere il Messia, che motivava l’instaurazione della monarchia, e formò le proprie società monarchiche per bloccare la provvidenza di Dio. Nell’Egitto faraonico, che si sarebbe protratto per circa trenta dinastie, la prima di queste iniziò molti secoli prima della fondazione del regno unito d’Israele. Nel diciottesimo secolo a.C. l’antico regno di Babilonia, sotto Hammurabi, dominò tutta la Mesopotamia. Nel quattordicesimo secolo a.C. gli Ittiti governarono la regione della Siria. Nell’ambito stesso del mondo satanico ci furono continue guerre tra regni relativamente buoni e regni relativamente malvagi, che portarono separazione tra bene e male. La tendenza verso il bene è radicata nella mente originale, che risponde alla chiamata della provvidenza di restaurazione di Dio.

Per servire la Volontà di Dio fino alla fine, Salomone avrebbe dovuto usare il talento politico datogli da Dio per unificare le nazioni del Medio Oriente, assimilando le allora deboli civiltà egizia, minoica e mesopotamica e costruendo un dominio mondiale, in cui il Messia sarebbe venuto a realizzare la sovranità di Dio in terra. Disgraziatamente, Salomone cadde nell’idolatria e Dio dovette iniziare una provvidenza per smantellare la società monarchica che aveva edificato con tanta fatica.

Poiché i re del regno unito d’Israele non posero la fondazione per il Messia, né completarono la base sulla quale Dio potesse restaurare la Sua sovranità, alla fine Dio divise il regno in due: Israele a nord e Giuda a sud. Dato che il regno settentrionale d’Israele continuò a trasgredire la Volontà di Dio, Egli lasciò che fosse distrutto per mano della nazione gentile degli Assiri. Nell’ottavo secolo a.C. gli Assiri conquistarono tutto l’antico Medio Oriente, compreso l’Egitto, e costruirono il primo impero mondiale. Il regno di Giuda rispettò la Volontà di Dio per qualche tempo, ma quando Gli si ribellò, Dio dovette lasciarlo cadere preda dell’impero neobabilonese, che aveva soppiantato l’Assiria, divenendo il secondo impero mondiale.

Dopo la caduta di Giuda, Dio lasciò vacante il trono d’Israele e pose il popolo ebreo sotto il controllo di successivi imperi gentili, per la maggior parte del periodo che avrebbe condotto alla venuta del Messia. C’è da notare che Dio inserì gli ebrei nella sfera culturale ellenica, in cui furono poste le basi ideologiche per la democrazia. Dio modellò la società d’Israele in forma democratica, in modo che, quando il Messia fosse venuto, sarebbe stato ricevuto e acclamato come re per volontà del popolo. Tuttavia, il popolo ebreo non accolse in questo modo Gesù che, senza sostegno pubblico, fu crocefisso. Di conseguenza, a conclusione della provvidenza che era iniziata 2000 anni prima con la chiamata di Abramo e dei suoi discendenti dal mondo caduto, lo scopo di quella provvidenza fu raggiunto solo spiritualmente.

7.2 Lo Sviluppo della Storia nell’Era del Prolungamento della Provvidenza di Restaurazione

7.2.1 La Provvidenza di Restaurazione e la Storia dell’Occidente

Alla fine, nel quarto secolo, l’Impero Romano, che aveva perseguitato i Cristiani, s’inginocchiò davanti a Gesù crocefisso e adottò il Cristianesimo come religione di stato. Ma il ruolo provvidenziale originale dell’Impero Romano, che aveva unificato il mondo antico attorno al Mediterraneo, era stato quello di porre la fondazione per il regno di Cristo in terra. Se gli Ebrei avessero creduto in lui come Messia e gli fossero stati uniti, Gesù avrebbe conquistato l’Impero Romano durante la sua vita terrena, sarebbe stato onorato in tutto l’impero come Re dei Re, e avrebbe stabilito un dominio mondiale con Gerusalemme come capitale. Invece, poiché gli Ebrei mancarono di fede, la Giudea fu distrutta e l’Impero Romano andò incontro a un destino di decadenza. Dopo un secolo di invasioni barbariche, l’Impero Romano d’Occidente crollò nel 476 d.C.

In questo modo il centro della provvidenza di restaurazione di Dio si spostò dalla Giudea, la terra del Suo amaro tormento, ai territori dell’Europa Occidentale, già appartenuti all’Impero Romano d’Occidente, occupati dalle tribù germaniche. Di conseguenza, la provvidenza di restaurazione spirituale basata sul Cristianesimo fu condotta principalmente in Europa occidentale e soltanto qui la storia di quest’era seguì rigidamente lo schema stabilito dalla provvidenza di restaurazione[4]. Dalla storia della Cristianità nell’Europa occidentale traiamo le informazioni sugli avvenimenti che caratterizzarono l’Era del Prolungamento della Provvidenza di Restaurazione.

7.2.2 La Mutua Relazione Tra la Storia Religiosa, Economica e Politica

Dio creò l’uomo come essere duplice, composto di spirito e fisico, per consentirgli di governare sia il mondo spirituale che quello fisico.[5] Se l’uomo non fosse caduto, spirito e fisico avrebbero raggiunto la perfezione insieme. L’intelligenza spirituale e quella fisica si sarebbero unite in completa armonia durante la vita terrena. Dopo la Caduta, che rese l’uomo ignorante del mondo sia spirituale che fisico, Dio operò per sconfiggere l’ignoranza spirituale con la religione e quella fisica con la scienza.[6]

Stimolando all’azione la sua mente originale latente, le religioni hanno aiutato l’uomo caduto a sconfiggere gradualmente l’ignoranza spirituale e l’hanno educato a focalizzare la vita sul mondo causale e invisibile di Dio. Dal momento che non tutti avvertono la necessità immediata della religione, soltanto alcuni uomini eccezionali ottengono rapidamente la conoscenza spirituale, mentre per la grande maggioranza degli altri la crescita dello spirito rimane un processo molto lento. Vediamo infatti che ancor oggi, nonostante l’ampia diffusione mondiale delle religioni, il livello spirituale delle persone raramente si distacca in modo significativo da quello degli uomini dell’antichità.

Al contrario, tutti mostrano dimestichezza con quei ritrovati della scienza, che hanno notevolmente accresciuto la nostra padronanza del mondo fisico. Dal momento che la scienza si occupa di questioni pratiche, cui tutti sono fortemente interessati, l’affinamento delle conoscenze umane sul mondo fisico è stato generalmente diffuso e rapido. Inoltre, mentre l’oggetto dello studio religioso sta nell’intangibile, trascendente mondo della causa, la ricerca scientifica esamina oggetti materiali e tangibili nel mondo del risultato. Per questo, fino ad oggi religione e scienza sono rimaste teoreticamente inconciliabili. D’altronde, poiché Satana, che detiene la sovranità sull’universo, attacca e corrompe l’uomo attraverso la vita mondana, le religioni insegnano a negare il mondo e, in questo modo, difficilmente possono armonizzarsi con la scienza, che cerca di migliorare la vita materiale.

Sappiamo che Dio inizialmente creò il corpo fisico, esteriore dell’uomo, prima di animarlo con lo spirito interiore (Gn. 2:7). La provvidenza di restaurazione, che è un lavoro di ricreazione, segue lo stesso schema, dall’esteriore all’interiore. Da questa prospettiva provvidenziale, è chiaro perché religione e scienza, nel corso del loro sviluppo, sono state spesso discordanti, quando non in aperto conflitto.[7]

La stessa discrepanza si ritrova nella relazione tra vita religiosa e vita economica dell’uomo. Anche le attività economiche, come la scienza, trattano della realtà pratica e, in effetti, il progresso economico è strettamente legato allo sviluppo scientifico. Di conseguenza, la storia religiosa basata sullo sviluppo interiore, e la storia economica basata sullo sviluppo esteriore della provvidenza di Dio, hanno preso direzioni divergenti e hanno marciato a ritmi diversi. Perciò, per capire il procedere della storia dell’Occidente, secondo lo schema stabilito dalla provvidenza di restaurazione di Dio, dobbiamo distintamente esaminare la storia della Cristianità e la storia economica.

Come religione e scienza, anche religione ed economia sono unite dalla responsabilità di restaurare gli aspetti interiori ed esteriori della vita dell’uomo caduto e, sebbene sembrino svilupparsi in contraddizione tra loro, sono legate nella condotta sociale. Per questo, la storia della Cristianità e la storia economica hanno influito una sull’altra. La religione e l’economia sono integrate con la nostra condotta sociale attraverso la politica. Specialmente nell’Europa occidentale, la politica ha cercato di unire lo sviluppo economico, che ha immediatamente seguito il progresso scientifico, con il cammino della Cristianità, che spesso è mancata di un chiaro senso della propria direzione provvidenziale. Poiché la storia politica occidentale si è incamminata sulla strada dell’armonizzazione tra religione ed economia, per comprendere correttamente il procedere della storia verso la meta della provvidenza di restaurazione, dobbiamo distintamente esaminare anche la storia della politica.

Per esemplificare come i corsi dello sviluppo religioso, politico ed economico abbiano camminato separatamente, analizziamo la situazione storica dell’Europa occidentale verso la fine del diciassettesimo secolo. Dal punto di vista della storia religiosa, notiamo che i valori democratici erano già da tempo radicati nella Cristianità. Il regime monarchico, sotto il governo del papato, era stato disgregato dalla Riforma Protestante del 1517 e Gli Europei, la cui vita di fede era rimasta soggetta alla gerarchia ecclesiastica nell’epoca medievale, si erano gradualmente emancipati sino a condurre una vita cristiana basata sulla personale lettura della Bibbia. Con riferimento alla politica dell’epoca, la monarchia assoluta era al suo apice. Dal punto di vista economico, la società basata sul sistema del feudo persisteva in molte regioni d’Europa. Pertanto, la stessa società europea si caratterizzava come democratica nel campo religioso, monarchica in quello politico e feudale in quello economico.

Dobbiamo anche chiarire perché il corso storico di gran parte dell’era dell’Antico Testamento non sia stato caratterizzato da un simile schema di sviluppi separati. Nell’antica Israele il progresso scientifico fu estremamente lento, per cui la vita economica non si sviluppò e la società ebbe un limitato grado di specializzazione. Gli uomini vivevano un’esistenza molto semplice, in un sistema sociale nel quale la religione era parte integrante della vita quotidiana e, legati da relazioni di tipo padrone-servo e dal severo codice della Legge Mosaica, dovevano obbedire ai loro governanti sia nelle questioni politiche che in quelle religiose. In quell’era religione, politica ed economia non progredirono separatamente.

7.2.3 La Società dei Clan

Esaminiamo il progresso della storia in termini di religione, politica ed economia durante l’Era del Nuovo Testamento. Generalmente, l’inclinazione della mente originale a rispondere alla provvidenza di restaurazione di Dio produce divisioni in una società centrata su Satana. In questo processo, coloro che seguono la Volontà di Dio rimangono emarginati e possono raccogliersi a formare una società dei clan dal lato di Dio. La nascita della società cristiana dei clan seguì questo schema. Con la crocefissione di Gesù, la nazione ebrea cadde dal lato di Satana. In simili circostanze, Dio non poté continuare la Sua provvidenza di restaurazione con quella società e, di conseguenza, la distrusse, raccogliendone gli elementi più devoti per stabilire una società cristiana dei clan.

Nell’Era dell’Antico Testamento, i dodici figli di Giacobbe guidarono i settanta parenti a formare la società israelita dei clan e incamminarsi lungo il corso della provvidenza. Analogamente, nell’Era del Nuovo Testamento, i dodici discepoli di Gesù guidarono i settanta seguaci a formare la società cristiana dei clan e cominciare la nuova provvidenza di Dio. La società cristiana dei clan fu composta di rudimentali comunità, quasi del tutto prive di strutture politiche ed economiche. In questo periodo, religione, politica ed economia non progredirono indipendentemente.

Nonostante la severa persecuzione, la società cristiana dei clan iniziò gradualmente a prosperare nell’Impero Romano attorno al Mediterraneo e ad evolversi in una società cristiana tribale. L’Impero Romano d’Occidente, scosso dalle massicce migrazioni iniziate nella seconda metà del quarto secolo, cadde nel 476 d.C. La società cristiana si espanse notevolmente quando il Cristianesimo fu portato ai popoli germanici stabilitisi in quei territori.

7.2.4 La Società Feudale

Col procedere della storia, la società dei clan si sviluppò nella società feudale, che fece la sua comparsa in Europa nell’imminenza della caduta dell’Impero Romano, quando l’autorità imperiale svanì e l’impero sprofondò nel caos. In questo tipo di società religione, politica ed economia finirono per dividersi e prendere strade separate.

Agli albori della società feudale, specialmente tra le tribù germaniche da poco cristianizzate, contadini liberi e soldati erano governati da principi locali. Il potere politico era diffuso tra molti signori, ciascuno dei quali governava il proprio territorio nell’assenza di qualsiasi autorità nazionale. La società feudale europea si sviluppò quindi gradualmente in un sistema politico basato su relazioni di tipo padrone-servo a tutti i livelli, come quelle tra i signori di diverso rango e i loro cavalieri, e su un’economia autosufficiente basata sul feudo. Dopo la caduta dell’impero carolingio, il feudalesimo maturò e si diffuse in tutta l’Europa. La terra fu suddivisa in tanti feudi, ciascuno governato da un signore, che era responsabile di tutti gli aspetti della vita nel feudo e aveva suprema autorità giurisdizionale. I contadini offrivano le loro terre ai signori feudali o ai monasteri in cambio di protezione, e le terre venivano loro restituite come feudi. I vassalli ricevevano feudi dai loro signori in cambio del servizio prestato come milizia personale. Mentre i cavalieri di minor rango potevano possedere soltanto un unico feudo, ciascun re o grande signore possedeva centinaia o migliaia di feudi, distribuiti tra i suoi vassalli. I re avevano poteri assai limitati e non erano altro che grandi signori feudali.

La vita religiosa in Europa durante il periodo delle chiese regionali si sviluppò lungo le stesse direttrici della vita politica ed economica del primo feudalesimo: si può perciò definire come Cristianesimo feudale. Patriarchi, arcivescovi e vescovi assunsero posizioni paragonabili a quelle dei signori feudali maggiori, intermedi e minori. Come il re era soltanto uno dei grandi signori feudali, così il papa era soltanto uno dei cinque patriarchi. La struttura politica all’interno della chiesa cattolica romana era fondata su strette relazioni gerarchiche di tipo padrone-servo. Un vescovo o abate aveva rango sociale equivalente a un signore feudale secolare e, operando come signore dei territori sottoposti alla sua chiesa, poteva, se necessario, formare un esercito con le milizie dei suoi vassalli.

Quanto alla vita economica, questo periodo iniziò con la transizione dalla società schiavista dell’antica Roma al sistema del feudo. Contadini liberi iniziarono a possedere porzioni di terra. A seconda dei possedimenti terrieri, lo stato sociale degli uomini di questo periodo poteva essere classificato secondo quattro livelli: nobiltà, contadini liberi, servi e schiavi.

In questo modo, dalle ceneri dell’Impero Romano d’Occidente, Dio costruì una società feudale tra quei popoli germanici, da poco cristianizzati, che aveva scelto per condurre la provvidenza. Rafforzando piccole unità sotto la sovranità divina nelle sfere della vita religiosa, politica ed economica, Dio pose le basi per stabilire un regno divino.

7.2.5 La Società Monarchica e l’Imperialismo

Col procedere della storia, la società feudale si sviluppò nella società monarchica. Quali furono le origini politiche della società monarchica europea? Tutti i regni costituiti dai popoli germanici in Europa occidentale ebbero vita breve, ad eccezione del regno dei Franchi. I re franchi della dinastia merovingia, che ricevettero il Cristianesimo e assorbirono l’eredità della civiltà romana, formarono un mondo germano-romanico in Europa occidentale. Con la fine del potere dei re merovingi, Carlo Martello, divenuto l’effettivo sovrano dei Franchi, ampliò il regno sconfiggendo i Mori, che avevano invaso l’Europa da sud-ovest. Suo figlio Pipino il Breve, primo re carolingio, fu il padre di Carlo Magno il quale, affascinato dalla visione agostiniana di un regno cristiano, ne fece il principio ispiratore del suo governo. L’impero di Carlo Magno unificò l’Europa occidentale e centrale, portando stabilità a territori che erano stati fin allora in subbuglio a causa di massicce migrazioni.

Nella sfera religiosa, la Cristianità monarchica, che seguì alla Cristianità feudale, fu un regno spirituale che trascese i confini nazionali, stabilito sotto il governo del papato sulla fondazione spirituale per il Messia. Nell’800 d.C. il papa Leone III incoronò Carlo Magno imperatore e gli diede la benedizione della chiesa, trasmettendogli in questo modo la responsabilità centrale per la provvidenza. Il regno spirituale sotto il papato e il regno dei Franchi sotto Carlo Magno si unirono a formare l’impero cristiano.

Il periodo dell’impero cristiano fu parallelo al periodo del regno unito d’Israele nell’Era dell’Antico Testamento. In entrambi i casi, a una società feudale seguì una società monarchica, che aveva lo scopo di consolidare dal lato di Dio sovranità, popolazione e territorio più grandi. Come è stato già spiegato, il papa aveva guidato la chiesa, dalla posizione dell’arcangelo, per aprire la strada a un regno terreno. Poi il papa, dopo aver incoronato l’imperatore e avergli dato la benedizione di Dio, doveva servirlo dalla posizione di Caino.[8] L’imperatore a sua volta doveva attenersi agli insegnamenti del papato e compiere il lavoro politico per realizzare un regno adatto a ricevere il Messia. Se il papa e l’imperatore avessero costruito l’impero cristiano, in piena consonanza con la Volontà di Dio, questo periodo avrebbe costituito gli Ultimi Giorni della storia umana, il tempo in cui il Messia avrebbe potuto venire. Sarebbe allora apparsa la nuova verità, capace di risolvere i problemi della religione e della scienza in uno scibile umano integrato, guidando religione, politica ed economia in un’unica direzione unificata, basata sull’ideale di Dio. Su questa base doveva essere stabilita la fondazione per il Secondo Avvento del Messia. Inoltre, con l’alba del periodo dell’impero cristiano, il feudalesimo avrebbe dovuto completamente scomparire.

Tuttavia, papi e imperatori tradirono la Volontà di Dio, e la realizzazione dell’ideale immaginato da Carlo Magno divenne impossibile. Di conseguenza la società feudale, invece di essere demolita, continuò a rafforzarsi ulteriormente nei secoli seguenti. Religione, politica ed economia rimasero divise, con frequenti conflitti tra il regno spirituale governato dal papato e quello terreno governato dai re.

L’impero cristiano non riuscì a costruire un regno unito in cui il Messia potesse venire. Nell’epoca in cui Carlo Magno costruì il suo impero, la fondazione della prima società feudale era matura per consolidarsi in una forte monarchia e, tuttavia, mai Carlo Magno soggiogò completamente i poteri che facevano capo ai signori feudali. Al contrario, il sistema feudale si rafforzò e l’imperatore fu ridotto ad essere solamente uno dei grandi signori feudali.

Il sistema feudale avrebbe dominato l’Europa fino al sorgere delle monarchie assolute nel diciassettesimo secolo, allorquando, col declino del feudalesimo, i poteri decentrati dei signori feudali andarono a concentrarsi nelle mani dei re dei grandi stati nazionali. I re assunsero il potere assoluto, giustificandolo con la dottrina della monarchia per diritto divino. Le monarchie assolute prosperarono fino alla Rivoluzione Francese del 1789.

Nella sfera religiosa, quali orientamenti emersero nel periodo in cui la Cristianità, guidata dal papato, si diede una struttura monarchica? I papi si allontanarono dalla Volontà di Dio e si secolarizzarono, avviandosi sulla strada del declino spirituale. A causa delle ripetute disfatte nelle Crociate, il papato perse autorità, e durante l’esilio ad Avignone fu privato di potere e dignità. Con la Riforma Protestante del 1517, la Cristianità occidentale cessò di essere una monarchia spirituale unitaria.

Esaminando il progresso della vita economica, scopriamo che gli assetti economici feudali sopravvissero anche dopo che il feudalesimo politico era stato soppiantato dalla monarchia assoluta. Il capitalismo crebbe nelle città, dove imprenditori e mercanti si unirono ai re per abbattere l’opprimente sistema feudale. Nuovi assetti vennero raggiunti anche nell’agricoltura, con i contadini indipendenti che cercarono il sostegno del re per opporsi al dominio dei signori feudali nelle campagne. Comunque, nessuno di questi sviluppi economici poté completamente eliminare il feudalesimo, che durò fino alla Rivoluzione Francese.

Nel progresso della storia economica, al feudalesimo seguì il capitalismo, accompagnato dall’era dell’espansione coloniale. Come il consolidamento della sovranità politica fu la meta della monarchia assoluta, la monopolizzazione delle finanze e del capitale fu la meta dei potenti capitalisti. Il capitalismo si affermò contemporaneamente al sorgere della monarchia assoluta nel diciassettesimo secolo e prosperò durante e dopo la rivoluzione industriale. Lo scopo del capitalismo nella provvidenza fu quello di promuovere l’accumulazione del capitale e la centralizzazione dell’attività economica, a un livello impossibile da raggiungere sotto il feudalesimo. Ancor di più questo fu il caso dell’imperialismo.

L’impulso imperialista all’espansione coloniale, iniziato in questo periodo, ebbe come suo scopo provvidenziale la creazione di una fondazione economica, politica e religiosa su scala mondiale. Ci si limiterà qui a trattare dell’imperialismo europeo, poiché il corso della provvidenza di restaurazione di Dio fu centrato sull’Europa occidentale. Le nazioni dell’Europa occidentale, in competizione tra loro, percorsero tutto il globo nella corsa alle colonie, durata fino alla Prima Guerra Mondiale, facendo sì che il mondo intero partecipasse al progresso della civiltà cristiana occidentale.

7.2.6 Democrazia e Socialismo

L’Era della monarchia lasciò il passo all’Era della democrazia. Ricordiamo che la società monarchica era iniziata con lo scopo di costruire un dominio, che potesse sostenere il Messia e il suo regno. Tuttavia, poiché con l’impero cristiano questa provvidenza non era stata realizzata, Dio iniziò un processo che avrebbe alla fine demolito le società monarchiche e stabilito al loro posto le democrazie, con lo scopo di cominciare una nuova provvidenza e ricostruire una nazione sovrana adatta a ricevere il Messia.

La democrazia è basata sulla sovranità del popolo; è il governo del popolo, da parte del popolo e per il popolo. Ha lo scopo di distruggere il monopolio politico della monarchia, che si è allontanata dalla Volontà di Dio, e stabilire un nuovo sistema politico capace di realizzare lo scopo della provvidenza di restaurazione, e precisamente accogliere e sostenere il Messia come Re dei Re.

Come può la democrazia realizzare il suo scopo? Nel corso della storia, la spiritualità dell’uomo è stata illuminata grazie ai benefici dell’era della provvidenza di restaurazione. La mente originale dell’uomo risponde alla provvidenza e segue la religione, spesso senza neppure sapere il perché. Alla fine, l’umanità riceverà il Cristianesimo, che Dio innalzerà come la religione più alta. In questo modo, il mondo oggi sta convergendo a formare un’unica civiltà basata sugli ideali cristiani.

Mentre la storia si avvicina alla sua conclusione, la volontà dell’uomo si orienta verso i valori cristiani. Anche i governi democratici, che rispettano la volontà del popolo, si avvicinano gradualmente al Cristianesimo. Così il Messia, ritornando in società governate da regimi democratici maturati nello spirito cristiano, potrà stabilire la sovranità di Dio sulla terra con il convinto sostegno degli uomini. Questo sarà il Regno dei Cieli in terra. Dobbiamo capire che la democrazia è nata per abbattere il monopolio del potere satanico, in vista dello scopo della provvidenza finale di Dio di restaurare, per volere del popolo, una sovranità celeste sotto la guida di Cristo che ritorna.

I movimenti democratici sorti in contrapposizione alle monarchie assolute del diciassettesimo e diciottesimo secolo diedero origine alle rivoluzioni in Inghilterra, America e Francia. Queste rivoluzioni distrussero le società monarchiche e diedero vita alle odierne società democratiche. Le diverse forme assunte dalla democrazia secondo le direzioni provvidenziali dell’Ebraismo e dell’Ellenismo saranno discusse nel capitolo seguente.[9]

Nella sfera religiosa, il progresso della storia ha visto il passaggio allo stadio della Cristianità democratica, dopo che la Cristianità monarchica era crollata con la Riforma Protestante del 1517. Attraverso la Riforma, le componenti democratiche della Cristianità demolirono il regno spirituale sul quale il papato aveva esercitato autorità assoluta. Secondo il desiderio originale di Dio, l’impero cristiano avrebbe dovuto unirsi con la Cristianità papale monarchica per costruire il regno in cui sarebbe venuto il Messia. Tuttavia, quando i papi fallirono nella loro responsabilità, la Cristianità monarchica, sulla quale essi avevano tutta l’autorità, dovette essere demolita. Questa è stata la missione della Cristianità democratica, proprio come la missione della democrazia politica è stata quella di distruggere la sovranità assolutista della monarchia secolare. Di conseguenza, dopo la Riforma Protestante, l’uomo ha avuto la possibilità di cercare liberamente Dio attraverso la lettura personale della Bibbia, senza la mediazione del clero. L’uomo non è stato più soggetto all’autorità altrui nella propria vita religiosa, e ha potuto liberamente cercare la propria strada di fede. La Cristianità democratica ha così creato un ambiente sociale che consente a tutti di cercare liberamente Cristo al suo ritorno, indipendentemente dal modo in cui egli potrà tornare.

In modo simile, col progresso della storia economica, sono sorti gli ideali socialisti intesi ad abbattere l’imperialismo e promuovere una forma democratica di economia. Benché alcuni storici abbiano considerato la Prima Guerra Mondiale come un conflitto combattuto dalle nazioni imperialiste per il controllo delle colonie, in realtà, poco dopo la sua conclusione, lo spirito democratico prese il sopravvento e cominciò a rovesciare la politica colonialista. Alla fine della Seconda Guerra Mondiale, le grandi potenze iniziarono a ritirarsi dalle colonie e liberare le nazioni sotto il loro controllo. Con la caduta dell’imperialismo, il capitalismo iniziò ad evolversi in una forma di economia tesa a promuovere uguale e comune prosperità.

È naturale che il regno satanico, che ha raggiunto il suo apogeo nel comunismo, promuova il socialismo, perché Satana cerca sempre di realizzare, anticipando Dio, una scadente imitazione del Suo piano. Il piano divino è infatti quello di sviluppare un’economia socialista, seppure in una forma e con un contenuto profondamente diversi rispetto al socialismo di stato effettivamente stabilito dal comunismo.

Secondo l’ideale di creazione, Dio attribuisce a ciascun individuo lo stesso valore originale. Proprio come i genitori amano allo stesso modo tutti i loro figli, Dio desidera dare un ambiente e delle condizioni di vita ugualmente piacevoli a tutti i Suoi figli. Inoltre, in una società ideale, produzione, distribuzione e consumo devono avere la stessa relazione organica che esiste tra digestione, circolazione e metabolismo nel corpo umano. Perciò, non dovrebbe esserci competizione distruttiva dovuta ad iperproduzione, né ingiusta distribuzione, che conduca ad eccessivo accumulo e consumo, contrario allo scopo del bene pubblico. Dovrebbe esserci sufficiente produzione di beni necessari e utili, equa ed efficiente distribuzione di tali beni e ragionevole consumo, in armonia con lo scopo generale. Proprio come il fegato fornisce una riserva nutritiva per il corpo umano, dovrebbero essere mantenute adeguate riserve di capitale, per assicurare il regolare funzionamento di tutta l’economia.

L’uomo, creato per vivere in una società ideale, perseguirà inevitabilmente un ideale socialista quando, impegnandosi per la libertà e la democrazia, valorizzerà ulteriormente la propria natura originale. Questo è tanto più vero alla conclusione della storia provvidenziale, quando tale ideale può essere effettivamente realizzato. Come questo desiderio naturale che scaturisce dall’interiore, anche la politica democratica, determinata dalla volontà del popolo, si muoverà in tale direzione. Alla fine, sarà stabilita una società socialista che incarnerà l’ideale di Dio. I primi Cristiani vivevano in un certo modo secondo questo ideale, usando in comune i loro beni (At. 4:32-35). L’Utopia di Thomas More, scritta nell’Inghilterra del sedicesimo secolo, e il socialismo umanistico di Robert Owens durante la rivoluzione industriale in Inghilterra espressero ciascuno una propria visione dell’ideale socialista. Anche i movimenti socialisti cattolici e protestanti sono stati partecipi di questa visione, come nel caso di Charles Kingsley, che perorò il Socialismo Cristiano nell’Inghilterra della metà del diciannovesimo secolo. La loro inclinazione verso il socialismo ebbe origine dall’impulso naturale della mente originale, che persegue l’ideale di creazione.

7.2.7 Gli Ideali di Interdipendenza, Prosperità Comune e Valori Universalmente Riconosciuti contro il Comunismo

I benefici dell’era della provvidenza di restaurazione di Dio hanno favorito lo sviluppo della natura originale dell’uomo, che non poté manifestarsi a causa del dominio di Satana sulla vita umana. Rispondendo alle sollecitazioni più profonde del cuore, tutti gli uomini hanno desiderato ardentemente il mondo ideale di Dio, in cui si realizza lo scopo della creazione. In cerca di una società socialista dal lato del Cielo, la mente originale li ha diretti verso gli ideali di interdipendenza, prosperità comune e valori universalmente riconosciuti. Il mondo in cui tali ideali saranno alla fine realizzati non è altro che il Regno dei Cieli in terra, sotto la guida di Cristo che ritorna.

Poiché Satana imita in anticipo la provvidenza di Dio, il lato satanico ha invocato il “socialismo scientifico” basato sulle teorie del materialismo dialettico e storico ed ha costruito il mondo comunista. Secondo la teoria del materialismo storico, la storia umana sarebbe iniziata con una società collettivista primitiva, per concludersi con la creazione di una società comunista ideale. Gli evidenti errori di questa teoria sono dovuti al fatto che essa non tiene conto della causa fondamentale del progresso storico. Dopo aver creato l’uomo, Dio promise la realizzazione del Regno dei Cieli. Tuttavia, poiché Satana stabilì prima di Dio relazioni di parentela con l’uomo, Dio dovette permettergli di costruire, attraverso l’uomo caduto, un mondo senza principi come distorta imitazione della società ideale che Dio intende realizzare sulla terra. Il mondo comunista è questo mondo senza principi costruito da Satana.

Due tipi di democrazie sorsero con lo scopo di smantellare la monarchia assoluta e trasferire la sovranità al popolo. Così, per demolire il sistema economico che concentrava le ricchezze della società nelle mani di pochi privilegiati, sorsero dal lato di Dio movimenti intesi a promuovere gli ideali d’interdipendenza, prosperità comune e valori universalmente riconosciuti, mentre dal lato di Satana nacque il comunismo. Entrambi questi tipi di movimenti hanno cercato di stabilire un sistema che distribuisse le ricchezze più equamente tra gli uomini. L’aspirazione al socialismo presente in entrambi i lati è il frutto dell’impegno provvidenziale per realizzare una società basata su un sistema economico veramente democratico.

È stato già spiegato come nella storia dell’Europa occidentale, diretta dalla provvidenza di restaurazione, i tre aspetti di religione, politica ed economia abbiano proceduto separatamente attraverso i rispettivi corsi di sviluppo. Come potranno riunirsi in un punto comune, alla conclusione della storia provvidenziale, per porre la fondazione per il Secondo Avvento di Cristo? Una causa fondamentale di questo sviluppo separato è stata la divergenza tra la religione e la scienza, gli strumenti per superare l’ignoranza spirituale e fisica dell’umanità. Perché i corsi di religione, politica ed economia possano convergere e realizzare l’ideale di Dio, deve emergere una nuova espressione di verità, capace d’integrare completamente religione e scienza. La religione fondata su questa verità condurrà tutti gli uomini a realizzare l’unità del cuore con Dio. Questi uomini costruiranno un’economia conforme all’ideale divino. Su queste basi, un nuovo ordine politico potrà realizzare l’ideale di creazione: sarà il regno messianico costruito sui principi d’interdipendenza, prosperità comune e valori universalmente riconosciuti.

Grafico 3: Il Progresso della Storia Guidato dalla Provvidenza di Restaurazione
Grafico 3

[1] cfr. Mosè e Gesù nella Provvidenza di Restaurazione 2.2.2.3

[2] cfr. Il Principio di Creazione 3.2

[3] cfr. Il Periodo di Preparazione per il Secondo Avvento del Messia 3.2; 4.1

[4] Analogamente, il corso dello sviluppo della storia presentato dalla teoria marxista del materialismo storico è anch’esso applicabile solamente alla storia dell’Europa occidentale.

[5] cfr. Il Principio di Creazione 6.2

[6] cfr. L’Escatologia e la Storia Umana 5.1

[7] cfr. Il Periodo di Preparazione per il Secondo Avvento del Messia 1

[8] cfr. I Parallelismi tra le Due Ere della Provvidenza di Restaurazione 4

[9] cfr. Il Periodo di Preparazione per il Secondo Avvento del Messia 3.1; 3.2

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