Educazione alla Vita Familiare: Che Strada Prendere?

Introduzione

Il prevalere del comportamento sessuale promiscuo fra gli adolescenti e le sue conseguenze, stanno suscitando preoccupazione in molti paesi. In risposta a questo, molte nazioni hanno adottato dei programmi di educazione sessuale da usare nelle scuole. Tuttavia, gli educatori hanno opinioni diverse su quale sia l’approccio migliore. L’educazione sessuale dovrebbe riaffermare i valori tradizionali della castità e della monogamia, rischiando la possibilità che tanti giovani respingano questo messaggio come antiquato? Oppure gli educatori dovrebbero accettare l’apparente inevitabilità dell’attività sessuale degli adolescenti e prendere misure precauzionali contro le malattie e le gravidanze indesiderate?

(In America) sotto il termine “Educazione alla Vita Familiare (Family Life Education) si stanno facendo vari tentativi per educare i giovani alla sessualità e prepararli al matrimonio e alla famiglia. Spesso, però, questi sforzi servono semplicemente a introdurre i giovani all’etica sessuale predominante.

I vari sforzi per preparare gli adolescenti alla vita familiare si possono dividere fondamentalmente in due diversi approcci. Entrambi si propongono di arginare le malattie a trasmissione sessuale e prevenire le gravidanze fra i giovani non sposati.

  • L’approccio basato sui contraccettivi tenta di ridurre i rischi per la salute attraverso l’uso di anticoncezionali ed altre tecniche fisiche. Questo approccio, chiamato anche educazione sessuale inclusiva o approccio basato sui preservativi, in questa presentazione verrà chiamato approccio basato sui contraccettivi.
  • L’approccio basato sul carattere punta a promuovere le qualità del carattere che metteranno in grado gli adolescenti di fare delle scelte di vita sane e di porre le basi per un matrimonio felice e duraturo. Questa presentazione dimostra la superiorità dell’approccio all’educazione degli adolescenti basato sul carattere, rispetto a quello esclusivamente sanitario.

Consideriamo prima l’educazione basata sui contraccettivi.1

Negli anni 1970, un notevole aumento delle gravidanze degli adolescenti e delle malattie trasmesse per via sessuale causò un brusco risveglio e mise in allerta gli educatori e gli attivisti sociali sul pericolo di un’incombente crisi sociale. Essi risposero cercando di bloccare o rallentare la crescita delle gravidanze adolescenziali e delle malattie a trasmissione sessuale.

La prima tattica fu quella di fornire informazioni ai giovani sul controllo delle nascite e sulle malattie trasmesse sessualmente. Chi prendeva le decisioni politiche era convinto che i giovani avevano solo bisogno di avere sufficienti informazioni e poi avrebbero fatto scelte sagge. L’educazione sessuale venne intensificata nella convinzione che, se una scarsa conoscenza non aveva nessun effetto, una conoscenza molto più esplicita, data in età ancora più giovane, avrebbe sicuramente risolto il problema.

Gli Stati Uniti seguirono il modello dei programmi di educazione sessuale scandinavi sviluppando quella che divenne nota come l’educazione sessuale inclusiva. Si chiama così a causa dell’ampio raggio di bambini a cui è insegnata e del gran numero di informazioni fornite. Questo approccio è diretto ai bambini dai primi anni delle elementari, a partire dai 5 e 6 anni, fino a tutta l’adolescenza. L’anatomia riproduttiva e le attività sessuali sono discusse apertamente e in modo esplicito, nel presupposto che l’ignoranza e la mancanza di comprensione sono le barriere principali da superare.

Questi programmi incoraggiano la discussione partendo da quando si è piccoli. Gruppi di discussione spesso includono sia i ragazzi che le ragazze. I programmi sono studiati per abbattere le inibizioni e promuovere un dialogo aperto e libero. Gli studenti sono portati a concludere che la sperimentazione sessuale è bella e naturale ma che si dovrebbe sempre praticare il sesso “sicuro” o “più sicuro” . Questo significa usare sempre i preservativi o altri anticoncezionali.

L’educazione sessuale basata sul carattere, d’altro canto, è molto diversa. Apprezza la complessità delle relazioni sessuali e affronta le questioni da un punto di vista morale.2 L’istruzione nell’anatomia e nella fisiologia affronta solo le dimensioni esteriori della sessualità. Le dimensioni interiori e più essenziali implicano il significato e il valore della sessualità umana. Questo approccio sta acquistando popolarità negli Stati Uniti, mentre le ricerche portano sempre più alla luce le tragiche limitazioni dell’approccio basato sulla solo sulla contraccezione.

Come indica il nome, l’approccio basato sul carattere si concentra sull’importanza del carattere in materia di sesso. L’attività sessuale fra i giovani può essere descritta come un comportamento immaturo perché il loro carattere non è ancora maturo. Così, l’educazione sessuale basata sul carattere non è un approccio “bendato” che cerca di minimizzare il danno provocato da un comportamento irresponsabile. Anzi, va al cuore del problema cercando di aiutare i giovani a sviluppare una comprensione migliore di se stessi e degli altri. L’approccio basato sul carattere promuove attitudini responsabili affrontando lo scopo e il ruolo della sessualità. Definisce la sessualità nell’ambito della sfera di tutto l’essere umano e incoraggia i giovani a vedere il sesso nel contesto della responsabilità verso se stessi, il proprio coniuge, i figli e addirittura nei confronti della società nel suo insieme. Non è mai una questione semplicemente privata.

Poiché esige molto di più dai giovani, questo approccio è più impegnativo che non la semplice distribuzione di preservativi e di informazioni. Riconosce che per educare dei giovani maturi è necessario un investimento di cuore sincero. Invita gli adulti coscienziosi a investire se stessi nel benessere generale dei giovani.

Possiamo fare un valido confronto fra questi due approcci guardando il modo in cui essi affrontano le questioni fondamentali dell’educazione sessuale.

1 La fonte di consultazione fondamentale per l’approccio basato sui contraccettivi è la National Guidelines Task Force, National Guidelines for Comprehensive Sexuality Education, Kindergarten-12th Grade (New York: Sexuality Information and Education Council of the United States [SIECUS], 1996 e altri materiali preparati dal SIECUS.

2 The National Guidelines for Sexuality and Character Education (Austin, Texas: Medical Institute for Sexual Health, 1996).

PARTE 1

Promuovere le Norme

L’approccio basato sui contraccettivi presume che la maggior parte degli adolescenti sia sessualmente attiva e che la sperimentazione sessuale sia normale e salutare. Il matrimonio non è considerato un requisito essenziale per il sesso. L’astinenza prematrimoniale è presentata semplicemente come una delle tante opzioni, non come la norma. L’unica considerazione etica per le relazioni sessuali è il consenso reciproco. La responsabilità nei rapporti sessuali si limita a preoccuparsi delle malattie e del controllo delle nascite.1

L’approccio basato sul carattere, invece, afferma con forza che rispettare la propria coscienza è molto più importante che lo standard minimo del reciproco consenso. Questo approccio sostiene chiaramente l’astinenza dai rapporti sessuali finché entrambi i partner sono maturi e hanno preso l’impegno del matrimonio. Presenta l’astinenza prematrimoniale come la norma che tutti i giovani dovrebbero sforzarsi di seguire per la loro felicità personale e il benessere degli altri. Anziché presumere che i giovani non sono capaci di controllare i loro impulsi sessuali, questo approccio proietta una chiara aspettativa che le persone possono e devono imparare l’autocontrollo in questo, come così in altri aspetti della vita, se vogliono raggiungere la propria realizzazione e avere successo.

PARTE 2

Basi di valori

L’approccio basato sui contraccettivi cerca deliberatamente di ridurre al minimo la discussione e la guida morale. L’affermazione implicita è che non esistono principi morali assoluti e che le persone dovrebbero essere libere di stabilire il proprio standard riguardo ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Tutti gli stili di vita sono considerati ugualmente validi, purché ci sia il reciproco consenso. La sperimentazione sessuale è ritenuta una parte normale del processo di maturazione. L’astinenza fino al matrimonio può essere presentata come una delle tante opzioni, ma non è sostenuta come la norma. In modo intenzionale o meno, l’approccio basato sulla contraccezione promuove i valori della rivoluzione sessuale.

D’altro canto, l’approccio basato sul carattere riconosce che certe norme sono universalmente importanti per la coesione della società. Come è stato spiegato nella presentazione “La Necessità di un’Educazione Morale”, ci sono diversi modi di determinare se un valore è universale. Un punto importante è se i risultati sarebbero buoni qualora tutti abbracciassero quel valore. Se tutti gli esseri umani dovessero abbracciare le idee della rivoluzione sessuale, cosa succederebbe? Le relazioni sociali basate sulla fiducia e la responsabilità sarebbero abbandonate se ogni persona cercasse solo la propria gratificazione. Un’altra indicazione che un valore è universale è la sua presenza in una varietà di culture. Certi valori sono stati legittimati dalle tradizioni culturali nel corso delle epoche. Tra questi ricordiamo l’onestà, la lealtà, la fiducia, il rispetto, la responsabilità, l’impegno, la compassione, la perseveranza e il sacrificio di se stessi. Le culture di tutto il mondo stabiliscono delle norme sessuali e promuovono qualità che sono le basi per un matrimonio stabile. Così i valori della rivoluzione sessuale non possono essere considerati valori universali.

Nonostante la triste percentuale di divorzi al giorno d’oggi, un matrimonio felice continua ad essere uno scopo importante della vita per la maggior parte dei giovani. Ci sono molte prove per aiutare a convincere gli adolescenti dei benefici di mantenere la castità fino al matrimonio. Gli studi indicano che il successo o il fallimento del matrimonio è influenzato dal fatto se uno era astinente o sessualmente attivo prima di sposarsi.2

L’approccio basato sui contraccettivi cerca deliberatamente di ridurre la resistenza fra il suo pubblico di giovani, non essendo direttivo e incoraggiandoli a prendere le loro decisioni personali in materia di sesso. L’attività sessuale degli adolescenti è considerata inevitabile.

Per contro, l’approccio basato sul carattere riconosce che i giovani non sono psicologicamente abbastanza maturi per capire tutte le implicazioni delle loro azioni. Offre una guida adatta all’età con aspettative chiare che fanno appello all’idealismo dei giovani.

PARTE 3

Onestà sui Rischi

I programmi basati sui contraccettivi promuovono il sesso “sicuro” o “più sicuro”, basato sull’uso dei preservativi o di altri anticoncezionali.

La ricerca dimostra che i preservativi sono effettivamente una forma molto rischiosa di protezione. Date le serie limitazioni dei preservativi, chi prende le decisioni politiche e altre persone in posizione di influenzare gli adolescenti possono adottare una di queste due posizioni:

  1. Non mettere in evidenza la scarsa efficacia dei preservativi e cercare di aumentare il loro uso tra la popolazione per quanto magri benefici possano offrire. Questa sembra essere la politica adottata più spesso. La maggior parte della letteratura del “sesso sicuro” che consiglia l’uso dei preservativi dà poche se non nessuna informazione riguardo la loro reale efficacia.
  2. Parlare onestamente sui rischi dei preservativi e dare una guida per una vera protezione. Se le persone scelgono di usare i preservativi dovrebbero almeno conoscere la verità al loro riguardo. Una volta che gli adolescenti capiscono che in realtà non esiste nessun sesso “sicuro” al di fuori del matrimonio, sono disposti ad essere guidati per prendere delle decisioni veramente assennate e responsabili in materia sessuale. Le persone hanno bisogno di imparare che una sessualità responsabile implica l’autocontrollo e che l’unico contesto per un sesso responsabile è il matrimonio. Giocare d’azzardo con la salute fisica ed emotiva reciproca, ora e in futuro, non è vero amore. L’opzione onesta sostiene un impegno nel matrimonio che dura tutta la vita come l’unico contesto sano e sicuro per il sesso.

È più probabile che gli adolescenti pospongano l’attività sessuale piuttosto che usino costantemente e correttamente i preservativi il 100 percento delle volte.3 I programmi di educazione sessuale che promuovono l’astinenza prematrimoniale hanno dimostrato che è piuttosto realistico aspettarsi che gli adolescenti siano capaci di controllare i loro desideri sessuali. Tristemente tanti educatori sessuali si aggrappano all’idea che promuovere l’uso dei preservativi è l’approccio più realistico.

PARTE 4

Definizione dei Termini

Nell’approccio basato sui preservativi, alcuni istruttori usano la parola “astinenza” in modo piuttosto generico. Ad esempio, potrebbe significare intervalli di astinenza tra partner sessuali. In questo senso, una persona può essere astinente per un periodo di qualche settimana o qualche mese, diventare sessualmente attiva per un po’ di tempo e poi riprendere l’astinenza. A volte la parola astinenza è usata in senso molto ristretto, intendendo qualsiasi attività tranne il rapporto sessuale completo. Questo tipo di astinenza è promossa come un’opzione di “sesso sicuro”, simile all’uso dei contraccettivi.4

L’approccio basato sul carattere definisce l’astinenza come astenersi da tutte le forme di attività sessuale e genitale ed evitare l’eccitazione sessuale. Incoraggia la crescita del carattere, le tecniche sociali e l’amicizia in preparazione a un sano matrimonio. L’astinenza è sostenuta come l’unica norma sana e responsabile al di fuori del matrimonio.5

Incoraggiare l’astinenza fino al matrimonio non significa ignorare la questione sessuale. I giovani di oggi stanno ricevendo ogni sorta di informazioni in materia di sesso attraverso i media e i loro compagni, che ai genitori piaccia o no. L’educazione sessuale basata sul carattere può aiutarli ad affrontare questo continuo bombardamento dando loro le informazioni e la guida appropriate al loro livello di sviluppo.

Questi approcci differiscono nella loro enfasi sulla purezza. L’approccio basato sui contraccettivi mette l’accento sull’etica descrittiva – cioè che cosa fanno le persone. Poiché nell’approccio basato sui contraccettivi la purezza è considerata un ideale non realistico, riscuote poca attenzione. Per contro, l’approccio basato sul carattere mette l’accento sull’etica prescrittiva – cioè che cosa le persone dovrebbero fare. Così la purezza riceve la maggior parte dell’attenzione.

PARTE 5

L’Attitudine verso i Genitori

L’approccio basato sui contraccettivi tende a focalizzarsi sulle questioni personali e a minimizzare la responsabilità sociale.

Per contro, l’alternativa basata sul carattere cerca di chiarire sia le responsabilità personali che quelle sociali. Inculca nei giovani la consapevolezza delle implicazioni delle loro scelte sessuali sulla vita degli altri. Li incoraggia a compiere i loro doveri verso la famiglia, gli amici e la comunità così come il loro futuro sposo e i futuri figli.

Il modello basato sui contraccettivi sembra prevenuto nei confronti della guida dei genitori. Non solo sostiene l’offerta di servizi riproduttivi a minori senza che i genitori lo sappiano o lo permettano,6 ma indebolisce la loro autorità in un modo più sottile. Anche se i giovani sono incoraggiati a cercare il consiglio di adulti fidati, viene loro detto che sistemi di valore in conflitto sono egualmente validi. Il messaggio dato ai giovani è questo: “I vostri genitori possono avere ragione oppure no; decidete voi i vostri valori”. Questa posizione non offre nessun sostegno per le convinzioni dei genitori e può condurre a tensioni fra genitori e figli e fra genitori e funzionari scolastici. Questo non può che indebolire la fiducia dei giovani nei loro genitori e in altre autorità adulte.

Per contro, l’approccio basato sul carattere rispetta l’autorità dei genitori e la loro responsabilità nel guidare tutti gli aspetti della vita dei loro figli finché raggiungono l’età adulta. Poiché il coinvolgimento dei genitori è un fattore fondamentale che trattiene i giovani dall’impegnarsi in relazioni sessuali, il legame fra genitore e figlio ha bisogno di essere estremamente rafforzato dalle scuole e dalle altre autorità. Anche se entrambi i modelli hanno dimostrato di accrescere la comunicazione fra genitore e figli,7 l’approccio basato sul carattere incoraggia un rapporto più aperto e onesto. L’educazione basata sul carattere tiene informati il più possibile i genitori sull’istruzione della classe, assegna compiti che invitano la partecipazione dei genitori e insegna ai genitori a trasmettere ai figli i loro standard morali.

PARTE 6

Efficacia della Protezione

Da studi approfonditi condotti nel corso di 30 anni, è chiaro che insegnare semplicemente agli adolescenti a prevenire le malattie a trasmissione sessuale e l’AIDS non basta. Ad esempio, i corsi basati sulla contraccezione fanno poco per ridurre la percentuale delle gravidanze tra gli adolescenti. Un consiglio di medici americano ha dichiarato: l’approccio del sesso sicuro [basato sui contraccettivi] alla sessualità degli adolescenti è un fallimento e non è affatto sicuro”. Riportava che tra il 1991 e il 1996 l’uso da parte degli adolescenti del controllo delle nascite era aumentato del 33% e durante lo stesso periodo le nascite al di fuori del matrimonio erano salite del 29%.8

Inoltre l’approccio basato sui contraccettivi determina una scarsa riduzione dell’attività sessuale. Una delle principali organizzazioni americane sostenitrice dell’educazione basata sulla contraccezione, Planned Parenthood (Pianificazione Familiare), in uno studio di 14 di questi corsi trovò che nessuno di essi aveva un “impatto misurabile sul fatto se i partecipanti praticavano rapporti sessuali o sul numero di volte in cui lo facevano”.9

I fautori dell’approccio basato sulla contraccezione citano ricerche che mostrano il successo, ma un esame più attento rivela un’interpretazione tendenziosa di scarsi risultati. Un rapporto del 1997 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità esaminò 53 studi di programmi basati sulla contraccezione e trovò che metà di questi programmi non aveva avuto assolutamente nessun impatto e che solo 22 avevano avuto un qualche successo nel trattare l’attività sessuale, riducendo il numero dei partner, riducendo le gravidanze indesiderate o prevenendo le malattie a trasmissione sessuale.10 Anche tra i programmi più efficaci, le differenze fra chi partecipava ai programmi e chi non partecipava spesso erano piccole. In uno studio solo 12 su 433 partecipanti non erano stati sessualmente attivi e anche questo piccolo risultato positivo svanì nei mesi successivi.11

Inoltre, quanto sono efficaci i contraccettivi? È tanto tempo ormai che per quanto riguarda il controllo delle nascite i preservativi sono considerati uno dei metodi meno efficaci. Sono così poco affidabili nella prevenzione delle gravidanze che a un certo punto la Food and Drug Administration degli Stati Uniti non volle permettere ai produttori di preservativi di pubblicizzarli come mezzi per il controllo delle nascite. Quando gli anticoncezionali orali divennero disponibili, Planned Parenthood citò statistiche sul fallimento dei preservativi per incoraggiare le donne a usare la pillola piuttosto che i preservativi. Uno studio ha dimostrato che quando le coppie fanno costantemente uso dei preservativi per un anno, una percentuale di donne che va dal 13 al 27% ha probabilità di rimanere incinta.12

Ma facciamo adesso un confronto fra il rischio di gravidanza e il rischio di malattie a trasmissione sessuale. Per quanto riguarda il controllo delle nascite, è solo la donna che può rimanere incinta. Inoltre, può concepire solo approssimativamente 60 giorni l’anno e l’unica conseguenza del mancato funzionamento del preservativo è la gravidanza. Per quanto riguarda le malattie a trasmissione sessuale, invece, i rischi sono molto diversi. Un preservativo che riduce le possibilità di rimanere incinte può offrire poca protezione contro il virus HIV, perché lo sperma è 450 volte più grande del virus dell’HIV. Entrambi i partner possono infettarsi e sono vulnerabili in qualunque giorno dell’anno. Così il rischio di contrarre l’infezione è molte volte più grande della possibilità di una gravidanza. Se un partner ha l’HIV le conseguenze possono essere fatali quando il preservativo non funziona.

È stato anche dimostrato che il preservativo non protegge contro altre forme di malattie a trasmissione sessuale. L’uso del preservativo non ha assolutamente nessun effetto sulla trasmissione della clamidia, della sifilide, dell’herpes genitale, del virus del papilloma umano o della tricomoniasi.13

Nel prevenire le malattie veneree i preservativi hanno serie limitazioni, specialmente quando l’infezione si estende oltre l’area protetta. I preservativi offrono una protezione particolarmente insicura contro l’infezione da HIV, dove devono impedire il trasferimento di fluidi corporali. Gli studi dimostrano che fino al 30% dei preservativi può far passare particelle della misura dell’HIV.14

I ricercatori hanno studiato le coppie in cui un partner era stato infettato dall’HIV. In uno studio il 23% delle mogli di uomini sieropositivi ha contratto l’infezione nonostante l’uso continuo dei preservativi.15

Un’analisi di 138 studi mostra che i preservativi hanno un’efficacia dell’85% nel prevenire la trasmissione dell’HIV quando le persone li usano costantemente.16 Per la protezione contro l’influenza, forse un’efficacia dell’85% potrebbe essere considerata piuttosto buona, ma è accettabile per la protezione contro una malattia potenzialmente mortale?

Usare i preservativi riduce il rischio di infezione ed è sicuramente meglio che non usare nulla, tuttavia è sorprendente che addirittura metà delle persone con partner infettati da HIV abbiano rapporti senza preservativi, nonostante il rischio di una malattia che mette in pericolo la vita. Se la metà delle persone che presumibilmente sono fortemente motivate trascura di usare la protezione, che livello di scrupolosità ci si può aspettare da dei giovani che non sanno se il loro partner è infetto?

Anche se gli educatori sessuali e i medici specializzati occidentali tendono a seguire la politica ufficiale di promuovere l’uso dei preservativi, in realtà neanche loro hanno veramente fiducia in questo mezzo di protezione. Questo è stato rivelato in un convegno tenutosi nel 1987 dove l’ex presidente della Società Americana degli Educatori e Terapisti Sessuali chiese a 800 educatori sessuali se, qualora avessero avuto a disposizione il partner dei loro sogni e avessero saputo che questa persona aveva l’HIV, avrebbero avuto rapporti sessuali con lei dipendendo da un preservativo come protezione. Tra così tanti promotori dei preservativi, nemmeno uno alzò la mano.17

Incoraggiare l’uso dei preservativi dà un falso senso di sicurezza. In effetti ha un effetto distruttivo sugli adolescenti perché incoraggia la loro tendenza a credere che sono invulnerabili a danni seri. Un sondaggio sugli adolescenti americani ha riscontrato tre principali ragioni per cui sarebbero riluttanti ad avere rapporti sessuali:

  • la paura dell’AIDS e di altre malattie a trasmissione sessuale
  • la paura della gravidanza
  • la preoccupazione di essere disapprovati dai genitori. 18

Gli insegnanti ed altri adulti rispettati che rassicurano i giovani che l’uso del preservativo ridurrà e forse eliminerà i rischi di malattie e di gravidanza rimuovono due delle loro riserve sulla pratica del sesso. Avere un adulto di fiducia che incoraggia l’uso del preservativo riduce anche la terza preoccupazione – preoccuparsi della disapprovazione dei genitori. Il messaggio implicito che gli adolescenti ricevono attraverso l’approccio basato sulla contraccezione è che gli adulti non solo si aspettano che siano sessualmente attivi, ma anche che l’approvano.

Da quanto si è detto, dovrebbe essere chiaro che l’unica effettiva protezione dai rischi fisici, emotivi e sociali di un sesso prematuro e disimpegnato è l’astinenza fino al matrimonio e la fedeltà reciproca nel matrimonio per tutta la vita.

PARTE 7

Successo nel Cambiare Comportamento

L’efficacia di qualunque programma di educazione sessuale dipende notevolmente da che cosa percepisce come problema. Fin dall’inizio, la maggior parte dei programmi di educazione sessuale occidentali ha scelto di focalizzarsi sui sintomi (le gravidanze adolescenziali e le malattie a trasmissione sessuale) anziché sulla causa (l’attività sessuale degli adolescenti). I programmi basati sulla contraccezione mirano a rallentare l’aumento delle gravidanze degli adolescenti e delle malattie trasmesse sessualmente anziché ridurre l’attività sessuale degli adolescenti. Se è stata riconosciuta una causa alla base del problema, è l’ignoranza degli adolescenti in materia sessuale. Così, questi programmi si sono orientati a promuovere la conoscenza, le tecniche e le tecnologie come soluzione.

È significativo che molti studi finanziati da “Planned Parenthood, uno dei principali promotori dei contraccettivi, indica che il modello basato sulla contraccezione ha l’effetto negativo di incrementare in pratica l’attività sessuale. Uno studio di Planned Parenthood riscontrò un aumento del 50% di probabilità che le ragazze di 14 anni inizino l’attività sessuale dopo essere state istruite sul controllo delle nascite.19 E questo è un fatto particolarmente degno di nota, data la giovane età delle ragazze e la loro vulnerabilità allo sfruttamento, le malattie e la gravidanza.

Analogamente, un altro studio riportò che dare informazioni e istruzioni sui contraccettivi a ragazze di 15-17 anni ha aumentato la probabilità di attività sessuale.20 Un programma svizzero che promuove i contraccettivi fra i ragazzi e le ragazze di 16 anni riportò un aumento dell’attività sessuale.21 Un tentativo di distribuire preservativi nelle scuole di Los Angeles portò a un aumento dell’attività omosessuale.22

Un sondaggio del 1997 riscontrò che il 46% degli adolescenti che avevano ricevuto un programma sanitario basato sulla contraccezione era sessualmente attivo rispetto all’un percento di quelli che avevano ricevuto un’educazione sanitaria senza informazioni sulla contraccezione.23 Questi risultati suggeriscono che l’approccio basato sulla contraccezione non solo non è efficace ma può essere peggiore della stessa mancanza di istruzione.

La causa delle malattie a trasmissione sessuale e delle gravidanze indesiderate è principalmente una questione di comportamento, non di salute. Gli approcci basati sul carattere si focalizzano su ridurre la causa: i rapporti sessuali al di fuori del matrimonio. Poiché i programmi basati sulla contraccezione non cercano di ridurre il sesso prematrimoniale stesso, ma solo le sue conseguenze fisiche, è improbabile che gli adolescenti diminuiscano la loro attività sessuale in seguito a un simile approccio. Un chiaro incoraggiamento alla purezza, tuttavia, riduce tutti i comportamenti a rischio. Ad esempio, la protezione più efficace contro l’attività sessuale precoce è la promessa di impegnarsi all’astinenza fino al matrimonio.24 Questo è un aspetto usato solamente nel modello basato sul carattere.

I programmi di educazione sessuale basati sul carattere sono stati collegati ad effettive diminuzioni dell’attività sessuale. Best Friends (Amici Migliori), un programma usato a Washington D.C., una delle città americane più famose per l’alta percentuale di attività sessuale tra gli adolescenti, ha avuto un notevole successo. Nel 1993 tra le ragazze che avevano partecipato a questo programma a scuola solo una su dieci era sessualmente attiva, rispetto alle oltre sette ragazze su dieci in scuole simili che non avevano adottato questo programma.25 Un altro studio del programma riscontrò che tra le 600 ragazze di età compresa tra 13 e i 18 anni che avevano partecipato per due o più anni al programma, poco più dell’1% era rimasta incinta, in confronto al 25% di tutta la città.26 Questo programma ha costantemente portato risultati analoghi in tutto il paese.

Un altro programma chiamato Postponing Sexual Involvement (Posporre l’Attività Sessuale), è usato con le ragazze della terza media in diverse scuole di Atlanta, in Georgia. In questo programma le ragazze adolescenti più grandi insegnano tecniche di rifiuto (come dire di no al sesso) e forniscono altre influenze positive attraverso il loro esempio. Dopo un anno, solo il 4% delle ragazze partecipanti aveva iniziato l’attività sessuale, contro il 20% delle ragazze della stessa età in altre scuole che non usavano questo programma.27

Choosing the Best (Scegliere il Meglio), un programma offerto a 2.500 studenti dell’Illinois fra i 13 e i 16 anni di età, ottenne risultati simili. Gli atteggiamenti a favore dell’astinenza crebbero e furono mantenuti un anno dopo, persino fra quelli che facevano uso di alcolici. Il numero dei partecipanti che aveva avuto rapporti sessuali di recente scese del 23 percento, rispetto all’anno precedente. 28

L’approccio basato sull’educazione del carattere ha altri effetti salutare oltre a quello di ridurre un’attività sessuale pericolosa. Ha come risultato un maggior rendimento accademico nonché un miglioramento dell’ambiente scolastico in generale. Una scuola di Washington D.C., che usò una combinazione di programmi di astinenza nel corso di un periodo di cinque anni assistette a una chiara diminuzione della percentuale di gravidanze, accompagnata da un generale miglioramento nei risultati accademici. Di fatto ebbe i risultati accademici migliori di tutte le scuole della città.29

L’approccio basato sul carattere e gli atteggiamenti che esso promuove, forniscono più fattori protettivi per i giovani. I genitori svolgono un ruolo chiave nell’educare dei figli che siano capaci di resistere alle pressioni sessuali. In uno studio approfondito sui comportamenti a rischio degli adolescenti, l’attività sessuale prematura fu associata all’approvazione o al permesso dei genitori riguardo le seguenti attività: uscire presto con un ragazzo/a, sperimentazione sessuale, pornografia, scarso rendimento scolastico, amici con esperienze sessuali, uso di droga e comportamento criminale.30 Così, l’approccio basato sul carattere incoraggia i genitori a stabilire degli standard morali alti e a fornire un’efficace supervisione dei loro figli, perché questi sono fattori protettivi molto importanti.31

PARTE 8

Sostegno per lo Sviluppo Personale

L’approccio basato sulla contraccezione è meno esigente dal punto di vista morale e si focalizza decisamente meno sullo sviluppo del carattere. Nel tentativo di essere neutrale sui valori, allontana i giovani dalla saggezza tradizionale. Inoltre, la sua attitudine di relatività morale considera irrilevanti le gravi questioni morali che gravitano attorno alla sessualità. Se essere innamorati, usare i contraccettivi o sposarsi sono tutte basi morali ugualmente accettabili per i rapporti sessuali, perché scegliere lo standard più esigente? In effetti, promuovere i contraccettivi rende la purezza una scelta meno sostenibile.

Una ragione dell’insuccesso dell’approccio basato sulla contraccezione è che semplicemente non è adatto all’età. Non è studiato per rispondere alle reali necessità degli adolescenti o per adattarsi alle loro limitazioni cognitive. Come abbiamo accennato precedentemente, gli adolescenti tendono a pensare in termini concreti, focalizzandosi sul presente. Hanno difficoltà a pensare in maniera astratta o a immaginare conseguenze con cui non hanno mai avuto a che fare prima. È difficile per loro immaginare che una gravidanza o una malattia sessuale capiti proprio a loro.

Psicologicamente gli adolescenti tendono a credere di essere invulnerabili. Hanno davanti a loro tutta la vita e generalmente non riescono a immaginare che possa loro succedere qualcosa di male. Data questa disposizione mentale, non è realistico aspettarsi che usino degli strumenti protettivi sotto l’impulso dell’eccitazione sessuale, quando non prendono sul serio il pericolo potenziale per loro stessi. Se gli studenti hanno problemi a ricordarsi di portare in classe matite e libri – come si lamentano alcuni insegnanti – saranno abbastanza responsabili da usare costantemente appropriate tecniche di controllo delle nascite e delle malattie? La ricerca sembra confermare queste preoccupazioni. Uno studio condotto in Texas ha scoperto che meno del 20 per cento degli adolescenti sessualmente attivi usa costantemente i preservativi. E di quelli che ne fanno uso, la metà li usa in modo scorretto.32 Questo succede nonostante dieci anni di promozione dei preservativi da parte del governo degli Stati Uniti.

La concentrazione sulla purezza proposta dall’educazione basata sul carattere sostiene fortemente lo sviluppo morale della persona. L’onesta, l’integrità, la responsabilità, l’autodisciplina e altre importanti virtù sono tutte incorporate e rafforzate in uno stile di vita puro. Il modello basato sul carattere si concentra sul rafforzare il carattere degli studenti per far fronte alle sfide dell’etica della purezza. L’etica della purezza sostiene anche la coscienza prevenendo l’angoscia morale e la corruzione. Poche cose sono potenzialmente più deleterie per la coscienza che usare gli altri ed essere usati dagli altri come oggetti di gratificazione sessuale, anche in nome dell’amore.

PARTE 9

Appropriato per la Maggioranza dei Giovani

Gli approcci basati sulla contraccezione hanno sbagliato nel presumere che la maggioranza degli adolescenti è sessualmente attiva. Non offrono nessun appoggio al gran numero dei giovani vergini che vogliono mantenere la loro purezza sessuale. Nonostante l’ambiente saturo di sessualità della società moderna, i sondaggi hanno rivelato che gli adolescenti non sono così sessualmente attivi come si potrebbe pensare. In alcuni circoli non è di moda essere astinenti, perciò, per evitare il ridicolo, tanti adolescenti parlano di sesso senza effettivamente praticarlo – o almeno non così tanto come vorrebbero lasciar intendere. In realtà il 50 percento degli adolescenti americani può non aver avuto esperienze sessuali e quelli che si dicono “sessualmente attivi” è possibile che abbiano praticato il sesso solo una volta o due.33

È importante far sapere agli adolescenti astinenti che non sono una minuscola minoranza, ma che rappresentano una notevole percentuale di adolescenti che stanno facendo anche loro delle scelte sane e sagge.

L’approccio basato sul carattere riconosce, apprezza e sostiene quelli che hanno mantenuto la loro verginità, e nel contempo si rivolge a quelli che possono avere già avuto delle esperienze sessuali. Quest’ultimo gruppo ha bisogno di essere informato sui vantaggi di una vita astinente:

  • Libertà dall’ansietà di una possibile gravidanza e malattia.
  • Libertà dal danno psicologico ed emotivo causato dal sesso senza assumersi un impegno.
  • Opportunità di crescere e sviluppare i propri talenti e capacità, liberi da vincoli sessuali prematuri.
  • Sana preparazione per il futuro matrimonio e la famiglia.

Oggi c’è una nuova tendenza, chiamata verginità secondaria, per cui gli adolescenti che hanno già avuto delle esperienze sessuali arrivano a capire il valore della purezza e si impegnano a mantenere l’astinenza fino al matrimonio.

Alcuni esperti sostengono la proposta di un approccio misto, unendo un insegnamento che sostiene l’astinenza con un altro basato sulla contraccezione, nella convinzione che insegnare i contraccettivi aiuterà quelli che sono sessualmente attivi e non metterà a rischio i giovani che praticano l’astinenza.

Tuttavia quando si insegnano sia l’astinenza che la contraccezione, lo standard dell’astinenza è indebolito.34 È tanto falso quanto pericoloso insegnare che posporre il sesso e praticare il sesso con i preservativi sono decisioni moralmente equivalenti.

Una valutazione del programma che ha unito l’approccio dell’astinenza a quello della contraccezione mette in evidenza questo problema. Quando l’istruttore non si dedica totalmente al messaggio dell’astinenza, ma lo qualifica introducendo il ruolo dei contraccettivi, gli studenti si impegnano meno a rimandare il sesso.35

Insegnare sia a preservare il sesso che il sesso sicuro equivale a dire ai giovani di non fumare le sigarette, ma se lo fanno di usare il filtro. È come dire alle persone di non guidare quando sono ubriache, ma se lo fanno di usare una cintura di sicurezza. Sottintendere che il sesso “sicuro” è accettabile indebolisce lo standard della castità prematrimoniale.

Per quelli che hanno già deciso di abbracciare comportamenti che li mettono in pericolo di contrarre l’HIV o altre malattie a trasmissione sessuale, la riduzione del male può essere l’approccio più saggio. Tuttavia, questo gruppo marginale non deve rappresentare l’ordine del giorno dell’educazione sessuale per la popolazione in generale. La maggioranza dei giovani e degli adulti in realtà desidera sentir spiegare e incoraggiare la scelta dell’astinenza.

Confronto fra il Modello Basato sulla Contraccezione e il Modello Basato sul Carattere

Basato sulla Contraccezione Basato sul Carattere
Norme Promuove norme non rigide Promuove norme alte
Valori Pragmatismo e indulgenza verso se stessi Aspira al buon carattere e alla famiglia
Rischi Poche informazioni sui rischi Informazione onesta sui rischi
Definizioni Definizione permissiva dell’astinenza Definizione rigida dell’astinenza
Genitori Indebolisce lo standard alto dei genitori Sostiene lo standard alto dei genitori
Protezione Vulnerabile fisicamente e psicologicamente Protegge la salute fisica e psicologica
Comportamento Il comportamento a rischio è uguale o peggiora Il comportamento a rischio diminuisce
Sviluppo Indebolisce il carattere Rafforza il carattere
Appropriato Solo per i giovani sessualmente attivi Per tutti i giovani

In conclusione, è chiaro che l’educazione all’astinenza offre maggiore speranza di posporre l’attività sessuale degli adolescenti e ridurre i rischi fisici, emotivi e sociali che essa comporta. C’è tutta una serie di fattori che aiutano a proteggere i giovani nella loro ricerca di rapporti d’amore e di una famiglia. Tra questi ricordiamo:

  • Un forte rapporto fra genitore e figlio
  • l’attaccamento ai genitori e il loro sostegno
  • la disapprovazione dei genitori sull’attività sessuale e l’uso dei contraccettivi
  • la regolare frequenza della scuola e i buoni voti
  • l’ identità religiosa
  • delle chiare mete professionali
  • la supervisione dei vicini
  • una promessa pubblica o scritta di mantenere l’astinenza

L’Istituto Medico per la Salute Sessuale offre il seguente riepilogo dei fattori che contribuiscono ad un’attività sessuale precoce: “La maggior parte degli adolescenti sessualmente attivi non sono individui psichicamente e socialmente maturi che hanno considerato attentamente tutti i risvolti che comporta l’essere sessualmente attivi e poi hanno concluso che avere rapporti sessuali è una decisione buona. Invece, l’attività sessuale nell’adolescenza è spesso il risultato di un ambiente famigliare poco buono, dell’abuso sessuale, dell’abuso di droga o di alcool, delle pressioni da parte di adolescenti più grandi o di adulti e di scarse prospettive per il futuro. Gli sforzi della prevenzione che ignorano questi fattori ambientali probabilmente sono destinati a non avere effetto. Tanti adolescenti sessualmente attivi, sia i ragazzi che le ragazze, sono vittime del loro ambiente passato o presente. Gli sforzi nel campo della prevenzione devono focalizzarsi su tutti i fattori che influiscono sulla capacità decisionale degli adolescenti ed aiutare i giovani a sviluppare le tecniche per prendere le decisioni e la motivazione di cui hanno bisogno per fare le scelte più sane”.37

Se qualcosa di buono è venuto fuori dalla rivoluzione sessuale, può essere il fatto che ha portato alla luce il problema della sessualità. Nella presentazione successiva esploreremo gli aspetti più profondi del rapporto fra gli uomini e le donne.

1 D.W. Hafner (ed), Facing Facts: Sexual Health for America’s Adolescents (New York: Sexuality Information and Education Council of the United States, 1995), p. 21.

2 Alfred DeMaris & K. Vaninadha Rao, “Premarital Cohabitation and Subsequent Marital Stability in The United States; A Reassessment”, Journal of Marriage and Family 54 (1992), pp. 178-90. Citato in David Popenoe e Barbara Dafoe Whitehead, “Should We Live Together? What Young Adults Need to Know about Cohabitation and Marriage: A Comprehensive Review of Recent Research”, Progetto Nazionale sul Matrimonio, Rutgers University, 1999.

3 Douglas Kirby, “Reducing the Risk: Impact of a New Curriculum on Sexual Risk-Taking”, Family Planning Perspective 23/6 (1991), pp. 253-62.

4 National Guidelines for Comprehensive Sexuality Education, pp. 5-36.

5 Medical Institute for Sexual Health, Austin, Texas. Abstinence vs. “Safer Sex » Sexuality Education, p. 7 ; Margaret Whitehead & Onalee McCraw, Foundations for Family Life Education: A Guidebook for Professionals and Parents (Arlington, Virginia: Educational Guidance Institute, 1991), p. 20.

6 National Guidelines Task Force, p. 30.

7 Douglas Kirby, “Sexuality Education: An Evaluation of Programs and Their Effects”, Network Publications, 1984.

8 “Il nuovo studio mostra un tasso più alto di nascite al di fuori del matrimonio tra gli adolescenti con esperienze sessuali, nonostante l’aumentato uso del preservativo, “ Consortium of State Physicians Resource Councils, comunicato stampa, 10 febbraio 1999, p. 2.

9 Kirby, “Sexuality Education”.

10 A. Gruenseit, “Impact of HIV and Sexual Health Education on Sexual Behaviour of Young People: A Review Update” (Ginevra: UNAIDS, 1997). Citato in Medical Institute for Sexual Health , Sexual Health Update, 1998.

11 Kirby, “Reducing the Risk”.

12 Elise Jones, et al. , “Contraceptive Failure Rates Based on the 1988 NSFG,” Family Planning Perspectives, 24(1), 1992, pp. 20-23.

13 W. Cates, et. al., “Estimates of the Incidence and Prevalence of Sexually Transmitted Diseases in the United States”, Sexually Transmitted Diseases (U.S. Department of health and Human Services, 1999); 26 (suppl): S2-S7.

14 Ronald F. Carey, et. al., “Effectiveness of Latex Condoms as a Barrier to HIV-sized Particles under Conditions of Simulated Use”, Sexually Transmitted Diseases, Luglio/Agosto, 1992, pp. 230-34.

15 M.C.C. Guimaraes, et. al., « HIV Infection among Female Partners of Seropositive Men in Brazil”, American Journal of Epidemiology, 142(5), 1995, pp. 538-47.

16 Istituto Nazionale di Allergia e Malattie Infettive, Istituto Nazionale della Sanità, Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani degli U.S.A, “Compendio del Workshop: Prove Scientifiche dell’Efficacia dei Preservativi per la Prevenzione delle Malattie a Trasmissione Sessuale (MTS)”, 12-13 giugno 2000. Pubblicato dagli Istituti Nazionali della Salute il 20 luglio 2001.

17 Riportato in Richard Panzer, Condom Nation (Westwood, New Jersey: Center for Educational Media, 1997).

18 Louis Harris, American Teenagers Speak, Maggio 1987 (sondaggio).

19 Dawson, “Effects of Sex Education on Adolescent Behavior”; Marsiglio & F. Mott, “The Impact of Sex Education on Sexual Activity, Contraceptive Use and Premarital Pregnancy among American Teenagers”, Family Planning Perspective 18/4 (1986), pp. 151-161. Citato in Douglas Kirby, “Sex Education Programs and Their Effects”, The World & I, settembre 1989, pp. 591-603.

20 A. Stillman, “Changes in AIDS-Related Risk Behavior after Adolescence: Relationship to Knowledge and Experience Concerning HIV Infection,” Pediatrics, 89(5), 1992; Kirby, “Sexuality Education”, 1984.

21 Studio di D. Hausser & P. Michaud citato in Stephen Genius & Shelaugh Genius, “Adolescent Sexual Involvement: A Time for Primary Prevention”, The Lancet 345/894 (28 gennaio 1995) p. 240.

22 Schuster, et. al., “Impact of High School Condom Availability Program on Sexual Attitudes and Behaviors”, Family Planning Perspectives, 30/2 (1998), pp. 67-72, 88.

23 Sondaggio di Harris Louis “American Teenagers Speak”, maggio 1987. Citato in Panzer, Condom Nation, p. 76.

24 M. D. Resnick, P.S. Bearman, R.W. Blum et al., “Protecting Adolescents from Harm: Findings from National Longitudinal Study on Adolescent Health”, Journal of the American Medical Association, 1997, 278: pp. 823-832.

25 C. Wetzstein, Washington Times Weekly, 22-28 gennaio 1995.

26 Margaret Carlson, “A Girl’s Best Friends”, TIME Magazine, 147/(4), 1996.

27 M. Howard & J.B. McCabe, “Helping Teenagers Postpone Sexual Involvement” Family Planning Perspectives, Gen/Feb. 1990.

28 John T. Vessey, “Choosing the Best: Abstinence-Centered Curriculum Longitudinal Study, 1995-1996, “Illinois Department of Public Aid.

29 National Guidelines for Sexuality and Character Education.

30 Klein, McAnarney e Hendee, “Adolescent Pregnancy and Its Consequences”, Journal of the American Medical Association, 23/12 (1989 (1989), pp. 16-24.

31 Ibid.; S.S. Luthar & E. Zigler, “Vulnerability and Competence: A Review of Research on Resilience in Childhood”, American Journal of Orthopsychiatry, 61/1 (1991), pp. 6-22.

32 Deborah Oakley & E. L. Bogue, “Quality of Condom Use as Reported by Female Clients of a Family Planning Clinic,” American Journal of Public Health, 85/1 (Novembre 1995), pp. 1526-1530. Citato in Medical Institute fro Sexual Health, “Condom Sense”: Is it Enough?” 1997.

33 Alan Guttmacher Institute, Sex and the American Teenager, 1994.

34 Per un’analisi dei programmi di educazione sessuale con “messaggi doppi” vedi Joshua Mann, Joe S. Mcllhaney, Jr., & Curtis C. Stine, Building Healthy Futures (Austin, Texas: The Medical Institute for Sexual Health, 2000).

35 Panzer, Condom Nation.

36 Mcllhaney & Stine, Building Healthy Futures, pp. 20-26. Vedi l’analisi dei dati dello Studio Nazionale Longitudinale della Salute degli Adolescenti in Peter S. Bearmann & Hannah Bruckner, “Promising the Future: Virginity Pledges and First Intercourse”, American Journal of Sociology 106(4), gennaio 2001.

37 Mcllhaney & Stine, Building Healthy Futures, pp. 20-26.

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