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La Teoria della Storia

La teoria della storia che qui presentiamo non è tanto una descrizione di fatti storici, quanto un modo di vedere la storia: ci domanderemo com’essa sia iniziata, da che genere di leggi sia guidata, in quale direzione stia procedendo. Si tratterà, in un certo modo, di una filosofia della storia.

Una filosofia della storia è necessaria per elaborare un’immagine del mondo che verrà e presentare una corretta direzione per il futuro. Da questa teoria trarremo il metodo per la soluzione dei problemi concreti. In realtà, è impossibile trovare autentiche soluzioni alle complesse questioni del mondo di oggi senza una solida visione della storia, sulla quale fondare una chiara prospettiva per il futuro.

Fino ad ora, abbiamo avuto tanti studiosi che hanno illustrato diverse concezioni: esse però hanno colto un solo elemento della storia e non sono riuscite a spiegarne l’aspetto complessivo; nessuna è stata in grado di offrire un’immagine verosimile del futuro o comunque, indicare soluzioni appropriate ai problemi concreti.

Tra tutte queste teorie, nessuna ha esercitato un’influenza paragonabile a quella della visione materialista, cioè la teoria della storia comunista. La dottrina materialista ha visto nella storia umana lo sviluppo della lotta di classe e, su questo presupposto, ha immaginato che, proprio quando, nella società capitalista, il conflitto tra la borghesia e il proletariato fosse diventato più intenso, sarebbe scoppiata la rivoluzione e si sarebbe stabilita inevitabilmente una società comunista senza classi.

La visione materialista della storia è stata la forza propulsiva della fede rivoluzionaria dei comunisti, ma nei paesi socialisti, quelli cioè in cui è stata attuata la rivoluzione basata sulla teoria materialista, l’ideale del comunismo non è stato affatto realizzato, e al contrario sono state instaurate società opposte a quell’ideale. Alla fine, l’idea comunista ha perso tutto il suo vigore.

D’altro canto, nel mondo libero non troviamo alcuna visione della storia capace di contrastare il materialismo storico, e dobbiamo perciò fondare una nuova teoria che, basandosi su una chiara visione della società futura, possa sconfiggere l’ideologia materialista.

Questa è appunto la teoria della storia dell’Unificazione, la quale smentisce le falsità del comunismo, articolando un pensiero basato su una nuova visione di Dio, il Godism; in questa visione, la storia è interpretata sulla base dei fatti e rivela la sua direzione verso il mondo dell’ideale originale della creazione di Dio.

I. GLI ASSUNTI FONDAMENTALI DELLA VISIONE DELLA STORIA DELL’UNIFICAZIONE

La visione della storia dell’Unificazione assume tre prospettive principali: la storia è, in primo luogo, una storia del peccato; secondo, è una storia di ricreazione; come terzo aspetto, è una storia di restaurazione.

A. LA STORIA DEL PECCATO

La storia del peccato è stata prodotta dalla caduta dell’uomo. A causa della caduta, la storia non ha potuto iniziare in modo normale, secondo i giusti principi, ed è invece stata piena di guerre, sofferenze e miseria. Di conseguenza, è impossibile trovare soluzione definitiva ai vari problemi storici senza prima aver risolto il problema della caduta.

B. LA STORIA DELLA RICREAZIONE

A causa della caduta dei primi progenitori, gli uomini sono precipitati in uno stato di morte, nel senso spirituale. L’uomo e il mondo originali andarono perduti prima di essere completati e perciò, per tutto il corso della storia, Dio ha condotto la provvidenza di ricreazione, per ricostruire il mondo. La storia è diventata un processo di ri-creazione, al quale furono applicate le stesse leggi (le leggi della creazione) e la Parola (il Logos) con cui Dio aveva creato gli uomini e l’universo. Poiché l’atto creativo di Dio si era espresso attraverso la Parola, anche la ri-creazione si è sviluppata tramite la Parola.

Ri-creazione non significa creare daccapo l’intero universo. La caduta coinvolse solo gli esseri umani, e questi sono gli unici ad aver bisogno di essere ricreati, cosa che avviene attraverso la Parola. Per questo motivo, Dio mandò durante tutta la storia santi, saggi, profeti e altre guide spirituali, che annunciarono la verità e indirizzarono spiritualmente l’umanità.

C. LA STORIA DELLA RESTAURAZIONE

A causa della caduta dei primi progenitori, andarono perduti gli esseri umani originali e il mondo originale. Uomini senza principio (non originali) hanno speso vite senza principio, segnate dalla sofferenza e dalla confusione, in un mondo senza principio. L’uomo e il mondo originali, che costituivano l’ideale della creazione, sono rimasti un ideale da recuperare.

Da questo punto di vista, Dio si è trovato a dover restaurare il mondo e l’uomo senza principio al loro stato originale, in modo che la Sua creazione non si risolvesse in un fallimento. Di conseguenza, fin dai primordi della storia umana, Dio ha condotto la provvidenza per riportare l’uomo peccatore e il mondo del peccato al loro stato originale. In questo modo, la storia dell’umanità è diventata la storia della provvidenza di restaurazione. Dal momento che Dio è il Dio del Principio, e la caduta è il risultato della mancata osservanza, da parte dell’uomo, di determinate condizioni, anche la provvidenza di restaurazione ha proceduto secondo certe leggi, che chiameremo appunto “leggi della restaurazione”.

D. LE LEGGI CHE GOVERNANO LA STORIA

Fino ad oggi, ben pochi studiosi o teologi hanno saputo spiegare chiaramente il carattere della storia, per ciò che riguarda le leggi che la governano. Ad esempio, la visione storica provvidenziale del Cristianesimo non ha enucleato un impianto di leggi convincente.

In epoca moderna, Hegel ha spiegato lo sviluppo storico in termini di dialettica (dialettica idealista); egli ha affermato che la storia è il processo di maturazione della libertà attraverso la ragione, e che, alla fine, si raggiungerà uno stato razionale in cui la libertà sarà pienamente realizzata. Ma nella Prussia, che Hegel considerava lo stato ideale, non si riuscì a fondare la libertà, e la storia è andata avanti dimostrando che le leggi storiche teorizzate da Hegel non avevano nulla a che fare con la realtà.

Nel XX: secolo, Arnold Toynbee propose la sua “visione culturale della storia”, una magnifica teoria con la quale analizzò dettagliatamente la genesi, la crescita, il crollo e la scomparsa delle civiltà. Ma neanche Toynbee elaborò con precisione le leggi della storia.

In ultima analisi, la visione materialista di Marx è l’unica che pretenda di spiegare le leggi della storia, e accreditarsi come analisi scientifica. Nel contempo, la visione storica provvidenziale cristiana è stata abbandonata e, rimasta priva di approfondimenti culturali, è stata bollata come antiscientifica.

La visione storica dell’Unificazione presenta le leggi della creazione e le leggi della restaurazione come le vere leggi operanti nella storia. Non appena si mettono in luce queste vere leggi della storia, diventa evidente la falsità della visione materialista, con le sue pseudo-leggi, le quali non sono altro che asserzioni dogmatiche. Inoltre, la visione storica dell’Unificazione, che fonda le leggi storiche su basi teologiche, recupera la teoria provvidenziale tradizionale, che era stata abbandonata come antiscientifica, e la reintroduce come oggetto di studio delle scienze sociali.

E. ORIGINE, DIREZIONE E META DELLA STORIA

Venendo ora all’interrogativo su quando e come la storia sia iniziata, cioè sull’origine della storia, la visione unificazionista pone l’origine della storia al tempo della creazione del genere umano e della caduta, d’accordo su questo punto con la visione storica provvidenziale cristiana. Vi è poi un’altra questione, attinente alla provenienza dell’umanità, che secondo alcuni ha un’unica origine (monogenismo), secondo altri origini multipla (poligenismo). La visione della storia dell’Unificazione sostiene il monogenismo e afferma che i primi antenati dell’umanità siano Adamo ed Eva: c’è infatti una legge, basata sul Principio della creazione, per cui la creazione inizia da uno.

Qual è allora la meta della storia? La visione unificazionista la identifica nella realizzazione del mondo dell’ideale di creazione. La direzione della storia punta verso quella meta. Così, l’origine e la meta della storia sono ben determinate, mentre rimane incerto il modo in cui quella meta può essere raggiunta. Per completare con successo ciascun passaggio del corso storico è necessario che gli uomini – in particolare le figure centrali provvidenziali – realizzino la loro parte di responsabilità nel contesto della provvidenza di Dio. Perciò, il percorso su cui s’indirizza la storia, in linea retta oppure con varie deviazioni, in tempi accelerati o prolungati, dipende esclusivamente dagli sforzi degli uomini. In altre parole, il corso storico non è predeterminato, ma è affidato alla libertà di scelta delle persone.

Definiamo “teoria della responsabilità” quella secondo cui è determinato il punto d’arrivo ma non il percorso, e il procedere della storia dipende dalla parte di responsabilità o dalla libera volontà dell’uomo.

II. LE LEGGI DELLA CREAZIONE

I cambiamenti storici intervengono in base a precise leggi, che sono le “leggi della creazione” e le “leggi della restaurazione”. Esamineremo per prime le leggi della creazione, che consistono nella “A” legge della correlatività, “B” legge dell’azione di dare e ricevere, “C” legge della repulsione, “D” legge del dominio del centro, “E” legge del completamento in tre stadi, “F” legge del periodo del numero sei e “G” legge della responsabilità.

A. LA LEGGE DELLA CORRELATIVITÀ

Ogni essere creato forma, internamente, una relazione correlativa tra l’elemento principale e quello subordinato in esso contenuti, ma forma anche, esternamente, un’altra relazione correlativa di soggetto e oggetto tra sé stesso e un altro essere individuale, e in questo modo esiste e si sviluppa. In questo caso, soggetto e oggetto formano una relazione reciproca, centrata sullo scopo comune. Di conseguenza, come primo requisito che una società deve sviluppare, gli elementi correlativi di soggetto e oggetto devono formare relazioni reciproche in tutti i vari campi della cultura, della politica, dell’economia e della scienza. Gli elementi correlativi di soggetto e oggetto sono songsang e hyongsang, yang e yin, cioè gli elementi principali e subordinati (esseri individuali principali e subordinati).

Troviamo esempi di correlatività in spirito e corpo, ideologia e condizioni economiche (materiali), cultura spirituale e materiale, governo e popolo, dirigenti e subordinati, lavoratori e strumenti di produzione, componenti principali e accessori in una macchina. Quando gli elementi correlativi stabiliscono una relazione di soggetto e oggetto, si produce lo sviluppo della cultura, della politica, dell’economia, della scienza, e così via.

B. LA LEGGE DELL’AZIONE DI DARE E RICEVERE

Quando gli elementi correlativi di soggetto e oggetto contenuti in una cosa formano relazioni correlative, si produce l’azione di dare e ricevere avente a oggetto lo scambio di certi elementi o forze. Attraverso questa azione, le cose si mantengono in esistenza e si sviluppano. Chiamiamo questo interscambio tra soggetto e oggetto azione di dare e ricevere. Nella storia, come in ogni altro campo, lo sviluppo procede quando gli elementi correlativi di soggetto e oggetto stabiliscono un modello correlativo e intrattengono un’azione di dare e ricevere armoniosa, centrata sullo scopo comune. Ad esempio, perché una nazione esista e progredisca, governo e popolo devono mantenere una relazione di soggetto e oggetto orientata allo scopo della prosperità della nazione e produrre un’azione armoniosa di dare e ricevere. In un’impresa, gli investitori, gli amministratori, i dipendenti, i ricercatori e le apparecchiature devono stabilire relazioni reciproche di soggetto e oggetto e sviluppare un’azione armoniosa di dare e ricevere basata sullo scopo della floridezza dell’impresa. La “legge della correlatività” e la “legge dell’azione di dare e ricevere” sono legate tra loro come le due facce di una medaglia: possiamo perciò combinarle insieme applicandovi la definizione di “legge dell’azione di dare e ricevere” in senso più ampio.

L’azione di dare e ricevere è sempre armoniosa, mai contraddittoria o conflittuale. La visione materialista della storia, invece, sostiene che lo sviluppo procede attraverso la lotta tra gli opposti. La lotta può anche essere un incentivo per lo sviluppo. Tuttavia, se la lotta si protrae, lo sviluppo è bloccato e si finisce per regredire. Le affermazioni della dottrina storica materialista su questo punto sono ingannevoli: servono solo a fornire motivazioni intellettuali alla lotta di lasse.

C. LA LEGGE DELLA REPULSIONE

L’azione di dare e ricevere interessa gli elementi correlativi di soggetto e oggetto. Al contrario, soggetto e soggetto (oppure oggetto e oggetto) si respingono: definiamo questo fenomeno “azione di repulsione”. Nella natura, l’azione di repulsione rimane originalmente latente e, senza emergere in superficie, svolge un ruolo di rafforzamento o di complemento all’azione di dare e ricevere tra soggetto e oggetto. Ad esempio, nella natura, le cariche elettriche positive (come pure quelle negative) si respingono tra loro, ma questo è un comportamento che rafforza e completa l’azione di dare e ricevere tra il soggetto (l’elettricità positiva) e l’oggetto (l’elettricità negativa), senza di per sé stesso farsi notare. Così, nella natura, l’ordine non viene disturbato dall’azione della repulsione.

Nella società umana, invece, la repulsione tra soggetto e soggetto si mostra nella forma del conflitto tra due capi, come ad esempio il conflitto tra il leader precedente e quello nuovo, in un tempo di cambiamento. Nello svolgimento dell’azione di repulsione, cioè della rivalità, i due soggetti confliggenti stabiliscono un’azione di dare e ricevere con i rispettivi sostenitori, nella posizione di oggetto, e accrescono così le rispettive forze. I due campi risultanti si pongono anch’essi in conflitto tra loro. In questo caso, uno dei due campi ha una posizione più vicina alla direzione della provvidenza di Dio, mentre l’altro ne resta più distante. Parliamo allora del primo come il “lato del bene” e dell’altro come il “lato del male”. Nella società umana, quindi, l’azione di repulsione tra un soggetto e l’altro diventa una lotta tra bene e male. Quando il lato del bene prevale nella lotta, la direzione della storia gira un po’ dalla parte del bene.

Ci sono anche casi in cui l’azione di repulsione dimostra la sua complementarità originale rispetto all’azione di dare e ricevere. Ad esempio, quando un paese e un altro, oppure il popolo di un paese e quello di un altro, competono tra loro in modo pacifico, entrambi progrediscono culturalmente ed economicamente.

D. LA LEGGE DEL DOMINIO DEL CENTRO

Nell’azione di dare e ricevere tra soggetto e oggetto, il soggetto diventa il centro e l’oggetto viene ad essere dominato dal soggetto. Così, l’oggetto compie un movimento circolare con al centro il soggetto: è per questo motivo che riscontriamo in natura il movimento circolare fisico. Ad esempio, la terra ruota intorno al sole e gli elettroni ruotano attorno al nucleo. Nella società umana, poiché la relazione di soggetto e oggetto corrisponde a quella di mente e corpo, il movimento circolare si sviluppa nel senso che l’oggetto esegue gli ordini, le istruzioni e le richieste del soggetto.

Nella storia della restaurazione, Dio stabilisce delle figure centrali e, attraverso di loro, guida una società nella direzione della Sua provvidenza, e quindi verso il bene. In questo caso, Dio forma dapprima un ambiente sociale e poi ispira la figura centrale, capace di portare quell’ambiente in una direzione consona alla provvidenza. Perché questo accada, la figura centrale ha una parte di responsabilità da adempiere. Esiste infatti una legge, per cui la figura centrale ha il dominio sull’ambiente, che definiamo la “legge del dominio del centro” e si applica non solamente al popolo scelto, ma a tutti i popoli e tutti i paesi.

La storia del popolo scelto è la storia centrale: (1) è quella degli Israeliti, nell’età dell’Antico Testamento, e delle nazioni occidentali centrate sul Cristianesimo, nell’età del Nuovo Testamento. Nella storia centrale, Dio ha condotto la Sua provvidenza stabilendo figure centrali, come ad esempio, in differenti periodi, Noè, Abramo, Mosè, i re e i profeti, nell’età dell’Antico Testamento, e i capi cristiani come i papi, Martin Luther e Johannes Calvin da una parte e i capi politici come Carlo Magno (re dei Franchi), George Washington e Abraham Lincoln dall’altra, nell’età del Nuovo Testamento.

Gomito a gomito con l’opera di Dio, è andato avanti anche il lavoro di Satana. Questi, tentando di ostacolare la provvidenza di Dio, ha puntato a stabilire una sfera di dominio centrata su di sé. Satana ha stabilito figure centrali dal lato del male, attraverso le quali ha cercato di dominare l’ambiente. Il Kaiser Guglielmo II e Hitler, che hanno mirato al dominio mondiale invocando il pangermanesimo, e Stalin, il quale intendeva conquistare il mondo con il comunismo, sono gli esponenti di spicco di questo tipo di figure centrali.

Secondo Toynbee, lo sviluppo delle civiltà è prodotto da individui creativi o minoranze creative, (2) dai quali le masse vengono guidate. Questa affermazione di Toynbee si riferisce alla legge del dominio del centro.

La visione storica materialista attribuisce molta più importanza all’ambiente (specificamente, l’ambiente sociale) che ai governanti, e sostiene che le masse hanno il ruolo decisivo nello sviluppo sociale; secondo la teoria marxista, le azioni dei leaders sono determinate dal loro specifico ambiente sociale. Questo modo di pensare rispecchia infatti la dottrina materialista, nella quale lo spirito è generato dalla materia, e questa è più importante di quello; l’ambiente sociale è una categoria materiale e le figure centrali una categoria spirituale. Questa prospettiva è però totalmente sbagliata, poiché i leaders sono il soggetto e le masse l’oggetto; sulla base delle rispettive ideologie religiose o politiche, i leaders guidano le masse e la società in una certa direzione.

E. LA LEGGE DEL COMPORTAMENTO IN TRE STADI

Secondo il Principio della Creazione, la crescita e lo sviluppo di tutte le cose è il risultato di un processo in tre stadi, e precisamente la formazione, la crescita e la completezza. Ad esempio, le piante maturano e diventano perfette precorrendo tre stadi: dapprima germogliano, poi ramificano e si coprono di foglie verdi, infine producono fiori e frutti. La stessa legge si applica anche alla storia; spesso la provvidenza di ri-creazione è stata articolata in un processo in tre stadi. In particolare, c’è una legge per cui, quando una provvidenza si conclude con un fallimento, essa può essere prolungata fino al terzo tentativo (al terzo stadio), entro il quale dovrà necessariamente completarsi.

Ad esempio, poiché Adamo, a causa della caduta, non riuscì a realizzare lo scopo della creazione, Dio mandò Gesù come secondo Adamo. Dal momento che Gesù fu crocefisso e non poté realizzare lo scopo della creazione completamente, Dio ha la possibilità di mandare a realizzare lo scopo della creazione, come terzo Adamo, il Signore del Secondo Avvento.

Nell’epoca moderna, che è il periodo di preparazione per ricevere il Signore del Secondo Avvento, sono sorti movimenti per la rivisitazione dell’Ebraismo e dell’Ellenismo, ciascuno dei quali si è sviluppato tramite il processo dei tre stadi. Quello che si richiama all’Ebraismo è un movimento, centrato su Dio, di riforma religiosa. Dopo la prima riforma religiosa, centrata su Martin Luther e Johannes Calvin, venne la seconda riforma religiosa, centrata su John Wesley, George Fox e altri; oggi siamo nel periodo della terza riforma religiosa (il terzo movimento centrato su Dio). Parallelamente, il movimento che si riporta all’Ellenismo ha basi umanistiche. Dopo il Rinascimento, come primo movimento umanistico, venne l’Illuminismo come secondo. L’Illuminismo oggi ha partorito l’ideologia comunista, che costituisce il terzo movimento umanistico.

I movimenti centrati su Dio sono sorti per contrastare quelli umanisti. In particolare, la terza riforma religiosa, come terzo movimento centrato su Dio, ha il compito di sconfiggere il comunismo, che è il terzo movimento umanistico. Così, adempiendo alla legge del completamento in tre stadi, il movimento dal lato di Dio sarà efficacemente stabilito e prospererà, mentre il movimento satanico declinerà, per poi scomparire in gran fretta, sia pure dopo essere anch’esso riuscito a stabilirsi al terzo stadio.

Alla fine, il movimento dal lato di Satana sarà debellato dal movimento dal lato di Dio.

F. LA LEGGE DEL PERIODO DEL NUMERO SEI

Secondo la Bibbia, Dio impiegò nella creazione dell’universo sei giorni, prima di creare Adamo. In altre parole, la creazione di Adamo venne sulla base di un periodo di preparazione, programmato in sei giorni.

Anche nella storia della ri-creazione, Dio iniziò la preparazione per la venuta del Messia (Gesù, il secondo Adamo) all’inizio di un periodo basato sul numero sei, che partì appunto dal VI secolo a.C. Come parte di quella preparazione, Dio mandò al popolo ebreo profeti come Geremia e Malachia, e lasciò che gli Ebrei stessi fossero ridotti in prigionia a Babilonia, in modo che potessero pentirsi della loro mancanza di fede. Verso il VI secolo a.C., in Cina nacque Confucio (c. 551-479 a.C.) che stabilì il Confucianesimo. Dopo di lui apparvero molti filosofi e, intorno al III secolo a.C., fiorì l’età d’oro del pensiero cinese. In India, sempre nel VI secolo a.C., Gautama Buddha (c. 563-483 a.C.) stabilì il Buddismo e si formarono gli antichi libri filosofici chiamati Upanisad. Anche in Grecia, filosofia e scienza ebbero un impressionante sviluppo a partire dal VI secolo a.C.: erano tutti preparativi per ricevere il Messia, ispirati da Dio per guidare i vari popoli della terra nella direzione del bene, secondo i metodi più appropriati a ciascuna regione.

Karl Jaspers, osservando il fatto che le guide religiose (i filosofi e i fondatori delle religioni) fossero apparse pressoché contemporaneamente in differenti aree geografiche, come la Cina, l’India, l’Iran, la Palestina e la Grecia, definì quell’epoca come il “periodo assiale”. (3) Jaspers non aveva spiegazioni al riguardo, e ritenne si trattasse di un mistero o un enigma storico. (4) Oggi tutto questo può essere chiarito, per la prima volta, attraverso la legge del periodo del numero sei.

Ancora, per mandare il Signore del Secondo Avvento, che è il terzo Adamo, Dio iniziò la preparazione calcolando un periodo basato sul numero sei. Come esempi notiamo la Riforma e il Rinascimento, (5) iniziati intorno al XIV secolo. La rivoluzione industriale (nel tardo XVIII secolo) e il susseguente repentino sviluppo della scienza e dell’economia furono anche parte della preparazione per la venuta del Messia. In quest’opera provvidenziale, Dio si proponeva di mandare il Signore del Secondo Avvento nel XX secolo.

Le guide religiose e i filosofi comparsi sei secoli prima della nascita di Gesù erano nella posizione di arcangeli, con la missione di aprire la strada al Messia. Evidentemente, la verità che essi portavano era parziale, non completa. Il Messia, come figlio di Dio, doveva venire più tardi, per proclamare la verità completa e assoluta e sciogliere le questioni irrisolte della religione e della filosofia. Negli Ultimi Giorni, il Messia rinnoverà e rinvigorirà, con la verità assoluta, le religioni e le correnti di pensiero tradizionali, giunte allo stremo delle loro risorse, e realizzerà un mondo unito attraverso l’unificazione delle religioni e delle filosofie.

Ma con la morte di Gesù sulla croce, il mondo unificato non poté realizzarsi e la missione di Gesù passò al Signore del Secondo Avvento. Anche il Confucianesimo, il Buddismo, la filosofia greca e le altre espressioni del pensiero sono rimaste separate tra loro fino all’epoca del Secondo Avvento. In quel tempo si svolgerà una provvidenza analoga a quella programmata per il tempo di Gesù: il Signore del Secondo Avvento scioglierà le questioni irrisolte della religione e del pensiero tradizionali, per mezzo della verità assoluta che egli stesso porterà. Con essa egli unificherà le religioni e le filosofie e realizzerà un mondo unito. Va osservato che non è stato necessario stabilire religioni e filosofie completamente nuove sei secoli prima del Secondo Avvento, poiché questo è già stato fatto sei secoli prima di Gesù. Sarà sufficiente semplicemente rinnovare le religioni e le filosofie già esistenti.

G. LA LEGGE DELLA RESPONSABILITÀ

I primi progenitori, Adamo ed Eva, avevano da compiere una parte di responsabilità, in cui nessuno, neppure Dio, poteva interferire, e che aveva lo scopo di qualificarli a dominare l’universo. Adamo ed Eva sarebbero divenuti perfetti solo dopo aver realizzato la parte di responsabilità umana, che doveva unirsi alla parte di responsabilità già adempiuta da Dio. Tuttavia, essi non realizzarono la propria parte di responsabilità e caddero.

La provvidenza di ri-creazione deve essere adempiuta nello stesso modo, cioè col compimento della parte di responsabilità umana (specialmente quella delle figure centrali provvidenziali), in aggiunta alla parte di responsabilità di Dio. In questo caso, realizzare la parte di responsabilità umana significa completare la missione ricevuta, assumendosene la responsabilità per libera scelta.

Così, se le persone provvidenziali realizzano la loro parte di responsabilità, usando la loro saggezza e mettendo a frutto il loro impegno, conformemente alla volontà di Dio, la provvidenza può avanzare a un nuovo stadio. Ma quando, al contrario, quelle persone non fanno la loro parte, la provvidenza centrata su di loro finisce in fallimento e deve essere prolungata. Dopo un certo periodo di tempo, numerologicamente determinato, una nuova persona sarà chiamata ad espletare la stessa provvidenza.

Il fatto che le persone provvidenziali abbiano ripetutamente fallito nel compimento della loro parte di responsabilità è il motivo per cui la storia si è dilungata fino ad oggi come storia del peccato. Gesù è stato crocefisso e non ha potuto unire il mondo, perché le persone più in vista del suo tempo, compresi Giovanni Battista, i sacerdoti e gli scribi, non hanno realizzato le rispettive responsabilità. Successivamente alla seconda guerra mondiale e fino ad oggi, il comunismo ha prodotto conflitti in ogni parte del mondo, e la confusione ha regnato, a causa del crollo dei valori nelle nazioni capitaliste. Tutto questo è successo perché i governanti delle nazioni cristiane non hanno realizzato le proprie responsabilità. (6)

III. LE LEGGI DELLA RESTAURAZIONE

La storia umana è una storia di ri-creazione e nello stesso tempo di restaurazione. Essa segue il percorso necessario per ripristinare il mondo ideale originale, che andò perduto a causa della caduta dell’uomo. Di conseguenza, nella storia opera un’altra serie di leggi, diverse dalle leggi della creazione, che sono le leggi della restaurazione. Esse comprendono: “A” la legge dell’indennizzo, “B” la legge della separazione, “C” la legge della restaurazione del numero quattro, “D” la legge della provvidenza condizionarle, “E” la legge del falso che precede il vero, “F” la legge della ricomparsa orizzontale del verticale, “G” la legge della provvidenza coincidente.

A. La Legge dell’Indennizzo

Con la caduta, gli esseri umani hanno perduto la posizione e lo stato originali. La restaurazione è il processo, necessario per riottenere quella posizione e quello stato, nel corso del quale devono essere stabilite certe condizioni, che chiamiamo “condizioni d’indennizzo”. Le condizioni d’indennizzo che gli uomini stabiliscono sono la fondazione di fede e la fondazione di sostanza.

Stabilire la fondazione di fede significa incontrare una figura centrale scelta da Dio e realizzare un certo oggetto condizionale, centrandosi su quella figura centrale, durante un periodo d’indennizzo per la fede numerologicamente determinato. Stabilire la fondazione di sostanza vuol dire seguire obbedientemente la figura centrale scelta da Dio.

Esaminando la storia, peraltro, osserviamo che le persone nelle società peccatrici ben di rado ascoltano le figure centrali scelte da Dio e, al contrario, il più delle volte le perseguitano. Di conseguenza, il cammino degli uomini giusti, dei saggi e dei santi è stato sempre irto di difficoltà, le quali tuttavia sono diventate condizioni d’indennizzo e di sacrificio, ed hanno ricondotto e restaurato al lato di Dio il mondo del peccato. In altre parole, con le sofferenze dei personaggi centrali come condizione, Dio ha stimolato il pentimento del popolo. Questa è la legge dell’indennizzo. L’esempio maggiormente rappresentativo è quello della crocefissione di Gesù. Dopo la morte di Gesù sulla croce, innumerevoli persone appartenenti al mondo del peccato si sono rese conto della loro immoralità e si sono convertite.

Durante tutta la storia e fino ad oggi, i dittatori hanno perseguitato e ucciso tante persone religiose, giuste e buone, nel corso delle rivoluzioni e delle susseguenti lotte di potere. Tuttavia, usando la sofferenza degli uomini giusti come condizione, Dio alla fine ha costretto alla resa i regimi dittatoriali e ha liberato i popoli. I dittatori comunisti, soprattutto, hanno ucciso e imprigionato decine di milioni di persone, ma Dio, facendo valere la sofferenza del popolo come condizione, ha abbattuto i regimi comunisti e ha liberato le nazioni che erano cadute sotto il dominio comunista.

B. La Legge della Separazione

Poiché il Creatore è l’unico e solo Dio, l’uomo e la donna creati originalmente avrebbero dovuto sempre essere in relazione con Dio soltanto. Invece, a causa della caduta, Adamo costruì una relazione anche con Satana. Per questo motivo, quando Dio cercava di comunicare con Adamo, Satana era nella posizione di competere con Dio, nel comunicare anch’egli con Adamo. Dio non poteva condurre alcun tipo di provvidenza attraverso Adamo, finché Adamo stesso fosse rimasto in quel tipo di posizione, e quindi separò i figli di Adamo, in modo che appartenessero, rispettivamente, al lato con cui Dio poteva rapportarsi e al lato con cui Satana poteva rapportarsi. Il figlio separato al lato di Dio fu Abele, il fratello minore, e quello separato al lato di Satana fu Caino, il fratello maggiore. (7)

Dio intendeva restaurare entrambi al Suo lato, facendo in modo che Caino obbedisse ad Abele. La caduta era avvenuta quando l’uomo (Adamo), che stava dalla parte di Dio, si sottomise alla tentazione di Satana. Per realizzare la restaurazione tramite indennizzo, Dio voleva che Caino, il quale si trovava dal lato di Satana, obbedisse ad Abele, che si trovava dal lato di Dio. Nel piano di Dio, quando Caino e Abele avessero preparato le loro offerte, Caino non avrebbe dovuto presentarle a Dio direttamente, ma tramite Abele. Invece, Caino odiò Abele e finì per assassinarlo: la storia iniziò come una storia di peccato, (8) sebbene rimanesse la fondazione di cuore coltivata da Abele che, dopo essere stato separato al lato di Dio, Gli era rimasto fedele fino alla fine. Con questa fondazione come condizione, Dio ebbe la possibilità, per tutto il prosieguo della storia, di separare al Suo lato gli uomini del mondo satanico. (9)

Partendo da un individuo sul lato di Dio (il lato del bene), Dio ha allargato la sfera del bene stabilendo una famiglia, poi una tribù, un popolo, una nazione e un mondo sul lato del bene. Satana invece ha sempre operato per contrastare la provvidenza di Dio ed ha preceduto il lato di Dio partendo da un individuo sul lato di Satana (il lato del male), e allargando la sfera del male stabilendo una famiglia, poi una tribù, un popolo, una nazione e un mondo sul lato del male. Questo è il modo in cui Satana ha ostacolato la provvidenza di Dio.

Di solito, il lato del bene ha portato la Parola di Dio al lato del male, ma quest’ultimo si è rifiutato di accettarla, ed ha invece attaccato in armi il lato del bene. Ogni volta che il lato del bene ha risposto all’attacco, sono intervenute varie lotte, su diversi livelli e per tutto il corso della storia, che hanno interessato dapprima un individuo dalla parte del bene contro un individuo dalla parte del male, poi una famiglia dal lato del bene e una dal lato del male, una tribù dal lato del bene e una dal lato del male, un popolo dal lato del bene e uno dal lato del male, una nazione dal lato del bene e una dal lato del male, e alla fine il mondo dal lato del bene e il mondo dal lato del male. La storia è diventata così una successione di lotte tra bene e male, nella quale peraltro il lato del bene e quello del male non erano assoluti: il lato che risultava relativamente più vicino alla provvidenza di Dio era separato al lato del bene, mentre il lato che risultava relativamente più lontano dalla provvidenza di Dio era separato al lato del male.

Dopo la seconda guerra mondiale, il mondo è stato diviso in due grandi blocchi, e precisamente il mondo libero sul lato del bene e il mondo comunista sul lato del male. Sotto altro profilo, vi è stata la divisione tra un gruppo di nazioni che rispettavano la religione (in particolare il Cristianesimo) e un gruppo di nazioni che rinnegavano la religione.

Dio ha separato il mondo nei due lati del bene e del male con lo scopo di restaurare entrambi i lati, attraverso la sottomissione del lato del male a quello del bene. Alla fine, tutto il mondo sarà restaurato a Dio, quando il lato del bene avrà ottenuto la vittoria totale nella lotta tra i due blocchi. Il mondo libero e quello comunista si uniranno definitivamente accogliendo il Messia. Giacché bene e male vennero ad esistere a causa della mancanza di fede di Adamo, l’unificazione sarà compiuta attraverso il Messia, che viene nella posizione di Adamo.

C. La Legge della Restaurazione del Numero Quattro

Lo scopo di creazione di Dio consisteva nella realizzazione del Suo amore attraverso la base delle quattro posizioni familiare. Se Adamo ed Eva fossero cresciuti nell’osservanza della Parola di Dio fino a raggiungere la perfezione, sarebbero diventati marito e moglie con Dio al centro e avrebbero generato dei figli. Si sarebbe così completata la base delle quattro posizioni familiare, costituita da Dio, Adamo (il marito), Eva (la moglie) e i loro figli, nella quale si sarebbe manifestato l’amore di Dio. Tuttavia, a causa della caduta di Adamo ed Eva, non poté realizzarsi la base delle quattro posizioni familiare con Dio al centro, e si formò invece una base delle quattro posizioni familiare centrata su Satana. Tutto il mondo cadde sotto il dominio di Satana e, d’allora in poi, la storia ha avuto come scopo centrale la restaurazione della base delle quattro posizioni familiare con Dio al centro.

Avendo presente questo scopo di restaurazione, Dio condusse dapprima una provvidenza simbolica, condizionale, che si proponeva di stabilire un periodo la cui durata rappresentasse il numero quattro. Questa è la legge della restaurazione del numero quattro. La restaurazione del numero quattro era una condizione d’indennizzo intesa a restaurare numerologicamente la base delle quattro posizioni familiare. Il numero quattro è stato realizzato attraverso periodi di quaranta giorni, quaranta anni, quattrocento anni, e così via, durante i quali Satana ha portato confusione e le persone dal lato di Dio hanno dovuto subire varie afflizioni. Possiamo ricordare gli esempi del diluvio di quaranta giorni al tempo di Noè, dei quaranta anni di Mosè nel deserto, dei quattrocento anni di persecuzione dei Cristiani sotto l’Impero Romano, e così via. Al termine di questi periodi d’indennizzo, la confusione tornò sotto controllo, nel senso che la base delle quattro posizioni fu restaurata condizionalmente, e la provvidenza di Dio poté avanzare a un nuovo stadio. La legge della restaurazione del numero quattro non si applica soltanto alla storia degli Israeliti, ma anche a quella di altri popoli e nazioni.

Arnold Toynbee trovò nella storia molti casi in cui si giunse all’unificazione dopo un periodo di quattro secoli di confusione (un periodo di agitazione): nel mondo ellenico, notiamo un periodo di quattro secoli tra la guerra del Peloponneso e l’unificazione sotto l’Impero Romano (431-31 a.C.); nella storia cinese, circa quattro secoli trascorsero (634-221 a.C.) dal periodo degli “Stati Contendenti” all’unificazione da parte delle dinastie Ch’in e Han; nella storia giapponese, passarono circa quattro secoli (1185-1597 d.C.), dopo l’anarchia feudale dei periodi Kamakura e Ashikaga, fino all’unificazione dell’intero Giappone con Toyotomi Hideyoshi e l’inizio del periodo Tokugawa. Ma Toynbee non poté chiarire perché questi periodi si presentino nella storia. (10) Un caso analogo è costituito anche dal protettorato giapponese sulla Corea, che si protrasse per quarant’anni, dal Trattato di Protezione di Ulsa del 1905 sino alla liberazione nel 1945.

D. La Legge della Provvidenza Condizionale

In base alla legge della provvidenza condizionale, il fatto che una figura centrale, in certi casi, realizzi oppure no la parte di responsabilità umana secondo la volontà di Dio, in una specifica circostanza provvidenziale, condizionerà un ulteriore corso provvidenziale in un periodo successivo. In altri termini, un evento provvidenziale, oltre ad essere significativo in sé stesso, può anche determinare e condizionare gli avvenimenti provvidenziali che si verificheranno nel futuro.

Ad esempio, sappiamo che Mosè nel deserto colpì la roccia due volte. (11) L’atto di Mosè era in sé stesso necessario, in base alle circostanze, per dare da bere agl’Israeliti assetati nel deserto. Nello stesso tempo, però, aveva anche il contenuto di simboleggiare e condizionare la provvidenza di Dio, ancora a venire, per il tempo di Gesù.

Su questo tema, il Principio Divino spiega che la roccia era il simbolo di Adamo. Più specificamente, la roccia priva d’acqua (prima di essere colpita da Mosè), rappresentava il primo Adamo, mentre la roccia che, battuta da Mosè, dissetò gl’Israeliti, rappresentava Gesù, il secondo Adamo. In effetti, l’acqua è il simbolo della vita e il primo Adamo, costretto in uno stato di morte a causa della caduta, era raffigurato nella prima roccia, mentre Gesù, il secondo Adamo che doveva venire per dare vita agli uomini morti, era simboleggiato dalla roccia da cui sgorga l’acqua. Mosè, spinto dalla rabbia e dalla miscredenza degl’Israeliti, colpì la roccia una seconda volta e, così facendo, percosse la roccia che dava acqua, simbolo di Gesù. In questo modo fu stabilita la condizione per cui, alla venuta del Messia, se gli Israeliti avessero mancato di fede, Satana avrebbe potuto attaccare Gesù, che era la realtà simboleggiata nella roccia. L’atto di Mosè divenne così la causa remota della crocefissione di Gesù da parte degl’increduli Israeliti. (12)

Questo è soltanto uno degli esempi storici ricordati nell’Antico Testamento. La legge della provvidenza condizionale non ha operato soltanto in questo episodio, ma anche in altre situazioni storiche significative per la provvidenza di Dio. Così, gli eventi provvidenziali non si sviluppano in un tempo qualsiasi senza una particolare ragione: al contrario, essi sono condizionati in qualche misura da vari fattori preesistenti ed hanno a loro volta un’influenza sul corso storico posteriore.

E. La Legge del Falso che Precede il Vero

Satana ha dominato il mondo, che Dio aveva creato, inducendo i primi progenitori ad allontanarsi da Dio. Satana, perciò, ha cercato di creare un mondo senza principio, ad imitazione del principio stesso, in anticipo rispetto al piano di Dio. Dio non poté fare nulla per impedirlo, se non condurre la Sua provvidenza, volta a costruire il mondo del principio seguendo le tracce di Satana.

Il mondo senza principio creato da Satana è falso; così, esso può anche prosperare, ma si tratterà sempre di una prosperità temporanea. Con l’avanzare della provvidenza di Dio, il mondo senza principio di Satana è destinato inevitabilmente a crollare. Lo scopo finale della provvidenza di restaurazione consiste nell’edificare, sulla terra, un mondo in cui si realizza l’ideale di creazione centrato su Dio, in cui cioè l’intero mondo è unito. Questo è il regno di Dio, ovvero il Regno dei Cieli sulla terra di cui Dio è il sovrano incontrastato, che potrà essere realizzato soltanto con la venuta del Messia.

Satana, che conosceva il piano di Dio, giocò d’anticipo, rubò il contenuto della provvidenza, stabilendo personaggi messianici dal lato satanico prima della venuta (e prima del ritorno) del Messia, e cercò di creare una realtà ideale dal suo lato. Questo è il motivo per cui un falso Messia e un falso mondo unito devono apparire per primi.

Un chiaro esempio per illustrare questo principio è quello dell’Impero Romano prima della venuta di Gesù. Giulio Cesare, conquistata e annessa tutta la Gallia, unificò l’Impero Romano (45 a.C.). Cesare fu assassinato e Ottaviano Augusto pose fine alla guerra civile (31 a.C.) e unificò l’intera area del Mediterraneo, costruendo un impero su scala praticamente mondiale. Il tempo di pace e fortuna, che va sotto il nome di pax romana, durò circa due secoli. Cesare e Augusto furono figure messianiche dal lato di Satana: essi crearono un falso mondo unito, pacifico e felice, in anticipo rispetto al grande mondo unificato, basato sull’amore, la pace e la felicità eterni che doveva essere edificato con la venuta del vero Messia (Gesù). Comunque, una volta che Gesù fu crocefisso e la sua missione rimase incompleta, il vero mondo unito, cioè il vero mondo ideale, non poté affermarsi in quell’epoca.

Anche al tempo del Secondo Avvento, un falso Signore del Secondo Avvento (un falso Messia) e un falso mondo ideale anticipano la provvidenza di Dio. Il falso Messia è stato Stalin, e il falso mondo ideale è stato il mondo comunista. Stalin, in effetti, è stato celebrato come il “sole dell’umanità”, come un Messia, ed ha cercato di riunire il mondo sotto il comunismo. Stalin è morto nel 1953 e, dal punto di vista provvidenziale, quello era il tempo in cui doveva ufficialmente partire il corso della provvidenza del Secondo Avvento. La susseguente divisione del comunismo internazionale fu la premessa del crollo del falso mondo unificato e dell’alba del vero mondo unito.

F. La Legge della Ricomparsa Orizzontale del Verticale

Secondo la legge della ricomparsa orizzontale del verticale, il verticale si ripresenta come orizzontale al tempo della conclusione della storia di restaurazione. Il concetto di verticale ha riguardo al trascorrere del tempo, mentre quello di orizzontale è riferito all’espansione spaziale.

In altre parole, la storia è verticale e il mondo contemporaneo è orizzontale. Di conseguenza, la ricomparsa orizzontale del verticale sta a significare che Dio conduce la Sua provvidenza in modo che tutti gli avvenimenti e i personaggi provvidenziali della storia si ripresentino simbolicamente, a livello mondiale, alla fine della storia. In questa maniera, Dio cerca di risolvere, in una volta sola, tutti i vari problemi rimasti irrisolti a causa del fallimento delle figure provvidenziali delle varie epoche storiche precedenti, e completare così la storia della provvidenza di restaurazione.

Ad esempio, nel periodo di duemila anni della provvidenza di restaurazione da Adamo ad Abramo, le condizioni d’indennizzo verticali che erano state invase da Satana furono restaurate tramite indennizzo dalle tre generazioni di Abramo, Isacco e Giacobbe. Al tempo di Gesù, Dio reiterò orizzontalmente gli eventi provvidenziali che si erano conclusi in fallimento, con l’invasione di Satana, durante i quattromila anni trascorsi tra Adamo e Gesù, in modo da restaurarli tutti tramite indennizzo in una volta sola. Analogamente, al tempo della provvidenza del Secondo Avvento, tutte le situazioni invase da Satana durante la storia di seimila anni, da Adamo in poi, devono riapparire orizzontalmente per essere restaurate tramite indennizzo, centrate sul Signore del Secondo Avvento.

Raramente nella storia una circostanza provvidenziale è stata risolta completamente, prima dell’inizio di una nuova provvidenza. La storia è trascorsa lasciando quasi tutti gli eventi provvidenziali irrisolti, ed è andata avanti soltanto condizionalmente. Finché tutti questi passaggi storici non saranno accomodati, non potrà esserci vera pace sulla terra.

Va detto anche che, di converso, i problemi della società di oggi scompariranno completamente, una volta risolti tutti i precedenti storici. Ad esempio, oggi assistiamo al conflitto tra Israele e i paesi arabi: si tratta della ripetizione delle lotte tra gli Israeliti e i popoli confinanti ai tempi dell’Antico Testamento. Perciò, è ben difficile risolvere i conflitti di oggi tra Ebrei e Arabi, trattandoli come mere questioni politiche. Quando si arriva alla conclusione della storia, negli Ultimi Giorni, capitano uno dopo l’altro vari imprevisti, e il mondo precipita nella confusione, proprio perché i diversi problemi, che la storia del passato ha dovuto procrastinare, riemergono ad opera della legge della ricomparsa orizzontale del verticale. La confusione e i contrasti odierni saranno definitivamente composti solo ricevendo il Signore del Secondo Avvento e riconciliando, con l’amore di Dio, tutti coloro che vivono relazioni conflittuali.

Replicando e definitivamente risolvendo negli Ultimi Giorni gli avvenimenti storici, Dio desidera raggiungere due scopi: il primo è quello di ripulire i seimila anni di storia, come se tutto si fosse verificato simultaneamente alla caduta, e cancellare per sempre finanche la memoria delle tante vicende miserabili occorse nella storia; il secondo è quello di sottomettere Satana completamente, togliendo ogni condizione alla sua accusa.

G. La Legge della Provvidenza Coincidente

La legge della provvidenza coincidente fa sì che una provvidenza condotta in un certo periodo del passato sia ripetuta in un periodo successivo. I due periodi provvidenziali sono in una relazione d’identità di tempo e si mostrano somiglianti in termini di figure centrali, avvenimenti principali, periodi di tempo numerologici, etc. In effetti, quando una particolare figura centrale provvidenziale non realizza la sua parte di responsabilità, il periodo provvidenziale centrato su quella persona si conclude e, trascorso un certo lasso di tempo, un’altra persona è chiamata a restaurare tramite indennizzo il corso storico del periodo precedente. In questi casi, poiché con il protrarsi della provvidenza di restaurazione si accumulano ulteriori condizioni d’indennizzo, il periodo passato non si ripete precisamente allo stesso modo, e si ripresenta invece su una dimensione più elevata. È per questo motivo che la storia finisce per svilupparsi come una spirale.

Come opera nella storia la legge della provvidenza coincidente? Nella provvidenza di restaurazione centrata sul livello familiare, alla fine dei duemila anni da Adamo ad Abramo (l’era provvidenziale per la fondazione della restaurazione), il Messia non poté venire perché la provvidenza non fu completata. Come risultato, iniziarono i duemila anni della provvidenza di restaurazione centrata sugl’Israeliti, da Abramo a Gesù (l’era provvidenziale della restaurazione), come provvidenza coincidente. Poiché anche i duemila anni da Abramo a Gesù non diedero frutto, a causa della crocefissione di Gesù, iniziarono i duemila anni della provvidenza di restaurazione centrata sul Cristianesimo (l’era provvidenziale del prolungamento della restaurazione), da Gesù fino ad oggi, come provvidenza coincidente. Le caratteristiche delle coincidenze tra i due periodi di duemila anni da Abramo a Gesù e da Gesù fino ad oggi, sono evidenziate nel diagramma seguente.

L’era provvidenziale della restaurazione L’era provvidenziale del prolungamento della restaurazione
Periodo della schiavitù in Egitto (400 anni) Periodo delle persecuzioni sotto l’Impero Romano (400 anni)
Periodo dei Giudici (400 anni) Periodo delle Chiese Cristiane Patriarcali (400 anni)
Periodo del Regno Unito (120 anni) Periodo del Regno Cristiano (120 anni)
Periodo dei Regni Divisi del Nord e del Sud (400 anni) Periodo dei Regni Divisi dell’Est e dell’Ovest (400 anni)
Cattività babilonese (70 anni) Cattività papale (70 anni)
Ritorno degli Ebrei (140 anni) Ritorno dei Papi (140 anni)
Preparazione per l’Avvento del Messia (400 anni) Rinnovamento della fede Preparazione per il Secondo Avvento del Messia (400 anni) Riforma religiosa

Fig. 8.1 – Le coincidenze provvidenziali tra il periodo della provvidenza di restaurazione e il periodo del prolungamento della provvidenza di restaurazione

Le coincidenze storiche furono scoperte da Oswald Spengler (1880-1936), il quale affermò che tutte le culture si sviluppano secondo la stessa formula e, perciò, gli stessi avvenimenti si ripetono in tutte le culture del mondo. Spengler definì “sincronie” queste ripetizioni. (13)

Arnold Toynbee scoprì le coincidenze storiche quasi contemporaneamente a Spengler, osservando il parallelismo tra la storia dell’antica Grecia e quella dell’Occidente moderno. Nel 1914, Toynbee insegnava storia della Grecia classica all’Università di Oxford. Mentre teneva una lezione su Tucidide, lo colpì il fatto che questo storico del V secolo a.C. aveva già avuto la sua stessa esperienza: era rimasto sgomento per la grande guerra fratricida tra gli stati in cui il suo mondo era stato diviso politicamente. Tucidide aveva previsto che quella grande guerra, combattuta dalla sua generazione, avrebbe segnato una nuova epoca, e i fatti che si susseguirono dimostrarono che aveva ragione. Toynbee poteva vedere che la storia della Grecia classica e la storia contemporanea dell’Occidente combaciavano, in termini di esperienze, una con l’altra. I rispettivi corsi procedevano in parallelo e potevano essere studiati comparativamente. (14)

Nella visione della storia unificazionista, la storia dell’antica Grecia appartiene al periodo della preparazione per la venuta del Messia, e quella dell’Occidente moderno al periodo di preparazione per il Secondo Avvento. Questi due periodi presentano coincidenze, il cui significato essenziale è che entrambi si predispongono per ricevere il Messia.

IV. I CAMBIAMENTI NELLA STORIA

Le leggi della creazione e le leggi della restaurazione, che abbiamo ora esaminato, operano tutte nella storia, ma le più importanti sono la legge del dare e ricevere, la legge della repulsione, la legge dell’indennizzo e la legge della separazione. Tra queste ultime, la legge del dare e ricevere diventa la “legge dello sviluppo” nei cambiamenti storici, mentre le altre tre insieme diventano la “legge della svolta” (la legge della svolta può essere chiamata anche la “legge della lotta tra bene e male”).

Abbiamo già spiegato che la storia si è sviluppata tramite l’azione di dare e ricevere; lo sviluppo nella politica, nell’economia, nella cultura e in tutti gli altri campi è il risultato dell’azione armoniosa di dare e ricevere tra varie coppie di soggetti e oggetti, come spirito e materia, uomini e ambiente (o società e natura), governo e popolo, organizzazione e organizzazione, individuo e individuo, personale e apparecchiature, e così via.

Lo sviluppo è crescita, progresso, miglioramento, nuova qualità – e tutti questi passi avanti sono irreversibili. È il fenomeno che si verifica quando gli elementi correlativi del soggetto e dell’oggetto intraprendono un’azione di dare e ricevere centrata su uno scopo comune. Al contrario, quando soggetto e oggetto hanno scopi e interessi diversi, si determina una lotta, che interrompe o inverte il cammino del progresso. Indubbiamente, ogni momento di sviluppo che si è affermato nella storia è derivato, senza eccezioni, dall’azione di dare e ricevere.

A causa della legge della repulsione, soggetto e soggetto si contrappongono e lottano. Nella storia, la repulsione tra due soggetti è in particolare il conflitto tra due leaders. Un esempio è la lotta tra i capi della borghesia e gli aristocratici realisti centrati su Luigi XVI, cioè la lotta tra nuovi e vecchi leaders, al tempo della Rivoluzione Francese. Le due fazioni si erano separate, secondo la legge della separazione, con una di esse dal lato relativamente buono (nella posizione relativamente più prossima alla provvidenza di Dio) e l’altra dal lato relativamente cattivo (nella posizione di ostacolare la provvidenza di Dio). I rispettivi soggetti formarono i campi del bene e del male, attirando al proprio fianco altre persone nella posizione oggettiva (dividendo così il popolo in due parti), e si affrontarono. Decidere chi sia un buon capo e chi cattivo è una questione da valutare in base a quanto uno o l’altro sia vicino alla provvidenza di Dio. In molti casi, tuttavia, chi era investito dell’autorità finiva per arrogarsi un potere dittatoriale e indulgere a desideri egoistici, così da costringere Dio a stabilire nuovi leaders sul lato del bene e spostare la provvidenza su di loro.

La storia prende una direzione migliore quando, nella lotta tra bene e male, il bene vince; ma successivamente, quando essa arriva a uno stadio ulteriore, deve apparire una nuova guida, ancora migliore. La vecchia guida allora verrà a trovarsi in una posizione relativamente cattiva, e inizierà una nuova lotta tra bene e male. Di nuovo, se il lato del bene prevarrà, la storia si orienterà in una direzione più appropriata. Alla fine, attraverso questo processo, la storia giungerà allo stadio della perfetta bontà, lo stadio dell’ideale della creazione e, solo allora, la lotta tra bene e male finirà. La lotta non porta sviluppo, ma cambia la direzione della storia.

Quando, nella lotta tra un soggetto buono e uno malvagio, il lato del male è più forte, Dio prova a costringerlo alla resa usando la legge dell’indennizzo. Dio ispira la figura centrale del lato del bene a percorrere la strada del sacrificio e della persecuzione; poi, avvalendosi di questa condizione, può influenzare le persone che stanno dalla parte del male a sottomettersi spontaneamente, fino a che il leader del lato malvagio rimanga isolato e il lato del bene, alla fine, sia in grado di ottenere la vittoria. Le religioni si sono propagate in tutto il mondo fino a oggi, nonostante le persecuzioni, proprio in virtù di questa legge dell’indennizzo.

Ovviamente quando, nella lotta tra bene e male, il lato del bene non realizza completamente la sua responsabilità e il lato del male vince, la storia non devia verso una direzione migliore, ma si protrae nella stessa direzione senza cambiamenti. Deve allora trascorrere un tempo di durata adeguata, prima che Dio possa di nuovo scegliere un buon leader per cercare di sconfiggere il lato del male. Questo è il modo in cui Dio ha guidato la storia nella direzione del bene. Così, la storia umana non è stata affatto basata sulla lotta di classe, ma sulla lotta tra bene e male.

Riassumendo, la storia si sviluppa attraverso l’azione di dare e ricevere tra soggetto e oggetto e, quando arriva a un certo momento, cambia direzione per mezzo della lotta tra bene e male. Compiuta la svolta, la storia si sviluppa ancora, tramite l’azione di dare e ricevere tra il soggetto e l’oggetto. La storia ha subito tanti cambiamenti ripetendo questo processo.

fig.8.2

Fig. 8.2 – I cambiamenti nella storia tramite l’azione di dare e ricevere e la lotta tra bene e male

Da ciò che abbiamo detto finora, possiamo vedere che la storia ha subito cambiamenti in due direzioni, e precisamente quella dello sviluppo (il progresso), e quella della restaurazione (la svolta). Lo sviluppo ha interessato la scienza, l’economia e la cultura; la restaurazione ha ripristinato il mondo perduto concepito nell’ideale originale, il mondo dell’amore e della pace. Il motivo del concorrere di queste due direzioni, nel ciclo storico, sta nel fatto che la storia umana è intesa alla ri-creazione e, nello stesso tempo, alla restaurazione. Nel mondo futuro avremo un formidabile affinamento della scienza e della tecnologia e, allo stesso tempo, una società profondamente etica. La dimensione della scienza e della tecnologia è sostenta dallo sviluppo, mentre la dimensione etica è attinta della restaurazione.

La restaurazione si compie attraverso la lotta tra bene e male, ma non necessariamente questa implica un conflitto militare con l’impiego delle forze armate. Se il lato del male si sottomette obbedientemente al lato del bene, il cambiamento sociale può essere introdotto pacificamente.

Così, la storia è cambiata, seguendo le due direzioni dello sviluppo e della restaurazione. Lo sviluppo continuerà in eterno, mentre la restaurazione si concluderà quando sarà restaurato il mondo ideale originale.

V. LE VISIONI TRADIZIONALI DELLA STORIA

In un escorso attraverso le principali visioni tradizionali della storia, discuteremo i rispettivi limiti di esse e cercheremo di chiarire il significato della visione storica unificazionista.

A. LA VISIONE STORICA CICLICA (FATALISTA)

Gli antichi Greci pensavano che, proprio come le quattro stagioni si ripetono anno dopo anno, così anche la storia segua un corso ciclico. Secondo loro, la storia non è altro che la ripetizione di avvenimenti prestabiliti, sui quali gli uomini non hanno la possibilità d’intervenire, ed è quindi priva di significato o scopo. Questa visione della storia, che è stata definita “ciclica” o “fatalista”, ha come maggiori esponenti Erodoto (c. 484-425 a.C.), considerato il padre della storia, e Tucidide (c. 460-395 a.C.), autore della Storia della guerra del Peloponneso. Erodoto descrisse la guerra persiana con toni epici, mentre Tucidide dipinse la guerra peloponnesiaca mantenendosi dall’inizio alla fine fedele ai fatti. Entrambi, comunque, ebbero in comune l’idea che la storia si ripeta. (15) La visione ciclica non vede alcun progresso apportato dall’impegno dell’uomo, poiché considera necessitato lo sviluppo delle circostanze, né presenta un’immagine del mondo futuro, in quanto nella storia essa non individua alcuna meta.

B. LA VISIONE STORICA PROVVIDENZIALE

In contrasto con la visione dei Greci, di cui abbiamo appena parlato, il Cristianesimo ha elaborato una visione fondamentalmente diversa, secondo la quale la storia ha un punto di partenza e avanza direttamente verso un obiettivo ben preciso. Infatti, essa sostiene che la storia è iniziata con la creazione e la caduta dell’uomo, ha un contenuto di salvezza, è diretta dalla provvidenza di Dio ed è indirizzata al Giudizio Finale. Questa è la visione della storia conosciuta come “provvidenziale” o “cristiana”.

Sant’Agostino (354-430) sistematizzò la visione storica cristiana, descrivendo la storia come la lotta tra la Civitas Dei, dove vivono le persone che amano Dio, e la Civitas terrena, abitata da coloro che hanno ceduto alla tentazione di Satana. Secondo Agostino, la Città di Dio alla fine vincerà e stabilirà la pace eterna, completando il piano predestinato da Dio.

La storia umana, dalla caduta alla sua conclusione, è divisa in sei periodi: “A” da Adamo al diluvio di Noè, “B” da Noè ad Abramo, “C” da Abramo a Davide, “D” da Davide alla cattività babilonese, “F” dalla cattività babilonese alla nascita di Cristo, e “G” dalla prima alla seconda venuta di Cristo. La durata del sesto periodo non è specificata.

In questa visione cristiana, la storia ha acquisito significato, nel senso che essa persegue un certo scopo; ma ancora l’uomo è un mero strumento nelle mani di Dio. Il contenuto della teoria di Agostino è così oscuro, da essere considerato inaccettabile e antiscientifico dagli studiosi di oggi.

C. LA VISIONE STORICA SPIRITUALE (PROGRESSIVA)

Durante il Rinascimento, le dottrine storiche d’impronta teologica furono gradualmente abbandonate, e nell’epoca illuminista emerse una nuova visione della storia, nella quale era l’uomo, piuttosto che la provvidenza di Dio, a guidare la storia: la storia procede in linea retta e necessariamente nella direzione dello sviluppo dello spirito umano. Questa visione è definita “spirituale” o “progressiva”.

Giambattista Vico (1668-1744) pur riconoscendo la provvidenza di Dio nella storia, vide che il mondo secolare era formato dagli esseri umani e affermò che la storia non poteva essere spiegata soltanto con la volontà di Dio: egli spostò Dio sullo sfondo e portò l’uomo in primo piano. (16)

François-Marie Voltaire (1694-1778) escluse che il potere di Dio operasse nella storia. L’indirizzo alla storia viene impresso non da Dio, ma dalle persone con la migliore educazione, coltivate nelle scienze, cioè gli uomini illuminati.

Secondo Antoine de Condorcet (1743-1794), se la ragione umana si risveglia, la storia può progredire nell’armonia di scienza ed etica.

Immanuel Kant (1724-1804) disse che lo scopo della storia è sviluppare tutte le capacità umane in una società internazionale, formata da una lega di nazioni. Kant teorizzò una “storia universale da un punto di vista cosmopolita”.

Il filosofo romantico Johann Gottfried Herder (1744-1803) affermò che la meta della storia è lo sviluppo della natura umana.

Georg Wilhelm Friedrich Hegel (1770-1831) intese la storia come “auto-realizzazione dello spirito” o “auto-realizzazione dell’idea”. Nel pensiero di Hegel, la ragione governa il mondo e la storia procede razionalmente. La ragione è “lo spirito del mondo” e manovra gli esseri umani, attuando il “trucco della ragione”. La visione della storia di Hegel è definita “spirituale” o “idealista”. Hegel pensava che in Prussia sarebbe stato istituito uno stato razionale, nel quale si sarebbe realizzato l’ideale della libertà; ciò, in realtà, non è accaduto e anzi i problemi sociali dello sfruttamento e dell’alienazione si sono aggravati. Così, è venuto il materialismo storico, come ribellione alla filosofia della storia di Hegel.

D. IL MATERIALISMO STORICO

Dissentendo da Hegel e dalla sua concezione storica spirituale, Karl Marx affermò che la storia è guidata dalle forze materiali e presentò la sua visione materialista (definita anche “rivoluzionaria”), cioè il materialismo storico.

Secondo la dottrina materialista, la storia è governata dallo sviluppo delle forze della produzione e non dalla maturazione dello spirito. In seguito allo sviluppo delle forze produttive, si stabiliscono certi rapporti di produzione. Mentre le forze produttive progrediscono rapidamente, i rapporti di produzione, una volta stabiliti, rimangono rigidi e alla fine si ritorcono contro le stesse forze produttive, avviluppandole. La lotta di classe esplode allora tra la classe dominante, che cerca di mantenere i vecchi rapporti di produzione, e quella dominata, che alimenta le forze produttive e cerca di determinare nuovi rapporti di produzione. Così, la storia è fondata sulla lotta di classe che, nella società capitalista, raggiunge il suo apice e dà origine alla rivoluzione. Il proletariato (la classe dominata), rovescia la borghesia (la classe dominante), e realizza la società comunista, il regno della libertà senza classi.

È da tempo ovvio che la concezione materialista della storia è erronea. Tutte le leggi poste a fondamento di quella dottrina sono mere affermazioni dogmatiche. Ad esempio, lo sviluppo delle forze produttive è considerato come un processo materiale, ma non vi è alcuna spiegazione su come quelle forze si sviluppino. Peraltro, le società comuniste imposte con la rivoluzione, come l’Unione Sovietica, non sono affatto il regno della libertà: al contrario, esse sono, da un lato, organizzazioni dittatoriali che calpestano i diritti umani e, dall’altro, sistemi contraddistinti dall’assoluta stagnazione della produttività. Questi fatti provano con estrema eloquenza gli errori della visione materialista.

E. LA VISIONE STORICA DELLA FILOSOFIA DELLA VITA

Wilhelm Dilthey (1833-1911) e Georg Simmel (1858-1918) teorizzarono che la storia cresca col crescere della vita. Secondo Dilthey, la vita è un’esperienza umana, e l’esperienza è sempre espressa e manifestata nel mondo esterno. La manifestazione dell’esperienza avviene nella dimensione della storia e della cultura. Perciò, il sistema culturale, che include in sé religione, filosofia, arte, scienza, politica e legge, è l’oggettivazione della vita. Analogamente, Simmel sostenne che la storia è l’espressione della vita. La vita è una corrente che continua all’infinito e la “corrente del divenire” della vita fa la storia. (17) Secondo la filosofia della vita, la sofferenza e l’infelicità del genere umano, registrate dalla storia, sono fenomeni inevitabili che accompagnano la crescita della vita. Di conseguenza, la filosofia della vita non si cura di risolvere la questione della liberazione dell’uomo dalla sofferenza e dall’infelicità.

F. LA VISIONE STORICA CULTURALE

In Europa, prima della prima guerra mondiale, nulla poteva scuotere la fiducia nel progresso inarrestabile della storia. Inoltre, era assai diffusa l’opinione che la storia si sviluppasse con al centro l’Europa. Fu Oswald Spengler a demolire questa immagine lineare ed eurocentrica della storia.

Spengler, nel proporre la sua visione storica culturale, ritenne che la cultura sia la fondazione della storia. Egli immaginò la cultura come un organismo che nasce, cresce e inevitabilmente muore; nella civiltà occidentale, Spengler diagnosticò i sintomi di un imminente declino, corrispondente a quello dell’antica Grecia e dell’Impero Romano, e preconizzò la decadenza dell’Occidente: un destino inevitabile e prevedibile, da accettare senza lasciarsi prendere dal pessimismo. Su questo punto, la visione storica determinista di Spengler mostrò evidenti legami con la teoria di Nietzsche.

Fortemente influenzato da Spengler, Arnold Joseph Toynbee (1889-1975) stabilì la sua peculiare visione storica culturale: l’entità essenziale che compone la storia del mondo non è data da una regione, un’etnia o una nazione, ma da una civiltà. Ogni civiltà attraversa gli stadi della genesi, della crescita, della caduta e della disintegrazione.

Toynbee individuò la causa della genesi di una civiltà nella risposta umana alle sfide portate dall’ambiente naturale o sociale. Le minoranze creative modellano nuove civiltà guidando le masse, finché alla fine smarriscono la vena creativa, provocando il crollo della civiltà. Quando le minoranze, non più creative, diventano dispotiche, sorgono il “proletariato interno” alla civiltà e il “proletariato esterno” che la circonda. La società precipita nella confusione, ma alla fine le componenti più forti della minoranza dominante stabiliscono uno “stato universale”, e mettono fine al periodo di agitazione. Sotto il governo oppressivo dello stato universale, il proletariato interno coltiva una “religione più alta” e il proletariato esterno forma “le bande armate barbariche”. Così, lo stato universale, la religione più alta e le bande armate costituiscono tre fazioni. Alla fine la religione più alta si trasforma in “chiesa universale” e converte le classi dominanti, ma lo stato universale crolla repentinamente e, a questo punto, la civiltà incontra la sua fine.

Dopo la scomparsa della prima civiltà, c’è l’invasione del proletariato esterno, che si converte alla religione più alta, dando inizio a una civiltà di nuova generazione. La relazione tra la nuova e la vecchia civiltà è definita come “apparentamento e affiliazione”. Nella storia mondiale si possono contare ventuno civiltà compiutamente sviluppate. Tutte le civiltà attuali appartengono alla terza generazione e sono distinte nei quattro ceppi della civiltà cristiana (Occidente e ortodossia greca), islamica, induista, e dell’Estremo Oriente. La successione di tre generazioni di civiltà, raffigurata da Toynbee, corrisponde alla coincidenza provvidenziale nei tre periodi della visione storica unificazionista (l’era provvidenziale per la fondazione della restaurazione, l’era provvidenziale della restaurazione e l’era provvidenziale del prolungamento della restaurazione).

È peculiare della teoria di Toynbee l’esclusione del determinismo e l’affermazione dell’indeterminismo e della libera volontà. In altre parole, il modo in cui gli uomini rispondono alle sfide dipende dalla loro autonoma scelta e perciò il modo in cui procede la storia non è mai predeterminato: i popoli scelgono il loro futuro.

Toynbee vede chiaramente la Civitas Dei come l’immagine futura della storia umana. Peraltro, nella sua posizione indeterminista, la scelta, nel futuro, tra il Regno di Dio o il dominio della notte è condizionata dalla libertà delle persone. Toynbee disse: “Nella legge dell’amore, che è la legge dell’essere stesso di Dio, il sacrificio spontaneo di Dio sfida l’uomo, prospettandogli l’ideale della perfezione spirituale; e l’uomo ha l’assoluta libertà di accettarla o rifiutarla. La legge dell’amore lascia l’uomo altrettanto libero di essere un peccatore quanto di essere un santo; gli lascia la libertà di scegliere se la sua vita personale e sociale costituirà un passo avanti verso il Regno di Dio o verso il dominio della notte”. (18)

Un’altra caratteristica della teoria di Toynbee è l’inclusione di Dio, che la società moderna sembra aver dimenticato, nella sua visione storica: “Cosa intendiamo per storia? E lo scrittore … risponderebbe che per storia ha inteso una visione – evanescente e parziale, ma (a suo parere) corrispondente alla realtà per quanto abbia potuto indagare – di Dio che rivela Sé stesso in azione, alle anime che sinceramente Lo stanno cercando”. (19)

G. LE VISIONI STORICHE TRADIZIONALI DALLA PROSPETTIVA DELLA VISIONE STORICA DELL’UNIFICAZIONE

Dopo averne offerto un escorso, confronteremo le visioni storiche tradizionali con la teoria della storia dell’Unificazione e cercheremo di dimostrare che quest’ultima unifica le dottrine tradizionali.

Per prima viene la questione dell’andamento circolare o lineare della storia. La visione ciclica greca e la teoria culturale di Spengler hanno colto un movimento circolare, mentre nell’ottica cristiana, progressiva e materialista la storia si muove in linea retta. L’idea della filosofia della vita, che può essere vista come una variante alla dottrina progressiva, è che la storia progredisce insieme alla crescita della corrente della vita.

Se si considera la storia come un procedimento lineare, si può nutrire speranza nel suo progresso, ma si rimane senza una spiegazione delle cadute e dei ritorni che contraddistinguono il percorso storico. Se, al contrario, si vede nella storia un moto circolare, in cui le nazioni e le culture sono tutte destinate a perire, si rimane senza alcuna speranza.

La visione unificazionista inquadra la storia nei due aspetti della ricreazione e della restaurazione e intende il suo sviluppo come un movimento che ha anch’esso due aspetti, uno diretto in avanti, l’altro circolare, la cui combinazione produce un moto a spirale. Questo andamento a spirale ha la caratteristica di puntare direttamente verso la meta (la realizzazione del mondo ideale originale della creazione) ma anche quella di ritornare a restaurare il mondo originale perduto, tramite la legge dell’indennizzo, stabilendo figure provvidenziali.

In secondo luogo, c’è la questione del determinismo e dell’indeterminismo. La visione fatalista degli antichi Greci, secondo cui la storia si muove inesorabilmente verso un dato destino, e la visione culturale di Spengler sono deterministe, come pure la concezione provvidenziale, che vede la storia procedere secondo la provvidenza di Dio. Anche la teoria di Hegel, nella quale è la ragione, ovvero il mondo dello spirito, a guidare la storia, e la visione materialista, convinta che la storia raggiunga inevitabilmente la società comunista, condotta dallo sviluppo delle forze produttive, sono deterministe. Tutte queste ideologie sostengono che una forza sovrumana governi la storia. Con questo genere di determinismo, l’essere umano non è altro che un fagotto sballottato dalla storia e non c’è alcun modo di cambiare il corso degli eventi, sulla base degli sforzi espressi dalla libera volontà delle persone.

Sull’altro fronte, Toynbee invocò l’indeterminismo, motivato dalla sua convinzione dell’importanza della libertà: il modo in cui la storia procede è deciso dalla libera scelta dell’uomo. Tuttavia, nelle posizioni di Toynbee, l’immagine futura rimane ambigua, e restiamo senza una vera speranza per il futuro.

La visione unificazionista, con un’impostazione innovativa rispetto alle teorie tradizionali, sostiene che la meta della storia è determinata, ma il processo storico è indeterminato, giacché il compimento degli eventi provvidenziali richiede la realizzazione della parte di responsabilità dell’uomo, in aggiunta alla parte di responsabilità di Dio. In altri termini, la visione dell’Unificazione riassume entrambi gli aspetti, il determinismo e l’indeterminismo; si tratta della “teoria della responsabilità”.

Confrontando così le visioni della storia tradizionali con quella dell’Unificazione, scopriamo che le prime hanno sottolineato ciascuna una parte della visione unificazionista, mentre quest’ultima ha un respiro sintetico e unificante. La teoria di Toynbee, peraltro, coincide in molti aspetti con quella unificazionista e, dal punto di vista provvidenziale, può essere considerata preparatoria alla comparsa dell’idea unificazionista, con la missione di collegare ad essa tutte le precedenti dottrine.

VI. UN’ANALISI COMPARATIVA DELLE VISIONI STORICHE PROVVIDENZIALE, MATERIALISTA E UNIFICAZIONISTA

In questo paragrafo metteremo a confronto la visione provvidenziale e quella materialista, in rappresentanza delle visioni tradizionali, con quella dell’Unificazione. Questo ci aiuterà ad approfondire la nostra comprensione delle caratteristiche di ciascuna teoria della storia.

Visione storica provvidenziale Concezione materialista della storia Visione storica dell’Unificazione
L’inizio della storia Creazione e caduta dell’uomo Comunità primitiva Creazione e caduta dell’uomo
Le caratteristiche della storia Storia della salvezza Storia della lotta di classe Ricreazione e restaurazione (lotta tra bene e male)
La forza che guida la storia Provvidenza di Dio Sviluppo delle forze produttive Provvidenza di Dio / responsabilità dell’uomo
Le leggi dei cambiamenti Nessuna Dialettica materialista Leggi della creazione -leggi della restaurazione
Le lotte negli Ultimi Giorni Lotta tra i regni di Dio e del mondo (Angeli e Satana) Lotta tra borghesia e proletariato Lotta tra bene e male
I fenomeni degli Ultimi Giorni Caduta di corpi celesti, terremoti, etc. Crollo dell’economia, disordine sociale Crollo dei valori, grande disordine sociale
Gli eventi negli Ultimi Giorni Giudizio finale (separazione tra destra e sinistra) Rivoluzione violenta Verità e amore di Dio effusi (separazione tra bene e male)
La storia che si conclude Storia del peccato Storia della lotta di classe Storia del peccato (storia della lotta tra bene e male)
Il mondo ideale che verrà Regno millenario di Dio Società comunista Mondo ideale originale (Regno dei Cieli sulla terra)

Fig. 8.3 – Sinossi comparativa della visione provvidenziale, della concezione materialista e della visione storica dell’Unificazione

A. L’INIZIO DELLA STORIA

La visione provvidenziale individua l’inizio della storia nella creazione e nella caduta dell’umanità: la storia cominciò col peccato. Al contrario, la visione materialista sostiene che la storia iniziò quando gli esseri umani si separarono dal regno animale, e che la prima società fu una comunità primitiva. La visione unificazionista, come quella provvidenziale, afferma che la storia partì dalla creazione e dalla caduta dell’umanità e, d’allora in poi, è stata la storia del peccato.

B. LE CARATTERISTICHE DELLA STORIA

La visione provvidenziale vede nella storia l’opera salvifica di Dio, quella materialista la riconduce alla lotta di classe, mentre quella unificazionista coglie i due aspetti della ri-creazione e della restaurazione.

C. LA FORZA CHE GUIDA LO SVILUPPO DELLA STORIA

Secondo la teoria provvidenziale, la storia è condotta dalla provvidenza di Dio. Secondo i materialisti, lo sviluppo delle forze produttive, che sono forze materiali, è il motore della storia. Per contro, la visione dell’Unificazione spiega che a muovere la storia sono tanto la provvidenza di Dio, quanto la parte di responsabilità dell’uomo. Dalla teoria provvidenziale consegue che Dio permette tutte le tragedie della storia. Per gli unificazionisti, invece, se gli eventi non si conformano alla volontà di Dio, è perché gli uomini non adempiono la loro parte di responsabilità: l’umanità è responsabile per le tragedie della storia.

D. LE LEGGI DEI CAMBIAMENTI NELLA STORIA

La teoria provvidenziale reputa semplicemente che il regno di Dio, formato da coloro che credono in Dio, e il regno del mondo, fatto da chi obbedisce a Satana, lotteranno tra loro, ma il primo, alla fine, prevarrà. Essa non formula alcuna legge storica. La visione materialista applica alla storia la dialettica materialista e presenta talune sue leggi, come: “gli esseri umani instaurano nella vita sociale certi rapporti di produzione, che sono indipendenti dalla loro volontà”; “i rapporti di produzione corrispondono a un dato stadio dello sviluppo delle forze produttive”; “i rapporti di produzione sono la base e le forme della coscienza la sovrastruttura”; “l’esistenza sociale delle persone determina la loro coscienza”; “quando i rapporti di produzione sono d’intralcio allo sviluppo delle forze produttive, esplode la rivoluzione” e così via. La visione dell’Unificazione presenta le leggi della creazione e le leggi della restaurazione come le leggi che hanno operato nella storia.

E. LA LOTTA CHE SARÀ COMBATTUTA ALLA CONCLUSIONE DELLA STORIA

Nella visione provvidenziale, alla fine ci sarà una lotta tra il regno di Dio e il regno del mondo. La Bibbia dice che un angelo al servizio di Dio (Michele) combatterà contro Satana in cielo. Nella concezione materialista, si avrà una feroce battaglia tra borghesia e proletariato, nella società capitalista, che sarà l’ultimo stadio della società classista. Per l’unificazionismo, la storia è animata dalla lotta tra il bene e il male, che alla fine avrà come protagonisti, su scala mondiale, il mondo democratico e quello comunista, con quest’ultimo, che rinnega Dio, sul lato satanico.

F. I FENOMENI DEGLI ULTIMI GIORNI

La teoria provvidenziale spiega che negli Ultimi Giorni, cioè alla conclusione della storia, si verificheranno fenomeni naturali straordinari. Di questi fenomeni la Bibbia dice: “or subito dopo l’afflizione di que’ giorni, il sole si oscurerà, e la luna non darà più il suo splendore, e le stelle cadranno dal cielo, e le potenze de’ cieli saranno scrollate”. (20) La teoria materialista afferma che nella società capitalista si amplificheranno fenomeni quali la miseria, l’oppressione, la schiavitù, la degradazione e lo sfruttamento e si produrranno decadimento economico e confusione sociale. La teoria unificazioni sta ritiene che alla fine della storia i valori consueti perderanno la loro forza persuasiva e crolleranno, portando, come conseguenza, un grande disordine sociale.

G. GLI EVENTI ALLA CONCLUSIONE DELLA STORIA

Nell’ideale della storia provvidenziale, si ritiene che negli Ultimi Giorni debba svolgersi il Giudizio Finale. Secondo la Bibbia, le pecore saranno poste alla destra del Cristo, le capre alla sinistra: le pecore, cioè coloro che hanno ascoltato Dio, saranno benedetti, mentre le capre, ovvero i seguaci di Satana, saranno gettati nel fuoco eterno. (21) La dottrina materialista afferma che la preistoria dell’umanità giungerà alla sua conclusione quando la classe soggiogata, il proletariato, rovescerà la classe dominante, la borghesia, attraverso la rivoluzione violenta. La visione della storia unificazionista sostiene che negli Ultimi Giorni il lato del bene e quello del male si separeranno su scala mondiale e il primo, annunziando la verità e l’amore di Dio, sconfiggerà il secondo.

H. LA FINE DELLA STORIA

Secondo la visione provvidenziale, la storia del peccato terminerà quando il regno di Dio prevarrà sul regno del mondo. Per i materialisti, la storia della lotta di classe si concluderà col rovesciamento della borghesia da parte del proletariato. La tesi unificazionista prevede che la storia del peccato e la storia della lotta tra bene e male finiranno quando il lato del bene otterrà la sottomissione spontanea del lato malvagio.

I. IL MONDO IDEALE CHE VERRÀ

Nell’opinione della visione storica provvidenziale, negli Ultimi Giorni verrà il millennio, in cui Cristo e i santi regneranno sulla terra. Trascorso il millennio, Satana sarà liberato per governare i peccatori, ma si terrà il Giudizio Finale e sarà realizzato il regno di Dio. Secondo il concetto materialista, dopo la rivoluzione sarà fondata la società comunista, che è il regno senza classi della libertà. La visione dell’Unificazione predice che il mondo ideale originale della creazione, cioè il Regno dei Cieli sulla terra, dove tutto il genere umano diventerà un’unica famiglia, sarà istituito accogliendo il Messia come genitore dell’umanità.

J. CONCLUSIONI

Confrontando in questo modo le tre visioni storiche, possiamo notare che quella cristiana è davvero misteriosa e poco convincente per gli uomini d’oggi. Dio promuove la Sua provvidenza nella storia, ma le leggi che Egli adopera non sono definite. Inoltre, è difficile comprendere perché, negli Ultimi Giorni, le persone rappresentate dalle capre alla sinistra riceveranno il castigo eterno, né è convincente l’idea che Cristo e i santi debbano regnare sulla terra per mille anni e poi Satana debba essere liberato.

La concezione materialista, più realistica e suggestiva di quella cristiana, ha conquistato i giovani nel passato. Nei suoi giorni migliori, il comunismo ha controllato quasi la metà del pianeta. Tuttavia, la società comunista si è dimostrata tutt’altro che un regno della libertà o un paese del benessere. Il comunismo si è affermato nel ruolo dell’accusa (o della persecuzione) di Satana al mondo cristiano che, non realizzando la sua missione, si era degenerato. Marx infatti disse: “La spiegazione del fondamento idealista del materialismo storico è … la messianicità e la profeticità degli Ebrei, e la loro instancabile insistenza sulla giustizia assoluta. Chiaramente, il manifesto comunista ha un tratto di fede, la ferma convinzione in ciò che si spera, in una forma rovesciata di profezia scientifica. Così, non è per nulla accidentale che l’ostilità finale tra la borghesia e il proletariato corrisponda alla fede nel conflitto definitivo tra Cristo e l’anticristo nell’ultimo periodo della storia, e che il compito del proletariato somigli alla missione storica mondiale del popolo scelto. Il ruolo della classe oppressa per la salvezza globale corrisponde alla dialettica religiosa della crocefissione e della resurrezione, e la trasformazione della dimensione della necessità nella dimensione della libertà corrisponde alla trasformazione di un vecchio eone in un nuovo eone. Il processo della storia descritto nel manifesto comunista riflette il ben noto disegno giudeo-cristiano d’interpretare la storia come la successione degli eventi della salvezza, attraverso la provvidenza, verso una meta finale significativa. Il materialismo storico è la storia della salvezza in termini di economia politica. (22)

La visione della storia dell’Unificazione è nata come elaborazione della visione cristiana, ma si presenta come una teoria che supera i misteri della dottrina storica cristiana e confuta le accuse del comunismo alla Cristianità. La teoria cristiana asserisce che le persone del regno del mondo riceveranno il castigo eterno. La teoria materialista afferma che il proletariato abbatterà la borghesia con metodi violenti. Invece, secondo la visione unificazionista, il lato del bene indurrà quello del male ad arrendersi naturalmente, restaurerà i malvagi al lato buono e alla fine salverà tutta l’umanità. Nel vero mondo ideale, tutti gli uomini saranno felici. Nella visione dell’Unificazione, questo è garantito. I materialisti attaccano i Cristiani tacciandoli di mitologia, e pretendono di avere, loro sì, una teoria scientifica, basata su leggi. Invece, le leggi proposte dal materialismo storico si sono dimostrate del tutto arbitrarie, pseudo-leggi ispirate allo scopo di razionalizzare la rivoluzione. Solo la visione della storia dell’Unificazione chiarisce le vere leggi, comprovate dai fatti, della storia.

Note: La Teoria della Storia

(1) Parlando di storia centrale, non intendiamo dire che Dio operi esclusivamente con quella storia, ignorando tutte le altre. Il concetto dì storia centrale sta a significare che Dio agisce in quella storia per preparare le persone a ricevere il Messia.

(2) Arnold Joseph Toynbee, A Study of History, 1934-61.

(3) Sembrerebbe che l’asse della storia debba trovarsi nel periodo intorno al 500 a.C., nel processo spirituale sviluppatosi tra l’800 e il 200 a.C. È qui che incontriamo la linea di demarcazione incisa più profondamente nella storia. L’uomo venne a esistere come lo conosciamo oggi. In breve, possiamo denominarlo come il “periodo assiale” (Karl Jaspers, Vom Ursprung und Ziel der Geschichte, 1949)

(4) Ma è un mistero storico che il progredire della ricerca sui fatti di quella situazione rende sempre più fitto. Il periodo assiale, con la sua stupefacente abbondanza di creazioni spirituali, che ha influenzato tutta la storia umana fino ai giorni nostri, è accompagnato dall’enigma del verificarsi, in queste tre regioni tra loro indipendenti, di un processo omologo e inseparabilmente collegato (Karl Jaspers, Vom Ursprung …, op. cit.)

(5) Nel XIV secolo, John Wycliffe (c. 1320-1384) tradusse la Bibbia in inglese; egli affermò che il modello della fede andava trovato non nel Papa né nel clero, ma nella Bibbia stessa, e denunciò con fermezza la corruzione della chiesa. Il boemo Jan Hus (c. 1374-1415) aderì agl’insegnamenti di Wycliffe e iniziò un movimento di riforma del Cristianesimo, ma fu condannato come eretico e arso sul rogo. Anche a Firenze, nel XV secolo, Girolamo Savonarola (1452-1498) condusse un analogo tentativo di riforma, ma finì anch’egli ucciso sul rogo. Poi, nel XVI secolo, la Riforma prese piede con Martin Luther (1483-1546) e Johannes Calvin (1509-1564). Il Rinascimento fu un movimento culturale, iniziato in Italia, che si propagò a tutta l’Europa occidentale tra il XIV e il XVI secolo. I fiorentini Dante (1265-1321), Petrarca (1304-1374), e Boccaccio (1313-1375) furono i precursori del Rinascimento. Nel suo periodo aureo, questo movimento spostò il suo centro a Roma, ed ebbe come sommi rappresentanti Leonardo da Vinci (1452-1519), Raffaello Sanzio (1483-1520), e Michelangelo Buonarroti (1475-1564).

(6) Dopo la seconda guerra mondiale, i capi della Cristianità avrebbero dovuto unirsi, centrati sul Signore del Secondo Avvento, per creare un mondo unito sotto Dio, basato sulla cultura del Cuore. Essi invece perseguitarono il Signore del Secondo Avvento, e come conseguenza il dominio comunista nel mondo durò per altri 40 anni.

(7) Esposizione…, op. cit., pag., 176.

(8) Ibid., pag. 179.

(9) Ibid., pag. 182.

(10) Toynbee si preoccupò di spiegare il periodo di 400 anni di disordine precedenti all’istituzione dell’Impero Romano, iniziati con la guerra del Peloponneso: aveva interesse vitale comprendere cosa fosse andato storto nel V secolo a.C., per poi continuare a quel modo fino all’ultimo secolo a.C. Per Toynbee, la soluzione di quel problema poteva trovarsi soltanto studiando la storia greca e quella romana come una trama continua, sviluppata lungo un proposito unico e indivisibile. Chi dovesse riuscire a fare luce su questo punto, otterrebbe un’incredibile illuminazione. Risolvere questo problema equivale a ottenere una rivelazione (Arnold Joseph Toynbee, Civilization on Trial, 1948).

(11) Deuteronomio 20

(12) Esposizione …, op. cit., pagg, 230-232

(13) L’applicazione del principio dell’omologia ai fenomeni storici porta con sé una connotazione del tutto nuova per la parola ‘contemporaneo’, lo definisco contemporanei due fatti storici che si verificano esattamente nelle stesse posizioni relative nelle rispettive culture e possiedono perciò equivalente importanza. Io spero di dimostrare che, senza eccezione, tutte le grandi creazioni della religione, dell’arte, della politica, della vita sociale, dell’economia e della scienza compaiono, si completano e si esauriscono contemporaneamente in tutte le culture; che la struttura interna di una corrisponde rigidamente a quella di tutte le altre. (Oswald Spengler, Der Untergang des Abendlandes. Umriss einer Morphologie der Weltgeschichte, 1918). Spengler citò come esempi la relazione tra l’antica cultura greco-romana e quella occidentale, Alessandro Magno e Napoleone in campo politico, Pitagora e Descartes in campo matematico, etc.

(14) Arnold Joseph Toynbee, A Study of History, op. cit.

(15) Erodoto fu un fatalista che descrisse epicamente la storia, governata dal filo del fato. Al contrario, Tucidide narrò i fatti storici realisticamente e scientificamente. Peraltro, anche Tucidide rilevò, conformemente al modo di pensare normale dei Greci, le ripetizioni della storia: “L’assenza di avventura nella mia storia, io temo, toglierà qualcosa al suo interesse; ma io mi considererò soddisfatto se essa sarà giudicata utile da quei ricercatori, che desiderano una conoscenza esatta del passato come ausilio all’interpretazione del futuro, che nel corso delle cose umane deve rassomigliargli, se non proprio rispecchiarlo. Alla fine, io ho scritto quest’opera non come un saggio che debba strappare l’applauso del momento, ma come un patrimonio di tutti i tempi” (Tucidide, La Storia della Guerra del Peloponneso).

(16) Secondo la visione della storia del pensiero illuminista, il potere di Dio era escluso dalla storia, poiché si riteneva che questa fosse fatta dall’uomo. Ma Vico pensava che essa, benché fosse opera umana, fosse comunque diretta dalla provvidenza di Dio. Con questo, Vico voleva dire che la storia è il prodotto della forza dell’uomo e della provvidenza di Dio. Questo punto di vista concorda con la teoria della storia dell’Unificazione. Inoltre, secondo Vico, per quanto la storia sia fondamentalmente un procedimento di evoluzione e sviluppo, essa presenta anche percorsi di crescita e declino. Vico colse il procedere a spirale della storia e, sotto questo profilo, precorse la teoria storica culturale, che doveva essere elaborata da Spengler e Toynbee.

(17) Lo spirito disegna la sua costa e il ritmo della sua onda, nella corrente del divenire, così da trovare sé stesso e, in quel processo, fare di quella corrente una storia (Georg Simmel, Die Probleme der Geschichte, 1923).

(18) Arnold Joseph Toynbee, A Study of Histoty, op. cit.

(19) Ibid.

(20) Vangelo secondo Matteo 24:29.

(21) Vangelo secondo Matteo 25.

(22) KarI Löwith, Weltgeschichte und Heilsgeschehen, Stuttgart, 1953.

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