Un viaggio incredibile

Dalla testimonianza della madre della Vera Madre, Mrs. Han Sun Eh:

Nello stesso periodo in cui il Padre andò in Nord Corea, la madre della Vera Madre, Mrs. Han, un membro di Kukutch Kyo (cioè del gruppo Inside Belly Church) stava aspettando il Signore del II Avvento.

Il padre della Vera Madre aveva avuto la rivelazione che, se avesse avuto un figlio maschio, sarebbe diventato Re dell’universo; se invece fosse stata una bimba sarebbe stata la Regina dell’universo.

In Corea, dopo la nascita di un figlio, è usanza bere una tazza di una speciale zuppa fatta con le alghe. Satana si presentò alla madre della Vera Madre mentre lei stava mangiando questa zuppa e le disse: “Se lasci vivere tua figlia, nel mondo si creerà una situazione terribile perciò uccidila”. Mrs. Han rispose: “Perché vuoi uccidere mia figlia?” ed abbracciò la Vera Madre. Per una settimana intera Mrs. Han si chiese perché Satana cercasse di portarle via la figlia, poi Kamusa Halumonney le apparve e disse: “Cara Junai, la bambina è la figlia di Dio e tu devi allevarla come se tu fossi la sua balia”.

Quando aveva appena 6 anni, la Vera Madre fu imprigionata dai comunisti insieme a sua madre e sua nonna.

Mrs. Han disse: “Mio padre e mia madre mi dissero: “Scappa al sud”. Io sapevo, tramite una rivelazione, che il II Avvento sarebbe avvenuto nel Sud, così ebbi la fortissima sensazione che dovevo incontrare il Messia. A quel tempo, la Vera Madre era una bambina forte e graziosa e sin da allora fu sempre sincera e non disse mai cose false o bugie. Restammo 11 giorni nella prigione comunista.

In Nord Corea, era il periodo delle mele, e sebbene i comunisti non vendevano le mele, la Vera Madre riusciva sempre a farsele dare. Mia madre, io e la Vera Madre (nel 1947, cioè proprio nel periodo tra i due imprigionamenti del Padre in Nord Corea) fuggimmo dalla prigione a mezzanotte ed arrivammo alla frontiera tra la Corea del Sud e la Corea del Nord. Allora la Vera Madre chiese: “C’è ancora bisogno di cantare le canzoni di Kim Il Sung? Posso cantare una canzone della Corea?”. Io risposi: “Certamente” e lei si mise a cantare.

Arrivate alla linea di confine della Corea del Sud, i soldati spararono verso di noi, ma sentendo la canzone della Vera Madre, si fermarono. Raccontammo loro della nostra fuga dal Nord, essi ci accolsero calorosamente e ci diedero il denaro di cui avevamo bisogno per fare il viaggio fino a Seoul.

Avevo capito fin da allora che Dio ci proteggeva nelle avversità che dovevamo superare per arrivare al Sud e che era Lui a condurci al sicuro.

Lungo il viaggio sapemmo che il II Avvento era già avvenuto, nel Sud Corea, perciò andammo per incontrare il Vero Padre inchinandoci per 3 volte consecutive in molte località lungo il cammino.

Era la prima volta che andavo a Seoul. Proprio mentre cercavo di incontrare mio fratello, che era in questa città, venne un suo amico e mi condusse da lui. La Vera Madre andò poi a vivere nella casa di mio fratello e frequentò la scuola statale. Poco dopo scoppiò la guerra coreana. Le famiglie dei soldati furono messe sui treni perché potessero fuggire. Lungo il cammino, passato il villaggio di Kanko c’era un ponte di ferro. Le truppe americane fo fecero saltare in aria proprio un attimo dopo che il treno, che trasportava le famiglie, lo aveva attraversato. Così la Vera Madre poté arrivare a Kai Kyu e rimase là fino alla quinta classe della scuola primaria.

La crocefissione del Padre

Quando il Padre iniziò la sua missione dovette iniziare con la crocefissione, perciò passò attraverso la prigionia, ma restaurando 12 discepoli simbolicamente fu capace di uscire dalla dominazione comunista. La sua missione cominciò quindi con la crocefissione.

Per un miracolo riuscì a scappare dal campo di concentramento. I comunisti avevano deciso di ucciderlo, ma la notte prima del giorno della fucilazione, le truppe degli Stati Uniti irruppero nel campo liberandolo (14 ottobre 1950). A livello individuale, fu una vittoria sul comunismo.

Dopo la liberazione da una lunga prigionia, è normale andare a casa, a vedere la propria moglie, i propri figli, i propri genitori, ma il Padre non andò mai a casa. Si diresse invece a Pyongyang dove aveva testimoniato prima di essere messo in prigione. Questo perché il Padre, durante la sua lunga prigionia, si era preoccupato molto per i discepoli che aveva lasciato fuori.

Non appena egli arrivò a Pyongyang incominciò a visitarli uno per uno con l’aiuto di Won Phil Kim.

Contrariamente alle aspettative del Padre, tutti lo rifiutarono, lo negarono, non gli obbedivano più. Si creò la stessa situazione del tempo di Gesù: “Se sei il Messia, scendi dalla croce! Se salverai te stesso noi crederemo in te”. Molti che avevano seguito il Padre durante i primi tempi, cominciarono ad avere delle difficoltà quando videro che era stato mandato in un campo di concentramento. Spesso essi si aspettavano che egli tornasse indietro, ma vedendo che non lo faceva ed anzi andava sempre avanti, molti lo abbandonarono. Il Padre andò a trovarli fino a 3 volte in 40 giorni.

Quando le forze delle Nazioni Unite attaccarono, le truppe nord-coreane scapparono e gli americani le inseguirono fino al confine della Corea. Poi, in seguito ad un accordo tra Mao e Kim Il Sung, Mao inviò un milione di uomini in Corea e gli Stati Uniti dovettero fronteggiarli. Molti soldati cinesi furono uccisi, ma per quanti ne morivano, la Cina ne mandava altrettanti. Perciò, inevitabilmente, le truppe americane alla fine dovettero ritirarsi. Così molti coreani lasciarono il Nord Corea.

Il Padre continuava a cercare i suoi figli e le sue figlie, ma tutti si rifiutavano di seguirlo. Alla fine, venne anche per il Padre il tempo di partire. Egli non lasciò il Nord Corea a causa del comunismo, ma perché aveva compiuto la sua missione.

Il viaggio del Padre verso il Sud

Da Mr. Yoo:

“Il Padre era tornato a Pyongyang con un discepolo di nome Park. In dicembre, mentre insieme a Won Phil Kim stava aiutando il Padre ad incoraggiare i membri più vecchi, Mr. Park si ruppe una gamba. Egli era molto triste perché era costretto a stare immobile a letto mentre tutti stavano andando verso il sud.

Credeva che anche il Padre sarebbe andato al sud senza di lui ed era molto preoccupato per questo. Proprio in quel periodo Won Phil Kim andò da lui e gli disse che il Padre si stava preparando a partire e che anche lui doveva prepararsi. Allora Mr. Park si sentì molto grato e pianse commosso.

Il 4 dicembre 1950, il Padre, Mr. Won Phil Kim e Mr. Park partirono per il Sud Corea.

Poiché tutti gli abitanti della città si dirigevano al sud, le strade erano affollatissime. I civili non erano autorizzati ad usare le strade principali perché le truppe americane se ne servivano per la ritirata, così tutti i cittadini erano costretti a passare su strade molto strette di campagna o di montagna.

Mr. Park è un uomo abbastanza robusto, la sua statura è circa la stessa del Padre. Questi trovò, in qualche modo, una vecchia bicicletta e lo caricò su quella. Lui tirava la bicicletta e Mr. Won Phil Kim, che aveva i bagagli, spingeva da dietro. Alcuni portavano molte cose con sé quando si mettevano in viaggio, trascinandole su carri per buoi o caricandole sul dorso dei buoi stessi. Ma, man mano che il viaggio diventava più difficoltoso, venivano eliminati i bagagli meno necessari. Infine, veniva eliminato anche il bue. Se ciò non bastava, riducevano i loro bagagli sempre di più fino a tenere solo l’indispensabile, che veniva caricato sulle spalle.

Lungo il viaggio, questi profughi a volte erano bersagli di qualche aereo che sorvolava la zona e scaricava una raffica al suolo. Allora le famiglie, sentendo sparare si disperdevano e non c’era tempo di preoccuparsi della moglie o dei figli. Ognuno andava per proprio conto, cercando di salvare la propria vita.

Perciò Immaginate la situazione in cui si trovava il Padre, dovendo trasportare quest’uomo con la gamba rotta su una bicicletta!

Egli dovette superare montagne e guadare un fiume. Tuttavia, Mr. Park non poteva sopportare ulteriormente le fatiche del viaggio. Chiese allora al Padre di continuare senza di lui perché sentiva che sarebbe morto comunque e lo pregò di lasciarlo là invece di rischiare di morire tutti insieme. Ma il Padre rifiutò e disse: “Non è questo il modo di parlare. Abbiamo promesso a Dio di vivere o di morire insieme, perciò tu non devi dire più una cosa del genere!”. Così Mr. Park non poté aggiungere altro ed essi andarono avanti.

“Quando uno obbedisce al Padre, il Padre non lo abbandonerà mai. Ognuno di noi ha lo stesso destino”.

Da Mr. Yoo:

“Essi arrivarono a Hwanghee-Do, che è una delle provincie.

A circa 6 km da lì, c’è la costa occidentale della penisola e l’isola di Yong-Mae. Essi seppero che c’era un battello che li avrebbe portati al sud. Così decisero di andare all’isola di Yong-Mae perché avrebbero impiegato meno tempo ad arrivare a Pusan.

Quando c’è l’alta marea il mare separa l’isola dalla terraferma, ma con la bassa marea si può arrivare all’isola a piedi. Era dicembre e faceva molto freddo. Approfittando della bassa marea il Padre prese Mr. Park sulle spalle e cominciò ad avviarsi, mentre Won Phil Kim lo seguiva con la bicicletta. La costa non aveva sabbia ed era fangosa, viscida e scivolosa. Non c’erano posti in cui fosse possibile fermarsi, rocce o qualcosa del genere. Se il Padre avesse posato un attimo Mr. Park non ci sarebbe stato più modo di salvarlo. Ma il Padre continuò per tutto il viaggio a tenere quel pesante fardello sulle spalle.

Quando giunsero sull’isola trovarono l’ultimo battello che stava per partire. Ma troppe persone volevano salire a bordo e non c’era posto per tutti. Una madre si imbarcò e lasciò sua figlia sull’isola che gridava: “Che cosa farò qui? Perché te ne vai via sola?”. Era veramente disperata. In quella situazione terribile, in cui tutti cercavano di salvare la propria vita, il Padre aveva portato Mr. Park sulle sue spalle per tutto il viaggio fino all’isola. E quanta pena suscitavano in lui tutte quelle persone!

Il battello salpò e non c’era alcuna speranza di andare al Sud per mare. Così il Padre dovette tornare indietro in tutta fretta perché i comunisti potevano arrivare da un momento all’altro. Se fossero sopraggiunti mentre erano ancora lì sulla isola, sarebbe stato molto pericoloso per loro. Perciò rifece tutto il cammino inverso, circa due miglia, portando sempre Mr. Park sulle spalle. Ancora una volta rischiava di spezzarsi la schiena sotto il peso dell’uomo. Dev’essere stato terribile! Recentemente Mr. Won Phil Kim ci disse, ricordando i tempi passati, quanto egli si fosse meravigliato della forza del Padre, quella forza non era solo fisica ma soprattutto spirituale.

Il Padre ci disse:

“Se non avessi perseverato nel trasportare Mr. Park non avrei potuto portare a termine la mia missione”. Quando il Padre pensava a questo aveva la forza di fare tutto. Se non avesse avuto questa attitudine, l’umanità avrebbe potuto essere distrutta. Se non siete capaci di vendere qualcosa per un valore di 100 dollari al giorno, ma foste consapevoli che il destino dell’umanità dipende proprio da questa vendita, voi sareste capaci di non smettere fino a che non ci riuscireste.

Quando il Padre arrivò sulla spiaggia pensò: “In qualche modo debbo consolare e dare nuova speranza ai miei due fratelli”. E disse: “Stanotte qualcuno ci offrirà un buon posto”.

Proseguendo poi per la loro strada, incontrarono un poliziotto che perquisiva tutti quelli che passavano. Questi ebbe il sospetto che il Padre fosse un prigioniero perché aveva i capelli piuttosto corti. Infatti, il Padre era uscito dalla prigione solo da un mese. Il poliziotto pensò che fosse un comunista, ma il Padre gli disse di essere un leader religioso. L’ispettore però non gli credette ed anzi lo colpì. Poi ispezionò il loro piccolo bagaglio e trovò, fra le altre cose, una Bibbia. Questo permise loro di essere rilasciati.

Così essi si diressero verso nord, viaggiando di notte, ma senza avere ancora deciso la località dove fermarsi.

Era molto buio e non c’era alcuna luce. Ad un certo momento videro una finestra illuminata. Erano così felici di bussare alla porta di quella casa! Venne ad aprire un uomo di 30 anni, appena sposato, che prima della guerra insegnava alle scuole elementari. Lui e sua moglie stavano per partire.

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

“Egli accolse con gioia i tre uomini sapendo quanto era stata difficile la strada che avevano percorso e offrì loro una buona cena confortandoli. Quella notte agli ospiti venne data la stanza al piano superiore, ma in seguito il padrone di casa li fece trasferire al piano inferiore, perché era la zona più calda della casa. Infatti, nelle case coreane si accende il fuoco in un angolo del pianoterra e la parte superiore rimane sempre più fredda. Così essi fecero dormire il Padre nel luogo più confortevole e gli diedero anche la loro migliore coperta. Il giorno dopo, il padrone di casa uccise un pollo e preparò un’abbondante colazione dopo la quale il Padre ripartì.

Il Padre ricevette così tanto perché aveva pregato Dio affinché, anche a costo di essere sacrificato lui stesso, i suoi discepoli avessero quello di cui avevano bisogno. In quel momento di difficoltà, il Padre, pagando indennizzo personalmente, diede ai suoi compagni del cibo ed un posto per riposarsi. Dopo molte traversie, alla fine di dicembre del 1950, arrivarono a Seoul. Là seppero dell’invasione della Cina comunista. La maggior parte dei cittadini di Seoul era già fuggita e molte case erano deserte e saccheggiate.

Il Padre si ricordava gli amici che aveva lasciato quando vi era andato per studiare ed uno in particolare, ma quando andò a cercarlo non lo trovò. Allora continuò il suo viaggio verso Pusan sempre in bicicletta.

La strada principale era occupata dalle truppe sud-coreane ed americane, così dovette passare, ancora una volta, tra le montagne. Era inverno ed i tre uomini dovevano lottare anche contro il freddo. Essi procedevano marciando un miglio dopo l’altro. Nel frattempo, molte cose miracolose accadevano loro a causa dell’amore che il Padre aveva per i suoi discepoli.

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

Quando arrivavano in una certa località e trovavano delle mele era concesso loro di mangiarne quante ne volevano. Se capitavano poi in una zona in cui si produceva riso, venivano dati loro dei dolci di riso.

Lungo il cammino la gamba di Mr. Park guarì.

Quando arrivarono a Kyung Ju City, la gamba di Mr. Park era completamente a posto. Egli disse che avrebbe voluto rimanere a Kyung Ju invece di proseguire rischiando di incontrare altre difficoltà. Preferì perciò fermarsi là.

Così il Padre e Mr. Kim continuarono il cammino verso Ulsan, che non distava molto da Kyung Ju, e là presero il treno. Ma era un treno merci e loro non potevano salire sui carri, perciò si attaccarono davanti, proprio dove c’era il motore e la caldaia. Se solo una volta avessero lasciato la presa, sarebbero caduti giù.

Il Padre incontra Mr. Aum a Pusan

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

Il 27 gennaio 1951, arrivarono alla stazione. Quando Mr. Aum vide il Padre per la prima volta dopo che era arrivato a Pusan, fu molto stupito perché l’abbigliamento e l’aspetto del Padre si erano ridotti in modo pietoso a causa del viaggio da Seoul a Pusan sotto la pioggia e nel fango. Le sue scarpe erano rotte e gli abiti chiari erano diventati neri per la polvere. Aveva la barba ed era molto magro per gli stenti e la mancanza di riposo. Quando vide il Padre in queste condizioni, Mr. Aum divenne triste.

Anche i mendicanti si prendevano gioco di lui. Perché il Padre doveva ridursi così, peggio di un mendicante? Il Messia che doveva venire come Re del Cielo dovette vivere peggio di un mendicante. Doveva soffrire perché era un peccatore? Quale colpa doveva scontare e per chi? Egli ha sofferto ed è stato in prigione due anni e 8 mesi a causa del nostro peccato. A causa nostra e del nostro peccato, egli si trovava in quella miserabile situazione.

Vedendo questo molti suoi amici gli dissero: “Vieni con me”. Il Padre andò ad abitare da Mr. Aum che era un amico del Padre fin dal tempo in cui, in Giappone, il Padre aveva fatto parte del movimento clandestino di indipendenza. Erano presto diventati amici intimi.

Nella lingua coreana ci sono parecchi modi di espressione. Fra amici si parla in una certa maniera, ma questa cambia se ci si rivolge ai genitori, ed è ancora differente con gli insegnanti, i bambini, ecc.

Dopo aver incontrato il Padre a Pusan, Mr. Aum incominciò a ricevere messaggi dal Cielo. Da quel momento in poi si rivolse al Padre come ad un genitore o ad una persona di rispetto. Al mattino voleva inginocchiarsi ed inchinarsi davanti a lui. Lo trattava come se fosse il suo maestro.

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