La Unification Church si espande

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

“Nel 1953 il Padre venne a Seoul, ed il 1° Maggio 1954, stabilì ufficialmente l’Associazione dello Spirito Santo per l’Unificazione del Mondo Cristiano.

Il 4 agosto il Padre ci parlò del perché era stato necessario dar vita alla Chiesa di Unificazione: “Venire dal Nord Corea era come un esodo. Iniziai la formazione della mia fondazione a livello familiare, poi tribale, di società e di nazione.

Comunque, poiché la Cristianità mi si opponeva decisamente, dovetti crearmi un mio personale modello di vita cristiana. Se avessi fallito nel fare la mia fondazione personale, io sapevo che sarei finito crocefisso come Gesù Cristo o mi sarebbe accaduto qualcosa di simile. Così fino al 1960, per quattordici anni, il mondo cristiano mi si oppose.

Io sto creando dal nulla la base del mio cristianesimo, affinché possa servire come fondazione di fede per il Messia.

Per quattordici anni (dal 1950) io ho lottato per creare questa fondazione così ora voi sapete quanto dura è stata la battaglia e quanto erano avverse le condizioni di quel periodo.

Tutte le circostanze erano ostili e proprio in questa situazione io dovevo procedere lottando passo dopo passo per creare la Chiesa di Unificazione ed espandere la sua fondazione fino al livello in cui il Messia avrebbe potuto manifestarsi sulla terra”.

Ci sono alcune fotografie dei primi giorni della Chiesa di Unificazione. Mezza Chiesa era dipinta in rosso e c’era un’insegna con su scritto: “L’Associazione dello Spirito Santo per l’Unificazione del Mondo Cristiano”. L’edificio era vecchio, il tetto era distorto, era difficile aprire la porta: questa vecchia strana casa ha visto gli inizi della Chiesa di Unificazione.

A quel tempo, il Padre era molto giovane: aveva 34 o 35 anni ed era molto più magro di adesso. I suoi occhi, come si vede dalle foto, sono luminosi e penetranti. Il Padre vi appare come un soldato coraggioso. Ora invece sembra più un papà. Dalle foto posso anche vedere che molti se ne sono andati

La Unification Church inizia la sua attività ufficiale

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

“Fin dall’inizio dell’associazione, Mr. Eu iniziò a tenere le lezioni. Molti membri entrarono. Vennero anche delle persone molto in vista.

Per i primi tempi però nessuno entrava ed il Padre diceva a Mr. Eu che, forse, fino alla fine dell’anno, nessuno sarebbe entrato, ma che nonostante questo non avrebbe dovuto smettere di fare lezioni. Così egli insegnava ogni giorno.”

L’8 febbraio 1976, Mrs. Won Pok Choi ci raccontò:

“Durante i 7 anni che precedettero il 1960 dovemmo pagare molto indennizzo. Questo rappresentava la condizione necessaria affinché il nostro movimento potesse crescere. L’indennizzo e i buoni risultati si alternavano. Quando pagavamo indennizzo sapevamo anche con certezza che dopo sarebbe venuto qualcosa di buono.

La nostra vita era un susseguirsi di alti e bassi e nella mente di ciascuno di noi c’era contemporaneamente l’inferno ed il Paradiso. Coloro che erano forti nella fede lo divennero ancora di più. A quel tempo il Padre disse che voleva persone che sapessero essere delle guide per migliaia di altre.

A volte il Padre si dimenticava di mangiare per due o tre giorni! A volte si dimenticava di dormire. Era così preso da ciò che stava facendo! Quando parlava, diceva un fiume di parole. Come acqua le sue parole purificavano ciò che stava attorno a lui. A volte, in montagna, mentre pregava sembrava che avesse delle visioni poiché si perdeva in contemplazione. Una donna molto aperta spiritualmente vide Gesù Cristo in tutto il suo splendore andare dal Padre.”

Il 9 novembre 1973 il Padre ci disse:

“Per 7 anni, dall’inizio del Movimento non ho quasi dormito la notte. Vegliavo parlando ai membri e dando loro la verità per risollevare il loro spirito. Io volevo dormire, ero stanco, eppure non lo facevo. Tante volte ero così esausto che mi usciva il sangue dal naso. Ma io continuavo a parlare e parlare ancora. I miei occhi erano tutti arrossati e non potevo sopportare la luce durante il giorno. Se Dio esisteva, non poteva che condividere la mia lotta.

Infine, vennero le persecuzioni e durante i periodi più tragici io fui imprigionato molte volte. In mezzo a tutte quelle difficoltà pensavo sempre ai miei membri e pregavo per loro. Mi erano venute anche delle piaghe sulla lingua.

Voi non potete davvero immaginare che cosa ho passato in quei giorni terribili. Poiché vedevano questa mia attitudine e tutti i miei sforzi anche gli ultimi arrivati piangevano davanti a me.”

L’insegnamento dei Principi nella prima Chiesa del Padre

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

“A quel tempo non avevamo un’organizzazione particolare all’interno della Chiesa. Non c’erano neanche dei corsi di insegnamento.

Quando la gente veniva ad ascoltare i Principi Divini, la mattina, rimaneva fino a mezzogiorno, poi i membri della Chiesa offrivano il pranzo. La spiegazione continuava anche durante il pomeriggio fino all’ora di cena. Gli ospiti venivano poi invitati a cena ed a rimanere ancora un po’. Quando iniziava la lezione sui Principi, dopo cena, continuava per molte ore. A volte gli ospiti dovevano tornare a casa ed allora si smetteva verso le 9 o le 10 di sera, ma, in genere, la lezione si protraeva durante la notte.

In Corea, c’era il coprifuoco a mezzanotte. Bisognava dare il tempo agli ospiti di tornare a casa entro quell’ora, ma la lezione continuava fino alle 23, 23:30, 24 senza fermarsi mai. Verso mezzanotte infine si interrompeva e Mr. Eu, che aveva insegnato, presentava il Padre ed i suoi discepoli agli ospiti.

Così, poiché era troppo tardi per tornare a casa, gli ospiti non avevano altra scelta che quella di rimanere tutta la notte. Questo avveniva d’inverno, ma poiché c’era sempre tanta gente che veniva ad ascoltare i Principi, lo stesso calore dei corpi scaldava l’ambiente. Invece quando c’erano poche persone, le coperte che avevamo erano sufficienti per tutti.

Molte volte il Padre chiedeva ai vecchi discepoli di cantare. Essi non cantavano molto bene, a dire la verità, ma per me era come se quel canto venisse dal cielo. Mi chiedevo anche da dove essi venissero. Volevo finire presto di ascoltare la lezione sui Principi per andare nei posti dove avevano vissuto questi primi discepoli nei primi momenti della Chiesa, perché sentivo che essi avevano vissuto nel Regno dei Cieli.

Quando dormivo la notte con loro, il mattino dopo i membri mi davano un catino di acqua per lavarmi il viso e mi offrivano la colazione. Poi mi incoraggiavano a restare un altro giorno e così la lettura dei Principi continuava ancora per un’altra giornata ed un’altra notte. Per completare un intero ciclo di lezioni occorrevano 3 giorni e 3 notti.

Così la seconda notte dovevo dormire ancora là. Il giorno dopo, allo stesso modo, mi trattavano tutti molto cordialmente ed il giorno successivo ancora mi incoraggiavano a rimanere. L’ultimo giorno di corso, alla fine del ciclo di lezioni, i membri portavano dolci e gallette e l’atmosfera era veramente celestiale e si sentiva quanto amore essi avevano per noi. La maggior parte delle persone erano avvinte dall’atmosfera.”

Dalla testimonianza di Mrs. Won Pok Choi:

“Nel 1954 il nostro movimento fu fondato ufficialmente. Verso la fine di quell’anno entrarono cinque professori universitari. Tra il 1954 e il 1956, entrarono i membri delle 36 coppie (i primi discepoli del Padre che ricevettero la benedizione)”.

A quel tempo molte persone in gamba si unirono alla Chiesa di Unificazione (Mr. David S.C. Kim fondò insieme al Padre l’Associazione Spirituale per l’Unificazione del Mondo Cristiano). C’erano anche Miss Young Oon Kim, la dottoressa Shin Wook Kim, la signora Won Pok Choi.

Quando essi entrarono, l’edificio della Chiesa era rimasto lo stesso, ma l’atmosfera spirituale era più alta, e questo attirò molta gente.

Mr. Phang disse che quando Mr. Eu venne per la prima volta a dare lezioni era seduto su una grossa sedia, a causa della sua condizione fisica, ma sembrava che avesse l’autorità di un re. Così molti ospiti pensavano che fosse lui il Messia. Mr. Phang fece fatica a capire che invece era l’uomo più giovane che sedeva accanto a lui. Un giorno due donne vennero dall’Università di Ewha e dissero a Mr. Eu che una di loro aveva avuto un sogno in cui c’erano tre alti gradini: sul primo sedeva Mosè, sul secondo Gesù e sul terzo l’uomo che era accanto a Mr. Eu. Allora esse chiesero: “Chi è quell’uomo?”. Dopo aver ascoltato questo sogno, Mr. Phang entrò nella Chiesa di Unificazione.

Nel frattempo, anche i familiari di Mr. Eu e di Mrs. Young ascoltarono i Principi da Mr. Eu stesso.

Mrs. Young era una donna molto spirituale, insegnava musica all’Università di Ewha, un’università di donne cristiane il cui nome significa “fiore di pero”. Questa donna si occupava della lavanderia all’Università. Dopo aver ascoltato la lettura dei Principi Divini, si mise a cantare una canzone ispirata dal Mondo Spirituale. Era molto felice ed aveva capito che l’uomo più giovane era il Padre. Lo chiamò subito con questo nome. Ne era completamente conquistata.

Tornò alla lavanderia e molti studenti ascoltarono proprio là i Principi Divini ed anch’essi ne furono convinti.

Gli altri quattro professori universitari che diventarono membri in questo periodo erano un’assistente di letteratura inglese, che fu la prima ad entrare, la Presidentessa della Sezione di Letteratura Coreana, che aveva studiato in Giappone; Miss Young Oon Kim, Presidente della Sezione di studi cristiani e Mrs. Won Pok Choi, assistente di Letteratura Inglese.

Miss Young Oon Kim

“Miss Kim, a quel tempo era una intellettuale molto famosa nella società coreana. Molte persone che avevano ascoltato le sue lezioni di religione, non potevano dimenticarsi di lei e l’ammiravano molto.

Miss Kim iniziò il suo curriculum con gli Studi Cristiani, poi fondò e divenne Presidente della Sezione specifica che riguardava proprio questi studi.

Lei era solo assistente, non era laureata nell’Università di Ewha e, generalmente, solo le persone laureate ad Ewha potevano presentarsi come candidati alla Presidenza dell’Università. Eppure, a Miss Kim venne permesso che si presentasse come candidato e, anzi, il Presidente dell’Università le chiese di andare alla Chiesa di Unificazione per scoprire se l’insegnamento che veniva impartito là era vero o falso. Avrebbe dovuto riportare indietro tutti gli studenti che erano entrati nell’Unification Church. Da questo possiamo vedere quanto il Presidente avesse fiducia in lei. L’Università di Ewha è un’università eccellente, anche per la qualità degli studenti che la frequentano. Proprio per questo motivo le autorità universitarie divennero sospettose quando tanti dei loro studenti si accostarono alla Chiesa di Unificazione. Cominciarono ad inviare dei professori per controllare la situazione.

Andò per primo un professore che, dopo aver ascoltato i Principi Divini, si unì alla Chiesa. Le autorità dell’Università erano stupite. Si riunirono per discutere come risolvere questa situazione e, alla fine, fu inviato un altro professore, molto intellettuale.

Era una professoressa molto stimata per la sua intelligenza, le autorità dell’Università la scelsero perché erano certe che non si sarebbe mai fatta influenzare dall’opinione altrui. Essa aveva una sua propria filosofia ed una personale teoria molto salda. Si pensava che fosse la persona più adatta per scoprire che cosa c’era sotto l’Unification Church.

Ora, Mr. Eu cominciò a spiegarle i Principi Divini in una stanza e subito si creò un clima da guerra fredda, Una studentessa dell’Università di Ewha, divenuta membro, era molto preoccupata del risultato di questa lezione perché, in caso di mancata accettazione da parte di Miss Kim, tutte le studentesse membri sarebbero state punite per aver lasciato l’Università. Perciò nella stanza adiacente a quella in cui Mr. Eu insegnava, molti pregavano.

Avevano fatto persino un piccolo buco nel muro per osservare l’andamento della lezione. Per tutto il tempo, questa professoressa rimase seduta tranquillamente, senza cambiare atteggiamento, senza alcuna emozione visibilmente espressa, per una, due, tre ore.

Ma quando sentì la parte dei Principi che parlava del Mondo Sostanziale Invisibile, il suo viso cominciò a cambiare, lei infatti aveva studiato Swedenborg, che però non aveva dato una risposta completa ai suoi perché.

Il Principio di Creazione invece dava una spiegazione a tutte le sue domande. Il ghiaccio cominciò a sciogliersi. Alla fine, ella cambiò completamente e disse: “Non tornerò più indietro”. Questa persona è Miss Young Oon Kim.

Anche Mrs. Choi ci ha raccontato la storia di Miss Kim:

“Mi recai alla Chiesa di Unificazione in qualità di Presidentessa degli studenti del collegio di Arti Liberali e Scienze.

A quel tempo molti studenti brillanti frequentavano uno strano gruppo cristiano. Sorsero delle voci riguardo a questo gruppo, e nella scuola si cominciò a tenere gli occhi aperti. La dottoressa Young Oon Kim fu mandata dalla sua Sezione, mentre io fui inviata dalla mia per salvare le ragazze dal rischio di cadere vittime di quell’odioso gruppo.

La dottoressa Kim, una laureata in tre seminari teologici, ebbe una accesa discussione a livello teologico con la Chiesa di Unificazione; dopo un po’ di tempo però si arrese ed accettò i Principi. In quel periodo soffriva di un male sconosciuto che nessun dottore era riuscito a definire. Quando entrò nella Chiesa di Unificazione, il male scomparve. Ma se essa dubitava di qualcosa, il male ritornava e le provocava delle sofferenze ancora più acute, come se fosse un segnale d’allarme contro la sua negatività.”

L’opposizione dell’Università di Ewha alla Chiesa di Unificazione

Così, le autorità dell’Università si schierarono decisamente contro la Chiesa di Unificazione e chiamarono gli studenti ed i professori a scegliere definitivamente tra l’Università e la Unification Church. Chiaramente se essi volevano ritornare all’Università, dovevano lasciare la Chiesa.

Su un centinaio di studenti, solo quattordici rimasero nella Chiesa di Unificazione, ma questi quattordici divennero membri eccellenti e molti di essi furono benedetti durante la prima benedizione.

Dalla testimonianza di Mrs. Choi:

“Quattordici persone si unirono al Movimento e tutte quante ricevettero il dono di parlare lingue diverse o di profetizzare.

Dovemmo però affrontare dei grossi problemi perché la scuola ci tacciava di eresia. Ci fu data un’alternativa: se volevamo appartenere alla Chiesa dovevamo lasciare la scuola. La Costituzione coreana garantisce la libertà religiosa. Nella scuola c’erano figlie di gente che praticava la magia e di atei, eppure eravamo noi ad essere accusati di eresia. Perciò lasciammo la scuola e, dopo averlo fatto, ci sentimmo come se fossimo stati premiati dal Cielo.

Mi ricordo molto bene di tutto ciò che avvenne in quei giorni. Come potete immaginare i genitori più contrari chiesero un’inchiesta giudiziaria su tutto ciò che era avvenuto. Noi tutti eravamo sotto la diretta sorveglianza del governo, le Chiese istituzionalizzate ci chiamavano eretici per pura gelosia ed il Ministero dell’istruzione ci accusava di essere un pericoloso gruppo religioso; il Padre era ricercato per essere arrestato. Ma in queste nostre difficoltà, noi potemmo vedere chiaramente quanto Dio stesse lavorando insieme a noi. Molti miracoli avvennero in quei giorni: in preghiera i membri profetizzavano e noi potevamo così conoscere in anticipo ciò che sarebbe avvenuto.

La “Chiesa di fornicatori”

A questo punto le voci si sparsero e i giornali cominciarono a pubblicare articoli sul nostro caso, che spesso però erano favorevoli alla Unification Church. “In un mondo democratico ogni credo dovrebbe essere libero”, essi scrivevano. “Perché solo la Chiesa di Unificazione è perseguitata?” Le autorità scolastiche allora cominciarono ad avere le idee un po’ confuse e a cospirare a nostro danno.

La vicepresidentessa dell’Università di Ewha, Maria Pak, la moglie di Speaker Lee dell’Assemblea Nazionale Coreana (equivalente al nostro Parlamento), era molto amica di Sigmann Rhee, il Presidente della Corea. Il signor Rhee era stato all’estero per molto tempo. Poiché la signora Pak aveva una grande influenza su di lui, lo spinse a progettare un piano contro la Chiesa di Unificazione, che doveva avvalersi di ogni mezzo di comunicazione di massa che esistesse in Corea (giornali, riviste, radio, ecc.) per diffondere la voce che la Unification Church era una “Chiesa di fornicatori”. Riferiva anche che la Chiesa praticava il lavaggio del cervello e tante altre calunnie di questo genere.

Queste notizie si diffusero per tutta la Corea ed erano sulla bocca di tutti, così la Unification Church divenne improvvisamente famosa. Come risultato però molti membri si spaventarono e lasciarono il movimento. Molte persone si avvicinarono alla sede della Chiesa e ne ruppero i vetri ed il tetto lanciando pietre e sassi. Questi sassi, ammucchiati in seguito lì vicino, sono stati lasciati a ricordo di quei giorni

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

“Si crearono molte voci che si sparsero per tutto il paese. Secondo me queste dicerie furono inventate e messe in circolazione da alcune persone che non avevano nient’altro di meglio da fare. Le cose peggiori che si potessero immaginare furono attribuite alla Unification Church. Per esempio: nella nostra Chiesa non esisteva il seminterrato, eppure la gente asseriva che c’erano uomini e donne nudi nel piano seminterrato della Chiesa. In realtà c’era solo una stanzetta al primo piano che serviva al alcuni membri per sviluppare films, ma era così piccola che non vi potevano stare neanche due persone.

Proprio in quel periodo cominciammo a dipingere dei quadri in cromite che poi vendevamo per le strade. Questo era il nostro principale reddito. Altre voci su di noi, dicevano che, se qualcuno andava nella Chiesa di Unificazione, veniva spogliato dei suoi abiti. Allora una signora evangelista venne a vedere se effettivamente queste voci erano vere. Quando arrivò aveva indosso ben sette capi di vestiario: indossava della biancheria personale fissata con ogni tipo di spille e fermagli, cosicché nessuno sarebbe riuscito a togliergliela di dosso, e sopra aveva sei abiti. Lei era venuta con l’intenzione di scappar via non appena qualcuno avesse iniziato a spogliarla. Poiché aveva paura che fuggendo le avrebbero tolto di dosso più di un vestito, prima che lei potesse raggiungere il cancello, se ne era messi ben sette. Tutto questo ce lo raccontò lei stessa quando divenne membro della Chiesa.

Il Padre viene arrestato ancora

In quel periodo anche la polizia investigava molto sul nostro conto ed i più autorevoli ufficiali vennero ad ispezionare la Chiesa, dopo aver saputo tutto quello che si diceva su di noi.

La prima volta che si presentarono erano molto sospettosi ed avevano delle facce minacciose, ma dopo aver parlato col Padre per circa un’ora se ne andarono con volti sorridenti. Anzi si comportarono come se fossero diventati quasi dei membri, tanto è vero che chiesero al Padre se loro potevano aiutarlo in qualche modo perché erano disposti a farlo. Questo avvenne il lunedì 4 luglio 1955. Quello stesso giorno i poliziotti tornarono a parlare col Padre, poi gli dissero che c’erano altre domande che avrebbero voluto fargli e gli chiesero di seguirli alla stazione di polizia. Il Padre rispose: “Beh, parliamone qui”, ma i poliziotti insistettero: “Siamo in auto, non è distante. Se non ti fidi puoi venire con alcuni tuoi discepoli”. Così il Padre andò al comando di polizia accompagnato da Mr. Eu, l’ultimo presidente dell’Associazione coreana, e da Miss Kim.

L’interrogatorio si protrasse fino a mezzanotte e a quel punto i poliziotti dissero: “Abbiamo ancora altre domande da fare a Mr. Moon, perché voi due non andate a casa e lasciate qui Mr. Moon?”.

I due discepoli si misero a discutere con i poliziotti perché volevano rimanere con lui mentre quelli insistevano che non era necessario perché avrebbero trattato Mr. Moon molto cortesemente.

Il giorno dopo, questi due discepoli, che erano tornati alla Chiesa, videro sui giornali dei titoli a grossi caratteri che annunciavano l’arresto di Mr. Moon, leader della Unification Church. Questa notizia divenne ben presto materia di discussione per tutta la società coreana. L’atmosfera nella Chiesa era molto triste. Il giorno dopo fu arrestato anche Mr. Won Pil Kim e, successivamente, anche il fratello ed il cugino di Mr. Eu. Una settimana più tardi, lo stesso Mr. Eu fu arrestato.

Quando il Padre fu imprigionato, i nostri membri più giovani rimasero sempre insieme a pregare. Questo esempio fu seguito anche da tutti gli altri membri. Essi pregavano alle 3 del mattino, poi di nuovo alle 6, alle 9 e alle 12. Ogni tre ore pregavano insieme e facevano anche un servizio di culto.

Una volta, un reporter venne alla Chiesa in un giorno feriale, quando non si celebrava alcun servizio. Non c’era perciò nessuno nella stanza e così egli poté scrivere sul giornale che “Nessuno era rimasto nella Chiesa di Unificazione”.

A quel tempo neanche la vendita dei quadri per le strade andava molto bene e la Chiesa stessa aveva parecchie difficoltà finanziarie. Era proprio in cattive acque perché occorreva del denaro per aiutare il Padre in prigione.

Le visite dei membri al Padre in prigione

Anche se può sembrare ironico, quando andavamo alla prigione a vedere il Padre, a volte, provavamo vera gioia perché ciò ci dava l’opportunità di incontrarci più intimamente con lui. In altri momenti magari non avevamo la fortuna di stringergli la mano, mentre invece in prigione egli ce la stringeva sempre calorosamente.

La domenica pomeriggio, dopo il sermone, compilavamo la lista di tutti i membri della Famiglia che avrebbero dovuto andare in visita alla prigione durante la settimana. Una stessa persona poteva andare nel parlatoio della prigione solo una volta al giorno, ma tre persone diverse potevano andare insieme. Così a volte, noi mettevamo in lista tre membri per ogni nostro fratello che stava in prigione. Altre volte non c’erano membri sufficienti per andare a visitare tutti e cinque i prigionieri, così uno di loro non riceveva alcuna visita; ma non c’era un solo giorno che non si andasse dal Padre.

Poiché durante le nostre visite noi stringevamo sempre la mano al Padre, la guardia carceraria ci ammonì di non farlo più. Disse che il regolamento del carcere proibiva a un prigioniero di stringere la mano a persone che venivano dall’esterno per evitare il passaggio di qualche messaggio segreto proprio tramite questo contatto. Allora cominciammo a portare qualcosa alla guardia carceraria per corromperla. In principio, gli offrimmo le sigarette, ma la guardia rifiutò perché i cristiani coreani non fumano e, a volte, non toccano neppure il tabacco. Ma il Padre prese il pacchetto di sigarette e riuscì a darlo alla guardia quasi tirandoglielo dietro.

L’episodio della guardia carceraria ci risollevò, ma ci fece anche capire che, pur se il Padre era in prigione, noi tutti dovevamo aver fiducia in lui e confidare in lui. Mentre parlavamo, la guardia ascoltava le nostre conversazioni. Di solito, confessavamo al Padre di essere molto dispiaciuti di non aver compiuto la nostra parte di responsabilità e il Padre rispondeva: “Beh, non è così’. Forse il Padre Celeste vi ha mostrato qualcosa”. Allora noi gli raccontavamo le nostre esperienze con il Padre Celeste. Le conversazioni andavano pressappoco così ed anche le risposte erano molto semplici e consuete, ma poiché il significato di quello che dicevamo era dentro queste semplici parole, la guardia non sapeva mai veramente ciò di cui stavamo parlando. Ascoltando le nostre conversazioni, dopo un po’ doveva senz’altro pensare: “Beh, non ha alcun significato” e spesso non la registrava neppure per iscritto. Alla fine, non ascoltava neanche più e stava lì ad aspettare che il tempo concesso per le visite terminasse; però a volte ci concedeva di restare ancora col Padre.

Quando vedeva che la conversazione si fermava, diceva: “Beh, sarà meglio che terminiate il vostro discorso”. Allora noi ci alzavamo e stringevamo la mano al Padre, facendo arrabbiare la guardia, ma quando questa se ne accorgeva, noi l’avevamo già fatto.

Alla fine di ogni incontro col Padre, nessuno dei nostri membri andava direttamente a casa. Essi uscivano dalla prigione e rimanevano fuori per cercare di vedere il Padre e gli altri membri prigionieri ritornare nell’edificio dove erano le loro celle, poi se ne andavano tutti insieme.

La reputazione del Padre in prigione

Le guardie intimavano loro di andarsene immediatamente e tutti quanti allora si disperdevano, gironzolando per un po’ lì intorno, e poi ritornavano. Così le guardie erano sempre costrette a spingerli via per mandarli a casa.

Poiché l’arresto del Padre fu enormemente pubblicizzato, i prigionieri lo consideravano un vero e proprio criminale ed avevano paura di lui. Infatti, avevano conosciuto le dicerie che circolavano sul suo conto prima di tutti gli altri, e la notizia del suo arresto passò presto di bocca in bocca. Tutti perciò si preparavano a trattarlo come se fosse un criminale. Poi, quando lo videro, si accorsero che era un uomo gentile e mite. Così sia le guardie che gli altri prigionieri pensarono che Mr. Moon, il leader della Chiesa di Unificazione, non fosse molto intelligente, né molto istruito. Pensarono che fosse invece uno sciocco dal cuore buono.

Poi i prigionieri videro anche i visitatori del Padre. Videro che erano persone distinte e benestanti che avevano una posizione elevata nella società e che, quando andavano a far visita al Padre, si comportavano molto umilmente e si inchinavano a lui chiamandolo maestro. Così i prigionieri cominciarono a cambiare la loro opinione, vedendo tutte queste persone benpensanti ammirarlo così tanto, e iniziarono a considerare il Padre migliore di loro ed a rispettarlo. Quando andai a visitarlo, una guardia mi disse che Mr. Moon e Mr. Eu erano le persone numero uno in tutto il paese”.

La stampa aveva detto che la Unification Church era una “Chiesa di fornicatori” e questa voce si era sparsa in tutta la Corea. Comunque, c’erano ancora molti seguaci che capivano quale fosse la vera realtà del Padre e rimanevano saldi nella loro fede in lui e continuavano a visitarlo in prigione.

Quando essi si incontravano con lui piangevano nel vederlo. La comunicazione fra il Padre ed i suoi discepoli era così bella che anche le guardie non credettero a lungo che essi fossero dei fornicatori; se lo fossero stati non sarebbero apparsi così luminosi.

Dalla testimonianza di Mr. Yoo:

“Periodicamente il Padre si presentava in tribunale per il processo. Allora tutti i membri andavano nell’aula del tribunale per vedere il viso del Padre, così la stanza era sempre piena di gente. Quando il Padre arrivava in tribunale, veniva condotto prima in una sala d’attesa e, all’inizio della sessione del processo, appariva nell’aula della corte. Allora noi tutti ci disponevamo in due file in modo che il Padre potesse passare in mezzo a noi ed ognuno si inchinava al suo passaggio.

Il Padre viene riconosciuto innocente

C’erano due avvocati: uno di loro era molto buono di cuore, ma non era molto abile e non aveva una grande capacità oratoria. Comunque, era ben disposto a concedere dei piccoli favori al Padre, come ad esempio fargli passare il cibo. Così noi ci servivamo di lui proprio per questo. L’altro invece era molto capace ed intelligente, ma quando gli chiedemmo se potevamo portare il vassoio con il cibo al Padre, ci rispose: “Mr. Moon non morirà certo saltando un pasto, perciò vi prego di evitare tutto questo” e non ci concesse alcun favore di questo tipo. Però sapeva parlare molto bene e difese ottimamente il Padre. Alla fine dell’arringa, egli aveva fatto cadere ogni accusa tranne quella del rifiuto di prestare servizio militare. Anche se in realtà il Padre, Mr. Eu e altri membri erano stati esonerati dal servizio militare, non essendoci più alcuna accusa contro il Padre, ci si appigliò a questo fatto.

Un nostro membro, Elder Sun, suggerì a tutti gli altri di alzare le mani insieme e di gridare con tutta la loro forza quando il giudice avesse letto la sentenza di innocenza del Padre. Così, quando alla fine della seduta il giudice arrivò al Padre ed annunciò: “Sun Myung Moon innocente”, tutti con le lacrime agli occhi ringraziarono il Padre Celeste. Era il 4 ottobre 1955, tre mesi dopo l’arresto.

Fu così provato che ogni accusa era falsa, ma i giornali riportarono questa notizia in una piccola colonna d’angolo. Eppure, quando il Padre era stato arrestato, il suo caso era stato illustrato a caratteri cubitali ogni giorno sui quotidiani con titoli come: “Chiesa di fornicatori”, “Accusa di rituali sessuali” ed altre accuse simili. Ora il Padre e la Unification Church erano stati riconosciuti innocenti, ma questo fatto fu registrato solo in un breve articolo in un angolo del giornale. Solo le notizie false si diffondevano per tutto il paese.

La fama del Padre fra la popolazione

Era l’anno 1955 e quando il Padre uscì di prigione disse che voleva fermarsi a parlare con una vecchia signora. Questa donna, che non sapeva leggere, esclamò: “Mr. Moon? Mr. Moon! Oh no, no, no!”. Poi il Padre si fermò a parlare con un bambino di cinque anni e questo bimbo gli disse: “Il mio papà mi ha detto che il signor Moon è un uomo molto cattivo”. Il Padre stesso si rese così conto di persona di quanto fosse famoso.

La Chiesa di Unificazione era in un vortice di dicerie e tutti la conoscevano per gli scandali che le si attribuivano. Coloro che non avevano una salda fede la abbandonavano spontaneamente lasciando solo un piccolo biglietto: “Non posso continuare a crederci”. I genitori ed i parenti dei membri andavano alla Chiesa per riprendersi i loro figli. Soprattutto le sorelle furono portate via con violenza ed esse si allontanarono una dopo l’altra.

Una sera, il Padre cenò con dieci persone, il mattino dopo ne erano rimaste sette, la sera seguente solo cinque. Quanta tristezza doveva provare il Padre!

La sua missione è di salvare la Corea ed il mondo intero. Salvare significa dare vita a tutti i coreani, a tutta l’umanità. Dobbiamo accogliere il Padre come Messia, amarlo come Messia e credere in lui o non potremo mai essere salvati. Il tempo è limitato. Entro un certo limite di tempo, il Padre deve restaurare il popolo coreano. Invece, in quel momento l’intera nazione era ancora contro di lui. Eppure, egli deve stabilire la fondazione in breve tempo, altrimenti non potrà realizzarsi il Regno di Dio sulla terra e saremo in una situazione ancora più misera di quella al tempo di Gesù. Se il Padre dovesse fallire, l’umanità sarà travolta dalla tragedia del comunismo. Potrebbero aver luogo terribili massacri per tutti i cristiani.

Eppure, in quel momento, il Padre non aveva proprio nessuno al suo fianco. Tutta la nazione gli era contro. Fratelli e sorelle lo abbandonavano uno dopo l’altro. Al servizio domenicale a volte il Padre dava un breve sermone con le lacrime agli occhi. Altre volte il suo sermone mostrava quanto egli fosse furioso contro Satana. Satana doveva veramente essere spaventato in quei momenti. Il Padre diceva piangendo: “C’è nessuno fra di voi che possa morire con me? Nessuno? Nessuno?” Egli chiedeva queste cose con le lacrime agli occhi.

La situazione era molto seria. Il Padre era venuto come Messia, ma non potendo compiere la sua missione non poteva essere neanche accolto come tale. Egli sentiva vicino così tanto i fratelli e le sorelle in quel periodo! I primi membri della Unification Church ebbero le loro più profonde esperienze d’amore col Padre proprio prima del 1960. Nel momento più tragico della storia della Chiesa di Unificazione, il Padre mandò missionari, come pionieri, in Giappone ed in America. Era un sacrificio molto grande fatto nel momento più difficile.

Il Padre amava già moltissimo l’America prima ancora di andarvi. Inviò un missionario anche in Giappone (dove i coreani erano trattati molto male) dicendo: “Il Giappone deve conoscere l’amore del Padre Celeste”. Egli amava veramente tanto i suoi membri in Corea. Portò molti di loro sulle montagne rivelando loro tutta la profondità dei Principi e del cuore di Dio.

Egli stesso era l’espressione vivente del profondo amore di Dio. Se noi non proviamo una certa ansietà dentro di noi, non possiamo amare gli altri, ma se i nostri problemi sono così grandi che non riusciamo nemmeno a parlarne, non siamo capaci di esprimere amore. Eppure, anche nelle difficoltà più grandi, il Padre sapeva ancora scherzare, sorridere ed amare.

Il 1954 ed il 1955 furono anni terribilmente difficili.

Mr. Yoo ci raccontò:

“Tutto il corpo insegnante dell’Università e gli uomini più eminenti del governo appartenevano allo stesso potente gruppo cristiano ed avevano deciso di distruggere completamente la Unification Church”. Il Padre stesso ci disse il 22 settembre 1974 queste parole: “L’intera cristianità coreana, insieme al governo si schierò contro il nostro movimento... Così i governi e la cristianità di tutto il mondo ci furono contro. Il loro problema principale era come eliminare la figura centrale del nostro movimento. Con tutti i tipi di opposizione che mi venivano da ogni parte, io dovetti attraversare qualcosa di simile alla crocefissione di Gesù. Non fui ucciso naturalmente, ma il 4 luglio 1955 fui imprigionato. Se fossi stato sacrificato a quel tempo, la dispensazione di Dio avrebbe subito un gravissimo danno e sarebbe accaduto qualcosa di veramente serio. Ma dopo cento giorni, il 4 ottobre, io fui rilasciato perché innocente, così la dispensazione iniziò di nuovo.

Anche la signora Won Pok Choi ci raccontò degli episodi relativi a quel periodo:

“Mentre il Padre era in prigione tutti noi pregavamo costantemente giorno e notte. Molti membri ebbero visioni e cominciarono a parlare in diverse lingue. Il Padre si era ripreso bene, manteneva un atteggiamento molto dignitoso davanti alla corte e non perse mai l’equilibrio né quella sua dignità che suscitava rispetto. In mezzo alle sofferenze egli guardava ogni membro, erano i suoi occhi a parlare e noi lo capivamo.

Mentre il Padre era in prigione, un uomo vestito secondo il costume della dinastia Silla, bussò alla nostra porta. Gli chiedemmo chi fosse e per quale motivo fosse venuto da noi. Egli rispose: “Ho ricevuto l’ordine dal cielo di andare a trovare una certa Chiesa molto perseguitata”. Poiché non aveva mai letto un giornale, gli fu molto difficile trovare questa Chiesa. Fu un bambino che gli disse: “La Unification Church”. Egli testimoniò per il Padre davanti a noi.

La testimonianza di Mrs. Choi

“Io ero una donna molto razionale e sicura di me. Non credevo mai in niente che non mi venisse da esperienza personale.

Poiché avevo frequentato la scuola missionaria, avevo preso i sermoni semplicemente come degli insegnamenti morali e disciplinari, dato che non avevo mai avuto esperienze dirette con Dio. Non avevo mai fatto neanche dei sogni rivelatori. Ma dopo essermi unita al movimento, io facevo un sogno dietro l’altro. Se non riuscivo a capirli, mi si ripetevano in successione fino a che non mi fosse ben chiaro il loro significato.

A causa della persecuzione in casa mia non potevo pregare apertamente. Una volta mi misi a fissare il soffitto cercando di concentrare la mia mente in preghiera verso Dio. Chiusi gli occhi e una meravigliosa sensazione si impossessò di me. Vidi delle luci provenire dal mio corpo e mi sentii molto luminosa. Allora aprii gli occhi e mi ritrovai ancora nello stesso posto. Chiusi di nuovo gli occhi e improvvisamente mi accorsi di essere in una terra sconosciuta piena di rocce meravigliose e di fiori rossi.

Mi misi a gridare: “Dove sono?” ed una voce mi rispose: “Questo è il nuovo mondo”. Voltandomi verso il luogo da dove era venuta la voce, vidi il Padre. Era solo vicino ad un albero enorme e mi disse che quell’albero aveva ben 6000 anni.

Era un albero ricco di fronde e foglie. Le radici si estendevano visibili fino ad una certa distanza e da esse spuntavano ovunque nuovi alberelli. Il grande albero stava al centro e gli alberelli gli crescevano intorno. C’era anche una grande aia dove tutti gli animali, a coppie, giocavano. Ma non c’erano altri esseri umani oltre al Padre.

Sollevando lo sguardo vidi un enorme fiore e chiesi al Padre cosa fosse. Egli rispose: “Sono io”. C’era anche un bocciolo ed il Padre mi spiegò che era il simbolo della sposa. Ci guardammo intorno estasiati e felici e quando guardammo indietro il vecchio mondo, io mi accorsi che c’erano ragnatele e sudiciume, cosa che non avevo mai notato prima.

Esperienze di questo genere erano molto comuni fra i membri. Senza queste esperienze molti di noi si sarebbero allontanati mentre il Padre era in prigione e c’erano molte tribolazioni da affrontare.

Quando il Padre uscì dalla prigione ricevemmo la visita di un ragazzo. Secondo la madre, egli si era ammalato improvvisamente. Dalla diagnosi risultava un male sconosciuto. Ben presto il ragazzo morì. I suoi genitori non vollero che fosse sepolto e piansero a lungo sulla sua bara. Alla fine, sentirono un rumore provenire dall’interno e così aprirono la bara. Il ragazzo spalancò gli occhi e si stupì vedendo gli strani volti dei suoi genitori. Essi erano rimasti senza fiato. Si sentivano felici e terrorizzati allo stesso tempo. Il ragazzo uscì dalla cassa e raccontò loro ciò che aveva vissuto e visto mentre era in trance.

C’era un trono sospeso sulle nuvole e vi era seduto un uomo con un vestito bianco che gli arrivava fino ai piedi. Il ragazzo si inchinò davanti a lui e subito dopo udì una voce tonante che veniva dall’alto e che dava testimonianza alla missione del Padre, dicendo al ragazzo che egli lo avrebbe visto di persona.

Gli vennero comunicate molte altre cose strane che, in quel momento, egli non riusciva a capire. Quando il ragazzo venne al centro e vide il Padre, fu letteralmente stupito perché il Padre aveva lo stesso viso dell’uomo apparsogli in visione.

Un nuovo centro per l’Unification Church: la Chungpadong Church

Nel 1955 furono organizzate l’Associazione femminile e l’Associazione giovanile. Perciò dovemmo andarcene da quella casa così tetra e piccola. In quel periodo intanto i membri erano aumentati e dovemmo cercare un centro più grande.

Subito dopo la liberazione dalla prigionia decidemmo di comprare una piccola casa che era, in realtà un vecchio tempio giapponese ridotto in condizioni pietose. Era così sporco! Dovemmo pulire per molti giorni e molto a fondo per poter accogliere degnamente il Padre appena uscito di prigione.

Quello è stato proprio il posto dove il Padre e la Madre consacrarono il loro matrimonio, e per questo non abbiamo mai permesso che fosse abbattuto. È la Chungpadong Church che usiamo tuttora

La testimonianza della madre della Vera Madre

Sempre nel 1955 la Vera Madre ebbe il suo primo breve incontro con il Padre, come ci racconta la madre della Vera Madre:

Dopo essermi unita alla Unification Church e prima di incontrare il Padre, io sognai di vedere della sabbia bianca nell’acqua che veniva dall’est.

Riuscii a pescare un guscio di tartaruga dal quale, appena lo aprii, uscì improvvisamente un dragone dorato, che mi saltò addosso. Mi svegliai terrorizzata perché non sapevo che il dragone d’oro è il simbolo del Messia. Pensai che dovevo dedicare tutta la mia vita al servizio della Chiesa di Unificazione, poiché avevo ascoltato e conoscevo già molte cose sui Principi Divini. Coì affidai mia madre e la Vera Madre alle cure di mio fratello e feci la cuoca del Padre per circa 8 mesi quando egli si ammalò.

Il professor Kim Shinjon ebbe una visione nella quale il Padre mi salutava vestito con abito dorato e con una corona reale in testa. Io stessa feci un sogno in cui tutte le donne della Unification Church sfilavano nella stanza del Padre vestite con abiti cerimoniali e con fiori rosa. Guardando indietro mi accorsi che c’erano anche altre donne non appartenenti alla Chiesa, in fila.

Capii che Dio, dopo aver perduto sua figlia Eva, la prima donna, ne stava cercando un’altra da ben 6000 anni. Vidi la Vera Madre dirigersi sicura verso il luogo dove era il Padre. In quel momento, il cielo fu illuminato da sprazzi di luce, provenienti da tutte le direzioni accompagnati da tuoni fragorosi. Decine di milioni di persone guardavano questo spettacolo con invidia. Io ero perplessa. Percepii appena che forse mia figlia sarebbe diventata la sposa del Padre.

Quando, dopo qualche tempo, la Vera Madre fu condotta dal Padre, subito si mise nell’attitudine di assoluta obbedienza. Aveva solo 14 anni, e frequentava le scuole secondarie inferiori. Io le dissi: “Ti porterò a vedere il Signore del II Avvento”.

Quando lei lo incontrò, si inchinò molto profondamente davanti a lui. Il Padre disse: “Hai una graziosissima figlia, va bene a scuola?” Dopo quell’incontro la Vera Madre non ebbe più occasione di rivedere il Padre fino all’età di 17 anni.

Il Padre invia pionieri in tutta la Corea del Sud

Dalla testimonianza di Mrs. Won Pok Choi:

“Nel 1957 il Padre organizzò un’associazione studentesca e fece tradurre i Principi Divini in inglese.

Il 1° luglio 1957 iniziò un digiuno di 7 giorni. Capimmo per la prima volta nella nostra vita che l’uomo non vive di solo pane, ma delle parole che vengono da Dio.

Subito dopo, il Padre mandò tutti i giovani membri, a coppie, nelle provincie locali per una campagna di testimonianza che durò 40 giorni.”

Dalla testimonianza di Mr. Sudo:

“In questo periodo di severa persecuzione, quando il Padre ed i membri iniziarono a testimoniare a Seoul, nessuno venne ad ascoltare i Principi Divini a causa di tutte le false accuse fatte dalla stampa, dalla televisione, dalla radio e da tutti i mezzi di comunicazione di massa. Era impossibile testimoniare a Seoul. Così il Padre riunì tutti i membri e li mandò nei villaggi di pescatori e nei distretti rurali.

Mrs. Choi (moglie del missionario pioniere negli Stati Uniti e in Giappone) ci raccontò che quando essi andarono fuori per la prima volta, spesso mancavano di cibo, di acqua per lavarsi e persino della casa. Erano sempre affamati. Lei ricevette l’incarico di occuparsi delle regioni del Sud e di mandare là come pionieri ragazzi e ragazze che frequentavano la scuola superiore. Ad ogni stazione uno studente si fermava ed andava a fare il pioniere in quella città. Ad una stazione fu lasciato un ragazzo zoppo. Quando gli altri si allontanarono, egli corse loro dietro per salutarli. Vedendo questa scena tutti piansero.

Mrs. Choi ritornò in quella città per prima, per andarlo a trovare, e quando lo incontrò egli stava pregando per strada mentre tutta la gente rideva di lui. Allora lei gridò loro: “Questo ragazzo sta piangendo a causa della vostra ignoranza della provvidenza di Dio”.

Alcuni ragazzi vivevano in fattorie con una sola stanza e con tetti di paglia e non avevano soldi. Qui in America si può guadagnare denaro in tanti modi, ma essi, anche se andavano a vendere dalla mattina alla sera, non riuscivano a racimolare che un centinaio di dollari in un mese. Era impossibile insegnare i Principi Divini all’inizio, perché la gente conosceva troppo bene le dicerie sulla Unification Church. Anche 10 anni dopo l’inizio di queste persecuzioni continuavano a circolare questi pregiudizi circa la nostra Chiesa.”

L’esperienza di una sorella missionaria

Una sorella andò in un villaggio rurale chiedendo di poter aiutare nella fattoria. “No, no” le risposero, poiché sapevano che apparteneva alla Chiesa di Unificazione.

Tuttavia, più tardi, si accorsero che il cortile intorno alla loro casa era tutto pulito e in ordine.

La stessa cosa fu notata il secondo ed il terzo giorno. Vedendo questo i contadini cominciarono ad accettare la ragazza. Quando lei richiese di poter lavorare per loro, le risposero che l’avrebbero messa alla prova e le diedero gli attrezzi. La ragazza lavorava dalla mattina alla sera molto duramente e la gente cominciò a guardarla con curiosità. Si chiedevano: “Ma come fa? Forse qualche volta si ferma all’ombra di un albero quando nessuno la può vedere”.

Così cominciavano a poco a poco ad interessarsi di lei dicendo: “Questa ragazza è diversa dalla mia”. Le chiedevano: “Chi è tuo padre?” Che appartenesse ad una famiglia di alto lignaggio ci credevano poco e le chiedevano perciò che scuole avesse frequentato. Poiché la ragazza rispondeva di essersi laureata all’Università di Ewha, essi non potevano capire come mai fosse lì, a lavorare in campagna. Non potevano crederci. Allora lei sorrideva ed usciva a lavorare, ma ciò li incuriosiva ancora di più. “Perché, perché? Dicci che cosa ti è capitato”. Poiché tutti si dimostrarono molto interessati a quello che stava succedendo nella loro fattoria, la ragazza cominciò a parlare di sé: “Io mi sono laureata all’Università di Ewha, ma un giorno mi capitò di incontrare un membro della Chiesa di Unificazione che mi portò ad ascoltare alcune conferenze. Attraverso di esse mi resi conto di quanto sono impura e quanto egoista è stata la mia vita. Tutto ciò che facevo era per me stessa. Pensavo solo a me. L’infelicità degli altri mi lasciava indifferente. Ho provato un profondo pentimento per questo. L’Unification Church mi ha insegnato che se non viviamo per Dio e l’umanità, la vita è vissuta invano. Se non facciamo felici gli altri, noi non potremo mai esserlo. Sentendo questo, mi resi conto che la mia istruzione, la mia casa, le mie cose non erano poi così importanti. Solo sacrificandomi per gli altri avrei trovato la felicità.” Parlò a lungo della sua testimonianza con le lacrime agli occhi. Tutti furono commossi. Quando la ragazza finì di parlare, il padre di famiglia si alzò in piedi e chiese: “Posso unirmi anch’io alla Chiesa di Unificazione? Ho sentito parlare di molti scandali attribuiti a questa Chiesa, ma ora che ho visto te qui, nella mia casa, io credo a te più che alle voci che circolano. Ti prego parlami dei Principi Divini. Tutta la mia famiglia verrà ad ascoltarli insieme a me.” Dopo 40 giorni, la ragazza ritornò a Seoul.

Quando i fratelli e le sorelle poterono rivedersi, i loro occhi divennero lucidi. Tutti si corsero incontro e si abbracciarono l’un l’altro piangendo. Uomini e donne, giovani e vecchi si abbracciarono e piansero e insieme andarono dal Padre. Anche i suoi occhi erano pieni di lacrime. Tutti piangevano senza dire una parola. Sapevano che con quel sacrificio che era costato loro lacrime, sudore e sangue era stata posta la fondazione per la Chiesa di Unificazione. Dai distretti rurali alle grandi città, la Unification Church crebbe tanto da poter fronteggiare tutte le forze esterne.

Dalla testimonianza di Mrs. Won Pok Choi:

“Poco dopo che erano state iniziate le condizioni dei missionari pionieri, venne organizzato anche un coro. Ognuno di noi donò i libri usati, in suo possesso, per fare una libreria. Si tenne anche il nostro primo incontro pubblico sui monti con Mr. Eu come speaker.

Nel gennaio 1959, la Dottoressa Young Oon Kim andò in America, seguita poco dopo da Mr. David Kim. Nel luglio 1958, Mr. Sang Ik Choi fu inviato in Giappone. Nel febbraio 1961, anche Mr. Bo Hi Pak si recò in America.

Nel 1960, il Padre annunciò il primo corso di 7 anni. Quell’anno, per la prima volta nella nostra storia, il Padre ci diede un nuovo motto: “Realizziamo cose più grandi di quanto abbiamo mai fatto finora”.

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