I Principi di Creazione

Le domande fondamentali sull’uomo e l’universo non possono trovare una risposta definitiva se non si comprende la natura di Dio, il Creatore. Infatti, per capire e risolvere i problemi concernenti ogni essere di risultato dobbiamo per prima cosa capire l’essere di causa. Per questo, dobbiamo comprendere la natura di Dio ed i Principi attraverso i quali Egli ha creato il mondo.

Le caratteristiche duali di Dio

Come possiamo conoscere la natura di Dio, che è un essere invisibile? Nei Romani (1:20) leggiamo: “Fin dalla creazione del mondo, la Sua natura invisibile e la Sua eterna potenza e divinità sono palesi nelle Sue opere”. Difatti, come il lavoro di un artista è una manifestazione visibile della sua natura creativa, così la divinità di Dio si esprime nel mondo, frutto della Sua creazione.

Al fine di conoscere le caratteristiche della natura divina di Dio, esaminiamo quindi i fattori che possiamo trovare in tutta la Sua creazione. Ogni cosa creata, dall’uomo agli animali, alle piante fino ai componenti base della natura, le molecole e gli atomi, esiste sulla base di una relazione reciproca fra le sue componenti positive e negative, soggettive ed oggettive.

L’umanità è composta da uomini e donne; gli animali da animali maschi e femmine; le piante hanno stame e pistillo, le molecole sono formate da anioni e cationi e gli atomi da protoni ed elettroni. Possiamo dunque concludere che nel creato ogni cosa esiste attraverso una relazione reciproca fra una parte positiva (soggetto) ed una negativa (oggetto).

Il fatto che il creato sia costruito in questo modo significa che Dio stesso, causa prima di ogni cosa, esiste anch’Egli sulla base di una relazione reciproca, di uno scambio, fra elementi positivi ed elementi negativi. In Genesi (1:27) è scritto: “E Dio creò l’uomo a Sua immagine... maschio e femmina li creò”; possiamo perciò dire che Dio esiste come un essere armonico di positività e negatività ed è il soggetto assoluto di ogni cosa creata.

Inoltre, ogni cosa nel creato è formata dalle caratteristiche duali di carattere interiore (invisibile) e forma esteriore (visibile). Noi chiamiamo Sung-sang il carattere interiore e Hyung-sang la forma esteriore. Per esempio, l’uomo è composto dalla mente, che è la parte Sung-sang, e dal corpo, che è la parte Hyung-sang.

La mente invisibile è il soggetto ed esercita il controllo sul corpo visibile, che è l’oggetto. Allo stesso modo, tutti gli esseri, sebbene abbiano valori diversi a seconda del loro livello di esistenza, hanno tutti un carattere Sung-sang, invisibile, che controlla il corpo, Hyung-sang, visibile. Per esempio, gli istinti degli animali, la mente vegetale delle piante e la natura direttiva interiore degli elementi inorganici hanno tutti il compito di controllare il loro corpo, o forma esteriore, per il mantenimento della loro esistenza.

Possiamo perciò comprendere come ogni cosa esiste grazie alla fondamentale relazione reciproca fra Sung-sang (mente) e Hyung-sang (corpo).

Allo stesso modo, Dio che è la causa prima del tutto, esiste come soggetto assoluto del carattere (mente) e della forma (corpo). Quando parliamo di Dio come Dio d’amore, ci riferiamo ad un aspetto della Sua mente originale (Sung-sang), mentre quando parliamo dell’onnipotenza di Dio ci riferiamo ad un aspetto del Suo corpo originale (Hyung-sang). Poiché Dio è la causa di tutte le cose, i motivi, l’ordine e lo scopo che dovevano materializzarsi nel creato, furono determinati dal Suo Sung-sang originale mentre l’energia presente nel creato deriva dal Suo Hyung-sang originale. Riassumendo, possiamo dire che Dio è l’essere armonico avente caratteristiche duali di Sung-sang originale e Hyung-sang originale, così come di positività e di negatività.

Poiché Dio è soggetto e causa di tutto, ogni cosa creata esiste attraverso una relazione reciproca fra il carattere e la forma esteriore, e fra positività e negatività.

Quindi, poiché ogni cosa è il risultato sostanziale di Dio, avente in sé le Sue caratteristiche duali invisibili, possiamo chiamare ciascun oggetto sostanziale come “corpo individuale di verità”.

Energia Prima Universale ed Azione di Dare ed Avere

Ogni essere vivente, quale creatura di Dio ha in sé caratteristiche essenziali di carattere interiore e forma esteriore, così come di positività e negatività. In altre parole, ogni essere riflette la stessa natura di Dio e contiene gli elementi necessari al mantenimento della propria esistenza.

Da un punto di vista esteriore, tutte le cose esistono come individualità separate ma, poiché sono state create da Dio, la cui natura è armonica, anch’esse, per loro stessa natura, sono destinate ad esistere, crescere e moltiplicarsi solo attraverso un’azione interdipendente ed armonica fra di loro e con Dio. Le relazioni reciproche si realizzano attraverso un’azione di donare e ricevere che possiamo chiamare “Azione di dare e avere”. Quando un soggetto ed un oggetto stabiliscono un’azione di dare ed avere, possono instaurare una relazione ideale con altri esseri e così si genera la forza necessaria per il mantenimento della vita, dell’azione e della moltiplicazione.

Vediamo qualche esempio. Il corpo umano si mantiene in vita attraverso un’azione di dare ed avere fra le arterie e le vene, fra l’inalazione e l’esalazione. Un individuo è in grado di raggiungere lo scopo della sua esistenza attraverso un’azione di dare ed avere fra la mente ed il corpo. Una famiglia od una società esistono sulla base di un’azione di dare ed avere fra individui e gruppi. Anche la natura conserva la stabilità e l’armonia della sua esistenza attraverso un’azione di dare ed avere fra le sue parti soggettive ed oggettive. Sia le piante che gli animali mantengono le loro funzioni grazie ad un’azione di dare ed avere fra i loro vari organi e sistemi. E persino il sistema solare esiste attraverso l’azione di dare ed avere fra il sole ed i pianeti nei loro movimenti orbitali.

Consideriamo poi su questa base la relazione fra Dio e l’uomo. Il fatto che Dio diede ai primi antenati dell’uomo il Suo comandamento (Gn 2:17), significa che l’uomo fu creato per rispondere a Dio seguendo quel comandamento. Pertanto, gli esseri umani furono creati per mantenere una perfetta azione di dare ed avere con Dio.

Se i progenitori dell’uomo avessero stabilito una relazione verticale con Dio attraverso una perfetta azione di dare ed avere, anche i loro discendenti avrebbero potuto instaurare con Lui la stessa perfetta relazione. Così tutti gli uomini, essendo in perfetta relazione verticale con Dio stesso, avrebbero mantenuto una relazione armonica fra di loro, vivendo per il bene degli altri e realizzando il Regno dei Cieli sulla terra.

Questo non si realizzò a causa della caduta dei primi antenati dell’uomo. Poiché il Messia viene come colui che ha una perfetta relazione di dare ed avere con Dio, quando l’uomo caduto si unisce al Messia ritorna ad avere automaticamente una perfetta relazione con Dio. Pertanto, il Cristo è il mediatore attraverso cui l’uomo caduto può giungere più vicino a Dio e, allo stesso tempo, è la strada, la verità e la vita (Gv 14:6).

Come risulta dal termine “dare ed avere”, la prima azione è quella del dare e non il contrario. Il fatto stesso che Dio creò significa che Egli dovette donare Sé stesso per dare origine alla creazione. In altre parole, dovette sacrificare Sé stesso per la Sua creazione. Possiamo perciò dire che la legge per cui il dare deve precedere l’atto del ricevere è una legge divina ed universale.

L’uomo caduto, però, tante volte non ricambia neppure ciò che riceve, ed è soprattutto questo atteggiamento la causa dei tanti problemi che ci affliggono.

Gesù viene per servire l’umanità con amore e sacrificio: “il Figlio dell’uomo che non viene per essere servito, ma per servire” (Mt 20:28). Anch’egli diede degli insegnamenti basati sul principio di dare ed avere quando disse: “Non giudicate affinché non siate giudicati, perché secondo il giudizio col quale giudicherete sarete giudicati e con la misura con la quale misurerete sarete misurati” (Mt 7:1-2) e “...tutte quelle cose che volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatele ad essi” (Mt 7:12).

La relazione ideale fra tutte le cose è il risultato dell’azione di dare ed avere fra un soggetto ed un oggetto. Prima di ciò, però, dev’esservi una forza causale, verticale che permette ad ogni cosa del creato di iniziare un’azione di dare ed avere con un altro essere. Questa forza è chiamata Energia Prima Universale ed è la forza fondamentale di Dio, il nostro creatore. È la forza base che permette a Dio di esistere come essere eterno, autoesistente ed assoluto. Allo stesso tempo, è la forza che Dio ha dato ad ogni cosa creata per permetterle di esistere e realizzare lo scopo della creazione. L’Energia Prima Universale è una caratteristica fondamentale comune a tutto l’universo.

Pertanto, qualunque sia la forma di vita, il metodo di riproduzione o il tipo di azione risultante attraverso le varie azioni di dare ed avere fra gli esseri viventi, dal più piccolo al più grande, tutti hanno, alla fine, lo stesso scopo ed esistono in un’organica relazione reciproca.

La direzione e lo scopo di ogni azione di dare ed avere sono quindi controllati dall’Energia Prima Universale. Perciò l’azione di dare ed avere non è soltanto il mezzo che permette ad un soggetto e ad un oggetto di realizzare il loro scopo individuale, ma serve anche ad un più grande scopo di unificazione universale. Quindi, lo scopo finale dell’azione di dare ed avere è l’unità fra il soggetto e l’oggetto e lo sviluppo verso un livello più ampio ed elevato.

L’essere individuale nel quale soggetto ed oggetto si uniscono, instaura poi la stessa azione con una corrispondente controparte, su una base più ampia e, unendosi ad essa, dà origine ad un essere ancora più elevato. Poiché tutte le cose sono dirette da due scopi, il mantenimento della propria esistenza ed il mantenimento del tutto, l’universo può essere considerato come un solo enorme corpo organico, intessuto dagli scopi duali dell’intera creazione.

Azione di Origine-divisione-unione e base delle quattro posizioni

Quando le essenze duali di Dio, che è il soggetto invisibile, si concretizzano in un soggetto ed un oggetto sostanziali che danno origine ad una relazione reciproca attraverso l’azione di dare ed avere, si viene a formare nuovamente un’unione che è un nuovo oggetto a Dio. L’azione di Origine-divisione-unione è il processo di creazione o corso di sviluppo della forza od energia che trae origine da Dio, si divide e quindi di unisce nuovamente. Il soggetto e l’oggetto divisi, il nuovo elemento nato dalla loro unione e Dio diventano ciascuno un soggetto avente 3 oggetti e, nello stesso tempo, un oggetto con 3 soggetti. Tutti attuano reciprocamente l’azione ideale di dare ed avere e raggiungono l’unità, realizzando quello che è chiamato lo scopo dei tre oggetti.

Il soggetto e l’oggetto divisi ed il nuovo elemento nato dalla loro unione formano una triplice base oggettiva e Dio è sempre il loro primo soggetto; questa è la struttura che mantiene l’intero ordine del creato.

Quando il soggetto e l’oggetto divisi ed il nuovo elemento formato dalla loro unione realizzano il loro triplice scopo oggettivo, unendosi fra loro e con Dio, formano un’immutabile base di forza, chiamata “Base delle 4 posizioni”. La base delle 4 posizioni è la fondazione di bene su cui Dio può operare per compiere lo scopo della creazione. Quando la mente ed il corpo di un uomo attuano un’azione ideale di dare ed avere centrati su Dio formano l’uomo ideale, perfetto oggetto di Dio, realizzando un’ideale formazione individuale delle 4 posizioni.

Allo stesso modo, quando marito e moglie, centrati su Dio, attuano un’azione ideale di dare ed avere, diventano una famiglia che è un perfetto oggetto di Dio e formano la base familiare delle 4 posizioni. Infine, quando l’uomo e la creazione entrano in un’azione ideale di dare ed avere centrati su Dio, ogni cosa nel creato diventa perfetto oggetto di Dio e si stabilisce così la base delle 4 posizioni a livello universale.

Lo scopo della creazione

Ogni cosa creata ha un suo scopo esistenziale, senza il quale diventerebbe del tutto inutile. E perciò essenziale capire qual è lo scopo esistenziale dell’uomo.

Lo scopo dell’esistenza non è determinato dalla cosa creata, ma dal suo creatore. Pertanto, scoprendo le ragioni per cui Dio ha creato, si può comprendere il vero scopo dell’uomo e dell’universo.

Dio è eterno, immutabile ed unico. Quindi, anche la Sua volontà (o scopo di creazione) è eterna, immutabile ed unica. Prima di creare l’universo, Dio aveva già in Sé il Suo ideale di creazione. In Genesi possiamo vedere come ogni volta che Dio creava qualcosa diceva che era una cosa buona a vedersi. Questo ci mostra come Dio creò il mondo per sentire felicità o gioia.

La gioia non si crea quando c’è un solo individuo. Noi proviamo gioia quando vi è un oggetto, sia esso visibile od invisibile, in cui vediamo riflessa la nostra stessa natura, sentendo, nello stesso tempo, lo stimolo derivante da questo oggetto. Pertanto, Dio creò l’uomo e l’universo come suoi oggetti sostanziali, che ne riflettono la Sua natura originale.

Fu la grande preoccupazione di Dio per la vita dell’uomo che gli fece dire ad Adamo ed Eva: “...ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangerai, perché il giorno in cui ne mangiassi, per certo moriresti” (Gn 2:17). In questo comandamento, Dio ha espresso la Sua volontà ed il Suo amore per l’uomo, poiché quest’ultimo è stato creato come un oggetto d’amore per rispondere nel modo più diretto alla volontà ed al cuore di Dio.

Quindi, poiché l’uomo fu creato come diretto oggetto di Dio, come Suo figlio, Dio diede all’uomo dominio su tutto il creato. L’essenza dello scopo per cui Dio creò l’uomo è ben mostrata nelle tre grandi benedizioni espresse in Genesi (1:28): “...e Dio li benedisse e disse loro: “Crescete, moltiplicatevi, riempite la terra ed abbiatene dominio”.

Poiché la base fondamentale su cui Dio può operare è la base della 4 posizioni, lo scopo della Sua creazione, la sorgente di gioia di Dio, si realizza quando l’uomo completa le 4 posizioni, realizzando le 3 benedizioni centrate sull’ideale d’amore di Dio.

La prima benedizione di Dio è quella della perfezione individuale. Attuando una giusta azione di dare ed avere fra mente e corpo, centrati su Dio, l’uomo forma la base individuale delle 4 posizioni e diventa tempio di Dio (I Cor 3:16). Quando questo individuo perfetto diventa totalmente unito a Dio Gn 14:20), egli pensa e vive costantemente centrato su Dio, raggiungendo così la divinità e diventando frutto dell’amore verticale di Dio.

Quando l’uomo realizzerà la prima benedizione condividerà i sentimenti di Dio e sarà per lui impossibile commettere una cattiva azione, perché sentirà il dolore che una tale azione procurerebbe a Dio. L’unico desiderio di un tale uomo sarà quello di essere il perfetto oggetto della gioia di Dio.

In accordo alla seconda benedizione di Dio, Adamo ed Eva, dopo aver raggiunto la perfezione individuale, dovevano diventare marito e moglie per l’eternità, realizzando la famiglia celeste, generando figli del bene, e completando così la fondazione familiare delle 4 posizioni, centrata su Dio. Adamo ed Eva, per diventare marito e moglie sotto l’amore verticale di Dio, dovevano realizzare il Suo perfetto amore sul piano orizzontale. Inoltre, il fatto che Dio dava loro il diritto e la possibilità di moltiplicare figli di Dio significa che Dio stesso permette all’uomo di sperimentare con i propri figli la stessa gioia che Lui prova nel Suo amore verticale per noi.

Se Adamo ed Eva avessero raggiunto la perfezione, formando la prima famiglia e dando vita a figli del bene, sarebbero diventati i Veri Genitori di tutta l’umanità, centrata su Dio. Sulla base costituita da questa vera famiglia, si sarebbe poi formata una vera società, una vera nazione ed un vero mondo.

Questa era ed è la volontà di Dio. Se Adamo ed Eva avessero creato una tale famiglia ed un tale mondo, quel mondo sarebbe stato il Regno dei Cieli sulla terra.

La terza benedizione data da Dio all’uomo qualifica l’uomo ad aver dominio sull’intera creazione. Dio creò l’uomo come microcosmo delle strutture, funzioni e qualità essenziali di tutte le cose che aveva precedentemente create. In questo modo il creato doveva essere l’oggetto sostanziale dell’uomo e l’uomo doveva provare gioia vedendo la sua natura riflessa nel creato. Il mondo dove vengono realizzate le tre benedizioni è il mondo ideale dove Dio e l’uomo, così come la creazione, sono in completa armonia. Un tale mondo è il Regno dei Cieli in terra.

Come sarà descritto più avanti, l’uomo fu creato per vivere sulla terra in totale unione a Dio, il vero essere di vita e bontà. Dopo una tale vita terrena, alla morte fisica, egli sarebbe passato nel mondo spirituale e si sarebbe automaticamente trovato nel Regno dei Cieli spirituale. Là avrebbe vissuto eternamente sotto il perfetto dominio dell’amore di Dio.

Il Regno dei Cieli è simile ad un individuo che ha raggiunto la perfezione. Nell’uomo il comando della mente è trasmesso all’intero corpo attraverso il sistema nervoso centrale ed il corpo agisce così verso uno scopo determinato. Allo stesso modo, nel Regno dei Cieli, la volontà di Dio è trasmessa ai Suoi figli attraverso i veri genitori dell’umanità e, sotto l’ideale di Dio, ogni azione viene indirizzata verso un unico scopo. Così come nessuna parte del corpo si ribellerebbe mai contro un comando dei nervi, l’uomo perfetto non potrebbe sentire nessun antagonismo o ribellione contro il dominio d’amore di Dio. In un tale mondo non vi sarebbe stata nessuna contraddizione, né alcun atto contrario al bene.

Il processo di creazione dell’universo ed il periodo di crescita

In Genesi (1) è descritto il processo di creazione. Dio iniziò la creazione cominciando col creare la luce dal buio e, dopo un periodo di 6 giorni, terminò la Sua opera, creando l’uomo. Ma come detto in II Pietro (3:8): “Con il Signore un giorno è come 1000 anni e mille anni sono come un giorno”, questi giorni non corrispondono ai nostri di 24 ore. Questo significa che l’universo non si formò all’improvviso, ma fu piuttosto creato attraverso sei periodi graduali. Il fatto che ci volle così tanto tempo perché si creasse il mondo perfetto, significa che affinché ogni cosa creata arrivasse alla propria completa maturazione, era necessario un periodo di crescita.

Come è necessario un periodo di crescita per la formazione di un singolo individuo, anche per tutto l’universo vale lo stesso principio. Se il “mattino” menzionato in Genesi è il punto della maturità della creazione, allora la sera può essere vista come il punto d’inizio della creazione, ed il tempo di mezzo, la notte, deve indicare perciò il periodo di crescita.

Anche la caduta dell’uomo prova che vi fu un periodo di crescita. Se l’uomo fosse stato creato perfetto non avrebbe avuto nessuna possibilità di cadere. Infatti, se un perfetto essere di bontà fosse soggetto a cadere, allora dovremmo concludere che la stessa bontà è imperfetta e dovremmo pertanto domandarci se Dio è realmente onnipotente. In realtà, l’uomo, prima della caduta, era ancora in una posizione immatura, di crescita verso la perfezione.

Secondo la Bibbia, il lavoro creativo di Dio avvenne in tre periodi: la sera, la notte ed il mattino. Ed è interessante notare come vi sono molti casi in cui il numero tre ha un ruolo determinante: la base delle 4 posizioni si forma attraverso i tre stadi di origine-divisione-unione; il periodo di crescita è anch’esso suddiviso in tre periodi: formazione, crescita e perfezione; in natura vi sono tre stadi: solido, liquido e gassoso e tre regni: minerale, vegetale ed animale. Anche nella Bibbia, il numero tre appare in molte circostanze, come i tre Arcangeli di Abramo, i 30 anni della vita privata di Gesù, i 3 anni del suo ministero pubblico, i 3 Re magi, i 3 discepoli maggiori, le tre tentazioni, e via dicendo, con un elenco che potrebbe continuare a lungo.

Un uomo che ha raggiunto la perfezione attraverso il periodo di crescita dimorerà poi nel diretto dominio d’amore di Dio come Suo oggetto sostanziale. L’uomo perfetto avrà, a sua volta, diretto dominio su tutto il creato. Pertanto, il regno del diretto dominio è il regno dove si realizza l’ideale di creazione ed è il Regno dell’amore di Dio.

Quando l’uomo e la creazione sono ancora nel periodo di crescita, Dio, in accordo ai Suoi stessi principi, non può avere un diretto rapporto con loro, poiché essi non sono ancora perfetti. Dio è collegato a loro solo indirettamente, e perciò questo periodo è chiamato periodo del dominio indiretto. La sola legge dei Principi è sufficiente per far crescere ogni cosa, ad eccezione dell’uomo, al quale, per raggiungere la perfezione, non bastano l’autonomia e la legge dei Principi, ma è necessaria l’osservanza del comandamento che Dio diede a lui solo. Questa è la sua parte di responsabilità.

In Genesi (2:17) è scritto: “nel giorno in cui ne mangiassi, di certo moriresti”. Questo significa che è compito dell’uomo raggiungere la propria perfezione non mangiando il frutto. La disobbedienza alla parola di Dio e la caduta furono determinati interamente dall’uomo, non da Dio. Dio diede all’uomo una parte di responsabilità perché l’uomo doveva diventare signore di tutta la creazione.

Solo chi crea ha il vero diritto di esercitare un dominio. Perciò, Dio permise all’uomo di partecipare al lavoro di creazione ed aver dominio su ogni cosa, anche se lo stesso uomo era parte della Sua creazione. L’uomo doveva, quindi, ereditare la creatività di Dio.

Ripetendo, l’uomo non si perfeziona solamente attraverso la legge ed il potere di Dio, ma è necessario che egli compia la sua parte di responsabilità, per quanto essa sia piccola in confronto a quella di Dio. Il fatto importante è che Dio non può intervenire direttamente su questa parte di responsabilità dell’uomo.

Questa responsabilità, datagli da Dio, era una preziosa benedizione per l’uomo, ma egli non la compì e cadde. La provvidenza di Dio per salvare l’uomo è una provvidenza di ricreazione e quindi l’uomo deve realizzare la sua parte di responsabilità anche nella provvidenza di salvezza. La provvidenza di salvezza di Dio è stata prolungata così a lungo perché le figure centrali del piano di restaurazione hanno ripetutamente fallito nel compiere la loro parte di responsabilità.

Come detto in Genesi (3:18), per quanto amore e benedizioni Dio possa dare, non c’è salvezza per coloro che non hanno fede. In Matteo (7:21), Gesù dice: “Non chiunque mi dice: “Signore, signore, entrerà nel Regno dei Cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è nei cieli”. Questo ci fa capire che è solo responsabilità dell’uomo fare ciò che il Padre Celeste desidera. Ecco perché Dio non può dare a chi non chiede e non può aprire a chi non bussa. È l’uomo che deve chiedere e bussare e Dio non può intervenire in questa sua responsabilità.

Il mondo sostanziale invisibile ed il mondo sostanziale visibile

L’uomo ha uno spirito? Se è così, com’è e che cos’è il mondo in cui gli esseri spirituali vivono? E quali principi governano questo mondo spirituale? Oggi vi sono molte ricerche sul mondo spirituale, ma l’uomo non sembra capace di spiegare o capire chiaramente questo complesso fenomeno. Come risultato molte persone sono rimaste confuse o persino spaventate da queste domande che influenzano la vita religiosa di ogni uomo. Nella Bibbia vi sono numerose descrizioni concernenti il mondo spirituale, quali i tre stadi del Cielo in II Corinzi (12:2), l’apparizione di Mosè ed Elia a Gesù, sul monte della trasfigurazione e molti altri esempi.

Nel creato, non esiste solo il mondo visibile, che assomiglia al corpo umano, ma anche il mondo invisibile, che assomiglia alla mente dell’uomo. Il mondo visibile è il posto dove agisce il corpo fisico nei limiti di tempo e spazio. Ma il mondo invisibile, che sta al di là del mondo fisico, è illimitato ed eterno.

Il mondo sostanziale invisibile è una realtà più grande di questo mondo visibile. Il mondo sostanziale invisibile, come la mente dell’uomo, è soggettivo nei confronti del mondo sostanziale visibile, che, come il corpo dell’uomo, è nel ruolo di oggetto.

In che relazione si trova l’uomo rispetto a questi due mondi? In Genesi (2:7) è scritto: “Allora il Signore Iddio con la polvere del suolo modellò l’uomo”; questo significa che Dio creò il corpo fisico dell’uomo con gli elementi base del mondo visibile sostanziale, quali la terra, l’acqua, l’aria e la luce.

“Gli soffiò nelle narici un alito di vita” (Gn 2:7) significa che Dio modellò lo spirito dell’uomo con gli elementi del mondo spirituale per formare quello che, nei Principi Divini, è chiamato uomo spirito.

Lo spirito dell’uomo è un incapsulamento del mondo sostanziale invisibile ed il suo corpo fisico è un incapsulamento del mondo sostanziale visibile. Da ciò possiamo chiaramente capire che Dio fece l’uomo come sostanziale microcosmo di entrambi i mondi sostanziali, visibile ed invisibile. Questa è la ragione per cui diciamo che l’uomo è un microcosmo.

Dio creò il corpo fisico dell’uomo con gli stessi elementi che compongono il mondo fisico e lasciò che l’uomo avesse dominio su di esso attraverso i suoi 5 sensi fisici. Allo stesso modo, il corpo spirituale è formato dagli stessi elementi che formano il mondo spirituale e Dio permette all’uomo di aver dominio su di esso attraverso i suoi 5 sensi spirituali.

Come risultato della caduta, i sensi spirituali dell’uomo caduto si offuscarono e non furono più in grado di capire il mondo spirituale, che può essere percepito solo dal corpo e dalla mente spirituali.

In origine, l’uomo fu creato come mediatore e centro di armonia fra il mondo spirituale ed il mondo fisico. Quando il corpo fisico e lo spirito dell’uomo diventano uno attraverso una perfetta azione di dare ed avere, nell’uomo si uniscono questi due mondi, visibile ed invisibile, ed egli può essere il Signore, il dominatore di entrambi.

Un altro punto da chiarire riguarda lo spirito nell’uomo. Lo spirito dell’uomo si dissolve come nebbia o fumo dopo la morte o ha un corpo sostanziale che continua a vivere nel mondo spirituale? Lo spirito dell’uomo si fonderà in Dio stesso o manterrà una sua identità continuando la sua esistenza individuale? Se è così, a cosa assomiglia lo spirito dell’uomo? Secondo i Principi Divini, ogni uomo ha un suo proprio corpo spirituale, così come ha un suo proprio corpo fisico. Ecco perché chiamiamo “uomo spirito” la sua natura spirituale.

La relazione reciproca fra uomo fisico ed uomo spirito

Lo spirito ha un ruolo soggettivo nei confronti del fisico, che è in posizione oggettiva. Il corpo spirituale ha un aspetto simile al corpo fisico. Ha 5 sensi spirituali e vive per l’eternità. La relazione fra l’uomo spirito e l’uomo fisico è simile a quella fra il frutto e l’albero. Il frutto, o spirito, cresce finché è attaccato all’albero, o fisico. In altre parole, l’uomo spirito, che vive eternamente, cresce verso la perfezione ricevendo elementi di vitalità dal corpo fisico ed elementi di vita da Dio.

Pertanto, lo spirito può crescere soltanto attraverso il fisico. Gli elementi di vitalità dell’uomo fisico sono amalgamati agli elementi di vita provenienti da Dio, attraverso l’uomo spirito. La “qualità” dell’uomo spirito dipende perciò dalla qualità degli elementi di vitalità forniti dall’uomo fisico. Se un uomo spirito riceve elementi di vitalità positivi dal suo corrispondente uomo fisico, diventa un essere di bene. Se, al contrario, riceve elementi di vitalità negativi, commetterà il male.

Per migliorare, un uomo spirito malvagio deve pentirsi mentre è nel suo corpo fisico, per poter ricevere gli elementi di vitalità positivi, risultanti dal suo pentimento. L’aspetto più importante dell’uomo spirito, che ha bisogno di arrivare alla perfezione attraverso l’uomo fisico, è la sua sensibilità verso l’amore di Dio. Abbiamo già visto che lo scopo di creazione di Dio è la base delle 4 posizioni, in cui si può esprimere l’ideale di amore di Dio.

Pertanto, solo gli uomini spiriti che hanno già sperimentato il vero amore di genitore, l’amore di marito e moglie e l’amore filiale centrati su Dio sulla terra, possono poi andare nel Regno dei Cieli spirituale. Il Regno dei Cieli è il mondo regolato ed armonizzato dall’amore di Dio.

Poiché ogni cosa creata raggiunge la perfezione attraverso tre stadi di crescita, anche l’uomo spirito, prima di raggiungere la perfezione, passa attraverso tre stadi di crescita, basati sull’uomo fisico.

Un uomo spirito allo stadio di formazione è chiamato “spirito di formazione”, allo stadio di crescita “spirito di vita” ed allo stadio di perfezione è chiamato “spirito divino”.

Dopo la separazione dal corpo fisico, l’uomo spirito continua a vivere eternamente nel mondo spirituale, mentre il corpo ritorna alla terra. Molti credono che il corpo fisico dell’uomo ritorni alla terra a causa della caduta, ma è falso. In Ecclesiaste (12:7) è scritto: “E la polvere torni alla terra com’era prima e lo spirito torni a Dio che l’ha dato”, così è conforme alle leggi del creato che il fisico ritorni alla terra. La morte del corpo non è dovuta alla caduta; questo sarebbe comunque accaduto.

Quando l’uomo vive col suo fisico secondo l’ideale di creazione di Dio, egli vive nel Regno dei Cieli sulla terra, ed il mondo, dove il suo spirito perfetto andrà dopo la vita terrena, sarà il Regno dei Cieli nel mondo spirituale.

Lo scopo di creazione di Dio dev’essere completato sulla terra. Questa è la ragione per cui l’obiettivo di salvezza di Dio deve anch’esso compiersi su questa terra. Ecco perché Dio ha continuato a mandare i suoi profeti e lo stesso Messia in questo mondo senza fede. Questa è pure la ragione per cui la Bibbia insegna che: “tutto ciò che legherete sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt 18:18) ed ancora “Venga il Tuo regno sia fatta la Tua volontà, così in cielo come in terra” (Mt 6:10).

Non è Dio che decide se un uomo spirito va nel Regno dei Cieli o all’inferno. È l’uomo stesso che determina questo attraverso la sua vita di tutti i giorni sulla terra, nel corpo fisico. Nel mondo spirituale egli vivrà nello stadio di sviluppo che il suo spirito ha raggiunto sulla terra. Dio, il Messia e la religione possono solo insegnare agli uomini come evitare l’inferno e mostrare la strada per il Regno dei Cieli.

Nel mondo dove si realizza lo scopo di creazione, non esistono né Satana, né peccato, né inferno. Nell’ideale di creazione di Dio doveva esistere solo il cielo. Invece, l’uomo, fallendo nel realizzare il suo scopo di creazione diede origine al peccato e perse il suo valore originario creando “l’inferno”.

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