La vita nel mondo spirituale e sulla terra
Capitolo quinto – Incontri nel mondo spirituale (Seconda parte)
I leader del mondo comunista
Karl Marx
19 maggio
Karl Marx visse la sua vita terrena come il capo di persone malvagie. Come mai era così crudele? Il suo atteggiamento ribelle derivò dal risentimento che provava per non veder riconosciute quelle che egli considerava le sue grandi e meravigliose idee. Non essendo disposto ad aprire la mente alla discussione, a causa del suo terribile orgoglio e dell’arroganza del suo pensiero, si ribellò contro il sistema sociale e le sue idee fornirono alla folla infuriata le basi della rivoluzione. Mi domandavo dove una persona così crudele, che durante la vita era stata intossicata dalle sue idee, vivesse nel mondo spirituale.
All’inizio non fu facile trovarlo. Poi, però, mi resi conto che le persone dello stesso tipo si riuniscono insieme, così per trovarlo, chiesi in giro dove si potevano incontrare i rivoluzionari.
Le persone che sulla terra hanno lavorato per la rivoluzione sono ancora tutte intossicate dalle loro idee nel mondo spirituale. Attorno al luogo dove vive Karl Marx trovai degli edifici squallidi che parevano centri di detenzione per prigionieri di guerra. In quelle case c’erano molte persone che sembravano i resti di un esercito sconfitto. C’erano persone esauste, sdraiate per terra perché non avevano nulla da fare, persone invalide che camminavano reggendosi sulle stampelle. I loro volti erano abbattuti e riflettevano la penosa realtà della guerra. Nonostante ciò, stavano andando da qualche parte, seguivano una guida.
Poi sentii qualcuno gridare a voce alta da un luogo elevato. “Miei concittadini! – gridava - Ricominciamo daccapo! Non possiamo essere sconfitti qui. Incoraggiamoci a vicenda e lottiamo ancora una volta! La vittoria è nostra” Gridava questa sorta di parole retoriche. L’uomo che gridava era proprio Karl Marx.
Aspettai per incontrarlo in fondo al pubblico. Nonostante le difficoltà delle persone, continuava ad insistere che la sua teoria avrebbe portato la vittoria. Dopo il suo discorso, gli chiesi se potevamo incontrarci per un momento nonostante avesse tanto da fare. Alla mia richiesta, mi disse: “Che tipo di pensiero rappresenti?” Allora mi presentai: “Io sono Sang Hun Lee e ho elaborato la Critica e Controproposta al Comunismo”. Rispose: “Non ho nulla a che fare con la Critica e Controproposta al Comunismo. Non ho tempo per parlare con te perché sono molto occupato.” A queste parole risposi: “Non importa quanto sei occupato, non dovresti trattarmi così. Io ti ho aspettato fino alla fine della tua conferenza”. Abbassò gli occhi e mi chiese di sedermi insieme a lui. Non mi lasciò dire nemmeno una parola. Per fortuna, ero disposto ad ascoltarlo mentre spiegava le sue teorie.
Era un grande teorico. Parlò della sua teoria senza fermarsi per prendere respiro. Poiché insisteva fortemente sulle sue opinioni, non riuscivo ad aprire la porta al dialogo. Continuavo ad aspettare. Quando parve che fosse sul punto di terminare il suo discorso, mi alzai in piedi e dissi che ora era il mio turno. Dissi: “Io, Sang Hun Lee, sono una persona che ama ascoltare gli altri, ma visto che tu hai finito di parlare, vorrei presentarti la mia opinione”. Allora gli parlai dei concetti essenziali della Critica e Controproposta al Comunismo. Spiegai perché la teoria del comunismo era fallita per forza di cose.
“Anche se la tua teoria è molto grande, - conclusi - poiché non spiega nulla su Dio, che esiste come realtà nella vita umana in cielo e sulla terra, il comunismo non ha potuto fare a meno di fallire. Conosci Dio? Senza Dio, non puoi insegnare lo scopo fondamentale della vita umana. Senza conoscere Dio, non c’è pace né vita eterna per gli esseri umani. C’è soltanto la guerra. Queste, non sono forse tutte persone che si erano infatuate del tuo pensiero? Guardiamole! Perché vivono tutte come persone sconfitte e rovinate?
“Per favore, seguimi. Andiamo dove abito io, e diamo uno sguardo a quel luogo. Continuiamo a parlare per strada. Vorrei invitarti a casa mia oggi. Ti prego, andiamo”.
Dicendo questo, mi sembrò di aver ferito il suo orgoglio, perciò gli parlai con molta gentilezza”. Vorrei invitarti come ospite a casa mia. Voglio trattarti con grande rispetto” Marx sembrò sentirsi obbligato a seguirmi.
Lungo la strada mi chiese: “Perché sei venuto qui? Perché sei venuto da me a darmi una lezione con tanto entusiasmo?” Risposi: “Lo scoprirai quando vieni a casa mia”. Quando fummo arrivati, si guardò attorno, osservando la bellezza e la straordinarietà dell’ambiente naturale in cui vivo. Sembrava che provasse una grande tristezza. Lo guidai in vari luoghi e gli mostrai un posto speciale. Gli mostrai lo spettacolo meraviglioso di una coppia in amore. Marx non era sorpreso o imbarazzato, anzi sembrava essere attratto; sembrava essere attratto da loro da un potere magnetico. Inoltre, lungo la strada, l’espressione luminosa e pacifica delle persone, sembrò fargli cambiare idea.
Mi chiese se c’erano altri posti che potevo mostrargli. Risposi: “Come puoi vedere tutto in un giorno solo? Ti guiderò da altre parti la prossima volta” chiese di nuovo se poteva vivere lì. Il suo atteggiamento era cambiato molto dopo aver visto questo mondo. Pensai che c’erano buone possibilità di parlargli di Dio. Quando gli dissi: “Solo le persone che adorano e venerano Dio possono vivere qui”, esclamò: “Andiamo da Dio”. Alla mia risposta: “Dio non è qui”, disse: “Allora andrò da Dio e gli farò delle domande. Cosa devo fare per adorare Dio? Se Dio mi dà una direttiva, farò esattamente come dice.” Poiché la mente di Karl Marx si era leggermente aperta, cominciai a fargli una lezione sui Principi, mettendo in evidenza gli errori del suo pensiero. Mentre insegnavo, potevo capire dall’espressione del suo volto, che era angosciato per la differenza fra il mio insegnamento e il suo pensiero. Tuttavia, feci la lezione senza interrompermi.
In questo modo, insegnai tante volte. Un giorno, durante la mia lezione, suggerii di fare altre lezioni a casa sua. Marx disse che aveva ancora bisogno di un po’ di tempo prima di invitarmi a casa sua. Tuttavia, quando ebbi finito di insegnare, disse: “Poiché la lezione di oggi era molto più interessante di quella di ieri, quella di domani probabilmente sarà più interessante di quella di oggi, e quella di dopo domani sarà più interessante di quella di domani. Quindi, suggerisco di invitarti a casa mia quando tutte le lezioni saranno finite.”
In risposta, gli dissi: “Poiché ci vuole tanto tempo per finire tutte le mie lezioni, terminiamo qui questa lezione adesso. Poi, quando la tua mente vorrà veramente ascoltare di nuovo le lezioni, ricominceremo”. La mia intenzione era di poter insegnare a casa sua. Quando suggerii: “Poiché la tua casa è troppo piccola, teniamo la lezione nel tuo cortile, che è grande”, il suo volto si corrugò e disse: “Io so il motivo per cui vuoi fare una lezione là con tanto entusiasmo. Ad ogni modo facciamola là”.
Un giorno, durante la mia lezione, alcuni strani giovani entrarono nella stanza e chiesero a Marx: “Perché ascolti le lezioni da solo?” Dissero che volevano ascoltare anche loro. Pensando che quella era una buona opportunità li invitai a entrare nella stanza. Da una parte e dall’altra si riunirono tante persone. Poi, successe una cosa strana. Il viso di Karl Marx divenne rosso come un peperone. Cominciò a piangere col capo abbassato davanti a tutti i presenti. Continuò a piangere, poi parlò: “Amici miei che vi siete riuniti qui! Vi prego, ascoltate la lezione di questo maestro”. Condusse tutte le persone in un luogo aperto. In questo modo, in un ampio cortile all’aperto, potei dare diverse lezioni sui Principi Divini e la Critica e Controproposta al Comunismo a tante persone. Attraverso la mia conferenza, tra i 70 e gli 80 discepoli di Marx divennero favorevoli. Marx era deluso per questo.
Attualmente è molto vicino a me, ma non è ancora arrivato al punto di accettare i Veri Genitori. Tuttavia, poiché sta ascoltando le mie lezioni con molta attenzione e in modo positivo, credo che accetterà presto i Veri Genitori. Gli spiegherò che il pensiero messianico dei Veri Genitori è il completamento di tutti i sistemi di pensiero.
Lenin
Come figura guida della rivoluzione comunista, Lenin può aver dato un grande contributo ai paesi comunisti, ma, davanti a Dio, è la persona più bassa. Dove vive nel mondo spirituale? Sono già stato a casa sua. Ci andai per discutere con lui la Critica e Controproposta al Comunismo.
Quando entrai nella sua casa, c’erano molte guardie che controllavano tutto. Così era difficile entrare. Mi presentati con orgoglio come un emissario di Dio. La procedura per ottenere un appuntamento era complicata e, poiché il motivo della mia visita era insolito, non fu facile ottenere il permesso di entrare. Non potendo aspettare oltre, spiegai di nuovo alle guardie che ero un emissario di Dio con un invito per il loro maestro. Dissi: “Ho intenzione di servire molto bene il vostro maestro, perciò lasciatemi entrare”. Alla fine potei passare.
Lenin non è molto grande né alto, ma il suo volto era molto bello e mi diede un’impressione di forza. Mi chiese: “Che cosa ti proponi di fare, incontrandomi?” Risposi: “Originariamente, ero molto interessato al tuo pensiero. Volevo incontrarti e imparare la tua teoria direttamente da te”. Lenin non rivelava direttamente il suo pensiero e i suoi sentimenti. Disse: “Io non sono così ben disposto da parlare imprudentemente del mio pensiero ad uno sconosciuto. Cercò di controllare la mia identità. Quando mi presentai come un medico, rispose: “Perché un dottore come te s’interessa alle tendenze di un rivoluzionario?” La sua mente non era abbastanza aperta da permetterci di discutere insieme il nostro pensiero. Così gli dissi: “Poiché sei una persona così importante e di gran valore, sono grato di averti incontrato. Vorrei invitarti a casa mia.” Lenin espresse molto cortesemente la sua profonda riconoscenza verso di me e così gli dissi che sarei venuto a prenderlo il giorno dopo.
Il giorno seguente invece di entrare in casa sua, mandai una persona a chiamarlo. Allora successe una cosa strana. Lenin era scomparso, anche se mi aveva promesso chiaramente di incontrarmi. Chiesi alle persone di servizio quando sarebbe tornato, ma nessuno lo sapeva. Il mio piano era inutile. Ogni casa lì intorno aveva un aspetto tetro e desolato. Quelle povere abitazioni sorgevano le une accanto alle altre. Perché non voleva incontrami? Pensai a diverse ragioni. Nei due giorni successivi, perlustrai i dintorni della casa. Mentre camminavo, cercavo di farmi venire qualche ispirazione o qualche idea saggia.
Dopo alcuni giorni, scoprii una casa nuova fra le tante che sorgevano nel quartiere di Lenin. Non era più grande di quella di Lenin. Lenin e un gruppo di persone uscirono da quella casa. Mi accorsi, però, che essi consideravano quella una situazione strana o scomoda. Lenin non mostrava il suo solito aspetto audace e forte. Sembrava essere teso e aver paura di qualcosa. Per quale ragione? Cercai di scoprirlo. Ad ogni modo il gruppo uscì da quell’abitazione e non andò a casa di Lenin ma in un’altra direzione. Li seguii, a volte da lontano, a volte molto da vicino. Così facendo, assistetti ad un’altra scena. Dall’espressione del suo volto, si capiva che Lenin si sentiva oppresso da qualcuno. Il gruppo si disperse e cominciò a camminare separatamente. Non volevo perderli e così li seguivo molto attentamente. Arrivarono ad un punto intermedio e cominciarono di nuovo a camminare insieme. Mi domandavo quale sarebbe stata la loro destinazione finale: era un piccolo ruscello.
Si sedettero l’uno accanto all’altro. Poiché dovevo ascoltare quello che si dicevano, entrai nell’acqua, mantenendomi ad una certa distanza da loro, e finsi di lavarmi i piedi. Riuscivo a sentire quello che dicevano. Udii la voce di Lenin che diceva: “Amici miei! Dobbiamo combattere qui e riportare la vittoria, altrimenti saremo tutti espulsi. Si sta avvicinando una situazione pericolosa.” Udii la voce di un giovane. “Anche se ci uniamo insieme, poiché non abbiamo molti membri, penso che sarà difficile vincere”. Dopo che quel giovane ebbe parlato, il gruppo rimase in silenzio per un po’. Poi si udì nuovamente la voce di Lenin. “Se gli altri scoprono la nostra identità, saremo in pericolo. Quindi spostiamoci da un’altra parte e rimaniamo là! Se ci trasferiamo in una casa piccola, saremo più al sicuro”. Mi domandavo perché fossero venuti lì e perché dovessero parlare in segreto. Ma la mia domanda ebbe subito una risposta.
Se si fossero incontrati nella loro residenza, sarebbero stati sotto stretta sorveglianza. Dal loro dialogo capii che, nella loro residenza, poiché si sorvegliavano a vicenda, non potevano divulgare segreti.
Poiché Lenin seguì una teoria sbagliata, anche se fu un grande leader nazionale, i risultati della sua vita furono meschini. Per questo non poteva neppure dire una parola con dignità, e non aveva un posto comodo dove vivere. Se vivesse nello splendore del mondo eterno, potrebbe camminare sicuro, a testa alta. Invece, deve vivere una vita limitata, guardandosi sempre alle spalle. La situazione di Lenin fornisce un vero insegnamento alle persone sulla terra. Come dovremmo vivere per prepararci alla vita eterna?
Ritornai a casa pregando di poter incontrare di nuovo Lenin in un prossimo futuro.
Domanda (Young Soon): “Nel mondo fisico, tu guidavi la macchina. Per testimoniare alle persone nel mondo spirituale ti sposti a piedi?”
Risposta (Sang Hun Lee): “Poiché è difficile capire la vita nel mondo spirituale, anche se te lo spiegassi, forse non capiresti molto. Tuttavia, ci proverò. Sulla terra, quando uno cammina per andare da qualche parte, deve continuare a camminare, ma nel mondo spirituale, poiché il luogo cambia a seconda del pensiero di una persona, camminare ha un significato diverso. Si può andare in macchina ovunque e in qualunque momento lo si desideri. Questo è un po’ difficile da spiegare. Anche se forse vuoi sapere le cose più dettagliatamente, mi fermerò qui e passerò al compito successivo.
Stalin
Quando Dio creò questo mondo, pose dei limiti alle capacità del cervello e della ragione umana. Stalin visse la sua vita sulla terra esercitando la sua autorità come se fosse Dio. Voleva superare la sua condizione limitata di creatura di Dio.
Non fu difficile trovare Stalin. Pensai che Stalin vivesse vicino a Karl Marx. In un posto, lontano dalla casa di Stalin, tante persone si riuniscono spesso insieme. Stalin partecipa agli incontri e cerca con orgoglio di esercitare la sua autorità come ha fatto sulla terra. Le case che sono attorno a Stalin sembrano le casette fatte di fango, circondate da un recinto, che si possono vedere nella Corea del Nord. La gente che ci abita conduce una vita miserabile. Tutte quelle persone, sulla terra avevano servito Stalin come un Dio. Quell’area è circondata da un ambiente desolato e solitario. C’è un’atmosfera orribile che vi fa sentire come se qualcuno improvvisamente dovesse saltarvi addosso. Avete sempre la sensazione di essere sorvegliati. Come è trattato Stalin? Poiché sulla terra è vissuto come un re, nel mondo spirituale le persone lo servono ancora come se fosse un re?
Dopo aver osservato silenziosamente i dintorni per alcuni giorni, una persona aprì la porta della sua stanza e chiamò qualcuno dicendogli di venire. Chiamava Stalin. Ero ansioso di sapere la ragione per cui Stalin doveva nascondersi ed entrare nella stanza in segreto. Mentre osservavo, un uomo e una donna entrarono nella stanza, guardandosi continuamente attorno, impauriti. Poi aspettai un bel po’ di tempo e nessuno entrò o uscì dalla stanza. Mi cambiai, indossando degli abiti modesti, e mi avvicinai alla casa. Immaginando che mi avrebbero scoperto, avevo pensato di dire: “Sono venuto a chiedere del cibo”. Andai alla porta, mi misi ad ascoltare e sentii una voce che diceva: “Non posso più sopportare che i nostri fratelli spargano sangue. Torniamo dalle nostre famiglie e viviamo tranquilli!” Ascoltavo e aspettavo.
Poi udii la voce di Stalin che diceva: “Prima di venire qui, ho combattuto tante volte per la mia nazione e i miei fratelli. Pensando a questo, come possiamo essere sconfitti? Tu non capisci bene la nostra situazione. Se siamo uniti insieme possiamo ottenere la vittoria”. Poi una donna gridò: “Caro re Stalin! Tu non ci hai dato altro che sofferenze e lacrime. Non possiamo seguirti e servirti più.” Dopo aver parlato cominciò a piangere.
Com’era possibile che fossero qui? Poiché la maggior parte delle persone che si trovano qui sono quelle che protestarono contro l’autocrazia di Stalin, se i seguaci di Stalin li arrestano, le loro famiglie non hanno modo di essere salvate. Per questo s’incontrano di nascosto evitando di essere visti. Tuttavia, cosa sta facendo Stalin? Perché lavora in segreto? Era molto difficile scoprire la sua identità, dalla semplice osservazione.
Un giorno riuscii ad entrare in casa sua indossando una maschera. Quando dissi: “Sono venuto qui per incontrare il grande maestro”, un giovanotto uscì nell’ingresso e disse: “Da dove vieni? Chi sei?” Risposi: “Ho saputo che il maestro che desideravo incontrare abita qui, perciò sono venuto a ricevere i suoi insegnamenti”. Aspettai un po’, ma Stalin non usciva. Invece venne fuori un altro giovane che disse: “Il nostro maestro non andrà in un luogo dove le persone non lo adorano come un re.” Però, all’improvviso, successe una cosa strana. Ero di fronte alla porta e d’un tratto Stalin apparve dietro di me. Mentre cercavo di voltarmi a guardarlo, all’improvviso apparvero alcuni giovani e mi afferrarono strettamente, gridando: “Come osi venire qui?” Dissi subito: “Sono venuto per incontrare il mio onorato maestro. Che male c’è?” Dissero: “Mostraci la tua identità!”
Io, Sang Hun Lee, gridai avendo piena fiducia in Dio: “Io sono un emissario di Dio, mandato da Dio. Dio mi ha chiamato da voi”. Stalin disse: “Dov’è Dio? Se porti Dio qui, lo andrò a trovare”.
Quando risposi: “Dio non ha tempo di visitare individualmente una famiglia”. Stalin ribatté: “Neanch’io ho tempo libero. Sono molto occupato”. I giovanotti, tuttavia, non erano disposti a lasciarmi andare, così dissi loro gentilmente: “E se studiassi la teoria del vostro maestro proprio qui?” Mi lasciarono andare subito.
Stalin mi chiese: “Che cosa vuoi sapere?” Poiché, comunque, ero molto interessato alle sue idee, risposi: “Voglio imparare il tuo pensiero”. Lui disse: “Allora cominciamo domani”. Io ribattei: “Dato che ad ogni modo sono già qui, voglio imparare qualcosa da te oggi”. Suggerii di incontrarci da un’altra parte, perché il posto dove eravamo non era propriamente adatto per discutere di questioni teoretiche. Alla fine promisi di incontrarlo il giorno dopo e me ne andai. Tuttavia, quando cercai di uscire da dove ero entrato, i giovani mi afferrarono e mi minacciarono dicendo che, se fossi tornato, avrei corso seri pericoli.
Il giorno dopo incontrai Stalin in un luogo scuro e tetro un po’ di distante da quel posto. C’era solo lui. Quando gli chiesi: “Perché sei solo, anche se sei un grand’uomo?” lui non disse nulla. Mi condusse soltanto in una stanza tranquilla. Quella stanza era un luogo segreto di cui Stalin si serve. Mi chiese: “Vuoi veramente imparare la mia teoria?” Io risposi di sì ma lui spiegò che non si sentiva tanto bene e che perciò non sarebbe stato in grado di fare la sua lezione con molto entusiasmo. Disse: “Poiché vivo in isolamento, se parlo in pubblico della mia teoria sarò espulso da questo posto. Non tante persone che sono qui sanno chi sono. Perciò mi chiedo come hai fatto a sapere chi sono”. Dissi: “Poiché lavoro come emissario di Dio, ho i mezzi per saperlo.” A queste parole, rispose che se gli avessi procurato un luogo dove nascondersi, sarebbe stato disposto a seguirmi.
Mi resi immediatamente conto che avevo una buona opportunità di aprire la sua mente, così gli suggerii di venire a casa mia e di insegnarmi la sua teoria lì. A queste parole, la paura si dipinse sul suo volto. I suoi occhi e tutto il suo atteggiamento sembravano riflettere il timore che lo torturassi. Nonostante ciò, mi chiese di mostrargli la via della salvezza. Quando risposi: “Piuttosto sei tu che mi devi salvare” rispose: “Va bene; ti seguirò”.
Quello stesso giorno, guidai Stalin e gli mostrai il luogo dove vivo. Vide ogni diverso aspetto di vita pacifica e piacevole, danze e canti meravigliosi, la bellezza di tutte le cose della creazione e lo splendore di Dio. Mi chiese che tipo di persone sono quelle che vivono lì ed io gli dissi che solo le persone che hanno seguito e servito Dio possono vivere in quel luogo. Come Karl Marx, anche lui chiese: “Dov’è Dio? Per favore guidami da Lui. Lo servirò e Lo seguirò”. Quando gli spiegai che solo dopo aver studiato completamente il Pensiero dell’Unificazione, poteva ricevere il permesso di incontrare Dio, mi incitò a cominciare presto il suo corso di studi sul Pensiero dell’Unificazione. Gli spiegai il Pensiero dell’Unificazione, la Critica e Controproposta al Comunismo, e il pensiero dei Veri Genitori, mettendo bene in evidenza gli errori del comunismo. Dopo aver ascoltato la mia lezione, chiese: “Dove hai imparato queste cose?” Risposi che le avevo imparate dai Veri Genitori quando vivevo nel mondo fisico. Così disse: “Il tuo genitore è una persona molto in gamba e un grande rivoluzionario”. Quando gli spiegai che il mio genitore è sì un rivoluzionario, ma un rivoluzionario del vero amore e il salvatore di tutta l’umanità, disse: “Quando ero nel mondo fisico, anch’io ero trattato come un salvatore”. Gli chiesi: “Allora perché adesso vivi una vita di isolamento?” Rispose: “Perché le persone non mi trattano bene.”.
Non riconosceva ancora che la sua teoria era sbagliata. Sembra che ci vorrà moltissimo tempo per convincerlo. Sembra che abbia bisogno di tempo per accettare i Veri Genitori. Tuttavia, fintanto che presta attenzione alle mie lezioni, credo che ci sia speranza.
Vero Padre e Madre! Vi prego aspettate il giorno della vittoria. Io, Sang Hun Lee, raggiungerò il nemico dei Veri Genitori.
Domanda (Young Soon Kim): “Stalin ha ucciso più persone di Hitler. Ciò nondimeno, Stalin vive solo una vita di isolamento. Perché?”
Risposta (Sang Hun Lee): “Signora Kim! Se una persona commette peccato e vive nascondendosi, fa una vita felice? Forse è una vita di sofferenza ancora più grande. Quando uno vive di nascosto, la sua è una vita piena di paura”.
Il mondo dei criminali di guerra
Hitler
20 maggio 1998
Hitler uccise gli ebrei spietatamente. Fra tutti i criminali della storia, Hitler è stato colui che ha inflitto le stragi più crudeli. Pensavo che vivesse in mezzo ad un gruppo di persone cattive. Ero molto occupato a trovare le persone che volevo incontrare e nel corso dei miei sforzi mi capitò di sentire un gruppo di ebrei che gridava: “Uccidiamolo”. Quando mi voltai a guardare, vidi un’enorme massa di persone, legate in catene, che urlavano: “Uccidilo! Uccidilo!” La folla era così grande che non potevo a distinguerne la fine. Inoltre, non riuscivo a capire chi era che volevano uccidere. Le urla della folla continuavano. C’erano molte persone coperte di sangue. Alcune cadevano a terra ed erano trascinate dalle altre. Era una scena tragica, che ricordava un campo di battaglia. Tuttavia non riuscivo a scoprire l’oggetto della loro ira assassina. Cercando di qua e di là, tentavo di trovare quel disgraziato. In cuor mio mi sentivo come se stessi dissotterrando mine in un campo minato.
Mio Dio! Che cosa succede qui? Ecco che apparve alla mia vista un uomo appeso a un albero, tutto nudo. Poiché era in mezzo a quella massa di persone, non riuscivo a vederlo bene. Nessuno sembrava considerare quell’uomo nudo un essere umano. Gridavano: “Dovresti soffrire più di quanto hai fatto soffrire noi. Non provi vergogna? Donne! Tenete, toccate i testicoli di questo individuo. Come sono attraenti le palle di questa persona! Ha sgozzato migliaia di persone come se fossero animali. Toccate le lettere che sono scritte sul suo petto. Cosa dicono quelle lettere? Sei tu il Re dei Nazisti? Poiché hai esercitato l’autorità di un re su di noi, ora noi ti giudicheremo come un popolo giudica il suo re malvagio.” Gridavano ogni sorta di improperi e di parole offensive contro di lui: “Cavategli gli occhi. Strappategli i capelli. Bruciategli la barba.” Tutte queste cose e altre ancora. Per quanto disgraziata possa essere la vita di una persona sulla terra, nessuna scena orribile come questa potrebbe assolutamente svolgersi sulla terra.
Se avessi cercato di aiutarlo, sono sicuro che i suoi torturatori mi avrebbero ucciso. Ma davanti a quella tragica scena, era veramente straziante andarsene senza fare nulla. Dopo essere tornato a casa, non riuscivo a sopportare il dolore nel mio cuore. A chi avrei dovuto chiedere di pentirsi prima? Chi avrei dovuto abbracciare, a chi avrei dovuto parlare di Dio e dei Veri Genitori? Non riuscivo a rispondere a questa domanda. Così pregai Dio:
“Padre Celeste!” - pregavo piangendo - “Cosa posso fare per quelle povere persone che stanno soffrendo in modo così angoscioso?” Pregai sinceramente Dio di darmi una risposta. In quel momento sentii la voce di Dio. “Sang Hun-ah! Capisco cosa stai attraversando. Però, poiché quelle persone stanno soffrendo angustiate da un doloroso risentimento (han), finché la loro angoscia non si sarà placata, devi aspettare. Se tu chiedi a loro di perdonare Hitler adesso, ti uccideranno. Per favore, aspetta. Hitler deve pagare indennizzo per il male che ha commesso durante la sua vita terrena. Quando una persona commette peccato, deve pagare indennizzo. Ogni volta che passerai da quel luogo, il tuo cuore sarà straziato. In quel momento, per favore, prega per lui e offri consolazione. Quanto han possono avere? Man mano che il tempo passa, si calmeranno.” Questa fu la parola di Dio.
Preparai varie lezioni per dialogare con Hitler, ma ogni volta che andavo in quel luogo, si svolgevano gli stessi eventi terribili. Quando un gruppo di persone aveva gridato così tanto da sentirsi sfinito, ne veniva un altro e ripeteva la stessa cosa. Un giorno mi spinsi tra la folla e incontrai una giovane donna. Era snella e piuttosto carina. Quando le chiesi come fosse stata uccisa, voltò la testa e mi chiese di non parlare di quell’argomento. Così affrontai la cosa col cuore che Dio mi aveva trasmesso. “Come devi essere stata trattata ingiustamente! Quanto dolore devi avere nel tuo cuore! Posso capire il tuo cuore affranto.” Questo la commosse. Raccontò che era stata assassinata nel modo in cui vediamo assassinare quella persona. Quel che voleva dire era che, quando l’avevano uccisa, era nuda e i soldati erano venuti e si erano messi a guardarla a loro piacimento. L’avevano messa nella camera a gas e ogni volta che volevano guardarla, aprivano la porta e la guardavano finché lei era stata presa da un’angoscia inesprimibile. Poi, alla fine, avevano aperto il gas che l’aveva uccisa.
Hitler nudo è l’oggetto di tutto quel risentimento. Anche se è completamente esausto per via di quelle grida vendicative, è costretto a sopportare continuamente quella tortura. Voi che siete nel mondo fisico, non potete immaginare quanto sia disgraziato.
Incontrai un’altra persona che aveva le mani e i piedi incatenati. Cercai di consolarlo, dicendo: “Quante sofferenze stai attraversando? Quanto dolore provi?” Lui disse: “Quella persona ci ha imprigionato e ci ha fatto vivere secondo la sua volontà. Quindi siamo vissuti in cattività e poiché quella persona considerava la nostra tribù come suoi nemici, non siamo potuti sopravvivere. Non si può nemmeno immaginare la sua crudeltà. Ora, la nostra tribù si vendicherà. Se raccogliamo tutte le catene che ci hanno legato e lo copriamo con queste, sarà la sua tomba gigantesca. Credo che un giorno sicuramente il nostro desiderio si realizzerà. Vogliamo tutti ridurlo a pezzettini, mescolare la sua polvere con l’acqua e berla. Ma anche se riusciremo a farlo, il nostro risentimento resterà.” Ecco in che modo una persona espresse il suo risentimento.
Come posso descrivere esattamente con le parole quella scena miserabile e tragica? È una sofferenza costante, una continua agonia che si ripete all’infinito. Tuttavia, devo amare queste povere persone. Così aspetterò ancora un po’ e andrò di nuovo a visitarle. Per incontrare Hitler devo aspettare che la situazione intorno a lui si sia calmata. Aspetto pregando e meditando sulla parola di Dio. Spero di poterlo incontrare al più presto possibile.
Mussolini
Ci sono molte cose di cui le persone hanno bisogno per vivere. In particolare il cibo, la casa e i vestiti sono essenziali. L’idea di Mussolini era che la cosa più importante che una persona deve avere nella vita sono le armi. Era assolutamente convinto che una persona con un gran deposito di armi poteva distruggere tutti i paesi attorno a sé e ottenere la vittoria in tutte le situazioni. L’aspetto più perverso del suo pensiero era che uccidere non costituiva un peccato. Credeva che le persone fossero giustificate ad eliminare chi era di intralcio, perché questo non era diverso da quanto avviene nel mondo animale. Ero curioso di conoscere la vita di questa persona, i suoi pensieri e la sua esistenza nel mondo spirituale.
Mentre la vita di Stalin si può descrivere come una continua vita di isolamento, quella di Mussolini si può descrivere come l’ideale di una vita isolata. In parole povere, Mussolini può essere in luogo oggi, ma domani trovarsi in un posto completamente diverso. Non ha una dimora propria, ma deve vagare da un luogo all’altro come uno zingaro. Forse vi chiederete come sia riuscito ad incontrarlo. Mussolini non ha un posto suo, ma diventa sempre un peso per qualcuno, così mi capitò di incontrarlo mentre visitavo un’altra persona.
La gente di quell’area mi disse: “Quella persona laggiù non ha una casa. Vaga sempre da un posto all’altro. Potrebbe stare da noi se volesse, ma dopo un po’ se ne va”. Ero curioso di scoprire chi fosse quella persona e perché vivesse in questo modo.
Un giorno seguii quell’uomo mentre camminava, nella speranza di scoprire la sua identità. Stavo molto attento che non si accorgesse di essere seguito. Si fermò in tre o quattro posti, ma non si mise a conversare mai seriamente con nessuno. Piuttosto scambiava due parole e proseguiva. Poi, un giorno, Lee-Sang-Hun afferrò quest’uomo gridando: “Fratello! Parliamo un po’.” Lui reagì molto sorpreso e mi chiese chi ero. Gli dissi che se non aveva una casa potevamo andare a casa mia; lì non saremmo stati disturbati. Ci sarebbe stato solo il suono di una bella musica, e tanti bei posti dove avremmo potuto fare una gran bella chiacchierata. Lui rispose che vagare da un luogo all’altro si confaceva al suo carattere e non voleva stabilirsi da nessuna parte. Allora gli chiesi se almeno potevamo essere amici. Voleva sapere chi ero e così gli raccontai che neanch’io avevo una dimora fissa. Dissi che avevo un luogo dove stare, ma che non mi trovavo a mio agio e perciò andavo in giro vagando. Gli suggerii di viaggiare insieme come amici, poiché in due sarebbe stato senz’altro meglio che da soli. Alzò la testa sbalordito. Decisi che avrei viaggiato insieme a lui finché non fossi riuscito a scoprire la sua identità.
Non sono sicuro di quanti giorni passarono. Mi chiese cosa avevo fatto nel mondo fisico ed io gli spiegai che originariamente ero un medico internista. Poi chiesi cosa aveva fatto lui nel mondo fisico. A questo punto cominciò ad aprirsi.
“Ero un leader molto importante di un certo paese” - mi disse. Avevo sempre nutrito un profondo interesse per gli affari internazionali e ad un certo punto cominciai a provare un’ambizione sempre più forte. Presto, cominciai ad avere il desiderio di diventare una figura di rilievo internazionale e concentrai tutta l’economia nella costruzione di un arsenale militare. Quello che sono oggi è il risultato della mia sete di potere mentre ero sulla terra. Mi chiamo Mussolini. Sono un criminale mostruoso. Poiché sono un criminale, ovunque vado ho sempre paura che qualcuno mi riconosca. Ecco perché cerco sempre di nascondermi. Il mio cuore ora si sente molto bene, perché mi sono aperto con te. Perché mi stai seguendo?
Risposi: “Speravo di trovarti. Ti parlerò di questo più tardi. Ti piacerebbe sentirmi dare una lezione?”
Disse che era disposto ad ascoltare, ma che aveva paura che, se fosse rimasto da qualche parte per un tempo prolungato, le persone avrebbero scoperto la sua identità. “Se questo succede, non solo sarò di nuovo scacciato, ma sarò anche maledetto” - disse.
Gli dissi: “Se qualcuno commette un crimine, è naturale che sia punito. Inoltre, io penso che una persona deve conoscere e capire la gravità del crimine che ha commesso e non ripeterlo mai più. Se hai commesso qualche sbaglio, allora è naturale che tu debba scontare una punizione. Per quanto tempo intendi continuare a fuggire?” Cercai di spiegargli in modo che capisse.
Da come andarono le cose, l’aspetto positivo del carattere di Mussolini superava la sua indole di ladro, più di quanto avessi immaginato. Quando gli indicai gli errori del suo comportamento, rispose con gratitudine. Inoltre mi chiese gentilmente di fargli ascoltare la mia lezione. Dato che non aveva una casa dove potevamo andare, gli chiesi dove voleva che tenessi la lezione. Rispose che avrebbe seguito la direzione del suo “maestro” Così decisi di aprirgli la mia casa. Sembra, però, che questa persona abbia avuto una vita molto complessa in camera da letto - vale a dire nel suo rapporto con le donne. Quando vide la mia camera da letto, mi chiese come potevo avere una camera da letto così bella, ma una donna sola. Non sapevo da che parte incominciare con questa persona, ad ogni modo ci stabilimmo a casa mia.
Innanzitutto, gli spiegai la motivazione della caduta. Lui fece un sacco di domande. Voleva sapere dove avevo imparato quelle cose, che basi avevo per crederci e così via. Metodicamente, passo dopo passo, lo portai ad ascoltare i Principi, la Vittoria sul Comunismo e il Pensiero dell’Unificazione, spiegando ogni cosa nei particolari. Era molto colpito dal contenuto e mi fece tante domande. - “Chi ti ha insegnato questo? Chi è venuto fuori con queste idee? Come ha scoperto queste cose?” La distanza di cuore fra noi due, tuttavia, era troppo grande per rispondere a queste domande in modo molto dettagliato. Dissi semplicemente che avevo imparato quelle cose durante la mia vita sulla terra dal Rev. Sun Myung Moon che è i Veri Genitori. Mussolini allora osservò che le teorie del Rev. Moon erano molto ben elaborate, ma che sarebbe stato difficile per una persona vivere veramente secondo quelle idee.
Alla fin fine, Mussolini aveva bisogno di un luogo dove stare. Gli chiesi per quanto tempo pensava di continuare a vagabondare. Lui mi disse che non aveva deciso ancora nessun posto particolare e che avrebbe deciso il posto quando ne avesse trovato uno adatto. È la volontà di Dio. Per ora, non capisce le condizioni dell’indennizzo e la radice del peccato, perciò è probabile che occorra un bel po’ di tempo. Posso soltanto rendere gloria ai Veri Genitori e pregare che Dio lo aiuti.
Domanda: Dott. Lee, che lingua usi quando parli a queste persone? Confucio parlava il cinese, Shakyamuni la lingua dell’India, Gesù l’aramaico, Karl Marx il tedesco, Hitler il tedesco e Mussolini l’italiano.
Risposta: “Nel mondo spirituale incontro qualcuno e quello che voglio dire è trasmesso a quella persona. Poi, quello che la persona vuole dire è trasmesso a me. Così non c’è bisogno di lingua. Quando guardo una persona quello che le voglio dire è trasmesso a lei, e quello che lei mi vuole dire è trasmesso a me.
Tojo
21 maggio 1998
Moltissime persone in Giappone hanno in comune una caratteristica nazionale, la tendenza ad affidarsi ad un dio in tutte le cose. La maggior parte delle famiglie segue una qualche forma di fede. Invece questa persona, Tojo, insistette per tutta la sua vita che il dio di se stesso era superiore a tutti gli altri. La sua incredibile vanagloria, arroganza e senso di superiorità erano molto più grandi di qualsiasi fede potesse avere in una divinità. In parole semplici, la sua idea era: “Non esiste nessun Dio. Dio è morto. Seguite me, invece.”
Era solo naturale, quindi, che sarei stato curioso di scoprire la posizione e la vita di questa persona nel mondo spirituale. Inizialmente non riuscii a trovarlo. In seguito, cominciai a cercarlo seguendo le direttive dei Veri Genitori. I pensieri e la curiosità dei Veri Genitori divennero la mia motivazione per scoprirlo.
Dovetti andare in un posto dove non c’erano né monti né fiumi. Mentre cominciavo ad esplorare quest’area, non potei fare a meno di domandarmi se era mai possibile che qualcuno vivesse lì. Poi, in un posto particolare, cominciai ad udire uno strano rumore, come se qualcuno gemesse agonizzando. Sembrava che stesse soffrendo terribilmente. Il suono proveniva da una struttura che poteva dirsi a malapena una casa. Era più simile a qualcosa che i nomadi delle aree tropicali della terra costruiscono e poi demoliscono quando alla fine si spostano da un’altra parte. Guardando più da vicino cominciai a vedere dei segni di vita umana in quel fabbricato. C’erano alcune altre costruzioni simili a quella, sparse qua e là nell’area.
Aprii la porta, che era poco più di un pezzo di corteccia d’albero, e dentro scoprii che alcuni uomini usavano quel posto per viverci. Uno di loro era malato. Chiesi agli altri se quell’uomo aveva mal di testa, ma dissero che non lo sapevano. Allora posi la mia mano su quella del malato e cominciai a pregare perché guarisse.
“Prego nel nome di colui che è venuto come messaggero di Dio. Possa il dolore di cui soffre quest’uomo placarsi.” - dissi. Immediatamente egli smise di lamentarsi e si mise a sedere. Poi mi chiese: “Chi sei tu, che sei capace di salvarmi dalla mia sofferenza?” Io gli chiesi di presentarsi lui per primo. Chinò il capo e rispose che, poiché l’avevo liberato dal suo dolore, mi avrebbe considerato il suo maestro e dio. Per questa ragione - aggiunse - mi avrebbe detto quello che volevo sapere.
“Mi chiamo Tojo. Mentre ero sulla terra, ho negato l’esistenza di Dio e invece ho preteso di essere io stesso un dio. Ma quando il mio corpo fisico è spirato e sono venuto in questo luogo, ho scoperto che non c’era nessun posto per me qui. Ho cercato di vivere nella giungla. Ho provato ad andare sott’acqua. Sono andato in tanti posti ma non sono riuscito a trovare nessuna persona che fosse contenta di vedermi. Alla fine mi sono stabilito qui, in questa pianura desolata. Ci sono così poche persone qui, che se anche grido di dolore nessuno lo sa. Signore, tu sei il mio dio. Ti prego, salvami”.
Gli dissi che ero il fattorino mandato da Dio. Gli dissi anche che lo scopo per cui ero venuto quel giorno era dargli la salvezza. Non appena ebbi detto questo, il suo corpo si mise a tremare. Si inchinò più volte profondendosi in ringraziamenti.
Gli dissi: “La ragione per cui ho cominciato a cercarti è che il Rev. Sun Myung Moon, che è il Vero Genitore che vive sulla terra, mi ha detto di venire a vedere come vivi qui e trasmettere queste informazioni alle persone sulla terra. Ho ricevuto il permesso di Dio e sono venuto qui più presto che ho potuto”.
Tojo disse: “Il Vero Genitore è il tuo genitore, allora come mai ha voluto trovare me? Per quale ragione ha voluto trovarmi?”
Continuai a parlargli dei Veri Genitori. Gli spiegai che il Vero Genitore non è solo mio padre fisico ma anche il messia del Secondo Avvento, che viene come il padre di tutti gli uomini. Tojo voleva sapere se, poiché il Vero Padre era il padre di tutta l’umanità, avrebbe potuto essere anche il padre di una persona come lui, Tojo. Questa era l’opportunità che aspettavo. Gli dissi: “Sì, è vero. Se solo ascolti le idee del Messia e credi, allora anche tu puoi essere suo figlio. Immediatamente cominciò a dire: “Grazie, grazie, grazie infinite”, e lo ripeté più volte.
Gli chiesi se voleva ascoltare la mia lezione e rispose che sarebbe stato contento di ascoltare qualunque cosa, perché io ero la persona che lo aveva salvato. Così dissi che gli avrei fatto una piccola lezione lì sul posto. Presi il contenuto che normalmente s’insegna in tre giorni e glielo diedi tutto in una volta. Prima insegnai il contenuto della lezione “Il Messia: la sua Venuta e lo Scopo del Secondo Avvento” e gli spiegai la realtà dell’esistenza di Dio. Poi gli spiegai il contenuto del Pensiero dell’Unificazione e della Vittoria sul Comunismo. Sembrava totalmente affascinato da quelle parole. Poi si mise a piangere.
“Io, Tojo, merito di essere punito di fronte a tutte le persone del mondo, perché sono stato tanto arrogante da mettermi al posto di Dio.” Confessò di essere un peccatore tra i peccatori e mi chiese di dirgli cosa doveva fare. Mi chiese di salvarlo. Gli dissi: “Un giorno, in futuro, il Messia verrà anche in questo mondo. Fino a quel momento lavoriamo insieme per diffondere le sue parole”. Parve molto sorpreso di questo e disse: “Se faremo questo, ti porterò solo del male. Se lavorerai con me, sarai attaccato anche tu”. Chiese se non ci fosse un altro modo in cui poteva essere salvato. Gli dissi: “Questo è l’unico modo, perciò aspettiamo il Messia con un cuore di espiazione”. Gli chiesi di pregare, di offre espressioni della sua devozione e di assistermi nel mio lavoro. Dopodiché feci ritorno.
I leader del cristianesimo coreano
Kim Hwal-lan
Kim Hwal-lan era una donna molto famosa sulla terra, che si vantava del fatto di essersi laureata in uno degli istituti accademici di maggior prestigio. Condusse una vita di fede basata su certe forti convinzioni su Dio e tante persone la rispettavano come un membro dell’élite. La domanda è, tuttavia, se un membro dell’élite più alta sulla terra può ricevere una posizione elevata anche nel mondo spirituale.
Un giorno, non tanto tempo dopo essere arrivato nel mondo spirituale, visitai un circolo di cristiani. Le persone che ne facevano parte, stavano aspettando ansiosamente la venuta del Signore sulle nuvole, tanto che avevano creato una Sua immagine e l’avevano appesa ad una nuvola. Pregavano ed esprimevano il loro vivo desiderio del Signore. Vidi anch’io lì un dipinto di Gesù, ma Gesù stesso non era in quel circolo. Ci sono tanti club formati da cristiani che si riuniscono insieme.
Visitai questi club perché cercavo una persona particolare. Ancor più che per il dolore che aveva procurato ai membri delle nostre 36 coppie, ero curioso di conoscere il risultato dei suoi giudizi sbagliati su Dio. Un giorno la trovai. M’imbattei in una donna in un club piuttosto insolito di cristiani composto da membri del ceto alto. La donna stava predicando con grande fervore ed io entrai per ascoltare quello che aveva da dire.
Diceva, sostanzialmente, che dal momento che il Signore che deve tornare non era ancora venuto, era responsabilità delle donne fare veglie a lume di candela e pregare fino al giorno della sua venuta. Non dovremmo sentirci abbandonati nell’esprimere la devozione della sposa mentre aspetta lo sposo - diceva. Invitava i suoi ascoltatori ad unirsi in preghiera fino al giorno del ritorno del Signore.
Io, Sang Hun Lee, stavo in fondo alla folla e applaudivo con forza. Lo facevo perché volevo che lei mi notasse in modo da avere l’opportunità di incontrarla. Invece, mi accorsi che tutta la folla si era voltata indietro a guardarmi. All’improvviso Kim Hwal-lan apparve proprio di fronte a me e mi salutò molto educatamente. Mi presentai come un messaggero di Dio.
Lei disse: “Hai l’aspetto di una persona rispettabile, ma perché scherzi con noi? Un messaggero di Dio?”
Tante persone stavano concentrando la loro attenzione su di me. Continuai a dirigere la conversazione verso un punto dove avrei potuto dichiarare la venuta del Messia.
“Madam Kim - dissi - il Messia è già ritornato tanto tempo fa. Questa tua educazione delle spose è sbagliata. Sono sicuro che anche Gesù lo sa. Il Signore è venuto; è venuto tanto tempo fa e sta lavorando per costruire il Regno dei Cieli, per stabilire la pace mondiale e la salvezza dell’umanità.”
Rispose: “Questo è ciò che dicono gli eretici”.
“Allora - continuai tutto infervorato - mi ascolterai parlare un po’ di quello che dicono gli eretici? Se mi dimostri che quello che dico è sbagliato, allora sarò lieto di studiare sotto di te”.
La folla era composta per la maggior parte da donne, le quali erano d’accordo di voler ascoltare ciò che avevo da dire. Sapevo che quella era la mia occasione. Spiegai la lezione su “Il Messia: la sua Venuta e lo scopo del suo Secondo Avvento”. Usai un diagramma storico dettagliato, per parlare dei periodi paralleli della provvidenza per la venuta del Messia e li confrontai con l’era attuale, in modo che potessero capire da soli che questo era il tempo del suo ritorno. Parlai anche sul tema della crocifissione di Gesù e su come il Signore del Secondo Avvento avrebbe portato avanti il lavoro iniziato da Gesù. Poi feci una domanda alla folla in generale, e in particolare a Kim Hwal-lan.
Sono un messaggero bugiardo? Il contenuto di quello che vi ho presentato qui è sbagliato? Non è in accordo ai principi generali? Ci sono molte aree da esaminare in dettaglio; se volete, ve ne posso parlare un’altra volta.”
Kim Hwal-lan alzò la mano e fece una domanda: “Perché sei venuto qui? Chi sei venuto a trovare?” Le dissi che ero venuto per incontrare Kim Hwal-lan. Poi cominciai a parlare dei Veri Genitori.
Le chiesi se si ricordava il nome “Sun Myung Moon”, ma lei affermò di non ricordare nessuno con quel nome. “In questo caso - dissi io - ricordi di aver sentito parlare della Chiesa dell’Unificazione?” Dopo aver riflettuto un po’, rispose che effettivamente ricordava di aver sentito qualcosa a questo proposito. Le chiesi: “Sai chi è il fondatore della Chiesa dell’Unificazione?” Allora, finalmente, riuscì a ricordare il nome del Rev. Moon.
“Il gentiluomo che ha fondato la Chiesa dell’Unificazione è il Signore del Secondo Avvento e i Veri Genitori. Ora sta versando sudore e sangue sulla terra per la salvezza dell’umanità.” Il viso di Kim Hwal-lan divenne rosso come un peperone.
“Allora, io sono una terribile peccatrice. - disse - Sei venuto per portarmi via come una criminale?”
Le dissi che non spettava a me decidere se il termine “criminale” si applicasse a lei. Era una cosa che solo Dio e la stessa Madam Kim potevano giudicare. Gli altri membri del gruppo erano molto curiosi. Madam Kim ed io parlavamo della venuta del Signore del Secondo Avvento, ma loro non avevano modo di sapere di chi stavamo parlando. Kim Hwal-lan suggerì che noi due ci incontrassimo più tardi in privato ed io le dissi che avrei finito la mia lezione per quel giorno, offrendomi di tornare il giorno dopo, se lo desiderava, per insegnare i Principi Divini. Kim Hwal-lan non parve affatto contenta di questo e disse che il suo gruppo si sarebbe incontrato e avrebbe deciso un momento opportuno in cui sarei potuto venire. Una donna del gruppo, però, alzò la mano e disse: “Voglio sentire ciò che hai da dire. Ascoltiamolo”. Altri, allora si unirono a lei dicendo in coro: “Ascoltiamolo. Ascoltiamolo.”
Insegnai lì per tre giorni. Tutti piangevano, pregavano e cantavano inni. Cominciavamo cantando: “Quando lo sposo che è l’inno numero 163 del libro coreano di inni cristiani e ha un ritornello: “Preparatevi, Preparatevi.” Si scatenò un vero putiferio.
Tanti membri sulla terra, specialmente quelli che sono stati costretti ad interrompere gli studi all’Università Femminile Ehwa, sono interessati a sapere cosa è stato di Kim Hwal-lan. Kim Hwal-lan continuava a battersi il petto con i pugni gridando: “Signore, Signore, che ne sarà di questa peccatrice? Signore, Signore, ti prego salvami, poiché sono peccatrice.”
Più tardi Kim Hwal-lan s’incontrò con me e si scusò sinceramente per quello che aveva fatto sulla terra. Mi chiese cosa doveva fare per le persone che avevano sofferto a causa delle sue azioni. Le dissi che doveva lavorare per la venuta del Signore. Avrebbe dovuto assumersi la piena responsabilità di andare da tutte le donne cristiane a testimoniare che il Rev. Sun Myung Moon è il Signore venuto sulla terra, che è i Veri Genitori e il Salvatore, i genitori di tutta l’umanità. Lei sorrise e disse che avrebbe fatto questo lavoro al meglio delle sue capacità e con un cuore di espiazione. Ero felice di aver conquistato quelle persone, ma sentivo anche una certa amarezza al pensiero di come esse, un tempo, lasciarono un segno terribile nella nostra storia provvidenziale.
Domanda: Come mai, una persona che si è opposta con tanta veemenza alla nostra volontà può vivere così tranquillamente?
Risposta: Una persona che sulla terra era riconosciuta come un’intellettuale di primissimo ordine e che ha servito Dio e fatto tanti sforzi durante la sua vita è ora assegnata ad un regno basso del mondo spirituale dove non vive Gesù. È esatto, allora, descrivere la posizione di questa persona come “tranquilla”?
La famiglia di Maria Park
Dio, che domina su tutte le cose del creato, disse le seguenti parole: “Sang Hun, forse ti sembra che le persone vivano secondo la propria volontà, ma solo quando la direzione della loro volontà è conforme a quella della volontà di Dio, si può dire che seguono una vera via.” Ero curioso di sapere perché Dio mi aveva detto quelle parole e aspettavo che me lo spiegasse. Poi, un giorno, Dio mi disse: “C’è un luogo particolare che devi visitare oggi”. Mandò da me una donna di piccola statura e mi disse di andare con lei. La donna era un messaggero di Dio. Poiché ci muovevamo per ordine di Dio, ero particolarmente curioso di sapere in che posto saremmo andati.
La donna mi disse che il luogo che Dio mi aveva detto di andare a vedere non era un luogo piacevole. Dopo aver viaggiato per un po’, la donna mi disse di fermarmi e di aspettare. Chiamò un uomo perché venisse da noi e lo invitò ad accompagnarci nel nostro viaggio. Avevo una strana sensazione in cuore, ma continuavo a seguirli.
Dove siamo? Potei scorgere un grande cancello che sembrava simile alle porte delle prigioni sulla terra. Era molto alto e chiuso saldamente. Ma che cos’era? Dopo aver aspettato a lungo, l’uomo che aveva viaggiato con noi disse qualcosa e il cancello improvvisamente si spalancò. Entrammo. Stentai a credere a quello che vidi laggiù. Le persone erano tutte delle persone, ma non avevano la forma di esseri umani normali. Erano “persone che piangevano”, “persone che lottavano”, “persone che erano state colpite da una spada”, “persone con gli occhi storti”, “persone che mordevano un bastone”, “persone con le mani legate dietro la schiena”, “persone con i piedi incollati in aria”, “persone col sangue che usciva a fiotti dalla pancia”, “persone con il sangue che scorreva dalle orecchie”, “persone con le mani, i piedi e le orecchie deformati.” Il luogo era pieno di persone le cui sembianze era difficile descrivere a parole. Mentre si muoveva, ogni persona continuava a ripetere il suo particolare movimento, cosicché il gruppo aveva l’aspetto di una colonia di persone afflitte da infermità fisiche.
Era veramente strano. Ero curioso di sapere perché Dio mi aveva mandato in quel luogo. Mentre ero col cuore straziato da quella vista, la donna che era venuta con me mi chiamò e mi spinse in una certa direzione. “Eccola là, - disse - la persona che Dio voleva che tu vedessi è là”.
Guardai nella direzione che mi aveva indicato e scorsi una donna che si teneva le labbra con la mano. La mano era appiccicata alle labbra e non si voleva staccare. Lei cercava di mangiare qualcosa, ma la mano le era di intralcio e la donna faceva cadere più cibo di quello che riusciva a far entrare nella bocca. Mi misi di fronte alla donna e dissi: “Tu sei Maria Park, non è vero?” Lei fece cenno di sì col capo per dirmi che avevo ragione. C’erano tante cose che avrei voluto chiederle, ma non avevo la possibilità di farlo perché lei non poteva aprire la bocca. Io stesso fui sorpreso di sentire nel mio cuore risuonare le parole: “Padre, cosa si deve fare con questa persona?”
Poi, d’un tratto, la donna cominciò a condurmi in un altro posto. Indicò un uomo che si rivelò essere Lee Ki-boong. Ci guardammo e potei a mala pena credere ai miei occhi. Lee Ki-boong aveva sangue che gli sgorgava dal petto. Eravamo abbastanza vicini da poterci riconoscere. Poi, cominciai a guardarmi intorno da solo. Volevo trovare il figlio di Lee Ki-boong. Volevo trovare Lee Kang-suk. Com’è possibile che un’intera famiglia sia finita in quel posto? Trovai il figlio. Era permanentemente nella posizione di stare dietro al padre con un coltello nella mano alzata.
La donna mi guardò e mi suggerì di ritornare da Dio. Offrì una preghiera a Dio in quel luogo: “Dio, ti prego, salva queste persone. Ti prego, liberale prima che i Veri Genitori vengano qui e le vedano in questo stato”. Nessuno, però, rispose alla mia preghiera. Mentre tornavo indietro passando attraverso il cancello, pensavo: “Che cosa si deve fare per questo macabro spettacolo? Come posso mostrare questo ai Veri Genitori?”
Implorai Dio e Lui mi rispose: “Sang Hun, c’è dolore nel tuo cuore?” Cominciai a piangere davanti a Dio e Lui mi disse: “Sang Hun, questa non è una cosa su cui devi piangere. Ho voluto che tu la vedessi, perché è una cosa di cui ti devi assumere la responsabilità. Tu devi dire ai miei figli di vivere una vita buona. Per le persone di quel luogo, la via della salvezza non sarà facile. Dì ai miei figli di vivere bene sulla terra prima di venire qui. Capisci cosa intendo dire? Sang Hun, sono io che te lo chiedo”. Poi Dio tacque.
Park Tae-Sun
Quando Elder Park era sulla terra, era tenuto in così grande considerazione che la sua autorità sembrava competere con quella di un Dio. Vorrei quindi descrivere l’aspetto e la vita di questa persona nel mondo spirituale.
Trovai Elder Park a vivere in una comunità di ordinari cristiani. Lo standard di questi cristiani, tuttavia, non era quello delle persone fedeli che avevano vissuto servendo il Signore. Il loro standard era quello di persone che mettevano solo poco impegno nella loro fede. Così, ad esempio, quando cantavano gli inni o pregavano non conoscevano bene le parole. Erano dei credenti novellini. Elder Park si trovava fra loro. Non ho mai conversato con lui. La ragione per cui non ho avuto tanta fretta di parlargli, è che è evidente che si nasconde di proposito in una zona che non è appropriata alla sua posizione. Da ciò che ho visto, posso dire che la sua fede era basata su un cuore arrogante, e che si era lasciato travolgere dalla sua missione. In questo mondo, vive in un luogo che è notevolmente distante da Dio. Non comprende ancora la sua posizione. Vive tra fedeli principianti ma si aggrappa ancora al suo passato. Lascerò passare un po’ di tempo prima di incontrarlo.
Poi c’è la vita dei normali ministri cristiani. Nel regno cristiano che ho visitato, non mi sono imbattuto in niente di particolare a proposito dei ministri. Non ho trovato una situazione in cui un ministro che era particolarmente venerato sulla terra ha ricevuto qui una posizione speciale. Ciò che ho notato è che se anche una persona ha la posizione di ministro sulla terra, qui può non avere questa posizione. Non ho visto i ministri che ci hanno perseguitato. Nell’inferno, o nel luogo che è chiamato cielo, non ci sono segni che indicano dove si trovano i ministri, perciò non sono stato in grado di trovarli. È qualcosa che ho in mente di fare in futuro.
I leader politici della Corea
Syngman Rhee
Ero curioso di scoprire come vivono nel mondo spirituale le persone che sono stati presidenti di una nazione. Qui una persona non riceve una residenza grande solo perché è stata il presidente di un paese, perciò è difficile trovare queste persone a meno che non vi mettiate veramente a cercarle. Decisi di usare un metodo insolito per trovare il Presidente Syngman Rhee. Mentre meditavo, pregai: “Dio, per favore, guida il mio cuore là dove vive il Presidente Syngman Rhee.” In un punto particolare, cominciai a sentire un canto bellissimo. Attirò talmente la mia attenzione che cominciai ad avviarmi in direzione di quella melodia. Dopo un po’, il canto cessò. Rimasi un po’ lì, domandandomi come continuare la mia ricerca, e alla fine decisi di provare per conto mio. Il luogo, però, era completamente circondato da montagne, e questo rendeva difficile vedere dov’erano le cose.
Decisi di affidarmi alla direzione generale che avevo seguito per arrivare in quel posto e cominciai ad esplorare quella zona. Ogni tanto, delle persone andavano e venivano dai boschi. Non ero sicuro a chi avrei dovuto chiedere informazioni, così continuavo a cercare in quell’area. Presto, notai un uomo seduto all’angolo di una strada, apparentemente assorto in profondi pensieri. Andai da lui per guardarlo, ma non era Syngman Rhee. Gli chiesi se aveva mai sentito nominare una persona di nome Presidente Syngman Rhee da quelle parti. Mi rispose in un modo che mi parve strano. Disse: “Non so se sia un presidente o che altro, ma qualcuno vive laggiù, in quella casa oltre quella strada.”
Andai verso la casa pensando che forse lì c’era la possibilità di incontrare il Presidente Rhee. La casa era leggermente migliore delle altre. Stranamente, però, era molto tranquilla e non vedevo segni di persone che ci abitassero. Dentro non c’era segno di anima viva. Stavo esaminando l’interno della casa, quando alla fine udii qualcuno che faceva un rumore. Era il Presidente Syngman Rhee. Fui molto sorpreso di vedere com’era vestito. I suoi abiti erano molto dimessi. Il suo aspetto era trasandato e non c’era nessuno con lui.
Mi affrettai a salutarlo: “Tu devi essere il Presidente Syngman Rhee. Il mio nome è Sang Hun Lee”. Voleva sapere come avevo saputo dove trovarlo. Gli dissi che mi aveva mandato Dio e lui mi chiese se avevo mai incontrato Dio.
Risposi: “Sì, l’ho incontrato”.
“Allora, perché una persona così grande come te viene qui?” domandò.
Gli chiesi come mai un ex presidente viveva una vita così solitaria in quel posto, e lui rispose che non ne sapeva neanche lui la ragione. Mi disse che aveva una casa più grande da un’altra parte, ma che viveva lì perché si sentiva più a suo agio. Mi spiegò che, visto che non poteva essere trattato come avrebbe voluto, si sentiva più comodo vivendo in un posto dove non doveva incontrare nessuno.
“Sì, va bene - dissi - ma questo è un luogo dove non ci sono né Dio né Gesù. Devi vivere qui?”
Lui rispose: “Dio e Gesù mi hanno abbandonato”. Ma disse anche che avrebbe voluto incontrare Dio e Gesù. Quando quest’uomo, che aveva la responsabilità di una nazione non realizzò la sua responsabilità, si sentì chiedere dal suo popolo di rinunciare alla sua carica e deposto dal suo ufficio. Dal punto di vista della vita eterna, la vita di Syngman Rhee non è altro che il risultato del fatto di non aver realizzato la propria responsabilità, sia durante il suo ruolo di presidente che durante la sua vita di essere umano. Finora non l’ho fatto, ma un giorno ho intenzione di invitare anche lui a casa mia e di parlargli dei Veri Genitori.
*Tutte le persone che ora vivono molto al di sotto della posizione di cui godevano nel mondo fisico, sono persone che hanno tradito la provvidenza e penso che il luogo dove ora vivono non sia altro che l’inferno.
Lettere
Lettera presentata da Gesù ai Veri Genitori
22 maggio 1998
Padre, il mio nome è Gesù. Anche se non sono degno, tu mi hai dato tanto amore, ti sei preoccupato di me e hai pregato così spesso per me. Questa per me è già una benedizione straordinaria, eppure tu hai anche dato a mia moglie una casa che è molto superiore ai suoi meriti. Come posso ripagarti di tutta la tua bontà?
Padre!
Mia moglie è una donna molto migliore di quanto meriti. Sono veramente sbalordito. Da questo punto in poi, mia moglie ed io sosterremo la tua volontà e lavoreremo per fare offerta della nostra vita come una bella famiglia. Io sarò al servizio di Heung Jin Nim, offrirò le mie preghiere e il mio duro lavoro per le direttive dei Veri Genitori e la provvidenza della restaurazione.
E poi, Padre! Qui ci sono tantissimi cristiani, ma il loro cuore è chiuso. Adesso, tu hai accorciato la distanza fra noi e Heung Jin Nim, che è in grado di stabilire lo stesso flusso di rapporti di collaborazione che sulla terra. Ora lavoreremo con impegno sulla base di questa fondazione e di questo sostegno spirituale.
Il nome di “Gesù” è sempre messo in risalto sulla terra e non ci sono parole per descrivere quanta vergogna provi davanti a te, Padre, a causa di questo.
Padre, ti prego di perdonare questo peccatore (nel senso che la responsabilità non è stata realizzata). Un giorno sarai liberato dal tuo risentimento. I cristiani sulla terra cominceranno ad avere dei sogni sull’aspetto miserabile di Gesù nel mondo spirituale.
Padre! Ti ringrazio veramente. Amo mia moglie. Grazie.
Prego che i Genitori possano avere lunga vita e salute.
Gesù che nacque a Nazareth di Giudea invia questa lettera dal mondo spirituale al Padre.
*Mi spiace molto, Signora Kim, di disturbarti così spesso. (Questo è in riferimento alla lettera che ho mandato a Mr. Chang.)
Lettera presentata da Choon-Mo Nim ai Veri Genitori
Padre, questa è tua madre.
Padre, quante difficoltà devi aver affrontato lungo gli anni. A causa della mia inadeguatezza, non hai potuto seguire un corso facile, e non ti è rimasta altra scelta che quella di vivere una vita dove non c’è differenza fra il giorno e la notte. Padre, mi addolora sempre sapere che hai dovuto soffrire, perché ti è mancata la base della devozione di tua madre.
Padre! Insieme a Dae-Mo Nim, sto imparando tante cose e insegnando tante cose. Dovunque tu pensi sia necessario, sono pronta a dare il mio aiuto. Sono forse troppo arrogante? È ancora troppo presto?
Padre! Diventerò una madre leale o “choong-mo”, come il titolo che mi hai dato. E, Padre, l’immagine di me che porto sulla testa un asciugamano non è molto attraente, vero? Ti fa vergognare, vero? Ho chiesto a questa donna di togliere l’asciugamano perché temo che quell’immagine ti farà sentire imbarazzato.
Padre! Ti prego, aspetta e vedrai. Diventerò veramente una madre leale. Padre, Madre, prego continuamente perché abbiate lunga vita e salute.
*Mentre scrive questa lettera, piange di nuovo. Ogni volta che appare, piange.
Lettera presentata da Young-soon ai Veri Genitori
Presento questa lettera al Padre.
Padre!
Questa è Kim Young-soon. Oso presentarti questa lettera. Ho ricevuto le tue istruzioni da Rev. Kwak e in macchina mentre tornavo a casa, sentivo il peso di quel compito, perché non sapevo cosa fare. Poi, ho ricevuto l’incoraggiamento da parte di Dio: “Sii felice, perché sei stata benedetta”. Sentivo di dover offrire la mia devozione. Ho pensato di offrire 40 giorni. Poi volevo offrirne 21, poi tre. Più lungo il periodo di devozione, più tempo avresti dovuto aspettare. Il giorno dopo, ho ricevuto una telefonata da Rev. Kwak. Diceva che in tre giorni sarebbe partito per gli Stati Uniti e che aveva bisogno che gli dessi tutti i risultati delle tue istruzioni prima della sua partenza.
Non sapevo cosa fare. Dio, aiutami. Come posso completare tutto in tre giorni? Dio, ti prego, ti prego, aiutami. Come posso farcela in tre giorni? Poi, improvvisamente ho sentito una voce che diceva: “Signora Kim, questo è Sang Hun Lee. Non conosci il carattere del Padre? Cominciamo stasera. Io sono pronto. Poi mi ha dato una lista di punti per la preghiera. Gli ho detto che non sapevo neanche chi era “Tojo del Giappone”, ma lui ha detto di non preoccuparmi; ha detto che conosceva bene Tojo, perciò non mi dovevo preoccupare se non lo conoscevo. Era molto calmo e continuava ad incoraggiarmi. Lui non viene mai se non per uno scopo pubblico. Tuttavia, quando ci sono di mezzo le istruzioni del Padre, viene subito. Ho capito quanto è profonda la comunicazione tra un padre e un figlio. Il mondo spirituale che non si può vedere con gli occhi fisici, … Sto imparando tante cose e sperimentando tante cose. Padre!
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