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La vita nel mondo spirituale e sulla terra

Capitolo quarto – Incontri nel mondo spirituale (Prima parte)

Gesù Cristo

10 agosto 1997

Tutti voi siete interessati a Gesù, che sta in Paradiso. Allora, cosa fa Gesù? Vive come se fosse l’unica persona del cosmo. Che cosa significa questo? Significa che si sente incredibilmente solo. Ci sono tanti cristiani attorno a lui. Alcuni portano croci, altri tengono in mano rosari. Però, anche se i cristiani servono Gesù, realizzando lo scopo più alto della loro vita sulla terra, Gesù si sente solo. Per quale motivo? Se, come credono i cristiani, Gesù è il Cristo di gloria, perché sta in Paradiso? È perché Gesù sta ancora pregando e lavorando per la completa realizzazione della volontà di Dio sulla terra. Poiché la maggior parte dei cristiani non capisce veramente il suo cuore, Gesù si trova in una posizione di solitudine e noi dovremmo mostrargli la nostra simpatia. Da questo punto di vista, neanche il Paradiso è un luogo di felicità perfetta. Così, i cristiani che sono in Paradiso, supplicano Gesù di portarli innanzi alle porte del Regno dei Cieli. “Oh! Nostro Signore! Noi vogliamo venire con te!” Lo supplicano così. Ogni volta che fanno questo, Gesù prova dolore nel suo cuore e risponde: “Io sto qui perché sono il figlio di Dio, ma la mia missione come Cristo continua e sono felice di essere in questo posto”.

Allora, quando potranno i cristiani lasciare il Paradiso ed entrare nel Regno dei Cieli? Fino a quando Gesù starà lì? Aspetterà finché arriveranno i Veri Genitori per la liberazione. In quel momento le persone che sono in Paradiso potranno ricevere tanti benefici.

Ho visto spesso Gesù passeggiare con Dio, ma molti cristiani non si accorgevano che Gesù era insieme a Dio. Questa è una differenza fra il Paradiso e il Regno dei Cieli, dove tutti capiranno Gesù e Dio.

La Santa Madre Maria

10 agosto 1997

La Santa Madre Maria, era una grande donna che è venerata come madre di Gesù. Anche se è sempre con Gesù in Paradiso, si mostra umile e si sente indegna davanti a lui. Vive con un peso sulla coscienza perché non ha realizzato tutta la sua responsabilità nei confronti di Gesù sulla terra. Anche se non era una suora, ora vive come tale. Pertanto il rapporto fra Gesù e sua madre non è facile. Nonostante ciò, fra loro non ci sono accuse e si trattano con molta premura.

Giuseppe

10 agosto 1997

Giuseppe, il marito di Maria la madre di Gesù, vive nello stesso livello di Maria, ma anche lui conduce una vita di grande solitudine, separato da Maria. Anche se sulla terra erano una coppia, ora vivono come degli estranei e non s’incontrano neppure. Giuseppe sente che potrebbe causare delle difficoltà se incontrasse Gesù, e persino la Santa Madre Maria sente di doversi scusare quando incontra Gesù. Inoltre, sembrano preoccupati di ciò che la gente pensa di loro. Giuseppe si pente della sua vita passata e prova molto dispiacere per Gesù. Poiché quasi tutte le persone attorno a loro conoscono il rapporto fra Giuseppe e Maria, si sentono tesi e sotto pressione. Possiamo vedere che il Paradiso non è un posto superficialmente felice o radioso; piuttosto è il luogo della speranza e del desiderio.

Buddha

11 agosto 1997

Buddha è il personaggio più famoso e rispettato dai buddisti. Vi racconterò la storia di quando l’ho incontrato. Buddha trascorreva il tempo seduto ai piedi di un’alta montagna e sospirava profondamente. Quando gli chiesi perché sospirava ed era così preoccupato, rispose: “Tu non sei venuto qui per incontrarmi, ma per studiarmi. Poiché tu vivi nell’amore di Dio, puoi conoscere ogni situazione; ciò nonostante, perché mi chiedi questo? Ogni anno, giorno 8 aprile, i buddisti celebrano il mio compleanno con una festa, ma io nel cuore ho solo il desiderio di nascondermi. Mi sento tanto dispiaciuto e mi pento perché, quando vivevo sulla terra, non ho insegnato a servire Dio. Inoltre, poiché mi sono rifiutato di riconoscere Dio, i miei insegnamenti sembrano fuorviare tante persone. Cosa posso fare?

Mi disse queste parole, sospirando profondamente. Il suo volto sembra luminoso e gli piace passeggiare in alta montagna. Non ama incontrare la gente e vuole andare dove non c’è nessuno. Si pente sempre nelle sue preghiere e continua ad offrire profondi inchini a Dio con un cuore totalmente sincero. Anche se alcuni credenti buddisti lo seguono, non compare in luoghi dove si radunano tante persone. Insomma, il luogo dove vive Buddha sembra essere il livello più alto del mondo spirituale intermedio. Ho intenzione di condividere continuamente con lui i Principi Divini e il Pensiero dell’Unificazione.

Il suo carattere è molto mite e umile. Non cammina con orgoglio a testa alta, ma tiene il capo abbassato ad un angolo di 45 gradi. Parla sempre con un’espressione benevola. Quando ascoltava una lezione, mi ringraziava continuamente per i miei insegnamenti. Se gli chiedo di fissare un appuntamento per la prossima lezione non prende facilmente impegni. Dopo qualche momento di silenzio, il suo volto assume un’espressione come per dire: “Se ti avanza del tempo, vieni, ti prego.” Non dice nessuna parola inutile. È molto umile e benevolo.

Come può Buddha incontrare Dio? Forse alcuni buddisti credono che, essendo stato il fondatore religioso più grande della terra, deve essere trattato con grande riguardo, ma anche se questo può sembrare un fatto molto sconcertante per i buddisti, Buddha non può incontrare Dio direttamente. A volte, tuttavia, riceve le Sue direttive attraverso un messaggero. Quando sta per ricevere la direzione di Dio, allora, come un servo di fronte a un re, s’inchina profondamente davanti a Dio e si inginocchia per riceverlo. Poi s’inchina di nuovo profondamente mentre riceve la direzione di Dio, come fa chi legge un ordine del re. A volte i buddisti possono osservare questa scena, ma non sanno cosa sta succedendo. Inoltre, il messaggio di Dio non arriva spesso.

Il contenuto della direttiva sembra essere di conforto a Buddha, poiché egli sa che avrà bisogno di attendere in silenzio per molto tempo finché potrà entrare nel regno diretto dell’amore di Dio. È davvero sorprendente che Dio cammini con Gesù, ma non direttamente con Buddha. Perché questo? Gesù è il figlio di Dio, ma poiché Buddha non lo è, si trova nel regno della caduta, senza le condizioni fondamentali per presentarsi davanti a Dio. Tuttavia, Dio lo perdona e lo consola.

Confucio

11 agosto 1997

Confucio è il grande Re del Confucianesimo. Si trova allo stesso livello di Buddha, ossia il livello più alto del mondo spirituale intermedio. Perfino nell’inverno più rigido porta sempre il classico soprabito e cappello orientale e medita profondamente, seduto sulla neve, per diverse ore. Per questo, se non prendo un appuntamento con lui, non è facile incontrarlo. Quando lo salutai dicendo: “Sono venuto qui per incontrare il maestro Confucio”, rispose: “Non pensi che sia scortese da parte tua venire qui senza un appuntamento?” Mi presentai: “Quando vivevo sulla terra, consideravo il tuo Confucianesimo un pensiero molto alto; ho scritto il Pensiero dell’Unificazione e sono vissuto con una nuova visione della vita attraverso gli insegnamenti del Reverendo Moon.”

Quando ebbi finito di presentarmi, disse: “Come puoi chiamare direttamente il nome del tuo grande maestro? Dovresti nominarlo con grande rispetto secondo i caratteri della scrittura: Moon, poi Sun e poi Myung”. Mi insegnò così e disse anche: “Poiché il tuo posto a sedere sembra scomodo, ti prego vieni a sederti qui.” Le sue parole e le sue maniere erano molto gentili, perciò non era facile condividere le mie opinioni. Ogni volta che andavo a trovarlo, usciva vestito molto modestamente. Sembrava un Buddha di pietra. Siccome non parlava velocemente, ci voleva del tempo per ascoltare le sue parole. Inoltre l’espressione del suo volto non cambiava e appariva severa. Gli piacevano molto le lezioni sui Principi Divini e il Pensiero dell’Unificazione, e mi chiese gentilmente di ritornare. Tuttavia, poiché temeva che la sua richiesta potesse disturbarmi, scrutò l’espressione del mio volto. Il suo carattere è molto riservato, perciò è difficile conoscere la sua situazione interiore.

Ero curioso di vedere come l’amore di Dio è trasmesso nel luogo dove vive Confucio. Nel caso di Buddha, l’amore di Dio era trasmesso attraverso qualcuno, ma con Confucio la cosa era diversa. Dio chiamava Confucio. Quando Dio gli disse che avrebbe dovuto insegnare di Lui attraverso il suo pensiero, s’inchinò profondamente davanti a Dio e poiché fece l’inchino con molto rispetto, ci volle tanto tempo. Perché Dio tratta questi due maestri in modo diverso? Buddha ha agito come se fosse lui stesso Dio, ma Confucio ha insegnato i vari requisiti dell’etichetta e della norma, non ha agito come Dio. Intorno a Confucio ci sono molte persone che hanno un aspetto gentile, indossano gli abiti tradizionali, come il soprabito e il cappello. Non è stato facile incontrare Confucio. Quando andai a trovarlo, dovetti passare attraverso tante porte, come passare i 12 cancelli.

Maometto

12 agosto 1997

Maometto è un po’ distante da Dio e dallo Spirito Santo. Se questo fosse il mondo fisico, potrei dire come si chiama il luogo dove abita, ma nel mondo spirituale è difficile esprimerlo. Per andarlo a trovare, ho incontrato tante difficoltà. Era difficile perfino trovare la strada per andare da lui. Come avviene sulla terra, Maometto non vuole che le persone si concentrino su di lui, così nel mondo spirituale non gli piace essere scoperto facilmente. Per questo il luogo d’incontro non era luminoso.

Mi chiese: “Qual è la motivazione della tua visita?” Dopo essermi presentato, dissi con deferenza: “Poiché tu sei l’uomo illustre che tante persone sulla terra vogliono incontrare, sono venuto a trovarti anch’io”. Dopo aver pensato un po’, cominciò a parlare. “La mia vita sulla terra non è stata perfetta; ho commesso degli errori e Dio me lo ha fatto capire mandandomi qui. Mi pento profondamente di aver fatto preoccupare Dio per me. Nonostante ciò, Dio mi ha concesso una grazia straordinaria permettendomi di stare qui, perciò sono grato”.

“Quando ero sulla terra, pensavo che il mio pensiero fosse l’insegnamento di Dio più sistematico e dettagliato. Provo tanta vergogna per questo. Non posso alzare la testa davanti a Dio. Tuttavia, poiché tu sei venuto qui, ti prego sentiti libero di dire tutto ciò che sei venuto a dire”. Da allora l’ho incontrato quattro volte. La ragione per cui l’ho incontrato così spesso è che volevo capire chiaramente il suo pensiero. Nel corso della seconda visita gli ho spiegato una parte del Pensiero dell’Unificazione e gli ho presentato il Vero Padre; era sorprendente come fosse già a conoscenza di questo. Ha già conosciuto il Vero Padre molto bene. Ha detto che non vedeva l’ora di vedere il Reverendo Moon nel mondo spirituale.

Quando gli ho chiesto perché sta aspettando il Vero Padre, mi ha risposto che sapeva già che il Vero Padre stabilirà la legge del mondo spirituale e libererà le persone di questo mondo. Alla domanda come l’aveva saputo, ha detto di averlo appreso partecipando a tanti seminari organizzati nel mondo spirituale su questo argomento.

Maometto indossava un lungo abito che gli copriva tutto il corpo dalla testa ai piedi. Aveva il carattere del fondatore religioso e si presentava come una figura dignitosa. La maggior parte delle persone attorno a lui era vestita in modo simile, come si vede nei paesi arabi. Le persone che vivono in quest’area araba cercavano di evitare di incontrare gli altri e se io cercavo di guardarle, si voltavano da un’altra parte. Anche se ho chiesto il motivo di quel comportamento non mi hanno risposto. Ho pensato che si sentono a disagio vicino a me.

Maometto sembrava contento di incontrarmi e, nello stesso tempo, sembrava molto timido. Mi incontrava sempre con un senso di timore. Mentre ero da lui non ho mai visto Dio chiamare Maometto o chiedergli di fare qualcosa. Anche se Maometto riconosceva l’amore di Dio e si sentiva dispiaciuto per Dio, non l’ho mai visto inchinarsi profondamente e offrire la sua devozione come Buddha e Confucio. Tuttavia, non so se lo fa quando non ci sono. Non sembra sentirsi solo come Buddha, e non sembra neanche avere un viso mite come Confucio.

Come ha potuto, un uomo così grande come lui, il leader dell’Islam, trovarsi in questa situazione nel mondo spirituale? Ho riflettuto profondamente su questo, ed ecco la mia opinione.

L’uomo è stato creato per realizzare il bene amando come Dio ama. Sembra, però, che i successori di Maometto a volte abbiano perseguito i loro desideri individuali esercitando un’autorità autocratica anziché seguire il bene e l’amore. La mente con cui serviamo Dio, deve scaturire spontaneamente dalla natura originale. La fede prodotta da metodi coercitivi e crudeli è solo una fede formale. Inoltre i metodi coercitivi reprimono la natura originale dell’uomo. Questo è ben lontano dalla via di Dio. Pertanto, coloro che hanno esercitato queste pratiche, non possono che assumerne la responsabilità nel mondo spirituale. Maometto attende ansiosamente di vedere il vero Dio, ma si trova in una situazione difficile. Può risolvere questo problema e andare da Dio solo con la cooperazione delle persone sulla terra. Pertanto, se le persone della sua fede partecipano alla cerimonia della Benedizione e pregano per lui, sarà molto felice.

Emmanuel Swedenborg

13 agosto 1997

Swedenborg era la persona che desideravo incontrare di più quando vivevo sulla terra. Per incontrarlo ho aspettato la volontà di Dio. Che cosa pensa Dio di questo? Dio ha detto che anche se la capacità di un uomo è limitata, la potenza dello Spirito Santo è infinita. Swedenborg era una persona che attribuiva più valore alla potenza di Dio che alla capacità umana.

Si trova in un luogo buono, vicino al Paradiso. Prima di incontrarlo, diedi un’occhiata all’ambiente circostante. Il suo discepolo mi venne incontro, dicendo: “Il mio maestro ti dà il benvenuto”. Aggiunse che il suo maestro aveva ricevuto la rivelazione che quel giorno l’avrebbe visitato il messaggero di Dio, così ora lo stava aspettando. Quando entrai nella stanza, Swedenborg mi salutò con un volto sorridente e luminoso. Fu una sensazione molto bella.

Mi sedetti in silenzio per presentarmi e lui disse: “Tu sei colui che ha ricevuto l’amore di Dio e la Sua grazia speciale e sei vissuto servendo un prezioso maestro; perciò mi puoi dare una lezione sul pensiero del tuo maestro?” Così, feci una breve introduzione sui Principi Divini e il Pensiero dell’Unificazione. Mi chiese anche di parlargli del Vero Padre, che aveva dato quegli insegnamenti così preziosi.

Quando risposi che forse aveva già sentito parlare del Vero Padre, disse: “Il tuo maestro è un astro, come il sole e la luna. Poiché tu hai servito un maestro che ha un valore tale da non poter essere giudicato dalla mente umana, io devo imparare da te”. Mi chiese questo con umiltà ed io gli promisi che avrei avuto molte occasioni di parlargli.

Swedenborg aveva un pensiero molto logico e sistematico. Mi chiedo perché una persona come lui stia vicino al Paradiso, anche se aveva sperimentato l’amore di Dio e Lo stava servendo. Si trovava nel posto dove poteva vedere Dio da vicino e stava aspettando la Sua grazia.

Tuttavia, poiché era vissuto in comunicazione con Dio per tanto tempo, anche dopo essere venuto nel mondo spirituale, i suoi occhi spirituali risplendevano di una luce molto luminosa. Anche le persone che lo seguono hanno il volto luminoso e una mente umile. Tuttavia, poiché non conoscono il pensiero dei Veri Genitori e la Benedizione, ho pensato che prima che i Veri Genitori arrivino in questo mondo, testimonierò a queste persone dando al più presto delle lezioni.

Sundar Singh

13 agosto 1997

Questa persona ha visto il livello alto del mondo spirituale, mentre era sulla terra. Potrei fare un paragone fra Swedenborg e Sundar Singh. Il luogo dove vive Sundar Singh si trova nel mondo spirituale intermedio, che è più basso del Paradiso. Prima di trovarlo, ho incontrato svariate decorazioni, sparse tutto intorno. Era come prima che una donna sciamana si metta a danzare. I dintorni della sua casa erano in uno stile simile a quello buddista. Quando entrai nella casa di Sundar Singh, un servo mi guidò spargendo sale davanti a me. Sundar Singh non uscì dalla sua stanza, ma qualcun altro aprì la porta. Quando mi vide disse: “Come mai una persona così importante viene in visita qui?” Mi presentai accuratamente e gli spiegai che ero venuto per presentare i Principi Divini, il Pensiero dell’Unificazione e i Veri Genitori. Lui rispose: “Tu sei molto buono con me, ma io non ho nessuna qualifica e mi sento in colpa.” Quando gliene chiesi il motivo spiegò che, mentre era nel mondo fisico, non aveva ricevuto solo lo Spirito Santo, ma anche spiriti da altri livelli. Così provava vergogna davanti a Dio. Disse che dopo aver fatto un’offerta in sacrificio, avrebbe ascoltato la mia lezione.

Era molto umile e quieto, ma parlava in modo molto chiaro e logico. Purtroppo non ho potuto dirgli che a Dio non piacciono le decorazioni intorno alla sua casa. Penso che quando riceverà le lezioni sui Principi Divini, le sue idee cambieranno.

Il mondo spirituale varia secondo il livello; le persone che sono più vicine a Dio stanno meglio, mentre quelle che non Lo conoscono tendono a litigare molto fra loro e sono angosciate. Quantunque voglia restaurare quest’area, non ho fiducia di farcela, neanche dando decine di lezioni sui Principi Divini. Mi sento molto dispiaciuto per i Veri Genitori.

Socrate

Tante persone forse pensano a Socrate quando si trovano in una situazione complicata e confusa nei loro pensieri. L’uomo sta cercando di trovare Dio, secondo la natura originale che gli è stata data alla nascita. Prima ancora di riconoscere razionalmente il fatto che sono stati creati da Dio, gli esseri umani sono in una relazione di cuore con Dio, ossia il rapporto genitore e figlio. Pertanto la mente originale che spinge l’uomo verso Dio, andrà necessariamente alla ricerca di Dio e Lo troverà. Tuttavia, se siete troppo condizionati dai vostri pensieri, perderete Dio. Penso che Socrate sia questo tipo di persona.

Per incontrarlo, ho dovuto faticare molto. Non è stato facile incontrarlo. Il luogo in cui si trova è il livello più basso del mondo spirituale intermedio. La ragione per cui è stato difficile incontrarlo è che non aveva voglia di incontrarmi. Quando andai a trovarlo la terza volta, acconsentì ad incontrami, con un’espressione cupa e imbronciata in volto. Il motivo per cui non mi voleva incontrare è che non desiderava discutere con persone con una filosofia diversa dalla sua. Voleva continuare a mantenere il frutto del suo pensiero e, soprattutto, non sentiva alcun bisogno di ascoltare nessun altro tipo di pensiero. Era molto arrogante e non gli piaceva neppure parlare. Non era disposto ad ascoltare il mio discorso.

Tuttavia, cominciai a parlare del Pensiero dell’Unificazione un po’ alla volta. Mentre stavo facendo una lezione, all’improvviso mi chiese: “Chi ha sviluppato queste idee? È un pensiero tuo? Se è tuo, sembra che tu pensi molto a questo.” Perciò cominciai a presentargli il Vero Padre, ma non ne aveva sentito parlare. Dopo che ebbi parlato per un bel po’ di tempo, sembrò che la sua mente cominciasse un po’ ad aprirsi. Attraverso di lui ho capito che il pensiero filosofico può essere un ostacolo davanti a Dio. Poiché era tutto preso dal suo pensiero e dalla sua logica, sembrava che gli ci volesse tanto tempo per cambiare modo di pensare.

Quando ritornai la seconda volta e gli chiesi se voleva ascoltare la mia lezione, disse: “Dato che non ho bisogno della tua lezione, se sei venuto con l’intenzione di cambiare le mie idee, non ho quasi voglia di accoglierti”.

Ogni volta che ha un problema non è disposto ad incontrare altre persone finché non l’ha risolto. Per questo l’ambiente che lo circonda è tetro e un po’ staccato dalla gente. Socrate non ha cercato di interessarsi all’armonia della natura dove i fiori sbocciano e appassiscono, o al fatto che la morte e la vita dell’uomo derivano dalla potenza di Dio, o all’esistenza di Dio. A causa di questo, sembra che ci vorrà molto tempo per rimuovere il suo egotismo. Tuttavia, non ho rinunciato ad avere speranza per lui, perché il nostro pensiero è a un livello più alto di qualunque altro. Quando il medium mi ha chiesto se non conosce il Vero Padre e se conosce bene Dio, ho detto: “Anche se conosce Dio, non conosce bene il Vero Padre e non vuole conoscerlo, a causa della sua filosofia”.

Adamo

14 agosto 1997

Adamo, il capostipite dell’umanità e il primo antenato, è un uomo di bell’aspetto con una personalità affabile; ci ha sempre messo a nostro agio. Ero curioso di sapere in quale livello del mondo spirituale vive. Se raccontassi tutti i particolari ci vorrebbe troppo tempo e mi dispiace per la Signora Kim.

Adamo è rimasto troppo lontano da Dio per apparire dinanzi a Lui. poiché il suo periodo d’indennizzo è finito, ora vive in una bella zona del mondo spirituale che è vicina a Dio. Adamo ha sempre timore di venire davanti a Dio, è cauto.

Adamo dice che la sua vita nel mondo spirituale è molto migliore di quella nel Giardino di Eden. Ci sono cose in abbondanza e può incontrare tante persone. Quando viveva nel Giardino di Eden, era solo e aveva paura di affrontare Dio. Secondo Adamo, lui non sapeva che avrebbe dovuto fare felice Eva. In altre parole, non era abbastanza maturo da stabilire con Eva un rapporto da uomo. Non era abbastanza grande da capire che Eva doveva essere sua moglie. Quando Eva deviò dalla retta via, finalmente se ne rese conto, ma gli sembrò che fosse troppo tardi per poter fare qualcosa.

Poiché non ha realizzato la sua responsabilità di primo antenato dell’umanità Adamo ha sofferto molto, lavorando duramente per migliaia di anni. Quindi, come peccatore, si è sentito tremendamente in colpa di fronte a Dio. Anche se adesso vive vicino a Dio, è ancora sempre cauto davanti a Lui.

Eva

19 agosto 1997

Può sembrare troppo duro dire che Eva la più grande peccatrice della storia umana, ma è vero che commise un errore veramente grave. Ora Eva vive con Adamo vicino a Dio. È sempre cordiale e premurosa, ma è anche piuttosto testarda. Per me, il suo volto non è stupendo, però ha un bell’aspetto. Ogni volta che cercavo di parlarle da vicino, si voltava sempre da un’altra parte. Quando mi capitava un’altra occasione di vederla, di nuovo si voltava da un’altra parte o abbassava la testa in modo da non incontrare i miei occhi. Perciò, mi ci volle del tempo per avere l’opportunità di parlarle.

Mentre conversavamo, quando si accorse che ero vicino a Dio, tentò di stabilire con me un dialogo aperto e onesto. Cominciò dicendo: “Forse non è necessario che io parli della mia colpa passata, ma vorrei essere onesta con te. Adamo ed io vivevamo sempre l’uno accanto all’altra, mangiavamo insieme, dormivamo insieme, ecc. A quel tempo eravamo tanto giovani e non sapevamo che saremmo dovuti diventare marito e moglie. Ad Adamo piaceva sempre divertirsi, correre di qua e di là. Anche a me piaceva giocare, ma preferivo starmene in un posto tranquillo, trascorrendo il tempo con la creazione. Anche se Adamo ed io passavamo dei momenti insieme, poiché eravamo occupati a giocare separatamente, non avevamo l’opportunità di esprimere il nostro amore reciproco come uomo e donna. L’essere che effettivamente aprì i miei occhi all’altro sesso, fu Lucifero.

“Lucifero era sempre con me. Era sempre gentile e disposto ad insegnarmi tutto. A volte mi portava delle cose che gradivo mangiare. Intanto, attraverso Lucifero, io sviluppai un sentimento verso l’altro sesso. Anche Lucifero s’innamorò di me. Al tempo in cui il mio rapporto con Lucifero arrivò a maturazione, Adamo cominciò ad accorgersene. Ma Adamo non interferiva nel nostro rapporto, né esprimeva il suo amore per me. Mi lasciava semplicemente da sola. Così il mio amore per Lucifero divenne più appassionato e Lucifero mi guidava bene. Non potevo lasciarlo andare. Questo durò un bel po’ di tempo. Lucifero era spaventato e anche io lo ero. Eppure, quando Adamo mi vedeva, scappava via da me. Dopo un po’ mi resi conto che le mie azioni erano sbagliate. Un giorno Dio ci colpì con un terribile rimprovero. Disse che non eravamo più qualificati a stare con Lui.

“Allora cercai Adamo con cuore sincero. Mi aggrappai disperatamente a lui, supplicandolo di aiutarmi. Dopodiché, come mi era stato insegnato da Lucifero, dormimmo insieme. Quando ebbi un rapporto sessuale con Adamo, non riuscii a sentire per lui la stessa passione che provavo per Lucifero. Cominciai a sentire sempre di più la mancanza di Lucifero. Stranamente, Adamo ed io ci sentivamo distanti. Ogni volta che Lucifero mi guardava e mi tentava, era irresistibile. Alla fine fui attratta nel petto di Lucifero e potei soddisfare la mia ardente passione fisica attraverso di lui.

“Man mano che il tempo passava, non potevo evitare lo sguardo di Dio su di me. Ero terrorizzata dalla Sua ira nei miei confronti. Allora andai da Adamo. Anche se non ebbi nessun rapporto fisico con lui, stranamente provai una sorta di pace. Senza sapere perché, ogni volta che mi avvicinavo a Lucifero, ero colta da una paura intollerabile. Col passare del tempo, capii che quello che avevo fatto con Lucifero era sbagliato, e mi sentii più in colpa nei confronti di Adamo.

“Adamo mi consolava, ma il mio cuore era sempre tormentato. Questa è stata la storia della mia vita. Mi è dispiaciuto per Adamo e sono una terribile peccatrice, che non può nemmeno chiedere a Dio di essere perdonata e salvata. Poiché il periodo d’indennizzo è finito, ora sono stata elevata in questo luogo, ma sono la più grande peccatrice”.

Mi domandavo perché Dio abbia chiamato così presto Eva, questa peccatrice, a stare vicino a Lui. Pensando che Adamo ed Eva, quali primi antenati dell’umanità, sono i peccatori imperdonabili e coloro che hanno causato a Dio il più grande dolore, ero curioso di capire come potevano trovarsi in questo regno del mondo spirituale.

Man mano che la storia umana va avanti, il giorno della gioia, quando l’inferno sarà liberato, deve arrivare al più presto. Altrimenti, gli uomini non possono essere liberati dal dolore e dalla sofferenza sulla terra. Ora, poiché è stata stabilita una condizione di indennizzo a suo favore, la famiglia di Adamo finalmente è liberata. Tramite la liberazione della famiglia di Adamo, è stabilita anche una base per il perdono di tutti i peccati e di tutti i crimini. Un giorno, le porte dell’inferno si spalancheranno e arriverà un giorno eterno di liberazione.

Noè

19 agosto 1997

Mi è capitato di incontrare Noè, Padre della Fede, che costruì un’arca in cima a una montagna. Risiede nel livello superiore del mondo spirituale intermedio. Prega sempre inchinandosi e facendo delle condizioni speciali, come offerte in sacrificio a Dio, con tutto il cuore, l’anima e la mente. Lavora molto duramente e si veste in modo simile a quello di un contadino che pianta piantine di riso. Costruisce un altare per fare un’offerta a Dio. Usando il talento con cui costruì l’arca, controlla accuratamente da tutte le parti per assicurarsi che ogni cosa sia perfetta. Fa del proprio meglio in tutto ciò in cui s’impegna. Fa così ovunque vada, qualunque cosa faccia, non solo per se stesso ma anche per gli altri. Incoraggia anche gli altri a pregare e fa delle condizioni speciali. Dall’espressione del suo volto si vede che è una persona molto gentile, dal cuore buono e pura, che non pensa ai propri interessi.

Gli chiesi: “Hai mai cambiato idea mentre costruivi l’arca per 120 anni in cima a una montagna?” Noè rispose: “Costruivo un’arca seguendo le istruzioni di Dio, perciò non potevo cambiare idea a metà strada. Se avessi cambiato idea, avrei dovuto dubitare che quell’ordine veniva da Dio. Io non ricordo come passò il periodo di 120 anni perché ero totalmente impegnato nella costruzione dell’arca. In realtà costruirla era un divertimento. Anche i miei figli e mia moglie mi aiutavano, ma il loro appoggio non era al 100%. Di solito le persone cercano ciò che è visibile e spesso voltano le spalle a Dio, che è invisibile. Così, tante volte mi disturbavano mentre mi concentravo solo sulla costruzione dell’arca, dicendo: “Come potremo vivere da soli quando tutti gli altri moriranno nel diluvio? Perché Dio vorrebbe farci vivere da soli? Facciamo a Lui questa domanda e quando ci avrà dato una risposta chiara, potremo continuare a costruire l’arca. Se Dio distruggerà tutta l’umanità, non ci saranno discendenti. Dio non è così crudele da fare una cosa del genere agli uomini ecc.” Mi venivano tutti i tipi di tentazioni, ma io non ci badavo per niente e mi concentravo solo sulla costruzione dell’arca. Tuttavia, sono grato che mia moglie e i miei figli non si siano allontanati da me. Mentre vivevamo sulla terra, la gioia più grande era servire Dio con tutto il nostro cuore e obbedire alle Sue parole. Ecco perché in un posto meraviglioso come questo, io sto insegnando alle persone a servire Dio nel modo giusto. Questo è il tempo più gioioso per me. Potrà sembrarti scortese, ma posso chiederti come sei arrivato a ricevere una grazia così grande dell’amore di Dio? In che modo hai servito Dio quando eri sulla terra?”

Noè non conosceva bene i Veri Genitori. Gli parlai un po’ di loro. Allora rimase assorto in profondi pensieri per un po’ finché disse: “Sembra che tu sia nato nel momento giusto”. Pareva che esprimesse un sentimento d’invidia dicendo questo. Quando gli spiegai che tutti possono essere così vicini a Dio, rispose: “Io sono grato del posto in cui mi trovo. Le persone vanno nel livello che corrisponde al merito che hanno acquisito mentre servivano Dio sulla terra”. Espresse il desiderio di imparare di più sui Veri Genitori.

Un’altra cosa che m’interessava era il tempo del giudizio del diluvio. Noè rispose: “Un giorno Dio mi ordinò con urgenza: ‘Noè, Noè, sbrigati, entra nell’arca con gli altri’. Tre giorni dopo, iniziò a piovere. Da quel momento in poi, tutti i membri della mia famiglia cominciarono a credere in me. Mentre eravamo rinchiusi per tre giorni, tutti, compresi gli animali, facevano una confusione per uscire dall’arca. A quel tempo dipendevo solo da Dio e pregavo costantemente. Il contenuto principale della mia preghiera era: ‘Ti prego, costruisci la Tua nazione attraverso il giudizio del diluvio.’ Quando incominciò a piovere, tutti dentro l’arca tacquero. Tutti i membri della mia famiglia prestavano attenzione ad ogni mio singolo movimento.

Il diluvio che continuò per 40 giorni e 40 notti fu davvero una tempesta straordinaria. A causa della forte pioggia, il mondo intero era immerso nell’oscurità. La pioggia scorrendo nelle valli fece cadere giù le montagne, spezzando i rami degli alberi. Lampi e tuoni non finivano più. Comprendendo che quello era veramente un castigo di Dio, io continuavo soltanto a pregare. L’unica cosa che mi domandavo era quando si sarebbe fermata l’indignazione di Dio. Quaranta giorni più tardi, dopo che la pioggia cessò, Dio disse che la mia fede aveva placato la Sua indignazione. Un raggio di sole brillò sulla finestra dell’arca e la tempesta cominciò a sedarsi. Dopodiché i membri della mia famiglia seguirono le mie istruzioni, dipendendo da me. C’era unità nella mia famiglia. Fu un tempo felice per la nostra vita insieme.”

Chiesi: “Posso domandarti dell’errore commesso da Cam?” Noè rispose: “Quell’anno, tutti noi lavoravamo molto duramente. Il raccolto dell’uva, in particolare, era stato un grande successo. Poiché ognuno di noi si impegnava al meglio, tutto era abbondante e il nostro cuore era in pace. Eravamo davvero felici. Un giorno, io bevvi un bicchiere di vino dopo l’altro e successe che mi addormentai per la stanchezza. Devo aver avuto troppo caldo per il vino che avevo bevuto e, senza accorgermene, devo essermi tolto tutti i vestiti, rimanendo nudo. Di solito, il mio secondogenito mi obbediva. Poiché stavo dormendo, desiderava assicurarsi che dormissi comodamente. Deve essere entrato nella mia stanza e, vedendomi dormire nudo, dev’essere rimasto sorpreso.

I membri della mia famiglia che erano tornati dal lavoro e mi videro in quelle condizioni, fecero un grande scompiglio. Mia moglie, specialmente, era turbata con me e mi chiedeva come mai non riuscivo neppure a badare a me stesso, io che ero una persona che serviva Dio. Il fatto di non averlo saputo fare, divenne un grande peccato davanti a Dio. Anche se avevo servito Dio tutta la mia vita, dopo il giudizio del diluvio ero diventato arrogante anziché umile. Per questo, Dio ci punì, ammonendoci. Dio pensa sempre che l’umiltà viene per prima”. Poi aggiunse che ogni volta che ripensa al suo errore, prova sempre pentimento e non può sollevare il volto davanti a Dio.

Noè aveva servito Dio tutta la vita. Così pensava che Dio avrebbe dovuto perdonare l’errore di suo figlio, Cam, ma Dio non lo fece. Questo a causa della caduta dell’uomo, perché se Dio avesse perdonato, quella avrebbe potuto essere un’altra condizione per l’invasione di Satana. Ecco perché Dio non perdonò l’atto di Cam. Questa è la legge del mondo spirituale. Non ci sono eccezioni nella legge celeste. Pertanto, quelli che vogliono essere trattati generosamente davanti a Dio, devono vivere una vita che concorda con la legge celeste del mondo spirituale. Allora potrete essere riconosciuti e trattati da Dio di conseguenza. Spero sinceramente che le persone sulla terra possano andare a Dio superando tutte le Sue prove.

Abramo e Isacco

20 agosto 1997

Penso di essere stato presentato ad Abramo e ad Isacco anche prima di andarli a trovare. Avevo sentito dire, mentre ero nel mondo spirituale, che Abramo aveva incontrato delle figure importanti nella provvidenza di Dio. Furono loro a venirmi a trovare dicendo che non potevano permettere che una persona importante come me venisse da loro. Abramo è un uomo di bell’aspetto, dal cuore gentile. Quando gli dissi che mi sarebbe piaciuto andare a visitare il suo posto, mi spiegò che le persone intorno a lui sanno servire bene Dio, s’inchinano a Lui al mattino e alla sera, secondo la legge celeste.

Quando espressi il mio interesse nell’offerta di Isacco, lui mi capì e acconsentì a parlarmene. Raccontò: “Poiché per tanto tempo non avevo avuto figli, m’impegnavo in modo speciale a servire Dio. Non c’era nulla che potessi rifiutare o negare nelle Sue parole. Inoltre, il mio desiderio era quello di dipendere in tutto da Dio e di vivere con Lui. Poiché m’impegnavo in modo speciale, all’età di 100 anni Dio mi diede un figlio. Il valore prezioso di questo figlio era indescrivibile. Ero talmente immerso a godermelo, che mi dimenticavo quasi di fare le offerte a Dio, anche se Dio era quello che mi aveva donato questo figlio.

‘Mentre cresceva, il bambino s’interessava a tutto ciò che io, suo padre, facevo. Mi voleva tanto bene. Forse è perché è un figlio che mi è stato dato dopo aver fatto tante condizioni speciali per Dio. Mi diceva. ‘Padre, perché oggi sull’altare non c’è acqua? Dio sarà dispiaciuto di questo; io porterò dell’acqua per Lui.’ In questo modo continuava a crescere in salute e saggezza. Un giorno Dio mi chiamò e mi disse: ‘Abramo, vorrei ricevere un’offerta da te, un’offerta che forse ti sarà difficile fare. Me la farai lo stesso?’ Risposi: ‘Io farò tutto ciò che mi chiedi di fare. Avanti, Ti prego, dimmi cosa devo fare.’ Allora Dio disse: “Abramo, vorrei che tu mi offrissi il tuo prezioso figlio Isacco”. Pensai di non aver sentito bene le Sue parole e Gli chiesi di nuovo: ‘Cosa hai detto?’ Dio rispose: ‘Ti ho detto di offrire tuo figlio.’

Non potevo sopportare il dolore. Non sapevo se fosse giorno o notte, tutto sembrava così buio per me. Per diversi giorni fui in preda al tormento. Poi, Isacco venne da me e mi chiese, insistendo che gli rispondessi: ‘Padre, qualcosa non va?’ Gli dissi: ‘Dio mi ha chiesto di fare un’offerta’. Isacco fu sorpreso e chiese stupito: ‘Padre, perché ci metti tanto ad eseguire il comando di Dio? Ti prego, fa’ presto.’ Incalzato da lui, risposi: ‘Devo fare un’offerta non qui, ma in un posto molto lontano, su un’alta montagna.’ Isacco disse: ‘Allora, motivo in più per fare in fretta. Partiamo presto.’ Data la sua insistenza, non potei più oppormi. Diversi giorni dopo la nostra partenza, quando arrivammo ad una montagna, mi chiese: ‘Padre, quale sarà l’oggetto da offrire in sacrificio questa volta?’ Non potevo rispondergli. Mentre accatastavamo la legna per il fuoco, chiamai semplicemente Isacco per nome e lo abbracciai. Allora Isacco disse: ‘Padre, Dio ti ha chiesto di offirGli Isacco, vero? Lo sapevo quando ho visto la tua faccia triste’. Poi continuò: ‘Sono grato che Dio mi abbia scelto come oggetto dell’offerta. Padre, di cosa ti preoccupi? Diventare oggetto di un’offerta è una bella cosa. È una benedizione’. Poi si sdraiò sulla legna senza esitazione. Guardando il cielo, pregai sinceramente con un misto di sentimenti nel cuore, con timore verso Dio e dolore nel mio cuore per mio figlio: ‘Padre, ti sto offendo mio figlio!’ Con questa preghiera, mentre ero sul punto di colpire Isacco con una spada sentii una voce dal cielo:

‘Abramo, ora so che mi rispetti. Sospendi quello che stai per fare.’ Allora Isacco, che era sdraiato sulla legna da ardere si levò a sedere e mi spinse dicendo: ‘Perché ti fermi? Ti prego, continua a fare l’offerta!’ Continuava, gridando a voce alta. ‘Padre, se tu giuri il falso davanti a Dio, io non posso guardarti in faccia.’ Allora Dio chiamò: ‘Isacco!’ Isacco, che aveva udito la Sua voce, questa volta mi ascoltò. Attraverso questo, anche se avevo fallito nel fare l’offerta secondo il comandamento di Dio, Dio ci perdonò tutti e due, padre e figlio. A quel tempo Isacco scherzò: ‘Forse Dio ha pensato che fossi troppo giovane per essere l’oggetto di un’offerta.’

Isacco ha una corporatura piccola, ma assomiglia a suo padre; è un uomo di bell’aspetto, dal cuore umile. Abramo e Isacco erano così vicini fra loro al punto che invidiavo il loro rapporto. L’offerta di Isacco da parte di Abramo ci insegna tante cose.

Giuda Iscariota

20 agosto 1997

Giuda Iscariota scappava sempre via quando lo vedevo. Lo andai a trovare diverse volte, ma lui non voleva vedermi. Così, un giorno, gli lasciai un messaggio su un pezzo di carta. “La tua colpa passata non deve essere nascosta, ma dev’essere rivelata per essere perdonata”. Lo andai a trovare diversi giorni dopo e questa volta acconsentì ad incontrarmi e, tenendo il capo abbassato come un peccatore, mi chiese: “Perché insegui me, che sono un così gran peccatore?” Non gli risposi subito.

Dopo un po’ Giuda continuò: “Un criminale storico come me non può andare da Dio o dal Signore. Mentre mi pento del mio peccato vivendo qui in questo modo, per favore non venire più a trovarmi”.

“Quanto deve essere addolorato il tuo cuore. Forse non sarà una gran consolazione per te, ma pensavo che avrei potuto sollevare il tuo cuore afflitto” - dissi. Lui rispose: “Finora, non c’è stata una sola persona che abbia cercato di confortare un peccatore come me. Ma nessuno e nulla mi può dare conforto, perciò ti chiedo di non venire più a visitarmi”. Non potei presentargli né i Principi Divini né il Pensiero dell’Unificazione. L’ambiente in cui vive era spoglio, come quello di una prigione e non riuscivo a vedere quasi nessuno attorno a lui. Le persone sulla terra di solito pensano che l’inferno sia un luogo dove tante persone piangono e gridano, un posto pieno di una puzza insopportabile, ma in realtà l’inferno è un luogo solitario. Ritornai a casa mia pensando che sarei andato di nuovo a trovarlo dopo un po’ di tempo, quando è più calmo.

Giovanni Battista

20 agosto 1997

Giovanni Battista è basso, ma ha un volto intelligente. Quando chiesi a Gesù come sta Giovanni Battista, Gesù mi pregò di non dirgli che l’avevo incontrato. Aggiunse che Giovanni Battista non avrebbe voluto vedermi, e così non avrei potuto incontrarlo. Il luogo dove vive Giovanni Battista era molto lontano da quello di Gesù. Quando andai a trovarlo, una persona gigantesca che portava una spada mi fermò dicendo che non a tutti era permesso di vedere il suo padrone. Poi mi chiese di scrivere il mio nome sul libro degli ospiti. Quando entrai in casa sua dopo aver firmato, Giovanni Battista mi ricevette, inchinandosi e disse: “Come ha potuto il messaggero di Dio venire in un luogo così umile come il mio?” e si sedette, inginocchiandosi davanti a me. Prima ancora che gli facessi delle domande, cominciò a parlare: “Sulla terra, ero rispettato e seguito da tante persone, ma ora la mia dimora è un posto molto umile e non posso neanche vedere il Signore. Inoltre, anche se servissi il Signore, Lui non verrebbe qui. Ero così abituato ad essere seguito e servito e non prestavo assolutamente attenzione alla vita di Gesù. Giudicavo Gesù e mi rapportavo a lui non con gli occhi di Dio, ma con occhi umani… Non capivo che sarebbe stato un peccato così grande. Non so come posso essere perdonato, così mi sento frustrato. Poiché sei venuto qui come messaggero di Dio, potresti aiutarmi?”

Quando gli chiesi perché a guardia della porta c’era un uomo con una spada, rispose che è sempre insicuro e ha paura che qualcuno venga a fargli del male, per questo incontra le persone selettivamente. Gli dissi: “Tu hai bisogno di pentirti continuamente fino al giorno in cui le porte dell’inferno si apriranno”, e gli presentai i Veri Genitori. Allora mi chiese quando verrà il giorno della liberazione. Mentre tornavo a casa, il mio cuore era afflitto perché so che davanti ai Veri Genitori ci sono tante persone come lui sulla terra, che vivranno una vita come quella di Giovanni Battista nel mondo spirituale.

Kim Il Sung

21 agosto 1997

Per incontrarlo dovetti andare a cercarlo dappertutto. Chiesi a Dio dove si trovava, ma Dio scosse soltanto la testa. Chiesi in giro, ma nessuno lo sapeva. Così, alla fine, decisi di scendere a cercarlo nei livelli bassi. Scendendo ad un livello basso, sentii davvero che l’inferno esiste. Allora cosa accadde? Un uomo gigantesco, ferito da un fucile e da un coltello, era appoggiato alla porta e, non potendo neppure entrare, se ne stava seduto lì; uno spettacolo così orrendo. Gli chiesi: “Per caso sei tu il Premier Kim Il Sung?” L’uomo si lamentava e gemeva e non riusciva neppure a sollevare la testa; mi chiese chi ero. Glielo dissi e feci il nome del Padre.

Perdeva sangue dappertutto, ma cambiò posizione e si mise in ginocchio. Disse: “Ho commesso tanti peccati e ho fatto tante cose sbagliate contro di lui; per questo adesso sto pagando per tutto”. Gli chiesi: “Perché non vai dentro, invece di stare qui sull’entrata?” Rispose: “Vorrei poterlo fare, ma non appena vado dentro, le persone che sono là mi gettano pietre, coltelli, fucili e ogni genere di cose e fanno una baraonda tale che non posso sopportarla. Inoltre urlano e dicono: ‘Vattene via, figlio di puttana’- così non posso stare dentro.

Perché mi cerchi? Pensi che mio figlio Jung Il conosca tutta la mia miserabile situazione? La Corea del Nord perirà. Io lo sapevo già, ma non potevo farci nulla. Speravo solo che Jung Il avrebbe servito il Vero Padre e ascoltato i suoi consigli per governare il paese. Non sapevo che i nordcoreani gridassero e urlassero così forte. Non sapevo veramente che il mio peccato fosse così grave. Non c’è nessuno che mi accolga, da nessuna parte. Ti prego, potresti salvarmi?” - mi supplicò. Dovevo insegnargli i Principi Divini e l’ideologia dell’Unificazione, ma non riuscivo veramente a sopportare la vista di quella scena raccapricciante. Aprii la porta ed entrai; era simile allo spiazzo di una prigione. Tutte le persone che erano lì si alzarono e mi chiesero: “Chi sei tu? Come hai potuto entrare qui con tanta imponenza? Spiegai che ero un messaggero di Dio e chiesi un po’ di tempo per parlare. Qua e là sentii qualcuno che diceva con sarcasmo: “Va bene. Abbiamo un sacco di tempo. Facci un discorso.” Io spiegai che Dio è la persona centrale dell’amore e poi tenni una lezione sulle caratteristiche duali di Dio. Mi rivolsi a loro, tra le lacrime, per 40 o 50 minuti, supplicandoli di vivere per gli altri, di amarsi e aiutarsi a vicenda, e di perdonarsi reciprocamente le colpe. Dissi che dovevano resistere e aspettare fino al giorno della liberazione dell’inferno.

Dopo di ché dissi a Kim Il Sung di coricarsi per farsi curare le ferite. Le persone attorno a noi cominciarono a pulirgli le ferite e l’atmosfera cambiò diventando molto calma e tranquilla. Chiesi di tornare per dare altre lezioni. Alcuni dissero che andava bene, altri di lasciar perdere, che non volevano essere disturbati.

Kim Il Sung si sedette angosciato. Non poteva sollevare il capo e non poté neppure guardarmi mentre me ne andavo. Sulla via del ritorno pensai che la vita terrena è veramente breve. Chi può conoscere questo tipo di situazione? Le persone sulla terra non possono vedere il mondo spirituale, perciò si aggrappano solo a quello che riescono a vedere e vivono la loro vita. Il tipo di punizione dell’inferno, la vita che ha davanti a sé solo questo tipo d’inferno disperato: che vita miserabile! Scrivo questa lettera nella speranza di essere uno stimolo vitale per i nostri membri, in modo che senza soffrire, tutti possano essere accolti direttamente nell’abbraccio di Dio.

Il regno dell’unificazione del mondo spirituale

21 agosto 1997

Spiegherò il regno dell’unificazione del mondo spirituale. Qui è veramente il cielo. Qui è il vero Eden. Qui c’è vera pace. Qui tutti sono felici. Qui è pieno di speranza. Qui è un vero giardino d’amore. Qui è un vero incanto. Qui è un luogo che fa veramente germogliare l’amore. Qui è un luogo santo di una bellezza che non può essere espressa in modo adeguato. Qui Heung Jin Nim è sempre il primo a fare il lavoro tranquillamente, con umiltà e precisione. Chiede sempre consigli a Dio sul suo lavoro e cerca la Sua opinione. Va in giro visitando ogni livello, ascolta la situazione delle persone, le conforta ecc. Il missionario Chong Goo Park è sempre al seguito di Heung Jin Nim e lo accompagna dappertutto. A volte, il missionario Park impedisce a Heung Jin Nim di andare nei luoghi molto difficili e si prende cura delle cose al suo posto.

Dae Mo Nim prega sempre, proprio come aveva fatto durante la sua vita sulla terra Non si allontana dal luogo dove vive Heung Jin Nim e prega sempre. Dae Mo Nim vive con un unico pensiero e desiderio, che i Veri Genitori abbiano lunga vita. Choong Mo Nim chiama Dae Mo Nim madre anziana, la segue sempre e cerca di imparare persino le piccole cose. Un giorno ho visto una scena molto interessante. La coppia di Dae Mo Nim e quella di Choong Mo Nim erano insieme e stavano parlando tra loro; il marito di Dae Mo Nim disse: “Divertiamoci insieme. Sento che siamo tanto distanti perché siamo troppo seri e formali tra noi.” Allora Dae Mo Nim disse: “Come possono i suoceri divertirsi insieme? I suoceri non devono forse essere seri e formali fra loro?” Dopodiché l’atmosfera cambiò, diventando nuovamente seria. Choong Mo Nim è sempre seria e formale, e cerca in tutti i modi di imparare.

Il Presidente Hyo Won Eu dà sempre lezioni sui Principi Divini. Ritorna alla posizione di insegnare persino quando parla tranquillamente con i membri. Insegnare i Principi Divini è la sua stessa vita. Persino in questa atmosfera felice, abbiamo dei momenti tristi. Tanti dei nostri membri sono qui, ma non vuol dire che siano tutti felici. Portano il titolo dei loro peccati come se portassero un cartellino col loro nome, così è rivelato pubblicamente. Per questo, finché non hanno pagato tutto l’indennizzo, affrontano tante difficoltà e sofferenze.

Persino in cielo, ci sono diversi livelli. Non dirò altro su questo ma, volendo riassumere, la vita in cielo è l’estensione della vita sulla terra. Il mondo spirituale è come entrare in un magazzino con il frutto della vostra vita. Più preziosa del grano, però, è l’attitudine di vivere per gli altri. Abbiamo tutti imparato l’azione di dare e avere dai Principi Divini e la base essenziale di questo concetto è vivere per gli altri. Perciò, se viviamo per gli altri anziché per noi stessi, non ci saranno problemi.

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