Perdonate, Amate, Unitevi

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America in Crisi - Risposta al Watergate

30 novembre 1973 – USA

Da quando avevo 16 anni, io ho costantemente sentito la presenza di Dio. Io ho potuto condividere con il mondo numerosi suggerimenti che Egli mi ha mostrato. Il 1° gennaio 1972, Dio mi ha parlato ancora nelle mie preghiere. Egli mi disse di andare in America e parlare al popolo americano sulla speranza e l’unificazione. Obbedendo alla chiamata di Dio, io sono venuto e ho cominciato un tour, chiamato “Il Giorno della Speranza”. Nel 1972 ho portato questo messaggio a 7 città americane.

Il tour a livello nazionale ora in corso è cominciato a New York il 1° ottobre, alla Carnegie Hall e andrà attraverso 21 città americane, dichiarando un messaggio di speranza ed unificazione. Dopo New York ho parlato a Baltimora, Filadelfia, Boston, Washington DC, New Orleans, Dallas, Tampa ed Atlanta. Il tipo di benvenuto che ho ricevuto in queste grandi città americane, mi ha profondamente toccato. Io sono particolarmente grato ai sindaci e alle altre autorità che hanno risposto proclamando “il giorno della speranza e l’unificazione” nella loro comunità.

I miei viaggi in America mi hanno mostrato una terra travagliata. Il declino morale e spirituale è tragico e sconvolgente. Molte persone non sono più orgogliose di essere americane. La nazione americana sembra mortalmente finita nello spirito e nell’anima dalla tragedia di Watergate. Noi siamo testimoni di una crisi probabilmente senza precedenti nella storia americana. La situazione è veramente seria. Questa è più che una crisi politica, sociale ed economica, è la crisi dell’anima umana. Questo non è solamente il problema di un uomo nella Casa Bianca, ma è una crisi per tutti noi.

Il 10 novembre 1973 mi sono fermato per due settimane nel mio tour e sono ritornato in Corea. Ho trascorso questo tempo pregando e meditando, ricercando disperatamente una risposta ed una nuova speranza per l’America. Oggi noi ascoltiamo tante cose sulle disgrazie dell’America, che cosa è sbagliato e chi deve essere biasimato, che cosa dovrebbe essere fatto e non fatto. L’accusa piena di rancore sta diventando un passatempo nella vita quotidiana degli americani. L’odio e la marea stanno uccidendo l’anima umana. Alcune persone gridano: “Impeachment per il Presidente”. L’opinione è divisa, la gente ne parla molto. Il Presidente dovrebbe rimanere in carica? Il Presidente dovrebbe essere messo alla prova? Noi abbiamo assistito con i nostri occhi all’assassinio dell’America del suo Presidente John Fitzgerald Kennedy, nel 1963. Ma oggi, senza che molti si rendono conto di ciò, l’America sta uccidendo ancora una volta il suo Presidente.

Un proiettile uccise Kennedy, e la nazione si unì in un comune senso di pentimento e di dolore. In questo tempo il proiettile dell’odio e dell’accusa è in grado di distruggere non solo il Presidente, ma anche la nazione insieme a lui. In una guerra d’odio, nessuno è vincitore. Ogni americano responsabile sente un grave turbamento per il futuro della sua terra. Alcuni pensano addirittura che l’America sia stata colpita da un colpo fatale. Tuttavia, in questo critico momento della storia americana è deludente e strano che nessuno si chieda: “qual è la volontà di Dio?”

Se l’America è stata concepita come “una nazione sotto Dio”, la risposta deve dunque venire da Lui. Abbiamo smesso di domandare? Ho volto il mio capo e posto l’orecchio per ascoltare il battito del cuore dell’America. Non ho udito nessuno ricercare la soluzione dall’alto. Noi continuiamo a criticare, e la nazione affonda, critichiamo un po’ di più e la nazione cade ancora più profondamente in un grave pericolo. Ora è il momento per l’America di rinnovare la fede espressa nel suo motto “In God We Trust”. Questo è lo spirito che ha fondato e reso l’America grande ed unica. Dio ha Benedetto l’America per merito di questo spirito. Inoltre, l’America sta svolgendo un ruolo vitale nel piano di Dio per il mondo moderno. Dio dipende dall’America oggi. Perciò la crisi dell’America è una crisi per Dio. Una risposta deve venire dall’alto, da Dio, dal solo che ha la risposta.

Io ho pregato ardentemente Dio, chiedendogli di rivelare il Suo messaggio. La risposta è venuta. La prima parola che Dio disse fu: “Perdonate”. L’America deve perdonare. Qualsiasi sbaglio sia stato fatto, qualsiasi errore sia stato compiuto; l’America ha una nobile azione da compiere. L’America deve perdonare.

L’affare Watergate è un errore, non solo l’errore di pochi uomini ma l’errore dell’umanità, l’errore del popolo americano. La preghiera del Signore dice “perdona i nostri debiti come noi li abbiamo perdonati ai nostri debitori”. Se noi vogliamo che Dio ci perdoni, noi dobbiamo dapprima perdonarci l’un l’altro. Watergate non è solamente una prova per il Presidente. Watergate è una prova della fede dell’America. Che posizione manterrà davanti a Dio questa nazione nel mezzo di una crisi morale? Può questa nazione che è stata fondata 200 anni fa basata su una tradizione cristiana, mantenere questa stessa tradizione oggi? Può questa nazione dimostrare la sua generosità e il suo perdono reciproco? Può amare? Questa è la prova per il popolo americano.

Molto tempo fa i primi coloni sulle coste della New England commisero molti gravi errori. Ma con la loro fede in Dio essi superarono numerose crisi e poterono poi guidare l’America alla prosperità.

La Bibbia si parla di quando gli scribi e farisei provarono Gesù. Essi portarono a lui una donna che doveva essere lapidata, perché era stata accolta mentre commetteva adulterio. La legge mosaica imponeva che fosse fatta giustizia, ma il messaggio di Gesù era di perdonare. Egli si alzò e disse loro: “chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra contro di lei” e coloro che udirono queste parole, essendo condannati dalla loro propria coscienza, uscirono uno per uno, incominciando dai più vecchi fino agli ultimi, e Gesù fu lasciato solo con la donna là nel mezzo. Allora Gesù, alzatosi, le domandò: “o donna, dove sono coloro che ti hanno accusata? Nessuno ti ha condannata?”. Ella rispose: “nessuno, signore”. E Gesù le disse: “nemmeno io ti condanno: va e da ora in poi non peccare più” (Giovanni 8:3-12)

Nessuno osò gettare la prima pietra! Chi fra di voi vuole essere il primo a lanciare la prima pietra? Questo non è il momento di gettare pietre contro chi vi guida. Questo non è il tempo di gettarsi pietre l’un l’altro. Io ho pregato specificamente per il Presidente Richard Nixon. Io ho chiesto a Dio: “cosa dobbiamo fare con la persona di Richard Nixon?” La risposta venne ancora. La seconda parola che Dio mi disse fu “Amate. È vostro dovere amarlo”. Noi dobbiamo amare Richard Nixon. Gesù Cristo amò persino i suoi nemici. Non dovete voi amare il vostro Presidente? Cosa farete quando un membro della vostra famiglia è nei guai? Lo criticate e lo allontanate bruscamente? Certamente no. Voi lo guidate, lo confortate, lo amate incondizionatamente. Voi appartenete alla famiglia americana e Richard Nixon è vostro fratello. Non volete quindi amare vostro fratello? Voi dovete amare il Presidente degli Stati Uniti.

Questa nazione è la nazione di Dio. La carica del Presidente degli Stati Uniti è perciò sacra. Dio ha ispirato un uomo e poi lo conferma come Presidente attraverso la volontà del popolo. Egli pone la sua mano sulla parola di Dio ed è insediato nella carica. In questo momento della storia Dio ha scelto Richard Nixon per essere Presidente degli Stati Uniti d’America. Perciò Dio ha il potere, l’autorità di destituirlo. Il nostro dovere e questo solo, è di ricercare profondamente la guida di Dio in questa situazione e sostenere la carica, per sé stessa.

Se Dio decide di destituirlo, questa è la Sua scelta, e noi dobbiamo avere fede che Egli parlerà.

Io ho continuato a pregare e la terza ed ultima parola che Dio mi ha detto fu “Unitevi”. L’America deve unirsi. Uniamoci in spirito di perdono, uniamoci in spirito d’amore. Ora è il momento per il pentimento nazionale. L’amore è il potere per unire. L’America un tempo seppe come riunirsi per creare una potente nazione del bene sulla faccia della terra. L’America è una meravigliosa terra da guardare, una nazione composta da tutte le nazionalità, tutte le razze e tutte le religioni unite insieme, come un corpo che lavora per un unico scopo. La fonte di questo potere sono stati l’amore e la fede in Dio e dell’uno nell’altro.

La crisi di oggi in America può essere superata. Noi dobbiamo ravvivare la nostra fede in Dio e riunire noi stessi in amore, il destino dell’America è inseparabile dal destino del mondo. Il benessere dell’America interessa il piano di Dio. Dio ha scelto questa nazione come Sua rappresentante nella Sua dispensazione per questo tempo. Fra pochi anni vi sarà la celebrazione del bicentenario dell’America e Dio la sta provando con il problema del Watergate. L’America deve dimostrare unità in amore e perdono. Rinnoviamo la nostra fede in Dio per questa che è stata la fonte perenne del potere dell’America. L’America deve vivere la volontà di Dio. Essa non ha alternative.

Chi sono io per dire questo al popolo americano? Io non sono nemmeno un cittadino degli Stati Uniti. Io sono un coreano, un ospite. Tuttavia, io faccio questo perché amo l’America tanto quanto la mia propria terra. Questa è la terra amata da Dio ed io amo Dio ed Egli è il nostro Padre nel cielo. Ovunque Dio, mio Padre dimora, lì è la mia patria. Infatti, la terra del padre e anche la terra del figlio. L’America appartiene a coloro che più la amano. Io sono preoccupato del benessere dell’America tanto quanto del mio proprio benessere. Questa è la ragione del mio coraggio nel parlare chiaramente di questo problema. Inoltre, io ho aspettato, ho aspettato a lungo.

Io mi aspettavo che qualche grande guida spirituale americana o evangelista avrebbe riunito l’America attorno a Dio, superando la crisi Watergate in questo momento tempestoso e di depressione. Però non vi è stata nessuna guida spirituale americana che abbia parlato per l’unità. Io non ho udito nel deserto nessuna voce gridare questo chiaramente agli americani. In questo tempo Dio mi ha parlato ancora “non temere! Ricorda Giona in Ninive. Parla francamente!” Ed io ho obbedito. E perciò io sto facendo questo. Come fondatore della chiesa di unificazione internazionale, io ho dichiarato i prossimi 40 giorni, partendo dal 1° dicembre 1973, come periodo di digiuno e preghiera per i nostri membri in tutto il mondo. In questo modo noi siamo determinati a risvegliare la nostra nazione nei riguardi di questa critica situazione.

L’America deve unirsi nella sua tradizione cristiana di amore e perdono di fronte alla grave crisi creata dal Watergate. Così noi proponiamo questa preghiera e digiuno nazionale per la crisi del Watergate come la sola via per guarire e unire questa nazione. Questo è infatti il tempo di costernazione e di crisi morale. Tuttavia, questa è anche una grande opportunità per l’America, l’occasione in cui il popolo americano può dimostrare la vera grandezza dell’America in fede e coraggio.

Storicamente i grandi popoli hanno trovato la loro grandezza non durante le situazioni normali ma durante le crisi. Questo è il tempo in cui il popolo americano deve agire come un grande popolo che ripone fiducia in Dio. Allora questo sarà il giorno della speranza e dell’unificazione. “In God We Trust”. In queste quattro parole risiede la chiave per la sopravvivenza e la prosperità dell’America.

L’America deve vivere la volontà di Dio ed il comando di Dio in questo momento cruciale della storia americana è: Perdonate, Amate, Unitevi!

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