La Volontà di Dio e il Natale

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Oggi è Natale e le persone in tutto il mondo stanno celebrando la nascita di Gesù Cristo. Quando pensiamo a Gesù, sappiamo che non nacque con uno scopo individuale, come le persone comuni, ma venne sulla terra per salvare il mondo. A causa della caduta, l’umanità ha chiaramente bisogno di un Salvatore per poter ritornare a Dio. L’umanità si è allontanata da Dio e tutti devono passare attraverso Gesù per ritornare a Lui.

È estremamente importante, celebrando questo giorno di Natale, conoscere lo scopo della venuta di Gesù Cristo 2000 anni fa. Senza conoscere chiaramente quello scopo, questa celebrazione non ha alcun significato; perciò stamattina vorrei dare un messaggio sul tema: “La volontà di Dio e il Natale”.

Quando chiediamo a Dio se la Sua intenzione originale per questo mondo è stata completamente realizzata, ovviamente la Sua risposta è no. La volontà di Dio originariamente non fu realizzata a causa della caduta umana. Nel corso della storia l’umanità caduta ha continuamente cercato la realizzazione finale della volontà di Dio e dello scopo di creazione. Mentre questa provvidenza andava avanti su tanti livelli diversi – individuale, familiare, sociale, nazionale e mondiale – la volontà o il piano originale di Dio non è mai cambiato.

Dio è eterno, immutabile, assoluto ed unico, perciò anche la Sua volontà è eterna, immutabile, assoluta ed unica. Dio non può scendere a compromessi col Suo standard originale a causa del fallimento umano. Non può abbassarsi al livello dell’umanità peccatrice; sono gli uomini che devono elevarsi al livello di Dio.

Gesù venne per realizzare il Regno di Dio sulla terra

Sin dalla caduta, la volontà di Dio si è focalizzata sullo scopo della restaurazione. Dio è determinato a salvare l’umanità, a mostrare alle persone come possono uscire dallo stato caduto ed entrare nell’ideale originale della creazione. Questa è la restaurazione o la provvidenza di salvezza. Nel corso della storia le persone non sono state nella posizione di salvare sé stesse; la salvezza, invece, viene da Dio. Dio deve mandare un Salvatore per rivelare al mondo il Suo ideale originale di creazione. Questo uomo era Gesù Cristo.

Come sapete, l’intenzione originale di Dio per questo mondo, non sarebbe stata solo la perfezione di un individuo, ma avrebbe portato alla perfezione della famiglia. Questo si sarebbe espanso alla perfezione del clan, della società, della nazione e del mondo. Se Adamo ed Eva avessero raggiunto la perfezione senza cadere, oggi il mondo sarebbe stato completamente diverso. Non vedremmo tutte le scene disgustose a cui assistiamo ogni giorno, e non vedremmo neanche le barriere di lingue e le barriere nazionali che separano le persone. Inoltre, ogni individuo vivrebbe per realizzare concretamente la perfezione e potrebbe chiaramente pianificare il suo modo di vita per raggiungere alla fine il Regno dei Cieli. Oggi il problema è che gli uomini non conoscono il Dio vivente e non hanno una giusta direzione. La gente vive una vita sbandata, alla cieca. Nell’ideale originale questo non succederebbe mai; tutti sarebbero guidati alla perfezione in un modo perfettamente conforme alla volontà di Dio e nessuno potrebbe o vorrebbe vivere al di fuori di quella volontà.

Se non ci fosse stata la caduta, gli uomini sarebbero cittadini del Regno di Dio sulla terra. I cittadini del Regno di Dio inizieranno la loro vita qui sulla terra e dopo aver portato a termine la loro vita qui, saranno elevati automaticamente nel Regno di Dio in Cielo, dove continueranno come famiglie.

Nella mente di Dio c’è sempre stato un progetto, il piano originale che è sempre stato e sempre rimarrà perfetto, anche se la realizzazione fisica di questo piano non si è ancora vista. Gesù pregò: “Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà come in cielo così in terra”. Gesù conosceva la perfezione della volontà di Dio in Cielo e portò quella volontà sulla terra, venendo a stabilire la perfezione qui. Questo era il piano di Dio.

Gesù vivente era il perfetto mediatore della salvezza

Gesù Cristo venne per compiere la volontà di Dio, per trasmettere la volontà di Dio alla nazione scelta di Israele. Dio si stava muovendo in una certa direzione e Gesù Cristo si muoveva parallelamente a quella direzione, quindi, certamente, il popolo di Israele avrebbe dovuto muoversi in modo parallelo a Gesù. Se tutti e tre si fossero mossi parallelamente in una sola direzione, la volontà suprema di Dio si sarebbe potuta realizzare in quella nazione. Dio e Gesù erano uniti, e tutto ciò che occorreva era che il popolo di Israele si unisse a Gesù. Dopo la realizzazione a livello nazionale, l’espansione di quella realizzazione a livello mondiale sarebbe stata assicurata.

Gesù venne come un sacerdote per essere ricevuto dal popolo di Israele. Portò la grande opportunità di realizzare la condizione per la restaurazione del giardino di Eden. Tutto fu perduto nel giardino di Eden, ma tutto avrebbe potuto essere restaurato dalla nazione scelta di Israele se essa si fosse unita al Messia. Le battaglie cruente che sono avvenute per tanti secoli dopo la comparsa di Gesù non sarebbero mai dovute succedere. Dio aveva preparato Israele per tante migliaia di anni perché fosse pronta ad accettare il Messia alla sua venuta. Anche se Gesù non apparve nel modo in cui la maggior parte degli ebrei del suo tempo lo aspettava, essi avrebbero dovuto avere lo stesso la saggezza di accettare il Messia e lavorare insieme a lui alla sua venuta. Così Giovanni Battista, preparando la via a Gesù, dichiarò al mondo: “Pentitevi, perché il Regno di Dio è vicino”.

Il Messia poteva capire e ragionare col cuore di Dio, così poteva essere unito all’amore di Dio. Le qualità umane eccezionali della sua personalità gli permettevano di collegarsi al popolo di Israele. Lui era il ponte fra Dio e tutto il mondo caduto e, accettandolo, il popolo avrebbe accettato Dio e si sarebbe unito a Lui. La volontà di Dio era che il Messia fosse accettato, non respinto. Gesù era veramente il Messia e attraverso la totale obbedienza del popolo egli avrebbe dovuto ricevere il potere di guidare Israele.

La morte di Gesù non fu un suicidio, fu un’esecuzione. Oggi la dottrina cristiana predica la salvezza per mezzo del sangue di Gesù, ma dobbiamo chiederci se Dio e Gesù aderiscono a questa dottrina. Nella Bibbia si narra la storia di una prostituta che era stata condannata a morte e stava per essere lapidata. Gesù disse alle persone che si erano riunite intorno a lei: “Chi è senza peccato, scagli la prima pietra”. Tutti, imbarazzati, lasciarono cadere le loro pietre. Dopo che tutti se ne furono andati con vergogna, Gesù parlò alla donna accusata dicendole: “Non ti ha condannato nessuno? Nemmeno io ti condanno. Va’ e non peccare più”. Cosa significa questo? Con le sue parole Gesù offriva il perdono. Prima ancora che Gesù versasse una goccia di sangue, c’era già la salvezza. Nessuno doveva aspettare che Gesù morisse. C’era salvezza nell’accettare la parola di Gesù. Questo è nella Bibbia. Gesù non dava un buono dicendo: “Vi perdonerò e salverò, ma aspettate finché muoio sulla croce”. Gesù offriva la salvezza a tutti con la parola di Dio. Il piano di salvezza di Dio non richiedeva spargimento di sangue. La parola salvezza significa che il giardino di Eden sarà qui sulla terra, con uomini, donne e famiglie vive. Ciò di cui abbiamo bisogno è la realizzazione da vivi, non lo spargimento di sangue e la morte.

Adamo, Gesù e il Secondo Avvento hanno lo stesso scopo

Dio, tuttavia, non ha ancora visto la perfezione del Suo piano originale qui sulla terra, nemmeno dopo la venuta di Gesù Cristo. A causa della crocifissione Gesù non poté realizzare pienamente lo scopo della sua venuta, la realizzazione dell’ideale dell’Eden. Non era affatto il piano originale di Dio realizzare l’ideale uccidendo il Messia. Se questo era veramente il metodo di Gesù, allora sarebbe bastato semplicemente mandarlo in una nazione che non era preparata a capirlo. A volte il sacrificio è necessario, ma Dio non intendeva il sacrificio della vita umana come la chiave per completare la salvezza. A causa della crocifissione, Gesù Cristo non poté portare l’umanità al massimo grado della perfezione individuale o alla perfezione della famiglia, della società o della nazione. Perciò è del tutto logico che il Messia debba venire una seconda volta.

Cosa farà Gesù quando verrà? Verrà per spazzare via il mondo? La parola “giudizio” spesso è fraintesa nel senso che Dio nell’ira spazzerà via tutto. Questo non è lo scopo per cui il Messia viene una seconda volta. Lo scopo è realizzare la missione che è rimasta incompiuta 2000 anni fa, lavorare per la perfezione dell’individuo, della famiglia, della società, della nazione e del mondo. Il giudizio è il lavoro costruttivo di Dio per vedere realizzato il Regno di Dio qui sulla terra.

Il lavoro di Dio è realistico e fisico. Interpretando la Bibbia alla lettera, tanti cristiani si aspettano la comparsa di Gesù nel cielo, ma ci sono problemi con questa visione. Le persone concepiscono Dio come un essere soprannaturale, qualcuno che compirebbe perfino il miracolo di far venire Gesù sulle nuvole. Ma perché in questo caso sarebbe necessario il Cristianesimo? Perché sarebbe necessaria la fede? Perché Dio, tanto per cominciare, non ha usato il potere soprannaturale per costruire il Suo Regno? Perché ha dovuto aspettare 6.000 anni per realizzare questo?

Voglio che sappiate che la volontà di Dio nel mandare Gesù Cristo 2.000 anni fa è perfettamente parallela alla venuta di Adamo nel giardino di Eden. Il Signore del Secondo Avvento verrà per lo stesso scopo. In altre parole, la volontà di Dio, lo scopo di Adamo, lo scopo di Gesù e lo scopo del Secondo Avvento sono tutti identici. La verità è immutabile, essendo l’inizio e la fine. La volontà di Dio non può essere cambiata o offuscata dal tempo ma sarà sempre la stessa. Dio ha una formula e quando sarà realizzata, Dio la suggellerà. Quella particolare formula è ancora lì, incompiuta; Dio sta aspettando che l’uomo realizzi quello standard puro, incontaminato.

Gesù il vero uomo, unito a Dio

Chi è un vero uomo? Il Presidente degli Stati Uniti è automaticamente un vero uomo? Il vero uomo è colui che si adatta perfettamente alla struttura di Dio, cioè, se Dio è rotondo, quel vero uomo è perfettamente rotondo, e se Dio è quadrato, quel vero uomo è perfettamente quadrato. Dal giorno alla notte, dall’eternità all’eternità, egli non devierà da quello standard.

Come sappiamo che Gesù era un vero uomo? Non aveva scritto un grosso segno sulla fronte o si era laureato all’università. Non aveva nessuna grandezza o potere straordinari. Perché sappiamo che era un vero uomo? Sappiamo che Gesù era un vero uomo perché il suo modo di vita era conforme alla volontà di Dio e corrispondeva perfettamente alla descrizione del modo di vita di Dio. Sappiamo che Gesù Cristo nacque unicamente per la volontà di Dio, che visse esclusivamente per la volontà di Dio e morì esclusivamente per la volontà di Dio. Nel momento critico della sua morte sulla croce, Gesù morì come un Messia e con la dignità di un Messia, non come un uomo ordinario, un uomo triste o un uomo che si nascondeva. Gesù non poteva rinunciare alla volontà di Dio provando risentimento per l’ostinata opposizione delle persone ai suoi sforzi per salvarle. Provava profondamente questo sentimento: “Anche se ora l’impero romano si oppone a me, riceverà la mia misericordia. Anche se gli ebrei mi vengono contro, riceveranno la mia misericordia”. Perciò Gesù aveva spazio per perdonarli, spazio per pregare per loro ed abbracciarli.

Gesù era un vero uomo perché visse perfettamente la vita di Dio. Era un Dio che camminava. Non c’era nessuna separazione fra Dio e Gesù e poiché nessuno può distruggere Dio, nessuno può distruggere Cristo. La crocifissione non fu la distruzione di Gesù; Dio manifestò il potere della resurrezione, in modo che il mondo potesse vedere che Gesù non era mai stato distrutto.

Quale atteggiamento è necessario per poter ricevere il Messia?

Poiché la realizzazione della perfezione non fu compiuta in Israele, Dio preparò il Cristianesimo come seconda Israele, come la base sulla quale poteva venire il secondo Messia. Porre questa base è compito del Cristianesimo. Lo scopo finale dei cristiani di tutto il mondo è ricevere il Messia. Tanti cristiani pensano che il Messia ordinerà che avvengano miracoli straordinari che risolveranno tutti i problemi del mondo in un momento, trasformando in un attimo il mondo nel Regno di Dio.

Quando il Messia verrà la seconda volta, partirà dal fondo della situazione umana e avanzerà, un passo dopo l’altro, fino alla sommità del regno. Il Messia porta il modello che il resto del mondo deve seguire e non scenderà a compromessi con il mondo. Darà inizio allo scontro finale fra il bene e il male. Secondo lo standard originale di Dio, i cristiani dell’era moderna sono pronti per essere elevati nel Regno di Dio in cielo come uomini e donne perfetti? Assolutamente no. Devono trasformarsi e cambiare per conformarsi al modello che il Messia porterà; come seconda Israele, i cristiani devono essere le prime persone a cambiare loro stessi secondo quel modello.

Tanti cristiani hanno aspettato costantemente che il Messia ritorni su una nuvola. Se venisse su una nuvola, magari indossando un paracadute, sarebbe indubbiamente riconosciuto e onorato come il Messia. Ma non esiste proprio alcuna possibilità che non venga su una nuvola e appaia invece come una persona comune? Dopo tutto, di che genere di Messia avrebbe bisogno l’umanità: di uno che scende dalle nuvole come un essere soprannaturale, praticamente un essere non-umano; oppure di qualcuno che è uno come noi, con lo stesso corpo e la stessa mente? Certamente le persone hanno bisogno di una persona reale con la quale stabilire un rapporto nella posizione di Cristo.

Gesù descrisse sé stesso come “la via, la verità e la vita”. Non faceva veramente nessuna differenza il modo in cui venne nel mondo – anche se fosse venuto sulle nuvole, le nuvole non sono la via, la verità e la vita. Era Gesù stesso che era importante, nient’altro. Tuttavia egli venne nel mondo, insegnò chiaramente il modo di vivere, la verità per l’umanità e come conquistare la vita. Inoltre Gesù era “l’amore”; lui non disse questo, ma era l’amore per il mondo.

L’umanità preferirebbe ricevere un Messia venuto in modo spettacolare su una nuvola, senza insegnare ed essere tutte quelle cose che era Gesù, oppure un Messia venuto normalmente, ma che era capace di trasmettere quei concetti preziosi? Certamente l’umanità apprezzerebbe il secondo tipo di Messia.

Quanto conoscete la volontà di Dio? Tanti cristiani sono convinti che la volontà di Dio per loro è che cerchino il loro pezzetto di Cielo personale, senza preoccuparsi del destino del resto del mondo. Intanto la nazione e il mondo stanno crollando e, invece di sentirsi responsabili, aspettano che Dio metta a posto tutto. Questo non è vero Cristianesimo.

Io voglio che sappiate chiaramente che la meta di Dio e di Gesù è il mondo, non solo un uomo, una razza, un popolo o una nazione. Dio intendeva che il Messia realizzasse la perfezione, non che creasse una moltitudine di confessioni. Dio è ancora determinato a realizzare quello scopo finale della perfezione e dell’unità fra le persone. Come può un Cristianesimo diviso e litigioso, mostrare l’esempio dell’ideale di Gesù?

Io ho visto com’è il Regno di Dio nel mondo spirituale e alla fine anche voi vedrete che il Regno di Dio non è organizzato con le stesse divisioni fra le religioni che ci sono qui. Una simile separazione è veramente contraria alla volontà di Dio. I conflitti e le divisioni fra le persone religiose sono stati trasferiti nel mondo spirituale e addolorano Dio. Eppure questa è stata la fede tradizionale.

Come potete diventare veri figli e vere figlie di Cristo?

Noi crediamo in Gesù Cristo come il Salvatore e il Messia perché vogliamo anche noi diventare i figli e le figlie che possono realizzare la volontà di Dio. Gesù morì per la missione, non per conquistare il suo pezzetto di Cielo personale. Perciò, non preoccupatevi del vostro Cielo, ma preoccupatevi di portare il Regno di Dio nella vostra società e in questo mondo. Se siete così, quando direte a Dio: “Io non voglio andare nel Regno di Dio”, Dio vi rincorrerà e vi metterà personalmente nella posizione più alta del Suo Regno.

Gesù non si lamentò mai con Dio per il comportamento ribelle di quello stesso popolo che era stato mandato a salvare e non smise mai di curarsi di loro. Questo non era il cuore di Gesù. Gesù sapeva chiaramente che la sua missione non era semplicemente la salvezza di Israele, ma del mondo. Gesù, come figlio di Dio, era perfettamente unito a Dio nella volontà e nel cuore. E grazie a questa unità Gesù Cristo poté morire volentieri per il resto del mondo.

Come potete diventare veri figli e vere figlie di Cristo? Unendovi perfettamente a Gesù Cristo, unendovi al suo spirito e unendovi al suo cuore. Se siete perfettamente uniti a Gesù Cristo, potete essere un sacrificio volontario per la salvezza del resto del mondo. Dio sarebbe molto contento di sentire Gesù pregare: “Dio, la Tua meta è la salvezza del mondo. Ti prego, usa me e i miei fratelli e sorelle cristiane come Tuo sacrificio per realizzare la Tua volontà.” I veri cristiani sono quelli che sono disposti a sacrificare sé stessi, la loro chiesa e la loro confessione per realizzare la volontà di Dio per la salvezza del mondo.

Guardando i 2.000 anni di storia cristiana possiamo vedere che milioni di cristiani hanno pregato Dio profondamente e senza egoismo. All’inizio del Cristianesimo, quale pensate fosse la preghiera predominante? La supplica costante dei cristiani a Dio era: “Signore, per favore manda di nuovo Tuo figlio come hai promesso”. Questo era molto diverso dal tipo di preghiere che la maggior parte delle persone sta facendo oggi: “Signore, per favore, aiuta la mia famiglia a prosperare; benedici la mia chiesa, etc.”.

Un vero cristiano non potrebbe pregare per l’aiuto e la benedizione di Dio solo per la sua famiglia. Quelli che pregano solo per la loro parte di benedizione di Dio non andranno a finire in Cielo. Dopo aver conosciuto la verità sulla situazione di Dio possiamo solo pregare così: “Dio, sono pronto ad essere il Tuo sacrificio. Usami come Tuo strumento; realizza la Tua volontà per la salvezza del mondo attraverso di me”. Questo tipo di persone creeranno il Regno di Dio.

La realtà del primo Natale

Per conoscere meglio il cuore di Gesù, ricordiamo la sua situazione nel primo Natale. Oggi ci sono tante chiese che celebrano la nascita di Gesù facendo festa e gioendo. L’atteggiamento tradizionale è stato quello di lodare il modo in cui il Messia nacque in una stalla e fu deposto sulla paglia di una mangiatoia. Ma come poteva l’umanità essere orgogliosa del fatto che il figlio di Dio nacque in una stalla?

Gli ebrei erano stati preparati da Dio per ricevere ed aiutare Gesù, ma il popolo aveva veramente idea di che era Gesù e di cosa avrebbe dovuto fare per aiutarlo a compiere la volontà di Dio? Non sapeva un bel nulla. C’era qualcuno che capiva la missione di Gesù come individuo, la sua missione per restaurare la sua famiglia, la nazione attorno alla sua famiglia e alla fine il mondo intero? È molto chiaro che non ci fu nessuno, né laico né religioso, che aiutò Gesù a realizzare la sua missione.

Se mai ci fu qualcuno che capì Gesù e lo aiutò, fu Dio stesso. Dio lo sapeva, ma nessun altro, a parte Gesù, capì la sua responsabilità. Dio era contento e felice mentre guardava Suo figlio nascere in una stalla, piangendo al freddo, senza nessuno attorno a lui che sapesse cosa avrebbe dovuto fare, e con Satana che cercava a tutti i costi di trovare un modo per fermarlo? Dio poteva sentirsi a Suo agio in quella situazione?

Torniamo indietro e pensiamo un po’ più nei particolari a com’era l’ambiente direttamente circostante. Maria era la madre di Gesù, ma Giuseppe non era suo padre. Quando Giuseppe la sposò, Maria era incinta e Giuseppe sapeva che il bambino che lei portava in grembo non era suo. Giuseppe non sapeva nulla, tranne quello che gli era stato detto in un breve sogno. Giuseppe era un uomo giusto e così sposò Maria come gli era stato ordinato da un angelo, ma per quanto tempo pensate che potesse sentirsi a posto e felice di questo? Non pensate che continuasse a fare domande e a chiedere ripetutamente a Maria: “Di chi è il bambino?” Poteva Maria rispondere semplicemente senza problemi: “Oh, è stato concepito dallo Spirito Santo, perciò dovresti essere felice?” Anche se Maria avesse detto sinceramente questo, pensate che Giuseppe avrebbe risposto con gioia?

Siate realistici e immaginate voi stessi in quella posizione. Supponete che tutti vi rispettino come un uomo generoso, ma che dobbiate sposare una donna che è incinta, e aspetta un figlio da un altro. Se lei vi dicesse che quel figlio è stato concepito dallo Spirito Santo, forse per un giorno non provereste risentimento, ma potreste sentirvi generosi per tutti gli anni seguenti? Se uno di voi fosse nella situazione di Giuseppe, sentendo intorno a sé critiche e pettegolezzi, vi sentireste molto felici e contenti di Maria? Sareste contenti di servire il bambino una volta che è nato e vi sacrifichereste per proteggerlo dal male?

È probabile che Giuseppe abbia chiesto tante volte a Maria di chi era il bambino che portava in grembo, perché era curioso e perché cercava di capire. Ma ricordate che a quel tempo una donna non sposata che rimaneva incinta, secondo la legge mosaica doveva essere lapidata per aver commesso adulterio. All’inizio Giuseppe probabilmente pensò che avrebbe capito, ma a lungo andare non riuscì ad accettare la situazione. Pensate che quel rapporto sia stato felice per tanto tempo? È probabile che litigassero e non avessero fiducia l’uno nell’altra, anziché comprendersi pienamente e cooperare con amore.

Una volta nato Gesù, il disaccordo divenne senza dubbio più grande e Giuseppe vedeva Gesù come qualcosa che non era voluto e che aveva rovinato il suo rapporto con Maria. Se giudichiamo dalla realtà della natura umana questa probabilmente era la situazione che accompagnò tutta la vita di Gesù. A causa dell’attitudine dei loro genitori nei confronti di Gesù, persino i suoi fratelli e le sue sorelle non lo rispettavano e tanto meno pensavano che era il figlio di Dio. Lo trattavano peggio degli altri bambini perché era diverso.

La Bibbia narra che Maria e Giuseppe portarono Gesù al tempio di Gerusalemme per la Pasqua, ma quando lasciarono la città, non si preoccuparono neppure di controllare se Gesù era con loro. Si accorsero della sua assenza solo dopo tutta una giornata di viaggio. Persino in una famiglia comune, potete immaginare dei genitori che lasciano un bambino dell’età di Gesù tutto da solo in una città affollata?

Possiamo supporre con certezza che Maria e Giuseppe litigassero per questo. Giuseppe potrebbe aver detto: “Dimenticalo. Partiamo”. E Maria doveva seguirlo. Ma Poiché Maria insisteva e Giuseppe sapeva che lei non avrebbe ceduto, tornarono indietro a cercare Gesù e portarlo a casa con loro.

Mentre Maria era incinta e il disaccordo fra Maria e Giuseppe continuava, non pensate che per tutto il vicinato girasse la voce di quanto spesso lottavano? In un vicinato così unito come quello di un antico villaggio ebraico, era possibile che tutti sapessero che Maria e Giuseppe per qualche ragione non andavano d’accordo. Il sommo sacerdote Zaccaria e tutti parenti almeno conoscevano la situazione e la disapprovavano.

La famiglia di Giuseppe sapeva che Gesù non era veramente uno di loro e anche se probabilmente non ne avranno discusso davanti a lui, Gesù non era rispettato. Persino adesso, in una società così permissiva come quella americana, se una ragazza ha un figlio di cui non si conosce il padre, ci sono chiacchiere su questo. Al tempo di Gesù vigeva una situazione molto più dura, perché una madre non sposata era punibile con la morte. Certamente ci saranno stati dei pettegolezzi crudeli. Poteva Gesù crescere felice e contento come un bambino comune in quelle circostanze, oppure potete immaginare che Gesù era prigioniero di una situazione insopportabile? Ogni bambino con cui Gesù giocava deve aver fatto dei commenti sulle cose che sentiva dire dai suoi genitori. Gesù non può semplicemente aver avuto dei rapporti normali con gli altri bambini.

Nonostante ciò, rimane il fatto che Gesù nacque per salvare tutti gli uomini. Egli era il figlio unigenito di Dio e il suo obiettivo di salvezza erano proprio le persone che lo mettevano al bando. Il modo in cui il Re dei re fu maltrattato e frainteso dalle persone intorno a lui era tremendamente diverso dall’ideale che Dio aveva per Gesù.

Che tipo di persona avrebbe potuto consolare Gesù

Qualcuna delle persone intorno a Gesù cercò di difenderlo? Non c’è nemmeno una testimonianza che riporta questa devozione. Gesù fu maltrattato e perseguitato dagli stessi membri della sua famiglia perché non capivano assolutamente chi era. Anche senza considerare che era il Re dei re e il figlio di Dio, Gesù fu almeno trattato bene come un bambino comune?

Il buon senso direbbe che persino nelle feste o nelle occasioni speciali nessuno faceva dei vestiti o dei doni speciali e li regalava a Gesù. I fratelli e le sorelle che erano più favoriti da Giuseppe forse avranno ricevuto qualcosa, ma persino Maria non se la sentiva di far arrabbiare Giuseppe dando qualcosa a Gesù. Naturalmente Gesù avrà desiderato indossare i vestiti speciali e mangiare il cibo speciale di quel tempo, come fanno tutti, ma nessuno glieli dava.

Sicuramente Gesù sapeva di essere speciale. Sentiva quello che le persone intorno a lui pensavano sul suo conto, ma l’immagine che aveva di sé stesso era totalmente diversa. Sin da piccolo non poté mai parlare apertamente come voleva. L’unica consolazione che poteva cercare era nella comunicazione con Dio, e passava la maggior parte del tempo a pregare Dio cercando la Sua guida. Di conseguenza in questo periodo Gesù divenne sempre più forte e le circostanze lo costrinsero a seguire un’unica direzione – verso Dio e la realizzazione del Suo ideale. Lui sapeva che il pensiero dell’umanità era profondamente diverso da quello di Dio e che doveva essere corretto; sapeva anche che la società non capiva nulla di ciò che Dio voleva e che egli stesso avrebbe dovuto cambiarla. A causa delle sue circostanze avverse, Gesù pregava intensamente Dio, al punto in cui Dio poté parlargli ed insegnargli di cosa avrebbe avuto bisogno per il suo lavoro futuro.

In quelle circostanze, pensate che durante gli anni di Gesù sulla terra qualcuno celebrò il suo compleanno con gioia? Man mano che Gesù cresceva e conosceva sempre più chiaramente chi era Dio e quale avrebbe dovuto essere la sua missione, il suo cuore diventava sempre più pesante e più angosciato e il suo ambiente diventava sempre più difficile da sopportare.

L’amico più prezioso per Gesù sarebbe stato qualcuno che fosse andato da lui, non con tanti regali o parole di congratulazioni, ma piuttosto con un cuore addolorato per consolarlo della sua situazione e per discutere con lui su cosa avrebbe fatto in futuro. Se ci fosse stata una persona così, allora Gesù sarebbe stato molto più felice che se qualcuno fosse andato da lui con dei regali. Questa persona avrebbe potuto essere uno dei suoi fratelli o sorelle. Conoscendo la sua sofferenza nascosta, questa persona avrebbe potuto portare anche solo un piccolo pezzo di torta avvolto in un fazzoletto per darlo a Gesù nel suo compleanno dicendo: “La gente non ti capisce, ma io cercherò di aiutarti. Non devi essere deluso.” Gesù certamente avrebbe accolto questa persona molto più di qualcuno che fosse venuto con un regalo fantastico per lui e poi se ne fosse andato via. Se ci fosse stato un fratello o una sorella così nella sua famiglia, Gesù lo avrebbe ricordato per tanto tempo e avrebbe parlato di questo.

Quando Gesù si sentiva abbattuto, doveva pregare Dio più intensamente e Dio, commosso dalla sua fervida preghiera, gli insegnava: “Più tardi diventerai grande in questo modo e salirai a questa particolare posizione.” Questo è il modo in cui, comunque, doveva essere, con Dio che diceva a Gesù tante cose dettagliatamente. Grazie a queste esperienze, Gesù sapeva che Dio era il suo migliore amico e quello più vicino a lui, ben diversamente da Giuseppe o Maria, o persino dei suoi fratelli e sorelle.

Gesù era molto serio quando pensava alla situazione della sua nazione a quel tempo e pregava su come cambiare le cose. Sapeva cosa Dio aveva nel Suo piano per lui, per gli Israeliti e per tutta l’umanità. Dio è spirito, ma Gesù, avendo un corpo, poteva capire la situazione che esisteva nel mondo e sapeva che lui doveva essere il punto centrale per riportare quel mondo a Dio. Non pensate che desiderasse tanto che qualcuno gli mostrasse un po’ di comprensione o che volesse sentire anche solo una parola d’amore per lui, sapendo che senza di lui nessuno sarebbe potuto ritornare a Dio? Gesù desiderava tanto sentire il sommo sacerdote dire: “Dobbiamo prepararci a riceverti, perché questo è l’unico modo per noi di ritornare a Dio”.

Conosciamo qualcuno che capì e disse questo? Alla fine le persone non lo capirono e, di conseguenza, Gesù fu crocifisso. Quando Gesù morì sulla croce era incredibilmente abbattuto. Gesù fu ridotto alla disperazione assoluta dalla mancanza di comprensione da parte della gente, ma come deve essersi sentito Dio che lo perdeva sulla terra, e che avrebbe dovuto ancora una volta fare una preparazione per migliaia di anni per mandare il Messia?

Quando Gesù sulla croce era nell’angoscia più profonda, il sentimento di Dio corrispondeva esattamente al suo. Non ci poteva essere assolutamente nessuna differenza. Quando siete veramente indignati e assolutamente furiosi dentro di voi, potete anche solo pensare di dare felicità o benedizioni? Quando qualcuno si avvicina a voi in quel momento, vi sentite di essere generosi e di aprire il vostro cuore? Questo è esattamente il sentimento che provava Dio mentre osservava Suo figlio morire sulla croce.

Capendo questo, sappiamo quale dolore profondo è causato a Dio dalla convinzione tradizionale delle chiese cristiane che Gesù è venuto per morire. Come ho detto, è il nostro rapporto con Gesù vivente che ci fa entrare in comunione con Dio. Perciò la nostra salvezza viene attraverso la resurrezione e il nostro rapporto con Gesù risorto, non attraverso il sangue della croce. Eppure, persino la resurrezione non ha potuto assolutamente ripagare il danno arrecato dalla crocifissione desolata di Cristo. La volontà suprema di Dio era che il popolo scelto di Dio si unisse a Gesù nel fisico e andasse con lui a realizzare il Regno di Dio sulla terra. La sua morte bloccò la provvidenza per la restaurazione del mondo e rese necessario un Secondo Avvento.

In questa situazione disperata, Gesù capì l’importanza di ciò che era successo e disse: “Io ritornerò”. Ora potete capire che non è possibile per Gesù tornare felicemente sulle nuvole e restaurare il mondo per magia? Quando milioni di persone cantano inni e si scambiano regali e si fanno gli auguri nel suo compleanno, Gesù scoppia di gioia ed è felice? Mentre ama la sua gente, rimane profondo nel suo cuore il ricordo doloroso di non essere riuscito a compiere quella parte della sua missione che avrebbe potuto realizzare se il popolo lo avesse accolto e consolato mentre era sulla terra.

La vera celebrazione del Natale

C’è qualcuno che può celebrare il compleanno di Gesù nel suo vero significato, comprendendo la sua situazione e quello che avrebbe dovuto fare? Ci sono milioni di persone che festeggiano il Natale perché lo fanno tutti gli altri, ma chi conosce la situazione di Gesù e poi commemora quel giorno? L’unica celebrazione che avrebbe un significato per lui sarebbe quando uno che soffre più di Gesù ed è più sconsolato di Gesù stesso, andasse da lui e gli dicesse: “Io ho una situazione difficile ma la tua situazione è molto peggiore. Nonostante ciò mi piacerebbe festeggiare il tuo compleanno. Dimenticati del tuo dolore per un momento”. Quando Gesù vedrà dei cristiani così, scoppierà in lacrime e per un momento celebrerà il suo compleanno.

Ci sono tante persone qui in questo auditorio, ma che tipo di persone siete e cosa dovreste fare? Prenderemo tante cose buone usando il nome di Gesù, oppure aiuteremo Gesù? Cosa è stata chiamata a fare da Dio questa chiesa? Qual è lo scopo di sacrificare noi stessi? Sacrificandoci noi dobbiamo realizzare l’idea che Gesù cercava di realizzare e così portare tutti ad unirsi.

Al tempo di Gesù la gente non lo capiva, ma oggi tutti possono capire questa dimensione di cuore. Se qualcuno, nella posizione più umile di un servo fosse andato a consolare Gesù e a parlare con lui, Gesù si sarebbe sentito più vicino a quella persona che a tutti gli altri potenti di quel tempo. Poiché il cuore di quella persona sarebbe stato più vicino a Gesù, lo sarebbe stato anche in ogni altro aspetto. Gesù non avrebbe impedito a questa persona di venire solo perché non era nella sua stessa nobile posizione; l’avrebbe abbracciata immediatamente e sarebbe scoppiato a piangere. Questa è la dimensione di cuore, lo standard di valore che supera qualsiasi barriera sociale o nazionale e può collegare le persone per sempre.

Possono le persone sentire una completa unità semplicemente sedendosi attorno alla tavola di un sontuoso banchetto, mangiando bistecche e buon cibo? Piuttosto è in una situazione veramente disperata, dove tutti versano lacrime insieme, che si realizza l’unità di cuore con Cristo. Perché preferireste la seconda situazione? Vi sentite attratti in questo modo non perché vi piace lottare ma perché Gesù sente così e Dio sente così. L’unico motivo per cui anche tutti voi dovete fare una cosa del genere è per poter partecipare a tutto ciò che Dio ha per voi.

Questo vale anche per me. Le persone preferirebbero molte altre cose, ma anche se la famiglia può andare alla deriva o la società può non offrire prontamente la sua accoglienza o il mondo può non capire, noi non possiamo abbandonare la via che Dio ha aperto per quelli che vogliono seguire Gesù, non importa quanto sia difficile. Ecco perché sto facendo quello che sto facendo. L’unico scopo per cui sono qui è per farvi seguire esattamente la stessa strada di Dio. Siete d’accordo con questo? A volte è molto difficile, ma questo è l’unico modo sicuro per diventare un amico di Gesù e di Dio stesso.

Noi abbiamo scelto la stessa strada percorsa da Gesù e in questo modo possiamo capire Dio e partecipare alla Sua amicizia. Se una donna intende seguire Gesù può seguirlo con il cuore di Maria e riparare quella situazione di 2.000 anni fa cercando di essere la Maria migliore possibile. Se è un uomo, allora dovrebbe cercare di servire Cristo nella posizione di Giuseppe. Per seguire Cristo, una persona può anche seguirlo come i fratelli e le sorelle di Gesù, che avrebbero dovuto capirlo completamente, amarlo e fare le cose più difficili per lui. Facendo questo e unendosi a Gesù, Gesù e Dio stesso in futuro non potranno mai dire: “Io non ti conosco”. Quelli che seguono Cristo come un vero amico possono consolarlo, superando il cammino spinoso di questo mondo e sentendosi indignati per tutte le ingiustizie che gli hanno fatto. Queste persone possono dire: “Loro non capiscono. Io risarcirò i loro errori, perciò non biasimarli o non angosciarti per questa situazione. Cerca di dimenticarti di loro e lavoriamo insieme”. Se il Messia avesse avuto dei seguaci così, allora certamente Dio sarebbe stato in grado di venire e rivelare il resto della dispensazione. Se qualcuno andasse da Gesù ed esprimesse dispiacere per le sue difficoltà, allora Gesù risponderebbe: “È vero, è difficile, ma posso sopportarlo. Ma tu? La tua strada è più difficile”. Questo flusso di cuore è la base per il Cielo sulla terra.

Il mondo sta celebrando il Natale nel suo modo migliore, ma noi festeggiamo il Natale nel senso più vero, comprendendo la vera situazione di Gesù e il significato del suo secondo avvento, dedicando tutto il nostro cuore e il nostro amore per unirci a Dio in amore. Allora possiamo partecipare a tutto ciò che appartiene a Dio.

Dovremmo ricordare a noi stessi che Gesù quando era sulla terra non ha mai avuto una vera festa di compleanno e che avrà un immenso significato per lui vedere tante persone riunite qui per festeggiarlo nel vero senso. Non sareste grati di partecipare alla vera festa del Natale? Pensate che Gesù sarebbe felice di vedere che le persone riunite qui hanno versato lacrime e sudore macchiando il loro volto e sono andate senza bei vestiti a fare il lavoro di Dio? Siete sicuri che Gesù sarebbe profondamente commosso nel vedervi riuniti qui a cantare canti di Natale e augurargli buon compleanno?

Dovete sapere con certezza che siete sulla via per diventare figli e figlie di Dio, a cui persino Dio e Gesù possono essere grati per quello che avete fatto. Queste persone sono le donne più belle del mondo e gli uomini più grandi. Chi di voi è convinto che per il resto della sua vita rimarrà vicino alla strada di Cristo, abbracciando il passato, il presente e il futuro finché la volontà di Dio non sarà realizzata, alzi la mano.

Dio vi benedica. Preghiamo.

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