La Visione del Principio sulla Storia Provvidenziale di Salvezza

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Banchetto inaugurale della The Washington Times Foundation

16 aprile 1996 – Washington, D.C.

Onorevoli ospiti, membri della Federazione delle Famiglie per la Pace nel Mondo, signore e signori, è mio grande privilegio essere qui oggi a condividere con voi questo messaggio sul tema della vera famiglia. Come sapete, la famiglia è la culla della vita umana e la pietra angolare di un mondo di pace.

Spero che questo incontro possa indicarci la strada per costruire delle vere famiglie, sane e forti nell’amore di Dio.

Dio è l’essere assoluto, il solo, immutabile ed eterno Dio. E anche la Sua volontà ha queste caratteristiche. Se gli esseri umani, Adamo ed Eva, fossero diventati un unico corpo nell’amore di Dio, ogni cosa sarebbe diventata completa e perfetta. L’origine, lo scopo e il processo di creazione di Dio, così come causa, effetto e direzione, sono tutti assoluti.

Dopo essere caduti a causa della loro ignoranza, Adamo ed Eva, gli antenati dell’uomo, si trovarono in una situazione caotica. Questa ignoranza e caos si sono espansi dal livello individuale al livello familiare, nazionale e mondiale ed è stato compito delle religioni e della Provvidenza di salvezza liberarci da questa sfera della caduta.

Negli ultimi giorni il messia viene per insegnarci chiaramente gli assoluti, unici, immutabili ed eterni causa, direzione ed effetto in accordo alla visione divina. Il messia ripulirà il mondo dall’ignoranza e dal caos e lo farà tornare all’originale cuore di Dio. Questo è il completamento della volontà divina.

Se questo non accadrà, allora negli ultimi giorni, tutte le religioni, le ideologie e i sistemi di pensiero e le nazioni decadranno. L’umanità è ora di fronte al 21° secolo e in pochi anni entrerà nella nuova era storica del terzo millennio. In questo importante momento desidero parlarvi sul tema “La visione del Principio sulla storia provvidenziale di salvezza”, così che possiamo prepararci per la nuova era.

Per portare completamento e perfezione nel rapporto fra Dio e l’umanità, con al centro il vero amore, Dio aveva bisogno che l’uomo realizzasse una condizione di responsabilità al fine di raggiungere l’unità con Lui. Pertanto Dio doveva dare ai primi antenati il comandamento. In altre parole, Egli sapeva che essi erano nel periodo di crescita, sulla strada per raggiungere la perfezione, perciò stabilì il comandamento come condizione per i Suoi figli affinché ereditassero la cosa più preziosa, il vero amore.

Originariamente, il vero amore doveva essere conquistato attraverso l’esperienza di vita e compreso interiormente. Il vero amore non è qualcosa che si può imparare con le parole, su un testo scritto, o andando a scuola; lo si può sperimentare completamente solo nella vita. Creati come neonati, Adamo ed Eva dovevano crescere e perfezionare loro stessi gradualmente attraverso le esperienze del cuore di veri figli, veri fratello e sorella, veri marito e moglie e veri genitori, che avrebbero abbracciato la loro intera vita. Una persona può perfezionare lo scopo di creazione e diventare un essere umano ideale solo dopo aver sperimentato l’amore di Dio nella sua interezza.

Ogni persona desidera che il proprio oggetto d’amore sia dieci milioni di volte più valido, o persino infinitamente più valido di sé stessa. Allo stesso modo, Dio desidera che l’umanità, il Suo oggetto d’amore conquisti un valore infinito. Se un essere umano perfeziona sé stesso, allora quella persona ottiene un valore simile a Dio raggiungendo la Sua divinità e perfezione.

L’ideale divino di vero amore

Dio è assoluto, ma non può realizzare da solo il Suo ideale di vero amore. Questo perché l’amore ha sempre bisogno di un oggetto, di un essere da amare. Possiamo comprendere allora qual è la relazione fra il Vero Amore di Dio e il vero amore dell’umanità, e come essi iniziano e si perfezionano. Che cosa sarebbe successo se Dio non avesse scelto gli esseri umani come Suoi oggetti assoluti di vero amore, e avesse invece desiderato stabilirlo e perfezionarlo in qualche altra maniera? In quel caso, Dio e l’uomo avrebbero perseguito l’ideale di vero amore con differenti motivazioni, direzioni e scopi. Dio avrebbe dovuto raggiungere il Suo ideale d’amore attraverso un oggetto più elevato dell’uomo e allo stesso modo l’ideale d’amore dell’umanità non avrebbe avuto nessuna diretta relazione con Dio.

Ma Dio, come soggetto, creò l’umanità come oggetto del Suo vero amore. Conseguentemente Dio può realizzare il Suo ideale di vero amore solo attraverso l’umanità. La realizzazione dello scopo di creazione è perciò il mondo ideale dove Dio e l’umanità sono uniti attraverso l’amore assoluto. Gli esseri umani furono creati come il più grande oggetto d’amore di Dio. Solo loro, in tutta la creazione, incorporano la natura divina. Essi nascono come corpo visibile del Dio invisibile. Se una persona perfeziona sé stessa, diventa il tempio di Dio, un corpo materiale, visibile, in cui Dio può dimorare liberamente e serenamente.

Il completo ideale divino del vero amore assoluto si realizza e si perfeziona attraverso l’umanità in una relazione verticale genitore-figlio.

Dio creò per primo Adamo. Egli doveva essere il Figlio di Dio e allo stesso tempo il corpo materiale di Dio stesso. Poi Dio creò Eva come oggetto d’amore di Adamo, così che Adamo ed Eva potessero perfezionare l’ideale dell’amore orizzontale, che è l’amore coniugale. Eva doveva essere la figlia di Dio, e inoltre, come sposa, doveva perfezionare sostanzialmente l’ideale dell’amore orizzontale di Dio.

Il posto in cui Adamo ed Eva raggiungono la perfezione, consumando il loro primo amore nel matrimonio sotto la benedizione di Dio, è precisamente il luogo dove Dio incontra la Sua sposa sostanziale. Questo perché l’ideale di Dio di assoluto amore discende verticalmente e si unisce nel punto in cui l’ideale dell’amore coniugale fra Adamo ed Eva si realizza orizzontalmente. Il Vero Amore di Dio e il vero amore dell’umanità si uniscono e si perfezionano nello stesso punto sebbene provengano da diverse direzioni, una verticale e l’altra orizzontale.

Perché Dio ha bisogno dell’umanità

L’atto di creazione di Dio era inevitabile. E non possiamo immaginare la creazione senza uno scopo. Può essere solo una ragione per cui Dio ha avuto bisogno di creare: realizzare l’ideale del vero amore. Partendo dal livello più semplice e più basso fino al livello umano, Dio ha sviluppato la vita sulla base della coppia, soggetto e oggetto, positivo e negativo, per formare relazioni reciproche nell’ideale d’amore. L’ideale d’amore della creazione e l’ideale di Dio dell’amore definitivo non sono separati o diversi. Secondo il Principio di Creazione la perfezione dell’assoluto amore di Dio si realizza attraverso la perfezione dell’amore dell’uomo e della donna nel mondo umano. Questo è il motivo per cui all’inizio Dio creò un uomo e una donna, Adamo ed Eva.

Lo scopo di Creazione richiedeva che Adamo ed Eva obbedissero al comandamento di Dio che è il soggetto del vero amore, e richiedeva che raggiungessero la loro perfezione come vero uomo e vera donna. Inoltre Adamo ed Eva dovevano diventare una vera coppia unita nel vero amore di Dio. Quindi avendo dei figli attraverso quel vero amore, sarebbero diventati veri genitori e avrebbero vissuto nella felicità. Se Adamo ed Eva avessero perfezionato loro stessi nel vero amore, avrebbero realizzato il desiderio di Dio di avere un corpo materiale. E realizzando la loro perfezione come vera coppia, l’ideale dell’amore assoluto di Dio si sarebbe compiuto.

Quando Adamo ed Eva avrebbero avuto figli di bontà e sarebbero diventati veri genitori, Dio si sarebbe materialmente stabilito come genitore eterno e avrebbe raggiunto il Suo ideale; la cittadinanza del regno dei cieli si sarebbe espansa all’infinito nella vita ultraterrena del mondo spirituale, basandosi su miriadi di generazioni di discendenti nel mondo fisico.

Ma Adamo ed Eva, gli antenati dell’umanità, caddero lontano da Dio. Quando furono espulsi dal giardino dell’Eden, non avevano ancora avuto figli. Avendoli cacciati, Dio non aveva nessuna base per seguirli e benedire il loro matrimonio. L’intera razza umana è perciò discesa da antenati caduti; l’umanità si è moltiplicata senza nessuna diretta relazione con l’amore di Dio.

Egregi signori, può la caduta dell’uomo essere il risultato dell’aver mangiato il frutto letterale di un albero? La caduta di Adamo ed Eva fu in realtà costituita da una condotta immorale contro l’ideale del vero amore di Dio. Il fatto che Adamo ed Eva dovessero obbedire al comandamento mostra che caddero quando erano ancora in uno stato di imperfezione, vale a dire, durante il loro periodo di crescita. L’arcangelo, che è simboleggiato da un serpente, tentò Eva affinché mangiasse il frutto del bene e del male ed ella cadde spiritualmente. Quindi Eva tentò Adamo (e anche egli era ancora immaturo per mangiare il frutto) ed essi caddero fisicamente.

L’unico peccato che poteva risultare fatale nel giardino dell’Eden, dove Adamo ed Eva erano in comunicazione con Dio e vivevano in gioia, era il peccato di amore illecito. Poiché la prima relazione d’amore degli antenati umani doveva costituire la perfezione dell’amore di Dio stesso, essa avrebbe dovuto segnare l’inizio di una celebrazione destinata a continuare attraverso tutta la storia, con estasi di infinita gioia e benedizioni per Dio, Adamo ed Eva e l’universo. Avrebbe dovuto essere una occasione di gioia in cui l’amore, la vita e il lignaggio di Dio si sarebbero stabiliti all’interno dell’umanità. Invece accadde il contrario. Adamo ed Eva coprirono le loro parti sessuali e si nascosero fra gli alberi, tremando di paura. Disobbedendo alla legge del Cielo essi avevano stabilito una relazione immorale come base di falso amore, falsa vita e falso lignaggio.

Come discendenti di Adamo ed Eva, tutti gli esseri umani nascono con il peccato originale. La caduta ha fatto sorgere un conflitto fra la mente e il corpo di ogni persona e ha segnato le nostre società riempiendole di un amore contaminato; le persone fanno cose che contraddicono il desiderio della loro mente originale.

Prendere responsabilità per l’amore

Secondo l’ideale dell’amore, tutte le relazioni d’amore nei regni animale e vegetale sono finalizzati unicamente alla riproduzione. Gli esseri umani costituiscono la sola eccezione; essi hanno la libertà nella relazione coniugale d’amore; questo è lo speciale privilegio degli uomini, creati come signori di tutta la creazione. Dio ha dato la benedizione e l’infinita gioia dell’amore ai Suoi figli e figlie; tuttavia la vera libertà che Dio concede richiede l’esercizio della responsabilità umana. Quando un individuo insiste nel praticare la libertà d’amore senza responsabilità, vediamo quanto grande siano la confusione e la distruzione che ne conseguono! Raggiungere il più alto ideale dell’amore umano è possibile solo quando si prende responsabilità per l’amore.

Possiamo pensare a questa responsabilità in tre modi. La prima responsabilità è diventare signore del vero amore, essendo veramente libero e grato a Dio per la libertà d’amore; questa persona deve sapere come educare e controllare sé stessa. La responsabilità per una relazione d’amore non dovrebbe perciò esser presa semplicemente per conformarsi alle leggi o alle convenzioni sociali, al contrario una persona dovrebbe prendere responsabilità attraverso il proprio autocontrollo e la propria autodeterminazione nel contesto di una relazione verticale di impegno eterno nei confronti di Dio.

La seconda responsabilità è verso l’oggetto d’amore. Per propria natura le persone non vogliono condividere con altri l’amore del loro marito o della loro moglie. L’amore coniugale orizzontale, che differisce dall’amore verticale fra genitori e figli, perde il suo potenziale di perfezione nel momento in cui è diviso. Questo perché il principio di creazione richiede che marito e moglie diventino una cosa sola, in assoluto amore. Ciascun coniuge ha la responsabilità datagli dall’amore di vivere assolutamente per il bene dell’altro.

La terza responsabilità dell’amore è nei confronti dei figli. L’amore dei genitori è la base per l’orgoglio e la felicità dei figli. Essi desidererebbero nascere come frutto della totale e armoniosa unità dei loro genitori, uniti dal vero amore, e desidererebbero essere allevati in quel genere di amore. La più preziosa responsabilità dei genitori non è solo di provvedere alle necessità esteriori dei loro figli, ma anche di offrire loro quegli elementi di vita del vero amore che possono perfezionare la loro spiritualità. Questo è il motivo per cui la famiglia ha così grande valore. L’esperienza quotidiana del cuore di veri figli, veri fratelli e sorelle, veri marito e moglie e veri genitori non può essere acquisita in nessun altro posto che non sia la vera famiglia.

Se Adamo ed Eva fossero diventati una coppia di vero amore incentrata su Dio, Dio avrebbe potuto dimorare in Adamo come Suo corpo sostanziale e in questo modo avrebbe amato Eva. Ancora di più essi sarebbero potuti diventare veri genitori che incorporavano sostanzialmente Dio, e sarebbero potuti diventare l’origine dell’amore, della vita e del lignaggio del bene.

A causa della caduta, invece, Adamo ed Eva divennero il corpo sostanziale di Satana e finirono col diventare l’originale coppia malvagia, genitori malvagi e antenati malvagi. La loro unione divenne la radice dell’amore, della vita e della linea di sangue del male. Gli esseri umani hanno avuto origine da questa radice, essi discendono da Satana, l’adultero, che è il nemico di Dio e hanno ereditato questo lignaggio di genitori malvagi.

Signore e signori, pensate quanto grande deve essere stata la sofferenza di Dio quando, con la caduta, i nostri antenati distrussero il Suo ideale del vero amore! L’umanità avrebbe dovuto esser costituita dai figli e figlie di Dio, ma loro non conoscono neppure che Dio stesso è il loro genitore originale. Tuttavia sebbene i Suoi figli servano Satana, Dio ha lavorato per la Provvidenza di salvezza. Poiché Dio è un essere assoluto e il Suo ideale di creazione è anche esso assoluto, Egli ha portato avanti la Sua Provvidenza di salvezza anche se pervaso da una profonda tristezza. La Provvidenza di salvezza di Dio è la Provvidenza di restaurazione, che significa ricuperare il perduto scopo di creazione, incentrato sul vero amore. La Provvidenza di salvezza è quindi anche la Provvidenza di ricreazione.

L’essenza della Provvidenza di Dio

Basata su questo punto, la radice della Provvidenza di salvezza è la ricreazione del seme del figlio originale, l’essere umano che realizzerà l’ideale di creazione. Ciò che Dio aborrisce – la vita e la linea di sangue iniziate dal falso amore di Satana, l’adultero – deve essere purificato. L’essenza della Provvidenza è il compito di permettere la nascita del vero genitore, il salvatore unito al vero amore, alla vera vita e al vero lignaggio di Dio.

Poiché gli antenati dell’umanità fallirono nel realizzare la loro responsabilità ed ereditarono il lignaggio immorale di Satana finendo sotto il Suo dominio, Dio non poteva intervenire direttamente per riportare gli esseri umani alla loro posizione originale. Inoltre Dio non poteva né accettare incondizionatamente l’umanità, che aveva scelto di andare dal lato dell’arcangelo malvagio, né poteva punirla. Così Dio ha usato la strategia di porre una figura centrale dal lato dell’arcangelo buono. Venendo colpita per prima, quella figura centrale stabilisce la condizione di indennizzo per ricuperare ciò che è stato perduto. Satana colpisce per primo, ma come risultato è costretto a prendere la posizione di perdente. La prima, la seconda e la terza guerra mondiale (la guerra fredda), sono buoni esempi di questa strategia. Il lato che colpì per primo, fu anche il lato perdente.

Dalla prospettiva generale della Provvidenza di restaurazione, la base di collaborazione fra la madre e il figlio è molto importante. Fu così al tempo di Giacobbe, di Mosè e di Gesù. Dio ha lavorato attraverso la Sua Provvidenza per separare le persone dalla vita e dal lignaggio satanici stabilendo la necessaria base di collaborazione fra una madre che ha realizzato la sua responsabilità di Eva – colei che diede origine alla caduta – e il secondo figlio della famiglia.

Dio non può relazionarsi direttamente con il primo figlio, poiché questi è nella posizione di avere una diretta relazione di sangue con Satana, che con la caduta fu il primo a dominare l’umanità. Dio ha perciò restaurato il lignaggio di sangue di bontà facendo sì che il secondo figlio, rappresentante il lato del bene, stabilisse una condizione. Questo affinché il primo figlio, che rappresenta il lato del male, potesse prendere una posizione subordinata nei confronti del secondo.

Nella famiglia di Adamo, Dio portò avanti la Provvidenza attraverso il secondo figlio Abele che avrebbe dovuto prendere una posizione preminente nei confronti del primo figlio, Caino. Sebbene Eva avesse fallito, come madre avrebbe potuto fare uno sforzo per creare unità fra i due fratelli. Alla fine, tuttavia, Caino uccise Abele (Gen. 4:8); pertanto la Provvidenza di salvezza non si realizzò e dovette essere prolungata.

Anche al tempo di Noè era richiesta una formula di collaborazione fra madre e figlio. Ma quella formula di significativa collaborazione non fu realizzata fino al tempo di Rebecca e Giacobbe.

La caduta fu commessa da tre esseri: Adamo, Eva e l’arcangelo. L’arcangelo sedusse Eva causando la caduta spirituale, e quindi Eva sedusse Adamo, causando la caduta fisica. Poiché la Provvidenza di salvezza è la Provvidenza di restaurazione, il principio di restaurazione può essere portato avanti solo andando in una direzione di 180 gradi opposta alla caduta.

Dio perse Adamo, che aveva il seme del vero amore e della vera vita. Perciò Dio deve trovare un figlio con un nuovo seme libero dall’accusa satanica. Così come Dio creò Adamo per primo al tempo della creazione, Dio deve preparare per primo un figlio che non abbia nessuna relazione con la caduta; ciò in accordo alla Provvidenza di restaurazione che è la Provvidenza di ricreazione. Questa è la base per l’idea della venuta del messia. Il messia rifiuta la vita di peccato di coloro che sono nel lignaggio caduto sotto il dominio di Satana. Egli viene come una vera persona che innesta l’umanità caduta nel seme della nuova vita. Il messia ha la sua radice in Dio e viene come secondo Adamo che toglie via tutto il male che fu commesso dal primo Adamo. Questa è la ragione per cui Dio non può mandare un messia “superman” che agisca solo attraverso dei miracoli.

Affinché un figlio nasca sulla terra con il seme dell’amore e della vita di Dio, deve prima esserci una madre. E la madre non può dar vita a questo figlio in un modo ordinario. Il concepimento deve avvenire attraverso la formula di restaurazione. Tutta la collaborazione fra madri e figli nella Provvidenza di restaurazione è una preparazione e una condizione per il Figlio di Dio di nascere con il seme della nuova vita, libero dalle accuse sataniche. Ponendo delle condizioni per evitare gli attacchi di Satana e ponendo in posizione subordinata il primogenito, che rappresenta il male, la madre e il figlio restaurano l’amore, la vita e il lignaggio che furono presi da Satana.

Il significato della vittoria di Giacobbe

La Bibbia, che parla del lavoro provvidenziale di Dio, contiene molte storie che sono difficili da comprendere. Per esempio Rebecca ingannò suo marito Isacco e il suo primo figlio Esaù e aiutò il suo secondo figlio Giacobbe affinché ricevesse la benedizione paterna (Gen. 27). Dio si pose dal lato di quella madre e di suo figlio, e sebbene essi usarono metodi che a una prima considerazione sembrano ingiusti, Dio li benedì per la loro azione.

Nella famiglia di Adamo, Caino e Abele lottarono fuori dal grembo materno e la loro lotta finì con la morte di Abele, il secondogenito. Quindi venne Giacobbe. Sulla base dei meriti acquisiti da molte persone dal lato di Dio che avevano pagato un prezzo di grande sacrificio dopo il tempo di Abele, Giacobbe alla fine poté raggiungere il livello in cui Satana aveva per la prima volta dominato l’uomo. Quindi Giacobbe dovette confrontarsi con suo fratello gemello, Esaù. Al guado di Iabbok, Giacobbe pose la condizione di vittoria spirituale sull’angelo (Gen. 32:28) e prevalendo poi su Esaù (Gen. 33), che era nella posizione di corpo sostanziale dell’Arcangelo, Giacobbe poté essere benedetto come primo vincitore nella storia e per questo gli fu dato il nome “Israele”. Ma a quel tempo egli aveva già quarant’anni.

Satana aveva posto il seme del falso amore nel grembo di Eva, che aveva generato la vita di male. Pertanto, Dio aveva bisogno di purificare il grembo di una madre dal quale il figlio del Cielo potesse nascere. Quel periodo di purificazione per la separazione da Satana doveva cominciare al tempo del concepimento e continuare fino all’età di 40 anni; infatti anche se Giacobbe era stato vittorioso, non aveva potuto realizzare quella necessaria purificazione. La grande madre che prese responsabilità per questo fu Tamara.

Il ruolo provvidenziale di Tamara

Tamara aveva sposato Er, il figlio maggiore di Giuda (Gen. 38). Ma Er scontentò Dio e morì. Secondo gli usi di quel tempo, Giuda diede Tamara al suo secondo figlio, Onan, che avrebbe potuto dare un figlio a Er. Ma Onan, sapendo che il figlio di Tamara non sarebbe stato il suo, sparse il suo seme sul terreno. Questo fu un peccato agli occhi di Dio, per cui Onan morì. Tamara voleva allora avere come marito Sela, il terzo figlio di Giuda, ma Giuda non glielo diede. Egli pensava che i suoi primi due figli erano morti a causa di Tamara e aveva perciò paura che se anche Sela fosse morto, il suo lignaggio familiare sarebbe finito. Ma Tamara era sicura che spettasse a lei portare avanti la linea di sangue del popolo scelto. Per realizzare questo si vestì come una prostituta, ebbe un rapporto con suo suocero, Giuda, e rimase incinta di due gemelli. Al tempo della nascita, uno dei due figli, Zerach, mise fuori la sua mano dal ventre materno per nascere per primo, ma fu tirato dentro e il secondo figlio, Perez, venne per primo alla luce prendendo la posizione del fratello più grande. Pertanto il primo e il secondo figlio combatterono nel ventre di Tamara e quel rovesciamento di posizioni li separò da Satana. Quel fatto divenne la condizione per la restaurazione nel ventre materno. Come risultato di quella condizione, il Messia poteva essere concepito nella linea di sangue del popolo scelto, sulla base della nazione di Israele che avrebbe potuto elevarsi nell’Impero Romano duecento anni più tardi. La base vittoriosa sul livello nazionale poteva quindi essere stabilita nel ventre di una madre libera dall’accusa satanica, preparata per il seme di Dio. Grazie a questa realizzazione, la madre santa, Maria, emerse come canale principale della Provvidenza di Dio.

La volontà di Dio è rivelata a Maria

Maria, quando era fidanzata con Giuseppe, ricevette dall’arcangelo Gabriele il sorprendente messaggio che il messia sarebbe nato da lei (Lc. 1:31). In quel tempo, se una donna non sposata rimaneva incinta, veniva uccisa. Ma Maria accettò la volontà di Dio con assoluta fede dicendo: “Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto” (Lc. 1:38).

Maria si consultò con il sacerdote Zaccaria, che era suo parente ed era molto rispettato. Intanto la moglie di Zaccaria, Elisabetta, con l’aiuto di Dio rimase incinta di Giovanni Battista. Ella disse a Maria: “Benedetta tu fra le donne, e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio signore venga a me?” (Lc. 1:42-43). Con queste parole ella testimoniò della nascita di Gesù.

In questo modo Dio fece sì che Maria, Zaccaria e Elisabetta venissero a sapere prima di ogni altro della nascita di Gesù. Tutti loro ebbero l’assoluta cruciale missione di seguire la volontà di Dio e servire Gesù. La famiglia di Zaccaria permise a Maria di rimanere presso di loro e Gesù fu concepito nella casa di Zaccaria. Elisabetta e Maria erano cugine dal lato delle loro madri. Ma, dal punto di vista della Provvidenza di Dio, erano considerate sorelle, con Elisabetta nella posizione della più grande (Caino) e Maria nella posizione della più giovane (Abele). Maria ricevette l’aiuto di Elisabetta in presenza di Zaccaria. Attraverso questa collaborazione, la famiglia di Zaccaria, sul livello nazionale, indennizzò la mancanza di unità fra la madre e il figlio con Lea e Rachele nella famiglia di Giacobbe (Ge. 29-30). Questo permise il concepimento di Gesù. Per la prima volta nella storia, il seme del Figlio di Dio, il seme del vero padre poteva nascere sulla terra, libero dall’accusa di Satana e attraverso un ventre preparato. In questo modo l’unigenito Figlio di Dio, il detentore del primo amore di Dio, nacque per la prima volta nella storia.

Maria doveva compiere qualcosa che non poteva esser capito dal senso comune, né poteva essere facilmente tollerato sotto la legge di quel tempo. Maria, Elisabetta e Zaccaria furono guidati spiritualmente; seguirono la rivelazione che veniva da Dio, e credettero incondizionatamente che quella era la volontà e il desiderio di Dio.

Anche se il figlio di Dio poteva nascere sulla terra, egli aveva comunque bisogno di una barriera di protezione per crescere sicuro in un mondo satanico al fine di realizzare la volontà di Dio. Dio aveva sperato che tutte queste tre persone nella famiglia di Zaccaria stabilissero la necessaria base di protezione. Ci sono molti punti da considerare riguardo a quanto seriamente loro dovevano impegnarsi per proteggere e servire il figlio di Dio, e quanto avrebbero dovuto unirsi uno con l’altro.

Nella Bibbia è scritto: “Maria rimase con lei (Elisabetta) circa tre mesi, poi tornò a casa sua” (Lc. 1:56). Passato quel tempo, la Bibbia non riporta più alcuna indicazione di qualche comunicazione fra Maria, Elisabetta e Zaccaria. Dopo che Maria lasciò la casa di Zaccaria, per Maria e Gesù cominciarono le difficoltà. La famiglia di Zaccaria avrebbe dovuto essere, fino alla fine, un muro di protezione per Gesù.

Poco tempo dopo Giuseppe scoprì che Maria era incinta. Quanto grande deve essere stato lo shock per Giuseppe! Maria, la sua amata fidanzata, senza aver avuto nessuna relazione con lui era rimasta incinta dopo essere stata tre mesi in un altro posto. Fu naturale per Giuseppe chiedere a Maria a chi apparteneva quel bambino. Che cosa sarebbe successo se a quel tempo Maria avesse spiegato candidamente ogni cosa? Se avesse detto tutto, avrebbe potuto essere la fine di quel gruppo familiare. Perciò Maria rispose semplicemente che era incinta per virtù dello Spirito Santo.

La gravidanza di Maria cominciò ad essere evidente e le persone che abitavano vicino a lei ne divennero coscienti. Che cosa sarebbe successo se Giuseppe avesse dichiarato che lui non ne sapeva niente? Giuseppe, però, era un uomo giusto. Egli credeva nella rivelazione di Dio e difese Maria dicendo che lui era il responsabile di quella gravidanza. Può darsi che Maria sia stata messa in ridicolo per essere incinta quando ancora era fidanzata, ma evitò la morte per lapidazione.

Giuseppe, che amava Maria, all’inizio la protesse in questo modo. Tuttavia nel suo cuore restava una profonda angoscia. Quando Gesù nacque i sospetti di Giuseppe riguardo al padre di Gesù aumentarono e il suo cuore ne provava dolore. Man mano che Gesù cresceva, i due divennero sempre più distanti e a causa di questo sorsero frequentemente problemi familiari. Gesù era visto come un figlio illegittimo e mancandogli la protezione della famiglia di Zaccaria e l’amore di Giuseppe, egli crebbe con una indescrivibile solitudine nel cuore.

Nessuna sposa per Gesù

Gesù era cosciente della sua strada come Messia, e si dolse per queste circostanze e per i seri ostacoli che si frapponevano sulla sua strada per realizzare la volontà di Dio. Il Messia è il Vero Genitore ed è per realizzare questa missione che egli ha bisogno di ricevere la sua sposa sostanziale. Gesù doveva rovesciare, proprio alla radice, il falso amore con il quale l’arcangelo aveva causato la caduta di Eva che stava crescendo come sorella di Adamo. Conseguentemente, Gesù, al posto di Adamo come figlio di Dio, avrebbe dovuto ricevere come sua sposa la sorella più giovane di qualcuno che era nella posizione dell’arcangelo. Quella sposa non doveva essere altro che la figlia di Zaccaria, la sorella più giovane di Giovanni Battista. Per realizzare questo in un mondo dove Satana gioca il ruolo di padrone e signore, Gesù aveva bisogno di una base di protezione formata dalla fede assoluta. Tragicamente, quella base finì col crollare interamente intorno a lui.

Questo non sarebbe successo se Zaccaria e Elisabetta, che avevano ricevuto la rivelazione e il sostegno spirituale da parte di Dio, avessero mantenuto assoluta fede. Se avessero realizzato la loro responsabilità, Maria sarebbe stata in contatto con loro continuamente, anche dopo i tre mesi passati nella loro casa. Dio aveva scelto la famiglia di Zaccaria come la migliore rappresentante dell’intero mondo, così che anche dopo la nascita di Gesù, essi sarebbero stati in grado di proteggere, servire Gesù e testimoniare di lui come Messia. Loro non solo avrebbero dovuto servire Gesù con assoluta devozione, come figlio di Dio e Messia, ma avrebbero dovuto apprendere la volontà di Dio attraverso Gesù e avrebbero dovuto seguirlo incondizionatamente. Inoltre, Giovanni Battista, che era nato proprio per servire Gesù, avrebbe dovuto realizzare la sua responsabilità di guidare tutti i suoi seguaci a pentirsi, a credere in Gesù e ricevere la salvezza.

Ma sfortunatamente, sebbene all’inizio Zaccaria, Elisabetta e Giovanni Battista testimoniarono che Gesù era il figlio di Dio, non c’è prova che essi lo abbiano poi servito come tale. Il rispettato sacerdote Zaccaria fu un semplice spettatore e Giovanni Battista rimase separato da Gesù. Queste circostanze bloccarono le persone dal seguire Gesù e resero la sua strada molto difficile. E quando i membri di questa famiglia persero fede in Gesù, guardando a lui da un punto di vista umano, non ci fu nessun motivo per loro di aiutarlo ad avere la sua sposa.

Dobbiamo anche considerare l’influenza che la relazione fra Giuseppe e Maria ebbe su Gesù. Maria doveva restaurare la posizione di Eva e Tamara attraverso un sacrificio, di conseguenza lei doveva rimanere solo una fidanzata per Giuseppe; secondo la Provvidenza loro non potevano essere marito e moglie. Era desiderio di Dio che loro non avessero relazioni sessuali né prima né dopo la nascita di Gesù. Giuseppe amava ancora Maria dopo la nascita di Gesù, ma Maria avrebbe dovuto mantenersi separata da Giuseppe per far crescere Gesù come figlio di Dio.

Tuttavia le circostanze pratiche non resero facile tutto questo. Anche se la mente originale di Maria le diceva che non doveva farlo, Maria ebbe delle relazioni sessuali con Giuseppe. Ebbero figli e fu questo una ripetizione dell’errore di Eva. Su questa base Satana poté aver dominio su di loro. Ad eccezione di Gesù, tutti gli altri, coloro che avrebbero dovuto proteggere Gesù, finirono sotto il dominio di Satana: suo padre, sua madre i suoi fratelli di tipo Abele (Giovanni Battista e i suoi fratelli) e i suoi fratelli di tipo Caino (i figli di Giuseppe).

Gesù visto con occhi umani

Quando Satana riesce a dominare qualcuno, quella persona perde tutto il sostegno e l’ispirazione spirituale. Si perde la fiducia in Dio e il senso di gratitudine verso di Lui; si comincia a vedere ogni cosa con occhi umani. Maria non aiutò Gesù per il matrimonio che egli desiderava, ma addirittura gli si oppose. Questa fu la ragione diretta per cui Gesù non poté ricevere la sua sposa e non poté diventare il vero genitore. Questo lo costrinse ad andare attraverso la via della croce.

Le parole di Gesù a Maria durante il matrimonio a Cana: “Che ho da fare con te, o donna” (Gv. 2:4), rivelano un cuore di rimprovero a una madre che ha aiutato il matrimonio di altri, ma ha trascurato di aiutare Gesù a ricevere la sua sposa, la richiesta più importante della Provvidenza. In questa prospettiva si può capire perché Gesù chiese: “Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?” (Mt. 12:48). Di fronte all’opposizione di Maria, Zaccaria, Elisabetta e infine Giovanni Battista, Gesù capì di dover rinunciare alla loro protezione per la realizzazione della sua missione. Pertanto lasciò la sua casa in cerca di una nuova base spirituale per ricominciare la Provvidenza di salvezza.

Senza una famiglia e senza una casa, Gesù si lamentò: “Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo” (Mt. 8:20). Avendo perso la base costituita dalla sua famiglia, Gesù cercò di sostituirla. Questo è il senso del suo corso di tre anni.

Alla fine, a causa dell’incredulità delle persone e della perdita di fede dei discepoli, Gesù dovette subire l’attacco di Satana. E con il crollo della sua base, egli dovette percorrere la strada della croce. Originariamente Gesù venne sulla terra come messia per dare la benedizione ai suoi discepoli e a tutta l’umanità. Egli doveva costruire il regno dei cieli senza peccato, ma a causa della mancanza di fede in lui, non poté avere la sua sposa, non poté diventare il vero genitore e non poté portare a termine la sua missione. Questa è la ragione per cui egli promise di ritornare.

Secondo la Bibbia: “Tutto ciò che legherete sulla terra, sarà legato in Cielo, e tutto ciò che scioglierete sulla terra sarà sciolto in Cielo”. Oggi, pertanto, ho chiaramente rivelato questa verità su Gesù e Maria al fine di liberarli, nonostante le possibili difficoltà delle chiese stabilite, quali la chiesa cattolica e le chiese protestanti.

Completare l’ideale dei veri genitori

Il Signore del Secondo Avvento viene per perfezionare la base della Provvidenza di restaurazione di Dio lasciata incompleta da parte di Gesù. Ciò significa che egli ritorna come il seme del vero figlio originale per completare l’ideale di creazione. Egli viene per completare l’ideale dei veri genitori, che sono l’origine del vero amore, della vera vita e del vero lignaggio di Dio. Egli viene sulla base vittoriosa della Provvidenza fondamentale di Dio fino al tempo di Gesù. Egli si poggia anche sulla base vittoriosa della vita di Gesù e trova la sposa che Gesù non poté trovare. Insieme essi diventano i veri genitori col fine di salvare tutta l’umanità.

Attraverso la benedizione di nuovi matrimoni che passano nell’originale linea di sangue di Dio, i veri genitori saranno in grado di portare la salvezza a tutta l’umanità. Le persone diventeranno vere persone innestate nel vero amore, nella vera vita e nel vero lignaggio di Dio. Inoltre il messia stabilirà una vera famiglia, creando il regno dei cieli sulla terra. Pertanto, è il santo matrimonio internazionale che stabilisce questo nuovo lignaggio quando il signore del secondo avvento viene nella carne.

Sul livello della grande famiglia mondiale, il Signore indennizza ciò che fu perso nella famiglia di Adamo e restaura lo stato di vero figlio maggiore, lo stato di vero genitore e lo stato di vero re che avrebbero dovuto essere perfezionati nella famiglia di Adamo. Egli trasformerà questo mondo nel regno dei cieli sulla terra sotto il dominio di Dio, aprendo il regno dei cieli nel mondo spirituale. L’umanità entrerà nell’era del regno, sia fisicamente che spiritualmente, incentrata su Dio e stabilirà un mondo di vittoria, libertà, felicità e unità; creerà il regno dei cieli sulla terra e nel mondo spirituale che è l’ideale di creazione di Dio. Questa è la visione del Principio della storia provvidenziale di salvezza. Spero che in futuro tutti voi possiate ricevere questa gioiosa benedizione in nuovo matrimonio.

Gentili ospiti, voglio esprimervi ancora il mio ringraziamento per esservi presi del tempo al fine di partecipare a questo importante incontro. Spero che voi possiate avere una chiara comprensione della direzione della storia provvidenziale così da diventare delle vere guide nella realizzazione di un mondo di pace. Possa Dio benedire voi e le vostre famiglie.

Grazie.

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