La Riunificazione della Corea e la Cooperazione fra Oriente e Occidente

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Secondo Consiglio al Vertice per la Pace Mondiale e Ottavo Congresso dell’Associazione per l’Unità dell’America Latina

2 febbraio 1990 – Seul

Signor Presidente, distinti Ex-Capi di Stato, Primi Ministri, Legislatori e Ambasciatori, Signore e Signori: ho il piacere e l’onore di darvi il benvenuto a questo importante congresso. Sono molto contento che ci siamo riuniti insieme per questo secondo Consiglio al Vertice per la Pace Mondiale che ha come tema “la Riunificazione della Corea e la Cooperazione fra Oriente e Occidente”. Sono anche molto lieto che, assieme a questa conferenza al Vertice, abbiamo convocato l’Ottavo Congresso dell’Associazione per l’Unità dell’America Latina, nota comunemente come AULA, un’organizzazione che in questi ultimi sette anni ha dato un contributo eccezionale per la realizzazione dell’unità e dell’armonia nell’America Latina.

Sento veramente che il momento scelto per tenere questo convegno è molto significativo. Questo è l’inizio del 1990 e del nuovo decennio degli anni ‘90 e, fra dieci anni, inaugureremo l’anno 2000. Nel corso della nostra vita assisteremo all’inizio del nuovo millennio. Dobbiamo sentire la tremenda importanza di vivere in questo tempo e non limitarci solo ad assistere a sensazionali cambiamenti nella vita umana, ma contribuire noi stessi alla determinazione di questi eventi.

Tutti noi condividiamo la speranza che il nuovo millennio sia caratterizzato da una vera pace. Perché questo accada, i prossimi 10 anni saranno pieni di sfide e di richieste. Le organizzazioni che si sono riunite qui oggi, il Consiglio al Vertice per la Pace Mondiale e AULA, hanno un ruolo molto importante da svolgere nei prossimi 10 anni. Voglio esprimere le mie più sentite congratulazioni per il lavoro che avete già fatto per il raggiungimento della pace e al tempo stesso spronarvi a diventare i campioni della pace per il nuovo decennio.

Dal confronto alla riconciliazione

Il periodo di circa 40 anni, che va dalla fine della II guerra mondiale ai giorni nostri, può essere visto come l’era del confronto fra due campi ideologici diametralmente opposti. Fra i popoli e le nazioni ci sono stati numerosi conflitti, accompagnati da un’affannosa corsa agli armamenti. Non c’è stato veramente, in questo tempo, un momento in cui le persone abbiano potuto provare un sentimento di pace nel cuore.

Poi, nel 1985, Gorbaciov è salito al potere in Unione Sovietica e ha dato il via ad una serie di cambiamenti. Ha incoraggiato una maggiore libertà di espressione nel suo paese, ha intrapreso la ristrutturazione dell’economia russa e, cosa forse più significativa, ha ripudiato la dottrina di Breznev. In breve tempo i tremendi cambiamenti politici all’interno del blocco sovietico sono diventati un fatto all’ordine del giorno. Negli ultimi mesi abbiamo assistito alla democratizzazione della Polonia, seguita dall’Ungheria, dalla Germania Orientale, dalla Cecoslovacchia, dalla Bulgaria e, infine, dalla Romania. Questi eventi sono stati accompagnati dal crollo del muro di Berlino, simbolo del confronto fra Est ed Ovest. Con ciò è spuntata l’alba di una nuova era.

Vorrei esprimere le mie sentite congratulazioni al presidente Gorbaciov per il suo coraggio e la sua leadership che hanno determinato questi costruttivi cambiamenti permettendoci di inaugurare questa nuova era di cooperazione. Sono determinato a sostenere l’Unione Sovietica nel suo genuino desiderio di tutelare la dignità umana e individuale e intraprendere una riforma economica e, cosa più importante, promuovere la libertà religiosa.

Come forse già saprete, mi sono anche impegnato a lavorare con la Repubblica Popolare Cinese. Questa gigantesca nazione comprende un quarto della popolazione umana e certamente non possiamo parlare di pace mondiale senza tenere in considerazione il benessere di 1 miliardo e 300 milioni di cinesi. Per aiutare questo paese a sviluppare il lavoro, la tecnologia e il profitto, ora sto costruendo in Cina una delle fabbriche di automobili più grandi del mondo. Questo è un altro aspetto dei nostri sforzi volti alla realizzazione della pace mondiale.

Inoltre, come forse saprete, nel 1981 ho lanciato il progetto per la costruzione di una Autostrada Internazionale della Pace. Una volta completata, questa autostrada permetterà di viaggiare in automobile da Tokio a Londra. Sto discutendo seriamente questo progetto con i governi del Giappone, della Corea e della Cina e spero che anche l’Unione Sovietica accolga con favore questa iniziativa. Naturalmente questo è un sogno molto ambizioso, ma ogni grande impresa, all’inizio, sembra un sogno. Solo pochi anni fa nessuno avrebbe mai immaginato che gli uomini avrebbero potuto camminare sulla luna, ma con una visione, e lavorando duramente, il sogno è diventato realtà. E sarà così anche per l’Autostrada Internazionale della Pace.

I problemi della società occidentale

A questo punto, dopo aver condiviso con voi i miei sentimenti di speranza e di ottimismo per il futuro, sento di dover parlare anche di quella che, secondo me, è la tendenza pericolosa da parte di certe persone a celebrare prematuramente l’avvento della pace. Anche se il muro di Berlino è crollato, in entrambi i campi restano delle tremende difficoltà. Le nazioni alla guida del mondo libero, accanto alla loro straordinaria prosperità economica, sono travagliate dal problema della decadenza morale. Sono cadute vittime di un materialismo sempre più dilagante e la libertà è spesso usata in modo sbagliato. Inoltre, in Occidente, l’ascesa del secolarismo ateo ad una posizione quasi predominante, ha portato con sé il crollo dei valori morali. Di conseguenza la società occidentale è afflitta da gravi mali sociali, fra cui la disgregazione delle famiglie, l’abuso epidemico della droga, l’aumento delle malattie e dei crimini sessuali, nonché il dilagare della corruzione nel governo. Volendo definire semplicemente la situazione, i problemi di cui attualmente soffrono sia l’Occidente che l’Oriente, derivano, in ultima analisi dalla stessa origine: la confusione dei valori.

Il comunismo è fallito perché il sistema di valori proposto dal marxismo si è rivelato falso. Non è un segreto che io sia stato per tutta la mia vita un acerrimo nemico del comunismo. Se ho fatto questo è perché so che il rifiuto militante di Dio e la convinzione che il progresso si sviluppa attraverso il conflitto, non potranno mai condurre alla costruzione di una buona società. L’esperienza di tutta la mia vita mi ha portato a sapere con certezza che Dio è una realtà e che la cosa più importante della vita è il vero amore. L’umanità può progredire solo quando si tiene Dio nella giusta considerazione e si dà all’amore il valore più alto. È chiaro che né il comunismo né il mondo libero sono attualmente in grado di guidare l’umanità verso un pacifico 21° secolo.

Ciò di cui abbiamo urgentemente bisogno, all’inizio di questo nuovo decennio, è un vero sistema di valori che riempia il vuoto creato dal crollo dei valori sia nel mondo libero che in quello comunista. Questo nuovo sistema di valori deve essere basato sull’ideologia di Dio “Godism” – una visione del mondo che mette al centro Dio. Per tutta la vita ho lavorato con esponenti di tutte le religioni e denominazioni per promuovere la comprensione di questa visione del mondo centrata su Dio. In questo modo è stato possibile creare le nostre vaste organizzazioni accademiche e religiose che promuovono la ricerca dei valori assoluti e la realizzazione della vera pace. Ho anche costituito delle organizzazioni per i mezzi di comunicazione e delle istituzioni in campo artistico ed educativo. Tutta questa fondazione internazionale è stata preparata per assistere persone che, come voi, si sforzano di raggiungere la pace mondiale.

La vera pace non può essere realizzata nel mondo senza un chiaro sistema di valori che sia condiviso da tutti. Quando i valori saranno chiariti, l’umanità non sarà più nel buio. L’ideologia di Dio “Godism” consente a ciascun individuo di vedere chiaramente il significato e il valore della propria vita. Ogni persona è in tal modo motivata a ricercare il proprio benessere spirituale vivendo in maniera responsabile e servendo il prossimo. Questa è la soluzione definitiva alle sofferenze del mondo.

La necessità di un risveglio spirituale

In altre parole, ciò di cui il mondo ha bisogno per potersi salvare, è uno straordinario risveglio spirituale. L’umanità deve essere ridestata alla realtà di Dio e fornita di una visione del mondo basata su dei principi che affermano l’esistenza di Dio. Questa visione sarà in grado di eliminare la confusione dei sistemi di valori in entrambi i campi.

Sulla base di un simile risveglio verso valori più alti, la qualità dei rapporti fra le varie nazioni deve essere trasformata. Finora, la forza motrice dello sviluppo economico è stata quasi sempre il desiderio di profitto. In questo modo si è sprigionato un grande potenziale umano e nel mondo sono stati raggiunti notevoli progressi. Tuttavia, il desiderio di profitto deve essere bilanciato dalla consapevolezza fondamentale che gli uomini sono figli di Dio. Siamo tutti fratelli e sorelle. Inoltre il nostro scopo di vita sulla terra non è accumulare beni materiali. Viviamo in questo mondo per sviluppare e perfezionare il nostro spirito eterno, e l’unico modo per far questo è praticare il vero amore, cioè vivere per il bene degli altri.

Il vero amore deve essere praticato a tutti i livelli della vita, comprese le relazioni fra le nazioni. I paesi progrediti del mondo devono sentire che sono stati benedetti da Dio allo scopo di aiutare gli altri ed essere disposti a sacrificarsi per le nazioni meno sviluppate del mondo. Se le nazioni ricche non pensano in termini più alti che il desiderio di profitto, la loro prosperità, per quanti sforzi facciano per mantenerla, verrà meno.

La riunificazione della Corea

Oggi la Corea è il punto in cui convergono le nazioni chiave: la Cina, l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti. Al tempo della guerra di Corea, genti di tanti paesi sacrificarono la loro vita per determinare il futuro di questa penisola. Ci siamo riuniti qui, oggi, nello stesso spirito di preoccupazione. È giusto che leaders politici di tutto il mondo vengano qui a discutere sul problema della riunificazione della Corea. Dal punto di vista storico questa è più che una semplice questione nazionale, è un problema che coinvolge l’intera comunità internazionale.

Vorrei suggerirvi alcuni punti che spero terrete in considerazione nelle vostre discussioni sull’unificazione della Corea. Riguardo la Corea del Nord ci sono diversi requisiti indispensabili per il processo di riunificazione. Primo, la Corea del Nord deve abbandonare il suo piano di conquista militare del Sud. Secondo, deve porre fine al suo estremo isolamento e aprire la sua società alla comunità mondiale delle nazioni. Terzo, deve sviluppare la propria versione di glasnost concedendo al suo popolo la più importante delle libertà, la libertà di espressione religiosa e ponendo fine alla deificazione del suo leader. Solo allora la Corea del Nord sarà pronta ad intraprendere una efficiente riforma economica. Man mano che la Corea del Nord comincerà a cooperare con la Corea del Sud e con gli altri paesi del mondo, diverrà sempre più evidente per questa nazione, che se alle persone non viene data la speranza concreta di una vita migliore nonché l’incentivo per realizzarla, è praticamente impossibile incrementare la produttività umana.

Voglio mettere in rilievo, tuttavia, che devono essere fatti dei cambiamenti anche nella Corea del Sud. La Corea del Sud ha sperimentato un’ondata di prosperità senza precedenti, ma tale prosperità deve essere vista per quello che è – una benedizione di Dio – e condivisa con gli altri. Questa nazione, ora, deve essere pronta e disposta ad abbracciare i nostri fratelli del Nord, aiutandoli ad alleviare le loro sofferenze. Allo stesso modo, ora, il mondo libero deve dare il suo completo appoggio alle iniziative a favore della libertà che sono state prese in Europa Orientale, in Unione Sovietica e in Cina.

Una analogia biblica

La Bibbia narra la storia di due fratelli, Giacobbe ed Esaù. Anche se erano destinati entrambi a giocare un ruolo importante nella provvidenza di Dio, tra i due ci fu un grande conflitto, Giacobbe fu benedetto da suo padre, ma solo in seguito ad un inganno e quando Esaù lo venne a sapere voleva ucciderlo. Così Giacobbe dovette fuggire. Fu solo dopo aver vissuto separati per più di vent’anni, che Giacobbe ritornò; portando dei doni e col cuore pieno d’amore verso Esaù. Quando i due fratelli, dopo quel lungo periodo di separazione, si incontrarono, Giacobbe si avvicinò ad Esaù e gli disse: “Quando ti guardo, vedo il volto di Dio”. Si perdonarono reciprocamente e si abbracciarono tra le lacrime. Esaù non voleva più uccidere Giacobbe, ma vivere insieme a lui, condividere le cose con lui, imparare da lui.

Oggi il mondo libero si trova nella stessa posizione di Giacobbe, mentre il mondo comunista è in quella di Esaù. Tante nazioni comuniste, come Cuba e la Corea del Nord, hanno imparato che il mondo libero, come Giacobbe, ha rubato loro la benedizione e, come Esaù, in passato hanno voluto distruggere i paesi del mondo libero. Come Giacobbe, per tanti anni, il mondo libero è rimasto saggiamente forte in campo militare evitando di cadere in una posizione in cui il mondo comunista avrebbe potuto distruggerlo. Tuttavia, io credo che ora sia il tempo in cui il mondo libero debba riconciliarsi col mondo comunista. Quando vediamo i nostri fratelli che hanno sofferto per tanti anni sotto il sistema comunista, dobbiamo vedere in loro il “volto di Dio”. Dobbiamo aiutarli, confortarli, riempirli di fiducia e permettere loro di entrare nella comunità mondiale delle nazioni democratiche.

Signore e signori, spero che le vostre deliberazioni nei prossimi due giorni siano fruttuose e gratificanti. Sono certo che, grazie a sforzi come questi, la Corea sarà una nazione unificata molto prima della fine di questo decennio. A nome dei sessanta milioni di coreani del nord e del sud, voglio esprimervi la mia gratitudine per essere venuti. Pregherò affinché i vostri sforzi siano fruttuosi. Che Dio vi benedica. Grazie.

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