Il Padre ed io

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12 luglio 1959 – Ex Headquarters della chiesa - Seoul, Corea

Preghiera

Padre! L’arroganza degli ebrei perché erano il popolo scelto, un’arroganza che Gesù affrontò per tutti i trent’anni della sua vita, fu mitigata nel cuore di Gesù dal desiderio di realizzare la pace e la libertà per gli Israeliti. I dolorosi quattromila anni di storia che ci vollero per mandare agli Israeliti il vero figlio e il sangue versato in questo processo sono profondamente impressi nella storia degli Israeliti. È una tragedia eterna che gli israeliti di quel tempo non siano riusciti a creare un rapporto con Dio nonostante le sofferenze, il sangue e il sudore di Dio.

Oggi noi conosciamo Gesù e crediamo in lui. Tuttavia, non c’è nessuno che capisce la tristezza del cuore di Gesù mentre veniva spinto da un villaggio all’altro, scacciato da un posto all’altro, lottando. Nessuno in tutta la storia ha conosciuto il cuore di Gesù che apparve rappresentando il cuore del Cielo.

Mentre aspettavano il Messia, gli Israeliti combatterono e resistettero per migliaia di anni nella speranza di riceverlo. Desideravano ardentemente il Messia e si domandavano quando sarebbe apparso. Ma erano talmente assorbiti dai loro interessi e sopraffatti dal loro ambiente, che persino quando l’oggetto dei loro sogni apparve, fu come se fossero profondamente addormentati, inconsapevoli del cuore di Dio. Noi abbiamo la responsabilità di liberare il dolore e la sofferenza che sono impressi profondamente nel cuore del Padre. Mentre ripensiamo a questa storia così dolorosa, permetti che ci facciamo carico dei peccati di Israele che non riconobbe Gesù e li liberiamo. Permettici di pentirci e di essere responsabili per i peccati di Israele che rattristarono Gesù.

Gesù trascorse trent’anni di vita pieni di dolore. Anche se nei suoi anni di vita pubblica egli diede tutto, chi hai mai capito il suo cuore e le sue tante storie che non sono state mai raccontate? Nessuno. Persino i discepoli che condividevano ogni aspetto della loro vita con Gesù, che condividevano la tristezza nei momenti di dolore e la solitudine nei momenti di desolazione e che chiamavano Gesù loro Maestro, non lo sapevano. La tristezza e un senso di futilità scesero nel cuore di Gesù vedendo i suoi discepoli che si domandavano e dubitavano ancora chi egli fosse, dopo i suoi sforzi di tre anni. Essi avrebbero dovuto supplicare Dio con un cuore disperato e preoccuparsi del loro Maestro che stava per percorrere la via della morte. Quale sofferenza è più grande di questa? Cosa c’è di più doloroso di questo?

Possono esserci dei cristiani che venerano e servono Gesù nella sua autorità rivelata, ma non c’è nessun cristiano che vuole calcare le orme di Gesù quando era calpestato e maltrattato. Padre, non possiamo fare a meno di implorarti, con sangue e lacrime, che possano apparire tanti figli e figlie capaci di stringersi al cuore miserabile di Gesù e andare avanti.

Padre, Tu sei vivo e guidi il corso della storia. Sappiamo che Tu ci stai mostrando misteriosamente la strada. Padre, non farci desiderare il Gesù del passato. Preghiamo sinceramente che Tu ci permetta di impegnarci a portare testimonianza al Gesù di questa era.

Ti prego, permettici ora di confortare il cuore di Gesù, che dovette essere richiamato a Te. Chiniamo il capo di fronte a questo cuore. Ti prego, permettici di realizzare il sogno che Gesù desiderava. Padre, preghiamo sinceramente di poterci riempire del cuore di Gesù, che duemila anni fa dovette assumersi la responsabilità per tutta l’umanità. Fa che siamo i figli e le figlie che stabiliscono un rapporto con il suo cuore.

Per favore, permetti a questi figli e queste figlie di pentirsi. Hanno continuato a lottare con un cuore desolato nel mondo della morte. Padre, prego sinceramente che Tu possa fustigarli con la forza della vita in modo che tutti i mali del passato siano abbandonati e che questo possa essere un tempo in cui si crea un nuovo rapporto con il Padre Celeste.

Padre, quanto è disperato il Tuo cuore che vuole parlare all’umanità? Quanto hai desiderato restaurare l’umanità e trovare la gioia? Permetti loro in quest’ora di aprire il cuore e di rivitalizzare tutti i loro sensi in modo che ogni cosa del Tuo mondo possa essere percepita e che essi possano desiderare ardentemente il Tuo cuore. Prego sinceramente, Padre mio, che questa possa essere un’ora gioiosa in cui possiamo immergerci nella volontà del bene per rivolgerci a Te ed essere rimodellati rinascendo con le parole.

Padre, Ti prego non permettere che questo tempo sia speso invano. Mentre le Tue parole sono condivise, io prego che non ci sia un divario fra chi dà le parole e chi le riceve. Per favore, permetti che ora si sentano penitenza ed umiltà. Tante persone si sono riunite qui, ma prego sinceramente che esse possano diventare una cosa sola, un altare e un’offerta vivente.

Ti prego, benedici i tanti altri altari che si sono riuniti qui in questo giorno, rappresentando l’umanità. I Tuoi figli e le Tue figlie stanno implorando con sincerità, senza essere riconosciuti e in situazioni miserabili. Per favore sii il consigliere del più profondo del loro cuore. Prego affinché Tu crei un rapporto di benedizione con loro in modo che le loro vite si possano risolvere. Per favore, fa che quest’ora non sia mai invasa da Satana. Prego queste cose nel nome del Signore.

Amen.

Il titolo delle parole su cui vorrei riflettere insieme a voi è: “IL PADRE ED IO”. Su scala più vasta, questo diventa: “Il Padre e noi, Dio e l’umanità”. Parlerò brevemente di questo argomento.

Fra tutte le tristezze di questo mondo, probabilmente non ce n’è una più grande di quella dei figli che perdono i loro amati genitori. Allo stesso modo probabilmente non c’è nessuna tristezza più grande di quella dei genitori che perdono i loro amati figli.

Il maggior problema dell’umanità caduta

Il Cristianesimo ci dice che l’umanità è caduta. Questo è un fatto che non si può negare quando guardiamo la società o facciamo delle speculazioni. Si può supporre che la società che vediamo oggi sia il frutto di una causa peccaminosa. Ci troviamo nel corso della storia che è il risultato di questa causa. Inoltre, non possiamo negare che stiamo lottando perché siamo anche noi il risultato di questa causa.

Quale può essere il problema di tutti i problemi? È l’angoscia di aver perso i nostri genitori, che non avrebbero mai dovuto essere perduti. È l’angoscia di cercare di trovare i genitori perduti, l’angoscia di non avere i genitori nonostante il nostro diritto di averli, e l’angoscia di non avere dei figli, nonostante uno abbia tutto il diritto di averli. Questi sono i problemi più grandi.

Noi diciamo che c’è stata una caduta, ma questo coinvolge sia l’umanità che il Padre Celeste. Non possiamo fare a meno di accettare il fatto che coinvolge anche noi. Certamente noi non siamo ideali. Quando accettiamo che l’umanità è caduta, non possiamo negare che una caduta non può avvenire senza un rapporto reciproco. Quando non ci sentiamo bene è perché interiormente abbiamo la potenzialità di essere migliori. Quando desideriamo essere più grandi, è perché abbiamo quella potenzialità dentro di noi. Questo rapporto mette in comunicazione ogni persona con tutte le altre.

Possiamo avere un sacco di problemi che ci confondono, ma c’è solo un problema fondamentale nel nostro cuore, il fatto che abbiamo perso i nostri genitori. La perdita dei genitori da parte dell’umanità e la perdita dei figli da parte del Padre Celeste dev’essere recuperata. È la nostra priorità principale ristabilire il rapporto perduto, riconquistare la felicità perduta, possedere di nuovo la gioia perduta.

Cosa risolverà tutti questi problemi per noi? Noi riconosciamo la storia malvagia, riconosciamo che stiamo vivendo in un mondo pieno di peccato e che lottiamo a causa del conflitto fra la nostra mente e il nostro corpo. Questo non può essere risolto da nessun sistema filosofico, da nessuna ideologia o fede concettuale. L’unico modo è attraverso il cuore. Il mondo del cuore non ha nessun prima o dopo, nessuna altezza o bassezza. Non ha nessun inizio o fine. La situazione può essere risolta solo attraverso il cuore.

Qual è il dolore dell’umanità? Il dolore è che, a causa della caduta, il vero padrone fu perso dall’Eden. L’umanità non ha potuto cantare e vivere eternamente felice nell’ideale di creazione di tutte le cose del Cielo e della terra. L’umanità non ha potuto cantare col cuore e la forza della vita di tutte le cose create.

Il rapporto tra Dio e l’uomo

Che tipo di essere è il Creatore? È certamente il proprietario dei nostri corpi e delle nostre menti. È anche un essere che può stare nella posizione di soggetto o signore dei nostri ideali ed emozioni. Inoltre, è il soggetto o il signore dei nostri cuori. Un simile Dio è assolutamente necessario per noi. Abbiamo assolutamente bisogno di Lui. Non è un bisogno concettuale, basato sulla coscienza o sui rapporti umani. Il dolore è che abbiamo perso un tale signore.

Oltre ad essere il proprietario e il Creatore di tutte le cose, Dio è anche nella posizione di Padre dell’umanità. Ha spiegato il rapporto dicendo: “Io sono vostro Padre e voi siete i miei figli e le mie figlie”. Dio vuole trovare gioia in questo rapporto. Dobbiamo capire che questo è il punto su cui si focalizza la vita del Padre Celeste, il punto su cui si concentra il Suo ideale, e lo scopo per cui ha creato l’umanità.

I cristiani chiamano Dio Padre. Anche se siamo stati creati per essere figli e figlie nei confronti del Padre, l’umanità vive in modo miserabile a causa della caduta. Qual è la realtà del Padre Celeste che vuole chiamarci Suoi figli e figlie? Qual è la situazione dell’umanità creata per essere i figli di Dio? La realtà è che non possono chiamarsi l’un l’altro “Padre” o “figlio”. La caduta è il fatto che sono posti sotto il dominio dove il padre non può rispondere alla chiamata del figlio e il figlio non può rispondere alla chiamata del padre. Il corso della storia si è susseguito per liberarci da questa dolorosa realtà. Se il Padre Celeste esiste, il Suo lavoro è combattere per distruggere questa triste realtà e sbarazzarsene.

È facile chiamare Dio Padre, ma è difficile sperimentarLo concretamente come un padre. È possibile percepire che Egli è il Padre attraverso la nostra comprensione, ma è difficile seguirlo e servirlo in modo concreto.

Perché? È a causa della caduta. La realtà è sprofondata a questo livello a causa della caduta. Noi sentiremo quanto siamo distanti da un simile Padre quando riconosciamo che stiamo lottando in questo ambiente, cercando di combattere, non volendo morire in questa situazione. Desideriamo ardentemente che in questo mondo appaia una guida che riduca questa distanza. Desideriamo tanto che appaia un leader mondiale che possa colmare la distanza e aprire un percorso agevole. Questa guida guiderà non solo la nostra mente ma anche il nostro cuore. Non dovrebbe cambiare periodicamente o possedere solo un contenuto rivoluzionario. Dovrebbe essere una guida eterna ed assoluta.

Poiché non avete neanche immaginato una guida simile, oggi dovreste pentirvi e criticare voi stessi per essere rimasti impelagati in meri concetti. Dovete rendervi conto di dove vi trovate. Dovreste rivalutare la vostra autostima e criticare la vostra posizione in relazione al grande corso del Cielo.

Se c’è qualcosa di cui l’umanità caduta può essere grata, è essere presentata di nuovo al Padre che abbiamo perduto. Se c’è qualcosa di cui il Cielo può gioire, è trovare i figli perduti. Se appare un individuo che può ristabilire queste relazioni perdute, potrebbe liberare lo sforzo storico di Dio.

Qualcosa a cui l’umanità caduta dovrebbe aspirare

Dio non vuole che l’umanità perisca. Piuttosto è andato avanti con la volontà della provvidenza per mostrarci il modo di vivere. Perciò deve assolutamente apparire una figura che può restaurare il rapporto padre e figlio, desiderato sia da Dio che dall’umanità. Guardando indietro nel corso della storia, questo è innegabile.

Dovremmo criticare il nostro io pieno di peccato. Dobbiamo essere indignati per questa realtà, così come per la caduta. Allora, cosa dovremmo desiderare? Dovremmo aspirare ai nostri genitori originali che sono stati perduti. Per quelli che desiderano sinceramente trovare il padre originale che è stato perduto si aprirà un corso solitario di sacrificio. Se a questo mondo esiste un tale individuo, un tale gruppo e un tale movimento, allora il Padre Celeste, che sta cercando i Suoi figli, lavorerà con queste persone. Volendo riconquistare il rapporto padre e figlio, Dio si aggrapperà a queste persone.

Se nel corso di migliaia di anni di storia non abbiamo sentito questo dalle persone, sono loro da biasimare. Se i santi saggi nel corso della storia non hanno introdotto questi fatti, sono da biasimare anche loro. Se un tale contenuto non si è potuto trovare nelle parole dei saggi che sono vissuti per realizzare la volontà di Dio, sarebbe ammissibile negare l’esistenza di Dio.

Dio, che porta avanti la provvidenza per restaurare l’umanità, vuole vivere dentro di noi e vuole che noi dimoriamo in Lui. Così, Gesù disse ai suoi discepoli: “Io sono il figlio unigenito e voi siete i miei fratelli”. Disse anche: “Dove io sto andando non è per volontà mia, ma per volontà del Padre. La nazione che io voglio non è la mia nazione, ma la nazione del Padre. Le persone che sto cercando non sono le mie persone, ma le persone del Padre. Il luogo in cui voglio vivere non è la mia famiglia ma con la famiglia del Padre. La nazione di cui posso essere orgoglioso non è la mia nazione ma la nazione del Padre. Disse anche: “Dio è il Padre e la terra è la Madre”. Nei confronti dell’umanità disse: “Io sono lo sposo e voi siete la sposa”.

Possiamo riconoscere l’esistenza di Dio se queste preziose affermazioni rimangono dentro la legge celeste. Le religioni sono state stabilite per accompagnare l’umanità nella giusta direzione. Da questa prospettiva, la religione che può rivelare il giusto rapporto fra padre e figlio, fra marito e moglie, e fra fratelli e sorelle sarebbe la religione finale. Non possiamo negare che il Cristianesimo possiede queste qualità. Dobbiamo essere grati per questo.

Anche se nel corso della storia si sono susseguiti numerosi saggi, essi hanno rivelato Dio solo in un modo vago e concettuale. Non hanno portato le risposte su come sperimentare Dio concretamente. Gesù chiamò il Dio invisibile “Padre” nonostante gli scherni degli ebrei. Superò le difficoltà e mostrò la sua preoccupazione per Dio nonostante la dura persecuzione. Questo dimostra che Gesù aveva un’esperienza ed una conoscenza che nessuno aveva mai avuto. Era nella posizione di chiarire lo stato d’animo universale e lo stato d’animo per la vita, che nessuno aveva mai conosciuto.

Gesù chiarì questo attraverso il suo cuore piuttosto che attraverso le sue circostanze. Poiché chiarì questo con il suo io sostanziale, egli era il Messia. Se appare un individuo del genere, anche se Dio non l’ha mandato, questa persona dovrebbe essere riconosciuta come il Messia. La legge celeste opera in questo modo.

Gesù fu inviato dal Padre Celeste. Gesù non venne in questo mondo per lavorare sotto il peccato e il male. Venne come la persona centrale che poteva liberare tutti i dolori e i risentimenti della storia causati dalla caduta e dal peccato. Venne per risolvere tutti i problemi, partendo da dove il cuore di Dio poteva ancora risiedere fino a dove non poteva più fluire. Gesù voleva collegare l’amore del Cielo a questo mondo. Disse: “Io sono lo sposo e voi siete la sposa”. Dovremmo dunque conquistare la posizione di figli, portare il cuore di uno sposo e di una sposa e alla fine raggiungere la posizione del genitore, cioè quello che Gesù chiamava Padre Celeste.

La relazione fra il Padre ed io che deve essere ristabilita

Sembra che i cristiani di tutto il mondo chiamino Cristo lo sposo, presumano di essere la sposa e possano stare con coraggio davanti a lui, ma questo non succede tanto facilmente. Questo non succede attraverso le circostanze. È solo possibile con un cuore che non cambia. Questo cuore non è solo il cuore di una persona; deve essere il cuore storico di Dio mentre lottava per seimila anni, il cuore che può trascendere la realtà presente nel futuro. Il Cielo risponderà soltanto quando diventeremo la sposa con un simile cuore, quando vivremo per il Cielo, riconosceremo il valore del soggetto e proclameremo: “Oh, Signore, nostro sposo!”

Noi facciamo tesoro solo delle parole che le persone hanno lasciato; non teniamo conto degli individui che hanno mantenuto queste parole e che vivono seguendole. È una tristezza storica che le persone abbiano apprezzato il Messia che era stato promesso e che stavano aspettando, ma non abbiano saputo apprezzarlo quando è venuto come l’incarnazione della parola. La parola per loro sembrava accettabile, ma come persona lui non era diverso da nessun altro.

Se non riconsideriamo questi avvenimenti storici, risolviamo le nostre situazioni dolorose e chiariamo il rapporto tra padre e figlio che deve essere ristabilito, per noi non esisteranno né la speranza, né il Regno dei Cieli, né il mondo ideale.

Come possiamo spiegare il rapporto fra il Padre e me quando siamo degli individui che hanno ricevuto la linea di sangue del peccato? Non possiamo sfuggire alle briglie della storia piena di peccato. Viviamo nel regno del peccato, incapaci di superarlo. Poiché non possiamo realizzare queste cose anche se ci sforziamo, dicono che dobbiamo credere nel nostro cuore.

Questo è il Vangelo che ci ha trasmesso Cristo. Ha detto di credere nel nostro cuore, non attraverso le condizioni.

Invece di essere esperti conoscitori delle parole dei 65 libri della Bibbia, dovete capire il cuore del Padre che si cela dietro di essa e quello che Egli voleva rivelare. Dovete anche capire il cuore del Padre che non voleva che avvenisse la caduta. Invece dell’amarezza dovuta alla caduta, dovete capire il cuore che desidera riconquistare il Padre perduto e il cuore che vuole restaurare l’umanità in modo che le persone non rimangano più in questa situazione. Questo sarà il vostro compito. Dovete superare questo gap se desiderate chiamare Dio “Padre” e diventare i Suoi figli e le Sue figlie.

Dio non ha mai detto all’umanità di leggere tutto il tempo la Bibbia. Neanche Gesù ha detto di ascoltare tutto il tempo le sue parole. Ha detto di pregare incessantemente. Durante i suoi tre anni di ministero pubblico, Gesù ha detto tante parole, ma fino ad ora non ha detto di vivere solo secondo le sue parole; egli desiderava ardentemente che noi ci preoccupassimo del suo io sostanziale.

Poiché il mondo del cuore non ha limiti di distanza, possiamo chiamare “Padre” persino l’eccelso e santissimo Dio. Quando lo chiamiamo “Padre” e lo cerchiamo con un cuore pieno di amore fra padre e figlio, Dio non potrà evitarvi. Non dirà: “Le tue mani non vengono da me, il tuo corpo non viene da me, e il tuo cuore non viene da me”. Quando il cuore è portato ad unirsi a Lui, noi diventiamo l’estensione del Padre. Siamo l’estensione e il “second-self” del Padre. Ecco perché la Bibbia ha detto che il nostro corpo è il tempio di Dio.

La domanda è: cosa possiamo fare per unire la natura divina di Gesù quando chiamava Dio “Padre” e la nostra natura? L’unificazione del cuore è più importante della questione delle somiglianze e delle differenze tra le nostre nature. Così, le parole di Gesù: “In quel giorno saprete che io sono nel Padre e voi in me ed io in voi (Giovanni 14:20)” sono parole davvero preziose.

Il mondo del cuore trascende il tempo e lo spazio. Lì non ci può essere una parola come rivoluzione. Ecco perché possiamo servire Gesù, che morì 2.000 anni fa, come il Gesù di oggi. Possiamo stabilire un rapporto con lui oggi. Su che cosa dovrebbe essere basato questo rapporto? Non sono solo parole, e non è un concetto intellettuale che Gesù portò la croce e morì per me. È possibile solo con il cuore.

Il mondo del cuore di Gesù

Da questa prospettiva del cuore, Gesù era una persona eternamente addolorata. Nessuno sapeva che le sue lacrime erano versate rappresentando le lacrime dell’umanità; il suo dolore rappresentava il dolore del Padre Celeste. Nessuno capì che le tribolazioni e i suoi tre anni di vita pubblica furono sofferti per l’umanità e per il Cielo. Nessuno sapeva che Gesù morì al posto dell’umanità per cancellare la macchia di sangue lasciata nel cuore del Padre Celeste.

Quando Gesù fece a Dio la sua ultima preghiera, disse: “Padre mio, se possibile, fa che questo calice passi da me; però non come voglio io, ma come vuoi Tu”. (Matteo 26:39) Questa era una preghiera che trascendeva tutte le circostanze. Era una preghiera che superava il mondo. Gesù pensava che dal momento che egli apparteneva al Padre Celeste e il Padre Celeste apparteneva a lui, il suo dolore era il dolore del Padre.

Così non sentì che subiva un torto con la sua morte. Invece sentì un’unità di cuore con Dio che aveva lottato molto più di lui, che era addolorato molto più di lui e i torti che aveva subito erano ancora più grandi dei suoi. Gesù poté superare con fiducia il suo corso difficile perché sapeva che Dio manteneva la determinazione di salvare tutte le persone nonostante questo dolore. Gesù si unì a Dio nel cuore, centrato sulla determinazione di salvare l’umanità nonostante la sua imminente morte sulla croce. Morì cercando di realizzare questa volontà.

È facile dire che crediamo. Il punto è se possiamo capire l’essenza di questo e raggiungere la posizione in cui possiamo stabilire un rapporto attraverso il cuore. Se Dio non cercasse qualcuno con cui collegarsi nel cuore, il vero amore non esisterebbe.

La voce di Gesù che si rivolgeva al Padre e le sue parole rivolte ai figli miserabili, avevano tutte origine dal cuore di Dio. Erano dette attraverso Gesù. Avete sentito il desiderio di rivolgervi a lui come il Signore ed aggrapparvi a lui come se fosse di fronte a voi mentre leggete la Bibbia? Avete sperimentato un cuore che vuole dire: “Padre, io appartengo a te; il mio corpo è Tuo, la mia mente è Tua. Persino il mio cuore anelante è Tuo. Non c’è assolutamente nulla che appartiene a me, eccetto quello che appartiene a Te”? Se non è così, non siete stati ancora nella posizione di figli.

Quando Gesù pregava durante la notte, dimenticandosi del sonno, pregava con un cuore di gratitudine, sapendo che il Padre era con lui. In tutti i suoi trent’anni di vita, egli visse con un cuore che poteva superare tutto nonostante la persecuzione e il corso difficile della croce che aveva davanti a sé.

Il mondo del cuore non può rimanere diviso. Nel mondo della realtà c’è spazio per tante eccezioni, ma il mondo del cuore non può dividersi in due. Nel cuore dei 4.000 anni di storia non ci può essere nient’altro che il rapporto tra padre e figli. Non ci può essere nessun altro argomento. Dovremmo renderci conto che la parola di Gesù è la parola del Padre e che i suoi desideri sono i desideri del Padre.

La cosa più preziosa per Gesù

Non dovreste vantarvi perché andate in chiesa e vivete una vita di fede. Ho sentito e visto che le persone che sanno collegarsi col cuore ed essere grate verso il Cielo e la terra, quando vanno nel mondo spirituale sono in una posizione più alta di quelle che gioiscono pensando di avere un carattere fedele solo perché hanno vissuto una vita di fede per decine di anni. Questo è vero anche se le persone di cuore non conoscono la parola.

Così la via per il cielo è perdere tutto. È una strada che comporta perdere tutto ciò che appartiene a questo mondo. Dovete gettare via tutto, compreso il mondo di peccato e il vostro io peccaminoso. Qual è l’unica cosa che si dovrebbe tenere? È il cuore che vi permette di chiamare il Padre Celeste “Padre”. Solo con un cuore del genere potete incontrare il Signore, lo sposo. Questa è una verità universale che può abbracciare persino il cosmo. In questo giorno, non c’è assolutamente bisogno di nessuna ideologia. Dio poté essere con Gesù perché lui aveva questo cuore. Questo è quello di cui noi abbiamo bisogno.

Gesù non possedeva quasi nulla. Gli unici vestiti che aveva erano quelli che indossava. L’unica cosa che aveva era il bastone che usava. Anche se avesse posseduto tante cose, quale sarebbe stata la cosa più preziosa? Se c’è qualcosa di così prezioso che non può essere scambiato nemmeno per tutto l’universo, è il cuore disperato che può chiamare Dio come il Padre. Dovremmo capire che questo è tutto il valore di Gesù.

Dove è il luogo di riposo per l’umanità?

Paolo disse che persino le parole passeranno. Disse che tra le tre cose, fede, speranza e amore, la più grande era l’amore. Paolo sentiva il cuore disperato d’amore del Padre Celeste verso l’umanità, un cuore straziato e rattristato mentre cercava di trovare i figli perduti in tutte le tribolazioni della storia. Paolo capì il cuore d’amore del Padre Celeste, mentre Dio sperava sinceramente che lui avrebbe superato l’aspra persecuzione che veniva da destra e da sinistra e dove le frecce ostili del nemico erano scagliate contro di lui.

Così Paolo disse: “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo o la spada?” (Romani 8:35). Quello che disse è corretto. Tutte le parole e la vita di Gesù testimoniarono questo. Poiché Dio aveva dominio su Gesù, che aveva questo cuore, Egli poté far risorgere Gesù dalla morte. La storia ha fatto sorgere rivoluzioni nella società in mezzo a varie tribolazioni. Anche il Cielo è passato attraverso queste tribolazioni. L’unica cosa che può digerire questa storia dolorosa, macchiata di peccato, è il cuore.

Ecco perché oggi la storia ci sta guidando nel regno dell’ideologia di Gesù. Questo non si può negare. Se c’è una persona che può trascendere la storia presente per rimanere fino al tempo del nuovo mondo ideale, sarà quella che ha il cuore per chiamare il Padre Celeste “Padre”. Inoltre, questa persona sarà in grado di chiamare Gesù sposo e fratello maggiore. Gesù disse: “Voi siete miei fratelli e amici”. Noi dovremmo sentirci così.

Se c’è un dono che può essere dato all’umanità negli ultimi giorni della storia, è che tutta l’umanità possa chiamare il Padre Celeste “Padre”. Non si tratta solo di capire il carattere storico di Dio con il nostro cuore, ma di sentirlo e farlo nostro. Se questo succederà, l’umanità riceverà il nuovo mondo.

Il cuore dell’umanità appartiene al Cielo. Gesù portò il Vangelo e disse di amare lui più di chiunque altro. Disse anche che egli era il figlio di Dio, lo sposo, e che noi siamo la sposa. Sembra una contraddizione? Eppure, dobbiamo essere grati per queste parole. Il fatto che dica così non significa forse tutto, quando dobbiamo percorrere il corso doloroso della restaurazione, cioè che Dio è nostro padre e noi siamo la sposa? Gesù visse con questo cuore sin dalla nascita; parlò con questo cuore, e combatté contro Satana per decenni con questo cuore.

Il vero rapporto fra genitore e figlio

Il luogo di riposo dell’umanità non è un mondo privato. È dove scorre il cuore. È il mondo del cuore che trascende i confini nazionali, dove uno si sente semplicemente bene. Se oggi l’umanità non riesce a trascendere le realtà storiche con la coscienza di questo mondo del cuore, l’ideologia dell’unificazione non si può realizzare. Allora la venuta di Gesù sarà stata invano. Allora i rapporti della sposa e del padre sono senza significato. Quando si sente veramente il cuore, la razza non è un problema. L’ideologia non è un problema. Quando si sente quel cuore, tutte queste cose possono essere superate e saranno gioiose. Negli ultimi giorni della storia questo sarà ereditato.

Gesù disse che il Regno dei Cieli è dentro di noi. Cosa significa? Il fatto che il Cielo eterno è nella mia mente significa che il Cielo inizia dal mio cuore. Ecco perché dovremmo avere un legame di cuore quando stabiliamo un rapporto con il Padre Celeste.

Quando Dio diventa nostro Padre e noi diventiamo i Suoi figli, il Suo corpo e i nostri corpi sono una cosa sola. La carne e il sangue del Padre sono la mia carne e il mio sangue. Persino il mondo riconosce questo. Perché un genitore ama il proprio figlio? Perché il figlio è un’estensione del genitore. È come se uno amasse sé stesso. Essere genitori significa che la linea di sangue è collegata.

Dal punto di vista del cuore, Dio e Gesù erano una cosa sola. Quando l’arteria di Dio si muoveva, l’arteria di Gesù si muoveva. I loro cuori battono uniti. Non è così? C’è un genitore che prima dice: “io ti voglio bene” e poi procede ad amare il figlio? C’è un figlio che prima dice: “Io ti voglio bene” e poi ama il genitore? Il movimento dell’amore è automatico perché il sangue è collegato. Un mondo del genere trascende la logica così come la conosciamo.

Paolo disse in Romani 8 che noi siamo figli adottivi a causa della caduta. Non dovreste essere così orgogliosi. Gli uomini caduti sono nella posizione di figli adottivi. I figli adottivi hanno una linea di sangue diversa.

Perciò, il Padre Celeste desidera ardentemente un figlio che possa liberarsi della linea di sangue adottiva e riceva la linea di sangue che ha origine dal Suo cuore. Allora il figlio sarà naturalmente amabile ai Suoi occhi. Il Padre dovrebbe amarmi anche se io non dico che amo il Padre. Io dovrei avere il cuore di ammirare il Padre Celeste senza doverlo dire. Io combatterei per il Padre senza doverlo dire. Un cuore del genere non è percepito nella mente caduta.

Gesù, sotto questo aspetto, era diverso. Se si rivolgeva al Padre, il Padre Celeste gli rispondeva anche se era triste. In Gesù che lo chiamava “Padre”, Dio sentiva questo cuore che trascendeva le preghiere di milioni di persone. Quella invocazione e quella risposta esistono nel rapporto naturale che trascende la storia di dolore, centrato sullo scopo di creazione di Dio. Questa è una situazione in cui non importa nient’altro, una situazione che nessuno può negare, e nessuna condizione può prevenire. Siete mai stati in una situazione del genere?

Quando siete in una situazione simile, persino le vostre cellule lo possono sentire. Potete dire: “Questo giovane sta dicendo delle sciocchezze”, ma a me non importa cosa dica una persona. Il cuore e il tocco d’amore sono l’essenza del mondo esistente e hanno la qualità dell’insieme. Ecco perché desiderate ardentemente il Padre Celeste.

Quando pregate in queste circostanze, il calar della notte non è un problema. Non vi rendete conto della fame o della stanchezza. Il mondo d’amore è tale che la sua emozione interiore supera migliaia di volte ciò che le persone sentono con il loro corpo fisico. Non è forse così? L’ora in cui Gesù pregava nel silenzio il Padre Celeste sul Monte degli Ulivi, trascinandosi lì dopo che era stato perseguitato, era un’ora di felicità che nessun altro conosceva. Nel momento in cui chiamava “Padre”, tutto il suo io era assorbito nel mondo del cuore. Egli poteva augurare benedizioni sul suo nemico perché, comunicando con il cuore di Dio, persino la morte sulla croce poteva essere dimenticata.

Questo mondo dovrebbe vedere delle persone che chiamano il Padre con questo cuore e il Padre che ama queste persone come Suoi figli. Gesù era così, ma non poté trasmettere il modo di vita del mondo del cuore. Anche se lo presentò, deve ritornare perché il contenuto del cuore non si era trasformato in realtà.

Se volete raggiungere il punto di unificazione del cuore dove potete chiamare il Padre Celeste “Padre”, il vostro corpo deve essere il corpo del Padre Celeste. Il vostro sangue deve essere il sangue del Padre Celeste. Quando avrete raggiunto quello stato, sarete un tempio santo. Quando diventate un tempio santo, la vostra mente e il vostro corpo non sono vostri. Appartengono al Padre Celeste. Voi non siete l’origine di voi stessi. Poiché tutto è iniziato dal Padre Celeste, deve finire con il Padre Celeste. Perciò, la vostra esistenza non è vostra, ma del Padre.

Quando sarete entrati nel regno del cuore dove la vostra carne e il vostro sangue prendono il posto della carne e del sangue di Dio, inconsapevolmente verserete lacrime quando il Padre Celeste sta soffrendo. Quelli fra voi che sono venuti qui per la prima volta possono domandarsi come mai nel mondo è possibile una cosa del genere, ma è così. Il mondo del cuore supera migliaia di volte il valore di tutta l’esistenza. Noi trascenderemo la consapevolezza quando ci collegheremo a quel mondo.

Cosa dovreste fare dopo che siete diventati figli e figlie del Padre?

Per raggiungere quello stato, dovete avere la stessa linea di sangue. Dovreste sentire come se la vostra carne e il vostro sangue sono la carne e il sangue del Padre. Diventando il figlio o la figlia del Padre, dovreste condividere la stessa volontà. Che cos’è questa volontà? È restaurare il mondo caduto. È creare un mondo in cui una persona buona che ha eliminato la storia di peccato dell’umanità può vivere nel petto del Padre. Perciò il nostro corpo deve ereditare la carne e il sangue del Padre e la nostra mente deve portare la volontà del Padre per stabilire la Sua nazione. Dovremmo sentire il cuore del Padre nella nostra vita. Altrimenti non potete essere un figlio del Padre Celeste. Non è così?

Quando un padre è addolorato, suo figlio dovrebbe essere addolorato. Quando un padre soffre, suo figlio dovrebbe soffrire. Quando un padre vive una vita difficile, il figlio dovrebbe sperimentare la stessa difficoltà. Non è così? Se uno è veramente un figlio di pietà filiale, vivrà secondo la volontà del genitore. Dovete capire che solo quando siete collegati al Padre nella carne e nel sangue, solo quando la volontà è condivisa, solo quando il cuore è preparato per la vita quotidiana, potete chiamare il Padre Celeste “Padre”. Il Padre Celeste sta ancora lavorando per poter mostrare questo all’umanità.

Non dovete dimenticare che il Padre Celeste si è impegnato fortemente per realizzare un simile rapporto, anche se l’umanità non ne era consapevole. Dio sta lottando sino allo stremo per portarci dalla posizione di figli adottivi a quella di veri figli il cui cuore è collegato al Suo. Possiamo aver subito tanti torti e possiamo provare tanta tristezza e indignazione, ma questa tristezza, questa indignazione e questi torti non sono paragonabili a quelli del Padre Celeste. Non importa che tipo di ferita possa esserci stata inflitta, non può essere paragonata a quella del Padre Celeste. Nel corso della storia il Padre Celeste ha sperimentato un dolore più grande di quello di ognuno di noi. Ha sofferto migliaia di volte più di ognuno di noi Ha provato un’indignazione migliaia di volte più grande della nostra. È stato ferito più di ognuno di noi. Dovremmo capire che il Padre Celeste è così.

La ragione per cui Satana non poté accusare Gesù

Gesù conosceva Dio come suo Padre, ma che tipo di Padre sapeva che era? Quando Gesù portò la corona di spine, sentì che Dio stava portando una corona di spine che era mille volte più dolorosa della sua. Quando fu inchiodato sulla croce, capì che Dio stava sperimentando il suo dolore migliaia di volte di più. Persino quando la lancia gli trapassò il costato, l’accettò come se la meritasse poiché sapeva che il Padre Celeste aveva continuato a lottare per i Suoi figli nonostante provasse un dolore molto più grande del suo.

Ecco perché non poteva serbare rancore e dolore nel suo cuore. Era determinato a non lasciare nessun dolore e rancore nel suo cuore di fronte all’umanità nonostante la sua sofferenza. Anche se era in una posizione tale da provare una rabbia e un desiderio di vendetta inimmaginabili nei confronti del suo nemico, non poteva fare così quando pensava a cosa aveva sopportato il Padre Celeste. Gesù dovette superare il proprio dolore perché era venuto per risolvere il dolore e la morte dell’umanità. Poiché era così, Gesù era il salvatore. Poiché gli uomini avevano già perso la loro vita, lui doveva essere nella posizione di non condannare mai Dio, anche se perdeva la sua vita o doveva rinunciare a tutti i suoi desideri. Dobbiamo capire che Gesù poté diventare il salvatore della vita avendo preso su di sé il cuore di Dio perché aveva accettato questo.

Satana non poteva accusare Gesù perché lui non nutriva nessun cuore di vendetta, nessuna indignazione e non era dominato dal dolore storico. Che tipo di essere è Satana? Satana vi accusa mettendo avanti il dolore storico e vi blocca quando siete tutti presi in affari privati. Tuttavia, Satana non poté accusare Gesù perché Gesù non aveva nulla a che fare con i dolori di questo mondo e universo caduto. Satana, che aveva accusato persino Dio, alzò le braccia e si diede per vinto.

Quando Gesù disse che dobbiamo amare il nostro nemico, non erano parole vuote. Satana non può accusare la persona che piange e si preoccupa della morte eterna dell’umanità più che della propria morte. Se lo farà, il suo stesso essere sarà distrutto. Satana non può dominare questa persona. Solo Dio la può dominare. Anche se Satana può accusare in qualunque momento nell’aspetto della fede e della speranza, non può toccare un capello nel mondo del cuore sincero e immutabile. Poiché il Regno dei Cieli trascende tutto ciò che è collegato a Satana, non ha nulla a che fare con lui.

Noi chiamiamo Dio nostro Padre e Signore per merito di Gesù. Non siamo degni di farlo. Persino adesso stiamo lottando nel regno del peccato e piangiamo per i piccoli dolori della nostra vita. Quando guardiamo la società di oggi e questo mondo, le tendenze confermano il dolore storico e sono circondate dalla paura. Che cosa controlla le mie emozioni in questo mondo? La paura. Cosa ha il sopravvento sulla mia vita? La giustizia che è a pezzi. Dio vuole stabilire il nuovo mondo e sostenere la vera giustizia, eppure non c’è nessuno per realizzare questo. Dobbiamo capire che Dio, come sempre, sta ancora cercando una tale persona.

La posizione del popolo coreano dal punto di vista provvidenziale e il loro corso di vita

Anche se il popolo coreano può non conoscere Dio, dobbiamo capire che Dio è sempre stato lì, nella storia di questo popolo. Ogni volta che c’era una persona giusta, un suddito leale che veniva sacrificato per difendere la giustizia, dobbiamo capire che Dio lo ricordava e camminava sulla fondazione e il cuore di questa persona e della sua razza.

Noi siamo un popolo indebitato. Questa razza è la razza più indebitata di tutte. Il Padre Celeste desidera salvare le persone miserabili e ha il cuore di un genitore che piange sui figli caduti. Proverà più simpatia guardando una razza sfortunata che una razza benestante.

Il nostro popolo non ha nulla di speciale di cui essere orgoglioso. Le persone non avevano nulla. Furono tutte derubate e persero tutto. Se abbiamo la speranza di riavere qualcosa indietro, quello che desidero è che i giovani possiedano il cuore disperato di Gesù. Fa’ che il desiderio che ardeva dentro di lui mentre andava in giro, il desiderio di chiamare il Cielo “Padre”, arda dentro di loro. Quando diventeranno questo tipo di persone, nessun’altra razza li potrà dominare.

Questo mondo merita di essere dimenticato e tante ideologie sono destinate alla distruzione. Tuttavia, quando tanti figli e figlie che sono diventati queste persone appariranno davanti al cuore del Padre Celeste, che sta a guardare con simpatia, questo mondo sarà ringiovanito. Se questi giovani, questo gruppo e questa razza esisteranno, allora saranno in grado di governare il mondo. Era la stessa cosa al tempo di Gesù. Nella corrente di fede sotto l’oppressione romana c’era una grande confusione, e tutto era traballante. Lo spirito delle persone era stato calpestato. Dio mandò Gesù durante questo periodo doloroso.

Il fatto triste e doloroso è che la Corea divenne l’oggetto del sacrificio, il punto centrale del conflitto dei due grandi campi avversari, la democrazia e il comunismo. Questa è la triste realtà. Noi non abbiamo amici. I due campi si trovano l’uno di fronte all’altro col nostro popolo in mezzo come sacrificio.

Questo popolo, che avrebbe dovuto stabilire la nazione benedetta, sta attraversando una vita di pericoli e di rischi come una razza infelice. Una cosa che dobbiamo tenere a mente è che dobbiamo essere figli e figlie che possono unirsi alla direzione celeste, sapendo che il Cielo ha procurato l’ambiente e ha sostenuto questo popolo. Esso sopravvivrà se noi riusciamo a stabilire un rapporto con il Cielo. Gesù, che non aveva nulla esteriormente, fu in grado di introdurre il mondo di speranza che superava questo mondo e condurre questo mondo verso il regno della sua ideologia. Deve esserci stato qualcosa per stabilire il legame di cuore con il Padre Celeste. Deve essere stato lo standard assoluto a cui l’umanità non resta altro che sottomettersi nella ricerca del cuore e della mente. Oggi il popolo coreano sta attraversando un periodo di confusione nella fede. In questo tempo, in cui non c’è nessun valore nel proprio carattere, quando la gente vive nella paura e tutta questa razza è spinta nella confusione, a che cosa possiamo aggrapparci?

La strada che la Corea deve prendere

Gesù venne in questo mondo come il figlio di Dio, ma dovette attraversare trent’anni di vita miserabili. Percorse per tre anni la strada di un ministero pubblico tumultuoso e doloroso. Tuttavia, era un guerriero audace, che dimostrò uno spirito fiducioso, capace di superare qualunque cosa intralciasse il suo cammino. Possedeva un cuore ardente, che avrebbe facilmente restaurato tutto il popolo d’Israele a quel tempo. Nell’era odierna è necessario un guerriero del genere. Ogni volta che le persone lo spingevano nelle difficoltà, invece di combatterle Gesù passava lunghe notti a pregare per loro sulle montagne di Gerusalemme. Un carattere con una mente così grande è ammirevole.

Gesù imboccò la strada della solitudine e andò in luoghi silenziosi per invocare il Padre nei momenti in cui la nazione affrontava la persecuzione. Il corso di vita di questo popolo è lo stesso. Ci deve essere il cuore. Dovreste poter dimenticare tutte le condizioni umane, dimenticando persino di mangiare o di vestirvi, e rivolgervi al Padre come Suoi figli e figlie. Quando ci saranno questo tipo di figli e di figlie, questa razza sarà molto vicina al Padre Celeste nel mondo del cuore, anche se le persone sono sacrificate e calpestate. Pensate che allora Dio vi tratterà male? Nessun genitore si rifiuterebbe di accettare un figlio con un cuore che collega il passato, il presente e il futuro. Se le persone sono così, Dio lo è ancora di più. Esiste un essere umano che non incarna gli attributi di Dio? Dio è in questo modo, perciò l’umanità è lo stesso.

Questa razza miserabile sta cercando il cuore di Dio per trovare il corso di vita. Persino in questa situazione, bisognerebbe essere capaci di mostrare gratitudine al Padre Celeste. C’è una differenza enorme fra le persone che accusano il Padre Celeste persino in una situazione di libertà e le persone che mostrano gratitudine al Padre Celeste versando lacrime persino in una situazione difficile.

Ora che abbiamo un rapporto di padre e figlio con il Padre Celeste, non importa quanto siano gravose e molteplici le difficoltà e le persecuzioni che bloccano il nostro cammino, non possono essere paragonate al corso che il Padre Celeste ha attraversato per seimila anni. Così, quando siete feriti mentre lavorate per la volontà di Dio, non piangete guardando le vostre ferite. Piuttosto, confortate il Padre Celeste a cui è stato inflitto un dolore più grande. Il Padre è qualcuno che verrà da voi in lacrime quando siete feriti, dimenticando il Suo dolore. Non siamo davvero degni di questo.

Ora dovremmo veramente realizzare qualcosa. Questo popolo sta perdendo il suo spirito nazionale. Di che cosa può essere orgoglioso questo popolo di fronte al Cielo? Non c’è nulla che possa presentare di fronte al mondo e a questa era. Il cuore di Dio non è mai stato raggiunto. Chi ha mai sentito profondamente questo mondo del cuore? È qualcuno che sperimenta le difficoltà, qualcuno che si rivolge al Padre sopportando le proprie difficoltà. Dobbiamo capire che noi abbiamo bisogno di avere delle condizioni con cui possiamo essere vicini al Padre che ha sopportato dolori storici.

Ecco perché abbiamo questo ambiente difficile. Dopo tutto, questo popolo non ha bisogno di sentirsi addolorato. Dovremmo essere addolorati se il Padre Celeste non esistesse. Ma Egli esiste, e non c’è nessun bisogno di sentirsi tristi. Anche se questa nazione è la nazione più miserabile in seimila anni di storia, avrebbe mosso il Padre Celeste nel profondo delle Sue ossa, più di qualsiasi altra nazione, se Lo avesse ricordato. Se c’è un movimento che stabilirà il rapporto padre e figlio in questa nazione, il nuovo mondo si aprirà. Come il Padre Celeste ci ha promesso con fermezza, e come Gesù aveva il grande scopo di insegnarci, dove andrebbe Dio senza di noi? Dobbiamo partire con questa convinzione.

La vita che è più grande dell’universo

Dio non è un Dio per l’America, né un Dio per l’Inghilterra. Non è un Dio per il mondo democratico. È il nostro Dio e il mio Dio.

Il Padre Celeste desidera ardentemente i credenti, le spose che possono far parte del mondo del cuore del Padre storico e cantare il Suo valore. Non è così? Un tale individuo non può essere comprato nemmeno con miliardi di dollari. Questa persona non può essere comprata con la terra o col Cielo. Gesù ha detto che questa persona ha un valore più grande di quello del cosmo.

Per fortuna oggi dal Padre Celeste ci è stato dato un discorso sul rapporto padre e figlio, ma la domanda è: quanto ho seguito il Padre? Quanto sono stato devoto? Dobbiamo stabilire un rapporto con il Padre Celeste come un figlio di pietà filiale a livello individuale e come un suddito leale a livello nazionale. Non è vero? I tre legami tradizionali e le cinque discipline morali nelle relazioni umane in Asia hanno tutte un senso. Devono insegnare questo concetto. L’amore filiale e la lealtà verso il Padre Celeste sono la stessa cosa. Uno non può avere devozione filiale verso il Padre Celeste se prima non ha questa devozione verso i suoi genitori. Non si può essere un suddito leale verso il Padre Celeste se prima non si dimostra lealtà verso la nazione. Questo mondo è lo stesso verso il Padre Celeste. Il contenuto è diverso, ma il mondo del cuore è lo stesso.

Membri del movimento dell’unificazione! Per noi le denominazioni non significano nulla. I nostri nomi non significano nulla. L’edificio di questa chiesa e le nostre case non significano nulla. Il punto sono le persone. Le persone con il cuore sono il vero problema. Nel mondo ci sono miliardi di persone, ma solo una persona attira il vostro cuore. Non è così? È la stessa cosa per Dio. Qual è la prima cosa che Dio, che muove tutte le cose del cosmo e domina il grande universo e il mondo creato, desidera ancora? Più che una moltitudine di persone, Egli desidera ardentemente un individuo capace di dare tutto il suo cuore e poi dimenticare di avere dato. Non è vero? Il Padre Celeste sogna una persona del genere più che sognare una moltitudine di persone. Perciò, Gesù fu mandato dopo quattromila anni, e dopo seimila anni, il Secondo Avvento è colui che viene al posto di Gesù.

Dove sono i figli e le figlie che desiderano ardentemente il Padre Celeste e lo chiamano “Padre”, e che vanno alla ricerca degli altri figli? Il giorno in cui Dio troverà questi figli e queste figlie è il giorno della speranza e il giorno della liberazione. In termini religiosi, quel giorno è chiamato la festa dell’agnello.

I veri cristiani degli ultimi giorni

Che tipo di persona è un vero cristiano? Non è qualcuno che danza di gioia. Sarà qualcuno che prega preoccupato per Dio. Questa persona non pregherà per sé stessa, ma per il bene di Dio. Non si preoccupa se diventerà la sposa o no, ma si preoccuperà se Gesù, lo sposo, è felice o no. Questa persona non prega chiedendo a Dio di mandarla in Cielo, ma pregherà chiedendo di liberare Dio dal Suo dolore. Non chiederà che il suo valore venga riconosciuto in Cielo, ma spererà che il valore di Dio possa essere riconosciuto in questo mondo, persino attraverso la propria morte.

Dobbiamo cambiare totalmente l’odierna comprensione della fede. Deve essere fondamentalmente cambiata. Le persone vogliono andare in cielo credendo? Che cosa faranno in Cielo? Deruberanno di nuovo Dio quando saranno lì? È come essere contenti dopo aver perso l’essenza celeste. L’essenza è il cuore di dare. Persino le menti cadute possono percepire questa natura dell’amore. Il baratro della morte attende quelli che cercano di ricevere. Il regno della resurrezione della vita attende quelli che si sforzano di dare. Gesù fu uno che per trent’anni della sua vita lottò per dare. Gesù si impegnò a dare durante i suoi tre anni di ministero pubblico. Alla fine, donò addirittura sé stesso. Dovete capire che il Messia era il principe che si sforzò di dare e dare in continuazione.

Quelli che stanno seguendo questo esempio devono pentirsi e vedere fino a che punto hanno offerto sé stessi per liberare il dolore di Dio nella loro vita. Una persona così non ha nessun concetto del Cielo o dell’inferno. Questa persona dirà: “Che importa se io vado in cielo o vado all’inferno?” Quando Dio vuol far risorgere questa persona, persino Satana deve essere d’accordo. Qui viene stabilito lo standard storico della vita.

Oggi gli unificazionisti hanno bisogno delle parole della Bibbia per poter consolare il Padre che è pieno di tristezza. Avete bisogno anche di un maestro, ma io non voglio che andiate avanti solo guardando il maestro. Spero che stabiliate voi stessi il rapporto che vi lega al cuore del Padre Celeste, col maestro al centro. Dio non vi abbandonerà mai quando pregate per questa nazione con un appello sincero, quando vi sforzate di farle conoscere il cuore di Dio, e quando diventate l’offerta. Dio non ci abbandonerà.

Quando pensiamo a Dio, sappiamo che Egli è il padrone di tutte le cose, ma avete visto le Sue azioni? Come soggetto dell’amore, Egli ha mai potuto dire all’umanità “ti amo”? Mai. Anche se era nella posizione di possedere tutto, non ha mai potuto reclamare il possesso dell’umanità. E anche se ci sono tante persone in questo mondo, anche se gli Israeliti erano stati preparati per quattromila anni, il Padre Celeste non ha mai potuto farli sorgere come Suoi figli e figlie o come guerrieri che potevano sconfiggere Satana.

Oggi, nel campo democratico ci sono tanti cristiani, ma Dio non ha potuto metterli come generali al comando di un attacco offensivo contro Satana. Voleva anche avere Gesù al comando del mondo angelico per stabilire un rapporto con quel mondo, ma questo non poté essere realizzato. Dio diede all’umanità l’ideale della sposa, e cercò di trovare queste spose, ma non riuscì a trovare una persona che poteva stare nella posizione della sposa orgogliosa davanti a Satana. Siamo veramente dispiaciuti di fronte al Padre Celeste.

Il mondo chiama il leader della Chiesa dell’Unificazione il capo di un culto. E va bene. Voglio solo che essi ricevano tutte le benedizioni. Non voglio trovare delle scuse o delle spiegazioni. Questo non è il tempo di combattere su queste cose. La nostra vita è indaffarata, e la cosa più urgente è come siamo per poter essere riconosciuti dal Padre Celeste.

Siamo tutti miserabili, siamo tutti uguali. A volte invocavamo il Padre e promettevamo tutti solennemente di morire insieme se fosse stato necessario. A volte invocavamo il Padre con le lacrime. Dovevamo stare in quella posizione rappresentando la nazione. Anche se possono esserci stati dei tempi dolorosi, noi dobbiamo seguire questo corso su cui il Padre ci ha guidato. Dovremmo essere grati e sentirci indegni se non riusciamo a provare questo dolore storico. Dovremmo essere grati di poter sentire le tracce delle lacrime e del sangue dei nostri antenati mentre camminiamo insieme in questa valle di lacrime. Anche se questo corpo può essere ridotto in pezzi o cadere, non abbiamo nulla di cui rattristarci. Dobbiamo capire che siamo i cristiani degli ultimi giorni che hanno trovato e percorso di nuovo questa strada del cuore.

Non importa essere chiamati una setta o essere fraintesi. Niente di questo può essere un ostacolo per me. Io sono qui per chiarire il concetto celeste. Ora vi sto dicendo che Dio con tutti i mezzi ci spingerà avanti assieme alla storia, se io posso condividere questo cuore, inginocchiarmi comprendendo questo cuore, e parlare con il cuore per far sorgere persone che piangeranno con quel cuore.

La fede di Maria Maddalena in Gesù

Giuda Iscariota rimproverò Maria Maddalena, che era una prostituta, mentre era inginocchiata e versava un olio profumato del valore di trecento denari sui piedi di Gesù e li lavava con i suoi capelli. Quando fece così, Gesù la difese. Maria non stava agendo in modo irrazionale. Poiché era preoccupata per il cuore di Gesù, che stava per essere ucciso, un aspetto del cuore addolorato e indignato di Dio era riflesso attraverso di lei. Per questo Gesù predisse che il suo nome sarebbe rimasto ovunque si fossero diffuse le parole del Vangelo.

Quando Maria voleva afferrare Gesù, che era risorto dalla tomba, Gesù glielo impedì, preoccupato che il suo io risorto potesse macchiarsi. In altre parole, Gesù la fermò perché voleva che lei fosse più felice di incontrare il Padre che incontrare lui. Voleva che lei fosse più contenta per il Padre che per lui, e più contenta per la speranza che l’umanità avrebbe potuto rinascere, che felice di vederlo. È triste che il Gesù in cui crediamo oggi sia venuto e se ne sia andato con un cuore così colmo di rimpianto. Questa è una cosa triste.

Dobbiamo far conoscere questo ai cristiani del mondo d’oggi. Quello di cui c’è bisogno non è qualcuno che si vanti della sua fede, sulla base di Gesù che fu glorificato dalla storia. C’è bisogno di persone come la donna che cercò Gesù sul monte del Calvario, persone che possano essere orgogliose di Gesù anche se loro sono calpestate e respinte dalla storia. C’è un bisogno più grande di persone come Maria Maddalena che dei dodici apostoli che se ne andarono per le loro strade separate, negando di conoscere Gesù.

Diventare figli e figlie che il Padre desidera

Credendo in Gesù, avete mai fatto piangere Dio? Avete mai fatto piangere Gesù? Siete mai rabbrividiti aggrappandovi al Padre in lacrime che diceva: “Come deve essere stato difficile per te percorrere questa strada attraverso cui sono passato! Come deve essere stato difficile trovare Me nel mio dolore?” Avete tenuto le mani di Gesù che piangeva mentre vi chiamava? Se non l’avete fatto non dite nulla. Non siate orgogliosi di nulla.

Le persone che sono state ridicolizzate e scacciate saranno i principi e le principesse del Regno dei Cieli. Anche se tutto è perduto, dovremmo desiderare ardentemente il cuore e la volontà del Padre. Quando siete capaci di trovare significato nella vostra vita, significato nella chiesa, significato nella società, mentre desiderate queste cose, Dio non vi manderà all’inferno nemmeno se cercate di andarci. Dio reclamerà a sé queste persone.

Il tema del discorso di oggi era: “Il Padre ed io”, ma noi non siamo degni di usare la parola “Padre”. Dovremmo sperimentare le volte in cui persino dire la parola “Padre” ci fa sentire indegni. Dovremmo avere l’attitudine di dire: “Padre, come può una persona meschina come me chiamarti “Padre”? Non c’è bisogno di dire nient’altro. Il diritto di proprietà del cosmo sarà deciso quando invocherete “Padre” col corpo e la mente uniti e un cuore disperato. Il Padre Celeste desidera ardentemente questo genere di unificazionisti.

Va bene seguire la via di un maestro, ma questo passerà. Una cosa che vi voglio trasmettere, anche se muoio o scompaio, è che dovete trascendere la razza, l’umanità e il mondo per piangere con il cuore di Dio. Io voglio morire vedendo questo. Dovreste capire che solo allora avrete l’autorità di soprintendere il cosmo e il regno dell’inferno.

Da ora in poi, dobbiamo essere orgogliosi di nostro Padre. Che tipo di Padre è? Dobbiamo far conoscere il Padre che ha faticato in imprese storiche. Dobbiamo vantarci di nostro Padre. Dobbiamo presentare il Padre che ha combattuto aggrappandosi a questa era. Dobbiamo presentare il Padre che ci ha desiderato ardentemente e ha dovuto combattere per noi. Ma se nel trasmettere questo alla base non mettiamo il cuore, tutto è solo fantasia folle e azioni avventate.

Dobbiamo esaltare il Padre. Dobbiamo esaltare il Padre storico, il Padre di questa era, e il Padre orientato verso il futuro col nostro cuore collegato al Suo. Così, dovreste poter esclamare: “Padre, non è questa la Tua volontà? La Tua volontà è la mia volontà. Oh, Padre, Tu che ci hai trovato come un genitore che non poteva dimenticare il suo stesso sangue, Tu sei mio Padre!”

È da seimila anni che il Padre Celeste desidera vivere con noi, ma Satana è andato avanti a Lui. Il Padre Celeste desidera tanto le spose, le figure che capiranno il Suo cuore, e diranno apertamente: “Ehi, Satana, tu non hai nessun posto dove posare il piede in questo mondo. Ehi, tu e tutte le forze del male, guardate mio Padre!” Ottenete il riconoscimento da lui. Satana dovrà dire: “Hai ragione. Quello che stai dicendo è vero per l’eternità”. Non sarà forse così?

Il corpo di Gesù fu ucciso ma il suo cuore non fu mai ucciso. Il suo corpo fu invaso da Satana, ma il mondo del cuore non fu invaso. Ecco perché il Padre Celeste creò l’ideale della sposa e sta cercando la sposa che possiede la lealtà del mondo del cuore. Così dovreste poter invocare il Padre e il Signore con il cuore della sposa.

Dobbiamo essere grati che i santi del passato abbiano lottato e che il Padre Celeste e il mondo si siano dati da fare per trovare i figli e le figlie del lignaggio diretto per creare il rapporto di padre e figli. Inoltre, dovreste dire una parola di scusa agli antenati, ai numerosi spiriti e persino a Satana e diventare figure che possono proteggere questa terra. Solo allora diventerete i figli e le figlie di Dio. Dio vuole sentire questi figli chiamarLo “Padre”. Non siete così anche voi? Quando ci sono dei figli e delle figlie che Dio ama veramente, Dio non vuole sentire il padre fisico dire a questi figli: “Ehi! Voi siete i miei figli e le mie figlie”. Non sarebbe vero questo? Dio non vuole nemmeno sentire che essi appartengono ad una certa nazione. “Essi sono i Miei figli e le Mie figlie e appartengono alla Mia nazione”. Non vuole che siano chiamati il popolo della Corea o dell’America. Una cosa del genere è ridicola per il Padre Celeste, che ha l’ideale del mondo celeste. Dio ci sta cercando da questo punto di vista.

Dio non ha potuto vivere con l’individuo, la famiglia, la società, la nazione e il mondo. Quanto dev’essersi sforzato per lavorare a ritroso ritrovando il mondo e trovando noi oggi? Non solo Dio ci deve trovare, ci deve anche portare con Sé. È già abbastanza difficile trovarci, ma è più difficile trascinarci con sé. Il Signore viene per portare con sé persino gli ultimi giorni storici. Vi esorto a capire chiaramente questo e a diventare figli e figlie di Dio orgogliosi, le spose e gli sposi che staranno cuore a cuore con Gesù. Egli dichiarò che noi non siamo di questa nazione, la famiglia celeste non è di questa nazione. La sua società, la nazione e la creazione non sono di questo mondo caduto.

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