Il Nuovo Futuro Del Cristianesimo

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18 settembre 1974 – Madison Square Garden, New York City

Signore e signori, sono molto felice di essere qui stasera. Grazie infinite per essere venuti. Siamo riuniti in questo imponente auditorio del Madison Square Garden nel nome di Dio.

Il mio argomento, stasera, è: “Il nuovo futuro del Cristianesimo”.

Però, prima di iniziare a parlare di questo messaggio, vorrei fare un’osservazione. Non sono venuto qui per ripetere ciò che già sapete. Sono venuto per rivelare qualcosa di nuovo. Voglio condividere con voi una rivelazione che viene da Dio.

Vi è un solo Dio, un solo Cristo, una sola Bibbia. Oggi, tuttavia, nel mondo cristiano vi sono più di quattrocento denominazioni diverse, che considerano la stessa Bibbia da punti di vista differenti, dando quindi molte differenti interpretazioni. Ciò che ci interessa non è l’interpretazione umana della Bibbia, ma come Dio interpreta la Bibbia e qual è realmente la Sua volontà. Perciò nessun uomo, da solo, può darci questa interpretazione. Questa informazione deve venire da Dio, in forma di rivelazione. Ed io, stasera, voglio condividere con voi questa rivelazione. Poiché questo messaggio viene da Dio, e poiché è il punto di vista di Dio, il contenuto può naturalmente essere diverso da quello che l’uomo si aspetta, perciò, può essere per noi qualcosa di molto nuovo. In effetti, ciò di cui abbiamo bisogno sono cose nuove, idee di Dio, perché l’uomo ha esaurito già tutte le sue idee. Questa è la ragione per cui sono venuto a parlarvi stasera. Così io chiedo ad ognuno di voi di aprire la propria mente e il proprio cuore, in modo che lo spirito di Dio vi possa parlare direttamente.

Per duemila anni, i cristiani hanno aspettato con ansia il grande giorno finale, come è profetizzato nella Bibbia, il giorno del secondo avvento del Signore. Poiché questa è stata la promessa di Dio, il secondo Avvento di Cristo si realizzerà sicuramente. Perché il Signore deve ritornare? Egli viene per compiere la volontà di Dio. Allora, qual è la volontà di Dio? Sappiamo chiaramente qual è la Sua volontà? Dio è eterno, immutabile ed assoluto, e la Sua volontà è pure eterna, immutabile ed assoluta. Egli creò l’universo e questo mondo con uno scopo ben definito. Secondo la Bibbia, dopo che il primo uomo e la prima donna, “Adamo ed Eva”, furono creati, Dio diede loro un comandamento:

“Ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché nel giorno che tu ne mangerai per certo ne morrai” (Gn 2:17).

Dio chiese loro di obbedire al Suo comandamento. Ciò significa che, se Adamo ed Eva avessero obbedito alla legge, il Suo scopo si sarebbe realizzato. Tuttavia, Dio chiarì molto bene la conseguenza della disobbedienza. Egli disse: “Il giorno in cui ne mangerai, morrai”. Il risultato della disobbedienza era la morte.

Ciò nonostante, Adamo ed Eva disobbedirono a Dio. Il risultato fu la caduta dell’uomo. L’uomo ebbe la morte spirituale, e lo scopo di Dio non fu realizzato. La caduta dell’uomo è la sua deviazione dallo stato originario. Adamo ed Eva non realizzarono lo scopo per cui erano stati creati; fecero una scelta sbagliata e, di conseguenza, avvenne l’opposto di quello che Dio originariamente voleva. Dopo la loro disobbedienza, Dio non poteva fare altro che cacciare l’uomo e la donna dal Giardino dell’Eden.

“Giardino dell’Eden” è un’espressione simbolica per indicare il Regno di Dio sulla terra. Adamo ed Eva persero il diritto di essere cittadini di quel Regno, così ne furono cacciati e vissero in un mondo senza Dio, l’inferno vivente, da loro stessi generato.

Il Regno dei Cieli sulla Terra

Se Adamo ed Eva avessero obbedito a Dio, avrebbero portato il Regno dei Cieli sulla terra. Come sarebbe quel regno? Adamo ed Eva furono creati senza peccato, con la potenzialità di raggiungere la perfezione. Dovevano crescere fino a questa perfezione obbedendo alle leggi di Dio. In questo periodo di crescita, il loro rapporto doveva essere quello di fratello e sorella. Essi dovevano stabilire la vera tradizione di fratellanza. Che cos’è la perfezione? La perfezione è l’unione totale dell’uomo con Dio. L’uomo doveva essere il tempio di Dio, ossia in lui doveva dimorare lo spirito di Dio. Un uomo simile è divino, come è divino Dio; quell’uomo è santo, come è santo Dio. Gesù fu il primo uomo perfetto. Questa perfezione è lo stato di cui parlava Gesù, quando disse:

“Credetemi, che io sono nel Padre e il Padre è in me” (Gv 14:11).

Quando diventate uno con Dio, la Sua potenza divina è vostra, e voi sarete perfetti, come è perfetto Dio. Perciò, Gesù stabilì che il fine dell’uomo era quello di essere perfetti, come è perfetto Dio:

“Siate dunque perfetti, come è perfetto il Padre vostro Celeste” (Mt 5:48).

Dio creò un uomo ed una donna. Perché? Dopo che avessero raggiunto lo stato di perfezione, Dio voleva unirli come coppia celeste, attraverso una benedizione in matrimonio celeste. Dio intendeva iniziare il Suo Regno con Adamo ed Eva come primi marito e moglie. Se questo si fosse realizzato, allora la benedizione di crescere e moltiplicarsi si sarebbe compiuta. Egli avrebbe dato loro il potere di moltiplicare i Suoi figli, che sarebbero stati senza peccato, puri. Che altro potevano essere? Il peccato non sarebbe mai stato immesso nella razza umana. Avendo dei figli, Adamo ed Eva sarebbero diventati veri Padre e Madre, centrati su Dio, i veri Genitori dell’umanità. Questa famiglia, centrata su Dio, si sarebbe sviluppata poi in una tribù, in una nazione, in un mondo, di cui Dio soltanto sarebbe stato il Signore. La perfezione avrebbe regnato dall’inizio, per tutta l’eternità.

Dove Dio ha creato Adamo ed Eva? Nell’aria? Fuori nello spazio? No, proprio qui, sulla terra. Perciò la famiglia di Adamo, moltiplicandosi, avrebbe realizzato l’ideale di Dio qui, sulla terra, e Dio sarebbe divenuto il centro dell’umanità. Questo non sarebbe stato altro che il Regno di Dio sulla terra, in cui Dio avrebbe dimorato con l’uomo. Se questo si fosse realizzato all’inizio, oggi noi non troveremmo così tante differenze di razze e di lingue. Tutti apparterremmo all’unica razza di Adamo, sotto l’unica tradizione di Adamo. La sua lingua sarebbe la nostra lingua universale. Il mondo intero sarebbe in verità un’unica nazione sotto Dio. Nel piano di Dio, tutti gli uomini dovevano nascere nel Regno di Dio sulla terra. Noi avremmo dovuto godere della vita celeste sulla terra, e quando la nostra vita fisica sarebbe finita, saremmo stati innalzati nel Regno di Dio, nel mondo spirituale, dove avremmo vissuto per l’eternità. Questo era il piano originale di Dio. In un tale mondo non vi sarebbe posto né per Satana, né per il male, né per l’inferno. Dio non ha certamente creato l’inferno per i Suoi figli. Nessun buon padre costruirebbe una prigione per il proprio figlio appena nato. Perché Dio avrebbe bisogno dell’inferno per i Suoi figli? Soltanto il cielo era nella volontà originaria di Dio. A causa del peccato, tuttavia, l’uomo ha perso il suo valore originario ed è divenuto un rifiuto umano. L’inferno è come un secchio di rifiuti, ma fu necessario solo dopo la caduta dell’uomo.

Il Regno dell’inferno, il Paradiso perduto

Esaminiamo quindi più a fondo lo stato dell’uomo caduto e del mondo caduto. Gesù disse: “Voi siete di vostro padre il diavolo” (Gv 8:44). Con la caduta, infatti, l’uomo ebbe una falsa paternità, quella di Satana. L’uomo ha cambiato padre. Abbiamo lasciato il nostro vero padre, Dio, e ci siamo uniti al falso padre, Satana. Il primo uomo e la prima donna sono divenuti figli di Satana. Sotto questa falsa paternità, Adamo ed Eva si sono uniti al di fuori delle leggi di Dio, senza la Sua benedizione ed il Suo permesso. Quando hanno generato dei figli, questi hanno naturalmente avuto tutti lo stesso falso padre. Nacquero tutti come figli del peccato, non come figli di Dio. Perciò, la moltiplicazione dei figli del peccato, di generazione in generazione, ha creato questo mondo caduto, un mondo di peccato. Poiché non abbiamo avuto Dio come punto centrale, si è generato un mondo di peccato, un mondo privo di fede, un mondo di crimine, un mondo di guerra. E noi, le nazioni e le società di questo mondo, ci possiamo distruggere a vicenda, senza provare rimorso. Questo è il Regno dell’inferno sulla terra. Il padrone di questo mondo, in realtà, non è Dio, ma Satana. Ecco perché Giovanni (12:31) dice che Satana è il principe di questo mondo. Noi sappiamo che questo universo fu creato da Dio, e che Dio creò l’uomo. Ma Dio non è il Signore, poiché l’uomo ha cambiato padrone. L’uomo ha tradito Dio e si è unito ad un falso signore, Satana. Questo Satana è divenuto il padre dell’umanità. La caduta dell’uomo ha causato grande dolore al cuore del Padre Celeste. Dio ha perso tutto quando l’uomo si è rivoltato contro di Lui. Ecco perché leggiamo in Genesi:

“E il Signore si pentì di aver fatto l’uomo sulla terra, se ne dolse nel suo cuore” (Gn 6:6).

Dio si addolorò perché si realizzò un mondo esattamente opposto alla Sua volontà. Se questa si fosse realizzata, Egli sarebbe stato felice. Se la caduta, e le sue conseguenze, erano state preordinate da Dio, perché Dio dovrebbe essere addolorato nel Suo cuore? Perché dovrebbe pentirsi di aver fatto l’uomo?

Salvezza è Restaurazione

Dio è un Dio d’amore, un Dio di misericordia. Il Suo cuore prova compassione e dolore per la morte vivente dei Suoi figli. Egli sa che nessun uomo è capace di spezzare le sue catene e di liberarsi dal peccato da solo. Egli sa che vi è solo una potenza capace di portare l’uomo alla salvezza, Dio stesso. E Dio, nella Sua misericordia, è deciso a salvare questo mondo.

Che cos’è la salvezza? Salvezza è semplicemente restaurazione. Che cosa fa un medico per salvare il suo paziente? Lo riporta al normale stato di salute. Questa è una cura. Che cosa fareste per salvare una persona che sta annegando? La portereste fuori dall’acqua, a terra. Questo è un salvataggio.

Allo stesso modo, Dio salva l’uomo semplicemente restaurandolo allo stato originario di bontà da uno stato anormale, deviato. Così, salvezza equivale a restaurazione. Dio vuole restaurare il Regno dell’inferno nel Regno dei Cieli. Egli ha reso chiara questa Sua determinazione nella Bibbia:

“Tanto ho detto e tanto eseguirò, tanto ho deciso, tanto farò” (Is 46:11).

Dio non ha detto che potrebbe farlo. Ha detto che lo farà, mostrando la Sua assoluta determinazione di restaurare l’uomo e il mondo, riportandoli al Suo piano originale. Come? Per mezzo del Messia. Per restaurare l’umanità, Dio ha mandato in questo mondo il Suo unico Figlio, Gesù Cristo, come Salvatore, come Messia. Duemila anni fa, Gesù Cristo venne in questo mondo come Generatore di vita. Venne per trasformare tutti gli uomini di peccato in uomini uguali al Cristo. Venne per restaurare il Regno dei Cieli sulla terra. Perciò, Gesù Cristo proclamò, come suo primo vangelo: “Pentitevi perché il Regno dei Cieli è vicino” (Mt 4:17).

Con la venuta di Gesù Cristo, le persone erano veramente alla porta del Regno dei Cieli.

La Preparazione per il Messia

Però, prima che Dio potesse mandare Suo figlio a restaurare il mondo, doveva preparare la via passo per passo, iniziando con un individuo ed estendendosi poi ad una nazione, per stabilire la fondazione di fede sulla quale il Messia poteva venire. Dopo tutto, questo mondo è il mondo di Satana. Se il Messia doveva venire su questa terra, senza una adeguata fondazione, il mondo satanico lo avrebbe distrutto. Così, Dio lavorò attivamente ed attentamente per stabilire una nazione, una sovranità, su cui poter avere controllo. La nazione di Israele fu il risultato di questa preparazione per il Messia. Sulla fondazione di fede di Israele, Dio poteva mandare il Suo ultimo rappresentante, il Messia. Allo stesso modo, parallelamente, il Cristianesimo è oggi il terreno adatto per il ritorno del Messia. I Cristiani devono stabilire la fondazione di fede per il Secondo Avvento negli ultimi giorni. Oggi, come mai prima, nel nostro mondo caotico, il Messia è la nostra speranza. La missione del Messia è la restaurazione, è portare l’umanità caduta, sofferente, fuori da questo mondo di male e restaurare l’uomo alla perfezione e al bene originari di Dio. Egli deve distruggere la sovranità malvagia di Satana su questo mondo e stabilire la sovranità di Dio. Gesù Cristo venne come Messia, duemila anni fa, per questo scopo: restaurare il Regno di Dio. Oggi, noi aspettiamo il Secondo Avvento di Cristo.

Lo scopo di questo Secondo Avvento è identico: restaurare il Regno originale di Dio. Questo è l’unico scopo, l’unica volontà di Dio. Noi cristiani siamo il popolo scelto di Dio in questo tempo. I Cristiani sono i collaboratori di Cristo. Così, siamo nella posizione di dover preparare una fondazione per il Signore, per dargli il benvenuto ed accoglierlo, quando verrà, e partecipare alla sua missione, che è quella di distruggere Satana, eliminandolo dalla faccia della terra, e di portare tutta l’umanità alla salvezza.

Ma oggi, i Cristiani non conoscono con sicurezza la volontà di Dio. Noi ci interessiamo di più della nostra salvezza personale, del nostro proprio cielo, della garanzia di avere una nostra piccola nicchia in questo cielo. Ma non è così che Dio desiderava che i Cristiani fossero.

Dove sei tu, mio Davide?

Dio sta oggi cercando i Suoi “campioni”, fra i Cristiani del mondo. Per compiere il lavoro di Dio è necessario uno spirito di sacrificio. Quanti Cristiani stanno dicendo: “Usami come agnello sul tuo altare, e con il mio sacrificio salva questo mondo?” Dio sta cercando uno spirito che rinneghi sé stesso. Dio cerca coloro che porteranno la croce per il XX secolo. Ma i Cristiani di oggi sono sordi a questa chiamata. Essi reclamano “il mio cielo”, “la mia salvezza”. E Dio? E il resto del mondo? Pensate che potrete mantenere il vostro piccolo pezzo di cielo mentre il resto del mondo sta crollando? No. Se, d’altra parte, il mondo intero fosse salvato, non vi sarebbe automaticamente inclusa la vostra salvezza?

Se le chiese cristiane continuano ad andare in questo modo, centrate sull’individuo, lo spirito del Cristianesimo è destinato a declinare. Prima di esigere la nostra salvezza, esigiamo la realizzazione della volontà di Dio. Dobbiamo liberare Dio dal Suo dolore, dalla Sua pena. Quando avremo risolto il problema di Dio, il problema dell’uomo si risolverà automaticamente. Il fuoco cristiano deve ardere veramente per amore del cuore spezzato di Dio, non per noi stessi. In duemila anni di storia, i Cristiani hanno avuto grandi opportunità di portare il mondo intero a Dio. Essi, però, non conoscevano con chiarezza la Sua volontà, e non hanno potuto agire quando l’occasione si è presentata. Quella stessa opportunità sta ora bussando di nuovo alla porta. Questa volta essa è venuta all’America. Se i Cristiani americani di oggi riconoscono la volontà di Dio nel nostro tempo e si conformano ad essa, possiamo capovolgere completamente la situazione del mondo e portare il Cielo sulla terra. L’ora del Secondo Avvento di Cristo è vicina, ma non siamo consapevoli dei segni dei tempi. Invece di continuare a chiedere e pregare “Venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà, come in cielo, così in terra”, possiamo seguire ora la volontà di Dio, e rendere realtà quel Cielo proprio qui, in New York, poiché siamo già giunti all’ora del completamento, fissata da Dio.

Ognuno di noi è parte del corpo di Cristo; così, quando Cristo viene, noi siamo l’estensione del suo corpo vivente. Se ognuno di noi è disposto e pronto ad inchiodare il proprio corpo alla croce, per far vivere il nostro mondo, allora trasformeremo veramente questo mondo nel Regno dei Cieli. Vivere e morire per Dio e per Cristo: questo è il privilegio di essere cristiani! Ricordatevi, la volontà di Dio è di salvare il mondo intero, non solo i Cristiani, non solo le chiese. Vi è un versetto della Bibbia, noto universalmente, che tutti abbiamo imparato da piccoli, al catechismo:

“Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il Suo Unigenito Figlio, affinché chiunque crede in Lui non perisca, ma abbia la vita eterna” (Gv 3:16).

L’enfasi è sulla parola “mondo”. Dio ha amato così tanto il mondo, non solo la chiesa, non solo i Cristiani, non solo un popolo particolare, ma il mondo intero. Per questa ragione, per salvare questo mondo, fu mandato il Messia. Se voi faceste al Signore questa domanda: “Sei il salvatore soltanto dei Cristiani?”, Egli risponderebbe: “No! Io sono il Salvatore di tutta l’umanità”. Se chiedeste a Dio: “Sei tu il Dio dei Cristiani?” Dio direbbe: “No! Io sono il Dio dell’universo, il Dio di tutta la creazione, il Dio di tutti gli uomini”. Duemila anni fa, le persone aspettavano la venuta del Messia, ma per un motivo molto egoistico. Pensavano che il Messia venisse come una specie di conquistatore militare, per vendicarli e sconfiggere l’Impero Romano, e ricompensare Israele, con grande gloria e potenza, in senso terreno. In pratica non capirono nulla. Al contrario, il Messia veniva al popolo di Israele per usarlo come strumento, o sacrificio, per raggiungere il resto del mondo e portarlo alla salvezza di Dio.

Sì, Dio ha deciso di restaurare il mondo intero, di portare tutta l’umanità alla bontà e alla perfezione. Se Dio non potesse farlo, allora, in effetti, sarebbe un Dio sconfitto. Sconfitto da chi? Da Satana! Se fosse così, Dio non sarebbe Dio. Mettetevi nella Sua posizione. Quando volge il Suo sguardo al mondo cristiano, non penso possa essere soddisfatto. Vede che molto presto vi sarà una grande battaglia che deve essere combattuta e vinta. Dio deve avere uno scontro con la potenza formidabile del nemico, la potenza di Satana, la potenza del peccato. Per questo, Dio ha bisogno di un Davide moderno per affrontare questo Golia, Satana. Non sentite il grido di Dio: “Dov’è il mio Davide? Dove sei tu mio Davide?”. Dio si aspetta che i Cristiani gli rispondano: “Sì, mio Signore, io sono il tuo Davide. La tua volontà sarà fatta!”. Purtroppo, i Cristiani sembrano profondamente addormentati. E quei pochi che sono svegli sono occupati a combattersi fra di loro. È venuto il tempo del raccolto, in questo autunno cosmico, ma Dio non ha lavoratori da mandare nei campi.

Fin dalla caduta dell’uomo, Dio ha iniziato una guerra divina contro la potenza di Satana. Questa guerra non è finita. La battaglia finale deve ancora venire. Cristo viene per la seconda volta, come comandante supremo, per condurre questa battaglia finale. Quell’ora è giunta. Tuttavia, purtroppo, nessun soldato celeste è pronto. I Cristiani dormono. Finora Dio ha potuto condurre una “guerriglia” contro Satana, non una guerra totale. Tuttavia, Dio si è preparato per un gran giorno, un “D-Day celeste”, come il D-Day dello sbarco in Normandia, quando Dio potrà lanciare un’offensiva su tutti i fronti. Quel giorno è il giorno del ritorno di Cristo. Questo giorno di Dio è vicino! La Bibbia è il documento che parla della paziente preparazione di Dio per portare l’umanità alla battaglia finale. La realizzazione della Bibbia è la venuta del Signore, il ritorno di Cristo per questo D-Day.

La Bibbia è un messaggio cifrato

Che cos’è la Bibbia, con precisione? La Bibbia è sempre stata un libro misterioso. Però, essa contiene il messaggio di Dio all’uomo. La Bibbia non usa un linguaggio semplice, ma è scritta in simboli e parabole. Sapete perché Dio ha presentato la Bibbia in simboli e parabole? Perché Dio non ha detto chiaramente la verità?

Attraverso i secoli, Egli ha scelto ad uno ad uno i Suoi lavoratori, o campioni, da questo mondo di male. Abramo e Noè erano due di questi campioni. Essi sono sempre stati in minoranza assoluta, nel mondo di male. Se Dio rivelasse la Sua strategia troppo apertamente e chiaramente, questa informazione verrebbe usata dal nemico contro i Suoi campioni. Ecco perché la Bibbia è scritta come un messaggio cifrato, in modo che solo i suoi “agenti”, i campioni di Dio possano decifrarla, non il nemico.

Lasciatemi fare un’analogia. Per proteggere la sua sicurezza, l’America invia all’estero molti agenti, per raccogliere informazioni di capitale importanza sui suoi potenziali nemici. Quando il quartier generale entra in comunicazione con questi agenti all’estero, specie in territorio nemico, comunica forse apertamente e chiaramente? No, nessuno sarebbe così ingenuo. Comunica con messaggi cifrati, messaggi segreti, in modo che il nemico non possa decifrarli.

Nel corso della storia, le persone rette hanno dovuto sempre affrontare sofferenze su questa terra, semplicemente perché erano in territorio nemico, e Satana non voleva che gli agenti di Dio stessero bene. Tutte le volte che le forze di Satana scoprirono dei rappresentanti di Dio, cercarono di distruggerli. Dobbiamo renderci conto che Dio doveva dare le Sue istruzioni in messaggi cifrati, così la Bibbia è scritta in simboli e parabole. In un certo senso la Bibbia è intenzionalmente fatta per essere misteriosa. Come possiamo allora conoscere il vero significato di questi simboli e di queste parabole? È semplice, in un certo senso. Se voi siete un agente e volete decifrare un messaggio cifrato, dovete avere il codice, o comunicare direttamente con il vostro quartier generale, in patria. Allo stesso modo, il significato dei simboli e delle parabole nella Bibbia può essere chiaro quando noi comunichiamo col nostro “quartier generale”: Dio. Questa è veramente l’unica via sicura con la quale possiamo conoscere il significato fondamentale della Bibbia. Duemila anni fa il nostro Signore, Gesù Cristo, portò il progetto per il Regno dei Cieli sulla terra. Tuttavia, Egli non poteva parlare chiaramente del suo piano, nemmeno ai suoi discepoli. Gesù parlò in simboli e parabole. Perché? Gesù conosceva le circostanze avverse in cui doveva lavorare. Vi era un controllo politico, da parte dell’Impero Romano. Vi era la monarchia al potere, che si opponeva a qualsiasi cambiamento; infine, vi era un forte sistema e una forte tradizione religiosa. Tutto ciò poteva compromettere la realizzazione del Regno di Dio. Gesù venne per accendere il fuoco di una rivoluzione nell’uomo, la quale, a tempo debito, avrebbe cambiato la struttura e la vita dell’intera nazione. Però, egli non poteva parlare chiaramente di questo, nemmeno ai suoi discepoli. Invece, doveva parlare in simboli e parabole, dicendo:

“Chi ha orecchie per intendere intenda” (Lc 14:35).

Se voi cercate di interpretare la Bibbia letteralmente, parola per parola, lettera per lettera senza capire la natura del messaggio cifrato, potete fare un grande errore. Perciò, in questo momento, ciò di cui il mondo ha bisogno è una rivelazione da Dio. Dio ci deve rivelare il Suo piano, deve dirci il Suo programma, e darci istruzioni su cosa fare ora. Egli, infatti, promise questo quando disse:

“Di certo il Signore Iddio non fa nulla, senza che ne riveli il segreto ai Suoi servi, i profeti” (Am 3:7).

Stasera io sono qui al Madison Square Garden, non per mia volontà, ma in obbedienza alla volontà di Dio. Dio mi ha chiamato come Suo strumento, per rivelare il Suo messaggio per la Sua dispensazione in questo tempo, in modo che vi possa essere un popolo, preparato per il giorno del Signore. Stasera voglio concentrarmi sulla rivelazione divina riguardante la venuta del Signore del Secondo Avvento. Per capire questo chiaramente, dobbiamo prima conoscere il modo in cui Gesù Cristo venne 2000 anni fa.

Gesù non venne per morire sulla croce

C’è un enigma storico che non è stato risolto. Per 4.000 anni, prima della venuta di Gesù Cristo, Dio ha preparato il popolo per il Messia, come ho spiegato prima. Attraverso i Suoi profeti, Dio ha avvertito il popolo di essere pronto per la venuta del Messia. Dio lavorava per creare un senso di attesa, ed in realtà vi era una grande aspettativa messianica in Israele. All’ora fissata, Dio realizzò la Sua promessa. Il Figlio di Dio, Gesù Cristo, venne al suo popolo, al momento opportuno. Cosa accadde poi? La storia ci è testimone. Noi non lo riconoscemmo, lo rifiutammo, ci ribellammo a lui ed alla fine lo mettemmo in croce. Perché? Le Chiese cristiane dicono: “Bene, la risposta a questa domanda è semplice. Dio mandò Gesù per morire sulla croce. La crocifissione era la volontà predestinata da Dio, fin dall’inizio”. Lasciatemi chiedere allora a questi cristiani: “Che cosa farete quando il Cristo ritornerà da voi, oggi?”. Tutti, senza dubbio, risponderanno: “Lo riceveremo, gli daremo il benvenuto, ci uniremo a lui! Lo seguiremo”. Lasciate che vi chieda ancora: “Crocifiggerete Cristo quando apparirà?”. La vostra risposta è sicuramente: “No!”. Se è così, allora, cosa si deve dire delle persone di 2000 anni fa? Se avessero accolto Gesù, come fareste voi oggi, avrebbero dovuto crocifiggerlo? No! Fu un errore! Per ignoranza crocifiggemmo Gesù Cristo.

Era la volontà di Dio che il Suo popolo accettasse il Messia. Invece noi lo crocifiggemmo. Poi, i Cristiani si scaricarono di ogni responsabilità, dicendo che questa era la volontà di Dio. Ridicolo! Questo non può essere accettato dalla nostra logica. Qualcosa deve essere andato veramente male. Che cosa?

L’ignoranza uccise Gesù

Il popolo di Israele non sapeva chi fosse Gesù di Nazareth. Non lo conosceva come figlio di Dio. Se avesse saputo chiaramente che Gesù era il Messia, il Figlio di Dio, non lo avrebbe crocifisso.

“È venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto” (Gv 1:11).

Ascoltate la testimonianza di S. Paolo:

“Nessuno dei principi di questo mondo l’ha conosciuto, perché, se l’avessero conosciuto, non avrebbero crocifisso il Signore di gloria” (1 Cor 2:8).

Se solo avessero saputo chi era non avrebbero crocifisso il Signore di gloria. Fu un errore. L’ignoranza e la cecità uccisero Gesù Cristo!

I Cristiani non hanno capito cosa veramente accadde al tempo di Gesù. Se Dio mandò Suo figlio, con l’unico scopo di farlo inchiodare sulla croce, perché allora, come prima cosa, Egli avrebbe speso tanto tempo per preparare il popolo ebraico? Sarebbe stato molto più facile per Dio mandare Suo Figlio fra i non credenti, o perfino in mezzo ai selvaggi. Lo avrebbero ucciso prima, e quindi anche la salvezza sarebbe venuta prima.

Schiavi delle parole dell’Antico Testamento

Perché il popolo non sapeva chi era Gesù? Che lo crediate o meno, la prima ragione per cui il popolo di Dio non riconobbe Gesù come Messia, fu a causa dell’Antico Testamento. Questo vi può sorprendere. Ma il popolo interpretò l’Antico Testamento alla lettera. Non si rendeva conto che la Bibbia è un messaggio cifrato. Essi non cercarono il codice per interpretarlo. Al contrario, presero la Bibbia letteralmente, parola per parola, lettera per lettera. Divennero cioè schiavi delle parole dell’Antico Testamento.

Lasciate che vi dia delle prove. Il libro di Malachia, nell’Antico Testamento, ha uno scopo parallelo a quello del libro dell’Apocalisse nel Nuovo Testamento. Mostra chiaramente come sarebbe venuto il Messia. In Malachia troverete queste parole:

“Ecco io vi mando Elia il Profeta, prima che venga il giorno dell’eterno, giorno grande e spaventevole. Egli ricondurrà i cuori dei padri verso i figli e il cuore dei figli verso i padri” (Ml 4:5-6).

Chi era Elia? Era un grande profeta di Israele vissuto circa 900 anni prima di Gesù Cristo, e, secondo l’Antico Testamento, era asceso al cielo su un carro di fuoco, in un turbine. Così, il popolo credeva che Elia sarebbe letteralmente ritornato dal cielo su di un carro di fuoco, ad annunciare il Figlio di Dio. Questo era quello che il popolo si aspettava. Ma venne, Elia? Il problema è che Elia non ritornò nel modo in cui il popolo lo attendeva.

Il popolo non aveva sentito nulla di un suo ritorno miracoloso. Tuttavia, un giorno sentì un’affermazione stupefacente. Un giovane di Nazareth, di nome Gesù, veniva proclamato dai suoi seguaci il Messia, il Figlio di Dio. Questa era davvero un’affermazione incredibile.

Quale fu la prima reazione delle persone? “Impossibile!”, dicevano, “Come può Gesù di Nazareth essere Figlio di Dio? Non abbiamo udito nulla dell’Elia”. Chiaro, niente Elia, niente Messia. Per accettare Gesù Cristo come Figlio di Dio, il popolo doveva rinunciare alle sue tradizioni, vecchie di 4000 anni, e mettere da parte le Scritture. Ma nessuno era disposto a farlo. La gente di quel tempo fraintese veramente Gesù, il Figlio di Dio. Gli diceva:

“Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmie; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio” (Gv 10:33).

Ed essi raccoglievano pietre, pronti a lapidare Gesù Cristo, il Messia. Inoltre, quando Gesù compì molte opere e miracoli, il popolo non lo onorò. Al contrario, disse:

“Costui caccia i demoni per opera di Belzebù, il principe dei demoni” (Mt. 12:24).

Che tragedia! Gesù Cristo, il Figlio di Dio, il Principe della Pace, fu disprezzato e ridotto a principe dei demoni! Ponzio Pilato, il governatore inviato da Roma, non voleva crocifiggere Gesù, non potendo trovare in lui nessuna colpa. Tuttavia, fu il popolo stesso di Gesù a gridare: “Crocifiggilo! Crocifiggilo!”. Il popolo, preparato da Dio per ricevere il Messia, voleva che Gesù fosse ucciso e che venisse liberato, al suo posto, il criminale Barabba. Era questa la volontà di Dio? No! Gesù Cristo fu vittima dell’ignoranza e della cecità del suo popolo. Esso interpretò male la profezia, interpretò male l’Antico Testamento.

Immaginate, se Elia fosse davvero venuto in modo soprannaturale, su un carro di fuoco dal cielo, come s’aspettava il popolo, certamente sarebbe stato un avvenimento sensazionale. Provate ora a pensare ad Elia, che appare di fronte alle moltitudini e proclama: “Quest’uomo, Gesù di Nazareth, è davvero il Figlio di Dio”. Sono sicuro che tutti si sarebbero inginocchiati e lo avrebbero subito adorato. Allora, chi avrebbe osato crocifiggere Gesù Cristo?

Ma la profezia di Malachia non aveva questo significato, non voleva cioè annunciare tale miracolo. In realtà essa fu un ostacolo al successo della missione di Gesù. Quando i discepoli di Gesù andarono in tutta Israele, ad insegnare il Vangelo ed a proclamare che Gesù era il Figlio di Dio, il popolo non accettò le loro parole, dicendo: “Se il vostro Signore è il Figlio di Dio, dov’è l’Elia? Le Scritture dicono che prima deve venire Elia”.

Giovanni Battista era l’Elia

I discepoli di Gesù non erano preparati a rispondere a questa domanda. Di fatto non avevano una conoscenza profonda dell’Antico Testamento: dopo tutto, erano poveri pescatori della Galilea, collettori di tasse e prostitute. Così i discepoli, perplessi, decisero un giorno di andare da Gesù, per avere un aiuto su questo punto. Il fatto viene riportato in Matteo:

“E i discepoli gli domandarono: “Perché dunque dicono gli scribi che prima deve venire Elia?” Ed egli, rispondendo, disse loro: “Certo Elia deve venire e ristabilirà ogni cosa, ma io vi dico: Elia è già venuto”. Allora i discepoli intesero che era di Giovanni Battista che egli aveva loro parlato” (Mt l 7: 10-13).

Questo fu veramente sconvolgente per i discepoli. Allora essi capirono, secondo la Bibbia, che Gesù parlava loro di Giovanni Battista. Giovanni Battista era l’Elia? Sì, Gesù lo disse, ma il popolo non ne fu mai convinto.

Immaginiamo di poter trasportare questi eventi nel nostro tempo. Giovanni Battista era una persona di enorme influenza, che godeva di un grande prestigio, come uomo di Dio, su tutta Israele: proprio come accade oggi a Billy Graham, il famoso leader cristiano. Supponiamo che un giovane sconosciuto cominci improvvisamente a proclamare di essere figlio di Dio. Come studiosi delle scritture gli chiedereste: “Se tu sei il Figlio di Dio, dov’è l’Elia promesso?”. Se quest’uomo dicesse: “Non sai che Billy Graham è l’Elia?”, quale sarebbe la vostra reazione? Senza dubbio direste: “Impossibile! Come potrebbe Billy Graham essere l’Elia? Non è venuto dal cielo. Sappiamo tutti che è venuto dal Nord Carolina!”. Non potreste accettare questo, vero? Gesù Cristo si trovò di fronte esattamente allo stesso tipo di incredulità. Il popolo non poteva accettare Giovanni Battista come Elia, semplicemente perché egli non era venuto dal cielo. Gli uomini di duemila anni fa si ostinavano a credere che sarebbe tornato letteralmente dal cielo: essi furono condizionati dall’interpretazione letterale dell’Antico Testamento.

Giovanni Battista, uomo di fallimento

Nonostante tutto ciò, Gesù Cristo continuò a predicare con forza e con autorità, non curandosi del disprezzo dell’opinione pubblica. Gli ebrei, prima di liberarsi di lui, volevano essere sicuri, così decisero di rivolgersi a Giovanni Battista stesso per risolvere definitivamente il problema. Chiesero a Giovanni:

“Tu chi sei?” Ed egli confessò e non lo negò, lo confessò dicendo: “Io non sono il Cristo”. Ed essi gli domandarono: “Chi dunque? Sei Elia?”. Ed egli rispose: “Non lo sono”. “Sei tu il profeta?” ed egli rispose: “No” (Gv 1:19-21).

Giovanni Battista negò ogni cosa. Disse: “Non sono l’Elia”. Negò persino di essere un profeta. Tutti lo conoscevano e vedevano in lui un profeta di Dio, ma egli disse: “Non sono un profeta”. Perché? Egli valutò la situazione e vide che Gesù Cristo era emarginato dalla società. Gesù sembrava un perdente e Giovanni Battista decise di non mettersi dalla sua parte. Pensò che sarebbe stato molto meglio negare tutto. Così facendo però, Giovanni danneggiò enormemente Gesù, facendolo apparire come un grande impostore. Dopo la negazione di Giovanni, Gesù non poteva più far leva su questo punto. Allora, perché Gesù fu crocifisso? Innanzitutto, fu vittima dell’interpretazione letterale dell’Antico Testamento. In secondo luogo, Gesù fu rifiutato a causa del fallimento della missione di Giovanni Battista. Nel vangelo di Matteo leggiamo che Giovanni Battista, aspettando, in prigione, di essere decapitato, mandò due suoi discepoli da Gesù, per fargli la seguente domanda:

“Sei tu colui che ha da venire o dobbiamo aspettarne un altro?” (Mt 11:3).

Può essere questa la domanda di un uomo che ha fede in Gesù come Figlio di Dio? All’inizio Giovanni Battista aveva portato testimonianza a Gesù, sul fiume Giordano:

“E io ho veduto ed ho attestato che questo è il Figlio di Dio” (Gv 1:34).

Tuttavia, quella stessa persona, con le stesse labbra, chiedeva ora a Gesù: “Sei tu veramente il Messia o ne dobbiamo aspettare un altro?”. Come deve essere stata sconfortante questa domanda per Gesù! Che uomo di poca fede era Giovanni! La missione di Giovanni Battista era molto importante per il successo della missione del Messia. Dio mandò Giovanni con lo scopo specifico di “preparare la via al Signore, di tenere pronto il popolo scelto”. Questa era la responsabilità di Giovanni come precursore di Cristo. Gesù faceva molto affidamento sul successo della missione di Giovanni Battista. Quando Giovanni gli fece chiedere: “Sei tu veramente il Messia?”, Gesù provò un dolore molto più grande che se lo avessero pugnalato. Fu sopraffatto dall’amarezza. Si rifiutò di rispondere “sì” o “no” a quella domanda inconcepibile, ma disse:

“È beato colui che non sarà scandalizzato di me” (Mt. 11:6).

Gesù stava chiaramente dicendo: “Povero Giovanni, uomo di fallimento, tu non hai più fede in me. Ti scandalizzi del Figlio di Dio. Mi dispiace per te, Giovanni”. Con indignazione, Gesù continuò a parlare di Giovanni Battista alla folla, dicendo:

“Che andaste a vedere nel deserto? Una canna agitata dal vento? Un uomo avvolto in morbide vesti? Ecco, quelli che portano delle vesti morbide stanno nelle dimore dei re. Ma perché andaste? per vedere un profeta? Si, vi dico è uno più che profeta” (Mt.11:7-9).

Giovanni, in effetti, era più che un profeta, perché era venuto per portare direttamente testimonianza a Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Era nato per questa missione straordinaria. Dio aveva affidato a Giovanni quella importante responsabilità. Che onore per un uomo essere chiamato “più che un profeta” da Gesù! Tuttavia, Giovanni non fu all’altezza di questo onore, perciò Gesù disse:

“In verità vi dico che fra i nati di donna non è sorto alcuno maggiore di Giovanni Battista: però il minimo nel Regno dei Cieli è maggiore di lui”. (Mt. 11:11).

Il fallimento di Giovanni era tale che perfino il più piccolo nel Regno dei Cieli era maggiore di lui. Il significato di questa frase di Gesù è stato finora misterioso. I cristiani non ne hanno capito la vera importanza, perché non si sono resi conto che Giovanni Battista fallì la propria missione. Stasera possiamo conoscerne il vero significato. Giovanni Battista era il più grande fra i nati di donna, grazie alla sua missione, che era quella di portare testimonianza al Figlio di Dio. Tutti i profeti che avevano preceduto Giovanni avevano avuto la stessa missione; essi, però, portarono testimonianza al Messia indirettamente, molto tempo prima della venuta del Signore. Giovanni era contemporaneo di Gesù, e aveva perciò il privilegio di portare testimonianza al Cristo vivente. Per quanto riguarda la missione, Giovanni Battista aveva quella più grande e più gloriosa di tutte, per questo Gesù disse che egli era il più grande fra i nati da donna. Tuttavia, nella realizzazione della sua missione, Giovanni Battista fu il più piccolo; il suo fu il fallimento più miserabile di tutti. Tutti i profeti che avevano vissuto prima di lui erano nel Regno dei Cieli nel mondo spirituale. Sapevano chi era Gesù, il Cristo. Giovanni Battista no. Egli dubitò, divenne scettico ed infine non riconobbe l’identità di Gesù. Alla fine, smise di portare testimonianza a Gesù come Figlio di Dio. Divenne un uomo di fallimento e perciò il più piccolo nel Regno dei Cieli. Vi darò un’altra prova inconfutabile del fallimento della missione di Giovanni Battista. Il popolo disse a Giovanni:

“Maestro, colui (Gesù) che era con te di là dal Giordano, ed al quale tu rendesti testimonianza, eccolo che battezza e tutti vanno da lui” (Gv 3:26).

Allora Giovanni Battista rispose:

“Egli deve crescere ed io diminuire” (Gv 3:30).

Per i cristiani questo dimostra che Giovanni era veramente un uomo umile ed un grande profeta. Credono che egli, nella sua umiltà, abbia visto che Gesù doveva crescere e lui diminuire. Al contrario, questa è la prova dell’arroganza di Giovanni Battista. Se Giovanni avesse creduto seriamente in Gesù come Figlio di Dio, non avrebbe avuto altra scelta che quella di diventare uno con lui e di seguirlo con tutto il suo cuore, in ogni circostanza. Sarebbe stato innalzato o sarebbe caduto assieme a Gesù, seguendone lo stesso destino. Questo passo mostra che Giovanni, di fatto, non seguì Gesù, ma prese un’altra strada e lo abbandonò. Egli davvero non considerò seriamente Gesù. Alla fine, Giovanni Battista fu decapitato. Avrebbe potuto essere una morte gloriosa se fosse stato decapitato perché svolgeva la missione affidatagli, portando testimonianza e proclamando al mondo che Gesù era il Figlio di Dio. Invece, fu decapitato solo perché denunciò lo scandalo amoroso della famiglia del re Erode. Questa faccenda non aveva nulla a che fare con il compito di Giovanni. La sua unica responsabilità era di servire il Figlio di Dio, ma egli abbandonò questa missione e morì inutilmente in modo vergognoso. Questa verità va detta, per quanto sia dolorosa. Gesù, alla fine, disse di Giovanni:

“Dai giorni di Giovanni Battista fino ad ora il Regno dei Cieli si acquista con la violenza e i violenti se ne impossessano” (Mt. 11:12).

Ciò significa che, a causa del fallimento della missione di Giovanni Battista, il Regno, portato da Gesù, patì sofferenza e fu aperto ad una competizione. Quando un campione di Dio fallisce nella propria missione, qualcun altro deve incaricarsi di portarla a termine, in base ai propri meriti. Perciò, uomini di fede violenta, come Pietro, assunsero la posizione di Giovanni, in virtù dei loro meriti. Se Giovanni Battista fosse stato un uomo di grande fede, cosa sarebbe successo? Egli sarebbe stato veramente il primo discepolo del Figlio di Dio, Gesù Cristo. Se Gesù fosse diventato re, Giovanni Battista sarebbe diventato il suo primo ministro. Quella era la posizione che Dio aveva stabilito per Giovanni. In questo caso, i dodici apostoli, i 70 discepoli e le 120 persone scelte da Gesù, sarebbero venuti dalle fila dei seguaci di Giovanni. Giovanni avrebbe svolto il ruolo di mediatore, per portare unità ed armonia fra il popolo scelto d’Israele ed il Figlio di Dio. Chi avrebbe osato crocifiggere Gesù in questa circostanza? Nessuno! La crocifissione non sarebbe mai avvenuta.

Sono sicuro che molte persone, leggendo la Bibbia, si sono chieste, riguardo a Giovanni: “Se era un uomo così grande, perché non è diventato il primo discepolo del Figlio di Dio?”. Gesù stesso indicò la missione che Giovanni Battista era venuto a compiere:

“Perché tutti i profeti e la legge hanno profetato fino a Giovanni; ora, se lo volete capire, è lui l’Elia che deve venire” (Mt 11:13).

Giovanni Battista rappresentava il completamento dell’Antico Testamento, della legge e dei profeti. Era il principe della vecchia era. Gesù Cristo venne come principe della nuova era, e se fosse stato appoggiato da Giovanni, avrebbe lavorato sulla salda fondazione dell’Antico Testamento. Allora, la nuova era sarebbe fiorita sul fertile suolo del merito della vecchia era. Il Figlio di Dio avrebbe potuto stabilire il suo Regno glorioso immediatamente e Giovanni Battista sarebbe stato la pietra angolare di quel Regno. Infatti, se Egli avesse seguito il Cristo le guide più influenti di quella società sarebbero state le prime ad accettare Gesù come il Figlio di Dio. Chi avrebbe allora crocifisso il Signore di Gloria?

Quando Dio mandò il Suo unico Figlio in questo mondo, pensate che non volesse che fosse seguito dalle persone più capaci del suo tempo? Pensate che Dio volesse che soltanto gli emarginati lo seguissero? Niente affatto! Solo a causa del fallimento di Giovanni Battista il legame fra il Figlio di Dio e il popolo fu spezzato. Come risultato, soltanto pescatori, collettori di tasse, prostitute, lebbrosi, seguirono Gesù Cristo. Questo provocò un grande dolore al cuore di Dio.

Se, oggi, il Signore ritornasse nel mondo, non sarebbe forse logico che tutti i capi del Cristianesimo, i vescovi, i cardinali, il Papa, tutti i leaders religiosi e i grandi ministri del mondo fossero i primi a dargli il benvenuto? Se essi seguissero il Signore e diventassero i suoi primi discepoli, sarebbe infinitamente più facile stabilire il suo Regno. Voi potete dire: “Rev. Moon, con quale autorità lei sta parlando? Che cosa le dà questa sicurezza?”.

Io ho autorità per dire queste cose. Dio mi ha mostrato la verità. Ho incontrato Gesù. Egli stesso mi ha mostrato questa verità. Ho incontrato Giovanni Battista, nel mondo spirituale. Egli stesso mi ha portato testimonianza della verità di quanto vi ho detto. Dopo queste straordinarie esperienze spirituali, quando sono tornato alla realtà di questo mondo, la stessa Bibbia, che avevo sempre letto, assunse un significato completamente nuovo. Anche se per il momento non potete accettare queste cose come verità, dovete almeno aspettare, prima di giudicare. Un giorno sapremo tutti la verità. Tutti, alla fine, dobbiamo morire. Ognuno di noi finirà nel mondo spirituale, dove la verità è come la luce del sole, e nessuno potrà ignorarla. Quel giorno, ciascuno di noi vedrà tutta la verità.

Tuttavia, beato chi può essere abbastanza umile da accettare la verità mentre ne ha l’opportunità qui, sulla terra. La conoscenza della verità e di Dio sulla terra determinano la nostra vita eterna.

Gesù atteso sulle nubi del Cielo

Vi è una terza ragione essenziale per cui Gesù non fu accettato come Messia. Duemila anni fa il popolo si aspettava che il Figlio di Dio venisse sulle nubi del cielo, secondo la profezia di Daniele:

“Io guardavo nella visione notturna, ed ecco venire sulle nuvole del cielo uno simile al figlio dell’uomo” (Dn 7:13).

Però Gesù Cristo non apparve miracolosamente sulle nubi del cielo. Nacque da una donna, Maria, la moglie di Giuseppe. Il popolo diceva: “Ma come può questo Gesù essere il Figlio di Dio? È solo un uomo, come te e me”. Questa fu un’altra ragione determinante per cui il popolo rifiutò Gesù. Qualcuno potrebbe dire che la profezia di Daniele non si riferiva alla prima venuta di Gesù Cristo, ma alla venuta del Signore del Secondo Avvento. Io dico che non è così. Poiché Gesù testimoniò che tutti i profeti si completavano in Giovanni Battista, tutte le profezie e la legge, date prima di Giovanni, erano destinate ad essere realizzate al tempo di Gesù Cristo. Così la profezia della venuta del Figlio dell’Uomo sulle nubi del cielo si riferisce alla venuta di Gesù, duemila anni fa. A quel tempo non c’era il Nuovo Testamento e l’idea del Secondo Avvento del Signore non era neppure presente nella mente di Dio.

Questa profezia causò molte difficoltà al ministero di Gesù. Possiamo constatarlo, nel Nuovo Testamento, nel vangelo di Giovanni:

“Molti infatti sono i seduttori che hanno fatto irruzione nel mondo, i quali non confessano Gesù Cristo venuto in carne: costui è il seduttore e l’anticristo” (2 Gv 7).

Ecco cosa diceva l’evangelista Giovanni, duemila anni fa, a coloro che non credevano in Gesù Cristo, che lo rifiutarono semplicemente perché era un uomo in carne ed ossa. Non accettarono Gesù poiché si aspettavano che qualche essere soprannaturale apparisse sulle nuvole. Giovanni condannò queste persone con le parole più aspre, dicendo: “Costui è un anticristo”. Queste verità storiche sono state nascoste per il mondo cristiano. Oggi, per la prima volta, tutti questi fatti del ministero di Gesù sono portati alla luce. Sì, Gesù Cristo, il Signore, venne con la missione di realizzare il Regno di Dio sulla terra, ma noi non l’abbiamo capito. Abbiamo commesso il grande errore di inchiodarlo sulla croce. È stata una grande tragedia. Poi, più tardi, abbiamo detto che questa era la volontà di Dio. Che ironia! Credere che Gesù venne per morire sulla croce è divenuta la vera fondazione del Cristianesimo. Ma questo credo sbagliato ha lacerato il cuore di Dio, continuamente, in questi ultimi duemila anni. Il cuore di Dio fu spezzato quando Adamo si ribellò contro di Lui, e di nuovo quando Suo Figlio fu inchiodato in croce, sul Monte Calvario. Tristemente non abbiamo capito né Dio né Cristo.

Perché, allora, questa verità è stata rivelata in questo tempo particolare? Perché il tempo del Secondo Avvento di Cristo è oggi vicino e Dio non vuole che i cristiani facciano lo stesso errore fatto dal popolo al tempo di Gesù. Soltanto con una chiara rivelazione della verità, da parte del Padre Celeste, tutte le Chiese cristiane potranno unirsi in una sola Chiesa. Sì, la verità ci rende uniti. Se conosciamo la verità, questa verità ci libererà dai nostri credi sbagliati. Ed io vi dico che la chiara verità di Dio è stata ora rivelata.

La crocefissione, missione secondaria di Gesù

La crocifissione non era affatto la missione originale del Figlio di Dio, ma rappresentò una deviazione dal corso prestabilito. Fu una missione secondaria, e fu decisa sul monte della trasfigurazione. L’evangelista Luca ci parla di questo:

“Ed ecco che due uomini conversavano con lui. Erano Mosè ed Elia che, apparsi con gloria, parlarono della sua dipartita che stava per compiersi in Gerusalemme” (Lc 9:30-31).

Quando Pietro, il suo primo apostolo, seppe dalle sue labbra che Gesù avrebbe sofferto a Gerusalemme e che sarebbe stato crocifisso, protestò violentemente:

“Non sia mai, Signore! Questo non avverrà mai” (Mt 16:22).

Allora Gesù lo rimproverò aspramente, dicendo:

“Vattene da me, Satana! Tu mi sei di scandalo; tu non hai il senso delle cose di Dio, ma di quelle degli uomini” (Mt 16:23).

I cristiani spesso citano questo passo come prova che Gesù venne per morire sulla croce. Molti dicono: “Guardate cosa ha detto Gesù. Ha detto che è venuto per morire. Ecco perché ha rimproverato Pietro e lo ha chiamato Satana. Proprio perché si opponeva alla sua morte sulla croce”. Questa interpretazione non tiene però conto di un punto essenziale. Gesù rimproverò Pietro dopo aver saputo che Dio aveva cambiato il suo piano ed aveva modificato la sua missione. A causa del rifiuto da parte del popolo, Dio sapeva che Gesù non poteva continuare la sua missione originaria, cioè stabilire il Regno sulla terra. Difatti per far questo c’era bisogno della cooperazione del popolo. Al punto in cui era il suo ministero, Dio chiese a Gesù di realizzare soltanto lo scopo limitato della salvezza spirituale. Gesù perciò si preparava al suo scopo secondario.

Il povero Pietro non sapeva nulla di questo cambiamento nella missione di Gesù Cristo Gesù lo chiamò “Satana”, perché, a questo punto, le sue parole apparentemente confortatrici intralciavano la volontà di Dio. Pietro parlava per ignoranza e cecità. Gesù non poteva permettersi di non realizzare anche questa missione secondaria, perché allora veramente la sua venuta sarebbe stata completamente inutile.

Gesù accettato: il Regno dei Cieli

Consideriamo ora ciò che sarebbe effettivamente accaduto se Gesù fosse stato accettato dal popolo di Israele. Egli sarebbe divenuto veramente Re di quella nazione. Poi, come Re di Israele, avrebbe unito i suoi discepoli con tutti i discendenti di Abramo, che includevano le dodici tribù di Giacobbe e tutte le tribù arabe. Tutti costoro sarebbero diventati l’unica famiglia del Figlio di Dio. Gesù avrebbe stabilito una sovranità celeste centrata sulla nazione di Israele e la costituzione del Regno di Dio sarebbe stata proclamata durante la sua vita. Una nazione invincibile si sarebbe formata ed in essa la sovranità di Dio sarebbe divenuta realtà. Quell’unica nazione sotto Dio, a cui il primo Adamo avrebbe dovuto dare inizio, si sarebbe realizzata con l’ultimo Adamo, Gesù Cristo, come suo Re. Anche l’Impero Romano si sarebbe umiliato di fronte al Regno di Dio. Questa è la profezia di Isaia:

“Per dare incremento all’impero e una pace senza fine al trono di Davide ed al suo Regno, per stabilirlo fermamente e sostenerlo mediante il diritto e la giustizia da ora in perpetuo; questo farà lo zelo dell’Eterno degli eserciti” (Is 9:6).

Perfino dopo la morte di Gesù, i suoi discepoli marciarono verso Roma disarmati, soffrendo e versando il loro sangue. Ma, nel giro di 400 anni, l’Impero Romano crollò di fronte a questo esercito senza armi. Se Gesù Cristo non fosse stato crocifisso, ma fosse stato il comandante vivente di questo santo esercito, allora l’intero Impero Romano sarebbe passato sotto la sovranità di Dio, nel corso della vita di Gesù. A quel tempo, questo grande impero era il cuore del mondo. Il piano di salvezza di Dio era di restaurare il mondo intero. Così Dio aveva preparato Roma perché fosse il centro di tutte le nazioni, in modo che, una volta che il Regno fosse giunto a Roma, avrebbe potuto facilmente essere portato al mondo intero. Se Gesù avesse potuto stabilire il suo Regno nell’Impero Romano, allora, tramite la potenza e l’influenza di Roma, ogni angolo del mondo avrebbe udito il suo vangelo, mentre egli era ancora sulla terra. Gesù avrebbe così stabilito la realtà del Regno dei Cieli sulla terra, e la nazione di Israele ne sarebbe stata il centro glorioso. Oggi non vi sarebbe il cristianesimo, né Cattolici romani, né Presbiteriani, né Metodisti, né la Chiesa di Cristo. Nessuna di queste chiese sarebbe stata necessaria.

Non avete bisogno di un veicolo quando siete già arrivati a destinazione. Voi sareste già cittadini del Regno dei cieli. Non vi sarebbero stati né spargimento di sangue, né martiri nella storia del Cristianesimo. Non vi sarebbero croci sui campanili delle chiese. Di conseguenza, non vi sarebbe stata nessuna necessità di un Secondo Avvento di Cristo, poiché la missione del Messia sarebbe già stata compiuta. Oggi sulla terra non vi sarebbe Satana, non vi sarebbe peccato. Ogni singola anima sarebbe già stata restaurata e gli uomini nascerebbero nella bontà e nella perfezione di Dio. Perché Cristo dovrebbe tornare? Non vi sarebbe alcuna ragione per il Secondo Avvento. Non vi è bisogno di un dottore quando non ci sono malati da curare. La triste realtà, invece, è che Gesù Cristo fu rifiutato. Senza l’obbedienza di Adamo ed Eva, Dio non poté realizzare il Suo ideale nel Giardino dell’Eden.

Senza la cooperazione del popolo, Gesù Cristo non poté stabilire il suo Regno sulla terra.

La crocefissione ha portato solo la Salvezza Spirituale

Per questo Gesù fu costretto a scegliere una strada secondaria, quella della salvezza spirituale. Dio permise a Suo Figlio di donarsi come sacrificio, poiché questo divenne necessario, a causa del peccato e dell’ignoranza del popolo. Questa fu l’importanza e il significato della crocifissione. Dio permise che Gesù morisse sulla croce come riscatto pagato a Satana. In cambio, con la resurrezione di Gesù, Dio poté rivendicare le anime degli uomini, anche se non poté dare la redenzione del loro corpo. Perciò, la vittoria di Dio non fu nella croce ma nella resurrezione.

Ecco cosa ha portato la salvezza che il Cristianesimo offre. Con la crocifissione di Gesù, anche il Cristianesimo fu crocifisso. Nell’ora della tribolazione del Signore, nessuno gli rimase fedele. Tutti tradirono Gesù, perfino Pietro lo rinnegò. Ma, con la resurrezione, anche il Cristianesimo ritornò in vita. In 40 giorni, Gesù ricostituì l’unità del Cristianesimo. Questo periodo segnò l’inizio del Cristianesimo odierno.

Sì, la nostra salvezza viene dalla vittoria della resurrezione. Questa è la vittoria di Cristo, su cui il potere di Satana non può influire. Tuttavia, il corpo di Gesù Cristo fu offerto come sacrificio e riscatto. Offrendo il suo corpo, egli offriva anche il corpo dell’umanità. Perciò, la nostra salvezza è limitata e porta solo ad una redenzione spirituale, poiché la redenzione del corpo non poté essere realizzata duemila anni fa. Il nostro mondo, perciò, soffre ancora sotto il potere di Satana. Il peccato è ancora prepotentemente vivo e domina questo mondo attraverso il nostro corpo. S. Paolo gridava angosciato:

“Misero me uomo, chi mi libererà da questo corpo di morte? Siano rese grazie a Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. Così dunque, sono proprio io che con la mente servo la legge di Dio e con la carne la legge del peccato” (Rm 7:24-25).

La stessa cosa è per noi. Accettando Cristo, abbiamo la salvezza spirituale, ma i nostri corpi servono la legge del peccato, sotto il dominio di Satana, finché il Cristo non ritornerà a liberarci dalla schiavitù del peccato. Il Signore del Secondo Avvento e l’unico che ci può dare la salvezza totale, la salvezza sia spirituale che fisica.

Oggi, il Cristianesimo ha solo il potere di dare la salvezza spirituale. Diversamente dalla nazione di Israele, il Cristianesimo non ha la base fisica. Perciò, il dominio di Dio, nel Cristianesimo, è solo su un regno spirituale. La grande speranza dell’umanità è, dunque, il Secondo Avvento del Messia. Questa è la speranza dell’America, la speranza del mondo. L’America, questa eccezionale nazione cristiana; deve ora risvegliarsi e prepararsi per il giorno della venuta del Messia.

Il Cristianesimo americano è oggi nella stessa posizione che Israele aveva duemila anni fa. L’America è destinata ad essere il luogo preparato per il messia del XX secolo. Dio vuole portare a sé tutto il mondo, ma, per fare questo, Egli deve prima conquistare l’America. Il ruolo dell’America è parallelo a quello dell’Impero Romano di duemila anni fa. Come Roma era il centro del mondo, in quei giorni, così l’America è il centro del mondo, oggi. Gesù aveva prescelto Roma. Quando Cristo ritornerà, sceglierà l’America.

La preghiera nel Giardino del Getzemani

Noi cristiani non abbiamo capito il vero spirito della preghiera di Gesù Cristo nel giardino del Getzemani. In quel luogo, Gesù disse ai suoi discepoli: “L’anima mia è oppressa da tristezza mortale; restate qui e vegliate con me”. E avanzandosi un poco, si prostrò con la faccia a terra, pregando e dicendo:

“Padre mio, se è possibile, passi da me questo calice, però, non come voglio io, ma come vuoi tu” (Mt. 26:38-39).

Egli pregò in questo modo non una sola volta ma tre volte. Era mortalmente addolorato. Molti cristiani pensano che egli pregò in questo modo a causa della sua debolezza umana, anche se la sua missione era di morire sulla croce. Nulla di più lontano dalla verità! Sotto le persecuzioni dell’Impero Romano, centinaia di migliaia di cristiani furono martirizzati. Essi non dicevano: “Per favore, allontana da me questo calice”. Simon Pietro, quando stava egli stesso per essere crocifisso, disse ai suoi persecutori: “Non sono degno di morire nello stesso modo del mio Signore. Crocifiggetemi a testa in giù!”. Egli non disse: “Per favore, allontana da me questo calice”. Quando Stefano, il primo martire cristiano, fu lapidato, non disse: “Allontana da me questo calice”. La Bibbia dice che morì in pace, pregando per i suoi aguzzini. Possiamo prendere degli esempi anche al di fuori della Bibbia. Nathan Hale, un giovane ufficiale della rivoluzione americana, quando fu catturato e stava per essere impiccato, disse: “Mi dispiace soltanto di avere una sola vita da dare per la mia patria”. Non disse: “Per favore, allontana da me questo calice”. Pensate che il Messia, Gesù Cristo, il Figlio di Dio, fosse più debole di tutte queste persone, specie se fosse veramente venuto con l’unico scopo di morire sulla croce per la salvezza del mondo? No! Non abbiamo capito il Signore Gesù. La preghiera nel giardino del Getzemani non viene da una preoccupazione egoistica, né perché Gesù temeva la morte. Gesù Cristo, il Signore, era pronto a morire anche mille volte, se questa era l’unica via per portare la salvezza all’umanità. In realtà egli era ansioso per la sua missione.

Era addolorato per la sofferenza di Dio, Suo Padre, ed era preoccupato perché poteva prevedere le terribili conseguenze della sua crocifissione. Gesù sapeva che la sua crocifissione non era la vera volontà di Dio, che la sua morte avrebbe rimandato la realizzazione del Regno dei Cieli di altri duemila anni e che nel frattempo l’umanità avrebbe sofferto terribilmente. Sapeva che i milioni di seguaci che sarebbero venuti dopo di lui avrebbero dovuto soffrire, versando il loro sangue e subendo il suo stesso martirio e che Israele sarebbe stata abbandonata e distrutta. Soprattutto, il suo unico desiderio era di essere vittorioso per Dio e di riportare al Suo trono una gloriosa realizzazione, non certo quello di ritornare al cielo da solo, attraverso la crocifissione. Non voleva tornare a Dio in quel modo, ma voleva tornare al cielo in trionfo. Così, nel giardino del Getzemani, Gesù fece a Dio la sua ultima, disperata invocazione, chiedendo: “Anche in questo ultimo momento c’è qualche possibilità per me di rimanere sulla terra, a completare la mia missione?”. Se vogliamo diventare seguaci di Cristo dobbiamo capire il dolore e il tormento provati da Gesù. Inoltre, se la crocifissione era la completa volontà di Dio, Giuda, il discepolo che tradì Gesù, dovrebbe essere considerato un eroe e gli si dovrebbe dare una “medaglia divina”, dal momento che qualcuno doveva pur consegnare al nemico il Figlio di Dio, se doveva essere crocifisso. Invece, Gesù disse di Giuda:

“Guai a quell’uomo per mezzo del quale il Figlio dell’uomo sarà tradito. Meglio per lui che non fosse mai nato” (Mt 26:24).

Perché Gesù gridò sulla croce:

“Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Mt 27:46).

Se la crocifissione era la volontà di Dio, Gesù doveva essere molto felice in quel momento. Poteva gridare: “Dio, sono onorato! Rallegrati Padre, sono vittorioso!”.

Fino ad oggi il Cristianesimo ha tradizionalmente pensato che Gesù venne semplicemente per morire sulla croce. Questo è il modo in cui i cristiani hanno giustificato l’assassinio del Figlio di Dio!

Come si realizzerà il Secondo Avvento del Messia

Oggi non possiamo credere a nulla che non sia logico: Dio è verità, e la verità è logica. Non vi può essere perfezione nell’ignoranza. La preghiera cristiana, da sola, non poteva portare Neil Armstrong sulla luna. Era necessaria la verità scientifica. Io stesso, una volta, studiavo materie scientifiche e so che Dio è anche il Dio della scienza. Perciò, il Suo messaggio deve essere scientifico, logico e convincente per gli uomini del XX secolo.

E ora vengo al punto culminante del discorso di questa sera, parlando di come avverrà il Secondo Avvento di Cristo. Nella Bibbia, leggiamo:

“Vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi del cielo con grande potenza e gloria” (Mt 24:30).

“Ecco, viene con le nubi” (Ap 1:7).

D’altra parte, nella prima lettera ai Tessalonicesi, leggiamo:

“Il giorno del Signore verrà come un ladro di notte” (1 Ts 5:2).

Dunque, una profezia dice che il Signore verrà con le nubi del cielo, mentre l’altra, come un ladro di notte. Queste due profezie, in un certo senso sono in conflitto. Se egli verrà come un ladro, non può allo stesso tempo apparire sulle nuvole. Allora, dobbiamo scegliere una profezia e gettare via l’altra? La gente di duemila anni fa non sapeva che il messaggio di Dio era in simboli. Interpretò alla lettera la parola di Dio, e fece un grave errore. Quando noi cristiani leggiamo il Nuovo Testamento, non dobbiamo fare lo stesso errore. Dobbiamo leggere la Bibbia nello spirito di Dio, e conoscere il vero significato dei simboli e delle parabole. Duemila anni fa, tutti si aspettavano che Elia apparisse dal cielo, ma egli non venne in quel modo.

Si aspettavano che il Messia venisse sulle nubi del cielo, ma egli non venne in quel modo. Oggi la maggior parte dei cristiani si aspettano che il Signore del Secondo Avvento arrivi sulle nuvole. Avete forse qualche garanzia che questa volta le aspettative non vengano deluse? Dobbiamo essere umili e di mentalità abbastanza aperta da accettare entrambe le possibilità: la sua venuta sulle nubi del cielo e la sua venuta come un ladro di notte. Se siete convinti che il Signore verrà sulle nubi, e invece verrà come Figlio dell’uomo, in carne ed ossa, allora è molto probabile che commetterete lo stesso crimine commesso dalle persone di duemila anni fa. D’altra parte, se sarete tanto umili da poter accettare il Signore come figlio dell’uomo, in carne ed ossa, (l’unico modo in cui egli potrebbe venire come un ladro), allora non potrete sbagliare. Voi avrete la sicurezza di incontrare il Signore, in qualsiasi modo egli verrà. L’unica possibilità, per voi, di non riconoscere affatto il Signore, esiste solo se egli viene come un ladro. Se viene sulle nuvole, non avete da preoccuparvi. Ogni occhio, allora, lo vedrebbe. Le reti televisive provvederebbero a questo. Ma io vi devo dire che Dio non manderà Suo Figlio letteralmente sulle nubi del cielo. Se guardate verso il cielo in attesa del Secondo Avvento del Signore, sarete delusi. Egli verrà ancora una volta come uomo, in carne ed ossa. Questa è la rivelazione di Dio. Questo è provato da importanti profezie della Bibbia. Nel vangelo di Luca, leggiamo:

“Interrogato poi dai farisei su quando verrebbe il Regno di Dio, egli (Gesù) rispose loro dicendo: Il Regno di Dio non viene in maniera da attirare gli sguardi” (Lc 17:20).

Tutti vedono le nubi del cielo. Ma Gesù ha detto che noi non potremo osservare la venuta del Regno. Le persone di duemila anni fa, hanno visto venire il Messia? No, perché venne come Figlio dell’uomo, in carne ed ossa.

Leggiamo poi una straordinaria affermazione di Gesù Cristo. Molte persone sempre chiedono: “Lo dice la Bibbia?”. Leggiamo dunque nel vangelo di Luca che Gesù disse:

“Ma prima egli (il Signore del Secondo Avvento) deve soffrire molte cose ed essere ripudiato da questa generazione” (Lc 17:25).

Se il Signore venisse sulle nubi del cielo, con potenza e gloria, con le trombe degli angeli che annunciano tale evento, chi oserebbe ripudiarlo o farlo soffrire? Lo fareste voi? Queste sono le parole di Gesù. Soffrirà e sarà ripudiato, semplicemente perché viene come Figlio dell’uomo, in carne ed ossa. Dapprima, le persone avranno difficoltà a riconoscerlo come Cristo.

Tutte le Chiese cristiane e tutti i ferventi cristiani aspettano la venuta del Signore sulle nubi del cielo. Stanno tutti a guardare in alto, in attesa della sua apparizione. Ma se questa attesa non si avvererà, ed il Signore apparirà inaspettatamente, come Figlio dell’uomo, nel fisico (come Gesù è venuto in questo mondo la prima volta), allora, cosa accadrà? Dapprima le persone lo rifiuteranno e lo faranno soffrire. Non vi sarà fede in Lui sulla terra. Dapprima il Cristo non verrà accettato. Molti cristiani lo perseguiteranno. Molti cristiani lo chiameranno bestemmiatore, eretico, e lo accuseranno di essere posseduto da demoni. Queste erano le stesse accuse che furono rivolte a Gesù, duemila anni fa.

Nel vangelo di Luca leggiamo:

“E come avvenne ai giorni di Noè, così sarà anche ai giorni del Figlio dell’uomo. Mangiavano, bevevano, gli uomini si sposavano, le donne prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e venne il diluvio, che fece perire tutti” (Lc 17:26-27).

Questa è la descrizione dei giorni del Figlio dell’uomo. E questo accadrà anche quando il Signore verrà come Figlio dell’uomo, in carne ed ossa. Come uomo, il Cristo annuncerà il Regno dei Cieli, ma nessuno gli presterà attenzione. Infatti la gente lo deriderà, lo ridicolizzerà, lo perseguiterà e farà ogni sorta di male contro di lui. Nel frattempo, il mondo continuerà, nel solito modo, occupandosi delle sue preoccupazioni materiali: mangiare, bere, sposarsi, fino al giorno in cui il Signore salirà sul trono del giudizio. Quando il mondo lo riconoscerà come il Signore del Giudizio, sarà troppo tardi! L’arca sarà chiusa. Il giudizio sarà vicino.

Ora, voglio che ascoltiate questo passo, dove Gesù affermò:

“Io vi dico che renderà loro giustizia con prontezza. Tuttavia, il Figlio dell’uomo, alla sua venuta, troverà forse la fede sulla terra?” (Lc 18:8).

Gesù si domandava se vi sarebbe stata fede sulla terra al ritorno di Cristo. Perché? La storia si può ripetere. Duemila anni fa, la fede era profonda. Le persone pregavano nelle sinagoghe al mattino, a mezzogiorno, alla sera. Leggevano costantemente le scritture, scrivendole sui risvolti degli abiti, citandole ogni giorno. Osservavano i Dieci Comandamenti e tutte le leggi. Portavano le decime al tempio. Digiunavano in continuazione. Tuttavia, quando apparve il Figlio di Dio, essi non lo riconobbero e lo misero in croce. Trovò fede Gesù? Agli occhi di Gesù Cristo, non v’era assolutamente fede sulla terra.

Allo stesso modo, quando egli ritornerà come Figlio dell’uomo, in carne ed ossa, la fede potrebbe ancora mancare sulla terra. Milioni di cristiani e migliaia di Chiese potranno non vedere mai la venuta del Figlio dell’uomo, perché egli viene come uomo in carne ed ossa. Ora, infine, leggiamo in Matteo:

“Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non profetammo nel nome tuo, nel tuo nome non cacciammo demoni e nel tuo nome non facemmo molti prodigi?”. E allora io dirò loro: “Non vi ho mai conosciuto: andate via da me, voi che operate l’iniquità”. (Mt 7:22-23).

Che cosa significa questo? Perché questi ferventi cristiani, che invocano il nome del Signore, dovrebbero essere condannati come malfattori? Che genere di male avrebbero commesso? Attraverso la storia sono stati commessi molti crimini e molti peccati nel nome del Signore, in nome di Dio. Non vi è esempio migliore di quello che è accaduto al tempo di Gesù. Le persone che tramarono per uccidere Gesù e che alla fine riuscirono a metterlo in croce, furono proprio coloro che seguivano fedelmente la parola di Dio, giorno e notte. Ma, quando il Figlio dell’uomo venne da loro, essi commisero il crimine più grave della storia. Uccisero il figlio unigenito di Dio e fecero questo nel nome del Signore! Allo stesso modo, quando il Cristo ritornerà, come uomo, nella carne, possiamo essere sicuri che i cristiani di oggi non saranno i primi a lapidarlo? Oggi, abbiamo la stessa responsabilità delle persone di duemila anni fa. Non importa quanto siano buone le nostre opere e le nostre preghiere. Quando Dio manda Suo Figlio, se non lo riconosciamo e non ci uniamo a lui, Egli ci dirà: “Allontanatevi da me, operatori d’iniquità”. Se è vero che la storia si ripete, allora, i cristiani di oggi potrebbero diventare i peggiori nemici del Cristo che ritorna. Potrebbero tentare di crocifiggerlo ancora una volta, nel nome del Signore.

Tuttavia, anche se il rifiuto e le persecuzioni iniziali possono essere molto dure, il Cristo non ritornerà per essere crocifisso di nuovo. Il Signore del Secondo Avvento sarà vittorioso ed alla fine verrà innalzato sul trono del giudizio e giudicherà il mondo come Signore del Giudizio.

Quando sarà innalzato sul trono, allora ogni occhio lo vedrà. Tutti capiranno chiaramente, senza alcun dubbio, chi Egli sia. Coloro che lo avranno accusato e rifiutato, gemeranno e piangeranno per il male che gli hanno fatto. Ma sarà troppo tardi. Il Signore dirà loro: “Non vi ho mai conosciuti, allontanatevi da me, operatori d’iniquità”. Il Signore sta ritornando e viene come un uomo. Tuttavia Egli verrà anche con la potenza e la gloria di Dio, e giudicherà il mondo. Soltanto i miti saranno benedetti. Gli arroganti vedranno il fuoco inestinguibile.

Il significato delle Nubi del Cielo

Qual è dunque il vero significato delle “nubi del cielo”? Teniamo presente, ancora una volta, che la Bibbia è scritta in simboli. Gesù disse: “Io sono la vite, voi siete i tralci”. Questa è un’espressione simbolica. Allo stesso modo, la frase “le nubi del cielo”, ha un significato spirituale, non fisico. Nel libro dell’Apocalisse, leggiamo:

“Le acque che hai viste e sulle quali siede la meretrice sono popoli, moltitudini, nazioni e lingue” (Ap 17:15).

La Bibbia indica che l’acqua è il simbolo delle moltitudini dell’umanità caduta. Che cosa sono le nubi? Sono acqua evaporata. L’acqua è spesso impura, sporca, con molti elementi estranei. Ma quando evapora e forma le nuvole, lascia dietro di sé le impurità. Così, le persone che sono purificate dalle “acque” dell’umanità, sono simboleggiate dalle nubi del cielo. Cristo verrà fra queste persone preparate, il popolo di Dio. Verrà dunque fra i cristiani consacrati, rinati, fra quelli che si sono innalzati e purificati dal peccato. Essi formeranno la fondazione del Regno di Dio quando il Cristo tornerà sulla terra. Questo è il vero significato delle nubi del cielo.

Lo scopo di Dio realizzato

Il primo Adamo e la prima Eva

Come sapete, Dio voleva che il Regno dei Cieli sulla terra iniziasse con il primo Adamo e la prima Eva. Se essi avessero obbedito al comandamento, avrebbero raggiunto la perfezione e Dio li avrebbe uniti in un matrimonio divino, stabilendo la prima famiglia sulla terra. Questa famiglia sarebbe diventata la pietra angolare del Regno di Dio sulla terra. Adamo ed Eva sarebbero stati il Vero Padre e la Vera Madre dell’umanità. Il Giardino dell’Eden è l’espressione simbolica di questo Regno. Questo mondo sarebbe stato un mondo di gioia per Dio.

Il secondo Adamo e la seconda Eva.

Purtroppo, il primo Adamo e la prima Eva fallirono. Tuttavia, l’ideale di Dio rimase lo stesso. Dio decise di realizzare quel Regno originario e di portare a compimento quel mondo di gioia. Dopo 4000 anni biblici, Dio volle restaurare quel Regno dei Cieli per mezzo di un altro Adamo perfetto. Gesù Cristo era quell’Adamo perfetto.

Leggiamo nella Bibbia che Gesù era “l’ultimo Adamo”, o il secondo Adamo (1 Cor 15:45). Egli venne infatti come Adamo perfetto, duemila anni fa, al posto del primo Adamo, che aveva fallito. Con la restaurazione del solo Adamo non vi poteva essere alcun Regno. Vi doveva essere una sposa, una madre, un’altra Eva. Così, Dio voleva che questo Adamo perfetto, Gesù Cristo, restaurasse la sua sposa, l’Eva perfetta. In questo modo, si sarebbe restaurata la prima famiglia, persa nel Giardino dell’Eden.

Il terzo Adamo e la terza Eva.

A causa della ribellione del popolo scelto di Israele, tuttavia, questo non poté essere fatto. Dio è però deciso a realizzare la Sua volontà. Per questo ha promesso il ritorno di Cristo. Sono passati circa duemila anni dalla morte di Gesù. Ed ora, Dio è pronto, ancora una volta, a mandare Suo Figlio, in qualità di terzo Adamo. Attraverso la storia, Dio ha sempre realizzato il Suo scopo al terzo tentativo. Il numero “tre” è veramente il numero di perfezione. Questa volta Dio realizzerà definitivamente il Suo ideale originario, benedicendo in matrimonio divino un Adamo ed una Eva perfetti, ponendo così la fondazione del Regno di Dio sulla terra.

Questa realizzazione finale viene profetizzata nel libro dell’Apocalisse come le Nozze dell’Agnello. Il Signore del Secondo Avvento è quell’Agnello, quell’Adamo perfetto. Egli restaurerà l’Eva perfetta. Entrambi saranno innalzati e diventeranno i primi Veri Genitori dell’umanità. Alla fine la gioia di Dio sarà completa.

Poco prima della sua crocifissione, Gesù disse a Pietro: “A te darò le chiavi del Regno dei Cieli e ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli” (Mt. 16:19).

L’errore fu fatto qui, sulla terra, il peccato fu commesso qui, sulla terra. Così l’errore deve essere riparato e l’eliminazione del peccato deve essere realizzata qui, sulla terra.

Gesù ci chiede di pregare: “Venga il tuo Regno, sia fatta la Tua volontà, così in cielo come in terra”. La terra è il problema. Ecco perché il Cristo deve ritornare su questa terra.

Molti cristiani credono che, quando verrà la fine del mondo, Dio distruggerà ogni cosa, il sole si oscurerà, le stelle cadranno e la terra sarà bruciata completamente. Allora, solo un piccolo numero di cristiani sarà innalzato nel cielo ed inizierà il millennio con Cristo.

Se questa fosse la volontà di Dio, allora Dio sarebbe un Dio di fallimento, poiché la Sua volontà originaria non verrebbe mai realizzata qui sulla terra. Egli rinuncerebbe a questa terra a causa di Satana. Allora Satana diventerebbe davvero il vincitore e Dio sarebbe sconfitto. Questo non accadrà mai! Dio è onnipotente. Egli non rinuncerà a questa terra. Essa fu creata per essere il Suo Regno e lo sarà. Anche questa città di New York sarà il Suo Regno. Voi potete essere i cittadini del Regno dei Cieli se riconoscerete il Messia che viene. È la vostra speranza, la mia speranza, e l’unica speranza dell’America e di questo mondo. Però, se falliremo nel riconoscerlo, il Cristianesimo non avrà speranza.

Il Cristianesimo declinerà. Il suo fuoco spirituale si spegnerà.

Le Chiese diventeranno la tomba dell’antica tradizione. Allora, il nostro mondo sarà condannato ad un triste destino.

Signori e signore, sono venuto qui questa sera, al Madison Square Garden obbedendo alla volontà di Dio. La Bibbia dice:

“E avverrà negli ultimi giorni, dice il Signore, che io effonderò del mio Spirito sopra ogni carne e i vostri figli e le vostre figlie profeteranno, e i vostri giovani avranno visioni e i vostri vecchi sogneranno sogni” (At 2:17).

Stiamo vivendo in un tempo tanto straordinario, siamo agli inizi di una nuova era! Il Cielo è molto vicino. Se chiedete con convinzione a Dio, Egli vi risponderà. Gli dovete chiedere insistentemente: “Come posso sapere se il Rev. Moon sta dicendo la verità?”. Non lasciate che io o chiunque altro risponda per voi a questa domanda. Lasciate che Dio vi risponda direttamente.

Perciò, andate in pace, e, vi prego, chiedete a Dio con convinzione e sincerità. Ponetevi di fronte a Dio in preghiera. Dio vi rivelerà la risposta. La nuova speranza per l’umanità è il Messia e quel “giorno grande e spaventevole del Signore” è vicino. Dipende da voi, se quel giorno sarà grande o spaventevole. Se riconoscerete il Messia, per voi quel giorno sarà grande. Ma se non lo riconoscerete, allora per voi quel giorno sarà veramente spaventevole.

Dio vi benedica. Grazie per avermi ascoltato attentamente.

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